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Il giovane geometra

Post n°840 pubblicato il 22 Luglio 2014 da alialiasmf
 
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Pur non intendendomene, mi soffermo sempre a guardare l'architettura o più semplicemente l'aspetto esterno delle nuove costruzioni edilizie.
L'Italia, spinta dall'ottimismo berlusconiano, negli ultimi 20 anni ha costruito nuovi edifici dappertutto.
L'euro abbasso i tassi dei mutui, le banche finanziarono senza remore ed ora ci ritroviamo con un bel po' di case vuote ed invendibili.
Negli ultimi 10 ani, il paramano in mattoni è stato in parte o totalmente sostituito da intonaci molto colorati, belli da vedersi, ma che hanno cominciato a staccarsi dopo pochi anni. In alcuni casi sono ricomparse le piastrelle, ma seppure più resistenti degli intonaci, diventano subito sporche da smog e ... nessuno le lava!
Anni fa, in sostituzione di un mio collega (lui sì, architetto) fui mandato a partecipare ad una commissione d'esame per un corso professionale post diploma per geometri.
Tra le varie prove costoro dovevano cimentarsi nel progettare un edificio composto di appartamenti con alcuni vincoli di spazio e budget.
Tutti sostanzialmente progettarono un edificio di 5 piani (il massimo consentito) per lo più a parallelepipedo facendoci stare tutti gli appartamenti che riuscivano. Eccetto un ragazzo il quale fece una palazzina più originale, con meno appartamenti, più vivibile di cui illustrò le caratteristiche molto bene.
Però ... il professore del corso, che aveva certo più voce in capitolo di me, lo redarguì dicendo che avrebbe dovuto sfruttare tutta la volumetria disponibile. Per sua fortuna una sua ex insegnante, altro membro di commissione, riferì in sede di giudizio che il ragazzo, guarda caso, aveva preso 60 alla maturità...
L'Italia è il paese degli estremi, dai grandi architetti famosi in tutto il mondo, ai grandi palazzinari, famosi per altre ragioni...

 
 
 

Italia del Calcio ... e del resto

Post n°839 pubblicato il 30 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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L'Italia del Calcio è la rappresentazione dell'Italia del resto...

Una squadra potenzialmente forte (si è visto con l'Inghilterra) ma con una strategia di basso profilo (pareggiare), schierando tanti centrocampisti per fermare il gioco (altrui ma anche proprio) e sostituendo gli attaccanti sperando che gli avversari non segnino (cosa che poi puntualmente è avvenuta). Vecchi che dicono di dimettersi, poi ritirano (Pirlo). Giovani sboroni e così via. Sorpresa per la sconfitta.

L'Italia del "resto" sarebbe competitiva, ma non si innova (come le altre nazioni del centro nord Europa), vive sulle glorie passate (la manifattura di alta qualità e basso costo, ormai sommersa dalla concorrenza straniera), fa resistenza a dimettersi nei suoi uomini più consunti, palleggiatori di centrocampo che non vanno più avanti. Sorpresi di non essere più adeguati, ce la prendiamo con i cugini più furbi e previdenti di noi.

Pareggio sì, ma tra Italia del "calcio" e Italia del "resto".

 

 

 
 
 

Follia, male, morte

Post n°838 pubblicato il 27 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Non amo scrivere su fatti di cronaca, violenti come quelli che hanno occupato i telegiornali nelle ultime 2 settimane.

Ma per una volta infrango la regola e lascio 2 riflessioni sul caso di Motta Visconti.

Un uomo che uccide moglie e figli, se ne va al bar a vedere la partita di calcio, torna e denuncia l'eccidio sperando di farla franca, potrebbe far pensare ad un folle, soprattutto dopo la allucinante confessione e motivazione dichiarate.

Ma crederlo un pazzo è un tentativo inconscio di auto-tranquillizzarsi: solo uno "uscito dal senno" può fare una cosa simile. Ma forse non è così.

Il male esiste: senza scomodare il diavolo, una componente malevola, più o meno forte, ci può essere in ciascuno di noi. Può arrivare al sadismo, alla ferocia e così via. Hitler può esserne un esempio: era pazzo o soltanto cinicamente cattivo ad un livello inimmaginabile?

La cattiveria è semplicemente uno dei vari frutti dell'adattamento evolutivo animale, che qualche volta può essere usata anche dall'uomo (che in teoria sarebbe specie intelligente).

