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Skyline

Post n°846 pubblicato il 25 Agosto 2014 da alialiasmf
 
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L'orizzonte di Torino è caratterizzato da un lato dalla corona delle Alpi, spesso innevate, dall'altro dalla collina torinese con il Faro della Maddalena e la Basilica di Superga.
Al centro i palazzi barocchi e soprattutto la Mole Antoneliana, con i suoi 150 mt di altezza.
Intesa San Paolo e Regione Piemonte hanno deciso, qualche tempo fa, di costruire 2 grattacieli.
I torinesi, esperti architetti o comuni cittadini, si sono divisi: chi diceva che non si sarebbe dovuto mutare lo skyline della storica città, chi diceva che sarebbe stata un'iniezione di modernità.

Personalmente, a suo tempo, non ho preso posizione: o deciso di attendere e vedere.
Dal punto di vista dell'effettiva necessità, quindi funzionale, direi che San Paolo e Regione non avessero proprio bisogno di costruire nuovi palazzi, con tutto il patrimonio immobiliare che già gestiscono. Forse la Regione pensa bene di accorpare i suoi uffici in un grattacielo, sempre che poi riesca davvero a farlo.

Dal punto di vista estetico, ora che i palazzi ormai si vedono da fuori città, direi che si tratta di 2 (brutti) parallelepipedi. Bassini e tozzi.
Colpa dei geometri, diranno gli architetti?
 

 
 
 

Oltre al PIL ... la Deflazione!

Post n°845 pubblicato il 20 Agosto 2014 da alialiasmf
 
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Dopo il PIL che non cresce (e vorrei vedere in questa Europa di vecchi...), c'è il pericolo "deflazione"!
Ma c'è qualcuno che possa spiegarmi perché sarebbe migliore l'inflazione permanendo la crisi, il calo del lavoro, l'impoverimento, il blocco dei salari (per chi li prende ancora)?
Meno male che i prezzi calino!
Del resto:
  • la super concorrenza tra gli ipermercati sicuramente abbassa i costi dei beni di consumo;
  • la crescita 0 della popolazione fa sì che rimangano tantissimi immobili invenduti o sfitti;
  • solo il carburante non cala mai, ma perché è influenzato da dinamiche esogene e da tasse altissime.
Più che altro bisognerebbe ridistribuire meglio gli utili, ad esempio citerei la vendita di prodotti ortofrutticoli.
Chi li produce fa la fame, perché cerca di vendere a distanze elevate lasciando quindi il 90% degli utili ai distributori. Se ognuno comprasse nelle proprie zone, ci sarebbe meno inquinamento da trasporto, un maggior controllo sulla produzione (se tu coltivatore usi troppa chimica, schiavizzi il personale, lo vedo perché abito vicino a te) ed un maggior guadagno per l'agricoltore che potrebbe essere reinvestito nel miglioramento della produzione.
Quindi W la deflazione ed abbasso gli speculatori!

 
 
 

PIL (ma del CUL)

Post n°844 pubblicato il 15 Agosto 2014 da alialiasmf
 
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Rottamiamo il PIL: che senso ha misurarci con quel parametro, quando siamo tutti (noi europei) paesi in diminuzione demografica ed invecchiamento della popolazione, quindi sempre meno produttivi?

Il PIL è un indice obsoleto. A noi dovrebbe interessare la stabilità, già sarebbe un gran risultato.

Ci sono volute le frenate del PIL della Germania e della Francia per accorgercene?

 

 
 
 

Riformatorio

Post n°843 pubblicato il 10 Agosto 2014 da alialiasmf
 
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Molti si chiedono perché Renzi si accanisca così tanto sulle Riforme istituzionali/elettorali quando il paese non regge la competizione internazionale e rischia la recessione.
Anche l'altro giorno, dopo la notizia sulla stasi del PIL, il presidente del consiglio ha continuato a parlare di quelle riforme (ma anche di quelle sul lavoro ecc...).
Una risposta è arrivata da Mario Draghi: l'Italia sarebbe poco appetibile agli investitori internazionali, quelli con la "grana", perché è un paese dove qualunque cambiamento è molto lento e perlopiù osteggiato.
 
Premetto che personalmente la penso come Robert Kennedy, che già nel 18/3/1968 aveva descritto l'insensatezza del PIL per descrivere il vero benessere di una società.
Recentemente poi ho partecipato ad un corso di formazione dove il docente, esperto di piccole/medie impresa europee, diceva che un obiettivo di uno stato può essere tranquillamente quello di "non decrescere", invece che di crescere ad ogni costo. Basti pensare, del resto, che la popolazione occidentale è in calo e invecchia anno per anno: se anche non cresce il PIL... che importa?
 
D'altro canto, a prescindere dal PIL, un po' di riforme andrebbero fatte. Non tanto per gli ipotetici investitori di cui parla Draghi, ma per far funzionare meglio il paese e premiare i migliori/laboriosi/onesti/ecc...
Può fare un poco paura un cambiamento nelle regole elettorali che preveda soglie di sbarramento alte per i piccoli e soglie di premio basse per i grossi partiti, tanto più che contemporaneamente ci sarebbe la riduzione numerica e funzionale di una delle due camere (il senato). Ma si può lavorare ad un buon accordo, senza impiegarci 3 anni, e ontemporaneamente si può lavorare ad altre riforme (lavoro, giustizia, ecc...).
 
