Frittura durante una dieta dimagrante?si può!

Schermata 2021-01-30 alle 14.52.06Tra le preparazioni culinarie la frittura è tra le più appetibili e gustose e se preparata seguendo le giuste accortezze per non alterare i grassi non è dannosa per la salute. Come per ogni alimento è importante valutare la qualità, la quantità e la frequenza con cui si può inserire in modo sano nella nostra alimentazione.

Partiamo dalla qualità: l’olio migliore per friggere è l’extravergine d’oliva perché nella cottura si altera meno di qualsiasi altro grasso vegetale o animale. Avete sentito parlare del punto di fumo? Questa è la barriera oltre la quale gli oli si decompongono formando sostanze nocive per l’organismo. L’olio extravergine di oliva è quello che ha il punto fumo più alto (290° C rispetto ai 150°C del migliore olio di semi). Tenendo presente che la temperatura ideale per una buona frittura è pari a 170-180°C, l’olio extravergine di oliva è il grasso migliore da utilizzare per questo tipo di cottura. Se per motivi economici vogliamo utilizzare un olio buono per friggere, ma meno costoso, possiamo acquistare l’olio di semi di arachidi.

Gli alimenti fritti hanno un elevato contenuto in calorie in relazione alla quantità di olio che l’alimento assorbe. Una frittura casalinga ben fatta assorbe mediamente una quantità di grasso che non supera il 10% del peso iniziale dell’alimento utilizzato. Partiamo dal presupposto che tutti gli oli forniscono circa 900 calorie ogni 100 g e pertanto non esiste una frittura più “leggera” modificando l’olio di cottura.

Per fare degli esempi ricordiamo che

100 g di patatine fritte in casa o in friggitoria forniscono 188 calorie;

100 g di patatine confezionate forniscono circa 537 calorie;

i dolci fritti forniscono in media tra le 400 e le 600 calorie per 100 g .

Ma per questo devono essere eliminati dalla nostra dieta? Assolutamente no. Possiamo consumare le fritture anche durante una dieta dimagrante.

Per quanto riguarda la quantità:
eliminate il primo piatto e scegliete una frittura di pesce o di carne o di vegetali pastellati. Fate voi la porzione che è in grado di soddisfarvi! senza abbuffarvi. Aggiungete dell’insalata o della verdura cotta con poco pane.

Per quanto riguarda la frequenza:
una frittura una volta alla settimana non incide in modo negativo sul peso e vi darà maggiori gratificazioni e voglia di continuare la dieta.

Dott.ssa Martina Comuzzi; Dott.ssa Silvana Nascimben

 

La pastasciutta: forchettate di salute

Schermata 2021-01-08 alle 14.58.29La pasta è l’alimento più amato della Dieta Mediterranea. Come altri alimenti derivati dai cereali, la pasta rappresenta la principale fonte energetica per l’uomo per il mantenimento di un buon stato di nutrizione e di salute. Si trova alla base della Piramide Alimentare Mediterranea e questo significa che possiamo inserirla anche quotidianamente nel contesto di un pasto equilibrato. Infatti l’apporto di amido della pasta soddisfa le direttive nutrizionali concordate in tutto il mondo in base alle quali una razione alimentare equilibrata e salutare deve fornire almeno il 45-60% delle calorie dai carboidrati. Dunque diciamo SI al consumo quotidiano di pasta.

Quale è la porzione giusta?Schermata 2021-01-08 alle 15.40.15

Abbiamo detto che la pasta si può consumare anche tutti i giorni ma è importante che la porzione non sia eccessiva rispetto alle proprie necessità energetiche e che i condimenti utilizzati non siano troppo ricchi di grassi. La porzione di pasta deve essere adeguata all’età, al peso e al tipo di attività fisica che si svolge. Per fare degli esempi, una porzione di pasta per un bambino non dovrebbe superare i 50/60 g nel contesto di un pasto completo ed equilibrato. Una donna sedentaria non dovrebbe superare i 70/80 g di pasta mentre una persona sportiva può consumare anche una porzione abbondante pari a 100/120 g di pastasciutta. Qualora si voglia invece consumare la pasta sotto forma di minestra ne sono sufficienti dai 20 ai 50 g in relazione alle necessità individuali.

 

Schermata 2021-01-08 alle 15.28.51

Si può mangiare pasta se si è a dieta dimagrante?

La pasta fornisce acqua, proteine vegetali, pochissimi lipidi e circa 79 g di carboidrati di cui circa 68 sono rappresentati da amido. L’apporto energetico è di circa 350 calorie ogni 100 g di pasta, tuttavia le calorie fornite da un piatto di pastasciutta sono notevolmente influenzate dal tipo di condimento che si utilizza. Ad esempio un piatto di penne al pomodoro (circa 80 g) con Parmigiano grattugiato non supera le 370 calorie e pertanto può rientrare anche nel contesto di una dieta ipocalorica dimagrante! 

Dott.ssa Martina Comuzzi; Dott.ssa Silvana Nascimben