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Cattiva
Post n°227 pubblicato il 08 Gennaio 2010 da t_xte
Eccomi rientrata con il post del nuovo anno. Ho smesso di fumare ed è stato un proposito di Natale: parola mantenuta, anche se alla notte mi sogno ancora una bionda dalla testa infuocata tra le mie labbra. Ma tengo botta, non voglio riprendere perchè quel piacere ha il sapore amaro della sconfitta. Così per il duemilaedieci nessun proposito, nessun "devo essere più buona, più bella, più magra". Continuo normalmente il mio cammino, sperando si non avere più gli scossoni che lo scorso anno mi hanno incattivita. Sono cattiva lo ammetto. Tanto per iniziare non ho provato nessuna pietà per il premier colpito dal Duomo di Milano, però quel gesto è stato inaudito e folle: i suoi uomini e portavoce e ministri sono pure diventati più agguerriti. Mala tempora currunt. Sono diventata irascibile, ostinatamente orgogliosa, anche quando sbaglio non chiedo scusa. Cinica: ho riso davvero di gusto quando ho appreso di un gruppo di sciatori rimasti bloccati su una seggiovia in una ridente località sciistica della Val d'Aosta, causa il maltempo. Ridevo di gusto e mio marito mi rimproverava. Ridevo semplicemente di quella gente stupida e ricca. Ma compatisco (vale a dire soffro con) i ricercatori precari dell'ISPRA, i dipendenti Eutelia, gli operai che perderanno il lavoro e le famiglie che vivono nel clima di incertezza. I senzatetto che patiscono il gelo, mentre noi siamo al calduccio delle nostre case. Mi fermo, non voglio essere retorica e pedante. |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley









Inviato da: t_xte
il 11/11/2010 alle 14:46
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il 11/11/2010 alle 01:03
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il 27/10/2010 alle 00:05
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il 14/10/2010 alle 08:24
Inviato da: mythodea6
il 14/10/2010 alle 01:33