Purtroppo in Italia, nel grande e nel piccolo, c'è una tendenza a non volersi muovere.
Faccio un esempio banale: abito in un condominio abbastanza nuovo, ben costruito, apparentemente signorile. Ma faccio una fatica "bestia" a far accettare alcune innovazioni/manutenzioni. Per mettere una cassetta della pubblicità dal costo di 2,5 €. a famiglia ho dovuto subire sabotaggi vari. Far sostituire le etichette adesive, vecchie di anni, sporche, illeggibili dai videocitofoni sembra un'impresa impossibile, seppur sarebbe obbligatoria secondo regolamento condominiale.
E' un'ennesima metafora dell'Italia: non ha cura di sè (e le costerebbe poco), quindi è poco appetibile per un compratore, o nel caso dell'Italia, per un investitore!
 

 
 
 

Bagnai e l'Euro - riflessioni

Post n°842 pubblicato il 04 Agosto 2014 da alialiasmf
 
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Bella intervista l'altra sera a Mizar (RAI 2), trasmissione culturale relegata all'una di notte (ma meglio tardi che mai!).
Alberto Bagnai, economista, docente universitario, autore di libri, musicista, intellettuale, blogger, spiega con chiare parole perché l'Euro si è rivelato un fallimento.
Da sempre sono PRO euro e trovo demagocico Grillo quando vi si scaglia contro, così come trovo furbastro Salvini quando fa altrettanto.
Però ieri, dopo aver sentito i 20 minuti di intervista, ho dovuto riesaminare il mio pensiero.
 
La Svizzera
Bagnai afferma che un conto è l'Europa, altro è l'Euro, di cui non si sentiva bisogno. Cita come esempio il Regno Unito e la Svizzera, che sono da sempre nazioni europee, ma non sono entrate nella moneta comune. Dice inoltre che il nostro continente è un coacervo di lingue e culture molto differenti, di popoli che per millenni si sono fatti la guerra, quindi non è semplice mettere su un'Europa unita, figuriamoci una moneta unica, con tutti gli interessi sovrapposti che vi sono.
Non ha tutti i torti. Però bisogna ricordare che molti nuovi paesi hanno chiesto e stanno pian piano entrando nel sistema Euro: sono tutti dei poveri illusi o qualche vantaggio questa moneta lo dà? Inoltre Inghilterra e Svizzera si sono da sempre isolate, per cultura ma soprattutto per interessi (vedi paradisi fiscali) per cui forse non sono da prendere come buon esempio.
 
Un greco a Turku
Bagnai afferma che un negoziante di New York potrebbe spostarsi a Los Angeles e fare lo stesso lavoro, parlando la stessa lingua, trovando gente con la sua stessa cultura. Potrebbe fare altrettanto un droghiere greco che si sposta in Finlandia?
Ha ragione, ma io credo che sia solo una questione di tempo: già da decenni le popolazioni del sud si spostano al nord per trovare lavoro, prima solo manovalanza, ora molti ricercatori laureati... I greci impareranno l'inglese, i finlandesi lo parlano già!
 
Harakiri italiano
Bagnai insiste nel dire che l'euro in Italia l'hanno voluto Prodi, Monti, Padoa Schioppa. Elegantemente non li accusa di harakiri, ma ne illustra il pensiero: costoro dicevano che, a fronte della globalizzazione e della concorrenza straniera, l'Italia avrebbe dovuto irrobustirsi incrementando l'efficienza e la dimensione delle proprie imprese, finora troppo piccole ed insufficientemente tecnologizzate per poter reggere alla concorrenza orientale. Nel sistema euro, dopo un po' di sofferenza, l'Italia, la Grecia, la Spagna avrebbero dovuto migliorarsi.
Finora non è successo, anzi, tagliando, licenziando ecc. la popolazione ha perso potere di consumo ed il sistema si è avvitato su se stesso: se ho lo stipendio più basso compro meno di prima, è ovvio. E non è detto che "piccolo" non sia "bello", l'impresa famigliare italiana ha per decenni avuto gran successo competitivo. A livello di nazioni Bagnai cita l'Olanda e la Corea del Sud, che non sono proprio dei macigni. E comunque, dice, anche unendo tutta l'Europa la Cina sarà sempre molto più grande.
Su questo punto mi sento di dargli ragione, ma mi chiedo se rimanendo con la Lira non avremmo comunque perso competitività. L'importazione di massa dall'est è iniziata 20 anni fa. Gli effetti si sono visti solo dopo l'entrata dell'euro, ma vi sarebbero stati comunque. Nel frattempo Berlusconi diceva che non fosse il caso di preoccuparsi, i ristoranti erano comunque pieni... L'esempio della Corea del Sud, fa, inoltre, acqua. E' una nazione con cultura e popolazione completamente diverse dalle nostre. provate a chiedere ai nostri operai di lavorare come fanno là... Forse l'Europa dovrebbe comprendere anche la Russia, paese purtroppo ora in mano ad oligarchie poco illuminate, ma che culturalmente è molto europeo ed ha risorse immense. Sulla dimensione migliore per un'azienda non credo vi siano regole: vi sono aziende piccole che sono molto competitive sia perché capaci, sia perché sfruttano i lavoratori. Vi sono aziende grandi molto all'avanguardia sia perché ben organizzate sia perché sovvenzionate. Meglio non generalizzare.
 
