Creato da segreteria.slmz il 24/05/2009

Il bianco e il nero

Le cose belle che ci sono e ci dovrebbero essere.

 

 

[Vita e morte di coppia] Conflitti nella separazione coniugale: il "mobbing genitoriale" di Gaetano Giordano (cit)

Post n°72 pubblicato il 31 Marzo 2010 da segreteria.slmz
 

Per gli amici giuristi. Ciao a tutti, metto il link per citazione di un articolo in tema di psicologia nelle separazioni tra coniugi, su cui volevo ragionare, ora non ho tempo ma tornerò per commentare. Ciao.

http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/giordano.htm

 

e anche, questo link, di diverso autore, di argomento correlato.

http://www.slowmind.net/arteterapia_net/vergogna.pdf

 
 
 

Il dono della dislessia

Post n°71 pubblicato il 24 Marzo 2010 da segreteria.slmz
 

Ciao a tutti, è da un po' di tempo che non scrivo, ma c'era una buona ragione. In questi mesi ho attraversato una riflessione sul mondo della dislessia, e questo mi ha fatto molto riflettere, sulla natura di questo carattere, sul fatto che ancora non è conosciuta, e che il suo mancato riconoscimento procura infinite sofferenze a bambini o ragazzi, e ai loro familiari. Per la verità il mondo delle istituzioni sembre che abbia dato pieno riconoscimento alle necessità di rispettare la natura di questi ragazzi, ma sembra anche che il gap di  formazione professionale di alcuni insegnanti sia ancora elevato. Beh, ora è tardi, buona notte. Ma Vi scrivo perchè mi piacerebbe trovare interlocutori e raccogliere pareri su questa realtà.

 
 
 

[Argomento per discussione] Il traffico di esseri umani, il Protocollo di Palermo, e il problema delle questioni tecniche

Post n°70 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da segreteria.slmz
 

Cari amici e colleghi,

Citiamo da Wikipedia

Il Protocollo di Palermo è il trattato che vieta il traffico di esseri umani, incluso il traffico di minori.

Il suo titolo esatto è "Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini" ed è un documento addizionale alla Convenzione contro il Crimine Transnazionale Organizzato. Prende il nome dalla città, Palermo, dove venne adottato e firmato nel 2000.

Il Protocollo di Palermo è entrato in vigore a livello internazionale il 25 dicembre 2003

L'Italia, pur essendo tra i primi paesi firmatari nel 2000, ha ratificato il Protocollo di Palermo solo il 2 agosto 2006.[1]

 

Su questo tema mi trovo in fase di documentazione. Se ci sono esperti o conoscitori del problema, vorrei proporre uno scambio di idee sui contenuti e sull'adeguatezza del protocollo di Palermo, e di che cosa sia indicatore il ritardo con cui l'italia ha ratificato il protocollo.

Buon lavoro a tutti.

Rif. POST N. 70

 

 

 
 
 

Uno, nessuno, centomila

Post n°69 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da segreteria.slmz
 

Ho ricevuto un semplice, breve, quasi timido messaggio di saluto da un interlocutore che nel proprio profilo non ha scritto nulla, e che non ha reso publbico il proprio blog.

Desideravo commentare il fatto  in sè, dando seguito anche al mio precedente post sull'utilità, per chi ama conoscere idee da fonti dirette non mediate, dell'autodescrizione e del blog.

E' ovvio che il nickname in teoria consente l'anonimato. Ma secondo noi questo può essere la premessa per una libera e perciò coraggiosa espressione di idee, ed è oltretutto una sorta di piazza virtuale, in cui può ben avvenire un incontro casuale, senza obblighi di darvi seguito, o imperativi di trasformare ogni contatto in solide amicizie. Questo non dovrebbe limitare la cordialità.

Ci sembra naturale, e accettabile.

Un saluto da Modena.

Pertinace.

 

 

 
 
 

Cerco italiani residenti in monaco di baviera per conversazione

Post n°68 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da segreteria.slmz
 

Buongiorno a tutti, torno dopo un lungo silenzio foriero di novità.

Cerco italiani residenti a monaco di baviera, di prima o seconda generazione, per conversazione. Sono curioso della città, che per quanto ne so incontra il mio favore.

Scrivetemi, bitte schreiben mir an, auf wiedersehen.

Pertinace

 
 
 

[Farsa Italia] - Buon governo, potere d'acquisto, sistema dei prezzi, nel pensiero di A. Puviani.

citiamo da  wikipedia, voce
Illusione finanziaria

L'illusione finanziaria rappresenta l'inesatta sensazione avuta dai contribuenti dell'effettivo carico impositivo di determinati tributi.

Un esempio è costituito dall'inglobamento nel prezzo di vendita di un prodotto dei tributi doganali corrisposti dal venditore, senza che il compratore ne sia in grado di avvertirne il peso.

Il fenomeno, la cui definizione si deve a Amilcare Puviani (con la sua pubblicazione "Teoria dell’illusione finanziaria, 1903") consente ad un governo l’adozione di misure di pressione fiscale che susciterebbero l’opposizione dei cittadini qualora questi fossero correttamente informati.

La teoria dell’illusione finanziaria, elaborata dall’economista Amilcare Puviani, sosteneva che i governanti attraverso l’attività finanziaria pubblica destinano una notevole parte delle risorse finanziarie dello Stato a vantaggio della classe dominante (che ha il maggior potere) a insaputa delle classi popolari o dei cittadini, i quali vengono illusi con artifici ed inganni (ad esempio che lo Stato risponde ai loro bisogni), in modo da provocare (ai cittadini) erronee valutazioni delle finalità delle scelte politiche (i cittadini vengono illusi ad esempio che le tasse scendono, quando invece aumentano oppure il governo ha interesse a far vedere che sta riducendo la spesa quando invece la sta aumentando ecc…) e di conseguenza i cittadini permetteranno ai governanti di mantenere il potere.

**

Avete mai avuto fisicamente in mano un documento contenente la legge finanziaria, e l'allegato documento di bilancio dello stato? E' un'esperienza paragonabile ad un viaggio nell'aldilà (ma è a/r, per fortuna). Mi sembra un'esperienza consigliabile, come una delle letture di base, per chi voglia comprendere le ragioni pratiche della politica.

