Creato da oceanoesabbia il 08/09/2006
cento minuscoli fiori, dai colori senza senso

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Sinead O'Connor

 

 

La sfera imperfetta

 

Cento minuscoli fiori,
dai colori senza senso.

Azzurro dolente,
bruno testardo,
carminio appassionato,
avorio pudico,
ocra urlante,
porpora irregolare,
rosa non vissuto,
celeste silenzioso..

già, colori insensati.

Ma mettiti lontano,
trecento miglia almeno,
confondi i dettagli,
mescola gli umori
e dimmi cosa vedi.

Sfera imperfetta
di smorzate sfumature.

 

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Post N° 111

Post n°111 pubblicato il 10 Maggio 2007 da oceanoesabbia

L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
mercoledì 8 giugno 2050 alle 10:03,
ossia tra
1.359.463.815
secondi,
all'età di 79 anni,N

tentando di schivare un gatto nero che ti stava tagliando la strada.

Sei al 46.1% della tua vita

prova....

http://www.newsky.it/deathclock/deathclock/index.htm

 
 
 

Post N° 110

Post n°110 pubblicato il 08 Maggio 2007 da oceanoesabbia

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Post N° 108

Post n°108 pubblicato il 01 Maggio 2007 da oceanoesabbia

charlie chaplin pronunciò queste parole più di 60 anni fa.

 
 
 

Post N° 107

Post n°107 pubblicato il 01 Maggio 2007 da oceanoesabbia
Foto di oceanoesabbia

Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa
Storie di bulli, lolite e altri bimbi
Marida Lombardo Pijola

Marida Lombardo Pijola conduce un’indagine mai tentata prima sul mondo delle discoteche pomeridiane, frequentate da adolescenti tra gli undici e i tredici anni. Avvalendosi di informatori interni, l’autrice ha svelato il quadro allarmante di una generazione (ancora) invisibile al sistema dei media e al controllo sociale, eppure spontaneamente ma rigidamente organizzata. Uno stuolo di bambine che escono da casa in scarpette da ginnastica e jeans, entrano in discoteca, indossano abiti invisibili e si trasformano in carne viva, pasto erotico per ragazzini affamati di sesso televisivo. E uno stuolo di coetanei, di professione pr, che reclutano (durante la ricreazione scolastica) abbonati per il locale e cubiste giovanissime, organizzati in piramidi di potere in cui ricevono, a seconda della posizione, i favori sessuali delle bambine cubiste.

Letto in brevissimo tempo con riferimento anche al mondo dei BLOG, una realtà sconvolgente!

 
 
 

Post N° 105

Post n°105 pubblicato il 14 Aprile 2007 da oceanoesabbia

immagine

Il tuo bacio…
un filo imperlato di sublimi gocce di piacere...
unisce e disperde, inebria e travolge…

Il tuo bacio…
un legame di timidi sensi, passione e spazi infiniti
sciolti in fremiti, raccolti in coppe di sospiri d'amore.

Il tuo bacio…
come onde...che infinite volte corrono a sfiorare la spiaggia
sinfonia d’estasi, nello spartito di note in simbiosi
tornando e ritornando ancora…
a rubare il sapore dolce e salato…
delle mie labbra.

 

 
 
 

Post N° 104

Post n°104 pubblicato il 13 Aprile 2007 da oceanoesabbia

t-1180193

 

Lenzuola ancora umide di desiderio...
Il tuo respiro, adesso così rilassato,
Imperlato di piacere...
giacciono sul mio corpo,
le tue labbra,
dalle quali pochi istanti fa hai bevuto la mia essenza,
si schiudono a sussurrare, dolcissimo, il mio nome
...Dandomi un brivido...
Nei tuoi occhi, come nei miei,
una sinfonia di serenità scintilla
mentre le nostre anime, tenendosi per mano,
continuano il volo verso l’infinito...
Tutto è un divamparsi di felicità e amore avvolgenti
capaci di stordire
non solo le membra,
ma pure i sensi...
Volgendo lo sguardo al cielo,
penso di non avere nulla da invidiare
alla sua immensità...
Allora bacio le tue palpebre, abbasso le mie
e iniziamo a sognare...