Deutschland uber Alles
I tedeschi, secondo Bagnai, sono i principali destinatari dei (pochi) vantaggi dell'Euro. Esportano più facilmente, non devono investire perché ne hanno meno bisogno di noi. Scaricano le colpe sui PIGS, paesi inefficienti, salvano le banche straniere solo se queste sono debitrici verso quelle tedesche.
Tutto vero, concordo che un popolo super organizzato, ma dimostratori capace di sterminare mezza Europa per puri cinismo e cattiveria, non sia sempre da prendere come esempio. Ma ciò non toglie che i treni tedeschi, metro, bus siano puliti e puntuali, che molti italiani migrino in Germania perché c'è lavoro, poca burocrazia, perché là sono premiati i capaci e non i raccomandati e così via. Non ci piaceranno, ma fanno meglio di noi, anche nell'integrazione degli stranieri, da cui prendono il meglio. Guardate la loro nazionale di calcio... corrono ed a forza di correre, segnano; noi palleggiamo con gran autocompiacimento, ma rimaniamo a metà campo!

 
 
 

Rappresaglia di lontana memoria

Post n°841 pubblicato il 25 Luglio 2014 da alialiasmf
 
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Persino un "superfalco" come Sharon l'aveva, alla fine, capito.

Vero è che i razzi scagliati da Hamas non sono fuochi di artificio e che Israele debba difendersi, ma la sproporzione delle risposte ricordano le terribili rappresaglie naziste agli attentati del partigiani.

La popolazione palestinese, che cresce con ritmi ben più alti di quella israeliana, preme sempre più sulle frontiere. Di contro gli ebrei continuano nella dissennata costruzione di colonie bunker togliendo risorse naturali ai poveri arabi.

Sharon stesso, prima di morire, aveva convenuto che forse l'espansione israeliana avrebbe fatto meglio a fermarsi, se non a ritirarsi.

Lo scenario che potrebbe presentarsi nei prossimi anni è quello di un paese ultramoderno occidentale fatto di cittadine circondate da mura altissime circondate a loro volta da immense baraccopoli di poveri che premeranno come i barbari contro l'Impero Romano. Si sa come è andata a finire 1700 anni fa. Eppure i Romani avevano raggiunto una civiltà (ritornata poi solo ai tempi del Rinascimento) ed avevano adottato una politica di integrazione molto illuminata, che però neppure a loro bastò contro la pressione dei poveri.

E' bene che gli Israeliani se ne rendano conto, prima che sia troppo tardi.

 

 

        

 
 
 

Il giovane geometra

Post n°840 pubblicato il 22 Luglio 2014 da alialiasmf
 
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Pur non intendendomene, mi soffermo sempre a guardare l'architettura o più semplicemente l'aspetto esterno delle nuove costruzioni edilizie.
L'Italia, spinta dall'ottimismo berlusconiano, negli ultimi 20 anni ha costruito nuovi edifici dappertutto.
L'euro abbasso i tassi dei mutui, le banche finanziarono senza remore ed ora ci ritroviamo con un bel po' di case vuote ed invendibili.
Negli ultimi 10 ani, il paramano in mattoni è stato in parte o totalmente sostituito da intonaci molto colorati, belli da vedersi, ma che hanno cominciato a staccarsi dopo pochi anni. In alcuni casi sono ricomparse le piastrelle, ma seppure più resistenti degli intonaci, diventano subito sporche da smog e ... nessuno le lava!
Anni fa, in sostituzione di un mio collega (lui sì, architetto) fui mandato a partecipare ad una commissione d'esame per un corso professionale post diploma per geometri.
Tra le varie prove costoro dovevano cimentarsi nel progettare un edificio composto di appartamenti con alcuni vincoli di spazio e budget.
Tutti sostanzialmente progettarono un edificio di 5 piani (il massimo consentito) per lo più a parallelepipedo facendoci stare tutti gli appartamenti che riuscivano. Eccetto un ragazzo il quale fece una palazzina più originale, con meno appartamenti, più vivibile di cui illustrò le caratteristiche molto bene.
Però ... il professore del corso, che aveva certo più voce in capitolo di me, lo redarguì dicendo che avrebbe dovuto sfruttare tutta la volumetria disponibile. Per sua fortuna una sua ex insegnante, altro membro di commissione, riferì in sede di giudizio che il ragazzo, guarda caso, aveva preso 60 alla maturità...
L'Italia è il paese degli estremi, dai grandi architetti famosi in tutto il mondo, ai grandi palazzinari, famosi per altre ragioni...

 
 
 

Italia del Calcio ... e del resto

Post n°839 pubblicato il 30 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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L'Italia del Calcio è la rappresentazione dell'Italia del resto...

Una squadra potenzialmente forte (si è visto con l'Inghilterra) ma con una strategia di basso profilo (pareggiare), schierando tanti centrocampisti per fermare il gioco (altrui ma anche proprio) e sostituendo gli attaccanti sperando che gli avversari non segnino (cosa che poi puntualmente è avvenuta). Vecchi che dicono di dimettersi, poi ritirano (Pirlo). Giovani sboroni e così via. Sorpresa per la sconfitta.

L'Italia del "resto" sarebbe competitiva, ma non si innova (come le altre nazioni del centro nord Europa), vive sulle glorie passate (la manifattura di alta qualità e basso costo, ormai sommersa dalla concorrenza straniera), fa resistenza a dimettersi nei suoi uomini più consunti, palleggiatori di centrocampo che non vanno più avanti. Sorpresi di non essere più adeguati, ce la prendiamo con i cugini più furbi e previdenti di noi.

Pareggio sì, ma tra Italia del "calcio" e Italia del "resto".

