Creato da luvif il 12/06/2008

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« DISTRAZIONEHermann Hesse »

Distrazione parte III

Post n°41 pubblicato il 22 Novembre 2010 da luvif
 

Elsa arrivò prima del previsto e andò subito in cerca di Oreste,non vedeva l’ora di abbracciarlo.

La serata di beneficienza le aveva messo un po’ di tristezza,tutti queibambini  … si domandava spesso perché non erano riusciti ad averne unoTroppo presi dalla loro indaffarata vita da non sentire affatto l’esigenza diavere dei figli.

“Ma insomma Oreste dove sei?”

Disse ad alta voce un po’ spazientita della vana ricerca.

“Sarà sicuramente nello studio”

Si avviò decisa verso la stanza.

Di certo non immaginava lo spettacolo che  si sarebbe trovata davanti,la scena di Oreste e Piera insieme le offuscò la vista.

Si senti improvvisamente raggelare,il cuore sembrava avesse cessato di battere,

era come se le fosse arrivato un pugno allo stomaco.

Attimi che sembravano un eternità,le sembrava di aver perso l’uso delle gambe, quella scoperta l’aveva paralizzata.

Scappò via senza dire nemmeno una parola o emettere un grido di dolore,si sentiva come un animale ferito.

Raggiunse il garage di corsa,con la vista annebbiata dalle lacrime.

Prese le chiavi della vecchia utilitaria che si trovavano in un cassetto dell’armadietto d’alluminio addossato alla parete,dove erano soliti tutti gli arnesi del mestiere,pinze,chiavi inglesi,martelli e roba varia.

Ad Oreste piaceva il fai da te e si era fornito di tutto.

Ingoiò il nodo che le si era formato in gola al ricordo e senza nemmeno pensarci due volte s’infilò in macchina e scappò via con un impennata.

Oreste si bloccò nella sua inutile e affannosa corsa davanti ai monitor della sicurezza,vide chiaramente il duetto alfa romeo che le aveva regalato per l'anniversario del

matrimonio sparire dalla visuale dell'ultima telecamera lungo la via principale che immetteva sull'Appia Antica.

cadde bocconi sulla nuda pietra mormorando:

-  amore mio, cosa ti ho fatto?-

 

Elsa non riusciva quasi a vedere la strada,i suoi occhi erano inondati di lacrime,che scendevano copiose sul viso.

Con il dorso della mano si asciugò le goccioline che le colavano insistenti dal naso.

Correva così veloce da accorgersi a malapena in tempo della strana figura tutta infagottata che attraversava la strada.

Fece una brusca frenata e scese frettolosamente dalla macchina per vedere cos'era successo.

“Oh mio Dio!! L’avrò uccisa?”

Si avvicinò spaventata alla figura adagiata sul pavimento.

La donna si alzò lentamente scrollandosi la polvere di dosso

“Grazie al cielo  sei viva!”

Esclamò sollevata aiutandola a rialzarsi,che spinse via Elsa con uno scrollone così forte da farla barcollare.

“Mi spiace … io non ero in me,sono stata veramente un incosciente,potevo ucciderla!”

Disse con aria grave.

La donna gesticolando le fece capire che non era successo nulla quasi come se fosse abituata a quel tipo d’incidenti.

La luce fioca dei lampioni illuminava vagamente la scialba figura che le stava di fronte.

Aveva un non so che di familiare,ma non riusciva a capire cosa,data la scarsa visibilità.

Con molta insistenza invitò la donna a salire in macchina per portarla al pronto soccorso.

Anche se sembrava che capisse quello che lei le diceva,non spiccicava parola, si esprimeva a gesti e con gorgheggi.

Arrivati davanti al pronto soccorso scese dalla macchina e girò dall’altro lato per aiutare la donna a scendere la quale si rifiutava caparbiamente a seguirla ,sembrava incollata sul sedile e ora i suoi gorgheggi erano diventati dei veri e propri grugniti di diniego.

“Perché non parli accidenti!”

“Almeno riuscirei a capire cosa vuoi dirmi!”

Sbraitò adirata Elsa ormai al culmine della pazienza.

La donna per tutta risposta iniziò a mugolare ... un pianto senza lacrime,che la fece stare ancora più male;

“Perdonami,ti prego ! non volevo ferirti! È stata una brutta serata anche per me … ho trovato mio marito tra le braccia di un'altra donna!”

Il suo tono doveva essere veramente disperato,perché la donna le rivolse un sorriso compassionevole addolcendo,finalmente i tratti del suo viso.

La tensione sembrava essersi dissipata e Elsa ne approfittò per chiederle se voleva accompagnarla al bar a bere qualcosa di caldo insieme.

Con sua grande sorpresa la donna accettò subito,e insieme si avviarono a braccetto come due vecchie amiche verso il bar adiacente all’entrata del pronto soccorso.

A  quell’ora il locale era semivuoto tranne qualche dottore e infermiera di turno che si concedevano una pausa caffè che gli sarebbe servita ad affrontare la lunga notte di lavoro.

Si sedettero ad un tavolino vicino al bancone e ordinarono un caffè per lei e una cioccolata calda per la donna.

“A proposito non conosco ancora il tuo nome … io mi chiamo Elsa e tu?”

La donna imbarazzata cercò di farle capire che era muta.

Poi tirò fuori dalla borsetta di pelle sdrucita,che sicuramente aveva conosciuto tempi migliori,la sua carta d’identità.

Gliela mostrò abbozzando un timido sorriso.

Elsa osservò con attenzione la foto che ritraeva chiaramente la donna e notò subito la netta somiglianza con se stessa,sembravano gemelle.

Con quel cappotto invecchiato e il cappello sulla testa che le copriva anche una parte del viso non si era resa conto di quanto fossero simili.

un rumore le distolse entrambe, una specie di spaventapasseri era entrato nel locale incespicando nel tappeto.

Oreste in boxer a pois rosa e le calze marrone scuro in filo di scozia fermati al polpaccio con delle assurde giarrettiere elastiche.

sulle spalle portava la pelliccia di Piera. cadde goffamente sulla segatura puzzolente di urina proveniente dai bagni, le mani a stringerla convulso. aveva la voce rotta,

impastata di paura abbozzò una specie di difesa:

-         Perdonami, ho perso la testa stamani quando ti ho vista andar via con quello

sconosciuto dalla barba lunga.-

sua moglie lo guardava pietrificata, specie dalle sue parole inutili, stupide.

 Ridotto ormai come Saul nella bruma, continuò a sciorinare parole senza senso:

 -         disperato mi sono rifugiato nello studio, e devo essermi ubriacato.-

lei mosse verso di lui, sibilando parole taglienti come spade:

- è per colpa del vino allora se quel sessantanove ti era venuto così bene? Porco!-

gli affibbiò un violento calcio nel di dietro con la scarpetta a punta  e avvertì chiaramente l'impatto con le sue parti molli e lo fece volare faccia a terra sul pavimento lercio.

 

prese sottobraccio la sua nuova amica dicendo:

- vieni cara, lasciamo solo questo animale che tu hai bisogno di una medicazione. -

Oreste col naso pieno di segatura respirava male e nonostante il terribile dolore all’inguine non poté fare a meno di notare che sua moglie si comportava in modo strano.

si sentì ancora più sconsolato.

- povera cara, è  così scioccata che parla da sola.-

Il barista corse ad aiutarlo, una volta sinceratosi che quella bellissima furia era davvero andata via. lo guidò a sedersi ai tavoli del poker, e gli allungò un bicchierino di vecchia romagna.

- bevete su che vi farà bene.-

- Oreste la ingerì di un fiato con lo sguardo fisso, smarrito nel vuoto.

questa volta l'ho perduta per sempre...- mormorò uscendo dal locale trascinandosi dietro la pelliccia, inequivocabile segno del suo tradimento.

Trovò la porta della camera da letto chiusa a chiave dall’interno e anche la stanza degli ospiti.

