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Paperclipping» è l'ultimo trend in amore

Post n°1555 pubblicato il 16 Febbraio 2020 da prolocoserdiana
 

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Dalla textlationship, al ghosting al breadcrumbing… il dizionario per descrivere i nuovi trend di dating è sempre più ricco di metafore. L’ultimo fantasioso (e fastidioso) trend si chiama «Paperclipping», letteralmente fermare qualcosa con una graffetta. In realtà, la graffetta in questione non è una qualunque, ma Clippy di Microsoft Word che, fino al 2007, compariva improvvisamente sul nostro foglio di lavoro per chiederci se avevamo bisogno di aiuto per scrivere una lettera o formattare un documento.Oggi Clippy non c’è più, la Microsoft l’ha mandata in pensione, ma è rimasta nell’immaginario di tutti i Millennials.
Come è nata, quindi, la correlazione tra la graffetta Clippy e le questioni di cuore? Da una illustrazione di Samantha Rothenberg che ha usato questa icona come elemento visivo per descrivere un certo tipo di comportamento traballante. In un post sul suo account Instagram, @VioletClair mostra Clippy che esprime alcuni sentimenti purtroppo molto familiari ad alcune di noi: « A volte compaio di colpo senza ragioni, come adesso». «La verità è che sono problematico, vulnerabile, e non particolarmente interessato a te». «Ma non voglio che tu dimentichi della mia esistenza».
Per me, il paperclipping è quando qualcuno sa di averti lì a disposizione e sente che ti stai raffreddando. È un modo di tendere la mano, non nel tentativo di vederti o di far andare avanti le cose, ma per riaccendere la fiamma e assicurasi che tu sia ancora un’opzione», ha spiegato Rothenberg a Refinery29. «È piuttosto comune, e dare un nome all’azione ne rafforza l’empowerment; ma, piuttosto che lasciare che un paperclipper ti dia false speranze, puoi chiamarlo per quello che è e andare avanti.
Un comportamento insensibile e molto egoista, che non tiene in considerazione i sentimenti dell’altro. Non ci sarebbe da stupirsi se il soggetto cui piace fare paperclipping, fosse anche un narcisista.

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Ciao, sono la solita casalinga Anna Paola già all'opera in attesa che col volo delle 11,40 i nostri maritini rientrino da Verona. Spero non ci siano ulteriori voli cancellati e che il resto della domenica lo si possa trascorrere tutti insieme. A voi tutti, tutte il mio personale augurio di una festosa domenica. Anna Paola

 
 
 

DEI, SEMIDEI O PALLONI GONFIATI?

Post n°1554 pubblicato il 15 Febbraio 2020 da prolocoserdiana
 

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Volo per Verona cancellato e partenza rimandata alle 14, 50. Niente di meglio dopo la splendida serata di ieri sera per riposare qualche oretta e...togliermi qualche sassolino dalle scarpe. Per me/noi della Band tutti amanti della pallavolo, basket e motori certe diatribe calcistiche solleticano l'orgoglio della nostra passione per il Volley. Motivo? Presto chiarito...