 

 

 
 
 

Follia, male, morte

Post n°838 pubblicato il 27 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Non amo scrivere su fatti di cronaca, violenti come quelli che hanno occupato i telegiornali nelle ultime 2 settimane.

Ma per una volta infrango la regola e lascio 2 riflessioni sul caso di Motta Visconti.

Un uomo che uccide moglie e figli, se ne va al bar a vedere la partita di calcio, torna e denuncia l'eccidio sperando di farla franca, potrebbe far pensare ad un folle, soprattutto dopo la allucinante confessione e motivazione dichiarate.

Ma crederlo un pazzo è un tentativo inconscio di auto-tranquillizzarsi: solo uno "uscito dal senno" può fare una cosa simile. Ma forse non è così.

Il male esiste: senza scomodare il diavolo, una componente malevola, più o meno forte, ci può essere in ciascuno di noi. Può arrivare al sadismo, alla ferocia e così via. Hitler può esserne un esempio: era pazzo o soltanto cinicamente cattivo ad un livello inimmaginabile?

La cattiveria è semplicemente uno dei vari frutti dell'adattamento evolutivo animale, che qualche volta può essere usata anche dall'uomo (che in teoria sarebbe specie intelligente).

I questi casi mi chiedo, pur essendone da sempre contro, se non sarebbe giusto o cinicamente utile usare la pena di morte.

Un pazzo si può provar a recuperare, ma un "cattivo" a tal punto?

 
 
 

dovrei vivere...

Post n°837 pubblicato il 25 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Dovrei emigrare in un paese più civile.

Per carità, è vero che siamo governati da ciarlatani, ladri e furbastri, ma forse non ci meritiamo molto di più.

Sono stato qualche giorno in Liguria, striscia di terra bellissima, dove bellissimi paesini (laddove non deturpati da costruzioni esagerate) danno sul mare e sono coperti alle spalle da rigogliosissime verdi colline e montagne.

Però, quanta maleducazione... Ed il ceto di appartenenza o il portafogli non c'entrano nulla, poiché non si può certo dire che la Liguria sia frequentata da poveracci..., basta vedere i prezzi dei box in vendita.

Un esempio: famiglia sui 35, lui, lei, il baby, suv, parcheggio privato, appartamento in bella palazzina. Partono: lui sale sull'auto, lei posa un sacchettone colmo di monnezza (ovviamente non differenziata) sopra un cestino per le cartacce (dentro non vi entra).

Caricano il pupo e partono. I bidoni sono a 30 metri di distanza, ma troppa fatica per raggiungerli. 

Ce la prendiamo spesso con i tedeschi, ma purtroppo siamo indietro di 10 anni rispetto loro, sia dal lato tecnologico-lavorativo-sindacale-salariale ecc... che da quello del senso civico. Probabilmente le 2 cose vanno in parallelo.

Per non lamentarmi, ecco la mia proposta per spronare a fare la raccolta differenziata dei rifiuti:

plastica, vetro, lattine e carta (se abbastanza puliti) in un solo contenitore, esistendo dei sistemi che consentono la divisione dei 4 elementi senza troppo sforzo; bidoni in area condominiale visibile

organico a parte, raccolto con frequenza, bidone in area condominiale visibile

indifferenziato raccolto ogni 2 settimane e tenuto nascosto nell'area condominiale, in modo che non vi finisca dentro di tutto e che non convenga buttarvi residui organici, che puzzano!

Quindi 3 contenitori invece che 5, facili da usare anche per chi si scusa dicendo che non sa mai dove buttare la spazzatura.

Ma in Italia temo sia una guerra persa in partenza...

 

 
 
 

votazioni

Post n°836 pubblicato il 12 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Al di là di vincitori, vinti ecc..., evidenzierei l'astensione massiccia.

In pratica chi ha vinto conta, in un gruppo di 10 persone potenzialmente votanti, esclusi quindi minorenni, solo 2 persone a suo favore.

Figuriamoci chi ha perso...

Nei paesi "evoluti" l'affluenza è persino inferiore.

Non so che pensare: ma cito un caso di vita condominiale che può illustrare la mia opinione.

2 brave persone, coppia sui 35 - 40 anni, vivono la piano terra del mio condominio.

L'altro ieri il giardiniere, su mandato condominiale, pota le siepi, lasciandole all'altezza (o bassezza) della cancellata di metallo.

La signora della coppia scrive un cartello dove dice che è uno schifo, che non si tutela la privacy, e che se il verde non piace alla gente, che vada a vivere in città.

Non ha torto, si sa che qualcuno si fissa sulle siepi e sui giardini altrui. La regola condominiale dice che non devono superare di 30 cm la cancellata: il giardiniere sa che arriveranno a quell'altezza in un mese (o meno) per cui taglia, giustamente, a raso.

All'ultima riunione condominiale (una sola all'anno) la coppia non c'era, mentre vi era chi si è lamentato delle siepi troppo alte. Combinazione c'era la Juve che giocava la semifinale, per cui molti non sono venuti (e questo la dice lunga sull'intelligenza media dei nostri concittadini).

Chi è assente, ha sempre torto, anche quando ha ragione!

Molti si lamentano di chi governa, di chi ci ha governato, di chi ci governerà, ma partecipano poco alla vita sociale. Chi lavora in un'azienda sa che se non contribuisce a far del suo meglio, questa potrà fallire, e la colpa non sarà sempre e solo del management.

Tante volte penso che i pessimi esempi della classe politica italiana siano perfetto specchio della popolazione...

