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diario di un' amante

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Lettere dal Mare

Post n°166 pubblicato il 29 Settembre 2010 da sadness83

2 Agosto

Mi ritrovo qui, scenario amico e nemico di molti dipinti che con la mente negli anni ho creato, un po’ cresciuta ma sempre più sognante. Quest’anno c’è qualcosa di diverso. Posso vivere il dolore del tuo distacco, annusarlo appieno, raccogliendolo con le mie stesse mani e guardarlo da vicino, senza dover fingere che vada tutto bene. Dici sempre che io da sola non so stare, ed è vero. Sono sempre scappata lontana per fuggire solo da me stessa, adesso voglio costringermi ad affrontare l’uomo nero. Ci vuole coraggio e la consapevolezza dell’idea che potrei essere sconfitta, un po’ mi fa paura.
Ti scrivo da qui amore, da qui dove si respira l’odore del mare, da dove si sentono le grida divertite dei ragazzi ignari di quanti problemi possa portare la vita, e mi chiedo se mai io l’avessi vissuto quel periodo di spensieratezza, io che a 7 anni già volevo fuggire dal mondo che mi stava stretto.
I miei pensieri sono come tante biglie sfuggite di mano, biglie che cerchi di recuperare, che se cerchi di seguirne più di una, alla fine le perdi tutte. E così ti regalerò una sola biglia, con la speranza di riuscire a trovare anche domani una biglia da regalarti ancora.
Mi hai appena chiamato. Ti penso tutto il giorno e sentirti per qualche minuto non mi da neanche la possibilità di spiegarti quanto mi manchi e forse questo mi rende irrimediabilmente fredda. Vorrei che il mio pensiero ti arrivasse. Vorrei vederti arrivare qui, riesco quasi ad immaginarti mentre mi spieghi che senza di me non puoi farcela e che vuoi tornare da me ora. A volte è così tutto reale che quasi mi basta.


5 agosto

bene computer di merda. Giornata di merda.
Sto da cani


6 agosto h 23-03

il computer continua a distruggere i miei pensieriri. Lo odio! Ma non per questo ho smesso di pensare, di elaborare, anzi. In Questo periodo sono una fabbrica continua di pensieri. Oggi hai tardato a chiamare; ho pensato tutto il giorno. A te, a me, a qualcosa ancora lontano dal NOI.
Sto leggendo tantissimo. In poco più di quattro giorni sono a metà del terzo libro. E più leggo e più capisco. Più leggo e più lo spazio tra quel che sono e quel che penso di essere, si accorcia. E' come se per molto tempo fossi stata due persone. Anzi, lo sono sempre stata. Il mio vero io, la mia essenza, si nasconde così tanto nel profondo che è separata da un'altro strato di pelle, oltre, c'è quello che gli altri pensano di me. Il problema è che questo "io" l'ho nascosto per così tanto tempo che ora non so più dove esattamente si trovi. Forse galleggia quasi annaspando da qualche parte e sotterrato da tutti i pregiudizi della gente alla fine morirà. Alla fine rimarrà solo la parte peggiore di me, cioè quello che gli altri pensano. E finirò per pensarlo anche io.

In ogni libro che ho letto sin ora, c'è qualcuno che voleva cambiare il mondo. Come me un tempo. Poi alla fine questo qualcuno non riusciva a cambiare il mondo e il mondo diventava il suo rifugio. Già, ma la parte opposta del mondo, rispetto a quella in cui lui si trovava. Forse è una chiave, e piano mi sto convincendo.

Oggi avevo un'idea di te ed ero ferma su ciò che avrei fatto e detto. Soprattutto avevo a mente le parole. Ti avrei detto questo, fissandoti negli occhi:

"tu avevi voglia di vivere un sogno e mi hai preso in prestito. >Hai scelto di scrivere una vita che volevi perchè non sei mai stato in grado di crearti una vita tale da essere chiamata vita che è fatta dal tempo che passa e ti invecchia, da giorni che speri che passino il più infretta possibile. Ma i giorni che preghi che passino non ritorneranno indietro, non ritorneranno migliori e soprattutto non torneranno mai più.  Io sono stata una pedina del tuo meschino gioco. Perchè tu della tua non vita ci hai fatto un gioco, un gioco in cui tu manovri la vita degli altri. Tu sei la pianta che ho annaffiato per anni, che ho potato per anni senza avere nessun risultato. Sei le foglie che non sono mai spuntate in primavera, i germogli che non ho mai visto ma solo aspettato. Sei i frutti che non ho mai raccolto ma sempre sperato. E poi un giorno ho capito. Capito che eri morto dentro. E forse neanche lo sai. Le tue radici sono secche. La mia acqua, il mio amore non ti è mai arrivato, ti è scivolato addosso. Hai trent'anni e sei bello che finito. Perchè trent'anni non sono molti ma non sono neanche pochi. >Sono un traguardo che puoi tagliare con dignità solo se hai dato un senso alla tua vita. E in trent'anni ci devi pur essere riuscito. Tu sei riuscito ad avere una famiglia, ma spesso la famiglia è rifugio di chi nella vita non ha saputo fare null'altro. Famiglia è un'altra cosa, lo capirai da te.
E io sarò lontana. Non voglio neanche che tu ti ricordi di me. Voglio solo che ricordi le mie parole, parole di chi come me oggi ha perso. Ho perso tempo fa e ho realizzato solo ora, devo solo capire a che punto esattamente ho perso. Come una chiave importante, ho perso il modo per entrare dentro te. E questa si chiama fiducia. Io non so più chi e cosa sei. Ho perso le chiavi e me ne accorgo solo ora. E solo se non ci stai dentro alle cose riesci a staccarti e capire. E io sono dovuta rimanere un po' fuori al freddo per capire. E adesso non riesco più ad entrare.
Noi sappiamo chi siamo, noi siamo dentro noi, ma solo davanti ad uno specchio riusciamo veramente a capire COME siamo fatti."

Poi ogni certezza è crollata. Mi hai chiamato e mi hai detto che non mi stavi prendendo in giro. Che le cose procedono e che stai facendo in modo che noi due potessimo stare insieme davvero.
E intanto è passata un'altra primavera, un'altra estate. Ben presto il gelo immobilizzerà di nuovo i tuoi rami e dovrò aspettare di vedere i germogli in un'altra primavera...sperando che questa sia quella buona...sperando che io sia ancora li come ogni anno e non abbia smesso di crederci per sempre....




7 agosto h 23.56

Ciao Amore, Per qualche minuto oggi è ancora il compleanno del mio papà. Sessantadue anni. Scavo nella memoria e trovo che la prima età utile memorabile furono i suoi quarantacinque anni. Cioè, ci sono stati giorni in cui mi avevano chiesto "quanti anni ha tuo padre?" e io avevo risposto "45" e me lo ricordo tutt'ora. Sono passati 17 anni, io ne avevo 10, prima non credo di aver mai saputo che età avesse mio padre. Io l'ho sempre visto grandissimo, gigantesco, a volte un'orco. Erano gli anni in cui lo vedevo invincibile, credevo che sapesse fare ogni cosa, a volte lo imitavo perchè volevo essere lui, a volte lo odiavo perchè non mi considerava mai. Lo odiavo per i bagni allagati perchè mi ostinavo a fare la pipì in piedi, lo odio un po' per alcuni peli che riconosco sul viso, merito delle mie rasature infantili. Lo imitavo persino quando faceva la barba. Ogni cosa che ho fatto nella mia vita è stata per rendermi qualcuno ai suoi occhi, anche la scelta degli studi da seguire e il lavoro da fare fu una conseguenza della continua volontà di compiacerlo. Non so se sono mai arrivata al bersaglio. Non mi sono mai sentita considerata.
Adesso lo guardo e vedo un'uomo invecchiato. Io non posso nulla contro quel tempo. Non lo vedo più come l'uomo invincibie di una volta, semmai un uomo da proteggere, adesso in alcune cose che fa mi fa tenerezza. E continuo a credere, forse più per il mio bene che per il suo, che abbia bisogno di me, che abbia bisogno di una stampella alla quale appoggiarsi e quella stampella sia sempre stata io. In realtà non ne sono sicura, ma è un vincolo che io sento addosso da sempre. Per questo non me ne sono mai andata quando qui tutto ha iniziato a starmi stretto come un guscio. >Per questo non ho mai cambiato lavoro per scegliere qualcosa che mi gratificasse non il doppio, ma il triplo.
Bhè comunque eccolo qui, l'uomo danno, "trauma" come lo chiamo io, l'uomo che ieri ha quasi incastrato a cuneo il furgone in un parcheggio sotterraneo del centro commerciale di cosenza, semplicemente perchè aveva ignorato il DOOOONG della lamiera che segna fino a che altezza uno può passare. Il problema non è stato tanto entrare e fare la gimkana tra i cartelli che penzolavano dall'alto e il sistema di antincendio, ma uscire.
Avevamo provato percorsi alternativi, ma eravamo rimasti incastrati. Unica soluzione fu uscire da dove eravamo entrati: un tunnel sottorraneo da percorrere in contromano e in curva, che sbucava su una strada provinciale a senso unico a tre corsie. Una passeggiata direi. In men che non si dica mi sono trovata a fare l'ausiliaria del traffico calabrese, peccato che uno, arrivato a tutta fionda, decidendo di ignorare la mia segnaletica manuale, mi stava tirando sotto giusto perchè forse mi aveva scambiato per una donzella che voleva illustrargli le proprie potenzialità lavorative. Insomma, bloccato metà traffico calabrese per concedere a trauma di uscire, in contromano su contromano. Che avventura.
Oggi invece per festeggiare i suoi sessantadueanni ha deciso di montare le porte nuove nella casa al mare. Nei suoi ingegni era contemplata la colla a caldo che ha comprato ieri -dopo essere rimasti incastrati- e fatto vuole che ci si è così tanto affezionato da rimanerci attaccato. Incollato direi. Ora ha una vescica che sembra una torta di compleanno davvero. Invece che due mani, ne ha praticamente tre. Insomma, L'uomo che mi ha chiamato tre volte al cellulare ieri e dopo una conversazione di 10 minuti ha capito di aver sbagliato figlia -voleva parlare con mia sorella-, l'uomo che dopo cinque minuti mi ha richiamato convinto di parlare con una figlia ancora diversa e ci ha rimesso 10 nuovi minuti per accorgersene, l'uomo a cui racconti le cose il giorno prima, e il giorno dopo te le racconta di nuovo lui dicendo "sai cosa mi ha detto non ricordo chi??", l'uomo che vince tutte le scommesse per il semplice fatto che casualmente ricorda e giura sempre di aver scommesso la soluzione vincente, bene, quest'uomo, oggi, compie sessantadueanni. Insomma Auguri papà.





9 agosto

Amore, scusami, ieri non ti ho scritto, non ho potuto, ora lo sto facendo di corsa perchè anche oggi sennò ne avrei  dovuto fare a meno. Conto i giorni, ne mancano sette. Una settimana esatta e poi questo incubo finirà. Questa ennesima grande prova finale avrà finalmente i suoi vinti e i suoi vincitori e quando si illuminerà il palcoscenco...spero di essere io dentro al cerchio di luce. Io che per anni ti ho solo potuto sognare.
Da tutto questo mi risveglierò come se fossi stata in coma...perchè non è vita quella che ho fatto senza di te. Con te e solo allora, potrò iniziare i primi passi verso una nuova esistenza, verso una IO diversa. Quella che sono quando sto con te. L'unico Io che conta. Mi faccio mille domande amore e un po' ammetto ho paura...ma è la stessa paura che si ha di volare anche se sai che stai per raggiungere un posto meraviglioso...
Ti amo amore mio.


13 agosto

Per un po' non ti ho scritto, è vero. Ma ti ho pensato tanto, anche con rabbia se devo ammetterlo. Mi hai telefonato dicendo che lei ti aveva sequestrato il telefono per vedere se io ti avessi cercata. Sinceramente te che ti fai prendere un cellulare con la forza, proprio non ti ci vedo. E soprattutto ad una che sa che sarà mollata comunque, che le frega? E qui sono caduta di nuovo. E' caduta ancora la mia speranza, venuta meno la mia fiducia. Mi chiedo se mai potremmo avere una vita normale, ammesso che ne inizi mai una solo nostra davvero. Mi chiedo come saranno quei giorni in cui lei ruberà il nostro tempo, in cui ti assillerà di chiamate e te non vorrai dirle la verità. Quelle giornate in cui dovrai stare con tua figlia e come già successo non potrai fare a meno di stare anche con lei. Quelle giornate in cui lei ti pretenderà. E mi accorgo che la vera catastrofe sta per accadere. Ci siamo già passati. E non ascoltandomi hai ucciso il nostro amore.
Io spero che questa volta sia tutto diverso perchè sono molto più dura. Sono più forte. Mi hai fatto un male che non si può descrivere, lasciandomi. Mi hai lasciato trattandomi con freddezza e cattiveria come non meritava neanche il peggior nemico, ho creduto che non ce l'avrei fatta. Ho visto scomparire la luce al fondo della galleria. Ho visto cadere tutto. Ho pensato che sarei morta ed era la sola cosa che volevo, poi è successo qualcosa; Ho guardato la morte fissa negli occhi e le ho detto: VOGLIO VIVERE. Improvvisamente il suo pensiero s'è fatto da parte. Ho iniziato a reagire come meglio potevo, senza la comprensione di nessuno, ho tirato fuori una forza d'animo che è stata solo malvista. Ma io ce l'ho fatta. Ed ora mi sento come l'unico superstite di una guerra che ha lasciato moltissimi morti. Mi sento invincibile.  E sento che io sono l'eroina della mia vita e che  questa appartiene solo a me. Chiara la mia migliore amica, prima di partire mi ha scritto una frase che conserverò per tutte le volte in cui dovrò capire se guardare la  mia vita da lontano o prenderla e farla mia. Mi ha scritto: "Difendi la tua vita" e io questo voglio fare. La mia vita è mia. La metterò nelle tue mani però. Ma se mi accorgerò che non sei te la persona più giusta per custodirla, me la riprenderò e ti taglierò fuori per sempre. Mi hai ferito troppo....e adesso ho troppa paura che succeda dinuovo. Scapperò lontano prima che succeda. Cerca di essere un buon custode della mia vita, perchè ti sto donando la cosa più preziosa che ho. E adesso so che è così, così avendo capito il valore del mio dono, potrà essere un regalo più sentito.





29 agosto

quanti cambiamenti dal mio ritorno: il piu` grande e` certamente il fatto che sei uscito da quella casa, come un rewind, rivivo gli attimi trascorsi a maggio,quando la lasciasti per la prima volta. Esamino i ricordi e in silenzio ti pongo le stesse domande. Ho paura, una paura fottuta. Cosi` tanta paura che non riesco a godermi la mia felicita`. Una felicita` che fu illusione. Una felicita` che e` stata gia` cancellata una volta, perche` era fatta di bugie. Mi sono accorta che sono gelosa dei tuoi pensieri. Perche` la tua mente viaggia e io non so dove, perche` la tua mente sa cosa pensi di me, che progetti hai per me, quando e se mi cancellerai. Ora so che dietro ogni frase che dici c`e` dell`altro. Che la tua vita e` fatta di una serie di tanti piccoli percorsi previsti dalla tua manipolazione delle vite altrui. Mi sono accorta che io sono cambiata moltissimo per te e avrei davvero tutto quel che mi serve se solo fossi mio davvero. Lo sei? Sceglierti e combattere per te e` stata la responsabilita` piu` grande che ho scelto di avere. E sento che io ce la posso fare davvero, posso cambiare ed essere come mi vuoi. Ma tu? Sei disposto a diventare uomo? Sei disposto a gettare la maschera di menzogne con cui fingi di essere un`altra persona? Ho paura. Ho paura perche` adesso ti vedo per quello che sei. La persona che se ne frega dei sentimenti miei, che finge di ascoltarmi e annuisce, poi fa quel che vuole a costo di uccidermi. Sei sempre stato cosi` ma non sapevo di essere tra le tue vittime. Vedevo come trattavi gli altri e mi sentivo importante perche` non ero tra loro. Invece sei stato l`illusione piu` grande. E` scoppiata la grande bolla, quella attraverso la quale ti vedevo. Adesso che tu dici "non ho piu` nulla da perdere" non hai piu` paura di lasciarmi, mi chiami sempre meno, mi dici sempre meno che mi ami, dimostri sempre meno il tuo affetto. Forse ero solo la chiave per aprire la porta della prigione che tu stesso ti sei costruito attorno...adesso sei un cane sciolto...non riesco piu` a rincorrerti...


sei e resterai il mio treno perso.



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