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MAESTOSO E' L'ABBANDONO

Post n°906 pubblicato il 24 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

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Un esordio che ha un che di poetico, quello di Sara Gamberini, che con Hacca Edizioni ha pubblicato il suo primo romanzo, Maestoso è l’abbandono.


Maestoso è l’abbandono è la storia di Maria, che incontriamo immediatamente mentre si trova di fronte ad una porta chiusa, e dopo troppi Campari è sul punto di abbandonare un uomo al quale, dopo tanti, troppi anni di fiducia, non crede più.
Maria  è inquieta, è una donna alla ricerca del senso della vita, del mondo. Da bambina si affidava alla fede in Dio, nonostante nella sua famiglia nessuno lo facesse, era sicura anche dinnanzi alle cose che non conosceva, poi, d’un tratto, una paura cieca si è impossessata di lei. Maria ha un rapporto strano, profondo e complesso con il Dottor Lisi, il suo psicologo, e proprio per questi motivi decide di non vederlo più, nonostante questo le provochi sofferenza.
ediamo poi la protagonista di Gamberini  quando incontra e conosce un collega di lavoro, Lorenzo, e con lui inizia una relazione, anche questa complessa, senza sicurezze, senza decisioni, senza domande, nonostante lei lo ami senza alcuna riserva.
Sara Gamberini procede così, nel corso delle pagine, a raccontarci una personalità unica, tra presente e ricordi, e una madre, Lucia, donna originale, che sembra sempre distratta da altre cose quando si tratta di sua figlia, procurando un senso di incuranza.
Maestoso è l’abbandono è un  romanzo di de-formazione, come l’ha definito un’altra scrittrice, Viola Di Grado, scritto in maniera sensibile, con uno stile suggestivo, decisamente non comune.

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Ciao a tutti. Da domani e fino a lunedi saremo fuori per due concerti, uno sabato, il secondo domenica. Come al solito sarà Anna Paola a tenervi compagnia e darvi informazioni sull'amicone Sal. Qualche minuto fa ho parlato con Mary che mi ha comunicato che nel pomeriggio Sal ha pronunciato correttamente le prime parole e che domani vedranno di alleggerirgli il collare che mal sopporta. E' in forma, ha fame e...fosse per lui firmerebbe per le dimissioni. Spensierato weekend da Sabrina per Sal e tutti gli amici e amiche di Blog e non. Sabrina

 
 
 

Valentina contro il padre: «Ha ucciso mamma a coltellate, niente sconti».

Post n°905 pubblicato il 24 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

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La storia è orribile. Ma nella sua drammaticità ha una luce che può diventare un utile paradigma per tutte le donne che subiscono violenza e per quelle che vivono accanto a loro. Rosanna Belvisi, un’impiegata cinquantenne, milanese, è stata uccisa con 29 coltellate dal marito Luigi Messina. Con una sentenza molto discutibile, l’uomo è stato condannato a 18 anni di reclusione ( la metà della pena richiesta dal pm) in quanto il giudice ha escluso l’aggravante della crudeltà. Come se 29 colpi di coltello fossero una normale reazione da uomo. A questo punto i legali di Messina, come capita spesso in processi di questo genere, scommettendo sull’indulgenza dei giudici pensano di fare Bingo e chiedono, in appello, lo sconto della pena. E chi si oppone, oltre ovviamente all’accusa? Valentina, 25 anni, una bellissima ragazza, la figlia di Rosanna e Luigi.Dopo avere ripudiato il cognome del padre, Valentina si è rivolta direttamente ai giudici milanesi con queste parole: «Non voglio che mio padre esca presto dal carcere, non può avere uno sconto di pena dopo quello che ha fatto a mia madre. Sarebbe come ucciderla una seconda volta…». Valentina, tra l’altro, aveva sempre invitato la madre a lasciare il marito, ma lei, cocciuta e ostinata come tante, troppe donne generose, non ci riusciva. E sperava sempre che lui potesse cambiare.

