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SAL&ALLEGRABAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

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Riferito al post 734 di cui dovete
tenere conto. By, Sal

 
 
 
 
 
 
 

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La bellezza naturale delle persone schiette. Hanno una luce particolare, profumano di libertà e ci rassicurano

Post n°1046 pubblicato il 14 Ottobre 2018 da prolocoserdiana
 

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Fateci caso: una persona schietta è bella. Emana luce, fascino, e come tale assume i connotati di una bellezza che va perfino oltre i tradizionali canoni dell’estetica. Come si spiega questo fenomeno al confine tra l’antropologia e l’etica? Con il fatto che la schiettezza ha il valore di una cosa genuina, spontanea, con una sua carica di purezza: e quindi è destinata, proprio per la sua natura, a espandere la luce del bello, quindi ad avere una dimensione estetica. Una dimensione da gustare, come quando diciamo che il vino bevuto è «schietto»
Viviamo nell’era delle fake news, le false informazioni che diventano verità, di un’ipocrisia dilagante, utilizzata spesso anche come mezzo di sopravvivenza, di un rancore soffuso e diffuso, che allontana dalla verità e spinge, quasi istintivamente, a una dissimulazione continua. Dunque, non è il tempo della schiettezza. E chi la pratica, rema sicuramente controcorrente.
Però la schiettezza è una virtù che produce importanti benefici. Il primo: rende liberi. Non siamo più schiavi di un compromesso, di un prezzo da pagare, del dovere nascondere qualcosa a qualcuno. E la libertà è la premessa per l’esercizio del senso critico, dell’autonomia di un giudizio, che non deve mai essere dall’alto e censorio. Inoltre, in quanto virtù della franchezza, la schiettezza crea legami che poi, alla lunga, diventano indissolubili.
Di chi vi fidate veramente? Di chi ha saputo dirvi fino in fondo la verità, anche quando era scomoda e amara. Di chi invece diffidate? Di chi ha uno sguardo obliquo, indice di una scarsa genuinità e di pensieri poco limpidi, opachi. Così la schiettezza induce alla protezione, al difendere e al sentirsi difesi. È uno scudo contro la viltà della calunnia, dell’insulto gratuito, della maldicenza alimentata con tutti i sistemi possibili, a partire dal volano del web.

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Con un sorriso, auguro a tutti/e un sereno ed allegro inizio settimana. Bye, Sal

 
 
 

Poemetto automobilistico e altro per un sorriso in più

Post n°1045 pubblicato il 13 Ottobre 2018 da prolocoserdiana

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Questa notte ho fatto un sogno.
Che mi venga un coupé!
Ero già tutto “Subaru” e stavo riprendendo “Fiat” quando,
al bordo della strada, vedo un gran pezzo di “Toyota”.
Ehi! Facciamo cabriolet? Che c’ho già la “Lancia” pronta.
Me la “Daimler”?
Ma dove vuoi andare che ce l’hai “Mini minor”! Mi risponde.
Prima “Opel” il portafoglio poi facciamo “Cadillac”.
Tu vuoi troppo, non sono “Nissan” matto, brutta “Bugatti”, ti spacco il “BMW”!
Ma guarda cosa mi devo “Mitshubishi” per questa cretina che non capisce una “Mazda”!
Vado a bermi un succo di “Citroen” per tirarmi un po’ “Suv”.
La prossima “Volvo” mi faccio un “Transit”! Sarà un’emozione più “Ford”! Così me ne “Hyundai” con un diavolo per “Chevrolet” e la “Skoda” tra le gambe. Che giornata del “Crysler”!

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In manicomio alcuni pazzi stanno parlando di Superenalotto. Uno dice: “I numeri che do io escono sempre”.
Il direttore non ci crede e vuol mettere alla prova il matto. Questi gli porge un foglietto e gli dice:
“Scriva: 4-8-15-16-23-42. Superenolotto.”.
Il pazzo allora si riprende il foglietto, ne fa una pallottola e poi, saltando addosso al direttore con gli occhi spiritati, gli urla: “E ora mangialo tutto!”.
Il direttore e’ costretto a mangiare il foglio, dopo di che il pazzo si mette a ridere e dice:
“Ci scommettiamo che domani escono!”.