I questi casi mi chiedo, pur essendone da sempre contro, se non sarebbe giusto o cinicamente utile usare la pena di morte.

Un pazzo si può provar a recuperare, ma un "cattivo" a tal punto?

 
 
 

dovrei vivere...

Post n°837 pubblicato il 25 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Dovrei emigrare in un paese più civile.

Per carità, è vero che siamo governati da ciarlatani, ladri e furbastri, ma forse non ci meritiamo molto di più.

Sono stato qualche giorno in Liguria, striscia di terra bellissima, dove bellissimi paesini (laddove non deturpati da costruzioni esagerate) danno sul mare e sono coperti alle spalle da rigogliosissime verdi colline e montagne.

Però, quanta maleducazione... Ed il ceto di appartenenza o il portafogli non c'entrano nulla, poiché non si può certo dire che la Liguria sia frequentata da poveracci..., basta vedere i prezzi dei box in vendita.

Un esempio: famiglia sui 35, lui, lei, il baby, suv, parcheggio privato, appartamento in bella palazzina. Partono: lui sale sull'auto, lei posa un sacchettone colmo di monnezza (ovviamente non differenziata) sopra un cestino per le cartacce (dentro non vi entra).

Caricano il pupo e partono. I bidoni sono a 30 metri di distanza, ma troppa fatica per raggiungerli. 

Ce la prendiamo spesso con i tedeschi, ma purtroppo siamo indietro di 10 anni rispetto loro, sia dal lato tecnologico-lavorativo-sindacale-salariale ecc... che da quello del senso civico. Probabilmente le 2 cose vanno in parallelo.

Per non lamentarmi, ecco la mia proposta per spronare a fare la raccolta differenziata dei rifiuti:

plastica, vetro, lattine e carta (se abbastanza puliti) in un solo contenitore, esistendo dei sistemi che consentono la divisione dei 4 elementi senza troppo sforzo; bidoni in area condominiale visibile

organico a parte, raccolto con frequenza, bidone in area condominiale visibile

indifferenziato raccolto ogni 2 settimane e tenuto nascosto nell'area condominiale, in modo che non vi finisca dentro di tutto e che non convenga buttarvi residui organici, che puzzano!

Quindi 3 contenitori invece che 5, facili da usare anche per chi si scusa dicendo che non sa mai dove buttare la spazzatura.

Ma in Italia temo sia una guerra persa in partenza...

 

 
 
 

votazioni

Post n°836 pubblicato il 12 Giugno 2014 da alialiasmf
 
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Al di là di vincitori, vinti ecc..., evidenzierei l'astensione massiccia.

In pratica chi ha vinto conta, in un gruppo di 10 persone potenzialmente votanti, esclusi quindi minorenni, solo 2 persone a suo favore.

Figuriamoci chi ha perso...

Nei paesi "evoluti" l'affluenza è persino inferiore.

Non so che pensare: ma cito un caso di vita condominiale che può illustrare la mia opinione.

2 brave persone, coppia sui 35 - 40 anni, vivono la piano terra del mio condominio.

L'altro ieri il giardiniere, su mandato condominiale, pota le siepi, lasciandole all'altezza (o bassezza) della cancellata di metallo.

La signora della coppia scrive un cartello dove dice che è uno schifo, che non si tutela la privacy, e che se il verde non piace alla gente, che vada a vivere in città.

Non ha torto, si sa che qualcuno si fissa sulle siepi e sui giardini altrui. La regola condominiale dice che non devono superare di 30 cm la cancellata: il giardiniere sa che arriveranno a quell'altezza in un mese (o meno) per cui taglia, giustamente, a raso.

All'ultima riunione condominiale (una sola all'anno) la coppia non c'era, mentre vi era chi si è lamentato delle siepi troppo alte. Combinazione c'era la Juve che giocava la semifinale, per cui molti non sono venuti (e questo la dice lunga sull'intelligenza media dei nostri concittadini).

Chi è assente, ha sempre torto, anche quando ha ragione!

Molti si lamentano di chi governa, di chi ci ha governato, di chi ci governerà, ma partecipano poco alla vita sociale. Chi lavora in un'azienda sa che se non contribuisce a far del suo meglio, questa potrà fallire, e la colpa non sarà sempre e solo del management.

