Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&BIGBYBAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

IL MIO MONDO, LA MIA REALTA'

Riferito al post 734 di cui dovete
tenere conto. By, Sal

 
 
 
 
 
 
 

NON MI ABBANDONARE

IMMAGINE

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

La vera libertà risiede nel dubbio (Michel De Montaigne)

Post n°908 pubblicato il 26 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

immagine

Laddove spesso sprechiamo la lucidità di un pensiero e di un’azione barricandoci attorno a finte certezze. Oppure alla frase più stupida e sbagliata che si possa pronunciare: “Io non cambio idea, perché sono sempre sicuro di quello che penso”. In realtà sono proprio gli stupidi, o gli arroganti incalliti, che non hanno mai l’umiltà di cambiare opinione e, magari, di riconoscere attraverso l’esercizio del dubbio, le ragioni degli altri.
Tra i più grandi filosofi della storia universale del pensiero, Michel De Montaigne, che abbinò nella vita attività intellettuale con impegno politico, è stato uno dei più puntuali nel descrivere la vitalità del dubbio, a partire dal contenuto del suo capolavoro che sono gli Essais.
Che cosa sosteneva de Montaigne? Primo: il dubbio è l’unico strumento per un’autentica “libertà di scelta”, contro la presunzione del possesso assoluto di presunte verità e contro qualsiasi forma di intolleranza, dogmatica o politica e civile. Secondo: è questa libertà, che scaturisce dal dubbio, che a sua volta ci garantisce la possibilità di godere pienamente della bellezza della vita, con tutte le sue più svariate e controverse declinazioni. Terzo: proprio dalla combinazione tra libertà e gusto della vita, nasce la necessità di coltivare il dubbio. Se ci riflettete, siamo di fronte a qualcosa di attualissimo rispetto alla drammatica stagione che stiamo vivendo per i continui attacchi, una vera guerra, scatenata dal fanatismo islamico, ovvero un’ideologia che esclude il dubbio, la libertà e dunque la stessa vita, sulla base di un pregiudizio e di una presunzione di verità dogmatica di fonte religiosa.
Infine, è da tenere presente che De Montaigne era cattolico, ma la sua identità religiosa non si basava su alcuna forma di integralismo, dogmatismo, artificiosità della fede. Era anche quello religioso un pensiero libero, che spingeva verso la libertà

immagine

Ancora un felice fine settimana da Anna Paola per tutta l'allegraBand

 
 
 

«Quello che pensa la gente? Badateci il meno possibile» Philip Roth

Post n°907 pubblicato il 25 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

immagine

Durante una lunghissima carriera letteraria Philip Roth, morto a Manhattan a 85 anni, ha pubblicato 30 libri, in tutto il mondo. Nessuno sbagliato, nessuno noioso, nessuno inutile.
Un grandissimo scrittore che ha avuto il merito di farci scoprire nelle viscere e nella sua profondità l’America contemporanea, con uno dei suoi libri più famosi, Pastorale americana, e che ci ha portato, dall’alto dello sguardo della letteratura, nel labirinto dell’intimità dell’uomo. Del suo rapporto, perennemente irrisolto, con il sesso, delle sue passioni, anche malvagie, dell’eterna sovrapposizione, nella stessa persona, del bene e del male. Del tempo che passa e consuma non solo il corpo, ma anche la mente.
Proprio l’uso del tempo ha rappresentato una delle costanti nella narrazione di Roth, quel tempo che così spesso ci sfugge e non riusciamo ad afferrare. E quel tempo che lo aveva portato a 80 anni a dare un annuncio sconvolgente: «Mi ritiro, non scriverò più romanzi». Impegno puntualmente mantenuto.
Con l’arrivo della vecchiaia forse il maestro aveva paura di non essere all’altezza dell’autore che ha fatto sognare intere generazioni di lettori in tutto il mondo. E così Roth ha dedicato l’ultima parte della sua vita all’osservazione pura, alla lettura (in particolare gli piacevano le biografie), al cinema, del quale era molto competente.
In questo periodo abbiamo visto, nel silenzio della sua auto-scomparsa, un Roth pensieroso, che ci ha lasciato alcuni spunti di riflessione al confine della filosofia. La sua leggerezza lo ha portato, per esempio, a scolpire in questa frase la risposta più efficace e anche più adeguata al cicaleccio della gente che vuole sempre dire l’ultima parola. «Quello che pensa la gente? Badateci il meno possibile» diceva Roth. E questa riflessione non si applicava solo rispetto a chi utilizza la maldicenza come strumento per demolire il prossimo, ma anche a chi tanto si affatica per apparire, per conquistare empatia, tra la gente appunto, dimenticando l’essere e lasciandosi travolgere dalla spirale del narcisismo.
Un’ultima considerazione: il Premio Nobel è stato travolto dagli scandali sessuali, tanto che l’edizione 2018 non è stata assegnata. Ma lo scandalo maggiore in questi ultimi anni è stato uno solo: non assegnare il Nobel della Letteratura a Philip Roth. Nessuno lo meritava più di lui.