 

 

 
 
 

Invalsi

Post n°835 pubblicato il 16 Maggio 2014 da alialiasmf
 
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Sta per
Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
e se ne sente parlare relativamente alle sue prove, che dovrebbero valutare il livello degli allievi di una scuola, in lingua e matematica.
 
Ne vengono svolte diverse nel corso della scuola primaria e secondaria, ma il vero impatto arriva in terza media, con l'esame di fine anno.
Gli insegnanti ne parlano male, come spesso fanno, purtroppo, con tutto ciò che gli porta degli oneri aggiuntivi. (Del resto succede i tutte le professioni, perché non dovrebbe capitare nella loro?).
Sono difficili, soprattutto richiedono dei ragionamenti logici che spesso i ragazzi non sanno ancora fare. Ma di fatto chiedono solo l'applicazione delle regole teoriche imparate nell'anno (almeno quelle di matematica).
Come tutti i test, applicandosi una decina di volte, diventano affrontabili, anzi, in qualche caso persino divertenti o almeno molto più dei banali esercizio di un libro di testo. Esperienza personale e di mia figlia che ha 14 anni.
Però, guai a sostenerne l'utilità... si passa per amici della Gelmini.
La mia impressione è che spesso chi le critiche non abbia neppure provato a svolgerne una per intero.
O ... che abbia provato e non si stato in grado di rispondere bene a tutto (a pensare male si fa peccato, ma ...)

 
 
 

L'Europa degli altri

Post n°834 pubblicato il 25 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Ma davvero qualcuno crede che Olandesi, Tedeschi, Danesi ecc... abbiano voluto l'Unione Europea per poter venire in vacanza in Italia, Spagna, Grecia senza far vedere i documenti alle frontiere?

Che vantaggi avrebbero avuto costoro a mettersi con paesi più poveri, meno strutturati, più corrotti, meno affidabili dei loro?

Lasciando un attimo da parte gli aspetti socio-politici, essi speravano di fare gruppo, mettere insieme competenze di ogni tipo, distribuire meglio il lavoro, abbassarne il costo ed incrementare la produttività. 

Tutto ciò è in parte avvenuto nella fase espansionistica dell'economia, ma oggi, che le cose vanno male, ognuno, inevitabilmente, pensa al proprio orticello.

I nostri governi berlusconiani ridevano e spendevano all'insegna dell'ottimismo del capo.

I nostri imprenditori si comperavano barche invece di reinvestire in tecnologia avanzata.

Chiaramente oggi i partner europei non hanno più grandi interessi a restare con noi, per cui sono rigidi nel richiedere di rimanere dentro parametri economici per noi impossibili.

Ma leghisti e 5 stelle non si rendono conto che i primi a voler togliervi dall'euro saranno proprio i nostri partner? Basta osservare come si muovono i loro elettori, verso liste autonomiste: separarsi converrà più a loro che a noi.

E qualcuno mi saprebbe spiegare che vantaggi avremmo dopo che con il ritorno della lira una casa che vale 100K euri varrebbe 100M lire? Si potrà obiettare che costerà la metà comprarne una nuova (a patto che le materie prime, macchine ecc.. si trovino tutte in Italia, perché se si importano si pagheranno in euro o in dollari).

Anche le automobili, ormai straniere o italiane costruite all'estero, costeranno sempre uguali, e non ci basteranno le lire per comprarle.

 

Soprattutto i debiti contratti negli ultimi 13 anni con emissioni di titoli di stato, saranno da restituire in euro, non certo in deboli lirette.

 
 
 

80

Post n°833 pubblicato il 19 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Prima 40, poi 51, ma alla fine pare siano 80, gli euri per i bisognosi.

Per quanto ritenga il movimento leghista un coacervo di cafoni ignoranti che finora hanno solo fatto del male alle regioni del nord, questa volta temo che Salvini abbia ragione:

se li riprenderanno in fretta tramite incrementi delle varie tassucole che già paghiamo.

Sicuramente, per quanto sia d'accordo nel farlo, i soldi infatti non arriveranno certo dai tagli degli stipendioni, che sono una minima parte.

Attendiamo provvedimenti meno populistici e più strutturali.

Ma forse ha ragione Grillo, siamo in fase pre elettorale...

 

 

 
 
 

Scelta difficile

Post n°832 pubblicato il 17 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Per la prima volta, nella mia vita di elettore, ho veramente difficoltà nel recarmi alle urne.

Turandomi il naso, ma optando sempre per contribuire a scegliere e non a fare scegliere gli altri per me, ho sempre votato qualcuno, magari apparentemente meno paggio di altri. Magari poi pentendomi.

Ma questa volta è proprio dura.

Curzio Maltese, editorialista, ha ben descritto la parabola dei partiti negli ultimi 20 anni.

Con Berlusconi, nel '94, è nato il partito padronale, incentrato nel culto della personalità del leader. Ma soprattutto dal potere assolutistico di questi, padre e padrone (economico) del movimento.

Negli ultimi anni, dopo lunga e lenta gestazione, è nato il movimento di Grillo, nuovamente di sua proprietà (anche economica), non molto democratico o almeno con regole che non sono proprio sempre tali.

Gli altri partiti storici (socialista, repubblicano ecc... ) si sono dissolti o sono stati assorbiti nei più grandi.

L'unico a resistere, con numeri importanti, è (stato) il PD.

Ma ora, con Renzi, sembra che pure i democratici si pieghino al potere assolutistico del giovane leader, che fa un po' quel che vuole.