 
 
 

Post N° 102

Post n°102 pubblicato il 01 Aprile 2007 da oceanoesabbia

Quando la vide provò un tuffo al cuore. Ricordava la piccola immagine racchiusa nell'avatar, raffigurante un volto giovane e grazioso, quello di una fanciulla pulita e serena, affamata di vita. Ma dal vivo era molto di più: una splendida ragazza, alta almeno un metro e settanta, i lunghi capelli neri che incorniciavano un viso semplicemente stupendo, un corpo perfetto, e soprattutto una luce profonda negli occhi scuri  pieni di vita. Carlo si incamminò verso di lei, quasi esitando; abbozzò un sorriso timido, simile a quello di un ragazzo al primo appuntamento. E invece aveva sessant'anni.

Dopo la morte della moglie, era andato in pensione e aveva aperto un blog. Non contava molti amici, non gli interessava uscire di casa ed affrontare il mondo esterno senza di lei; la casa rappresentava un rifugio sereno e il computer uno svago che gli permetteva di scordare la sua solitudine. Incominciò a scrivere. Poesie meravigliose, ricche di immagini che scaturivano direttamente dal suo cuore; racconti  realizzati con una prosa perfetta, squarci di vita vissuta oppure avventure incantate in mondi lontani e suggestivi. Il primo post ebbe dieci commenti, il secondo quindici, poi, in rapida successione, diventarono trenta, quaranta, cento, duecento. Molti gli mandavano messaggi privati. Carlo rispondeva sempre. A tutti. Diventò un punto di riferimento: dispensava consigli, parole di incoraggiamento, frasi gentili e sempre sincere, perchè era buono d'animo. Poi arrivò Isabella. Era la sua prima lettrice, la prima fan. Ormai egli sapeva che avrebbe trovato il suo commento pochi minuti dopo aver postato, e si trattava di commenti profondi che rivelavano intelligenza e sensibilità. Il passo successivo fu rappresentato dai messaggi. Isabella si era innamorata di lui. Voleva conoscerlo. Carlo aveva scelto un avatar che raffigurava un pinguino, gli erano sempre piaciuti i pinguini; le rispose che aveva sessant'anni...non gli sembrava il caso. Ma Isabella insisteva. Con la caparbia tenacia dei giovani gli spiegò infinite volte che non era interessata all'aspetto fisico, ma alla sua anima. Al suo ingegno tanto vasto. Alla fine, Carlo acconsentì. Provava molta paura all'idea di incontrare una ragazza così giovane, sapeva che, al di là della differenza di età, egli non era prestante, nemmeno da ragazzo era stato bello. Tuttavia Isabella era riuscita a stregarlo. Non sapeva cosa sarebbe successo, non voleva porsi domande alle quali non avrebbe potuto rispondere. Ma desiderava vederla. Parlare con lei. Assaporare il suo profumo. Bearsi della sua avvenenza. Fissarono un appuntamento in una città a metà strada. Entrambi descrissero come si sarebbero vestiti.

Sebbene fosse il 14 febbraio, il clima era mite. Nel cielo azzurro splendeva un sole che sapeva di primavera. Carlo si fermò a pochi passi da Isabella. Sorrise nuovamente. Questa volta in modo più convinto. Ma poi...vide un'ombra passare nello sguardo della ragazza. Cercò di interpretare l'espressione di quel viso tanto bello, di dare un senso alla nuova luce che passava in quegli occhi, di capire il motivo della strana piega che aveva assunto la sua bocca. Non ne ebbe il tempo. Isabella si voltò e fuggì via.

Dedicato con tanto affetto a una persona speciale.

 
 
 

Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 25 Marzo 2007 da oceanoesabbia

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.

Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

Riesci a pensare una vita migliore di questa??

 
 
 

Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 19 Marzo 2007 da oceanoesabbia

Non sono molto in vena di scrivere in questo periodo... passerà,
giro per blog, leggo, penso...
e rifletto...

http://blog.libero.it/CiaoFranci/

 
 
 

Post N° 99

Post n°99 pubblicato il 11 Marzo 2007 da oceanoesabbia

immagineimmagine

RABBIA

Ditemi voi cosa potevano avere in comune due persone così!!
Sono stanco di aprire i Tg ed assistere a queste assurde pazzie.