Sembra un concetto evocativo. Cosa ne pensate?

 

 
 
 

[Farsa Italia] - Ignorantia legis non excusat, sed pecunia necesse est.

dal sito della Gazzetta Ufficiale Italiana:

Avvertenza: Siete nella versione gratuita della Gazzetta Ufficiale italiana disponibile per l'informazione al pubblico. L'accesso all'archivio completo delle Banche Dati della G.U. denominato GURITEL, è disponibile in due modalità:
quella gratuita in cui siete entrati e quella a pagamento che richiede la sottoscrizione di un abbonamento; alla pagina "abbonamento telematico" è possibile reperire il modulo e le informazioni utili a tale scopo.

  • se siete un utente privato potete inviare direttamente la vostra richiesta all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
  • se siete una pubblica amministrazione le specifiche per la richiesta sono presenti sempre nel menù "abbonamento telematico - Richiesta Accesso P.A.".

In altre parole:
"Siete nella versione gratuita (e limitata), se volete sapere tutto (tutto ciò che per legge dovreste conoscere, naturalmente) allora il servizio è a pagamento."

 

Commovente, no?

Lo diciamo timidamente, con umiltà: ci piacerebbe lanciare nel cyberspazio una proposta etica, e senza fretta alcuna.

I movimenti sociali e ideali richiedono tempi lunghi, e noi abbiamo pazienza, ma questa idea ci piace:

Vorremmo cambiare, o che i responsabili cambiassero il regolamento d'accesso alla Gazzetta Ufficiale, e alle banche dati giuridiche e di sentenze (Cassazione, Tribunali, e altri Giudici) gestite dallo stato e/o dagli enti governativi, regioni, enti pubblici, e simili, al fine di rendere effettiva la possibilità di accedere alla conoscenza delle leggi e dei regolamenti.

Non vorrei che qualche pragmatico coscienzioso conscio dei limiti di bilancio dello stato mi dicesse che il prezzo d'abbonamento è basso e che non è questo il problema più importante, che ci sono tanti enti e strutture sociali in grado di far circolare le notizie, ecc.

Nella mia personale visione, l'accesso al diritto e sistema giudiziario dovrebbe essere impostato almeno al servizio dei deboli.

E l'accesso gratuito a tutto il sistema normativo e della giurisprudenza, sia che l'accesso avvenga direttamente da parte del cittadino, sia se tale accesso avvenga con la mediazione di professionisti, consentirebbe in entrambi i casi di diminuire i costi (e i tempi) dell'accesso.

In difetto, ci chiediamo se non dovesse essere cambiata la norma corrispondente al brocardo del titolo, se taluno ragionevolmente dimostrasse la propria impossibilità economica ed organizzativa nel conoscere una certa normativa.

E' una curiosità. Siamo i soli a pensare tutto ciò? Stiamo dicendo una cosa di destra, di sinistra, o solo di buon senso?

Se non è di buon senso, aiutateci a migliorare i nostri ragionamenti, dateci una critica, e vi ringrazieremo a lungo.

Vorrei avere riscontro dagli stimatissimi lettori, sulla sensatezza di quanto affermando siamo?

Mediante un post di incoraggiamento o di critica.

Pertinace.

 

 

 

 
 
 

[Aiuto!]. Bibliotecario cercasi.

Cari lettori, chiedo educatamente un aiuto, Vorrei contattare un bibliotecario, cioè un esperto di biblioteconomia e sistemi opac open source o un esperto di mercati d'arte.

Vorrei un chiarimento sul funzionamento degli opac, e se esiste un analogo sistema,  per la catalogazione, repertazione, e inventario dei reperti archeologici ed opere d'arte, e come funziona questo sistema nel contesto di aste internazionali d'opere d'arte.

Ci sarà un momento in cui svolgerò un'accurata ricerca sul web e negli archivi comunali, ma per il momento utilizzo anche questo annuncio.

Non ho fretta, ma è una mia grande curiosità, perciò questo annuncio è permanente, spero di avere la fortuna di incontrare un gentiluomo disposto a farmi dono o scambio di cultura e tecnica.

Spero tanto che qualche appassionato abbia l'infinita gentilezza di contattarmi.

Grazie, in ogni caso.

 

 
 
 

[massimi sistemi] L'universo è infinito?

Post n°64 pubblicato il 16 Luglio 2009 da segreteria.slmz

Già, è capitato ieri: "Papà, ma l'universo è finito o infinito". Crisi. Ho capito che è più facile immaginare un universo infinito, ma sembra più logico pensare che sia finito.

C'è qualche appassionato che possa illustrarmi quali sono le conseguenze del concetto di universo finito?

Grazie.

 
 
 

Cercare un contenuto multimediale su un fatto immorale è un gesto a sua volta immorale?

Post n°63 pubblicato il 15 Luglio 2009 da segreteria.slmz
 

Cito testualmente da un post di un blog: "È notizia di questi giorni che quattro dirigenti di Mountain View rischiano il carcere, visto che è iniziato il processo sul caso in cui è stata coinvolto Google, avendo distribuito tramite Youtube un video con atti di bullismo verso un ragazzo Down.
Google si difende affermando: “È come perseguire gli impiegati delle poste per via di lettere minatorie spedite per posta” -  La questione è complessa, perché in questa sentenza si cercherà di determinare ruoli e responsabilità attive e passive: colpevoli i bulli, ovviamente, ma colpevole anche Google?  Google è da considerare come un fattorino, o come un giornale? Cioè: Google è responsabile per quello che la comunità intera pubblica sui suoi sistemi? E poi, Google è tenuta a prevenire gli eventuali problemi verificando prima di pubblicare oppure deve offrire un servizio per cancellare celermente un video? Ad ora Google interviene in 24 ore…  Tante domande verso chi ha colpa e cosa fare per evitare che si ripeta. Ma io mi chiedo: cosa c’era di divertente nel vedere dei bulli prendersela con un ragazzo Down? cosa sarebbe successo se la comunità intera si fosse rivoltata contro ai bulli invece di farlo diventare un top view?"

