Creato da ruggero1949 il 13/07/2009

DISCUSSIONI

Discussioni di carattere religioso.

Messaggi di Aprile 2019

I doveri degli uomini secondo l'induismo.

Post n°296 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (7:11):

8-12 Questi sono i principi generali che tutti gli esseri umani devono

seguire: la veridicità, la misericordia, l'austerità [come osservare il

digiuno in determinati giorni dei mese], fare il bagno due volte al

giorno, la tolleranza, la discriminazione tra il bene e il male, il

controllo della mente, il controllo dei sensi, la non-violenza, la

castità, la carità, lo studio delle Scritture, la semplicità, la

soddisfazione, l'offerta di servizio a persone sante, l'abbandono

degli impegni non necessari, essere consapevoli della futilità delle

attività insulse della società umana, il silenzio e la serietà, evitare i

discorsi inutili, sapere valutare se la nostra identità è fisica o

spirituale, distribuire equamente il cibo tra tutti gli esseri [sia

uomini che animali], saper considerare ogni anima, specialmente

nella forma umana, come parte del Signore Supremo, ascoltare le

attività e le istruzioni di Dio, la Persona Suprema [che è il rifugio

delle persone sante], cantare le glorie di queste attività e di queste

istruzioni, ricordarle sempre, sforzarsi di rendere servizio al Signore,

adorarLo, offrirGli omaggi, diventare un Suo servitore, diventare un

Suo amico e sottomettersi completamente a Lui. O re Yudhisthira, la

forma umana ci deve portare ad acquisire queste trenta qualità che

sono sufficienti per soddisfare Dio, la Persona Suprema.

 
 
 

C'è una speranza per i nemici di Dio?

Post n°295 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Nello “Srimad Bhagavatam” (7:1):

Commento al v. 12:

Sono numerosi gli episodi storici nel corso dei quali il Signore uccise un

demone, ma per la misericordia del Signore, il demone raggiunse una

posizione piú elevata. Putana ne è un esempio. L'intenzione di Putana era

quella di uccidere Krishna. Essa si avvicinò

alla casa di Nanda Maharaja con l'intento di uccidere Krishna e a questo

scopo aveva cosparso il suo petto di veleno; eppure, quando fu uccisa

raggiunse la posizione piú elevata, quella della madre di Krishna. Krishna è

cosí buono e imparziale che l'accolse immediatamente come madre, non

appena Egli ebbe succhiato il suo seno. Questa attività apparentemente

gratuita dell'uccisione di Putana non sminuisce l'imparzialità del Signore.

Egli è l'amico di tutti. Perciò la parzialità non si

applica alla natura di Dio, la Persona Suprema, il Quale mantiene sempre la

Sua posizione di supremo controllore. Il Signore uccise Putana come si

uccide un nemico, ma poiché Egli è il supremo controllore, lei raggiunse

l'elevata posizione della madre di Krishna. Srila Madhva Muni osserva quindi:

"Generalmente un assassino è impiccato e nella Manu-samhita è detto che il

remanifesta la sua misericordia verso l'assassino uccidendolo e cosí lo salva

dalle sofferenze che lo aspettano (nell'incarnazione successiva). A causa delle attività peccaminose, tale assassino è ucciso per la misericordia del re. Krishna, il giudice supremo, Si

comporta in modo simile, data la Sua posizione di controllore supremo. Si

può concludere quindi affermando che il Signore è sempre imparziale ed è

sempre molto buono verso gli esseri viventi."


Io credo che le parole di Gesù sull'amare i nemici debbano essere interpretate alla luce di quanto sopra.


