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« La misoginìa di CamilleriToy boy: i candidati »

Vorrei un toy boy

Post n°247 pubblicato il 14 Ottobre 2013 da meninasallospecchio

Inutile tentare di essere originali. Ogni volta che faccio una cazzata mi scopro terribilmente mainstream. Mi capita sempre così: una volta per puro caso lessi due libri di matematica di fila e poco dopo scoprii dal giornale che la matematica era di gran moda.

Qualche sera fa mi sono fatta un nick vorreiuntoyboy, con un profilo ad hoc per indicare i requisiti dei candidati. Con quello sono entrata nella chat denominata 35 e dintorni. Non vi dico! Un tripudio. Sorprendentemente sembrava che non mi credessero. Ma lo cerchi davvero? E certo, non stiamo mica qui a pettinare le bambole.

Comunque pochi giorni dopo scopro che sta uscendo il terzo libro di Bridget Jones. Le anticipazioni dicono che l'eroina 51enne, rimasta vedova, si trova un toy boy. Ok, ho capito, faccio sempre le cose che fanno tutti. Per la verità non assomiglio a Bridget; ma non assomiglio neanche all'immagine della cougar con tacco 15 e minigonna leopardata. Fra le due, sto più con Bridget.

Ma torniamo a noi. A dire il vero, quando ho iniziato la mia movimentata vita da single non avevo affatto considerato la possibilità di impalmare uomini molto più giovani. Non ero nemmeno al corrente di questa possibilità, pensate che ingenua. E per dirla tutta, nella stragrandissima maggioranza dei casi, questi 30enni non li trovo neanche tanto interessanti: un po' banalotti, un po' primitivi, un po' privi del necessario savoir faire. Non parlo di sesso, parlo dell'approccio come quello che si può avere in chat. Insomma, non ero interessata. Finché un 32enne un po' più sveglio mi ha detto: ma se tu pensi di frequentare più di un uomo, allora nel pool ce ne dev'essere anche uno giovane. L'argomento mi è sembrato convincente.

Intanto comincio col dire che il concetto di toy boy è relativo. Per una donna della mia età, quello ideale deve avere 30-35 anni. Di più può anche andare, ma non è considerato toy boy. Di meno non credo di potercela fare. Già il 30enne mi fa un po' impressione; ma insomma, sono problemi che si superano.

Ma perché una donna dovrebbe cercare il toy boy? Ci sono fondamentalmente due motivazioni, anche se per strada ne ho scoperta una terza, che poi vi dirò.

La prima motivazione, la più ovvia, è di carattere fisico. Intanto c'è l'estetica. A una vecchia maiala 50enne questi 30enni sembrano tutti belli: non come i nostri coetanei, con la chierica, i capelli bianchi, il collo rugoso e la panza. Poi c'è la prestanza: un bel corpo asciutto e tonico è più... motivante. E infine, last but not least, funzionalità erettili integre: perché ragazzi, diciamocelo, è un mondo difficile.

Ma vi dico la verità, non è questa la mia motivazione principale. Del resto ho già raccontato che considero gli aspetti tecnici del sesso abbastanza secondari. Il fatto è che il toy boy è uno status symbol. Non di carattere economico, ovviamente; ma in un certo senso bisogna poterselo permettere. Il che si traduce in due caratteristiche: devi avere il fisico che ti regge ed essere sufficientemente "arrivata" da risultare interessante. Questo almeno per come la vediamo noi, come la vedono loro è un altro paio di maniche. Quindi, se ti puoi permettere il toy boy, è un'iniezione di autostima mica da ridere: viene a significare che l'insieme della tue caratteristiche psico-fisiche, sociali, culturali, ecc., ti consente di stare sul mercato al pari delle donne più giovani. Veramente le mie amiche del forum sostengono che al 30enne delle tue caratteristiche culturali e compagnia bella non gliene può fregar di meno, che l'unica cosa che guarda è se ti sta su il culo. Ma a me piace vederla così.

Ovviamente non va bene un 30enne qualunque. Deve essere ragionevolmente sexy, se no che stiamo qui a fare? E poi, io che faccio sempre la difficile, ci aggiungo pure che deve essere intelligente, colto, ironico. Insomma, diventa complicato. Lo so cosa state pensando: un uomo siffatto, perché dovrebbe venire con te? Ecco, me lo chiedo anch'io. Diciamo che quella è la scommessa. Se la vinco avrò il mio pieno di autostima, se la perdo sarà semplicemente il trionfo dell'ovvio, niente di che rammaricarsi. Ma se ce la fa Bridget ce la posso fare anch'io.

(continua)

Bridget Jones

 
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