La FED rimescola le carte e mette i mercati sotto stress

Quando la FED sembra imboccare una certa direzione, ecco che poco dopo arriva la controsterzata. Se le indicazioni dell’istituto centrale americano si potessero riportare su un grafico, il suo andamento sarebbe impazzito. Già perché se venerdì il rialzo dei tassi sembrava guadagnare terreno, ieri sera l’ha perso di nuovo. Giusto in tempo per dare una nuova spallata ai mercati, che avevano appena metabolizzato le dichiarazioni di Eric Rosengren.

I due volti della Fed

fed-federal-reserve-systemIl capo della Fed di Boston se n’era uscito venerdì con una dichiarazione forte. Aveva di fatto preso posizione sostenendo un rialzo del costo del denaro. Di più, aveva detto che la situazione americana poteva diventare surriscaldata se non ci fosse stato un intervento della Fed sui tassi.

I mercati si erano chiaramente adeguati alle dichiarazioni. Ma ieri tutto è cambiato di nuovo. A dimostrazione che sono ancora le banche centrali a condizionare i movimenti dei mercati. Lael Brainard, altro esponente della Fed, ha infatti spento le ipotesi di un rialzo dei tassi, parlando di “prudenza” nella strada del percorso di nuove manovre restrittive.

Apriti cielo. Tutti disorientati. Ma come? Il giorno prima dicono una cosa, e il giorno dopo un’altra? Fatto sta che la reazione del dollaro è stata immediata. Il dollaro è sceso per la prima volta in quattro sessioni, sul mercato dei bond i rendimenti dei Treasuries hanno fermato la loro corsa. Wall Street ha chiuso male.

E adesso tutti meditano di rimanere in attesa e preferire la prudenza, visto che il prossimo meeting della Fed è in programma settimana prossima, e da lì uscirà una risposta certa e non solo illazioni.

La FED rimescola le carte e mette i mercati sotto stressultima modifica: 2016-09-13T10:27:42+02:00da nonsparei

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