Desideriamo commentare.

Ci sembra che esista una specie di luogo comune, secondo il quale il fatto che una notizia sia letta "per caso" sia trattata in modo diverso rispetto al caso in cui la stessa notizia sia letta perchè uno ha svolto un'attività non equivoca diretta a leggerla.

Sentir trattare la lettura di articoli  o l'apprendimento, o la presa di consapevolezza, sull'esistenza di un contenuto scritto o multimediale, secondo un atteggiamento da "Hit Parade", cioè secondo una  logica assimilabile alla misurazione degli hit di un juke-box, e pertanto con la considerazione implicita che una notizia "cliccata" sarebbe una notizia - o contenuto "di successo", non ci piace.

E ci piace ancora meno intuire,  per espressione implicita,  la formulazione di un giudizio etico negativo su coloro che quella notizia leggono (o quel  contenuto multimediale in tal modo conoscono).  Equiparare il gesto di conoscere un contenuto intellettuale o multimediale, ad un gesto di gradimento o di condivisione sul piano etico di quel contenuto per noi è deprecabile, perchè non corrisponde ad una situazione normale, nè - crediamo - statisticamente frequente. 

E altre, secondo noi, sono le cause sia profonde che  immediate  di drammi scambiati per semplice "emulazione" di situazioni ritratte in contenuti multimediali eticamente discutibili, e ciò, si badi, indipendentemente dal fatto che la situazione ritratta si trovi  al di sotto o  sia al di sopra della soglia che definisce una  fattispecie di  reato penale. E' un discorso delicato, e non ho il tempo che vorrei per approfondirlo, ma mi piacerebbe trovare interlocutori e aprire una discussione con i commenti.

Quel giudizio di equiparazione ci sembra illogico, superficiale, irrealistico, e la sua affermazione mplicita nei discorsi a loro volta pubblicati - questo sì - ci sembra dannoso.

Non c'è nessuno là fuori che si sente abbastanza raziocinante per maneggiare contenuti sgradevoli senza per questo rischiare di  diventare un bruto, di rischiare condizionamenti subliminali, di subire oscuri meccanismi antropologici d'emulazione,  di menomare il proprio senso critico sul giusto peso da attribuire al fatto, alla notizia, al suo autore, senza rischiare di  ridurre la distanza etica tra sè  ed il  fatto rappresentato,  e al suo autore?

Secondo noi è anche su questi apprezzamenti che si misura il livello di civilità di un popolo.

Pertinace.

 
 
 

[poesia] La bellezza della lingua italiana ed un poeta geniale

Post n°62 pubblicato il 15 Luglio 2009 da segreteria.slmz
 

Sapete che amo la linguistica, e trastullarmi con caratteri cinesi ed ideogrammi giapponesi, ma più provo a  perdere la vista su dizionari e grammatiche urdu e hindi, più resto convinto che la lingua italiana, con rispetto della musicalità dell'inglese, sia una delle lingue più potenti, espressive e adatte alla poesia. Trovo una ulteriore dimostrazione in alcune opere di Fosco Maraini, che me è un genio, mi trasmette emozioni inarrestabili, e del quale riporto due assaggi. Dimenticavo, per me poter contemplare l'arte, potendola capire, è un fatto che equivale abbastanza al possesso di beni di lusso e alla capacità di goderli.

E gnacche alla formica

Io t'amo o pia cicala e un trillargento
ci spàffera nel cuor la tua canzona.
Canta cicala frìnfera nel vento:
E gnacche alla formica ammucchiarona!

Che vuole la formica con quell'umbe
da mòghera burbiosa? È vero, arzìa
per tutto il giorno, e tràmiga e cucumbe
col capo chino in mogna micrargìa.

Verrà l'inverno si, verrà il mordese
verranno tante gosce aggramerine,
ma intanto il sole schìcchera gigliese
e sgnèllida tra cròndale velvine.

Canta cicala, càntera il manfrore,
il mezzogiorno zàmpiga e leona.
Canta cicala in zìlleri d'amore:
E gnacche alla formica ammucchiarona!


Il giorno ad Urlapicchio

Ci son dei giorni smègi e lombidiosi
col cielo dagro e un fònzero gongruto
ci son meriggi gnàlidi e budriosi
che plògidan sul mondo infrangelluto,

ma oggi è un giorno a zìmpagi e zirlecchi
un giorno tutto gnacchi e timparlini,
le nuvole buzzìllano, i bernecchi
ludèrchiano coi fèrnagi tra i pini;

è un giorno per le vànvere, un festicchio
un giorno carmidioso e prodigiero,
è il giorno a cantilegi, ad Urlapicchio
in cui m’hai detto «t’amo per davvero»

Fosco Maraini - La gnosi delle fanfole [1994]

 

Citando da un wiki, Fosco Maraini nacque il 15 novembre 1912 dallo scultore Antonio Maraini (1886-1963), di antica famiglia ticinese, e dalla scrittrice Yoï Crosse (1877-1944), di padre inglese e madre ungherese di origine polacca.

Bilingue italo-inglese fin dalla nascita, crebbe e si formò nell'ambiente intellettualmente vivace proprio del suo nucleo familiare e della Firenze degli anni 1920 - 1930. Nel 1934, spinto dalla sua immensa curiosità nei confronti dell'Oriente, si imbarcò sulla nave Amerigo Vespucci come insegnante di inglese, visitando l'Africa del Nord e l'Anatolia. Nel 1935 sposò la pittrice siciliana Topazia (n. 1913), dell'antica famiglia Alliata di Salaparuta principi di Villafranca, da cui ebbe le tre figlie Dacia (Fiesole, 1936), Yuki (Sapporo, 1939 - Rieti, 1995) e Toni (Tokyo, 1941).

