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Regali
Post n°229 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da t_xte
Mentre la mia amica aspetta trepidante la Primavera del cuore e non solo io trascorro queste nebbiose e rigide giornate invernali spesso avvoltolata tra le coltri come un orsacchiotto in letargo e mi chiedo se ci sia qualcosa che non vada dal momento in cui non riesco a svegliarmi in un orario decente. Dell'anno appena passato ho fatto un bilancio chiuso tutto sommato in pareggio, il che non è male, visti i tempi che corrono, ma non ho parlato dei regali del Natale appena trascorso. Ho ricevuto dei regali tutti bellissimi, soprattutto acquistati, sì, perchè ho letto casualmente un estratto che voglio riportare: "Pensaci, un regalo va ben oltre l'oggetto.E' regalato il tempo che si dedica alla scelta del dono. E' regalato il pensiero che si concentra sul selezionare, tra tante, la cosa che meglio si intona alla personalità di chi lo riceve. Ecco perchè il pensiero non basta". Queste parole sostengono la mia tesi, il luogo comune "basta il pensiero" per me non è sufficiente, poichè esistono bei pensieri e pensieri cattivi. Un pensiero cattivo e misero è ad esempio il regalo riciclato. Imbarazzante per chi lo riceve, che pure deve apprezzare e ringraziare la persona che lo dona, pur sentendo su quell'indumento ricevuto, ancora il profumo che indossa il donante. A volte è assurdo dover fare buon viso a cattivo gioco, soprattutto quando è un parente a comportarsi così nei confronti delle persone che più amiamo. Un torto subito da una persona che mi sta a cuore è come se fosse fatto a me. |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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