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Io mamma
Ultimamente vivo un rapporto idilliaco con mio figlio. Sì, le sgridate sono inevitabili, lo ammetto affinchè nessuno pensi che siano tutte rose e fiori. Quando mi dicevano che i figli sono una cosa bella non mi rendevo conto dell'importanza di queste parole. Ho dovuto averne uno anche io per capirne il senso. Mio figlio è troppo piccolo per spiegargli come va il mondo, lui ha soltanto bisogno di acquistare fiducia nei suoi genitori, ha bisogno del mio contatto, delle mie attenzioni quando mi mostra con orgoglio ogni sua conquista. Però penso che la mia storia e la mia vita saranno presenti in lui, ne avrà cura perchè quella sarà anche la sua storia, i valori che gli trasmetto quasi istintivamente saranno quelli in cui lui stesso crederà. In ciascuno di noi è racchiusa la storia dei propri genitori, in lui sarà racchiusa la mia storia. Nulla deve andare perduto. |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








Inviato da: t_xte
il 11/11/2010 alle 14:46
Inviato da: mythodea6
il 11/11/2010 alle 01:03
Inviato da: mythodea6
il 27/10/2010 alle 00:05
Inviato da: hgwells
il 14/10/2010 alle 08:24
Inviato da: mythodea6
il 14/10/2010 alle 01:33