Maraini si laureò in Scienze Naturali e Antropologiche all'Università degli Studi di Firenze. Nel 1937 raggiunse l'orientalista maceratese Giuseppe Tucci, che conosceva assai bene sanscrito, tibetano, hindi, nepali, bengali e altre lingue asiatiche, in una spedizione in Tibet, alla quale ne sarebbe seguita un'altra undici anni più tardi, nel 1948. Da tale esperienza scaturì la grande passione che lo portò a dedicarsi allo studio delle culture e dell'etnologia orientale e a scrivere Segreto Tibet.

Prima della seconda guerra mondiale, Maraini si trasferì in Giappone, dapprima nel Hokkaido, a Sapporo, e poi nel Kansai e a Kyōto, come lettore di lingua italiana per la celebre università locale. L'8 settembre 1943 si trovava a Tokyo e rifiutò, assieme alla moglie, di aderire alla Repubblica di Salò. Venne quindi internato in un campo di concentramento a Nagoya con tutta la sua famiglia. Durante la prigionia compì un gesto d'alto significato simbolico per la cultura giapponese: alla presenza dei comandanti del campo di concentramento si tagliò il mignolo della mano sinistra con una scure. Non ottenne la libertà, ma una capretta ed un orticello permisero alla famiglia Maraini di sopravvivere. Finita la guerra tornò in Italia, per poi ripartire verso nuove mete quali il Tibet, Gerusalemme, il Giappone e la Corea.

Conosciuto per i suoi numerosi lavori fotografici in Tibet e in Giappone, Maraini fotografò le catene del Karakorum e dell'Hindu Kush, l'Asia centrale e l'Italia in generale; fu insegnante di lingua e letteratura giapponese all'Università di Firenze e uno dei massimi esperti di cultura delle popolazioni Ainu del Nord del Giappone.

Noto anche come alpinista, svolse la sua attività principalmente nelle Dolomiti, dove compì le sue prime ascensioni con Emilio Comici, Tita Piaz e Sandro del Torso. Partecipò inoltre ad alcune importanti spedizioni del Club Alpino Italiano: quella del 1958 al Gasherbrum IV (7980 m, nel Karakorum, Pakistan), guidata da Riccardo Cassin, e quella del 1959 organizzata dalla sezione di Roma del CAI al Saraghrar Peak (7350 m, nell'Hindu Kush, Pakistan), guidata da Franco Alletto e Paolo Consiglio. Su entrambe le spedizioni scrisse un libro: Gasherbrum 4, Baltoro, Karakorum e Paropamiso (vedi la sezione dedicata alle opere).

Dopo aver divorziato da Topazia Alliata, nel 1970 sposò in seconde nozze la giapponese Mieko Namiki con la quale visse a Firenze, nella villa paterna di Torre di Sopra, presso il Poggio Imperiale, lavorando alla sistemazione del suo archivio fotografico e dei suoi moltissimi libri rari.

È morto nel giugno del 2004, con la volontà di essere seppellito in un piccolo cimitero della Garfagnana.

Descrisse la prima parte della propria vita nell'autobiografia romanzata Case, amori, universi, pubblicata presso Mondadori nel 1999. I suoi libri più rari sono disponibili nella biblioteca del Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze.

 

 

 
 
 

Mistero, perchè non ci basti scrutare.

Post n°61 pubblicato il 11 Luglio 2009 da segreteria.slmz
 

raccogliamo un post di un pensiero di Pavese, per la sua bellezza, e perchè rispecchia esattamente ciò che è reso possibile dal blog.

AVEVAMO GLI OCCHI TROPPO BELLI...

 

Forse è solo un'illusione:

si sta benissimo soli

la maggior parte del tempo.

Piace di tanto in tanto avere un otre

in cui versarvi e poi bervi se stessi:

dato che dagli altri chiediamo ciò che

abbiamo già in noi.

Mistero perché non ci basti scrutare e

bere in noi e ci occorra

riavere noi dagli altri.

 

(Cesare Pavese, Il Mestiere Di Vivere)

 
 
 

Tigweb.org

Post n°60 pubblicato il 11 Luglio 2009 da segreteria.slmz
 

Vi segnalo questo social network che mi è sembrato bellissimo, unitamente al sito del G8 e del J8.

 

Non ho tempo per spiegarlo qui, merita di essere visto.

 

 
 
 

Ezra Pound e la libertà di parola

Post n°59 pubblicato il 05 Luglio 2009 da segreteria.slmz
 

Quando un poeta sceglie la lingua convenzionale, il fatto è singolare. Ancor più quando quelle parole sono semplici.

1928 Tutti i grandi cambiamenti sono semplici.

1938 Le idee non entrano in azione in massa il giorno che sono nate.

1934 Probabilmente la vera preparazione per il proprio lavoro non è ciò che si fa

          credendo di prepararsi al riguardo.

1935 Le idee sono vere quando si trasformano in azioni.

1940 La libertà di parola senza la libertà di diffusione è solo un pesce dorato in una     

           vaschetta sferica.

1942 Non c'è nessuna ragione perché un inventore debba capire tutte le implicazioni

           della sua invenzione.

1960 Lo schiavo è quello che aspetta qualcuno a liberarlo.



Questi aforismi ci fanno riflettere.


Vale la pena di cambiare e migliorare le proprie idee, e di scriverle.

Non possiamo sapere le conseguenze che le nostre idee idee avranno in chi le leggerà, e nemmeno in quale epoca saranno considerate interessanti da qualcuno.

In effetti alcune idee possono cambiare le intenzioni.

Posso riconoscere che le persone che più assiduamente abbiamo frequentato lo hanno fatto con noi.





 

 

 

 

 
 
 

[Master in Comunicazione] - "E tu, quante maschere hai? Dimmelo, dai..."

Post n°58 pubblicato il 24 Giugno 2009 da segreteria.slmz

Troviamo in un bel blog queste parole:

"E tu, quante maschere hai? Dimmelo, dai..."

Il tema della maschera è avvincente, e le dita sono di nuovo incollate alla tastiera. Ma il dovere mi chiama. A più tardi.

 
 
 

[Amor] - L'insostenibile leggerezza delle cose dell'amore.

Post n°57 pubblicato il 23 Giugno 2009 da segreteria.slmz
 

Volevamo parlare della differenza con la quale un uomo o una donna vedono e vivono l'esperienza della fine dell'amore o di una passione.