Tante volte penso che i pessimi esempi della classe politica italiana siano perfetto specchio della popolazione...

 

 

 
 
 

Invalsi

Post n°835 pubblicato il 16 Maggio 2014 da alialiasmf
 
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Sta per
Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione
e se ne sente parlare relativamente alle sue prove, che dovrebbero valutare il livello degli allievi di una scuola, in lingua e matematica.
 
Ne vengono svolte diverse nel corso della scuola primaria e secondaria, ma il vero impatto arriva in terza media, con l'esame di fine anno.
Gli insegnanti ne parlano male, come spesso fanno, purtroppo, con tutto ciò che gli porta degli oneri aggiuntivi. (Del resto succede i tutte le professioni, perché non dovrebbe capitare nella loro?).
Sono difficili, soprattutto richiedono dei ragionamenti logici che spesso i ragazzi non sanno ancora fare. Ma di fatto chiedono solo l'applicazione delle regole teoriche imparate nell'anno (almeno quelle di matematica).
Come tutti i test, applicandosi una decina di volte, diventano affrontabili, anzi, in qualche caso persino divertenti o almeno molto più dei banali esercizio di un libro di testo. Esperienza personale e di mia figlia che ha 14 anni.
Però, guai a sostenerne l'utilità... si passa per amici della Gelmini.
La mia impressione è che spesso chi le critiche non abbia neppure provato a svolgerne una per intero.
O ... che abbia provato e non si stato in grado di rispondere bene a tutto (a pensare male si fa peccato, ma ...)

 
 
 

L'Europa degli altri

Post n°834 pubblicato il 25 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Ma davvero qualcuno crede che Olandesi, Tedeschi, Danesi ecc... abbiano voluto l'Unione Europea per poter venire in vacanza in Italia, Spagna, Grecia senza far vedere i documenti alle frontiere?

Che vantaggi avrebbero avuto costoro a mettersi con paesi più poveri, meno strutturati, più corrotti, meno affidabili dei loro?

Lasciando un attimo da parte gli aspetti socio-politici, essi speravano di fare gruppo, mettere insieme competenze di ogni tipo, distribuire meglio il lavoro, abbassarne il costo ed incrementare la produttività. 

Tutto ciò è in parte avvenuto nella fase espansionistica dell'economia, ma oggi, che le cose vanno male, ognuno, inevitabilmente, pensa al proprio orticello.

I nostri governi berlusconiani ridevano e spendevano all'insegna dell'ottimismo del capo.

I nostri imprenditori si comperavano barche invece di reinvestire in tecnologia avanzata.

Chiaramente oggi i partner europei non hanno più grandi interessi a restare con noi, per cui sono rigidi nel richiedere di rimanere dentro parametri economici per noi impossibili.

Ma leghisti e 5 stelle non si rendono conto che i primi a voler togliervi dall'euro saranno proprio i nostri partner? Basta osservare come si muovono i loro elettori, verso liste autonomiste: separarsi converrà più a loro che a noi.

E qualcuno mi saprebbe spiegare che vantaggi avremmo dopo che con il ritorno della lira una casa che vale 100K euri varrebbe 100M lire? Si potrà obiettare che costerà la metà comprarne una nuova (a patto che le materie prime, macchine ecc.. si trovino tutte in Italia, perché se si importano si pagheranno in euro o in dollari).

Anche le automobili, ormai straniere o italiane costruite all'estero, costeranno sempre uguali, e non ci basteranno le lire per comprarle.

 

Soprattutto i debiti contratti negli ultimi 13 anni con emissioni di titoli di stato, saranno da restituire in euro, non certo in deboli lirette.

 
 
 

80

Post n°833 pubblicato il 19 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Prima 40, poi 51, ma alla fine pare siano 80, gli euri per i bisognosi.

Per quanto ritenga il movimento leghista un coacervo di cafoni ignoranti che finora hanno solo fatto del male alle regioni del nord, questa volta temo che Salvini abbia ragione:

se li riprenderanno in fretta tramite incrementi delle varie tassucole che già paghiamo.

Sicuramente, per quanto sia d'accordo nel farlo, i soldi infatti non arriveranno certo dai tagli degli stipendioni, che sono una minima parte.

Attendiamo provvedimenti meno populistici e più strutturali.

