Creato da steelglass il 10/01/2010

ON THE ROAD

Microchips emozionali

AREA PERSONALE

 

TAG

 

                                                  

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 5
 

ULTIME VISITE AL BLOG

sols.kjaerelektraforliving1963si85siSTREGAPORFIDIAmisaiPerturbabiIecuorediselvaggiaWIDE_REDevacalaveraT_Lombardoemozione_delicatasteelglassMarquisDeLaPhoenixnovantunennetiger10dgl
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 

Escape

Post n°23 pubblicato il 18 Settembre 2013 da steelglass
Foto di steelglass

Le scelte non sono mai irreversibili mi han detto.

E se lo fossero nel cuore invece? Cosa succederebbe alle nostre vite una volta persa la percezione delle vie di fuga. Io che soffro anche di claustrofobia e non sopporto i luoghi chiusi,come posso immaginare una vita senza vie di fuga? Ultima speranza, ultima spiaggia per chi come me soffre nelle scelte, per chi terrebbe i piedi sempre in mille staffe, per chi come me, non si accontenta di una sola vita ma ne vorrebbe sette, come i gatti. Ma probabilmente neanche quelle basterebbero. 

La vita sta nelle scelte mi han detto. E io, che l'ho sempre trovata nelle vie di fuga. Ultimo baluardo di chi come me, le paga forte le scelte. Le paga in notti insonni, e giorni bui come la notte. Le paga in lacrime amare, le paga attaccandosi a brandelli di carne appesi a corpi inermi e ormai morti. Le paga trascinandosi a stento nei giorni senza leve di emergenza ne campanelli di allarme. 

Accidenti a me che mi attacco sempre troppo forte e per troppo tempo a quello che non c'è e non sono capace di lasciare andare. 

Accidenti al mio cuore, condannato a spandersi a macchia d'olio disegnando ombre che neanche nel test di rorschach le trovi.

Accidenti a chi come me non sa stare nei limiti.

Accidenti a chi come me, non ha mai conosciuti i recinti del cuore e dell'essere. A chi quella porta l'ha sempre cercata, quella delle vie di emergenza, quella di quando ti manca l'aria quando sei dal dottore. Quella che da bambino guardi dal basso in alto e a cui ti vorresti tanto attaccare, perchè in quella casa non ci vuoi stare. Accidenti ai bambini incompresi come me, che volevano solo uscire per non sentire le urla, perchè di urla nel cuore ne avevano sentite già troppe. 

Accidenti a quei bambini, che cercano un rifugio, un giardino segreto dei sogni e delle speranze, dove i sospiri diventano sorrisi e le lacrime,gocce di rugiada.

Accidenti a quei bambini mai cresciuti come me, che le pagano in vigliaccheria e falsi sorrisi le non scelte. 

Il prezzo da pagare è alto. Il prezzo è la vita stessa. 

Le scelte sono sempre irreversibili, lo sono nel cuore. Lo sono negli occhi, nella pelle, nel profumo dei giorni passati. Le scelte ti si appiccicano addosso come la cera sciolta di una candela che brucia nel tempo che passa. Sono il confine tra passato e futuro, sono il limbo tra inferno e paradiso, sono il purgatorio dei credenti e l'inferno dei peccatori, sono quello che tu vuoi che siano. La salvezza o il martirio, la luce o l'ombra. 

E allora, se Io sono il contenitore e le scelte il contenuto, è ora di tornare a riempirlo quel vaso senza aspettare che qualcosa ci caschi dentro per caso, un sorriso, un bacio, un addio, un abbraccio.

E allora potrò dire Grazie a me e alle mie scelte. e riprendere il viaggio, senza vie di fuga.


 
 
 

