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La sauna

Post n°388 pubblicato il 27 Dicembre 2014 da meninasallospecchio

L'alberghetto dove suggiorno è, come si suol dire, modesto ma lindo. Le padrone sono madre e figlia. La figlia è gentile, non mi fa neanche pesare il fatto di essere costretta a parlare italiano con me. La madre invece pare sempre un po' infastidita. C'è anche una piccola area benessere, sebbene un po' da poveri. Il primo giorno la figlia mi ha detto che posso fare la sauna quando voglio, devo solo avvertirla prima, così lei la accende e in 20 minuti si scalda.

Esco e quando torno c'è solo la madre.

- Mi dovrebbe accendere la sauna, per favore.

- E' già accesa, ma non aveva detto alle 6? Adesso ci sono delle altre persone.

- Ah, perché? quante persone ci stanno dentro la sauna?

- Ma no, è che sono tutti uomini.

Uhm... Ma io credevo che con questi nordici non ci fosse problema a fare la sauna tutti ignudi, tutti insieme appassionatamente. Nell'hotel a 12 km dal confine austriaco dove andavo anni fa, erano quasi tutti stranieri e nessuno si faceva di questi problemi. Oddìo, non proprio nessuno. Ogni tanto arrivava qualche verginella italiana in costume da bagno, benché esplicitamente vietato dal regolamento.

Comunque la crucca madre si è preoccupata per me. Forse non a torto. Ieri mattina li ho visti, i "tutti uomini" a colazione: sono un gruppo di russi, non sono sicura che mi sarebbe piaciuto fare la sauna con loro. Peraltro non sono nemmeno entusiasta di scendere in questo scantinato deserto adibito a zona benessere in totale solitudine. Metti che mi prenda un malore: mi ritrovano ore dopo, lessata nella sauna o annegata nella piscina.

Comunque la sauna non si scalda in 20 minuti, né tantomeno in 15 come asserisce crucca senior. Ieri dopo 20 minuti era 50 gradi, una temperatura che in sauna equivale a un bel calduccio: con l'umidità quasi nulla, prima di iniziare a sudare hai tempo di annoiarti, specie senza russi a farti compagnia. L'altro giorno invece, la sauna già inizializzata era a 90°. Ecco, non so a voi, ma a me a 90° bruciano i capezzoli. Cioè, 0° è la temperatura del ghiaccio fondente, 100° quella dell'acqua in ebollizione e 90° quella dei capezzoli arrosto. Potrebbero applicarmi una scala graduata: 90° C, dove C non sta per Celsius e nemmeno per Centigradi, ma per Capezzoli.

Dopo la sauna mi faccio una bella doccia fredda, in osservanza al costume nordico. Però diciamocelo: la sauna finlandese è un po' una minchiata. Consuma un sacco di energia e dal punto di vista salutistico non so nemmeno quanto sia efficace. La superiore civiltà mediterranea ha partorito il bagno turco, il calidarium dei romani, l'hammam degli arabi. Il calore è molto inferiore, ma l'umidità è tale che si sta avvolti in una nebbia di vapore. Seduti su gradini di marmo, si inizia a sudare immediatamente: anzi, non si distingue neppure il sudore dal vapore che si deposita sulla pelle. I pori si dilatano, la cute espelle tutte le tossine. Il calore non è insopportabile, si può resistere molto più a lungo. Nella nebbia, si conversa con i compagni di sudata.

Certo, installare una sauna è più semplice che creare un bagno turco decente. Le saune te le vendono già confezionate, tipo IKEA, sono banali cabine autocontenute, possono soltanto essere più piccole o più grandi. Il bagno turco è sempre un po' più grandino e, per essere gradevole, richiede una progettazione adeguata e materiali di buon livello. Gli alberghi belli li hanno entrambi, ma questa volta sono andata al risparmio.

A proposito di risparmio, sono arrivata alla conclusione che qui se si vogliono ridurre le spese bisogna andare avanti a birra. La birra è l'unica cosa che in Alto Adige costa meno che nel resto d'Italia. Voglio dire, fra un caffé a 1,30 euro e una birra a 2,20, il rapporto costi-benefici è chiaramente a favore della birra, senza contare che serve pure per re-idratarsi dopo la sauna o mentre si scia.

 

(continua)

 
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