P-arliamoci

P-erchè ci va... (blog a 4 mani, o 4 tette come suggerisce qualcuno!!)

Creato da nonsolop il 17/05/2006

Musica nella testa

Hello darkness, my old friend,
I've come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain,
Still remains
Within the sound of silence

(The Sound of Silence, Simon and Garfunkel)
 

 

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Come ti chiami?

Post n°517 pubblicato il 22 Agosto 2016 da nonsolop

"Tu sai pattinare?"

Mi giro per vedere chi mi sta interpellando e mi trovo davanti una bambina, alta come un soldo di cacio e con ai piedi un paio di rollerblade, che mi guarda incuriosita.
"Certo! E mi piace tantissimo!" le rispondo in tutta sincerità. Alla mia affermazione, la bimba inizia subito a mostrarmi le piccole grandi acrobazie che sa fare e a raccontarmi tutto di sè, come solo i bambini sanno fare col primo sconosciuto che gli capita a tiro.
Tempo 5 minuti e conosco i suoi gusti, i suoi interessi, i suoi sogni e mi rendo conto di essermi già affezionata a lei! Manca solo un'informazione basilare, quella che mi permetterà di salutarla calorosamente, chiamandola per nome.
E già mi sale l'ansia. Ma devo farmi coraggio: non posso non chiederglielo, ormai che siamo così intime!
"Come ti chiami?" domando, ostentando una serenità che ormai non ho già più e sperando, dentro di me, che mi risponda qualcosa come Alessia, Emma, Sofia... anche Genoveffa o Gertrude andrebbe bene, purchè sia qualcosa comprensibile al primo colpo e che mi eviti l'imbarazzo del "Come, scusa? Non ho capito..."
E invece no.
Dalla sua boccuccia esce un suono che mi ricorda solo quando, alle elementari, mi hanno insegnato che "aiuole" è una parola che contiene tutte le vocali. Nulla di ricollegabile a qualcosa che io possa aver letto su un calendario e nemmeno nei gossip relativi ai figli dei VIP
"Come, scusa? Non ho capito...", pronuncio rassegnata.
"Oihane", scandisce meglio lei; "è un nome basco", aggiunge, con l'aria di chi, pur essendo molto giovane, ha ripetuto tale frase qualche centinaio di volte.
Dovrei dirle che lo trovo un bel nome, ma non riesco proprio a mentire nemmeno ai bambini. Scarto, per decenza, l'idea di dirle che mi ricorda "aiuole", ma davvero non so come replicare. Per fortuna scioglie lei il mio imbarazzo incalzando: "E tu come ti chiami?"
Io ho un nome semplice, comune. Che ho amato in ogni singolo giorno della mia vita.
Glielo dico e lei si illumina: "Davvero??? Che bel nomeee!" mi risponde con sguardo estasiato
Mi fa molta tenerezza... 
"Grazie Oihane", rispondo scompigliandole dolcemente i ricci con una mano, e dentro di me le auguro di cuore di arrivare, quando cresce, ad amare nello stesso modo il proprio nome basco che ricorda le aiuole.
 
 
 

Ghghghgh!

Post n°516 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da nonsolop

Il fatto che dopo tutto questo tempo io ricordi ancora login e password per accedere, fa onore al mio neurone!  

 
 
 

amici per sempre

Post n°515 pubblicato il 11 Febbraio 2010 da nonsolop

Questo post -me ne rendo conto- e' solo uno sfogo, un singulto, un rigurgito della difficolta' di essere ormai adulti.
E di vedere coetanei morire piu' o meno lentamente.

Non e' l'incidente, che ti tuffa in una profonda incomprensione del perche' ieri parlavi tranquillamente con l'amico ed oggi lui e' chiuso in una bara.

Bensi' e' una lenta comprensione del fatto che l'amico, giovane come te, pieno di vita come te, che immaginavi avesse un futuro davanti -come lo immagini per te- sta lottando con tutte le sue forze ma si sta spegnendo lo stesso, inesorabilmente.
Perche' a 30 anni sei forte: non hai piu' i timori e le debolezze dell'infanzia e non hai ancora il decadimento della vecchiaia: sei forte ed hai tutta la tua vita in pugno. 
Eppure la sua forza non basta.
Lui non lo sa, o finge di non saperlo, ma tu lo sai.
Non sai se manchera' un mese o una settimana, ma sai che e' una strada in discesa verso il baratro. Provi a pensare "E se...", ma ti accorgi che sono pie illusioni.

Pensi a tutto quello che hai fatto con lui e guardi quell'esserino ormai sciupato dal dolore e ti chiedi come questo sia possibile.
Egoisticamente vorresti allontanare il momento del distacco definitivo, ma sai che comunque tenerlo qui a sofrire non ha senso.

E non puoi non domandarti, ogni giorno, sempre di piu'... com'e' possibile?

 

 
 
 

LA BAITA A 2000

Post n°514 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da nonsolop

Pomeriggio a 2000 metri.
Nevica come forse non ha ancora fatto, quest'anno, e -nonostante la tuta da sci- il freddo gelido penetra nelle ossa.
I temerari sono sulle piste con sci e snowboard, oppure trascinano un piccolo bob di plastica con dentro un bimbo infagottato.
Noi -altrettanto temerari ma piu' stupidi- fumiamo una sigaretta cercando, con scarso successo, di ripararci dalle intemperie.

Quindi ci dirigiamo nell'unico baretto della zona, in cerca di qualcosa di caldo per riprendere i sensi.

Ed entrare nel locale e' un po' come accedere ad un'era lontana: le pareti in legno, il camino acceso che regala un adorabile tepore e, dietro il bancone, una signora di mezza eta' con vestito tirolese e grosse guance rosse da donne del nord, ad indicare che -anche se oggi sembra impossibile- fino a pochi giorni fa il sole splendeva.

Un bimbo gioca con un trenino di legno, comprato nel negozio accanto che vende tutte quelle cose perfette per il luogo, ma che come rientri in citta' ti sembrano cosi' obsolete e ridicole.

Dalla stanza dietro il bancone, spunta un ragazzetto ad aiutare la madre: anche lui guance fiammanti ed una fastidiosa acne giovanile che gli copre il viso. Ed e' preciso e attento, si vede che e' cresciuto cosi' e che trova normale lavorare in un'eta' in cui in citta' si esce in scooter a bere con gli amici e si manda a quel paese la propria madre se solo non soddisfa in fretta le tue esigenze.

In questa atmosfera fuori dal tempo, assaporo lentamente il mio punch caldo e scopro nelle mie membra un particolare relax e nella mia testa un senso di perfezione... ma non credo sia solo effetto dell'alcol.

 

 

 
 
 

IL BUON PASTORE E L'AGNELLINO INGENUO

Post n°513 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da nonsolop

C'era una volta un gregge di pecore, il cui componente piu' giovane era un ingenuo agnellino.

A capo del gregge, il buon pastore, che consigliava sempre ad i suoi animali di non limitarsi a sfamarsi vicino all'ovile, ma di spingersi fino in cima alla collina, dove l'erba era piu' buona.

Alcune pecorelle seguirono il consiglio del buon pastore, ma si imbatterono nel lupo cattivo che viveva sulla collina e sembrava seriamente intenzionato a sbranare le poverette; quelle che riuscirono a fuggire abbastanza in fretta ed a tornare all'ovile, avvisarono prontamente le compagne del pericolo e ben presto il gregge si trovo' a pascolare mesto, vicino all'ovile, ed a tenere d'occhio la collina dove potevano spesso scorgere la sagoma del predatore.

Solo l'agnellino ingenuo, conoscendo la bonta' dell'erba sulla collina e sapendo quanto il pastore ci tenesse al che si nutrisse in modo adeguato, continuo' a spingersi nel pascolo verso la cima della collina, salvo poi scappare a gambe levate quando si trovava davanti il lupo.

Fu cosi' che decise di confidarsi con il pastore:
"O mio buon pastore - inizio' incerto l'agnellino - io vorrei andare a cibarmi sulla collina, come tu vuoi, ma li' c'e' il lupo cattivo ed io sono cosi' stanco di dover sempre piu' di frequente fuggire all'improvviso, a zampe levate, con il cuore in gola...
O mio buon pastore, puoi tu vigilare su di me, in modo che il lupo capisca che sono protetto e non mi deve toccare?"
Fu cosi' che il buon pastore confido' all'agnellino di aver ricevuto molte segnalazioni, da tutte le pecorelle, della presenza del lupo e di averne lui stesso scorto piu' volte la sagoma; quindi rincuoro' l'agnellino invitandolo a non preoccuparsi piu' di nulla ed a tornare a pascolare sereno. 

Il lupo furbo, pero', vedendo la malparata, l'indomani si reco' anch'egli dal pastore, avendo pero' cura di travestirsi da vecchia e saggia pecora.
Quando l'agnellino si reco' a salutare il pastore e vi trovo' il lupo, cosi' conciato, per un attimo quasi svenne dalla paura! Ma poi si ricordo' immediatamente di essere al sicuro, per la presenza del buon pastore.

E tale fu il suo stupore quando il lupo si rivolse all'uomo: "Mio buon pastore, tu mi vedi e puoi notare che sono innocua; le altre pecore hanno paura di me perche' ho questo lungo naso, che mi fa somigliare ad un lupo, ma tu che sei saggio, dimmi che capisci la mia bonta' ed il dolore che mi arreca l'essere ingiustamente isolata dal gregge per il mio infelice aspetto"

E fu cosi' che il pastore si rivolse all'agnello: "Giovane agnellino, come puoi tu credere che un essere cosi' mesto e mansueto possa farti del male? Non vedi che non si tratta di un lupo, ma di una saggia pecora, che tu stai maltrattando a causa dei tuoi pregiudizi e la tua superficialita'? Ti diro' di piu': lei ha molta piu' esperienza di te e per questo vorrei che diventaste amiche e le ho gia' chiesto di affiancarti e starti sempre vicino, in modo da proteggerti dai pericoli che potresti trovare qui fuori".

MORALE:
Per quanto saggio e buono possa apparire il tuo pastore, ricordati che il suo interesse e' sempre quello di festeggiare la Pasqua!

 

 
 
 
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