Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

IL MIO MONDO, LA MIA REALTA'

Riferito al post 734 di cui dovete
tenere conto. By, Sal

 
 
 
 
 
 
 

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Genova, ingegneri: "Ponte Morandi fragile: piloni in cemento armato, materiale che si degrada"

Post n°981 pubblicato il 15 Agosto 2018 da prolocoserdiana
 

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Una "favoletta". Così, nell'aprile 2013, il Coordinamento dei Comitati No Gronda si esprimeva sull'eventualità di un crollo del ponte Morandi di Genova. Un comunicato ospitato (e poi rimosso) sul sito del Movimento 5 stelle. "Ci viene poi raccontata la favoletta dell'imminente crollo del Ponte Morandi", si leggeva sul blog pentastellato riguardo al dibattito sulla realizzazione di una bretella autostradale per il tratto genovese della A10.
Nel testo (ancora online sul portale del Coordinamento) i Comitati No Gronda scrivevano quindi: "Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell'imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l'ex presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione conclusiva del dibattito pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte '...potrebbe star su altri cento anni' a fronte di '...una manutenzione ordinaria con costi standard (Queste considerazioni sono inoltre apparse anche più volte sul Bollettino degli Ingegneri di Genova)'".
La provocazione Calvini - A questo riguardo si torna a parlare anche delle polemiche sollevate per una frase, datata dicembre 2012, dell'allora presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini, che provocatoriamente affermava: "Quando tra dieci anni il Ponte Morandi crollerà, e tutti dovremo stare in coda nel traffico per delle ore, ci ricorderemo il nome di chi adesso ha detto 'no' alla Gronda", con chiaro riferimento agli esponenti locali del M5s.
Lo stesso Calvini, dopo la tragedia, ha voluto precisare che "all'epoca il dibattito in città per le infrastrutture era assai vivace e, in quanto presidente della locale Confindustria, mi adoperavo per cercare di sbloccare l'approvazione e l'avvio di un opera, la Gronda di Ponente, che consideravamo fondamentale, non solo per Genova, perché avrebbe dovuto alleggerire il nodo autostradale di cui fa parte il ponte crollato. La mia non fu, pertanto, una pura provocazione per la quale avevo utilizzato toni ed espressioni meno assolutiste di quelle che l'intervista mi attribuisce. Certemente, però, non mi sarei mai immaginato che potesse accadere un cosa del genere e non  avevo elementi tali per fare una previsione esatta e di questo tipo". Qualcuno, però, doveva ascoltare...

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E adesso che la " favoletta" è "dura realtà ", che cazzo racconterete a noi italiani, ai genovesi, alle famiglie delle vittime?
Salvatore Ferrara

 

 
 
 

La resilienza è femmina. Una virtù delle donne che sanno reagire alle difficoltà.

Post n°980 pubblicato il 13 Agosto 2018 da prolocoserdiana
 

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Ciao, sono Anna Paola...Vi assicuro che dopo una giornata trascorsa con sal e degenerati vari, riessere nella mia casetta è di assoluto conforto sia per me che per la bimba che ieri, fra viaggio, sole e caldo torrrido ha trascorso una domenica d'inferno. Sebbene dispiaciuta di non poter stare con gli altri, sono stracontenta di trascorrere il ferragosto in casa e, al fresco dei condizionatori d'aria. Ovviamente a storcere il naso è mio marito Mirko che avrebbe voluto proseguire a fare il matto con quei pazzoidi e che ieri sera, durante il rientro più volte lo ho dovuto invitare ad uscire dal mutismo.
Mi piego ma non mi spezzo. Soffro ma reagisco. Sono colpita ma ho la forza per reagire. Sono le caratteristiche della resilienza, la capacità di assorbire urti, traumi, delusioni e difficoltà della vita, senza piegarsi e senza piangersi addosso (cosa tra l’altro del tutto inutile). Una virtù femminile, una lezione quotidiana che arriva da noi donne, al contrario degli uomini più portati ad adattarsi dopo lunghi piagnistei.
«Immaginate un mare in tempesta, e noi in mezzo a navigare con imbarcazioni che non reggono la violenza della marea. La resilienza è la capacità di immaginare e costruire qualcosa di nuovo, di più adatto alla tempesta che stiamo affrontando. È il non scoraggiarsi di fronte al cambiamento, ma semmai considerarlo un’opportunità. Una virtù che noi donne riusciamo ad applicare quasi in modo automatico…».
Il post, oltre che per il mio personale piacere di rirovarvi, nasce anche e soprattutto per volontà dell'amico Sal che mi ha pregato di porgervi da parte sua e di tutti/e gli sconquassati quanto scatenati ferragostai marini, gli auguri per un felice ferragosto.
Sal...Uno dei pochi uomini e amico che  conosce perfettamente il termine resilenza...