Mi è successo di inciampare in due interventi,
I. I fatti
il primo post è di http://gold.libero.it/ANNOTANDO/7253727.html, che cito:

"Si sa, quando ci si innamora..si vede la vita davanti a noi in tecnicolor.

Si sentono le farfalle nello stomaco, ed ogni bacio sentiamo suonare le campane.
A letto si fanno scintille e faville…insomma fuochi d’artificio.
Poi ci si sposa, con il passare degli anni c’è amore, c’è passione, c’è la voglia di condividere e costruire insieme.
Epoi arrivano i figli, e le notti in bianco, ed i problemi delle ratedella casa o della macchina,la sera si è stanchi o per il lavoro, o perle nottate che i figli ti fanno fare in bianco, però … quella volta chesi riesce a fare l’amore, lo si fa sempre con passione, ma proprio sec’è il tempo, altrimenti non è necessario.
Piano piano i figli crescono, la passione scema …..certo c’è amore, rispetto, ed incontri settimanali, a volte mensili!

L’amorenella coppia evolve, sia quello spirituale che quello fisico, spesso ledonne dicono che basta solo amor platonico, ricordando le scintille chesi sono fatte in passato ed arrivate ad una certa età si occupano deinipoti, del volontariato, di altro!
Colpa degli ormoni? Mha??

E l’uomo spesso non ci sta e cerca altrove.

Far l’amore in età matura è senz’altro diverso, ma l’intensità può essere la stessa, se non migliore.
Nonsi può dopo diversi anni di matrimonio andare a letto solo per sentirerussare l’altro, litigare per la coperta, e se va bene scambiarsi ilresoconto della giornata.

Detto questo..per non sentire russare mio marito e mio figlio…sono tre notti che vado  a dormire in cameretta, almeno dormo!"

a seguito del quale c'è questo commento:



"Facciofatica a rassegnarmi che il tempo passa......che le cosecambiano...cerco spesso negli occhi di mio marito quella scintilla cheaveva sempre quando mi guardava......ora, spesso il suo sguardo sembrache mi attraversi senza vedermi e questo mi fa male, molto male...nonriesco a rassegnarmi!!!!!"

 

II. La ragione
il secondo post è un articolo di "farfintadessersani", dal blog

http://www.letterealdirettore.it/rilanciare-il-desiderio-nella-coppia/, che riporto integralmente

