Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

NERONE 1 E 2

Alla mia nuvoletta nera 1 e 2

 
 
 
 
 
 
 

RICORDI9 DEI TEMPI CHE FURONO

Nell'ordine: Romeo&Giulietta. Big il pechinese,
Didol&Giulietta, Mary e la cucciolata col
CAPOBANDA romy-romy

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

PRIGIONIERI DI NOI STESSI?

Post n°2023 pubblicato il 26 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

immaginel

Prigionieri
Intrappolati dentro

Questa gabbia di chiacchiere

Siamo come

Degli uccelli senza cielo

L’invisibile minaccia

avvolge ormai tutti

come silenzioso serpente

la sua preda

nel sonno

Confusione

In bilico tra queste

emozioni

dettate dal tempo

insabbiate da futili

insicurezze.

Ebrezza infantile

di provare

come i neonati.

Campo minato di decisioni

delusioni

incomprensioni.

Eterna felicità e temporanea

tristezza.

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Oramai ricontano i morti come  inutili numeri di cui nessuno sa nè saprà mai più niente. Bye sal

 
 
 

PERHE' OSANNARE L'EX PRESIDENTE MATTARELLA?

Post n°2022 pubblicato il 24 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

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Riassumendo in Italia ci sono 18 partiti in parlamento (anche se alcuni sono nel misto non avendo numeri sufficienti per formare un proprio gruppo), 13 partiti fuori dal parlamento e un imprecisato numero di movimenti e partiti minori.
Cosa c'entrino con Mattarella non è dato sapersi se non che nessuno vuole Draghi per non andare ad elezioni anticipate e perdere la " comoda poltrona "
Detto ciò vorrei dissociarmi da tutti gli osanna al nostro ex presidente Mattarella che tutti vorrebbero non lasciasse il colle. Ma detto inter nos conosciamo tutti la storia dell'oramai ex Presidente? Non credo, quindi vorrei puntualizzare poche quanto significative cose ben tenute nascoste dai suoi sostenitori.
Già qualche giorno prima della scadenza del suo settennato Mattarella,  si è affannato nel dare garanzie a Washington e Bruxelles ma, referendum a parte, USA e Germania non hanno nulla da temere: senza un reale progetto politico alternativo ed antagonista al neoliberismo ed al militarismo della NATO l’oligarchia al potere avrà sempre un nuovo fantoccio da imporre al “popolo italiano”. Sergio Mattarella è il tipico prodotto della borghesia italiana di provenienza democristiana approdata, dopo il 1991, al fanatismo ‘’americanista’’ e sionista.
Qualche mese fa alla Riunione Planetaria della Commissione Trilaterale, il ‘’nostro’’ presidente si è speso in un tanto imbarazzante quanto vergognoso elogio di David Rockefeller, rampollo della famiglia capitalista statunitense che vendette lo Ziklon B ad Hitler, contribuendo così alla pianificazione della Shoah. Ecco il ‘’capo dello Stato’’ che rende gli onori agli architetti dell’ “economicidio” in corso: ‘’Un caldo saluto, strusciando sui tappeti, a Carlo Secchi, presidente del gruppo italiano, a Jean-Claude Trichet, ex Bce, presidente del gruppo europeo.
Qualche mese fa, Mattarella andò a rendere gli onori all’imperialismo israeliano compiacendo la lobby sionista italiana. Una vera rottura con la posizione ‘’neutrale’’ della borghesia europea ma soprattutto uno schiaffo, dato a tradimento, a quei leader che qualche decennio fa denunciarono lo strapotere del lobbismo pro-Israele: Charles De Gaulle, Olof Palme e Sandro Pertini. Israele completa la pulizia etnica della Palestina, si permette di insultare l’ONU e i suoi kapò irridono i cittadini italiani colpiti dal terremoto – ‘’punizione divina’’ – ma Mattarella che fa? Vola a Tel Aviv, si mette in ginocchio e dice: ‘’La nostra è un’ alleanza che nessuno può distruggere’’. Domanda: Mattarella si genuflette alla mafia israeliana? Suo padre – sosteneva Danilo Dolci – si è inginocchiato a quella siciliana ed italo-americana.
Sergio Mattarella raccoglie l’eredità del padre, rampollo della borghesia affaristica siciliana e finisce a Tel Aviv giurando fedeltà al sionismo. Paolo Gentiloni è indirettamente un apologeta del Fronte Jabat Al Nusra e soprattutto dei neonazisti di Pravy Sektor. Sono loro che daranno garanzie alla BCE, al FMI e ai signori di Washington, Bruxelles e Tel Aviv. Renzi e Napolitano hanno già adempiuto al loro compito, tocca ad altri farsi valere dimostrando di essere degli ascari ‘’per bene’’, dei clown per tutte le stagioni.

