Trentuno

moon-845462_960_720

– Pronto? – rispondo dopo due squilli.

– Ciao fratellone, non cambi proprio idea? – chiedi – vieni qui a passare la notte dell’ultimo, siamo qua tutti, cosa fai lì da solo?

– Ti ringrazio, ma non posso. Ho già detto di no anche ai miei amici… Lo sentì questo vento? Chiama me, lo sai. E poi non sono solo, chi farà compagnia alla luna questa notte? Tutti a far chiasso, a festeggiare. Io terrò lo sguardo verso l’alto.

– Ma quella? – mi interrompi – Cosa devi alla luna, che ti ha sempre ingannato?

– Sì, è vero, lo ha fatto. Ma è  anche quella che mi ha fatto luce e mi ha guidato nelle notti senza meta. Quella che ha ascoltato il mio canto nonostante l’urlo della tempesta. – Sospiro – Che mi ha cullato nelle lunghe notti insonni. Che ha raccolto le mie lacrime dall”oceano per farne rugiada.

– Ho capito  – rispondi dopo una pausa – Buon anno, allora.

– Buon anno a te, ti voglio bene –

 

 

Jan A.P.  Kaczmarek – At home

Questa notte

santalucia15

– Con te non parlo più – le dico a voce bassa, lo sguardo fisso alla finestra, dandole le spalle. – L’ultima volta che ci siamo visti avevo bisogno di te e tu non hai fatto nulla – l’accuso.

– Lo so – continuo – quando vuoi, sai essere favolosa – mi giro verso di lei con un timido sorriso. – è bastato un tuo intervento una volta, una volta sola, per cambiare la mia vita per sempre. – La guardo  mentre lentamente si siede su una poltrona.

– Sembri ancora più stanca – le dico – Lo vuoi un bicchiere di latte, vero? Lo impone la tradizione – Tocca a lei sorridere ora. – Era una notte come questa – le dico guardandola in viso – con l’odore della neve a promettere silenzio e pace. E magia. Tu portasti invece vento e tempesta nella mia casa. –

– Non fraintendermi – aggiungo prima che possa ribattere – non rinuncerei a quel periodo della mia vita nemmeno se ne avessi conosciuto in anticipo le conseguenze – faccio una pausa per riprendere fiato – non rinuncerei ad una sola notte insonne, ad un solo fantasma, ad una sola lacrima. – Chiudo gli occhi per un attimo.

– Sono stanco anch’io, sai? – le dico indicando il divano – se vuoi puoi fermarti qui a riposare finché non arriva l’alba. – Sospiro – come quella notte… no? Devi andare? –

– Capisco – mi alzo per accompagnarla all’uscio.

– Tra un anno, allora. Ti aspetterò. –

 

 

 

Alexandre Desplat – Extremely loud and incredibly close

La ballerina

images

Non era mai stata così nervosa prima.

Con lo sguardo, appena poteva, fissava la seconda fila di poltrone in platea dove ne spiccava una ancora vuota.

Con le mani percorse un arco aggraziato – maledetta poltrona, – pensò, mentre piegava la testa  nel senso opposto delle braccia.

Il successivo arabesque non le riuscì proprio perfetto, con la gamba non completamente slanciata – dove sei? – Si chiese facendo finta di non cogliere la smorfia della sua insegnante dietro le quinte.

– Sorridi – recitò mentalmente – sorridi e non sbagliare la sissonne – Fece il salto nell’attimo che l’uscio in fondo alla sala si apriva e sentì la caviglia d’appoggio tremare.

La serie di pas de bourré le permise di riprendere fiato, lui era arrivato! Piccole gocce di sudore percorsero la sua schiena nuda facendola brillare alle luci del proscenio.

Solo allora si rese conto di quanto fosse stato tirato il sorriso… sentì i muscoli della faccia dolere per lo sforzo. – Respira ora – si impose – ancora tre fouetté, tre piroette e sarà finita.

Finita – si disse – … in realtà sarà appena cominciata (ed il sorriso si allargò).

 

 

 

Abel Korzeniowski – Satin birds

Vieni qui

l_6lww

Avvicinati.
Ancora.
Siedi accanto a me e chiudi gli occhi.

L’inverno non è poi così brutto, se chiudi gli occhi. Manca la neve a lavare tutto questo sporco, ma abbi pazienza, presto arriverà per noi. Tu non puoi vederla, ma scenderà e coprirà ogni rumore violento.

L’inverno non fa poi così paura, se chiudi gli occhi. I rami spogli si piegano al vento che fischia e si lamenta, ma stanno danzando per noi. Tu non puoi vederli, ma si inchinano leggeri ed aggraziati.

L’inverno non è poi così buio, se chiudi gli occhi. Il sole è sparito da un pezzo dietro la siepe e sembra sconfitto dalle tenebre, ma tornerà a splendere per noi. Tu non puoi vederlo, ma si nutre vorace di calore e vita sopra l’oceano.

L’inverno non è poi così freddo, se chiudi gli occhi. Alle finestre si sono formate tante piccole ragnatele di ghiaccio, ma sono cristalli d’acqua che giocano per noi. Tu non puoi vederli, ma sussurrano e cantano sorridenti.

Lo so, gli occhi chiusi sono i miei, ma non voglio aprirli ora. Ancora un minuto e poi lo farò, promesso. Poi vedrò tutto e so già…

… che l’inverno brucia.

 

 

 

Yann Tiersen – Porz Goret