25 A causa dell'erronea concezione dell'esistenza, l'anima condizionata

pensa che quando il corpo muore anche l'essere vivente sia

distrutto. Visnu, Dio, la Persona Suprema, è il supremo controllore,

l'Anima Suprema di tutti gli esseri. Poiché non ha un corpo

materiale, Egli è libero dal falso concetto di “io e mio”. E’ errato

quindi pensare che Egli provi piacere o dolore quando è bestemmiato

o quando Gli vengono offerte preghiere. Riferito a Lui ciò è

impossibile, perché Egli non ha né amici né nemici. Quando castiga i

demoni, lo fa per il loro bene, e quando accetta le preghiere dei

devoti, è anche per il loro bene. Egli non è toccato né dalle preghiere

né dalle bestemmie.

26 Perciò, nell'ostilità o nel servizio devozionale, per paura, affetto o

per desideri impuri — per uno o per tutti questi motivi —, se un'anima

condizionata in un modo o nell'altro si concentra sul Signore, il

risultato è il medesimo perché, grazie alla Sua posizione di felicità, il

Signore non è mai colpito dall'inimicizia o dall'amicizia.

27 [Narada Muni continuò:]

Col servizio devozionale non si può raggiungere una così intensa

concentrazione nel pensiero del Signore Supremo come quando si è

situati in un sentimento di ostilità verso di Lui. Questa è la mia

opinione.

Qui viene detto che i nemici di Dio possono addirittura ottenere posizioni superiori a quelle dei devoti. C'è da considerare, però, che i nemici prima vengono puniti da Dio... quindi è bene essere devoti per raggiungere Dio e non fare ragionamenti strani.

Il concetto pare che sia questo: che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli. L'indifferenza viene invece ignorata, come risulta dalla citazione sottostante del medesimo capitolo:


30 Moltissime persone hanno ottenuto la liberazione soltanto pensando

a Krishna con molta attenzione e abbandonando le attività colpevoli.

Questa grande attenzione può essere dovuta ai desideri sensuali, a

sentiment iostili, alla paura, all'affetto o al servizio devozionale. Ti

spiegherò ora come per ricevere la misericordia di Krishna basti

concentrarsi con la mente su di Lui.

31 Caro re Yudhisthira, le gopi (pastorelle) hanno ottenuto la misericordia di

Krishna per i loro desideri lussuriosi, Kamsa per la paura, Sisupala e

altri re per l'invidia, gli Yadu per le loro relazioni di parentela con

Krishna, voi Pandava per il grande affetto verso Krishna, e noi,

semplici devoti, per il nostro servizio devozionale.

32 In un modo o nell'altro, si deve considerare con molta serietà la

forma di Krishna. Poi, secondo uno dei cinque procedimenti

menzionati prima, si può tornare a Dio, nella nostra dimora

originale. Gli atei come il re Vena, invece, essendo incapaci di

pensare a Krishna in uno dei cinque modi precedentemente riferiti,

non possono ottenere la salvezza. Perciò si deve in qualche modo

pensare a Krishna, o favorevolmente o come nemico.

 
 
 

La conferma di viaggi interplanetari per i migliori devoti e altre conferme.

Post n°294 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Abbiamo letto ne "La famiglia cristiana" di sorella White:


… supplicai l'angelo che mi accompagnava di lasciarmi là, non potevo sopportare l'idea di tornare in questo mondo di tenebre. Mi fu risposto: - Devi ritornare sulla Terra ma, se sei fedele, tu e i 144.000 avrete il privilegio di visitare tutti i mondi e contemplare le opere di Dio. - Early Writings, 39, 40. {FC 220.3}


Nel canto 2 dello "Srimad Bhagavatam":


2:23 Gli spiritualisti si preoccupano del corpo spirituale, e con la potenza che

conferiscono loro il servizio devozionale, le austerita’, i poteri soprannaturali e la conoscenza trascendentale possono spostarsi senza limiti all’interno e all’esterno degli universi materiali. Invece, coloro che sono attaccati ai frutti delle loro azioni [i materialisti grossolani] non avranno mai una simile libertà di movimento.