immagine

Come sempre sono io a tappare i buchi degli amici e amiche, ma sappiate che lo faccio più che volentieri. Intorno alle 18 ho fatto una breve chiaccherata con Mary e Sal. E' decisamente allegro, parla senza grandi difficoltà e, personalmente, mi è parso che anche il tono della voce sia bello robusto. Unica lamentela, il mangiare. Credo si mangerebbe un bue. Stando a ciò che gli hanno detto i medici sarà trattenuto ancora per tutta la settimana prossima e se non ci saranno complicazioni di nessun genere entro martedi, mercoledi della seconda settimana di Giugno verrà dimesso.
A voi tutti, tutte auguro un bellissimo weekend. Anna Paola

 
 
 

MAESTOSO E' L'ABBANDONO

Post n°906 pubblicato il 24 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

IMMAGINE

Un esordio che ha un che di poetico, quello di Sara Gamberini, che con Hacca Edizioni ha pubblicato il suo primo romanzo, Maestoso è l’abbandono.


Maestoso è l’abbandono è la storia di Maria, che incontriamo immediatamente mentre si trova di fronte ad una porta chiusa, e dopo troppi Campari è sul punto di abbandonare un uomo al quale, dopo tanti, troppi anni di fiducia, non crede più.
Maria  è inquieta, è una donna alla ricerca del senso della vita, del mondo. Da bambina si affidava alla fede in Dio, nonostante nella sua famiglia nessuno lo facesse, era sicura anche dinnanzi alle cose che non conosceva, poi, d’un tratto, una paura cieca si è impossessata di lei. Maria ha un rapporto strano, profondo e complesso con il Dottor Lisi, il suo psicologo, e proprio per questi motivi decide di non vederlo più, nonostante questo le provochi sofferenza.
Vediamo poi la protagonista di Gamberini  quando incontra e conosce un collega di lavoro, Lorenzo, e con lui inizia una relazione, anche questa complessa, senza sicurezze, senza decisioni, senza domande, nonostante lei lo ami senza alcuna riserva.
Sara Gamberini procede così, nel corso delle pagine, a raccontarci una personalità unica, tra presente e ricordi, e una madre, Lucia, donna originale, che sembra sempre distratta da altre cose quando si tratta di sua figlia, procurando un senso di incuranza.
Maestoso è l’abbandono è un  romanzo di de-formazione, come l’ha definito un’altra scrittrice, Viola Di Grado, scritto in maniera sensibile, con uno stile suggestivo, e decisamente non comune.

IMMAGINE

Ciao a tutti. Da domani e fino a lunedi saremo fuori per due concerti, uno sabato, il secondo domenica. Come al solito sarà Anna Paola a tenervi compagnia e darvi informazioni sull'amicone Sal. Qualche minuto fa ho parlato con Mary che mi ha comunicato che nel pomeriggio Sal ha pronunciato correttamente le prime parole e, in una qualche misura chiaccherato con i medici che domani vedranno di alleggerirgli, se non togliergli il collare che mal sopporta. E' in forma, ha fame e...fosse per lui firmerebbe per le dimissioni. Spensierato weekend da Sabrina per Sal e tutti gli amici e amiche di Blog e non. Sabrina

 
 
 

Valentina contro il padre: «Ha ucciso mamma a coltellate, niente sconti».

Post n°905 pubblicato il 24 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

immagine

La storia è orribile. Ma nella sua drammaticità ha una luce che può diventare un utile paradigma per tutte le donne che subiscono violenza e per quelle che vivono accanto a loro. Rosanna Belvisi, un’impiegata cinquantenne, milanese, è stata uccisa con 29 coltellate dal marito Luigi Messina. Con una sentenza molto discutibile, l’uomo è stato condannato a 18 anni di reclusione ( la metà della pena richiesta dal pm) in quanto il giudice ha escluso l’aggravante della crudeltà. Come se 29 colpi di coltello fossero una normale reazione da uomo. A questo punto i legali di Messina, come capita spesso in processi di questo genere, scommettendo sull’indulgenza dei giudici pensano di fare Bingo e chiedono, in appello, lo sconto della pena. E chi si oppone, oltre ovviamente all’accusa? Valentina, 25 anni, una bellissima ragazza, la figlia di Rosanna e Luigi.Dopo avere ripudiato il cognome del padre, Valentina si è rivolta direttamente ai giudici milanesi con queste parole: «Non voglio che mio padre esca presto dal carcere, non può avere uno sconto di pena dopo quello che ha fatto a mia madre. Sarebbe come ucciderla una seconda volta…». Valentina, tra l’altro, aveva sempre invitato la madre a lasciare il marito, ma lei, cocciuta e ostinata come tante, troppe donne generose, non ci riusciva. E sperava sempre che lui potesse cambiare.

