Claude Cahun Donne fluide Il selfe love
Lucy Schwob Claude Cahun 127 anni fa nasceva la fotografa ritrattista, celebrata dal doodle di oggi, ancora oggi l’artista più innovativa di tutti i tempi, pioniera e essa stessa opera d’arte. Donne fotografe, coloro che sono riuscite, attraverso l’obiettivo, ad abbattere i pregiudizi di una pratica considerata maschile. “Neutra, fa di tutto per non coincidere con se stessa, si ritrae, si cancella si trasforma, si traveste, si vela , decine e decine di selfie ante litteram: coreografici, creativi, inquietanti, moltiplicati; lei allo specchio, in maschera, travestita da uomo”. L’instagrammabilità di oggi: il self love, Paolo di Paolo Svegliarsi negli anni 20 p.69 Midnight in Paris – senza attraversare le apparenze scrive la Cahun: Io, modesto Narciso vi spiegherò il mio self love. È falso. In realtà ho grande bisogno degli altri. Se Narciso avesse saputo amarsi al di là del suo miraggio la sua sorte sarebbe stata felice e e degna dell’invidia dei secoli.
È questa artista che anticipa il lavoro di Cindy Sherman (What I am…) le cui opere sono considerate un classico della fotografia performativa che indagano l’identità: la riproposizione, l’interpretazione e la decostruzione dell’artificialità, dell’immagine dei modelli. Dei clichés femminili. In ArtUnderClothes le autrici citate con Francesca Woodman ritrattiste, e Sophia Calle (“Take care of yourself”) rappresentano in qualche modo quel metodo di esplorare l’idea e mostrare interamente un processo creativo, continuo e infinito, come in un tempo frattale. La sparizione, la vestizione d’identità.
In copertina il doodle di Google 25 ottobre~Cahun e Moore
Aint