 9:13 Numerose aeronavi scintillanti volano leggere nel cielo dei pianeti Vaikuntha (pianeti spirituali); portano i grandi mahatma, i devoti del Signore, insieme con le loro compagne, la cui carnagione celeste le rende belle come la folgore. A vederli cosi’ si direbbe che il cielo sia ornato di nuvole e di fulmini.


Nel canto 3:


Commento a 7:37:

Nel "Kasi-khanda":


I devoti del Signore non vedono mai distrutta la loro esistenza individuale,

neanche dopo la distruzione dell’intera manifestazione cosmica. Il Signore e i devoti che vivono in Sua compagnia sono eterni, sia nel mondo materiale sia nel mondo spirituale.”


Commento a 10:28, 29:

Come è spiegato nel secondo Canto, i Siddha sono gli abitanti di Siddhaloka e viaggiano nello spazio senza l’aiuto di veicoli. Semplicemente con la loro volontà possono spostarsi da un pianeta all’altro senza alcuna difficoltà.


15:17 Gli abitanti dei pianeti Vaikuntha volano nelle loro aeronavi insieme

con le loro compagne e con i loro canti glorificano eternamente le

qualità e le attività del Signore, che non hanno mai un carattere di

cattivo augurio. Cantando le glorie del Signore, non prestano

attenzione nemmeno ai madhavi in fiore, profumati e carichi di

nettare.


20 Gli abitanti diVaikuntha viaggiano in aeronavi fatte di lapislazzuli,

smeraldi e oro, dove si affollano le loro compagne dai larghi fianchi e

dal bel viso sorridente. Ma la loro allegria e il loro fascino angelico non li stimola alla passione. 


Abbiamo letto ne "La famiglia cristiana":


Deponendo ai piedi del Redentore le corone che egli ha messo sulle nostre fronti e facendo vibrare le nostre arpe d’oro, riempiremo i cieli di lodi rivolte a colui che è seduto sul trono. Testimonies for the Church 8:254. {FC 221.3}


Sempre nello “Srimad Bhagavatam” (canto 1:5) c'è la conferma del suono di strumenti a corda di uomini per glorificare Dio:


32 Così viaggiando nei mondi, cantando costantemente il messaggio e le glorie trascendentali del Signore e vibrando le corde della mia vina, che Sri Krishna stesso mi offrì e che risuona di note trascendentali.


Commento:

Nel Linga Purana c’è una descrizione, confermata anche da Srila Jiva Gosvami, della vina (strumento a corde) offerta da Sri Krishna a Narada. Questo strumento partecipa della stessa natura trascendentale del Signore e di Narada. I suoni emessi da questa vina non possono dunque essere materiali, ma sono puri e sublimi come il canto delle glorie e dei divertimenti del Signore che essi accompagnano, e senza alcuna traccia di materialità. 


Un'altra conferma è quella di un diluvio universale (canto 1:3):


15 Quando sopraggiunse l’inondazione totale dopo l’era di Caksusa Manu e il mondo intero fu completamente sommerso dalle acque, il Signore assunse la forma di un pesce e protesse Vaivasvata Manu, facendolo salire su un vascello.

 
 
 

Il tempo atomico – un altro modo di misurare il tempo.

Post n°293 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Nello "Srimad Bhagavatam" (canto 3:11):


1 La più piccola particella esistente nella manifestazione materiale,

indivisibile e non costituita in un corpo, si chiama atomo. Anche dopo

la dissoluzione di tutte le forme, l’atomo continua a esistere come

entità invisibile. Il corpo materiale non è altro che una combinazione di

questi atomi, ma l’uomo comune non può capirlo.

2 Gli atomi sono la condizione ultima dell’universo manifestato. Quando

essi mantengono la loro forma, senza costituirsi in corpi differenti,

sono definiti un tutto unico e illimitato. Esistono certamente differenti

corpi nelle varie forme fisiche, ma sono gli atomi in sé che

compongono l’intera manifestazione cosmica.


