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Due più due fanno quattro?

Post n°199 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da t_xte
 

Il paese dove vivo è immerso nella bassa padana, un po' "schiacciato" da Modena, Ferrara e Bologna. In realtà non è un comune, ma una frazione di seimila anime, dove non manca nulla, ma disgraziatamente il suo centro è sulla statale e se è nato come centro agricolo ora gran parte della campagna è stata "mangiata" da un'urbanizzazione semiselvaggia, dove sono state costruite incredibili villette a schiera che hanno l'aspetto di un carcere, isolate dal "centro" della città.

La popolazione è composta soprattutto di anziani, esistono anche bambini e giovani, che però si vedono raramente in giro. Sembra più un paese dormitorio, che nelle sere d'estate viene popolato dagli immigrati stranieri che preferiscono mangiare un gelato seduti sulle panchine in piazza piuttosto che rinchiudersi nei bar, come fa la maggior parte della popolazione.

Qui si sa tutto di tutti, ma quando per strada incontro un volto conosciuto che mi accingo a salutare il proprietario quel volto mi guarda, ma non saluta.

La cerchia delle mie amicizie in questo contesto è molto ristretta, cerco sempre persone molto simili a me.

L'altra mattina sono andata al centro civico per fare un prelievo di sangue. Dormivo ancora in piedi (ovviamente non avevo preso il caffè) ho atteso diligentemente il mio turno, ho aiutato un vecchietto ultraottuagenario a compilare un modulo, quindi mi sono fatta prendere il sangue e sono andata via di corsa, inforcando la bicicletta.

Ieri sera quando è arrivato mio marito dal lavoro (premetto che lavora vicino casa) mentre stavamo cenando mi ha raccontato un po' stupito che il suo datore di lavoro si congratula con noi per l'arrivo del secondo figlio. Lui ha spiegato ovviamente che io al momento non sono incinta, e il suo datore scusandosi ha ammesso che qualche donna (forse presente al centro prelievi la mattina in cui ci sono andata anche io), non ricordava più chi, gli ha fornito informazioni sbagliate sul mio conto.

Perbacco, qui tutti fingono di non conoscere nessuno, eppure i servizi segreti sono efficientissimi!

Peccato però che non sempre due più due fanno quattro!

 
 
 
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IV (PARLA PER ME)

Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi

Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno

Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei

A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado

Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.


V


Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto

Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!

Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!

E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!

E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?



Percy B. Shelley

 

 

 
 
 
 

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