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Messaggi del 28/12/2022

 

Mister Larry

Post n°3012 pubblicato il 28 Dicembre 2022 da paperino61to

 

 

“Buona sera mister Larry, il solito?”.

Chi parla è il caro e vecchio Tod, l’unico barman di questa città che mi conosce più di me stesso perchè sono anni che frequento il locale dove lavora.

“Si grazie” rispondo sottovoce.

Sorseggio lentamente il liquido che è nel bicchiere.

“Se mi permette signore, posso fare qualcosa per lei?”.

Lo guardo e vedo nei suoi occhi la preoccupazione nei miei confronti, sorrido e rispondo che non può fare nulla per me.

“Comunque se posso non esiti a domandarmelo signore”.

Veramente una brava persona…chissà se poi è vero che non potrebbe aiutarmi.

“Tod sediamoci al tavolo, tanto vedo che sono l’unico cliente nel locale...se ti va prendi anche tu un bel bicchiere di scotch, pago io”.

L’uomo si siede e mi guarda perplesso.

“Dica signore, ho imparato da anni e anni di lavoro che è meglio non tenersi nulla dentro”.

“Dimmi Tod, ti è mai venuto a noia questo lavoro? Certo è molto diverso dal mio”.

“Noia? No signore, cosa potrei fare altro? Ho una certa età e anche volendo nessuno mi assumerebbe”.

“Beato te che non hai la noia come compagnia, io invece ho noia, noia e ancora noia e sono stufo del mio lavoro”.

“Mi permette di domandarle in cosa consiste il suo lavoro? Sono anni che viene qui ma non sono ancora riuscito a capirlo”.

Povero Tod, devo aver nascosto bene il mio lavoro se un esperto come lui non sia riuscito a capirlo o almeno ad intuirlo. Prendo un altro bicchiere di brandy e come il primo lo sorseggio lentamente.

“Caro Tod, quanti anni mi dai?”.

L’uomo mi squadra poi risponde: “Penso che lei sia sulla cinquantina signor Larry”.

Sorrido, evidentemente i miei anni li porto bene.

“Sbagli alla grande amico mio…alla grande. Ne ho tanti, anzi tantissimi di più”.

 

“Non si direbbe signore, i miei complimenti”.

“Grazie, io invece me li sento tutti addosso, non c’è giorno che maledica il mio esser nato. Vorrei morire, cosa che a voi mortali tocca e invece a …”.

Tod strabuzza gli occhi e mi domanda cosa intendo dire.

“Vedi, io sono nato quando il mondo era pieno di quelli che voi chiamavate Dei, con il passare del tempo solo alcuni di loro sono rimasti vivi e io, pur non essendo un dio, sono sopravvissuto fino adesso”.

“Mi sta prendendo in giro vero? Lei è proprio un burlone signor Larry”.

“Vorrei esserlo credimi, ma non è affatto così. Vedi Tod a volte dire la verità non conviene, non sempre si viene creduto”.

Lo vedo a disagio, non sa cosa dire.

“Capisci ora perché sono annoiato e stufo? Migliaia di anni a fare sempre questo lavoro, una dannazione a cui sono stato condannato per l’eternità, per quale colpa poi? Non lo Tod, non lo so!”.

“Se permette ora devo andare” la voce dell’uomo è flebile, quasi balbettante, capisco che è impaurito, mi crede matto: pover’uomo se solo sapesse che devo ancora dargli una notizia che lo riguarda e vorrei poterne farne a meno.

“Aspetta non andare, ti devo dire ancora un paio di cose prima che riprenda il mio lavoro e non è facile per me quello che devo dirti”.

“Signore la prego esca dal locale o chiamerò la polizia!”.

“Non ti sarebbe di aiuto credimi, spiace più a me che a te. Non hai mai capito il mio lavoro vero? Adesso te lo svelo, io traghetto le anime dei morti”.

Tod non sa se ridere o mettersi a correre verso l’uscita: “Signor Larry lei è molto stanco, le consiglio di andare a casa e mettersi a letto, se vuole le chiamo un taxi”.

Povero Tod non ha ancora capito il perché del mio discorso.

“Vero, sono stanco e stufo come ti ho già detto, ma il fatto è che amico mio non vorrei mai che fosse accaduto questo momento. Purtroppo non ho ancora trovato un sostituto che svolga il mio lavoro…e credo che non lo troverò. Come ti ho detto è la mia dannazione”.

“Co…cosa vuole da me?”.

“Non lo hai ancora capito Tod? Eppure è semplice!”.

“Io…io…non lo so”.

“Povero amico mio, pensaci è facile. Oramai sai tutto di me tranne il mio vero nome, ma sono sicuro che da persona intelligente quale sei lo avrai di certo capito”.

L’uomo si mette in ginocchio e piangendo mi chiede di non ucciderlo.

“Tod…Tod…ma cosa credi che io sia un assassino? No di certo, mi offendi se lo pensi. Te l’ho detto, io sono un traghettatore di anime, non sono io la causa delle persone morte, vedimi come un’autista di pullman, un semplice autista che porta a destinazione le anime uscite dal corpo”.

Il suo sguardo è perso nel vuoto, assomiglia a quello di un bambino che non capisce cosa succede ma sa che è qualcosa di brutto.

“Non devi prenderla come una punizione per quello che hai fatto, inutile che cerchi nella tua mente dove hai sbagliato, è che semplicemente è arrivata la tua ora!”.

“Vuol dire che devo morire?”.

“Si! Anzi per l’esattezza caro Tod sei già morto da diversi minuti, se non mi credi guarda il tuo corpo disteso a terra…attacco di cuore scriverà il medico sul certificato di morte”.

“Ma perché? Perché? Io voglio vivere”.

“Non esiste un perché Tod, c’è un inizio ed una fine amico mio, la tua è arrivata adesso e credimi sinceramente ne avrei fatto a meno a darti questa notizia, sono tuo amico ricordalo e non è affatto bello dire al proprio amico che è morto”.

Il pianto è a dirotto, pensa alla sua famiglia e al loro futuro senza di lui, agli amici, agli avventori che non servirà più.

“Vieni adesso dobbiamo andare, vedrai che non sarà così male dove andrai, mai nessuno si è lamentato, l’Ade è un bel posto”.

“Sono pronto signor Larry e mi scusi se mi sono lasciato andare al pianto. Comunque sono contento che sia lei ad accompagnarmi in quel posto, la considero un amico, un vero amico”.

“Grazie Tod, anche tu sei un vero amico per me, in tutti questi anni mi sei sempre stato vicino…a proposito il mio nome vero non è Larry ma Caronte”.

 

                                                      Fine

 

 
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