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Meteropatia: tutti i particolari in cronaca
Post n°232 pubblicato il 14 Febbraio 2010 da t_xte
Che oggi fosse una giornata bizzarra lo sapevo già prima di aprire gli occhi. Quando la domenica di Carnevale e San Valentino coincidono accade qualcosa che lascia perplessi. Andiamo per ordine. Nei giorni scorsi son riuscita a discutere con mio marito anche sul meteo, io sostengo che quest'inverno tarda ad abbandonarci, che è stato freddo, nebbioso, gelido e grigio. Lui invece sostiene che ci son state anche giornate di sole. Io gli ho risposto, che sì il sole c'è stato e ho valutato che da novembre ad adesso avremo avuto sì e no una settimana di sole. Lui dice che esagero, ma io so di aver ragione, però ho chiuso l'argomento, altrimenti la discussione avrebbe assunto toni accesi. Ieri sera siamo stati a cena da una coppia di amici, dopo aver salutato la mia amica che non vedevo da tempo a bruciapelo le ho chiesto quanti giorni di sole ci son stati da tre mesi a questa parte, anche lei, come me, ha sostenuto che ci sarà stata una settimana di sole in tutto. Ho guardato mio marito con un lampo di soddisfazione negli occhi. Ieri è stata una bellissima giornata: il cielo sgombero e azzurro, il sole splendeva fiero e alto nel cielo. Io in casa, a costruire il costumino da acquario di mio figlio, che avrebbe dovuto indossare oggi, in occasione della sfilata dei carri in paese, sicura, nella mia presunzione, che il tempo sarebbe stato bello come ieri. Stamattina mi sono alzata con il cielo un po' velato, dopo pranzo improvvisamente la volta è diventata grigio-scuro-quasi-nero, ma i carri hanno sfilato lo stesso, e noi abbiamo fatto un giro in piazza, mio figlio superbo nel suo costumino. Io ne vedevo tutti i difetti di fabbricazione e avevo una voglia matta di tornare a casa e aggiustare le imperfezioni. Una volta arrivati in piazza qualche conoscente mi ha pure fatto i complimenti per il manufatto, mi sentivo davvero fiera di me, ma la festa è durata poco, perchè delle orrende gocce cadevano dal cielo ormai coperto di nuvole gonfie. Siamo tornati a casa con la coda tra le gambe. Anche la sfilata dei carri si è conclusa frettolosamente. Stasera mio marito mi ha augurato un buon San Valentino, scusandosi per essersene dimenticato. Io non me la son presa, anzi, mi è quasi dispiaciuto che se ne sia ricordato. Un decennio fa ci tenevo a certe ricorrenze. Oggi penso che sia solo la fiera del kitsch. Sì, ho proprio superato i trenta. |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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