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Un fenomeno tutto italiano
Post n°200 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da t_xte
L'Italia va a puttane e il presidente del Consiglio mette al centro dei problemi del Paese se stesso e la giustizia, nonostante le schiere di lavoratori atipici che hanno perso il lavoro e molti di essi non hanno nemmeno i requisiti per accedere ai cosiddetti ammortizzatori sociali in deroga. Ci sono precari che si possono considerare disoccupati, gli operai sono in CIG, in CIGS o in mobilità e sperano di trovare altra occupazione senza dover emigrare in Malesia o in Cina per lavorare. Considerando soltanto questo malessere che credo sia diffuso al ceto medio di questo Paese, Berlusconi dovrebbe perdere consensi, invece no, la gente riceve mazzate nelle gengive senza lamentarsi. Mi sono chiesta come mai, sentendo parlare il Presidente e i suoi Ministri mi rendo conto che sono stati creati facili bersagli dove concentrare le frustrazioni del popolo e allontanarle dalla cattiva gestione del governo. I capri espiatori sono i seguenti:
Per affrontare i problemi della crisi economico finanziaria che ci sta travolgendo secondo il signor B occorrerebbe essere ottimisti, egli infatti è convinto che diffondendo ottimismo il popolo spende a profusione e presto tutto si risolverà in una bolla di sapone. Beato chi ci crede! Sinceramente mi sento pure un po' presa per il culo.
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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