Elio Rumma

Elio Rumma bruciava i suoi quadri, li distruggeva dopo una breve esposizione. Oggi dà nuovamente corso all’arte con opere durature legate soprattutto ai suoi viaggi, i cinque anni in Tibet, o con riferimenti alla religione animistica brasiliana il Candomblé o il Tantra. I primi, come archetipi antropologici trasmettitori di energia universale e frammenti di divinità; gli elementi tantrayani come metodo e tecnica:  “telaio”, ordito, dalla radice verbale TAN,  e quindi in senso lato “opera” che si occupa del “come” raggiungere uno stadio di verità.

 Questo almeno è quanto è più di percebile indagando la sua arte, “senza ansia  di riferimento come il mercato vuole ma come ad arte romper le fila– come cita il grande maestro dell’astrazione pittorica e suo amico, il romano Bruno Aller –  nel testo critico che gli dedica per l’ultima mostra  Racconti d’altrove .

Con Elio Rumma presente a Exposit Art moves over Rome è stato semplice parlare dello stato dell’Arte, promotore lui stesso d’arte internazionale e fratello del noto Marcello Rumma: ricordato come il pioniere del collezionismo contemporaneo e promotore di eventi storici. Basti ricordare il ’68 amalfitano l’happening che cambiò il corso dell’arte contemporanea in Italia introducendo il manifesto dell’Arte povera costruita con quegli artisti contestori delle scelte conservatrici della biennale di Venezia (Anselmo, Boetti,  Fabro, Kounellis, Merz, Paolini, Pascali, Pistoletto).

Elio è stato anche Film maker ed Editore,  e oggi  Artista stesso della sua esperienza.  Anche se appunto pittore da sempre,  per questo .

Attratto favorevolmente dai “tag” della mostra con Fabio Masotti Carlo Marchetti Ferdinando Gatta Paolo Romani, e dallo special guest Giorgio Galli (di cui Elio è stato gallerista nel tempo della Neo Astrazione romana), ha voluto  discutere d’Itinerari d’Arte possibili, di tappe concettuali, Astrazioni e Luce di paesaggi di un Grand Tour contemporaneo e “Arti in transito” collimando fortunosamente nella reference “link to” “connect to” ampiamente discussa nella mostra (e nei lavori di SIT N.Zero che l’ha raccontata). Non a caso Elio ha coniato il “doppioverso”, un confronto d’arte tra due artisti  tramite dialoghi di opere in mostra e aggiungo  doppioverso tra operatori culturali, curatori, artisti e riviste.

“Ho in programma – dice Elio Rumma – di essere  a Storyriders a Torchiara in Cilento. Una tre giorni di arte, cultura ed enogastronomia. Dal 30 agosto al 1 settembre. Da qui partirà il progetto di creare un percorso di installazioni attraverso i borghi collinari del Cilento”.

Grazie alla lungimiranza dei Sindaci che intendono così comunicare attraverso queste performance la bellezza dei luoghi, scenario accogliente e naturale d’arte. Una modalità di Arte diffusa che tende  a “segnare” non solo ipotetiche Porte d’arrivo ma il transito verso esse, cogliendo e raccogliendo nel percorso la semantica di storia passata e contemporanea.

In autunno è attesa una personale di Rumma.

Quanto alle opere esposte in questo articolo, tecnica mista senza titolo ad eccezione di Mater Dea, in b/n, singola e prima della serie,   è lo stesso Aller a definirle Luogo Semantico:

“Arte e non prodotto ad arte dagli Artistar”. Credo nella pittura di Elio: criptogrammi senza né alfa né beta né gamma, piani colorati e aggettanti proto giocatori fitomorfici, antropomorfici animalier per calci balilla su un pallino servito immaginato; cripto-semi perfetti nelle divise anarchiche, gioiosi squillanti semi pre fonetici, pro nipoti anarchici; idiomi galleggianti e fenomenici idiomi come monadi relazionati a debita distanza, magneti disgiunti nel proprio spazio; diverticoli nascosti per chi osa guardare roteando gli occhi a cercare l’insieme –  Bruno Aller.

E Concordo.

ELIO RUMMA I luoghi semantici e Storyridersultima modifica: 2019-07-10T19:23:29+02:00da Dizzly