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Non ci sono parole per commentare il dramma di una rottura così dirompente tra un padre e sua figlia. Ma quello che ci sembra importante è la forza di una reazione. Le donne, quando subiscono violenze dagli uomini, hanno sempre un grande nemico in casa o nella loro testa: il familismo. Il familismo amorale, virus dell’Italia dove invece abbiamo milioni di famiglie meravigliose.

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Tutto bene da Sal. Mary vi invia i suoi saluti e quelli di Sal.
Buona giornata, Sabrina

 
 
 

Il grande flop dei centri per lʼimpiego, costano 600 milioni lʼanno ma trovano lavoro solo al 3% dei richiedenti

Post n°904 pubblicato il 23 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

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Flop dei Centri per l'impiego in Italia. Dovevano essere riorganizzati e potenziati come scritto nell'utima riforma del lavoro ma è rimasto tutto sulla carta. Infatti nonostante una spesa di 600 milioni di euro l'anno, distribuita tra i 556 Cpi sparsi sul territorio, solo il 3% dei disoccupati che si rivolge agli uffici di collocamento riesce a trovare un impiego. Una media irrisoria rispetto ai numeri di Francia e Germania che superano il 20%. Secondo l'Istat, all'anno, almeno 2 milioni e mezzo di persone vi si rivolgono.
Come scrive il Messaggero una produttività davvero bassa se si pensa che gli operatori sono 8mila e riescono a collocare solo 4 occupati l'anno. I Cpi sono passati a essere controllati dalle Province alle Regioni, e ora nel limbo del Jobs act.
In realtà i Centri per l'impiego dovrebbero lavorare per far incrociare domanda e offerta, come fissato nella riforma del lavoro renziana, ma mancano i decreti attuativi e una regia organica. "Tutto è rimasto frammentato dopo la riforma - ha affermato al quotidiano romano Maurizio Del Conte, presidente Anpal - e le percentuali di collocamento oscillano tra il 2,2 e il 3,2%, una media decisamente bassa che riguarda Nord, Centro e Sud in maniera omogenea".
In alcuni casi i centri si trovano in strutture fatiscenti mentre in altri tra gli 8mila dipendenti c'è anche chi non è qualificato nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato. Ma non bisogna fare di tutta lerba un fascio. Ci sono Regioni in cui i centri sono funzionanti come in Veneto e in Emilia Romgna. Il Lazio invece è tra le Regioni che vanno più lentamente.
Secondo il presidente della Federcontribuenti Marco Pagnella "sarebbe necessario creare un fondo nazionale di 800 milioni per il sostegno occupazionale. I Cpi potrebbero invece essere dislocati all'interno degli uffici comunali, con un risparmio notevole per lo Stato".

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E mentre si sta per insediare il NUOVO GOVERNO che ci ha promesso l'America ( !!! )
a Palermo i CENTRI D'IMPIEGO dicono: "Il lavoro dovete cercarlo voi su internet"
Dai Salvini e Di Maio avete voluto la bicicletta, pedalate e se riuscite restituite un pò di dignità agli italiani e non ai vostri interessi personali. Ciao, Sebastian straincacchiato-

PS. In tarda serata ho sentito Mary. Le notizie su Sal sono più che confortanti. Domani gli staccheranno le flebo e potrà fare i primi passi. Speriamo non fugga dall'Italia...

 
 
 

CORDA E FRUSTE: LA VITA DI SERENA

Post n°903 pubblicato il 23 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

