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A modo mio

Noi vediamo solo quello che vogliamo vedere, oltre la porta della razionalità c’è l’immenso sconosciuto.

 

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Il Papa Bergoglio

Post n°730 pubblicato il 30 Gennaio 2020 da Spiky03
 

Chi scrive è uno di quei credenti che a volte preferiscono distinguere

 l’infallibilità divina dalle vicende della Chiesa. Se si è cattolici

ci si riconosce nella Chiesa, ma essa è un’istituzione terrena governata

da persone in carne ed ossa, caratterizzate come tutti da pregi e limiti.

Esseri umani che possono agire nel miglior modo possibile, ma anche

sbagliare profondamente, talvolta in maniera infausta, ed esporsi quindi a

critiche legittime e meritate. La storia della Chiesa annovera tanti sacerdoti

vissuti e morti in assoluta povertà, e non mancano i martiri assassinati

dall’odio politico. Dinanzi a ciò occorre inchinarsi, indipendentemente

 dal possedere o meno una fede religiosa.

Continuiamo tuttavia a notare la presenza nel clero cattolico anche di diversi

mestieranti (non tutti i mercanti sono fuggiti dal Tempio), più attenti alla materia

che allo spirito. Vi sono figure, per così dire, più politiche che religiose,

le quali tendono a piegare l’universalità del messaggio cristiano alle loro idee

oppure a marcati scontri di potere. Anche gli uomini di Chiesa possono

scendere molto in basso e toccare il fondo com’è purtroppo avvenuto

nei vari casi di pedofilia. Ai piani alti del Vaticano si cerca spesso

 di edulcorare o coprire del tutto gli avvenimenti più impresentabili e scomodi.

Determinati duelli, interni alle gerarchie ecclesiastiche, vengono

condotti a distanza di sicurezza dai riflettori, ma non è sempre possibile

nascondere i cocci sotto il tappeto e fatalmente alcune tensioni diventano

di dominio pubblico, ad uso e consumo dell’informazione.

 

 

Proprio in questo tempo si avverte come la Chiesa stia attraversando una fase

particolare e per molti aspetti inedita. Soltanto la presenza di due Pontefici, il

regnante Bergoglio e il Papa emerito Joseph Ratzinger, basterebbe già a

delineare i contorni di una situazione destinata a rimanere nella storia.

Più il tempo trascorre e più la rinuncia al ministero petrino da parte

di Benedetto XVI, nel 2013, giustificata ufficialmente da motivi di salute,

diventa oggetto di dubbi e perplessità da parte di molti. Pur con gli inevitabili

acciacchi di un’età assai avanzata, la salute di Ratzinger non è mai sembrata

compromessa in modo drammatico. Il Papa emerito, come ha evidenziato più volte

Antonio Socci, non ha mai rimesso in guardaroba l’abito bianco e non desidera

nemmeno tacere a tutti i costi. Lo ha dimostrato recentemente, criticando

chi vuole ridiscutere, a cominciare da Papa Francesco, il celibato dei sacerdoti.

L’azione di Bergoglio sta provocando più di un malumore nella Chiesa, a vari livelli,

e lo sfogo di sabato scorso del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente

della Cei, ha ben rappresentato un quadro generale che è tutto fuorché sereno.

Il capo dei vescovi italiani, a margine di un incontro con i giornalisti a Perugia,

ha esortato tutti i detrattori di Papa Francesco ad uscire allo scoperto,

ed eventualmente ad abbandonare la Chiesa cattolica se proprio non riescono

ad accettare l’operato del Pontefice argentino. Toni piuttosto duri ed inusuali,

che, sebbene indirizzati perlopiù, riteniamo, verso le critiche di Ratzinger e

 di parte del clero, rischiano di disorientare ancora di più i fedeli.

 

La Chiesa del Papa “venuto dalla fine del mondo”, che focalizza

 la propria attenzione solo sull’accoglienza dei migranti e sulle porte aperte a tutti,

 pare non tollerare invece l’esistenza di malcontento all’interno dello stesso

 mondo cattolico. Addirittura rifiuta di comprendere il dissenso, umano e lecito, e

mette alla porta chi non è allineato, alla stregua di un partito politico

 qualsiasi. Insomma, propagandistica tolleranza verso l’esterno, ma reale

intolleranza al proprio interno. Il diktat del cardinale Bassetti è stato comunque

 illuminante perché, oltre a rivelare la natura di chi governa la Chiesa in questo

 momento, ha involontariamente fornito la conferma delle lacerazioni

presenti nel cattolicesimo, alimentate da un Papa che non sa o non vuole unire

 tutte le anime. Il messaggio cristiano non può che essere universale e deve

 rivolgersi a tutti con il linguaggio dell’amore e della fratellanza, perché nella

dimensione spirituale, per chi crede naturalmente, non esistono le distinzioni terrene.

Ma la vita quotidiana degli incarnati si scontra, oltre che con il peccato,

con tante imperfezioni e brutture, quindi chi ha il non banale onere

di guidare i cattolici in questo mondo complicato, pur senza sacrificare

alcun dogma, dovrebbe improntare la propria opera al realismo.

 

Per fare un esempio, i cattolici e più in generale i cristiani hanno il dovere

di rifiutare qualsiasi tipo di razzismo e di odio discriminatorio, ma non possono

esimersi dal notare i danni procurati da quei movimenti migratori illegali e lasciati

in balìa di sfruttatori e criminali. Nemmeno il Papa può permettersi

di tacere di fronte alle infiltrazioni terroristiche, libere di moltiplicarsi

grazie all’immigrazione senza regole, e davanti all’integralismo islamico,

desideroso di cancellare proprio la civiltà cristiana. Se tutto questo viene

scientemente ignorato, significa che si persegue un disegno di parte,

 più politico che religioso, ed in automatico ci si allontana da un buon numero

di fedeli le cui preoccupazioni non ricevono alcuna rassicurazione.