3 Si può calcolare il tempo misurando il movimento degli atomi che si

combinano nei corpi. Il tempo rappresenta la potenza dell’onnipotente

Signore Supremo, Hari, che dirige ogni movimento fisico, sebbene Egli

non sia direttamente visibile nel mondo fisico.

4 Il tempo atomico si misura secondo lo spazio atomico preciso che esso

copre. Il tempo che copre l’aggregato non manifestato degli atomi è

detto il grande tempo.


Commento al v. 4:

Tempo e spazio sono fattori correlativi. Il tempo, infatti, si misura in funzione

dello spazio atomico che copre. Il tempo ufficiale è calcolato in funzione del

movimento del sole, e il tempo atomico è il tempo che il sole impiega a coprire lo spazio di un atomo. Il tempo più lungo corrisponde all’esistenza intera della manifestazione indifferenziata. Tutti i pianeti coprono un certo spazio  percorrendo la loro orbita, e questo spazio si calcola in atomi. Ogni pianeta segue la sua orbita in modo costante, compreso il sole. Il tempo globale che copre la creazione, il mantenimento e la distruzione dell’universo, misurato secondo la rotazione dell’insieme dei sistemi planetari fino al termine della creazione, è conosciuto come il kala supremo.


5 Le divisioni del tempo grossolano si misurano come segue: due atomi

formano un doppio-atomo, e tre di questi doppi-atomi formano un

esatomo, che è visibile nei raggi di sole che penetrano attraverso le

fessure di una persiana. Si possono chiaramente vedere gli esatomi

che salgono verso l’alto.


Commento al v. 5:

L’atomo è definito come una particella invisibile, ma quando sei di questi atomi si uniscono, formano un trasarenu, che diventa visibile nella luce del sole che passa attraverso le fessure di una persiana.


6 Il tempo necessario per l’integrazione di tre trasarenu forma un truti,

e cento truti formano un vedha. Tre vedha formano un lava.


Commento al v. 6:

Se si divide un secondo in 1687,5 parti, ognuna di queste parti equivale a un

truti, che è il tempo necessario per l’integrazione di diciotto particelle

atomiche. Questa combinazione di atomi in differenti corpi forma la base

secondo cui si calcola il tempo materiale. Il sole è il punto centrale a partire dal quale si misurano i differenti periodi di tempo.


7 Il tempo coperto da tre lava equivale a un nimesa, l’unione di tre

nimesa forma uno ksana, cinque ksana insieme formano un kastha, e

quindici kastha formano un laghu.


Commento al v. 7:

Un semplice calcolo permette di scoprire che un laghu equivale a due minuti.

In questo modo il calcolo atomico del tempo, così come ce lo rivela la saggezza vedica, può essere convertito in tempo attuale.


8 Quindici laghu formano un nadika, detto anche danda. Due danda

formano un muhurta, e sei o sette danda rappresentano il quarto di un

giorno o di una notte, secondo il calcolo dell’uomo.

9 Il recipiente per misurare la durata di un nadika, o di un danda, può

essere fabbricato con un vaso di rame del peso di sei pala [397 gr.],

nel quale si sarà praticato un foro con un’asta d’oro del peso di quattro

masa e lunga quattro dita. Quando si posa questo recipiente

sull’acqua, il tempo necessario perché si riempia d’acqua fino alla

sommersione si chiama danda.


Commento al v. 9:

Questo verso precisa che il foro nel recipiente di rame dev’essere fatto con

un’asta che non superi il peso di quattro masa e non misuri più di quattro dita

di lunghezza: questo serve a regolare il diametro del foro. Quindi si posa il

recipiente sull’acqua, e il tempo necessario alla sua sommersione si chiama

danda. Questo è un altro metodo per misurare un danda, metodo regolato

dallo stesso principio della clessidra. Sembra che al tempo della civiltà vedica non mancasse nessuna conoscenza, si tratti della fisica, della chimica o delle matematiche superiori. Le misure potevano essere effettuate in modi differenti, usando i mezzi più semplici. 