Ciao Jessica.

 
 
 

Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 10 Marzo 2007 da oceanoesabbia
Foto di oceanoesabbia

L'ARCOBALENO

Il temporale stava scemando. Era stato davvero un bel temporale, uno di quelli estivi improvvisi, violenti, rapidi. Ora saliva il buon odore della terra bagnata, gli alberi si pavoneggiavano lucidi e splendenti, il cielo era tornato ceruleo e i passeri ricominciavano a svolazzare e a cinguettare festosi.
Matteo aveva assistito allo spettacolo dall’enorme finestra del suo studio, come in un palco d’onore. Gli piacevano i temporali estivi, gli davano una certa euforia, un senso di vitalità e di rinnovamento che in nessun’altra occasione riusciva a provare.
Matteo scrutava il cielo, che era di un azzurro intenso, il colore che amava di più, fin da bambino, all’improvviso, un tuffo al cuore! Eccolo lì solcare il cielo, rendendolo ancor più gioioso, con un che di magico.
L’arcobaleno, si stagliava, come una strada incantata, nell’azzurro, compiendo un percorso arcuato e perdendosi poi, laggiù, lontano lontano……
“Laggiù in fondo, dove finisce l’arcobaleno, in un posto lontano lontano, difficile da raggiungere, laggiù gli gnomi nascondono la loro pentola magica, colma di tesori. La nascondono là, perché sanno che gli uomini difficilmente potranno trovarla” Così gli raccontava la nonna quando lui era un bambinetto di quattro anni. Se lo diceva la nonna, che sapeva tante cose, doveva essere vero. Lui spalancava gli occhi e fissava il cielo per cercare di scoprire il luogo dove finiva l’arcobaleno. Un giorno, quando sarebbe stato grande e forte, l’avrebbe trovato il nascondiglio degli gnomi e anche la loro pentola magica colma di tesori. Un giorno.
Suo fratello Marco e sua cugina Melania, di qualche anno più grandi, lo prendevano in giro per questo, ma lui non ci faceva caso, gli avrebbe fatto vedere lui un giorno……..
Invece un giorno Marco e Melania, dopo un temporale, arrivarono da lui trafelati e ridenti. Matteo aveva ancora negli occhi l’arcobaleno, il cuore pieno di emozione e la mente che fantasticava, viaggiando lontano, in luoghi improbabili e bellissimi.
“ Siamo saliti sull’arcobaleno! – urlarono i due, mentre tiravano fuori dalle tasche dolci gelatine multicolori – Guarda Matteo, siamo saliti sull’arcobaleno. Eravamo lì tutti bagnati sotto la pioggia, poi d’improvviso, proprio davanti a noi, si è formato l’arcobaleno. Lo abbiamo toccato con la punta dei piedi e abbiamo scoperto che si poteva salire. Ah Matteo, peccato che non eri con noi. Abbiamo camminato sull’arcobaleno e, non ci crederai mai, è una strada fatta di morbide gelatine dolci di fragola e arancio, limone e mora, uva e mela……. Ecco perché è di tanti colori, sono i colori delle gelatine alla frutta, guarda ne abbiamo raccolte tante e ne abbiamo portate anche per te.
Assaggia assaggia, non sono come quelle di Arturo, queste sono speciali, sanno di frutta zucchero e arcobaleno!”
Matteo ascoltava estasiato, di questo la nonna non gli aveva mai parlato, forse non lo sapeva, mica poteva sapere tutto. Gli passò per la mente anche la possibilità che Marco e Melania lo stessero prendendo in giro, ma c’erano le prove, avevano le tasche piene di gelatine…….. Comunque fece una specie di verifica assaggiando le gelatine che i due gli allungavano. BUONE! Mai mangiate delle gelatine così. Si erano davvero speciali, sapevano davvero di arcobaleno. Era tutto vero.