Tanto per dirne un’altra, la difesa della dignità dei lavoratori appartiene s

enza dubbio alla cristianità, ma un Pontefice non dovrebbe atteggiarsi a

succursale della Cgil. Ormai è chiaro come Jorge Mario Bergoglio abbia

portato con sé dall’Argentina i residui della teologia della liberazione,

che negli anni Settanta-Ottanta spinse parte della Chiesa latinoamericana a

solidarizzare con la guerriglia marxista. Qui non si sta chiedendo un

 Papa, per così dire, “di destra”, ma si vuole sottolineare, con estrema

 umiltà, come un buon pastore cessi di essere tale nel momento in cui disorienta e

divide il proprio gregge. Tutti i cattolici dovrebbero potersi riconoscere in colui

che guida la Chiesa, indipendentemente dal loro ceto sociale o dalle loro

simpatie politiche. Invece Papa Francesco non piace a tutti, e la conferma è

arrivata nientemeno che dal presidente della Conferenza episcopale italiana

 


 

 

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Commenti al Post:
monellaccio19
monellaccio19 il 30/01/20 alle 11:54 via WEB
Un post interessante per certi versi, ma troppo di parte per altri. Credo che la fonte Socci, giornalista di destra, sia da prendere con le pinze poiché traspare evidente la sua avversione verso un Papa di sinistra. Molto di sinistra come si evince dalle sue chiare posizioni. Ecco perché giocando sulla imbarazzante e originale, posizione di Benedetto XVI, si guarda al "dualismo" pervicace e non sostenibile tra due "PAPI" che non dovrebbero convivere per storia e tradizione delle Chiesa. Non faccio polemiche, ma il cristiano sa cosa sia la Chiesa terrestre e la Chiesa divina. Noi dobbiamo seguire l'una e l'altra in perfetta sintonia anche quando quella sintonia non regna assolutamente nelle stanze del potere vaticano. C'è sempre stata "guerra sotterranea" nella Chiesa terrestre, la storia è gravida di avvenimenti anche molto importanti in cui sono venute fuori politica e potere assoluto. Papa Francesco sa come agire, la sua posizione anche se "colorata" di rosso, non contraddice le posizioni basilari su cui si fonda la Chiesa terrestre. Socci ogni giorno ne spara una su giornali di destra e fa il suo lavoro. Una cosa è certa: la presenza del "vecchio" Papa destabilizza la conduzione normale di Francesco e i soliti potentati all'interno, fanno i loro comodi. Meno male che i veri cristiani non abiurano la loro fede per le diatribe interne e si rimettono al Signore che non manca di vigilare sulla sua Casa. Buon giorno Spiky.
 
 
Spiky03
Spiky03 il 30/01/20 alle 13:43 via WEB
A me non interessa schierarmi a destra o a sinistra, se questo giornalista è di destra ha detto semplicemente delle cose giuste, vere! Il Papa deve fare semplicemente solo quello e non fare politica perché per quello ci sono già abbastanza imbecilli in giro che lo stanno facendo dicendo pazzesche eresie. All'inizio piaceva anche a me questo Francesco, ma adesso sinceramente non capisco bene cosa rappresenti se la Chiesa o altro. Buongiorno a te monell;)
 
   
dolcesettembre.1
dolcesettembre.1 il 31/01/20 alle 09:18 via WEB
Anche a me Papa Francesco piace poco perchè è subdolo.Serena giornata. :-) Dolce
 
     
Spiky03
Spiky03 il 31/01/20 alle 14:34 via WEB
Profano! Buona giornata bella e solare a te.
 
Spiky03
Spiky03 il 30/01/20 alle 13:44 via WEB
È già qualche giorno che non riesco più ad impaginare le pagine come vorrei, non capisco però se è un problema solo mio.
 
 
monellaccio19
monellaccio19 il 30/01/20 alle 17:35 via WEB
Direi di sì, visto che non ho notato niente nella mia solita impostazione. L'altra sera sul tardi ci sono stati problemi di connessione con il sito di libero. Chiusi perché non si poteva lavorare, ma da ieri mattina è andato tutto a posto come al solito. Buona sera Spiky.
 
   
Spiky03
Spiky03 il 31/01/20 alle 14:35 via WEB
Si, ogni tanto ci lavorano su e certi blog iniziano a partire bene, invece altri devono attendere un po'
 
divinacreatura59
divinacreatura59 il 30/01/20 alle 15:17 via WEB
Premetto che mi considero una laica pur credendo in Dio col quale ho un rapporto molto personale.Ho simpatia per Francesco ma dovrebbe ficcare meno il naso su ciò che non riguarda chiesa che ha già abbastanza rogne di suo.Un abbraccio Spiky:)
 
 
Spiky03
Spiky03 il 31/01/20 alle 14:36 via WEB
Difficile per me parlare di religione. Se un Dio esiste, non ho le prove, ma non posso dire nemmeno il contrario, perché non ho le prove. Credo che la religione sia un fatto intimo e personale. Sono nata in una famiglia molto religiosa, per questo motivo ho un gran rispetto per chi ha fede e quindi anche per questo non posso tollerare il comportamento di questo nuovo Papa. Buona giornata carissima.
 
   
divinacreatura59
divinacreatura59 il 31/01/20 alle 15:26 via WEB
La vera fede non ha tutti questi pregiudizi tipo far sposare i preti.Sono tutte scelte della chiesa ai quali"sudditi"devono obbedire.Far parte di una congregazione,setta o club non fa' per me.Voce fuori dal coro sempre.Buon pomeriggio carissima:)
 
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