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Buon Ferragosto a tutti/e voi con 50 sfumature di grigliate...Anna Paola

 
 
 

BENITO URGU: BEVERE NON E' FACILE

Post n°979 pubblicato il 10 Agosto 2018 da prolocoserdiana
 

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Benito Urgu. Simbolo della Sardegna che sa anche ridere...

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Per noi sardi, ma oramai credo per tutti gli italiani, parlare di Benitu Urgu ha senso solo se come noi lo conosciamo come le nostre tasche. Inizialmente fondatore e leader dei famosi " Barritas " primi ad ever partecipato a Roma alla famossissima " messa beat " alla presenza di Sua Santità, poi,  nel tempo è divenuto uno dei migliori cabarettisti anche a livello nazionale. Improvvisatore, generalmente non prepara mai i propri spettacoli se non nelle sue linee generali, si scatena letteralmente se qualcuno ( i presentatori televisivi ne sanno qualcosa ) quando gli viene concesso campo libero. Ironico quanto basta è sempre in grado di descrivere la realtà con la sua satira, a volte pungente, altre volte amena  e quasi senza senso.
Ve lo ripropongo in due video che vi consiglio di vedere dall'inizio alla fine.
Noi, da domani lasceremo le nostre spiagge del cagliaritano per trascorrere questi giorni ed il Ferragosto in un agriturismo a pochi chilometri da Alghero.
So che con Benito avrete modo e tempo di farvi quattro sane risate.
Auguriamo a tutti un sereno week-end ed un favoloso Ferragosto. Sal&allegraband

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Nihil aliud est ebrie­ tas quam voluntaria insania. (
L’ubriachezza non è altro che volontaria follia. L.A.Seneca )

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 Ci rileggiamo intorno al 17...Sorriso, Sal

ALTRI LINK DOVE DIVERTIRSI CON BENITO:
Bambino in culla: https://www.youtube.com/watch?v=hv2FfyJ7nQs
Tore Mitraglia: https://www.youtube.com/watch?v=pNc6wQUCHWU

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Scorcio di Alghero - Sassari -

 
 
 

Donne obese, la squallida serie televisiva di Netflix

Post n°978 pubblicato il 10 Agosto 2018 da prolocoserdiana
 

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Si può fare una serie televisiva che celebra l’obesità? Si può utilizzare un male assoluto, che contagia milioni di ragazze, per piegarlo a una narrazione da fiction? Le risposte sono ovvie: sì, si può. La creatività artistica, anche se modellata sulla base di interessi commerciali, non deve mai avere limiti che puzzano di censura.  Detto questo, la serie di Netflix intitolata " INSATIABLE " mi lascia molto perplesso, e per più motivi. Ho visto qualche immagine del trailer e capisco perché sul web si sia scatenata una vera sommossa con la raccolta di oltre 100mila firme per bloccare la messa in onda della serie.
La storia è semplice. Si tratta di 13 episodi che raccontano la lucida vendetta di Patty, una teenager americana massacrata dal bullismo a causa del suo peso. È obesa, sgraziata e infelice. Vittima del cinismo della comunità giovanile che l’ha messa al bando e la sommerge quotidianamente di insulti. Improvvisamente Patty ha un incidente alla mandibola, un pugno in piena faccia preso da una compagna di scuola al quale lei provava a ribellarsi, che la costringe a stare bloccata a casa: ne approfitta per iniziare una dieta dimagrante che ha ottimi risultati.
Da cicciona brutta, la ragazza diventa bellissima, dimagrita, con un fascino da bomba sexy. Un’altra persona. Da questo momento inizia la perfida vendetta di Patty che prende le sue rivincite, una per una, nei confronti di tutti gli insulti subiti, degli scherni che ha dovuto ingoiare, delle offese alle quali prima, con l’handicap del peso, non poteva replicare.
Il pacchetto della fiction è ovviamente ben confezionato, su misura per il target femminile e giovanile. A partire dalla scelta dell’attrice protagonista, Debby Ryan, star adolescente di alcune fortunatissime serie Disney, come Zack e Cody sul ponte di comando, che assicura al prodotto Netflix, già in partenza, ottimi risultati di ascolti.
Ma le perplessità sui contenuti ci sono tutte. Le malattie legate ai disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, vanno trattate con molta delicatezza, anche per una serie televisiva. È materia incendiaria per generazioni di giovani, travolti da questa epidemia, e il messaggio della fatina che dimagrisce e diventa bella e cattiva è semplicemente fuorviante. Non ha alcuna attinenza con la realtà. Come è fuorviante l’idea che con la dieta e calando di peso si possa diventare una sorta di eroina, un angelo sterminatore la cui forza è la sete di vendetta.

