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Un blog creato da magicvicky il 28/12/2005

my magic life with R

confessioni e sogni di una mente (poco?) pericolosa

 
 

SPETTAREGALINO

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SULCOMODINOCHENONHO

 

MYLOVEFORR

immagineHo già perso le dita
dentro i tuoi capelli
ed i pensieri sono scivolati via
nella scatola nera nascosta
sotto il tuo cuscino..
lasciati vivere
amore mio
per un tempo eterno e sconfinato
che non ha ritorno.


 

NONCIPOSSOCREDERE!!!

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MERAVIGLIA

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Abbiamo trovato le rose
Erano le mie rose erano le sue rose
Questo viaggio chiamavamo Amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
che brillavano un momento al sole del mattino
In un momento_ Dino Campana 1917

 
 

 

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Post N° 451

Post n°451 pubblicato il 29 Maggio 2008 da magicvicky


Ecco, tanto per iniziare, a quelli che a Cannes hanno detto ( tra le varie stupidaggini, in calce alle ignoranze incoffessate) che quasi non si distinguono Garrone e Sorrentino affibbio un solo epiteto: stupidi. Ecco, tanto per iniziare, ricorderei a Lor Signori che alle spalle di Paolo Sorrentino, napoletano di adozione romana, ci sono film come "L'uomo in più" e "L'amico di Famiglia".
Ecco, tanto per continuare sottolinerei che tutto quello che ha prodotto Garrone nella sua pur giovane carriera ( di cui non scrivo per non ripetermi, vedi post su Gomorra) incide profondamente sulla gratuita ed inutile frase pocanzi citata.
Sorrentino ha stile, una personalità che esibisce uno sguardo al passato, al grande cinema italiano e statunitense, con orgoglio ma soprattutto con maturità, fermezza, costanza e innata voglia di crescere.
Le trovate stilistiche, la fotografia sempre impeccabile rendono la storia de "Il Divo" qualcosa di sorprendente anche se quello che racconta, in fondo, lo sapevamo già tutti quanti. L'ironia, la caparbia ricerca di umanizzazione che, di riflesso, contraddistingue sempre di più l'algida corazza di Andreotti, sono solo alcuni dei registri con cui è possibile leggere ed apprezzare il film.
Il modo in cui sintetizza la strage di Capaci è una scelta da Maestro, così come la direzione intima e profonda di un Servillo che non imita, non sbeffeggia ma anima un Andreotti romanzato ma perfettamente realistico.
Uno spaccato dell'Italia che spiega tutto del nostro paese, perchè dice tutto del modo in cui da sempre si concepisce e gestisce il potere. E noi forse non solo non sapremo mai fino in fondo ma quel poco che ci diranno, lo tireranno fuori sempre troppo tardi.
Fin troppo consapevoli del valore della verità.
Un tocco fin troppo democratico il glossario di inizio pellicola, che rende veramente tuti gli spettatori uguali dinnanzi alle scene ed alla storia poichè molti non sanno e altri dimenticano.
Amaro lo strascico dei titoli di coda. Ancora una volta la vergogna della prescrizione e l'immacolato e sibillino giudizio della Cassazione.
Una scoperta consacrata il Buccirosso-Pomicino che veste perfettamente i panni de "o'ministro" , una perfetta interpretazione femminile della segretaria Enea (Piera Degli Esposti) e della moglie (Anna Bonaiuto).
E giusto per chiudere con le grottesche opinioni lasciate sul tappeto rosso di Cannes da signore dell'alta borghesia che pur non avendo alcun titolo per disquisire di cinema e d'Italia hanno detto di "Gomorra" e de "Il divo" che raccontano solo il brutto del Bel Paese che questo è stato ed è il Nostro Paese.
Meglio conoscerlo che vivere di lustrini e vacanze in costa azzurra.
Amen.

 
 
 
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