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Serena ama giocare con le corde e la frusta. Prova piacere a dominare il suo schiavo, a umiliarlo, a comandarlo, ad abbassarlo allo stato di un oggetto, ad annientarlo. Ha solo 20 anni, ma sa quello che fa. Lei stessa, per anni, ha vestito i panni della sottomessa. Cercava nel suo padrone la sofferenza fisica, ora la infligge ad altri.
A prima vista il sadomasochismo potrebbe sembrare la più turpe delle passioni, abbiamo scoperto invece che a praticarlo sono persone che vogliono semplicemente esplorare i limiti del proprio corpo dettati dalla mente. Come chi fa sport estremo, ma nella sfera sessuale. Sui volti di chi è stato intervistato nessun segno di deviazione, soltanto sorrisi e la voglia di sfatare qualche pregiudizio.
Persone comuni con una casa, un lavoro, una famiglia e degli amici. Ma con una passione atipica e l’asticella del dolore spostata un po’ in là. Abbiamo chiesto cosa li avesse spinti a entrare in un mondo pieno di pregiudizi, quanto può diventare complicato vivere due vite e, a chi ha scelto di non nascondere la propria passione sadomaso.
La storia di Serena -  Ha 20 anni, è di Milano, frequenta il primo anno di Filosofia. Ha un sorriso contagioso e l’entusiasmo tipico della sua età, negli occhi una maturità che la fa sembrare più grande di qualche anno. Si è avvicinata al mondo Bdsm a soli 15 anni a causa di un’esperienza traumatica: uno stupro. “Il mio primo rapporto sessuale è stato una violenza – racconta Serena – sono stata abusata dal mio primo ragazzo. Ciò che però mi aveva scosso più dell’episodio stesso è che quando mi ha messo il coltello alla gola mi sono sentita eccitata”. Ha pensato di essere pazza, che non fosse normale una reazione simile allo stupro. “Sono stata seguita da vari psicologi – continua – ma non mi hanno aiutata. Non riuscivo a spiegarmi perché avessi provato piacere in un momento che per me è stato così traumatico. Mi sentivo strana, sbagliata. Poi, navigando su Internet, ho scoperto che esisteva il Bdsm. Mi sono incuriosita e ho provato...

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L'ultima telefonata di Mary di ieri notte, ha confermato che Sal sta bene. Sta seguendo con serenità la terapia post operatoria ed ha mantenuto il suo buon umore di sempre.
A voi tutti/e una splendida giornata, Sebastian

 
 
 

Depressione, gli esperti: "Undici milioni di italiani assumono psicofarmaci"

Post n°902 pubblicato il 22 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

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Sono undici milioni gli italiani che assumono ogni giorno farmaci contro la depressione: un valore quattro volte superiore alla media europea. E' quanto emerge dai dati dell'Agenzia per il Farmaco e dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, che delineano un quadro allarmante per le cure fai da te. Un malato su due giudica infatti inutile il trattamento, convinto di potersela cavare da solo. I soggetti affetti da depressione nel nostro Paese sfiorano il 20% della popolazione.
Secondo l'Oms sono oltre 300 milioni le persone affette da depressione a livello globale, il 4,4% del totale. Uno studio del The British Journal of Psychiatry ha affermato che, nel periodo 2010-2015, il consumo di antidepressivi in Europa è aumentato del 20%. In Italia, la spesa annuale per questo tipo di medicinali ha raggiunto gli 800 milioni di euro.
Come se non bastasse, i costi legati al trattamento della salute mentale sono stati definiti "emergenziali" dall'Unione Europea, che ha calcolato uno stanziamento annuo di 240 miliardi di euro. Come riporta La Stampa, secondo alcuni studiosi nel 2030 la depressione, dopo le malattie cardiovascolari, sarà la patologia responsabile della perdita del più elevato numero di anni di vita attiva.
Come medico consiglio a tutti-e di evitare il più possibile farmaci antidepressivi, anti ansia e triciclici vari, comprese le più comuni benzodiazepine. Una vita sana, una amicizia sincera, tutto ciò che può distogliervi dall'apatia, prima porta verso ansia e depressione, e perchè no un buon psicologo che tratti i problemi senza farmaci inopportuni, sicuramente vi eviteranno un bel pò di guai fisici e/o mentali. Seguendo le indicazioni dell'amico Sal, ai miei pazienti, prima di mandarli da lui, consiglio sempre di affiancarsi a più o ad una persona fidata e realmente amica con cui parlare, parlare, parlare. Sabrina

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Mio marito Sebastian e Mirko sono in volo e stanno facendo rientro. Mi hanno informata che Sal sta più che bene, che ha trascorso una notte serena senza necessità del supporto di infermieri o medici. Buona giornata a tutti-e voi. Sabry

 
 
 
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