Sal telefona alla Polizia!
Davanti casa c'è un matto che è alto 1 metro e pesa 900 kg!!
Il poliziotto: -ma cosa dice? come può una persona essere così bassa e pesare così tanto?-
Sal: -ma gliel’ho detto che è matto!!!

Sebastian e Manuel telefonano ad una clinica per malattie mentali e chiedono se vi sia qualcuno nella camera 24.
La centralinista risponde con tono deciso: -No, quella camera è vuota da giorni...
-Magnifico!-, rispondono i due: questo significa  che finalmente siamo riusciti a fuggire!

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Sorriso per una sorridente domenica, Sal&allegraband

 
 
 

Sanità, lʼinfluenza costa come una Manovra: 10,7 miliardi di euro allʼanno

Post n°1044 pubblicato il 12 Ottobre 2018 da prolocoserdiana
 

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La spesa per la stagione dell'influenza e delle sindromi simil-influenzali pesa su famiglie e Stato quasi quanto una Manovra economica. Ogni anno l'esborso ammonta infatti a circa 10,7 miliardi di euro, secondo quanto emerge dal primo studio italiano sul tema, presentato al 19esimo Congresso nazionale della Sip (Società italiana di pneumologia). Nel dettaglio, le famiglie spenderanno 8,6 miliardi di euro e lo Stato 2,1 miliardi.
L'aggravio maggiore graverà dunque sulle spalle dei cittadini: ogni famiglia, "quasi senza accorgersene", spenderà in media 250 euro per influenza e sindromi parainfluenzali, mentre il Servizio sanitario nazionale per ogni malato dovrà sborsare 62 euro annui.
La maggioranza (tre quarti) dei costi deriva dall'assenteismo lavorativo e/o scolastico indotto dall'infezione influenzale o simil-influenzale, oltre che dalla spesa per farmaci sintomatici di fascia C e quindi a totale carico del cittadino. Per antitosse, mucolitici, antinfiammatori e aerosol si spendono circa 27 euro l'anno, mentre per il vaccino antinfluenzale, che potrebbe evitare molti dei casi di infezione respiratoria da virus influenzali, appena 2,40 euro.
Nel 2017 gli italiani hanno pagato di tasca propria 40 miliardi di euro per esami e visite mediche non rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Una spesa talmente alta che ha portato 7 milioni di persone a indebitarsi per pagare le cure. In 2,8 milioni sono stati costretti a svincolare i propri investimenti o, addirittura, a vendere casa. E' quanto si evince dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentato in occasione del Welfare Day.
L'analisi della spesa privata sanitaria rivela che 7 cittadini su 10 hanno acquistato farmaci (per una spesa complessiva di 17 mld di euro), 6 su 10 hanno pagato visite specialistiche (per circa 7,5 mld), 4 su 10 prestazioni odontoiatriche (per oltre 8 mld), mentre oltre 5 cittadini su 10 prestazioni diagnostiche ed analisi di laboratorio (per poco meno di 3,8 mld). Solo il 41% degli italiani copre le spese esclusivamente con il proprio reddito: il 23,3% deve integrarlo attingendo ai risparmi, mentre il 35,6% deve usare i risparmi o fare debiti. Il 47% degli italiani taglia le altre spese per pagarsi la sanità (e la quota sale al 51% tra le famiglie meno abbienti).
La tredicesima di un operaio spesa in cure sanitarie - La ricerca mostra che la spesa non interessa in prevalenza i redditi più elevati. Si tratta, infatti, di un fenomeno caratterizzato da un'importante regressività: il 32% della spesa sanitaria privata ha riguardato i cittadini con reddito compreso tra 35mila e 60mila euro annui, il 17,58% i redditi tra i 15mila ed i 35mila euro ed il 6,43% i redditi inferiori a 15mila euro annui. Nelle famiglie a basso reddito si stima che la tredicesima di un operaio se ne vada in cure sanitarie per sé e i familiari.