Detto questo però non bisogna dimenticare alcune differenze oggettive tra i 3.

Il primo è un nonno, attivissimo, ma sempre piuttosto anziano; il secondo pure, un po' meno vecchio, ma non certo un giovane, il terzo è sulla linea dei leader giovani europei e americano.

I primi 2 si sono comperati partito e nel primo caso anche gli elettori. Renzi è stato eletto come leader PD da elezioni primarie (io ho votato prima Bersani, poi Civati, ma la massa ha scelto lui, ne va dato atto).

Il primo ha avuto tempo per governare e lasciare l'Italia in uno stato pietoso. Il secondo critica a prescindere e propone, ma non sembra dell'idea di governare, pur sapendo che la maggioranza assoluta non l'avrà mai; il terzo è pure un gran criticone, ma ora sta lavorando, (forse male), quindi sospenderei il giudizio.

Certo Renzi non è stato eletto dalla popolazione, ma non credo che un'elezione in questo momento disegnerebbe un quadro tanto diverso dai 3 blocchetti (pd, pdl, 5*) più frattaglie: ce lo ritroveremmo a capo di una coalizione prima impensabile ed avremmo perso altro tempo. Nel bene o nel male che farà, prima lo farà meglio sarà, se mal farà, se ne andrà!

 
 
 

Ingratitudine

Post n°831 pubblicato il 08 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Se il Piemonte si staccasse dall'Italia per confluire nella francese Savoia o Provenza o nello svizzero Vallese, sicuramente ne avrebbe grandi benefici economici.
Ma le cose non sono mai troppo semplici: nei secoli i piemontesi sono quasi sempre stati in guerra con i francesi e gli svizzeri sono culturalmente piuttosto diversi..

Sempre i miei corregionali (che per fortuna non parlano di secessione) negli scorsi 2 secoli, prima da soli, poi con il resto degli italiani, hanno liberato il Veneto dalla dominazione asburgica e non mi sembra contro la volontà della popolazione che sebbene "efficientata" dai crucchi, non godeva di grandi libertà.

Dopo la seconda guerra mondiale molti veneti sono poi migrati in Piemonte, sfuggendo alla miseria, per lavorare nelle fabbriche. Poi gradualmente si sono arricchiti, anche perché, va detto, sono gente laboriosa ed organizzata che ha colto i frutti dopo aver seminato bene.

Ora, siccome c'è crisi, vorrebbero staccarsi dall'Italia: bella gratitudine!

Si dirà che il "tanko" rappresenta la solita iniziativa roboante, grottesca, senza sostanza, dei leghisti.

Invero pare che il secessionismo non vada sottodimensionato, che grande parte della popolazione sia d'accordo.
Ma, di grazia, siamo sicuri che gli austriaci si riprenderebbero il Veneto, pieno di fabbrichette che chiudono, che nel boom berlusconiano leghista non si sono evolute tecnologicamente, che hanno preferito esternalizzare la manodopera per far calare i costi?
Che hanno venduto pezzi sani a multinazionali che ora chiudono gli stabilimenti italiani????

Non si rendono conto, i veneti, che ritornerebbero i "meridionali" delle genti tedesche?

 
 
 

Roby Folk

Post n°830 pubblicato il 05 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Roby Folk

Un po' incredulo, apro Facebook (che frequento raramente) e cerco la pagina della nostra Dejavu Ensemble.

Non trovo più nulla. Ci sta, c'eravamo sciolti, Roby l'avrà cancellata.

Allora cerco lui, Roby Folk, avrà una sua pagina, dico.

Niente. Nessuna traccia.

Ha eliminato tutto, non ha voluto lasciarci alcunché.

Si è tolto la vita, ormai la scorsa settimana, in un modo tristissimo, poco plateale, estremamente solitario.

Avevamo litigato, per ragioni non futili. Ritengo ancora oggi di avere avuto ragione.

Mi era rimasto un brutto ricordo di lui, quello di una persona presuntuosa, un po' falsa e furbetta, manipolatrice.

Mi aveva trattato come un traditore dei suoi ideali e mandato via dal gruppo. Gli altri ne sono usciti il mese dopo...

Non mi ero reso conto però del malessere nascosto dietro tanta aggressività improvvisa ed insensata.

Forse ho contribuito a mandare in frantumi i suoi sogni. Ma sogni erano, purtroppo, nulla più.

Il musicista difficilmente campa con l'arte, non è più tempo. Una volta chi si diplomava poteva viverci bene, magari anche troppo.

Soldi per la cultura ormai non ce ne sono più.

Ad maiora, mi aveva risposto Roby, con un po' di ironia.

Questa grandezza purtroppo non l'ha trovata.

Resta il rimpianto di non aver intuito il malessere che covava dentro di lui.

 

 
 
 

Ora... basta!

Post n°829 pubblicato il 01 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Mi riferisco a ... quella legale!

Ne scrivo tutti gli anni, sono monotono, lo ammetto, ma ogni volta che ci penso, m'incupisco!

Pare che i primi giorni dopo il ritorno all'ora legale ci sia un incremento di infarti, mentre c'è un calo statistico dopo il ritorno di quella solare.

Non sarà scientificamente provato che i fenomeni siano collegati, ma è evidente che dopo il 4° we di marzo la produttività lavorativa diminuisca ed aumentino le assenze sul lavoro.