“ La prossima volta voglio venire anch’io sull’arcobaleno. Avete visto dove finisce? Laggiù in fondo c’è la pentola magica degli gnomi”
“No, non abbiamo potuto starci tanto, dopo aver fatto un po’ di strada ci siamo accorti che l’arcobaleno cominciava pian piano a sparire, avevamo paura di cadere nel vuoto e siamo corsi indietro. Forse abbiamo perso troppo tempo a raccogliere le gelatine.”
“ Allora la prossima volta correremo veloci senza fermarci e arriveremo là in fondo, dove finisce l’arcobaleno”
Matteo sentiva che avrebbe potuto farcela, non avrebbe dovuto aspettare di essere grande e forte.
Perciò cominciò ad esercitarsi nella corsa, doveva essere molto veloce per arrivare laggiù in fondo prima che l’arcobaleno sparisse…….
I suoi genitori lo guardavano un po’ perplessi quando lo vedevano correre tutto solo intorno alla casa, mentre Marco e Melania sogghignavano dispettosi.
Non sapeva dire se ci fu un momento in cui si rese conto che il fratello e la cugina lo avevano preso in giro, forse perché non se lo disse mai e loro si dimenticarono ben presto dello scherzo. Ma conservò a lungo le gelatine, mangiandole con parsimonia perché erano speciali e voleva durassero molto a lungo
.
Quanto al sogno di arrivare dove finisce l’arcobaleno…….forse quello non sparì mai.
Ci pensava, adesso, Matteo, in quella mattinata estiva, mentre il cielo sfoggiava uno degli arcobaleni più intensi e belli che avesse mai visto.
Gli veniva di ripercorrere la sua vita e di considerare quanto quelle due piccole menzogne, tenera l’una, dispettosa l’altra, avessero in qualche modo influenzato le sue scelte.
Si voltò a guardare medaglie e trofei vinti quando era giovane e partecipava alle gare di corsa. Gli piaceva correre, gli dava un senso di compiutezza che lo appagava, correva con il sorriso negli occhi e la mente che inseguiva immagini vaghe ed esaltanti. Non era stato un atleta da olimpiadi, ma non se l’era poi cavata così male, e, ancora oggi, quando correva, per hobby, nel parco, sentiva una gioia inspiegabile diffonderglisi dentro. Forse era quel bambino di quattro cinque anni che godeva così tanto all’idea di prepararsi a percorrere l’arcobaleno fino in fondo, prima che svanisse nell’aria. Sì, era lo stesso tumulto entusiastico e speranzoso del piccolo Matteo che gli riesplodeva nel cuore.
Per non parlare del suo lavoro di architetto, che tante soddisfazioni gli aveva dato. I suoi progetti piacevano, piacevano gli archi e le volute che disegnava e gli arredamenti colorati e morbidi, il senso dello spazio aperto che imprimeva a ciò che progettava e, come aveva detto la sua ultima cliente, donna affascinante e intelligente, “quel senso di mistero di qualcosa da scoprire ancora” che si riconosceva nel suo design.
Stava ancora cercando il luogo lontano lontano dove finisce l’arcobaleno? Forse sì.
Ma la sua corsa sull’arcobaleno era certamente iniziata e proseguiva fra dolci gelatine di frutta e ampi respiri di cielo.
E prese coscienza che aveva sempre continuato a guardare la vita con la stessa emozione dei suoi quattro anni e con il medesimo stupore e con l’identica speranzosa gioia.
Era un uomo fortunato.
Anzi di più.
Perché in quel preciso istante percepì distintamente di essere arrivato proprio lontano lontano, dove finisce l’arcobaleno e di avere tra le mani la pentola degli gnomi colma di tesori.