E tu da che parte stai? Dalla parte di Zlatan Ibrahimovic o da quella di Cristiano Ronaldo? Ibracadabra o CR7? L’arroganza al potere o il potere dell’arroganza? Il divo che si fa totem e ha come unico metro di paragone Dio o l’uomo-calciatore che si sente una divinità? Oltre la fede calcistica, Milan-Juventus semifinale di Coppa Italia ha messo di fronte di fronte due fuoriclasse, due supereroi, due modi di «essere-calcio».
Qui non si discute di chi sia il più forte dei due, i numeri parlano chiaro e vanno tutti a favore di Cristano Ronaldo.
Cinque Palloni d’Oro a zero. Ma i due sono consepevoli che altri 10 giocatori sputano veleno per metterli in condizioni di fare goal visto che spesso e volentieri i due DEi non si muovono da quel rettangolino o porzione di campo che altrimenti li lascerebbe senza fiato?. Cristiano Ronaldo è convinto di essere il più forte di tutti, ma allo stesso tempo Ibra si sente in debito con la Storia del Calcio. Il suo motto è: non avrai altro Io all’infuori di me, quindi anche lui è intimamente convinto – ne ha la certezza assoluta – di essere superiore a tutta la plebe che da anni si agita in un campo di calcio.
Ibrahimovic non ha uno schema da seguire, non gli interessa. A 38 anni ha la presunzione di dire: lo schema sono io. Datemi il pallone e poi venite ad abbracciarmi, come è successo nel derby di Milano. Cristiano sta dentro agli schemi (di Sarri) con la distanza che la sua classe sa misurare: come se Al Pacino fosse costretto a recitare allo spettacolo di Natale della 3ªB. Ok, sono qua. Ma sappiamo tutti che i
o con voi non ho niente da condividere.
Zlatan si è fatto amico i suoi demoni persino nella posa da poster con cui si consegna alla Storia: ha un profilo segnato da mille battaglie, sa che esibendolo incuterà terrore nei suoi avversari, il codino da samurai, le gambe divaricate del conquistatore. È l’uomo che sui social pesca dal repertorio lo sguardo da cattivo e posta: «Ca…o guardi?». L’aggressività che è in noi, in Zlatan trova forma concreta. Cristiano non farebbe mai una cosa del genere. È troppo inserito nel «sistema» per una «svirgolata» di questo tipo. Se Ibra non è mai uscito dal ghetto, Cristiano l’ha dimenticato. Sono entrambi marchi da vendere alla bancarella dei sogni. Ibra trasuda pericolo, inquietudine, fuoco e fiamme: sempre meglio averlo dalla propria parte, se c’è da combattere. Sotto l’ala di Ibra ci si può rifugiare, se vai a cercare Cristiano lui farà un passo più in là.
Ogni gol di Cristiano è un selfie che il nostro fa a se stesso, ogni gol di Ibra è uno schiaffo che ci sveglia, la frustata del sole quando apriamo la finestra e il giorno sta nascendo. Ibra è solo, insieme agli altri. Cristiano è egli stesso solitudine. Hanno mogli, figli, vite dorate, ancora ambizioni da coltivare e sopratutto hanno un’età – 38 Zlatan e 35 Cristiano – in cui dovrebbero lasciar perdere certi atteggiamenti da bimbi che vanno al campetto col pallone sotto il braccio e decidono tutto, chi gioca, come e quando. Ma sono ancora lì, cavalieri di questa nostra quotidiana Apocalisse pallonara, accomunati da una superiorità superba che li mette vicini, eppure lontanissimi, due lune da guardare nello stesso cielo stellato.

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Ai miei tempi ( nel Volley, con la S.Domenico Gabeca di Oristano) siamo arrivati sino alla A2 ), come oggi, mai applaudire in faccia agli avversari, mai contestare le decisioni degli arbitri, ma soprattutto sputare sangue sul parquet di gioco fino all'ultima palla caduta per terra...E non siamo mai stati considerati nè Dei, nè semidei, ma professionisti con una vita normale e pochi soldi in tasca!!! E adesso 2/3 orette di meritato riposo...Sorriso, bye, Sal

 
 
 

Non riusciamo a vivere il presente

Post n°1553 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da prolocoserdiana
 

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Prima del Post, rinnovo a mio ed a nome di tutti gli amici/che della Band i nostri sorrisi a tutte le persone vere che stanno od in serata festeggeranno questo nuovo S.Valentino. Per quel che ci rguarda, alle 21,30 saremo, assieme ad altri artisti, Benito Urgu in testa, al Circolo Ufficiali della Base militare della Nato di Decimomannu ( meno di una ventina di Km da casa ) a divertirci ed a far divertire chi, come i nostri " guardiani del cielo ", non hanno altre possibilità di trascorre una serata diversa che non sia sui propri jet. Giusto il tempo di terminare e si parte direttamente col primo volo per Verona dove domani sera parteciperemo ad un Contest canoro. Credo proprio che le nostre due serate saranno all'insegna dell'allegria...

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Sappiamo tutti cosa significa l’espressione latina Carpe diem del poeta romano Quinto Orazio Flacco: cogli l’attimo. La frase completa sarebbe “Carpe diem, quam minimum credula postero”, traducibile come “cogli l’attimo, non avere fiducia nel domani”. Eppure, spesso ci dimentichiamo di seguire questo consiglio e non riusciamo a vivere il presente.
Siamo convinti che è più semplice e proficuo aspettare che arrivi domani, rimandando ciò che dobbiamo fare, piuttosto che vivere il momento presente. Alcuni, infatti, sono incapaci di godersi l’attimo, di concentrarsi sul qui e ora. Una vera e propria dipendenza verso il passato che ci impedisce di vivere il momento, lasciandoci statici e imbronciati nei nostri pensieri.
L’aspetto peggiore è che non sappiamo se questa capacità ci sia stata tolta con la “civilizzazione”. Se, cioè, superando il nostro stato primitivo abbiamo progressivamente smesso di usare l’istinto. Perché non riusciamo a vivere il presente?
Eckhart Tolle, in una magistrale conferenza tenuta a Barcellona, è partito proprio da questa “disgrazia” riguardante l’uomo: essere intrappolato da forme mentali, materiali ed emotive. Smettere di contemplarle come qualcosa di temporaneo, per potersi identificare con esse. Cessare di essere presenti… per essere mentalmente soddisfatti.
A volte, smettere di farsi ingabbiare dalle forme mentali è un po’ come il contatto piacevole con un neonato, con la natura o con un animale. È appassionante vedere una persona impiegare il suo tempo con qualcuno che non la giudica né la riempie di gloria. Per alcune persone risulta difficile, altre trovano finalmente la loro realtà. Queste ultime riescono a rilassarsi e a vivere il momento presente quando non si sentono giudicate. Cosa di cui dovremmo sempre essere mentalmente consapevoli...

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Non credo che Domenica nessuno/a di noi potrà essere presente sul Blog, per cui auguro/riamo a tutti/e un sereno wekend ed un sorridente inizio settimana. Bye, Sal

 
 
 

Se le celebrity fossero semidei dell'Olimpo

Post n°1552 pubblicato il 14 Febbraio 2020 da prolocoserdiana
 

Metà umani, metà divini. Forti, irresistibili e di bell’aspetto, i semidei nascono dall’unione tra un dio e un mortale. Non vivono sull’Olimpo, ma sulla Terra. E se oggi fossero in mezzo a noi, quale casa migliore di Los Angeles? Non lanciano frecce agli innamorati, ma scrivono canzoni d’amore. Non volano su cavalli alati, ma calcano red carpet e passerelle. Ecco l’idea di Goldy, un utente di Twitter che ha lanciato un contest: associare un personaggio famoso a una divinità, come se fosse un suo diretto discendente. ( Fonte web )

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Taylor Swift figlia di Apollo
Dio del sole, della musica e della poesia: Apollo è l’arciere dell’Olimpo, suona la lira ed è incredibilmente affascinante. Chi meglio di lui per dare i natali a Taylor Swift? Bellissima, capelli color miele, scrive hit da record e calca i palchi di tutto il mondo. Non a caso, è molto legata all’immagine dell’arciere: non solo perché è del sagittario (è nata il 13 dicembre), ma anche perché l’ultimo singolo estratto dall’album Lover, uscito in estate, è dedicato proprio a lui: The Archer. Coincidenze?

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Harry Styles figlio di Afrodite
Dea dell’amore, della bellezza e dell’eros. La divinità dai mille amanti non potrebbe che essere la madre di Harry Styles. Il bel cantante, ex frontman degli One Direction, ha una lunga fama da playboy che lo precede. È stato con le donne più belle del mondo, da Cara Delevingne a Kendall Jenner fino a Taylor Swift, contravvenendo alla regola che non ci si fidanza con le amiche dell’ex. Un vero rubacuori degno erede di Afrodite, a cui somiglia anche nei tratti: dall’occhio azzurro alla pelle color latte, il nostro caro Harry avrebbe forse bisogno di più fortuna in amore. Ma per quella può sempre chiedere alla mamma.

