Community
 
nonsolop
Sito
Foto
   
 

P-arliamoci

P-erchè ci va... (blog a 4 mani, o 4 tette come suggerisce qualcuno!!)

Creato da nonsolop il 17/05/2006

Musica nella testa

Hello darkness, my old friend,
I've come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left its seeds while I was sleeping
And the vision that was planted in my brain,
Still remains
Within the sound of silence

(The Sound of Silence, Simon and Garfunkel)
 

 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 

Tag

 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

Ultime visite al Blog

rarefan4xx68lolatarantinopoeta.72mariomancino.mSara_GOLDsimonadespinaMr.Nice.GuySirStephen.61KastanianonsolopSorrisodatrattatomonella79_3casilli2010angy020psicologiaforense
 

Chi pu scrivere sul blog

Solo l'autore pu pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

 

Ghghghgh!

Post n°516 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da nonsolop

Il fatto che dopo tutto questo tempo io ricordi ancora login e password per accedere, fa onore al mio neurone!  

 
 
 

amici per sempre

Post n°515 pubblicato il 11 Febbraio 2010 da nonsolop

Questo post -me ne rendo conto- e' solo uno sfogo, un singulto, un rigurgito della difficolta' di essere ormai adulti.
E di vedere coetanei morire piu' o meno lentamente.

Non e' l'incidente, che ti tuffa in una profonda incomprensione del perche' ieri parlavi tranquillamente con l'amico ed oggi lui e' chiuso in una bara.

Bensi' e' una lenta comprensione del fatto che l'amico, giovane come te, pieno di vita come te, che immaginavi avesse un futuro davanti -come lo immagini per te- sta lottando con tutte le sue forze ma si sta spegnendo lo stesso, inesorabilmente.
Perche' a 30 anni sei forte: non hai piu' i timori e le debolezze dell'infanzia e non hai ancora il decadimento della vecchiaia: sei forte ed hai tutta la tua vita in pugno. 
Eppure la sua forza non basta.
Lui non lo sa, o finge di non saperlo, ma tu lo sai.
Non sai se manchera' un mese o una settimana, ma sai che e' una strada in discesa verso il baratro. Provi a pensare "E se...", ma ti accorgi che sono pie illusioni.

Pensi a tutto quello che hai fatto con lui e guardi quell'esserino ormai sciupato dal dolore e ti chiedi come questo sia possibile.
Egoisticamente vorresti allontanare il momento del distacco definitivo, ma sai che comunque tenerlo qui a sofrire non ha senso.

E non puoi non domandarti, ogni giorno, sempre di piu'... com'e' possibile?

 

 
 
 

LA BAITA A 2000

Post n°514 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da nonsolop

Pomeriggio a 2000 metri.
Nevica come forse non ha ancora fatto, quest'anno, e -nonostante la tuta da sci- il freddo gelido penetra nelle ossa.
I temerari sono sulle piste con sci e snowboard, oppure trascinano un piccolo bob di plastica con dentro un bimbo infagottato.
Noi -altrettanto temerari ma piu' stupidi- fumiamo una sigaretta cercando, con scarso successo, di ripararci dalle intemperie.

Quindi ci dirigiamo nell'unico baretto della zona, in cerca di qualcosa di caldo per riprendere i sensi.

Ed entrare nel locale e' un po' come accedere ad un'era lontana: le pareti in legno, il camino acceso che regala un adorabile tepore e, dietro il bancone, una signora di mezza eta' con vestito tirolese e grosse guance rosse da donne del nord, ad indicare che -anche se oggi sembra impossibile- fino a pochi giorni fa il sole splendeva.

Un bimbo gioca con un trenino di legno, comprato nel negozio accanto che vende tutte quelle cose perfette per il luogo, ma che come rientri in citta' ti sembrano cosi' obsolete e ridicole.

Dalla stanza dietro il bancone, spunta un ragazzetto ad aiutare la madre: anche lui guance fiammanti ed una fastidiosa acne giovanile che gli copre il viso. Ed e' preciso e attento, si vede che e' cresciuto cosi' e che trova normale lavorare in un'eta' in cui in citta' si esce in scooter a bere con gli amici e si manda a quel paese la propria madre se solo non soddisfa in fretta le tue esigenze.