"Rilanciare il desiderio nella coppia

di farfintadessersani

Egregio Direttore
Le scrivo perché ho un’ enorme confusione nella mia mente.
Questa mattina mi collego ad internet e trovo l’ennesimo articolo dal titolo: ”Guida per tradire e vivere felice e contenti”. Dopo due ore, sfoglio una nota rivista di psicologia e leggo: “Se il desiderio non è più al centro della coppia bisogna capire perché si è affievolito o scomparso. In certi casi potrebbe essere rilanciato da una relazione extraconiugale”
Articoli come “Tradire per imparare ad amare”, “Le dieci regole per non farsi scoprire”, si trovano, ormai, ovunque. L ’informazione di massa e gli psicologi stessi incentivano questo nuovo modo di vivere la vita.
Bisogna godersi le gioie dell’amore come emozioni rare ed uniche che quando passano sono da cogliere a volo non curandosi che si è già giurato amore e fedeltà davanti ad un altare. Poco importa se vi è già un coniuge o dei figli. L’importante è vivere le emozioni e aprirsi a nuovi mondi e esperienze.
Questo e roba simile (se non peggio) è quello che sento da un po di tempo.
Allora io qui mi fermo e chiedo ad alta voce : ma dove stiamo andando? La famiglia dove sta andando?
A me hanno insegnato che le emozioni, la dignità, il rispetto di se stessi provengono dalla famiglia , si sviluppano nella famiglia e si dirigono verso la famiglia.
Ma a me sembra non funzionare più così. La famiglia sta diventando il luogo dove far vivere le proprie bassezze umane.
Si ci sposa perché sembra che sia un passo obbligato, dopo alcuni anni si va in crisi perché le responsabilità familiari vengono vissute come un peso e non come fonti per sentirsi più ricchi a questo mondo. Ed allora l’unica soluzione alla crisi è tradire il coniuge, Il giuramento fatto dinanzi a Dio e senza saperlo la propria dignità di essere umano.
Un mio amico mi telefona e mi dice che sta attraversando un periodo di crisi con la moglie e anche lui, come tanti, ha sentito dire che una buona cura potrebbe essere un’avventura extraconiugale.
Le chat sono pieni di uomini che sotto falsi nickname e mettendo in chiaro di essere sposati cercano nuova forme di distrazioni ad una vita coniugale fatta di monotonia (secondo il loro parere).
Ancora leggo di sondaggi che hanno dimostrato che le relazioni extraconiugali sul luogo del lavoro fanno bene.
Io in questo non vi vedo niente di esaltante ma solo un utilizzare anche la sfera intima dell’individuo a servizio di una società ove si parla di sentimenti umani e di valori come degli oggetti in un mercato di libera concorrenza. Io non posso che vedervi Il più meschino dei tradimenti consumati ai danni del partner.
Quante lettere si leggono su giornali e su siti internet di donne che si dichiarano innamorate di un uomini sposati e distrutte dal dolore perché lui non lascia la moglie.
Ma scusatemi non vi è un comandamento che dice: non desiderare l’uomo-donna d’altri?
A me è venuto sempre il dubbio che per queste si trattasse di pseudo- innamoramento da competizione. Donne che si sentono appagate solo quando riescono a portare via un uomo ad un’altra donna. Donne che si sentono bene quando un uomo le confida tutto quello che non va con la moglie perché solo così si possono sentire importanti.
Io chiedo cosa c’è di bello e di soddisfacente?
Che emozione può essere organizzare e studiare incontri clandestini ed eccitanti solo perché c’è un terzo al quale tenerlo nascosto?
Poco importa se il coniuge oltre ad essere calpestato nella su dignità di essere umano e suoi sentimenti più puri l’importante è far di tutto perché non lo scopra perché lui è diventato l’oggetto grazie al quale quell’emozione non sarebbe poi così tanto forte. Il gusto del pericolo, dell’amore nascosto, difficile, complicato, la paura di essere scoperti, le interminabili attese sembrano che questi stiano diventando i nuovi valori a scapito di una famiglia che ormai sta andando allo sfacelo.
Poco importa se c’è un individuo che soffre perché l’importante è star bene è se per sentirsi meglio la soluzione è tradire facciamolo pure.
Poco importa se c’è un altro individuo che in rapporto ci mette valori come la fiducia, il rispetto e la dedizione completa.
Solo chi ha conosciuto il dolore lacinante di tradimento può comprendere il significato della dura ferita dell’anima che questo mostro provoca.
La famiglia non è più motivo di gioia, di grandi soddisfazioni, fonte inesauribile di ricchezza.
La famiglia non avrà più ragione d’esistere se , come vuole farci credere l’informazione di massa, solo grazie ad un tradimento si può tornare la sera a casa felici e contenti e l’indomani uscire più felici con l’auspicio di un nuovo incontro.
Io mi sento felice di ritornare la sera a casa con occhi e cuore pulito. Io mi sento bene ad affrontare le difficoltà che la vita di coppia prospetta, mi sento soddisfatta nel risolverle senza cadere nelle più subdole tentazioni. Emozioni per me sono l’ assaporarsi la gioia e l’attesa di mettere a mondo dei figli e vederli crescere giorno dopo giorno insieme. Ma no per molti queste sono cose da delirio.
E poi ci sono i paladini della privacy. Nelle famiglie bisogna rispettare la privicy. Vietato guardare i telefonini, il computer, nelle tasche, nella borsa dell’altro coniuge. Per favore non nascondiamoci dietro falsi opportunismi questo è solo un modo per voler proteggere un eventuale vita parallela. La privacy va protetta dagli estranei non da colui che si è scelto come compagno di vita!!!
E lo sa bene chi ha scoperto tradimenti grazie a questi moderni mezzi di comunicazioni.
Lo sa bene chi ha conosciuto la ferita del tradimento. Un mondo che ti crolla. Il ricordo di quei giorni in cui si era felici e spensierati aspettando l’ora di ritornare a casa per poter abbracciare il proprio partner e raccontare la giornata trascorsa per scoprire a posteriori che non c’era niente di star allegri poiché lui o lei erano impegnati in altro. Il triste ricordo di quei giorno in cui si vedeva assente e si pensava che avesse chissà quale problema lavorativo. Il ricordo di un giorno in cui lui diceva d’andar a far la spesa e impavido correre da lei-lui. Il ricordo di quei giorni dove per il coniuge non c’erano parole affettuose, una carezza o un bacio perché erano già stati dati o perché vi era solo il desiderio di darli ad un altro. Scuse, giustificazioni e come non bastasse l’accusa di vederci il male dove non c’era.
E anche qui interviene l’informazione di massa: chi dice che bisogna rendere pan per focaccia, chi dice che bisogna perdonare, chi bisogna ricostruirsi una vita come se fossero le cose più semplici del mondo quando hai nel cuore e nell’anima una ferita inferta da qualcuno che mentre lo faceva soddisfava un suo impulso di piacere senza morale ed alcun valore.
Come se fosse facile rialzarsi dopo essere stati investiti di proposito da un automobilista insoddisfatto al quale avevi affidato la parte più pulita dei tuoi sentimenti.
Ma io non posso far a meno di chiedermi perché?
Che importanza hanno i vecchi valori della famiglia in questa nuova società?
Perché si ci è dimentica che la vera vita nasce da quelli e tutto il resto sono momentanee soddisfazioni consumate sulla sofferenza di un altro.
Cosa ci può essere di bello in tutto ciò? La novità, il senso di rinascita così professati dai media?
E la dignità dell’uomo? E’ ricchezza dell’anima questa?

III. Conclusioni

Il limite tra l'amore sublime e passionale, e il baratro della depressione, è sottilissimo, e riguarda la legittima ricerca della felicità.

Vorremmo parlare di una via intermedia, una specie di senso di leggerezza nelle questioni dell'amore, da un lato, ed una specie di presunzione di buona fede, dall'altro. E di alcuni trascurabili concetti come la natura d'esseri mortali, e ciò che ne consegue.

Osserviamo che le conclusioni possono cambiare se nelle cose dell'amore si ritiene che una persona possa agire su queste forze, cioè orientarle, o che invece ne ne sia agito, senza arbitrio.

E così il racconto soggettivo descrive l'esperienza, e dice "a volte", "solo a volte", "ogni volta".

Noi preferiremmo dire "volta per volta", lasciando alle cose che accadono la loro libertà.

Perchè le persone agiscono anche secondo le aspettative che sentono intorno a loro, a maggior ragione, se intorno a loro c'è, in teoria o in pratica, la persona prescelta (dico "prescelta", non "la più importante").

Alcuni parlano di autostima, altri di condizionamento ambientale, altri di energia vitale.

Ma le questioni dell'amore sono serie, ed è normale che chi pensa a cose serie non abbia voglia di scherzare.

Perciò apprezziamo la grandezza di Lorenzo il Magnifico che vi infliggiamo testualmente:

Quant'è bella giovinezza
Lorenzo De' Medici

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco e Arianna
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor esser ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Il che significa: "tutti noi eravamo altro". e anche "tra cento anni, chi più chi meno, non ci saremo più", o "panta rei os potamòs".

IV. Le osservazioni di Celentano

La canzone dovrebbe essere dapprima essere ascoltata, (http://www.canzoni-mp3.net/testo_confessa.htm) perchè la cantilena e la melodia sono fondamendali per la comprensione dello stato d'animo (di un uomo medio e semplice) di cui vorremmo parlare. Nella nostra esperienza abbiamo trovato questa dimensione piuttosto ricorrente.

"Confessa" di A. Celentano.