immagine

Non ci sono parole per commentare il dramma di una rottura così dirompente tra un padre e sua figlia. Ma quello che ci sembra importante è la forza di una reazione. Le donne, quando subiscono violenze dagli uomini, hanno sempre un grande nemico in casa o nella loro testa: il familismo. Il familismo amorale, virus dell’Italia dove invece abbiamo milioni di famiglie meravigliose.

immagine

Tutto bene da Sal. Mary vi invia i suoi saluti e quelli di Sal.
Buona giornata, Sabrina

 
 
 

Il grande flop dei centri per lʼimpiego, costano 600 milioni lʼanno ma trovano lavoro solo al 3% dei richiedenti

Post n°904 pubblicato il 23 Maggio 2018 da prolocoserdiana
 

immagine

Flop dei Centri per l'impiego in Italia. Dovevano essere riorganizzati e potenziati come scritto nell'utima riforma del lavoro ma è rimasto tutto sulla carta. Infatti nonostante una spesa di 600 milioni di euro l'anno, distribuita tra i 556 Cpi sparsi sul territorio, solo il 3% dei disoccupati che si rivolge agli uffici di collocamento riesce a trovare un impiego. Una media irrisoria rispetto ai numeri di Francia e Germania che superano il 20%. Secondo l'Istat, all'anno, almeno 2 milioni e mezzo di persone vi si rivolgono.
Come scrive il Messaggero una produttività davvero bassa se si pensa che gli operatori sono 8mila e riescono a collocare solo 4 occupati l'anno. I Cpi sono passati a essere controllati dalle Province alle Regioni, e ora nel limbo del Jobs act.
In realtà i Centri per l'impiego dovrebbero lavorare per far incrociare domanda e offerta, come fissato nella riforma del lavoro renziana, ma mancano i decreti attuativi e una regia organica. "Tutto è rimasto frammentato dopo la riforma - ha affermato al quotidiano romano Maurizio Del Conte, presidente Anpal - e le percentuali di collocamento oscillano tra il 2,2 e il 3,2%, una media decisamente bassa che riguarda Nord, Centro e Sud in maniera omogenea".
In alcuni casi i centri si trovano in strutture fatiscenti mentre in altri tra gli 8mila dipendenti c'è anche chi non è qualificato nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato. Ma non bisogna fare di tutta lerba un fascio. Ci sono Regioni in cui i centri sono funzionanti come in Veneto e in Emilia Romgna. Il Lazio invece è tra le Regioni che vanno più lentamente.
Secondo il presidente della Federcontribuenti Marco Pagnella "sarebbe necessario creare un fondo nazionale di 800 milioni per il sostegno occupazionale. I Cpi potrebbero invece essere dislocati all'interno degli uffici comunali, con un risparmio notevole per lo Stato".

immagini

E mentre si sta per insediare il NUOVO GOVERNO che ci ha promesso l'America ( !!! )
a Palermo i CENTRI D'IMPIEGO dicono: "Il lavoro dovete cercarlo voi su internet"
Dai Salvini e Di Maio avete voluto la bicicletta, pedalate e se riuscite restituite un pò di dignità agli italiani e non ai vostri interessi personali. Ciao, Sebastian straincacchiato-

PS. In tarda serata ho sentito Mary. Le notizie su Sal sono più che confortanti. Domani gli staccheranno le flebo e potrà fare i primi passi. Speriamo non fugga dall'Italia...

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

AIUTIAMO CHI LO MERITA

IMMAGINE

 
 
 
 
 
 
 

FORMAGGI ARGIOLAS IL CUORE DELLA SARDEGNA

Argiolas formaggi: qualità, gusto, cuore
della Sardegna per palati raffinati. Li
trovate in tutte le Catene commerciali
italiane e straniere.

 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

robertasala1964fleurbleu17saverio.anconaambradistellewilliamvicenzinofrancescotricrosefucsia0prolocoserdianam.filibertoblaskina88monellaccio19molto.personaleavantitutta5mariateresa.savino
 
 
 
 
 
 
 

ULTIMI COMMENTI

 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
 
 
 
 
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom