Sesso sangue e sesamo

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Alla fine sono riuscita. Il mio libro “Sesso sangue e sesamo” ce l’ha fatta. Ed è entrato nella scelta di bookabook (https://bookabook.it/libri/sesso-sangue-sesamo/) ora va solo preordinato. Dopo di che raggiunte le 200 copie sarà pubblicato. Ce la farò? Mi darete una mano?

La storia

Una paziente e una psicologa. Due donne che sembrano andare l’una verso l’altra fino quasi a coincidere. In segreto una odia l’altra ma finiscono per condividere vicende paradossali al brivido del ricatto e dell’inseguimento. Così tra la noia di un Ministero romano fanno capolino il sangue, la serialità di una killer e una sessualità vissuta in maniera complessa. Nel romanzo di Valentina Ferri a volte si sorride o ci si lascia conturbare dall’emozione fisica del gioco tra eros e thanatos perdendo e riconquistando di continuo il senso della realtà.

Perché ho scritto questo libro?

Ho scritto questo romanzo per il piacere di mettere in scena la banalità del male in un’atmosfera apparentemente comune. Quella di un ufficio con le sue continue beghe e piccolezze. L’idea era quella di pensare al transfert psicanalitico in una versione straniante e divertente, fino quasi al paradosso.

Se volete preordinare il libro potrete farlo qui

Il giorno del sole è arrivato

Cosa succede quando arriva il momento?
Quando la cosa che hai sempre atteso si realizza?
Quando il motivo per cui ti sei adoperata e hai lottato per anni sta per vedere la luce?
Lavoro lavoro e ancora lavoro. Sudore. Il dire “scusate oggi non posso devo stare a casa”. E rimani sola. Tu  e tu. Sole.
Ecco oggi su noi due si accende una luce. Spero sia un sole.

Questa settimana

Questa settimana la pioggia non accenna a diminuire. Non lascia la tregua neppure il freddo per una come me destinata alle alte temperature e al sole di luglio.

Eppure sono felice perché questa settimana c’è un’importante novità che mi riguarda. Una novità che aspettavo da tempo. E che mi rende fiera.

Questa settimana anche la pioggia mi sembrerà bella. Bello aprire e chiudere l’ombrello, infilare i piedi nelle pozzanghere. E poi tornare a casa zuppa ma felice.

Forse sarete proprio voi a rendermi felice. Perché si è felici quando non si è soli.
Si è felici quando la felicità è una rete per quanto piccola. E noi, spero, da questa settimana saremo in rete.

La donna è la perfezione

Questa è la poesia (L’orlo) che Sylvia Plath scrisse prima di preparare la colazione per i figli e suicidarsi.

La donna è la perfezione.
Il suo morto
Corpo ha il sorriso del compimento,
un’illusione di greca necessità
scorre lungo i drappeggi della sua toga,
i suoi nudi
piedi sembran dire:
abbiamo tanto camminato, è finita.
Si sono rannicchiati i morti infanti ciascuno
come un bianco serpente a una delle due piccole
tazze del latte, ora vuote.
Lei li ha riavvolti
Dentro il suo corpo come petali
di una rosa richiusa quando il giardino
s’intorpidisce e sanguinano odori
dalle dolci, profonde gole del fiore della notte.
Niente di cui rattristarsi ha la luna
che guarda dal suo cappuccio d’osso.
A certe cose è ormai abituata.
Crepitano, si tendono le sue macchie nere.

Raccontare storie

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Raccontare storie è l’attività più antica del mondo.
Prima di me, prima di noi lo hanno fatto padri, nonni. E nonni di nonni.
E nonne. Le donne sono le ancelle del Grande Discorso della Vita.
Della Narrazione universale. Che pure fanno – contribuiscono a creare – per via uterina.
Fino all’inizio di un logos iniziale tutto nasce da un atto di parola.
Tutto inizia da un atto del racconto.
Uno si siede e racconta.
A uno o più che ascoltano.
A loro volta questi racconteranno storie ad altri dopo di loro.
Tutto avviene in un orizzonte mutevole che però è disposto a farsi plasmare dalle parole.
Le parole che avvolgono le cose. Che fanno sì che le cose sono le parole che le dicono.