Si dirà che il tutto viene ripagato dal risparmio energetico risultante. Ma ... di quale risparmio stiamo parlando? Dell'illuminazione pubblica, quando l'accensione/spegnimento delle luci è ormai regolato dappertutto con sensori? Dell'illuminazione sul posto di lavoro, dove semmai si devono accendere le luci un'ora in più al mattino perché è ancora troppo buio?

Molti comunque adorano l'ora legale, perché alla sera, quando escono dal lavoro, è ancora chiaro... peccato che lo è anche con quella solare! Mentre al mattino è buio e bisogna vestirsi di più: freddo all'uscita di casa, sudore all'uscita dal lavoro, bell'accoppiata!

Ma che bello stare svegli a bighellonare fino a tarda ora, perché le giornate sono più lunghe, peccato che al mattino la sveglia suoni un'ora prima e forse, in questo periodo, conviene essere attenti ed attivi sul lavoro, no?

Per non creare scompensi, qualcuno suggerisce poi di lasciare sempre ... l'ora legale, che delle 2 è quella che piace più.
Ma razionalmente che senso ha fingere che siano le 21 se invece sono le 20? Cambiamo allora piuttosto tutti gli orari, scuola, lavoro, negozi ecc... anticipando tutto di un'ora. E lasciamo in pace l'ora solare, quella vera!

 
 
 

Dalla Provincia nella brace?

Post n°828 pubblicato il 28 Marzo 2014 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

Il primo passo per l'abolizione delle Province è stato mosso.

Astraiamoci dalla demagogia ed analizziamone con razionalità le possibili conseguenze.

Per farlo citerei l'esempio della Provincia di Torino.

La legge Bassanini del 1997 promosse il federalismo amministrativo ed il passaggio di un bel po' di competenze dalle Regioni alle Province.

Le cose però non andarono come avrebbero dovuto: insieme alle competenze sarebbe dovuto passare anche un bel po' di personale, ma quasi nessuno volle spostarsi da un ente maggiore ad uno minore.

Gli amministratori non vollero certo mettersi contro i sindacati ed il proprio personale, quindi le province dovettero prendersi personale ex novo oppure promettere posti di responsabilità (e soldi) ai pochi e motivati transfughi regionali.

Quindi ad oggi il personale delle province è spesso più giovane, motivato, competente di quelle delle corrispondenti regioni.

La Provincia di Torino, per esempio, è abbastanza ben gestita, non ha deficit, a differenza della Regione Piemonte e del Comune di Torino. Sicuramente una grande Città è difficile da amministrare bene, ma la Regione non è propriamente povera.

L'Area metropolitana, che prenderà il posto della Provincia, da chi sarà gestita?

 

Insomma, non è che forse si sarebbero dovute abolire le ... Regioni??????

 
 
 

Crime in Crimea

Post n°827 pubblicato il 25 Marzo 2014 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

Crime in Crimea
 
Non si può privare una nazione di una sua regione, usando la forza o la minaccia. E' un atto di guerra. Crea dei precedenti pericolosissimi.
Ma di fatto la situazione in Crimea non è esattamente così: a me sembra più simile all'annessione nazista dell'Austria, nel 1938 (Anschluss). Una mossa violenta preceduta da un decennio di pressioni malevole tedesche.
Però gli austriaci la ratificarono con un referendum: 99% dei voti a favore. Difficile pensare a brogli...
Il problema è che Hitler non si fermò là.
L'Ucraina è da sempre debole e popolata in parte da Russi, che piaccia o meno. Senza il gas di Putin, si ferma. E se lo fa la sua gente migrerà sia da noi che in Russia, a seconda dell'etnia.
 
Putin non è il Fuhrer (così come il Berluska non è certo Mussolini, per fortuna).
Ma può essere pericoloso. E' poco noto, ma da tempo Russi e Cinesi (che stanno sempre zitti pensando ai loro interessi economici) studiano una valuta comune alternativa ad euro e dollaro, asiatica/orientale. La forza economica e le risorse naturali per farlo, ce l'hanno.
 
Che cosa può fare l'Europa? Poco... forse nulla.
Alcune nazioni sono forti economicamente e tecnologicamente: queste sono le vere armi per combattere contro il colosso russo-cinese.
Però sono troppo "piccine".
Gli USA non hanno più grandi interessi, hanno i loro problemi, che pretendiamo che facciano?
Piuttosto l'Europa deve mirare ad altri 5 potenziali alleati, tutti più esili dei russo-cinesi, ma se messi insieme...
 
  • Brasile: culturalmente vicino all'Europa Mediterranea, ricco di risorse, dimensionalmente notevole.
  • India: da sempre rivale della Cina, anglofona, democratica, popolatissima, tecnologicamente avanzata.
  • Nord Africa, Medio Oriente: se non altro per il petrolio.
  • Australia: in costante crescita economica, e culturalmente molto vicina all'Europa centro nordica/anglosassone.
  • Estremo Oriente (Giappone, Indonesia, Malesia, Corea ecc...): paesi da sempre nemici della Cina.
Niente guerre, per carità, ma un po' di strategia bisognerà farla.