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Billie Eilish figlia di Ade
Ade è il Dio degli inferi, signore dell’oltretomba. Personaggio cupo e spettrale, custodisce tutte le ricchezze del sottosuolo. Forse è proprio il dio meno convenzionale, che più si distacca dagli altri. Vive nel suo mondo e non ha accesso all’Olimpo. Un po’ come Billie Eilish: unconventional e mai banale, unica nel suo genere dark pop, lontana da stereotipi e stella assoluta degli ultimi Grammy. A soli 18 anni, è la più giovane vincitrice nella storia degli Oscar della musica ad aggiudicarsi le 4 categorie principali. Una star atipica. D’altronde, è arrivata al successo grazie a una canzone che si intitola Bury a friend. Che forse lo abbia condotto da Ade?

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Cole Sprouse figlio di Atena
Dea della sapienza, delle arti e della guerra. Una scienziata d’alti tempi. Atena, la più saggia tra gli dei ha sicuramente tramandato la sua passione per le scienze al figlio Cole Sprouse. Il gemello protagonista di Riverdale è infatti laureato in discipline umanistiche e archeologia. D’altronde, con il suo fascino da intellettuale, ha conquistato la fidanzata Lili Reinhart, che di recente ha ammesso di essersi innamorata di lui proprio per questo: «È la persona più intelligente che conosca. È un conoscitore incredibile di arte, fotografia e recitazione.» Chi può resistere a Cole Sprouse?

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E che per tutti/e voi sia un S.Valentino di 365 giorni l'anno. Sorriso, bye  Sal

 
 
 

L’arte del sogno (La science des rêves)

Post n°1551 pubblicato il 13 Febbraio 2020 da prolocoserdiana
 

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Nel film L’arte del sogno (La Science des rêves) si vede uno strano effetto chiamato casualità parallela sincronizzata. Ma di preciso cos’è?
Il concetto si basa sulla curiosa idea che i nostri cervelli possano creare una rete incredibilmente complessa. Non si tratta di comunicare con la mente (telepatia), ma è piuttosto come se a ogni passo che compissimo ci muovessimo nella stessa direzione.
L’arte del sognoè un film che ha come oggetto il surreale ed eccitante mondo dei sogni. Racconta le disavventure di Stéphane (Gael García Bernal), un giovane grafico nel cui cervello viene trasmesso un programma televisivo in continua competizione con la realtà.
Da forse più di tremila anni, i sogni turbano l’umanità come qualcosa di inspiegabile, magico, forse pieno di significato, ma altrettanto sfuggente. In alcuni casi, riusciamo ad avere sogni talmente vividi e chiari che sentiamo il bisogno di raccontarli a qualcuno, compiendo un grande sforzo nel ricordarli e verbalizzarli (Guardiola, 1993).
Come nascono i sogni? La comunità scientifica non è a conoscenza di tale processo nella sua totalità e ciò apre a una vasta gamma di interpretazioni, come quella offerta dal film L’arte del sogno.
Per prima cosa, mettiamo un po’ di pensieri casuali. Poi, aggiungiamo un pizzico di reminiscenze della giornata, mescolati ad alcuni ricordi del passato. Amore, amicizie, relazioni e tutte le parole e le canzoni che abbiamo ascoltato durante il giorno, cose che abbiamo visto e anche qualcosa di personale. E iniziamo a mescolare…
I sogni a occhi aperti sono esperienze coscienti che avvengono durante il sonno, sotto forma di rappresentazioni narrative, drammatiche, generalmente involontarie. Coinvolgono e combinano stati e meccanismi mentali di tipo sensoriale, immaginario, cognitivo, affettivo e motorio (Guardiola, 1993).
La ricerca moderna sui sogni ha evidenziato l’importanza del contenuto manifesto degli stessi. Essi sono legati alla struttura mentale del soggetto, ai suoi pensieri in stato si veglia, alle sue idee e preoccupazioni,
I sogni a occhi aperti presentano anche un’alta probabilità di realizzazione nel futuro, il che conferisce essi un falso carattere premonitore ...

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Tutti sognamo...Qualcuno ricorda, altri no e, forse è meglio!!!
Serena giornata, bye Sal

 
 
 
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