In questa atmosfera fuori dal tempo, assaporo lentamente il mio punch caldo e scopro nelle mie membra un particolare relax e nella mia testa un senso di perfezione... ma non credo sia solo effetto dell'alcol.

 

 

 
 
 

IL BUON PASTORE E L'AGNELLINO INGENUO

Post n°513 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da nonsolop

C'era una volta un gregge di pecore, il cui componente piu' giovane era un ingenuo agnellino.

A capo del gregge, il buon pastore, che consigliava sempre ad i suoi animali di non limitarsi a sfamarsi vicino all'ovile, ma di spingersi fino in cima alla collina, dove l'erba era piu' buona.

Alcune pecorelle seguirono il consiglio del buon pastore, ma si imbatterono nel lupo cattivo che viveva sulla collina e sembrava seriamente intenzionato a sbranare le poverette; quelle che riuscirono a fuggire abbastanza in fretta ed a tornare all'ovile, avvisarono prontamente le compagne del pericolo e ben presto il gregge si trovo' a pascolare mesto, vicino all'ovile, ed a tenere d'occhio la collina dove potevano spesso scorgere la sagoma del predatore.

Solo l'agnellino ingenuo, conoscendo la bonta' dell'erba sulla collina e sapendo quanto il pastore ci tenesse al che si nutrisse in modo adeguato, continuo' a spingersi nel pascolo verso la cima della collina, salvo poi scappare a gambe levate quando si trovava davanti il lupo.

Fu cosi' che decise di confidarsi con il pastore:
"O mio buon pastore - inizio' incerto l'agnellino - io vorrei andare a cibarmi sulla collina, come tu vuoi, ma li' c'e' il lupo cattivo ed io sono cosi' stanco di dover sempre piu' di frequente fuggire all'improvviso, a zampe levate, con il cuore in gola...
O mio buon pastore, puoi tu vigilare su di me, in modo che il lupo capisca che sono protetto e non mi deve toccare?"
Fu cosi' che il buon pastore confido' all'agnellino di aver ricevuto molte segnalazioni, da tutte le pecorelle, della presenza del lupo e di averne lui stesso scorto piu' volte la sagoma; quindi rincuoro' l'agnellino invitandolo a non preoccuparsi piu' di nulla ed a tornare a pascolare sereno. 

Il lupo furbo, pero', vedendo la malparata, l'indomani si reco' anch'egli dal pastore, avendo pero' cura di travestirsi da vecchia e saggia pecora.
Quando l'agnellino si reco' a salutare il pastore e vi trovo' il lupo, cosi' conciato, per un attimo quasi svenne dalla paura! Ma poi si ricordo' immediatamente di essere al sicuro, per la presenza del buon pastore.

E tale fu il suo stupore quando il lupo si rivolse all'uomo: "Mio buon pastore, tu mi vedi e puoi notare che sono innocua; le altre pecore hanno paura di me perche' ho questo lungo naso, che mi fa somigliare ad un lupo, ma tu che sei saggio, dimmi che capisci la mia bonta' ed il dolore che mi arreca l'essere ingiustamente isolata dal gregge per il mio infelice aspetto"

E fu cosi' che il pastore si rivolse all'agnello: "Giovane agnellino, come puoi tu credere che un essere cosi' mesto e mansueto possa farti del male? Non vedi che non si tratta di un lupo, ma di una saggia pecora, che tu stai maltrattando a causa dei tuoi pregiudizi e la tua superficialita'? Ti diro' di piu': lei ha molta piu' esperienza di te e per questo vorrei che diventaste amiche e le ho gia' chiesto di affiancarti e starti sempre vicino, in modo da proteggerti dai pericoli che potresti trovare qui fuori".

MORALE:
Per quanto saggio e buono possa apparire il tuo pastore, ricordati che il suo interesse e' sempre quello di festeggiare la Pasqua!

 

 
 
 

PERCHE' LE PERSONE DEVONO SEMPRE DIMOSTRARE DI ESSERE MEGLIO DI TE?