Su confessa amore mio
io non sono più il solo l'unico
hai nascosto nel cuore tuo

una storia irrinunciabile
io non sono più il tuo pensiero
non sono piu' il tuo amore vero

sono il dolce col fondo amaro
che non mangi più
ma perchè

tu sei un'altra donna
ma perchè
tu non sei più tu

ma perchè
non l'hai detto prima
chi non ama

non sarà amato mai
che ne hai fatto del nostro bene
è diventato un freddo brivido

le risate le nostre cene
scene ormai irrecuperabili
io non sono più il tuo pensiero

non sono più il tuo amore vero
sono il dolce col fondo amaro
che non mangi più

ma perchè
tu sei un'altra donna
ma perchè

tu non sei più tu
ma perchè tu
tu non l'hai detto prima

chi non ama
non sara' amato mai
quando viene la sera

e il ricordo pian piano scompare
la tristezza nel cuore
apre un vuoto piu' grande del mare

più grande del mare
( Instrumental )
ma perchè

non l'hai detto prima
chi non ama
non sarà amato mai

che ne hai fatto del nostro bene
è diventato un freddo brivido
le risate le nostre cene

scene ormai irrecuperabili
io non sono più il tuo pensiero
non sono più il tuo amore vero

sono il dolce col fondo amaro che non mangi più.

 

*

Per certi versi, parlare e scrivere dell'amore passionale, con mezzi diversi dalla poesia e della musica, volerne fare un concetto coi metodi della saggistica, potrebbe distruggere l'idea primitiva dell'essenza stessa dell'amore, e non essere il mezzo migliore al servizio degli innamorati o dei loro ricordi, nè per consentire ad un lettore di poter riprodurre o simulare l'esperienza di cui stiamo parlando.

Purtroppo la poesia non è per tutti, e così a volte il "rilancio" di un amore o del desiderio può provocare cadute, una volta esaurita l'energia cinetica dello slancio amoroso.

E' per questo che, più che sul lancio, ci piace riflettere sulla gravità, che riporta a terra ciò che è nato per volare.

E i fisici direbbero che la gravità dipende dalla vicinanza di due corpi.

Per ora termino qui, ma il tema è interessante, e non può essere trattato in sintesi.
Perciò, sento che imperverserò ancora.

Se siete arrivati a leggere fin qui, anche una medaglia, e il riconoscimento che probabilmente siete persone gentili.


Però a volte sembrerebbe vero. Talvolta l'amore sembra una forza vitale la cui fonte primaria è solamente in sè stessi. E amare il proprio amato soddisfa in primo luogo l'amante, più che l'amato, nello stesso modo che celebra la vanità di lui, che perciò gradisce, che perciò si culla nella sensazione di potenza di persona sinceramente sostenuta dall'amore di un altra. Che non è mai uguale, non è mai contraria, che non è mai la stessa. Se questo è vero, significa anche, ...che se non si rinnova, potrebbe dissolversi?

E che dire poi dei due mondi? L'amore, le sue aspettative, sono le stesse per maschi e femmine? E il valore semantico delle parole maschio, uomo e padre, e femmina, donna, e madre, sono insiemi intersecati o sottoinsiemi? Quando si parla d'amore, esiste una diversa essenza, una diversa forma, una diversa simbolica, una diversa pragmatica, nel modo di rappresentarsi, che dipenda dalla soggettiva identità sessuale, o dalla percezione del proprio ruolo?

Raramente un uomo abbandonato dalla moglie dice "mia moglie non mi ama più", "mia moglie non mi vuole più". Egli dice piuttosto "mia moglie vuole separarsi", "mia moglie ha un'altro", dando così l'impressione che il focus sia sul possesso, non sulla relazione. Mah.

Poichè ho scritto di getto, è possibile che abbia scritto emerite conseguenze di improvvida assenza di ponderatezza. Alcuni le chiamano con sostantivi impronunciabili, ma la mia autocritica ha dei limiti.

Per gli indefessi, ho trovato interessante il libro "Desiderio di uomo. Desiderio di Donna?" di M. Fiumanò.

Sorrisi.

 
 
 

[Blogosfera] - Quando la coppia scoppia

Post n°56 pubblicato il 16 Giugno 2009 da segreteria.slmz
 

Cari amici, Vi segnalo l'interessante blog di stella112, dedicato, per lo più, al tema di innamoramento, amore, vita e morte della coppia.

Osservo che nei tribunali si chiede l'addebito per dinamiche di coppia negative che sembrano piuttosto comuni, e sembrano derivate dall'ignoranza di alcune "trappole" che minano, in modo a volte meno evidente, la motivazione e il senso d'attrazione.

Un complimento al blog e al suo autore.

 
 
 

[ExPatriot] - Segnalazione sito

Post n°55 pubblicato il 14 Giugno 2009 da segreteria.slmz
 

Cari amici, Vi segnalo il sito, con buon livello base di nozioni su diversi paesi.

http://www.justlanded.com/italiano

In particolare, a tutti i germanofili come noi, una nota critica proviene dal sistema scolastico ed educativo, molto diverso e direi seriamente confliggente col modo di sentire e il conseguente ordinamento tradizionale italiano.

http://www.justlanded.com/italiano/Germania/Guida-Germania/Istruzione

 
 
 

Un discorso interessante. L'ambizione alla procreazione e alla conservazione della stirpe.

Post n°54 pubblicato il 11 Giugno 2009 da segreteria.slmz
 

Ho letto una interessante fiammata tra interlocutori, a proposito dell'osservazione che per molti anni, nel recente passato, la natalità in Italia è stata sostituita dall'immigrazione di giovani, anzichè nel sostegno e alla esortazione alle famiglie,  allora giovani, a fare figli.

1) Oggi, per quello che vedo intorno a me, c'è una certa numerosità di coppie ultra-anta, con un figlio, o di single senza figli, senza contare i matrimoni naufragati dopo il primo figlio.

In effetti, per quel che ho capito consultando le statistiche ufficiali del Bureau International du Travail, esiste nel passato un vuoto demografico, e perciò nel presente, esiste una piramide  inversa, piuttosto italiana, che destabilizza gli equilibri previdenziali. Esiste una moderata ripresa della natalità, insufficiente a riportare indici positivi.