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Etciiiiiiiii. A nos bidere semper in salude e serenidade ( A ritovarci sempre in salute e serenità ) Sorriso per un sereno weekend, Sal

 
 
 

Milano, ristorante offre sushi gratis in base al numero di follower su Instagram

Post n°1043 pubblicato il 11 Ottobre 2018 da prolocoserdiana
 

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E' stato inaugurato oggi11 ottobre a Milano il primo ristorante in cui sarà possibile pagare con i follower di Instagram. O meglio non pagare. Due fratelli padovani, Matteo e Tommaso Pittarello, proprietari della catena "This is not a sushi bar", apriranno un nuovo locale in cui offriranno uno o più piatti gratis in base al numero dei seguaci sul social più in voga del momento. "Vogliamo che i clienti giochino con noi - hanno spiegato - e si sentano partecipi del nostro progetto".
Il sistema è molto semplice. Come riportato da La Stampa, si ordina il primo piatto e si pubblica un post su Instagram taggando il ristorante. Poi, in base al numero delle persone da cui si viene seguiti, le modalità cambiano. Da 1.000 a 5mila follower si avrà un piatto gratis in più rispetto a quello già ordinato, da 5mila a 10mila due, da 10mila a 50mila quattro, da 50mila a 100mila saranno otto, oltre 100mila sarà tutto gratis.
L'obiettivo dei due imprenditori non è soltanto quello di attirare grandi influencer, ma anche "chi ha un numero di persone che lo segue infinitamente minore, per esempio mille, e lo stesso può mangiare gratis". Se il sistema ideato funzionerà, i due fratelli avranno un ritorno in pubblicità, e quindi in visibilità, riuscendo così a ottenere "sponsorizzazioni sui canali che oggi rendono meglio: i social network in generale, e in particolare Instagram".

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Cari Di Maio e Salvini colazione, pranzo e cena con questa iniziativa sono garantiti a meno che...a meno che i proprietari non vi chiedano di leggere i follower che ricevete...quelli miei e di alcuni amici/che compresi...
Sorriso, Sal

 
 
 

Un amore che ha superato un Oceano

Post n°1042 pubblicato il 10 Ottobre 2018 da prolocoserdiana
 

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Il 15 aprile 1945 i soldati tedeschi entrarono nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, un luogo di orrore dove circa 70mila persone si stima siano morte in appena 4 anni. Howard Kleinberg era tra i prigionieri. Oggi ricorda che «se volevi morire, dovevi trovare un posto tra i cadaveri non sepolti». Pochi giorni prima dell’ingresso degli americani, era stato incaricato dai gendarmi tedeschi di buttare alcuni cadaveri in una fossa comune. Deperito, malato e privo di forze, cadde al suolo stremato, in mezzo ai cadaveri. Fu così che lo trovarono i soldati americani e alcune donne, entrate per dare una mano, a Bergen-Belsen il 15 aprile 1945. Lo credevano tutti morto, ma una donna di nome Nancy si accorse che era ancora in vita. Per tre settimane Nancy si prese cura di lui, poi venne trasferito in un ospedale militare.
Quando venne dimesso iniziò a cercare la donna che gli aveva salvato la vita, invano. La cercò per settimane e settimane, fino a quando gettò la spugna e si trasferì nella lontana Toronto, dove vivevano alcuni suoi parenti. Lì incontrò altre famiglie di immigrati e qualcuno le parlò anche di una certa Nancy, anche lei fuggita dal Vecchio Continente. A Howard si aprì il cuore in due: forse era la “sua” Nancy. Era proprio così. Quando la incontrò le chiese se si ricordava di lui. La risposta fu un semplice “sì”, lo stesso che lei rispose alla domanda che lui gli fece anni dopo, quando le chiese se voleva sposarlo. Da oltre 65 anni lui la tratta come una principessa: «La amo ed è l’unico modo per ringraziarla per avermi salvato la vita» racconta oggi Howard.

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Quanto dura l’amore? Secondo Confucio tre mesi, secondo Beigbeder Frédéric l’amore dura tre anni e lo dimostra – tra statistiche, biochimica ed esperienza personale – nel suo bestseller “L’amore dura tre anni”. Eppure – in una società “effimera” come la nostra – sono ancora molti gli esempi di amore eterno.
Sorriso, Sal

 

 
 
 
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TEMA. COLONNA SONORA PORTANTE
INCONTRI PERICOLOSI.
Cristiano Decaro

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