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Post n°214 pubblicato il 19 Novembre 2009 da t_xte
In un mondo sempre più contraddittorio, dove l'individualismo assume toni esasperati e disperati sono felice per la proposta fatta da una mia amica, che ha invitato tutta la famigliola a pranzo in occasione dei 4 anni che il pargolo compirà tra qualche giorno. In realtà lamentava il fatto che casa sua spesso è vuota, e abbiamo convenuto che almeno noi dobbiamo cercare di mantenere l'amicizia e i contatti tra le nostre famiglie. Ha esagerato la mia amica, perchè voleva persino comprare la torta, ma l'ho diffidata dal farlo, almeno a quella è giusto che ci pensi io. Questo è un gesto che riempie il mio cuore di gioia. Ancor di più in un mondo dove le persone sono sempre più invisibili, dove ci si aggrega in non luoghi colti dalla febbre collettiva da shopping. Ci si trasforma, in effetti, al centro commerciale. Gente che sperona e spintona col carrello, perchè non si cura degli altri, non si cura di chiedere scusa per la propria maleducazione e allora sembra che le cose assumano maggior importanza delle persone. (In fondo anche io mi trasformo al centro commerciale). E poi si sente una necessità intima, ma bruciante, di comunicare, la cosa strana però è che per farlo si usano PC e cellulari, gli altri sono distanti fisicamente, gli altri diventano non altri: sono soltanto messaggi, voci, parole, forse sincere o forse no. Vai a saperlo! Infine i giovanissimi e le droghe. Il fenomeno è sconcertante. Oggi il drogato non è più il vagabondo della stazione che spaccia e vive di espedienti, o meglio, si cerca di eliminare quello sterotipo, non capisco nemmeno perchè. Ad ogni modo leggevo su un libro, scritto da un autorevole psichiatra, che il consumo di droghe diventa per lo più un appuntamento settimanale, in genere in discoteca al sabato. L'idea che mi son fatta è che questi ragazzi vogliono comunicare, conoscere i loro coetanei, ma non riuscirebbero mai a farlo senza l'impiego di sostanze stupefacenti che hanno l'effetto di farli sentire sicuri e onnipotenti. Un mondo realmente controverso. Io appartengo a quella generazione che leggeva "il diario di Alice" e "noi, i ragazzi dello zoo di Berlino". Ammetto di aver fumato qualche spinello, di aver bevuto qualche bicchiere di troppo ed essere stata su di giri. Ma non sono mai stata male per questo, mi facevano persino schifo le mie compagne di classe, che sistematicamente vomitavano senza ritegno all'uscita dei locali notturni. Droghe come Amfetamine, LSD, cocaina, smart drugs, ecc. le ho sempre considerate sostanze letali. Non voglio fare la ramanzina a nessuno, nè trovare la risposta universale. Solo mi chiedo, non è che stiamo diventando schiavi di un sistema che ci vuole sempre al top? Rinnegando la nostra stessa natura, cioè quella di essere animali sociali? |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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