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Esimio Mario Draghi, non essere la fotocopia di un'Italia delirante e priva di qualsiasi etica, lascia la poltrona di premier e accetta la candidatura al colle e, probabilmente, i " padri-padroni " di Montecitorio e Palazzo Chigi tireranno, una volta per tutte le cuoia e lasceranno che siano gli italiani a decidere col libero voto. Bye sal


 
 
 

Coppie che si lasciano pur amandosi, perché?

Post n°2021 pubblicato il 23 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

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L'amore ha bisogno di precisi ingranaggi affinché un rapporto funzioni. Amarsi non significa essere felici o risolvere meglio i problemi quotidiani. Non è raro, di fatto, che molte coppie si lascino sebbene l'affetto e la passione siano ancora vivi.
Françoise Sagan sostiene che amare non significa solo voler bene, bensì anche comprendere, essere capaci di connettersi alla realtà dell’altra persona. Se ciò manca, lasciamo la persona amata per essere noi stessi e non condannare entrambi alla sofferenza eterna.
Per buona parte della nostra vita (soprattutto se si è molto giovani) diamo per scontato che l’amore sia il collante che tiene insieme tutto. Ci sentiamo fortunati perché abbiamo qualcuno da amare e, soprattutto, perché siamo amati.
A mano a mano che cresciamo, tuttavia, le esperienze ci insegnano, non senza deludencodi, che l’amore non può tutto, né è la formula magica di una relazione felice.
Diversi aspetti in comune possono legarci a un¡altra persona: passione, attrazione, amicizia, complicità e persino quella magia in grado di rendere unica qualunque circostanza. Eppure, c’è un precipizio che non ha fine, una sofferenza che non sparisce.

Questo qualcosa coincide spesso con i progetti di vita personali. Può darsi che per noi il nostro lavoro sia fondamentale, quell’obiettivo al quale affidare tutti i nostri progetti futuri. Eppure, il nostro partner non vede questa ambizione di buon occhio. Potrebbe anche darsi  che uno dei due voglia mettere su famiglia, mentre l’altro non è pronto per un passo simile.
Potrebbe essere difficile capire perché ci sono coppie che si lasciano pur amandosi. Ancora una volta, tuttavia, dobbiamo essere consapevoli del fatto che una relazione non nasce e non si regge esclusivamente sull’amore.
Una relazione si costruisce, si modella come una delicata opera artigianale che ha bisogno di molti elementi per mantenersi solida, bella, duratura…

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Serena domenica e felice inizio nuova settimana. Bye Sal

 
 
 

VESTI LA GIUBBA- RIDI PAGLIACCIO -

Post n°2020 pubblicato il 21 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