Post n°512 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da nonsolop

Capita a tutti, purtroppo, lo so.
Sei li' tranquillo che ti fai la tua vita ed arriva la classica persona che vuole dimostrarti quanto e' migliore di te ed insegnarti a vivere.
Non glielo hai chiesto, non lo ritieni nemmeno un bipede di particolare spessore e per di piu' tu nella tua vita ci stai benissimo e non hai assolutamente bisogno di qualcuno che te ne illustri le regole.

Ma lui deve farlo.

Quando e' un'amica, che ti riempie di consigli non richiesti, che se hai mal di testa lei lo ha di piu' e sa anche come e' meglio curarlo, che ti parla del suo lavoro come se fosse il presidente della repubblica, chiudi il telefono con una scusa e torni noncurante a te stesso.

Il problema e' quando e' un collega e, sfiga vuole, categoricamente piu' in alto di te.
Li' iniziano le vere difficolta'.

Limiti i danni evitando di scendere sul personale.
Ma non e' sufficiente, c'e' sempre il lavoro.

E se fai una quisquilia che secondo i suoi tanto discutibili quanto ottusi canoni non e' perfetta, ti riprende con il fare di chi e' senza peccato e ti castiga come se avessi affondato l'azienda... e l'avessi anche fatto di proposito e con cattiveria!

Non importa se hai costruito grattacieli, risolto mille problemi di rilievo ed hai salvato il mondo: la quisquilia non e' come lui ritiene che debba essere, le regole le detta lui ed e' tuo DOVERE rispettare le regole.
E tu devi essere punito per non averle rispettate.

Se invece fai un vero capolavoro, in cui -per quanto si applichi- non riesce proprio a trovare nemmeno la quisquilia fuori posto, ti guarda con aria di sufficienza e trova il modo per dirti che lui sicuramente avrebbe fatto di meglio. E si prende il merito con i superiori.

E TU CHE FAI?

Resisti, accetti, mandi giu', provi a farglielo notare, sottolinei che se le persone non lo ascoltano e tutti lo trattano male forse non sono tutti cattivi, ma magari e' anche il suo atteggiamento a non essere costruttivo ed a risultare offensivo.
NO, NON E' COSI'! Ritto su se stesso, con sguardo fiero e petto in fuori, ribatte stizzito: "IO SONO IL COORDINATORE E QUINDI PER TE RAPPRESENTO L'AZIENDA".

E ALLORA, DOPO CENTO, MILLE VOLTE CHE INSISTI, QUANDO ORMAI TI RENDI CONTO CHE TI STAI ROVINANDO LA SALUTE, CHE FAI?

Vai dal vostro diretto superiore.
Lui che davvero ha il potere (e per questo hai sempre un certo timore reverenziale e poca confidenza), ma non te lo fa pesare.
Lui che e' sempre il primo ad arrivare in ufficio e l'ultimo ad andarsene, perche' si sta realmente occupando di salvare l'azienda, ma che -se hai bisogno- tra una riunione e l'altra trova un'ora per parlare con te, ti si siede accanto come farebbe un semplice amico e ti invita ad esporre il tuo punto di vista: senza interromperti, senza criticarti, solo ascoltandoti e cercando di capire.
Solo dopo, ti espone con calma il suo parere e le possibili soluzioni. E non se ne va finche' non ha trovato una soluzione che ti vada bene e senza rassicurarsi che tu sia di nuovo serena.

Ed e' li' che pensi che... per fortuna c'e' lui!
E che e' proprio vero che non serve fare i prepotenti per ottenere rispetto e collaborazione.

Torni per correttezza a rendere noto al capetto ottuso di aver parlato col vostro superiore e ne ottieni un: "Stai sputando sul piatto dove mangi! Con tutto quello che ho fatto per te..."

...ma tu ormai sei lontano anni luce dai suoi ricatti morali...

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 

ENTRAMBE LE NONSOLOP SONO:

Ultimi commenti

Archivio messaggi

 
 << Luglio 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 
 

Contatta l'autore

Nickname: nonsolop
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Et: 41
Prov: MI