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La bellezza non è altro che l’inizio di un terrore, che tuttora siamo appena in grado di sopportare, ne siamo così intimoriti
perché serenamente non si cura di annientarci.
Ogni angelo è terribile.
(Rainer Maria Rilke)
Buona giornata e allegro fine settimana, sal

 
 
 

Civiltà digitale: con troppa tecnologia il rischio è ridere meno e soffrire di più

Post n°977 pubblicato il 09 Agosto 2018 da prolocoserdiana
 

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Mia nipote adolescente, qualche giorno fa, era di pessimo umore. «Che succede, problemi con mamma e papà?» le ho chiesto. «No, una compagna mi ha cancellato dai suoi amici su Facebook….» mi ha risposto. È così: essere esclusi da un social, anche solo per un banale capriccio o per un dispetto, è diventata un’offesa, perché quella presenza misura più di ogni altra cosa il nostro livello di relazioni, di collegamenti e anche di apprezzamento da parte degli altri. Viviamo sempre connessi, quasi “esistiamo” grazie alle comunità virtuali dei social, eppure facciamo sempre più fatica a non essere soli nella vita reale. Anche il corteggiamento, la ricerca della seduzione, ha cambiato il suo profilo nella scatola magica della Rete, e ha perso la dimensione della carnalità, del contatto fisico, dell’emozione di un bacio o di una carezza autentici.
Gli ultimi numeri pubblicati dalla società americana di Pediatria sono spaventosi. Il 36% dei genitori intervistati ha risposto che il figlio ha iniziato a usare un touchscreen a meno di un anno e il 33 % entro i 2 anni. Il 12% dei bambini è partito con i videogame e il 15 % con le app prima della data del compimento del primo anno di vita. Ed a un anno di età il 14% dei bambini passa con un gadget elettronico un’ora della propria giornata. I genitori, a loro volta, utilizzano gli apparecchi tecnologici per svolgere le attività casalinghe, distrarre e calmare i bambini (come se un tablet fosse un ciuccio), perfino per addormentarli.
Questa civiltà digitale continua, con il passo di un carrarmato, a modificare le nostre esistenze, e non è detto che ci rende più felici, ma può farci anche sorridere meno. Proprio come mia nipote, esclusa da una comunità di Facebook. «Troppa tecnologia rischia di non aiutare l’uomo, e anzi di isolarlo…» avverte David Carr, l’autore del best seller " Internet ci rende stupidi? " Stupidi magari no, ma più soli sicuramente sì.

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Una volta avevamo una vita...Oggi abbiamo almeno un pc ed una connessione wi-fi...Serena e allegra giornata, Sal

 
 
 
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FORMAGGI ARGIOLAS IL CUORE DELLA SARDEGNA

Argiolas formaggi. Di :Maria Teresa e
Antonello Argiolas. Qualità, gusto, cuore
della Sardegna per palati raffinati. Li
trovate in tutte le Catene commerciali
italiane e straniere.

 
 
 
 
 
 
 

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