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« La sirenettaIl dovere e il piacere »

Serve davvero Tata Lucia?

Post n°198 pubblicato il 26 Maggio 2013 da meninasallospecchio

L'altra sera sono rientrata tardi dal lavoro. Mentre cenavo da sola ho acceso la TV, senza neppure prendermi la briga di cambiare canale. Era sulla 7 e c'era S.O.S. Tata. E' una di quelle trasmissioni che non bisognerebbe mai guardare. Oddìo, l'ho vista altre volte, e spesso i genitori protagonisti fanno errori così madornali che uno si rasserena, ma l'altra sera era una storia diversa.

Sonia è una bella donna, fra i 30 e i 35. Ha tre bambini maschi, di 7, 4 e 2 anni. I bambini sono normalissimi, nessun problema particolare: normali capricci, niente di che. Ma Sonia è stressatissima, basta guardarla in faccia, non ce la fa più. La sua vita è un insieme di doveri, scanditi da orari che lei deve rispettare, per cui tutto deve essere fatto in fretta: sollecita continuamente i bambini a sbrigarsi, a fare meglio. Il primogenito, in particolare, è continuamente sotto pressione e, quel che è peggio, oggetto di continue critiche e reprimende.

La telecamera, con il commento impietoso della tata, ci mostra questo bambino triste e frustrato, sottolinea crudele gli errori di Sonia. Errori che credo lei stessa conosca. Dopo un quarto d'ora di questo tormento, Tata Lucia parla con i genitori. Il padre ha un'officina, è sempre fuori casa, quindi ovviamente è lei quella che sbaglia tutto. Lui non sbaglia perché non c'è. Nel rivolgersi a Sonia, la tata è molto più morbida rispetto ai commenti fuori campo. Ma Sonia piange. E vi giuro che piango anch'io, non so memmeno io se per l'infelice primogenito che diventerà un uomo insicuro e insoddisfatto o per la vita di merda di  questa donna e di tante come lei. Guardo lei e riconosco gli errori miei, quelli di mia madre, di mia nonna. Quante siamo così? A far pagare ai nostri figli le frustrazioni nostre.

A Sonia serve davvero Tata Lucia? Ve lo dico io che cosa le serve. Le serve andare in crociera, senza bambini, magari trombandosi quell'africano che avevamo già individuato come cura per la depressione post partum. Le serve una vita, una vita per se stessa. Lo sa benissimo cosa sbaglia, non sa che farsene di una Tata Lucia (o tante volte di un marito, o di una madre) a dirle che quello che fa non va bene, aggiungendo stress a stress. Un po' di felicità per lei, come donna, come persona, le darebbe quel sorriso che Tata Lucia ha scritto fra le sue regole appese al muro.

Sonia fa l'istruttrice di ginnastica artistica per bambini. La telecamera ce la mostra nel suo lavoro, probabilmente occasionale. E' severa ma pacata, palesemente soddisfatta. Con i bambini è inflessibile, ma dolce e incoraggiante. Lei è, può essere, una persona molto migliore di quello che appare con i suoi figli. Che cosa si è rotto in lei, nella sua vita? Perché le donne, le madri, fanno quasi tutte una vita di merda? Che poi, questo la tata non ce lo racconta, ma noi sappiamo che sicuramente lei e il marito faranno sesso una volta al mese, che lui si fa magari le seghe in chat con qualche sconociuta, nella migliore delle ipotesi.

Per carità, ci sono donne appagate da una vita per i figli. E che magari sono ancora capaci, la sera, di accogliere il marito con il tacco 12 e una cenetta intima. O almeno così la raccontano. Ma credo che la storia di Sonia sia molto più tipica. E non posso credere che non ci sia una soluzione.

 
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