Creato da thasnake il 14/06/2010
snakewan

Area personale

 
 

Tag

 
 

Archivio messaggi

 
 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

 
  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 6
 

Ultime visite al Blog

 
naar75cassetta2Terzo_Blog.Giusthasnakeisolde6estempora_neacarezzadellanimastreet.hassleCinderella017bikem61lubopoSky_Eagledeteriora_sequorsonogoccedi.memoria
 

Ultimi commenti

 
Impegnatevi di più con i post non posso essere l'unico...
Inviato da: cassetta2
il 17/12/2020 alle 12:45
 
Incantata!!! Complimenti per la poetica!!! Lettura...
Inviato da: naar75
il 22/05/2018 alle 22:22
 
hai proprio un dono innato! non vedo l'ora di vedere...
Inviato da: naar75
il 18/06/2014 alle 09:20
 
A volte sono il baobab. Sopratutto con me stessa. Ciao :)
Inviato da: Penelopeia
il 18/06/2014 alle 06:22
 
:)
Inviato da: Juliet_Home
il 15/06/2014 alle 08:04
 
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

 

 
« di che parlo.La mia piccola »

Il sasso e il guerriero

Post n°20 pubblicato il 20 Gennaio 2014 da thasnake

 Palombara 21/10/2005

 

 

Continuò a trascinarsi a passi stanchi, lungo la valle,

lungo la riva del fiume.

La sconfitta pesava sulle spalle

Faticosa da accettare,

come il volo di un gabbiano senza piume;

odiava un nemico che ha combattuto per le stesse ragioni

e che dopo tanto sangue

lo ha battuto in uno scambio di opinioni.

Aveva sete, ma non la forza di chinarsi sopra il fiume,

e non il coraggio di specchiarsi,

e troppo orgoglio per piegarsi.

Un sasso in terra gli sbarrò la strada.

Il guerriero proseguì senza badargli:

col pensiero alla sua spada

non sapeva ove diretto fosse il suo cammino

né aveva contato gli ostacoli schivati per un soffio,

e quanti ancora ne celava il suo destino.

Ed il peso dei suoi bagagli,

dell’amarezza e delle armi

bastarono a contrastare

la debole forza di volontà rimasta

nel cuore vuoto di chi sta in piedi senza ragione.

“Sasso maledetto!” imprecò il guerriero,

“È colpa tua se ora cado al suolo!

Ebbene guardami: quanto impiegherò a rialzarmi dalla terra?

La notte cade, e sarò preda dei fantasmi!

Con che coraggio mediti dunque lasciarmi cadere?

Con che coraggio infierisci su un ferito

uomo sfinito ed avvilito

dall’esito nefasto di una guerra

ove a farcire tanta sofferenza

preme l’onta della sconfitta

e del dolore dell’impatto con la ritrovata terra?

Perché dunque non dovrei ora scagliarti

con tutta la mia rabbia e la mia furia

in fondo al letto, in fondo al fiume,

lasciando che cancelli la tua boria,

arrotondandoti con le sue correnti

trascinandoti mille volte più in avanti,

affinché tu senta il peso di avanzare

senza sapere dove porta la corrente?

Affinché senta che cos’è ora il mio dolore

che non hai saputo, come altri, rispettare!”

“Sono addolorato”, disse il sasso.

“Quanto odio fai vibrare in questa pietra,

sovrastato solo dalla tua malinconia.

Sai bene che pietra sono,

e che solo i tuoi occhi,

e il tuo cuore,

sanno cosa dovrai affrontare lungo la via.

Sasso ero anche ieri, e milioni di anni fa, e prima.

Ma il tuo pensiero è alla tua spada,

alla sconfitta,

non al tuo cammino.

Ed ora che sei a terra

nascondi nel tuo carico pesante

la paura di non farcela a rialzarti,

e chiami ‘coraggio’

urlare ai tuoi problemi la tua ira,

ma non hai il coraggio, nonostante la sete

ti accompagni da più di mille passi,

di affacciarti sopra il fiume

e baciare ad occhi aperti i tuoi riflessi.

Bevi, dunque,

perché l’acqua non bevuta

è già lontana”.

“Taci, sasso!

Ho percorso molta strada

e affrontato cento battaglie nella vita;

ho parato, colpito, subìto,

schivato, esultato e meditato;

troppe prove ho superato

da permettere ad un sasso

sputar consigli a buon mercato!”

“E sia, guerriero.

Mostri i denti, e mostri cicatrici

che le lancette del tempo hanno aperto sul tuo corpo e sul tuo cuore.

Ed ora ordini ad un sasso

di tacere tutti i fiori calpestati

incontrati nel tuo andare.

Ora non vuoi che ti rammenti che a ogni passo

fili d’erba

che il Tempo goccia a goccia avea nutrito

col sentimento che tu hai chiamato pioggia,

da cui per non bagnarti sei fuggito,

hai schiacciato col tuo peso e la tua fretta,

e che da sola hai lasciato si rialzasse.

Ma solo l’acqua fa rinascere le piante”.

“Parli bene, tu. Non vedi? Son bloccato, sciocca pietra!

Come posso arrivare fino all’acqua?

Il mio destino è triste ed è segnato:

morire in riva al fiume, ed assetato”.

“Schiacciato dal tuo fardello

non basterà la tua forza per salvarti.

Se vuoi alzarti

abbandona il tuo rancore,

abbandona le tue armi

e alza te stesso.

Sorpreso? È un fanciullo quel che vedi?

Quell’immagine riflessa in superficie?

È la stessa immagine di qualche anno fa,

quando libero da guerre eri sereno,

e ti specchiavi su quest’acque spensierato

dal ruscello sopra il monte ove sei nato,

e non sapevi ancora come ogni ferita

lascia sempre una profonda cicatrice.

Questa immagine fin qui ti ha accompagnato,

riflessa al tuo fianco giorno per giorno,

ha resistito alla corrente, mai t’ha lasciato,

neanche quando hai dubitato del tuo ritorno.

Gettami, ora, se vuoi,

che io segua il corso del torrente:

sasso sono al sole,

e sasso in balia della corrente”.

 

Di mille battaglie risuona il metallo

stridere contro altrettanto metallo,

tra il sibilo di frecce e il vibrare di lance

il cavaliere lascia che a bere sia il suo cavallo.

Dopo la neve la vita riprende,

e il monte fiorito dal sole è riscaldato,

e ne verrà bruciato tutto ciò che è troppo secco

finché spoglio e freddo il Tempo tutto avrà lasciato.

Ma solo al cadere della neve, ai primi fiocchi,

sarà chiaro che nulla è cambiato nel monte,

solo i tuoi occhi.

 

Gianni.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963