Solo qualche ora prima avrebbe fatto il diavolo a quattro e buttato giù dal letto tutta la servitù, ma non adesso. Si diresse con passo incerto verso  la sala da te. Stanco stravaccò sull’ampio divano in pelle nera e si avvolse nel rosso foulard che lo ricopriva.

-Elsa…Elsa- mormorava convulso nel sonno, risvegliandosi di scatto di tanto in tanto e guardandosi attorno nell’irreale luce della luna gli pareva di scorgere una figura diamantina luccicare nell’angolo piu remoto della stanza.

Il giorno lo sorprese, facendolo sobbalzare nel rumore di persiane che sbattevano. Era   Nora, la domestica  che arieggiava la stanza e si profuse in mille scuse nel vederlo acciambellato sul divano.

-         mi scusi, non sapevo fosse qui.-

ignorò quelle parole, e si informò con voce piatta,  

- la signora si è già alzata?-

- si, la signora Elsa sta facendo colazione in cucina, come suo solito. Le porto una vestaglia? -

Oreste fece segno di assenso con la testa ma si era già avviato verso la cucina della villa,

un ampio locale rivestito in legno e sfociante in una veranda anch’essa tutta in legno che si affacciava nel cortile interno, adibito ad orto e giardino dalla sua consorte.

Bellissima in una vestaglia da camera era intenta sorseggiare il suo latte macchiato senza zucchero.

 -         pensavo di non trovarti più qui dopo lo squallore che hai visto ieri sera. Quando vidi il tuo

sguardo ferito, ebbi un mancamento proprio qui.- disse toccandosi il cuore. – lo so che non puoi perdonarmi, e neanche io posso farlo. Assieme alla luce dei tuoi occhi   ieri sera si è spenta anche una parte di me, ora non mi resta che attendere di morire del tutto. –

Lei sembrava non vederlo, il suo sguardo era sereno ma lontano, immerso in lidi per lui ormai irraggiungibili.

Tenendosi la testa fra le mani si ritirò in preda alla disperazione con le parole della cameriera ancora che gli rimbombavano nelle orecchie:

- la signora sembra che questa mattina non riesce a parlare. Ne sapete nulla voi?-

- portami al mare- ordinò all’autista perfettamente sbarbato, in attesa nel cortile. “verso lo scoglio più alto” pensò rassegnato salendo dietro.

- ho capito bene signore, volete andare nella casa al mare?-

- hai capito bene. Portami sulla scogliera che devo riflettere…-

 
 
 
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DISTRAZIONE, IL RACCONTO A QUATTRO MANI

NASCE "DISTRAZIONE" IL RACCONTO A QUATTRO MANI, DALLA GENIALE INVENTIVA DI LOSCRIGNO10 E LUVIF.

SEGUITE GLI SVILUPPI E CERCATE DI CAPIRE QUALE DEI DUE ARTISTI DI VOLTA IN VOLTA INTERVIENE A DARE VITA AGLI INTRECCI DELLA TRAMA.

QUANDO VEDRETE RISTAGNARE L'OPERA, PUO' ESSERE CHE GLI AUTORI ACCETTINO SUGGERIMENTI, MA NON E' DETTO...

 

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PRIMA RECENZIONE A PICCOLE PERLE

 
ScarpetteRosse.60 il 14/03/09 alle 17:24 via WEB
Bel libro, molto scorrevole. Quando lo inizi hai voglia di leggere tutte le storie, in ognuna ti pare di trovarti dentro e di viverla. Davvero bravo al mio amicone Nicoletta

 

IL BLOG SI RINNOVA

I° chiedo scusa per la moderazione; tranne le frasi offensive, pubblicherò tutte le risposte.

II° Via via sto eliminando quei post che mi sembrano superflui o non in tema con tutto il resto.

III° Non nascondo a nessuno che lo scopo di questo blog è di far conoscere a più gente possibile il mio libro "PICCOLE PERLE". Quale padre non è orgoglioso di mostrare al mondo intero il proprio figliolo?

IV° I post pubblicati su questo blog sono  l'aperitivo offerto dalla casa.

buona permanenza a tutti.