 
 
 

Post N° 97

Post n°97 pubblicato il 09 Marzo 2007 da oceanoesabbia

 aiuto ad un'amica, a me è piaciuto molto... spero anche a voi:

LA FERMATA

Due ragazzi si incontrano tutte le mattine alla fermata
dell’autobus. Inconsapevolmente sono innamorati l’uno dell’altra
ma non riescono a dichiararsi sia per timidezza
sia perché interpretano in maniera completamente opposta
i reciproci tentativi di approccio: la ragazza legge un libro
mettendo la copertina bene in evidenza sperando che lui
“attacchi bottone” con il pretesto del titolo, ma lui pensa:
«Ecco, ha talmente poca voglia di parlare con me che preferisce
leggere un libro che dal titolo sembra una pizza».
Allo stesso modo la ragazza, quando lui, per paura di diventare
rosso, risponde sbrigativamente al classico “Scusa sai l’ora?”,
si convince che «sono una cretina! Una domanda più idiota
non poteva venirmi in mente? Non si è nemmeno girato
a guardarmi mentre rispondeva».
La situazione continua così per qualche minuto con i due
che si “auto-rimproverano” mentalmente per aver immaginato
una cosa tanto stupida: che una/uno così potesse accorgersi
di loro.
Arriva l’autobus della ragazza e lui è preso dallo sconforto
perché anche oggi non ha concluso nulla ma la ragazza,
grazie ad un improvviso bagliore di coraggio, salendo
sull’autobus si gira e con un bellissimo sorriso dice:
“Beh, a domani…” Non smette di guardarlo dal vetro posteriore
e lui, dopo un attimo di smarrimento, le manda un bacio
con la mano.
L’ultima scena si apre con l’immagine della fermata: si capisce
che è la stessa anche se sembra più vecchia e malandata.
Si avvicinano due anziani signori che tengono per mano
una bambina. La donna le indica la pensilina e dice:
“Ecco è qui che io e il nonno ci incontravamo tutte le mattine…”.

Questo è un soggetto cinematografico scritto da una mia amica, è stato selezionato per il concorso youngdirectorsproject insieme ad altri venti. Ora esiste su internet una classifica di questi venti soggetti dei quali soltanto tre avranno la possibilità di vincere il concorso e vedere realizzato il proprio film. I vincitori vengono selezionati in base ai voti che il soggetto riceve dagli utenti del sito cioè...da voi!!!!
Se a qualcuno è piaciuto e desidera contribuire a realizzare questo sogno, può trovare la classifica e quindi può votare solo dopo essersi registrati qui:

http://www.youngdirectorsproject.it/YDP_2/classifica.php

http://www.youtube.com/watch?v=t7tLVPvXxHQ

 
 
 

Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 08 Marzo 2007 da oceanoesabbia
Foto di oceanoesabbia

8.marzo Ho pensato a lungo quale potesse essere il miglior augurio da fare alle donne oggi, ma... non mi viene granchè, rischio di essere o patetico o tropo dolce o troppo triste ricordando il vero significato di questa festa.
Qundi:

Donne,
non dovete dimostrare
a nessuno di essere
splendide.
E per chi pensa il contrario
chissenefrega.

w la donna 365 giorni all'anno!

 
 
 

Post N° 95

Post n°95 pubblicato il 07 Marzo 2007 da oceanoesabbia

5 sensi
Te la senti?

di essere un fiore per il mio olfatto
di essere canto di sirene per il mio udito
di essere orizzonte per i miei occhi
...toccare con mano il tuo corpo
come un’onda ricopre la sabbia sottile
...sentire il tuo sapore
in quel silenzio
che intona
la musica del piacere.

Te la senti?

 
 
 

Post N° 94

Post n°94 pubblicato il 06 Marzo 2007 da oceanoesabbia
 

Oggi il mio blog ha ricevuto la visita di due fantasmi:

nik: 50
nik: monnalisa_e_nebbimonnM.Morgul

il primo nik posso anche comprenderlo... ma per loggare il secondo ci vuole mezza giornata!!

Una domanda sorge spontanea: come avete creato il vostro nomignolo e quale significato gli attribuite?!

 
 
 

Post N° 93

Post n°93 pubblicato il 06 Marzo 2007 da oceanoesabbia

Traduzione Nothing Compares To U
Artista: Sinead O' Connor
Titolo: Nothing Compares To U
Titolo Tradotto: Niente Può Essere Paragonato A Te

Sono passate sette ore e quindici giorni
Da quando hai portato via il tuo amore
Esco tutte le sere e dormo tutto il giorno
Da quando hai portato via il tuo amore
Da quando te ne sei andato posso fare quello che voglio
Posso vedere chiunque io scelga
Posso cenare in un bel ristorante
Ma niente
Ho detto niente può portare via questa tristezza