"Ridere fa buon sangue”, dice un vecchio proverbio. Ridere fa bene al cuore, la risata è un vero e proprio farmaco, migliora la circolazione del sangue e previene le malattie cardiovascolari… Controindicazioni?Nessuna. La risata è una medicina che va bene per tutti, grandi e piccoli, uomini e donne; una medicina che neutralizza gli effetti dell’ansia e dello stress.
Il  clown è una brava persona che salta, corre veloce, fa capriole: tutti ridono a crepapelle e lui, contento, fa ancora più salti e capriole…. Il clown è semplicemente colui che riesce a portare gioia pura nei cuori delle persone. inciampa nei suoi stessi piedi, ma allo stesso tempo si dimostra un virtuoso dell’acrobazia; balbetta, dice cose senza senso o non parla del tutto, ma poi si dimostra brillante nel giocare con le parole. Pur essendo adulto, si comporta come un bambino, ricordandoci che anche noi siamo stati bambini e abbiamo dovuto imparare a camminare e a parlare.
Ci vuole forza per mantenere questo equilibrio fra il dolore che si riceve quotidianamente sotto forma di stimoli laceranti, e la continua analisi pungente e sagace della realtà, da regalare come un prezioso dono al prossimo sotto forma di battuta e tutto questo per donare momenti di vera gioia, per strappare sorrisi perché sanno perfettamente che ogni sorriso è un dono.
Il clown può essere considerato una sorta di filosofo, che inciampa nelle cose vicine perché immerso nel pensiero di quelle lontane: sia il clown che il filosofo  creano una distanza con tutto ciò che li circonda muovendosi in un altro tempo. Nella vita, si possono incontrare persone perbene che però sono un po’ come lui, “maschere” che vogliono far ridere, cercano consensi, si nascondono dietro la loro vera identità. Osservando attentamente il volto del clown si nota che, sulla guancia è immortalata una lacrima: è un pagliaccio triste. Chi fa ridere per antonomasia, sta piangendo.

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Sarà poi vero che il senso ultimo dell'umanità vive nel cuore di un clown? Sereno fine settimana con sorriso, bye sal

 
 
 

Nessun dorma! Scopriamo la Turandot di Puccini

Post n°2019 pubblicato il 19 Gennaio 2022 da prolocoserdiana
 

Se qualcuno dovesse chiedermi quale secondo me sia la storia d’amore più grande non avrei problemi a ignorare Romeo e Giulietta e Jack e Rose, e risponderei chiamando in causa Calaf e Turandot. Ma chi diavolo sono questi due tizi?, chiederete voi. Eppure Calaf lo conoscete, ne sono sicura. Lo avete sentito cantare la sua romanza d’amore centinaia di volte, solo che non lo sapete.
Nel primo atto assistiamo proprio al momento dell’esecuzione di uno di questi poveracci. Tra la folla c’è Timur (basso), un vecchio e cieco re tartaro spodestato, che per la confusione cade a terra; Liù (soprano), la sua fedele serva, chiede aiuto. Arriva Calaf (tenore), che riconosce nell’uomo suo padre e i due si abbracciano commossi. Calaf prega Liù e il padre di non rivelare il suo nome, perché potrebbe essere molto pericoloso. Nel frattempo arriva il condannato: la folla, vista la giovane età del tizio, invoca la grazia.
Il secondo atto si apre con Ping, Pong e Pang che si lamentano di dover seppellire ogni volta dei poveri scemi quando vorrebbero semplicemente starsene in panciolle nei loro possedimenti in campagna. Davanti alla reggia tutto è pronto per la cerimonia. Sono tutti presenti, anche Timur e Liù. L’imperatore dice di nuovo a Calaf di lasciar perdere, ma il principe è veramente testardo.
Entra in scena Turandot, che spiega perché non si lascia semplicemente corteggiare con una cena fuori e un mazzo di fiori: molti anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari, e una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero. In suo onore la principessa ha giurato che non si sarebbe mai fatta possedere da un uomo: per questo ha inventato i tre enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti.
Turandot e Calaf restano quindi da soli, e in un primo momento Calaf è arrabbiato con lei perché ha provocato troppo dolore, ma non riesce a liberarsi del suo amore per lei. Turandot dapprima lo respinge, ma poi ammette di aver avuto paura di lui la prima volta che l’aveva visto, e di essere ormai travolta dalla passione. I due, alla fine, si baciano. Turandot, molto orgogliosa, supplica il principe di non volerla umiliare, così Calaf le fa il dono della vita e le rivela il nome; saputolo, potrà perderlo, se vuole. Il giorno dopo, davanti al palazzo reale, davanti al trono imperiale è riunita una grande folla. Turandot dichiara pubblicamente di conoscere il nome dello straniero: «il suo nome è Amore». Così Calaf riesce ad ottenere l’amore della principessa.

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A noi il semplice piacere di avere rielaborato la romanza Nessun dorma col fantastico sax di Gaetano. Buona serata, un sorriso e...a presto, bye sal

 
 
 
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