TIME TO GO

Post n°22 pubblicato il 16 Settembre 2013 da steelglass
 
Foto di steelglass

Voglia di andare,partire, restare.
Strano mese quelle di Settembre, con la sua malinconia per l'estate ormai alle spalle e quel fermento di chi sta per partire o ri-partire.
è un'altalena di sentimenti contrastanti, una danza tra il volere potere dovere.
Volevo, potevo, dovevo..ora ricordo.
Ricordo quando con Settembre per mano, Agosto mi dava un calcio e Ottobre mi tendeva la mano. Era bello volere, era bello potere. Stavo titubante con un piede sulla porta e la valigia in mano, la calda luce dell'autunno mi chiamava..e timida e tremante mi affacciavo. Un piccolo passo, una lacrima sul viso ed ero già avvolta nel caldo abbraccio di un maglione di lana e sorridente camminavo per strada, tra i caminetti accessi e le foglie cadenti.
Settembre è la fiducia, settembre è la speranza. è un passo verso l'ignoto. Settembre è un viaggio a Parigi, è una passeggiata lungo la Senna, è lo shopping sulle Quinta e una corsa a Central Park. Settembre è amore, amore per la vita.
é la ripresa di tutto quello che avevi messo in attesa. Anche quando quell'attesa è durata anni. E quel settembre arriva per tutti prima o poi. Arriva quando meno te lo aspetti, come un "Bentornato" quando avresti giurato di essertene andato per sempre.
Ci sono partenze necessarie e altrettanti necessari ritorni. Come non esiste la notte senza il giorno, non esiste partenza senza ritorno. Ogni addio è soltanto un arrivederci travestito da morte. La morte che ogni cuore si porta dietro ogni volta che si allontana da se stesso. La distanza cambia la prospettiva ma non l'essenza, quella resta. E a volte è proprio la distanza ad essere necessaria per vedere l'essenza, ma a volte ciò che si scopre è soltanto l'assenza. L'assenza di te, degli altri, del cuore e del coraggio. Ed è proprio il coraggio che spesso ci manca, il coraggio di salvarci da soli, perchè nessuno può salvarti tranne che te stesso..e tu, sei degno di essere salvato.

 
 
 

La tavola dei colori

Post n°21 pubblicato il 19 Marzo 2012 da steelglass

La domenica  ha sempre un sapore diverso, tutto è ovattato, come quando nevica.  Come quando tutto si ferma, il battito, il cuore, il respiro.  Anche il giradischi si ferma, sulla stessa canzone,le parole e i pensieri però non si fermano mai. Seduta in cucina , con l’odore della torta di mele in forno e un pizzico di malinconia pomeridiana, mi fermo. Come la domenica.  L’aria è ferma ma l’atmosfera è densa, odorosa, intensa..come quando ero bambina e mi sedevo le ore di fronte ad un puzzle e piano piano ne rimettevo insieme i pezzi. Ora i puzzle l’ho messi via, chiusi in una scatola, o appesi diligentemente al muro della mia cameretta da bambina,perfetta e ferma, immutata.  lì dentro il tempo si è fermato, le pareti bianche, lisce, perfette, non una macchia,non una scritta, non una cosa fuori posto..ricordano le pagine perfette dei miei quaderni da prima della classe. Lì gli errori non li cancellavo, non li nascondevo dietro al bianchetto, semplicemente li strappavo via, insieme alla pagine, come se non fossero mai esistiti.  Ora quegli errori li ho tutti davanti agli occhi, fermi, indelebili, immobili. Mi fissano  e ridono di me, quasi a vendicarsi. Sono lì in fila indiana, dietro la porta che aspettano per entrare, per dire “hey, ci sono anch’io! Guardami, non sono mica così male!”. E fanno male, fanno terribilmente male. Vorrei chiuderla quella porta una volta per tutte e cacciarli via, strapparli insieme a pezzi della mia vita. Ma la vita è fatta di capitoli,non di pagine bianche da strappare. Per cui loro se ne stanno lì, una domenica pomeriggio, quando tutto si ferma, e bussano alla mia porta…e io, non posso fare a meno di aprire. Apro quella porta e li vedo passare ad uno ad uno, ognuno ha un sapore diverso, ognuno ha colore diverso..c’è il rosso della passione, consumata male e troppo velocemente, c’è il bianco delle parole non dette e delle vite non vissute, c’è il nero dei tradimenti e delle fiducie perse, c’è il giallo delle amicizie andate e mai più ritrovate, c’è il verde delle speranze mancante, tue ma soprattutto di quelle  degli altri,c’è il grigio delle responsabilità fuggite e non volute e poi, ancora poi…ma in fondo, in fondo a tutti, nascosto dietro la sua timidezza, c’è l’azzurro..l’azzurro di un cielo nuovo, tanto voluto e tanto cercato.  È in quel cielo che mi divertirò a colorare indelebili le pagine della mia vita, con scritte disegni e fumetti, fatti male, sbagliati, imperfetti ..ma terribilmente belli!

 
 
 

Il velo di Maya

Post n°20 pubblicato il 28 Febbraio 2012 da steelglass

 

 

E sentiva il suo sguardo su di lei,

le accarezzava la pelle, era nuda.

La maschera sciolta, ai piedi e lei vestita solo del suo odore.

Ogni banalità era lasciata al caso e il caso fece la sua parte.

Vergine il suo cuore di fronte al silenzio,

vergini i suoi pensieri di fronte a chi li ha saputi penetrare.

E l’Idea le accarezzava la mente, e le copriva gli occhi come un velo di Maya.

 

 

 
 
 

IL SANGUE DI GIUDA

Post n°19 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da steelglass

 

Ho dolore al petto, il cuore mi sanguina
di una ferita profonda
del male inferto gratis.
E la testa mi esplode di 
pensieri
e nozioni che non ho.

 

 
 
 
Successivi »