Il testo sulla misurazione del tempo continua e si conclude con una tabella, compilata dal Commentatore.



Commento:

Per quanto riguarda il tempo, abbiamo pensato di aggiungere qui una tabella

delle sue divisioni con l’equivalente del tempo attuale.

un truti = 8/13 500secondo

un vedha = 8/135 secondo

un lava = 8/45 secondo

un nimesa = 8/ 15 secondo

un ksana = 8/5 secondo

un kastha = 8 secondi

un laghu = 2 minuti

un danda = 30 minuti

un prahara = 3 ore

un giorno = 12 ore

una notte = 12 ore 

un paksa = 15 giorni

 
 
 

Gli atei sono a rischio... conversione?

Post n°292 pubblicato il 06 Aprile 2019 da ruggero1949

Nello "Srimad Bhagavatam" (canto 1; 3:24):


Poi,all’inizio dell’eta’ di Kali, il Signore apparira’ nella forma di Buddha, il figlio di

Anjana, nel distretto di Gaya, al solo scopo di confondere coloro che invidiano i fedeli

teisti.

Commento di Swami Prabhupada:

Buddha, potente avatara, apparve ne ldistretto di Gaya (Bihar) come figlio di Anjana. Egli

diffuse una sua interpretazione del concetto di non-violenza e rinnego’ perfino i sacrifici di

animali autorizzati dai Veda. All’epoca del suo avvento, l’intera umanita’ era caduta

nell’ateismo e mostrava un desiderio smodato per il consumo di carne animale. Col pretesto di

compiere sacrifici vedici, ogni casa si era praticamente trasformata in un mattatoio, dove si

dava via libera all’uccisione di animali. Mosso da pieta’ per le povere bestie, Buddha inizio’ a

predicare la non-violenza. Predico’ di non prestar fede alla norma vedica e insistette sui nefasti

effetti psicologici a cui si va incontro abbattendo gli animali. Gli uomini del kali-yuga, poco

intelligenti e privi di fede in Dio, aderirono allora ai suoi principi e intrapresero cosi’ la via della

disciplina morale e della non-violenza, le due tappe preliminari a ogni progresso nella

realizzazione di Dio. Egli inganno’ in questo modo gli atei, che si rifiutavano di credere in Dio,

ma avevano una fede assoluta in lui, il quale non era altri che una manifestazione di Dio. I

miscredenti credettero dunque in Dio nella forma di Buddha. Questa fu la sua misericordia: egli

fece in modo che gli infedeli credessero in lui.

Buddha venne per condurre verso il teismo tutti questi empi, deviati dall’ateismo. Percio’ egli

volle dapprima mettere fine al vizio di massacrare le bestie. Coloro che uccidono gli animali

rappresentano infatti elementi pericolosi sulla via del ritorno a Dio.

Noi consideriamo positivo l’interesse della gente per il movimento non violento di Buddha, ma

sara’ preso cosi’ seriamente da far chiudere tutti i mattatoi? Altrimenti, che senso ha il culto

dell’ahimsa (non violenza)? Lo Srimad-Bhagavatam fu compilato proprio prima dell’inizio del

kali-yuga, circa 5000 anni fa, mentre Buddha apparve circa 2600 anni fa. Lo Srimad-

Bhagavatam aveva dunque predetto la venuta di Buddha. Cio’ dimostra il valore di questo 

Testo, ricco anche di numerose altre profezie che si vanno realizzando tutte, una dopo l’altra. 

Cio’ contribuisce a convalidare il carattere assoluto dello Srimad-Bhagavatam, dove non c’e’ 

traccia di errore, d’illusione, d’inganno o imperfezione, che sono le quattro debolezze proprie 

di ogni anima condizionata. Le anime liberate si trovano al di la’ di queste imperfezioni e 

possono cosi’ vedere e predire avvenimenti futuri, anche molto lontani.

 
 
 

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