
C'era quella stella, ma era giorno, ed io non la vedevo. L'ho incontrato, non l'ho subito riconosciuto, perché oggi il suo aspetto è quello di un uomo anziano, e non ha più solo una pecora nel suo mondo, ma tante. Credevo fosse normale che non riuscissi a capire le sue parole, dopotutto vive qui, ed io non conosco questo dialetto. Ma non è il motivo per il quale non lo capivo: il suo linguaggio l'ho dimenticato ormai da tempo.
Così, passeggiando per il suo campo, fra le sue pecore, fra i suoi fiori ed i suoi alberi, nel suo mondo, guardava delle pietre a terra, e mi diceva: "Guarda, una testa di cavallo!". Ma io ...vedevo solo un sasso. "Guarda, questa è la punta di una freccia!" ...ma anche quest'altra roccia sembrava poco dissimile dalla prima, e credevo fosse lui a non capire...
Quando ho dimenticato com'è fatto un serpente mentre mangia un elefante? Quando ho dimenticato come è fatta una testa di cavallo?
Il Piccolo Principe sta bene, l'ho visto anche questa mattina, per uno strano caso del destino mi viene a trovare spesso.
Giorgio... più di 70 anni... la semplicità è la più grande inconsapevole lezione di vita.
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il 17/12/2020 alle 12:45
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