Haiku

La mia balena non aveva patria in mare e non ne ha trovata una sulla terraferma. Non mi dilungherò sul fatto che ciò è successo solo ed esclusivamente per colpa mia.
E’ ininfluente a questo punto.

Ora dovrei salutare e ringraziare, vero? No. La balena nera affiora per l’ultima volta dall’acqua e ti guarda,.

Con un colpo di coda si inabissa.

 

Cala la luna
tra la terra ed il mare.
Valga come addio

 

Blake Lively – In our dreams

Fumo e fiamme

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Tutti ti celebrano oggi, hai visto?

Io sono ancora arrabbiato con te, deluso.  Stanco.

È  per questo che io voglio raccontare una storia diversa. Quella di un gruppo di persone pazze, visionarie, che quando alzavano lo sguardo al cielo verso di te non vedevano la dea delle ombre notturne. No. Nemmeno la guardiana dei sogni e dei sospiri degli innamorati.

Il loro sguardo era duro e determinato. Tu un mondo da conquistare e possedere. – Menti e inganna pure, se vuoi – ti sfidarono. – Noi verremo comunque a prenderti.

Quegli uomini costruirono il più grande e possente razzo mai visto. 110 metri di metallo e cherosene. Quello era un dio. Non tu.

Quando per la prima volta accesero i motori del Saturn V a Huntville in Alabama avvisarono tutta la città. Quello sarebbe stato il giorno del fumo e del fuoco. La terra tremò, scalpitante e pulsante. Le sue vene ribollirono d’energia. Le vibrazioni si sentirono fino a 120 km di distanza.

Di la verità, ammettilo. Per la prima volta nella tua vita… scopristi cosa vuol dire avere paura.

 

Underwaters – Smoke and fire

Pagina due

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Se guardi sul quarto scaffale non puoi non notarlo. È il libro più consumato.

E poi li vedi? Tutti quei bigliettini che segnano le pagine e che spuntano come erbaccia. Non ti piaceva nemmeno e mi prendevi in giro tutte le volte che lo sfogliavo. Li vedi quei segnalibro? Eppure più  della metà  sono tuoi.

Ho provato a riprenderlo in mano, sai? L’ho sfilato dalla libreria stando attento a non perdere nemmeno un segno, mi sono seduto sulla poltrona da lettura, l’ho appoggiato sulle ginocchia…

e sono rimasto a guardare la copertina.

Non ricordavo fosse così ruvida. La sentivo vibrare sotto le mie dita che la sfioravano, pulsare come se sotto la superficie scorresse la vita.

Non sono riuscito ad aprirlo, ho avuto paura che così lo avrei squarciato. Reciso le vene ed inondato di sangue…

L’ho accarezzato sul dorso, mi sono alzato e l’ho riposto sullo scaffale. – Domani – gli ho detto. – Domani arriverò a pagina due.

 

 

Enid Fergus – Massenet

Ricordo

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La pioggia è sottile e picchietta contro l’impermeabile che mi protegge producendo un fruscio come il gracchiare di una scarica elettrica.

– Chi te lo fa fare? – mi pare già di sentirti. – Lo sai che non serve a nulla.

Alzo lo sguardo sulla spiaggia e socchiudo gli occhi. La pioggia è fastidiosa, ma non importa. – No – rispondo al vento – I ricordi sono come i muscoli. Vanno nutriti e vanno allenati altrimenti si indeboliscono e si atrofizzano.

Infilo le mani in tasca – Un giorno mi sveglierò e le curve del tuo viso si faranno confuse nella mia mente. Le rughe ai lati della tua bocca quando sorridi spariranno. Le tue dita non cercheranno più le mie. – sospiro. – So che verrà quel giorno, sono stati molto chiari al riguardo, ma fino ad allora verrò a respirare questo vento. – Chiudo gli occhi.

– Anche piangere aiuta. Ed io di lacrime ne ho ancora, lo sai vero? Verrà il giorno che anche quelle cesseranno, ma fino ad allora mi faranno compagnia nelle notti insonni.

– No – ripeto al vento. – Non è ancora ora.

Solo allora te ne sarai andata.

 

Philip Glass – Metamorphosis: One