Perché niente può essere paragonato
Niente può essere paragonato a te

E' stato tutto così solitario senza di te qui
Come un uccello senza il suo canto
Niente può fermare queste lacrime solitarie dal cadere
Dimmi piccolo in cosa ho sbagliato
Potrei abbracciare ogni ragazzo che vedo
Ma non farebbero che ricordarmi te
Sono andata dal dottore e indovina cosa mi ha detto
Mi ha detto ragazza sarebbe meglio che ti divertissi un po'
Non importa quello che fai
Ma è un pazzo

Perché niente può essere paragonato
Niente può essere paragonato a te

Tutti i fiori che hai piantato, mamma
In giardino
Tutto è morto quando te ne sei andato
Lo so che vivere con te piccolo è stata dura qualche volta
Ma sono intenzionata a provarci nuovamente
niente può essere paragonato
Niente può essere paragonato a te
niente può essere paragonato
Niente può essere paragonato a te
niente può essere paragonato
Niente può essere paragonato a te

 
 
 

Post N° 92

Post n°92 pubblicato il 05 Marzo 2007 da oceanoesabbia

perchè oceanoesabbia?

perchè amo l'acqua, adoro l'estate ed il mare

...ed appena posso mi rifugio in qualche spiaggia tranquilla per rifocillare il mio corpo, liberare l'anima e riposare la mente!

... e voi, preferite l'estate o l'inverno? Dove andate in ferie quest'anno?

immagine

 
 
 

Post N° 91

Post n°91 pubblicato il 04 Marzo 2007 da oceanoesabbia

IMPORTANTE: IO E DEI MIEI AMICI ABBIAMO ORGANIZZATO UNA BLOG-MANIFESTAZIONE, SE VUOI PARTECIPARE ANCHE TU: CLICCA QUI...

 
 
 

Post N° 88

Post n°88 pubblicato il 04 Marzo 2007 da oceanoesabbia
Foto di oceanoesabbia

Ho provato a parlare in un bicchiere
immaginando che fosse l’unico 
a non farmi rimanere con la gola secca

Ho provato a parlare con lo specchio
ma il mio riflesso non mi dava retta 
e parlava da solo

Ho provato a parlare al vento
ma temevo di annoiarlo

Sono arrivato a chiedermi se non fosse il caso di stare zitto
ma le stelle erano troppo luminose
per non dirti alcune cose che erano troppo importanti
per essere affogate nella saliva che deglutivo

Sono arrivato a chiedermi se fosse inutile farsi scrupoli
ma quell’amicizia valeva troppo per non sacrificare un po’ di orgoglio 
e abbracciarsi ancora una volta

Mi sembrava che non ci fosse più nulla da dirsi
ma certe volte ti rendi conto
che il conflitto generazionale è solo un altro spettro
che si nutre della tua debolezza

Credevo di dovermi voltare e piantare tutto a metà
ma le battute più belle sono sempre nel finale

Continuerò a parlare
perché anche se nessuno mi ascolta,
ugualmente qualcuno mi potrebbe sentire

Parlerò piano e lentamente
per non rovinare l’atmosfera

Griderò sempre più forte
perché la rabbia non si può sussurrare

Scriverò con l’inchiostro migliore
perché si possa rileggere tutto più volte 
e capire meglio

Suonerò al meglio
perché a volte non servono solo parole
per suscitare emozioni

E tacerò solo
quando avrò esalato il mio ultimo respiro

Poi… beh dipende se dove finisco dopo mi prende il cellulare…

 
 
 

Post N° 86

Post n°86 pubblicato il 03 Marzo 2007 da oceanoesabbia

rapporto di coppia SOLO immaginario

è forse questo...

E quel perdersi nell'infinito
pieni di tenerezza
e quel sapersi ruzzolare in cielo
tra nuvole celesti
liberi
e quel sapersi raccontare
avvolti solo di sorrisi
e da lassù
poi
toccare il mare
stupiti...leggeri ...caldi...
e ridere col sole appena sveglio
e spingerlo giocando nell'acqua azzurra
e bagnarsi
e perdersi
felici di un nuovo oggi
da riempire insieme... 

E' forse questo che tu oggi hai perso?

 
 
 
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