A livello del mio Comune, di cui ho consultato l'annuario statistico, la quantità di figli attesi da donne di famiglie extracomunitarie, da 20 a 25 anni, era stimato probabile in 250, mentre nello stesso periodo, per cento donne "italiane" della stessa età, si attendevano  25 figli.

Mi piacerebbe sentir parlare i politici, ma anche la gente, di questi dati, e mi piacerebbe sentirne parlare come un problema prioritario, con la stessa passione e consapevolezza dei fatti del calcio.

Ma temo che calcio e fosforo non vadano d'accordo.

Il favor per l'immigrazione, motivato dal mantenimento di una capacità produttiva con retribuzioni compatibili con lo sviluppo nel breve periodo (alludo a profittabilità delle imprese, e loro capacità di pagare le tasse) potrebbe non essere una scelta. Ma è anche vero che alcuni potrebbero condividere l'opinione che sia immorale il comportamento di quanti, avendo incarichi di potere e responsabilità, non intervengano in modo più incisivo nella comunicazione istituzionale, e nelle regole civili e fiscali, a favore della sostenibilità economica della scelta di fare tre o più figli. Per esempio, mi sembra che per molte persone rappresenti una umiliazione quella di doversi presentare a chiedere una certificazione 'ISEE, e in seguito fare la fila per avere benefici tributari e tariffari senza i quali, a maggior ragione, non riuscirebbero a mantenere i propri figli. E senza voler dire che, anche coi benefici, questi poi vi riescano senza difficoltà.

In effetti, ancora oggi si sentono giovani donne che, per la verità trovandosi ancora più verso i trenta, che verso i quaranta, si vantano di non volere o di non avere ancora voluto figli, perchè "non se lo possono permettere". Personalmente, ci dispiace sentire queste parole, e secondo noi la società si dovrebbe preoccupare molto per queste convinzioni.  E senza pretendere d'indagare sulla qualità, stabilità e soddisfazione delle loro relazioni d'affetto con l'altra metà del cielo. La qualità delle relazioni di coppia dipendono molto dalla fiducia con cui la giovane coppia in formazione ritiene di poter riuscire a sostenere le esigenze basilari per sè e degli eventuali figli, e di poter rispettare la tradizione nei ruoli parentali di madre e padre. Lo diceva anche celentano: "chi non lavora, non fa l'amore". Per alcuni, è una verità dell'antropologia umana.

2) Per quanto riguarda la criminalità, Volevo trasmettere una mia impressione, sapendo che una sintesi è inaccettabile sul piano scientifico:  salvo i casi di delinquenza professionale, o di scarso autocontrollo degli istinti e impulsi violenti o predatori (fra le cui cause frequenti vi è la droga, alcolismo, esasperazione economica, frustrazione di ruolo, e isolamento sociale sia esogeno che endogeno), negli altri casi la tendenza a delinquere, dipende molto, per i reati contro il patrimonio, dalla speranza di impunità e nei reati contro le persone, dall'assenza di rapporto empatico verso la vittima.

Ci sarebbe molto da dire sul nostro ordinamento, che talvolta punisce con sanzioni penali dei comportamenti che, sul piano sociale, non sono affatto sentiti come così gravi.
Quelle persone, una volta condannate, toccheranno con mano le conseguenze del processo penale (che per fatti minimi sono minime) e, benchè in teoria dovrebbero esserne sollevati, resteranno in realtà delusi dal sistema giudiziario, proprio per la sproporzione, in alcuni casi, tra la minaccia, e la realtà, assai blanda, delle conseguenze, oppure, in modo speculare, in altri casi, per la sproporzione tra l'entità, minore, del fatto, e la serietà, talvolta incomprensibile, degli effetti della condanna.

E la propensione di quei condannati, in futuro, a rispettare le regole potrebbe anche diminuire (e non aumentare in seguito alla condanna), proprio perchè il loro vissuto è di essere stati assoggettati ad una regola ingiusta, perchè contraria al senso comune, e alle ragionevoli aspettative di cittadini.

A volte c'è molta differenza tra il senso del disvalore penale applicato dal giudice, e quello valutato dall'ambiente di riferimento del reo.

3) La delinquenza di chi non gode della c.d. coesione sociale è un tema sterminato, sia in sociologia, che in psicologia, che nel diritto delle scienze sociali.
Mi sembra che il dato pragmatico porti a ritenere che una società si dovrebbe probabilmente preoccupare di più di mantenere un contatto tra le principali istituzioni, e le persone che, per diverse ragioni, sono esposte al rischio di esclusione sociale (che non è solo economica, ma anche linguistica, culturale, sociale, etnica). Questo perchè l'esclusione non sempre è esogena, non sempre è subita, ma a voltre il soggetto perviene alla giustificazione razionale della sua esclusione, traendo fondamento dal senso di appartenenza a culture molto diverse, orientate da dogmi incompatibili.

Come si possa a far si che la gente non cada in una banale equiparazione tra separatezza ed esclusione, e tra esclusione e reiezione sociale, è un altro tema interessante.

Ma mi fermo qui, buona notte.

 

 
 
 

[Lirica] Io, spettatore del mio pensiero.

Post n°53 pubblicato il 11 Giugno 2009 da segreteria.slmz
 

Raccogliamo un post da caterpillarcinzia, ma credo che l'autore sia tale antony

Bella la potenza, l'accostamente delle parole, l'immediata rappresentazione dell'intimità di sè e di una metafora basato sull'ossimoro di un dialogo ipersoggettivo. Complimenti all'autore.

Tu parli del mondo
tentando di giustificare te stesso

Io parlo di me stesso
tentando di giustificare il mondo

è vero, per ora restiamo ambedue
nello spazio del giustificare.

Solo che tu tenderai a identificarti con il mondo,
mentre io tenderò a distaccarmene.
Allo stesso tempo tu tenderai a pensarmi in fuga,
mentre io tenderò ad essere lo spettatore del mio pensiero.

Mentre tu proverai a capirmi,
io tenderò ad amarti.

by antony

 http://spazio.libero.it/muscaulanz54/

 
 
 
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