 
 
 
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Un blog di: alialiasmf
Data di creazione: 03/05/2007
 

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REGOLA DELLE 10 P

Parole

Poco

Pensate

Portano

Pena

Perciò

Prima

Pensate

Poi

Parlate

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 3

Smetto quando voglio - No

(verosimile, purtroppo, farsa/tragedia, moto divertente ma realizzata per multisala)

The Lunchbox - Sì 

(una zia che non si vede mai, un giovane dalle belle speranze e la tristezza dei protagonisti in un'India regno del caos ma certificata IMQ)

Nebraska - Sì

(l'altra america, dei veri americani, in tutta la sua bellezza e bruttezza)

 

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 2

 

Moliere in bicicletta - Sì

(per gli amanti della recitazione; francese, mai sopra le righe, delicato, intelligente, ironico, non troppo scontato)

 

Still life - Sì

(credere in qualcosa contro il cinismo dilagante, una triste fiaba)

 

Philomena - No

(simpatico, storia serissima, ma trattato come film natalizio)

 

La grande bellezza - No

(perfetto quadretto di una certa società decadente, ma una società marginale fuori tempo rispetto ai nostri problemi, quadretto perfetto, ma pieno di morboso istrionismo protagonistico)

 

La mafia uccide solo d'estate - Sì  

(grandissima la narrazione dell'infanzia, poi scade un po' nel troisiano)

 

Now you see me - No

(tanto casino, si capisce (qualcosa) solo alla fine, ma proprio inverosimile)

 

La gabbia dorata -

(la selezione naturale nel nostro tempo)

 

Zoran, mio nipote è scemo - Sì

(cinismo & depressione, ma che ridere)

 

La prima neve - Sì

(tristezza tra paesaggi di pace)

 

Gloria - No

(una storia possibile ed umana, ma alle volte sembra sponsorizzata da chi fa il Viagra)

 

Vado a scuola - Sì

(non saranno tutti così, ma questi sono meravigliosi)

 

Per altri occhi -

(vedere per capire chi non vede)

 

Via Castellara Bandiera - No

(verismo Verghiano, ma la storia è inverosimile)

 

Sacro GRA - Sì

(non è un film, ma è realisticamente triste e simpatico)

 

La religiosa - No

(suore cattive e preti bravi, luoghi comuni?)

 

La migliore offerta - Sì

(vicenda letteralmente incredibile, ma fortemente simbolica)

 

Holy motors - No

(originalissimo, surreale, ironico, visionario ma ... che voleva dire?)

 

Una lady a Parigi - No

(idea discreta, qualche spunto originale, ma film lento, un po' scontato, inconcludente: solo uno spottone a Parigi)

 

Miele -

(tema di forte impatto emotivo, trattato con cura e umanità, senza banalizzazioni cinematografiche)

 

Viaggio a Lisbona - No

(bell'ambiente, bella storia però un po' troppo idealista, romanzesca, più o meno verosimile)

 

Come un tuono - Sì

(apparentemente un'americanata, invero nasconde una storia cruda, dura, tragica ma realistica; prima metà impeccabile, la seconda scade un po' nello scontato)

 

Come pietra paziente -

(crudo, realistico, ben recitato, originale. L'unico dubbio è: può un uomo raccontare una storia di donne?)

 

I Croods - No

(inizio scoppiettante, originale, spassoso, poi gradualmente cade nello scontato e patetico)

 

Il distacco - Sì

(intenso, sentito, ben interpretato, forse solo un po' troppo enfatico all'americana, ma solo in alcuni passaggi)

 

Anna Karenina - No

(originale sceneggiatura, scenografia, idee geniali che però dopo un po' si perdono nella storia che soffre un po' per essere raccontata molto all'americana e poco alla russa)

 

Viva la libertà - No

(né carne, né pesce, un mix di fantasia, episodi improbabili, cliché: se vuole essere serio, è assurdo, se vuole fare ridere, fa a mala pena sorridere)

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 1

La parte degli angeli - No
(divertente ma un po' buonista in maniera scontata)
Amour -
(profondo, realistico senza freddezza
La sposa promessa - Sì
(minimalista, umile, decoroso, interiore)
Un'estate da giganti - Sì
(molto originale, divertente, un po' pazzo e triste)
E' stato il figlio -
(attori eccezionali, in una Sicilia dura ed ironica)
Monsieur Lazhar -
(una storia verosimile, trattata con estrema delicatezza, senza sconti e senza esagerazioni)
Il dittatore - No
(fa sicuramente ridere, anche tanto, demenziale ma non certo un capolavoro)

Marygold Hotel - No
(patetico, per vecchi nostalgici, in certi punti ridicolo)

E ora parliamo di Kevin -
(molto verosimile, ben inquadrati i personaggi, una storia terribile)

Cena tra amici - Sì
(eccezion fatta per alcuni colpi di scena eccessivi, un film ben godibile)

E ora dove andiamo? -
(comico grottesco molto divertente)
 
Midnight in Paris - no
(noiosissimo, non perché è Woody può sperare che tutto quel che tocchi si trasformi in oro)
 
Shame - no
(freddo, descrive una realtà, ma calca troppo la mano)
 
Miracolo a Le Havre - sì
(miracolo! ma ben narrato)
 
Melon Route - sì
(molto crudo)
 
Ruggine - sì
(tristezza e speranza)
 
Carnage - sì
(purtroppo anche l'intelligenza genera mostri)
 
The tree of life - no
(boh)

La donna che canta - Sì
(crudissimo, forse al limite del verosimile)

Hai paura del buio - Sì
(un parallelo efficace)







 

MUSICA DIVINA

F. Mendelsshon: Ottetto per archi op. 20

P. I. Chaikovsky: Sestetto per archi op. 70 (Souvenir de Florence)

F. Liszt: Sonata per piano s 178

R. Schumann: Quintetto per archi con piano op. 44

F. Chopin: Ballata per piano Op. 23 n. 1