Ma forse ha ragione Grillo, siamo in fase pre elettorale...

 

 

 
 
 

Scelta difficile

Post n°832 pubblicato il 17 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Per la prima volta, nella mia vita di elettore, ho veramente difficoltà nel recarmi alle urne.

Turandomi il naso, ma optando sempre per contribuire a scegliere e non a fare scegliere gli altri per me, ho sempre votato qualcuno, magari apparentemente meno paggio di altri. Magari poi pentendomi.

Ma questa volta è proprio dura.

Curzio Maltese, editorialista, ha ben descritto la parabola dei partiti negli ultimi 20 anni.

Con Berlusconi, nel '94, è nato il partito padronale, incentrato nel culto della personalità del leader. Ma soprattutto dal potere assolutistico di questi, padre e padrone (economico) del movimento.

Negli ultimi anni, dopo lunga e lenta gestazione, è nato il movimento di Grillo, nuovamente di sua proprietà (anche economica), non molto democratico o almeno con regole che non sono proprio sempre tali.

Gli altri partiti storici (socialista, repubblicano ecc... ) si sono dissolti o sono stati assorbiti nei più grandi.

L'unico a resistere, con numeri importanti, è (stato) il PD.

Ma ora, con Renzi, sembra che pure i democratici si pieghino al potere assolutistico del giovane leader, che fa un po' quel che vuole.

Detto questo però non bisogna dimenticare alcune differenze oggettive tra i 3.

Il primo è un nonno, attivissimo, ma sempre piuttosto anziano; il secondo pure, un po' meno vecchio, ma non certo un giovane, il terzo è sulla linea dei leader giovani europei e americano.

I primi 2 si sono comperati partito e nel primo caso anche gli elettori. Renzi è stato eletto come leader PD da elezioni primarie (io ho votato prima Bersani, poi Civati, ma la massa ha scelto lui, ne va dato atto).

Il primo ha avuto tempo per governare e lasciare l'Italia in uno stato pietoso. Il secondo critica a prescindere e propone, ma non sembra dell'idea di governare, pur sapendo che la maggioranza assoluta non l'avrà mai; il terzo è pure un gran criticone, ma ora sta lavorando, (forse male), quindi sospenderei il giudizio.

Certo Renzi non è stato eletto dalla popolazione, ma non credo che un'elezione in questo momento disegnerebbe un quadro tanto diverso dai 3 blocchetti (pd, pdl, 5*) più frattaglie: ce lo ritroveremmo a capo di una coalizione prima impensabile ed avremmo perso altro tempo. Nel bene o nel male che farà, prima lo farà meglio sarà, se mal farà, se ne andrà!

 
 
 

Ingratitudine

Post n°831 pubblicato il 08 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Se il Piemonte si staccasse dall'Italia per confluire nella francese Savoia o Provenza o nello svizzero Vallese, sicuramente ne avrebbe grandi benefici economici.
Ma le cose non sono mai troppo semplici: nei secoli i piemontesi sono quasi sempre stati in guerra con i francesi e gli svizzeri sono culturalmente piuttosto diversi..

Sempre i miei corregionali (che per fortuna non parlano di secessione) negli scorsi 2 secoli, prima da soli, poi con il resto degli italiani, hanno liberato il Veneto dalla dominazione asburgica e non mi sembra contro la volontà della popolazione che sebbene "efficientata" dai crucchi, non godeva di grandi libertà.

Dopo la seconda guerra mondiale molti veneti sono poi migrati in Piemonte, sfuggendo alla miseria, per lavorare nelle fabbriche. Poi gradualmente si sono arricchiti, anche perché, va detto, sono gente laboriosa ed organizzata che ha colto i frutti dopo aver seminato bene.

Ora, siccome c'è crisi, vorrebbero staccarsi dall'Italia: bella gratitudine!

Si dirà che il "tanko" rappresenta la solita iniziativa roboante, grottesca, senza sostanza, dei leghisti.

Invero pare che il secessionismo non vada sottodimensionato, che grande parte della popolazione sia d'accordo.
Ma, di grazia, siamo sicuri che gli austriaci si riprenderebbero il Veneto, pieno di fabbrichette che chiudono, che nel boom berlusconiano leghista non si sono evolute tecnologicamente, che hanno preferito esternalizzare la manodopera per far calare i costi?
Che hanno venduto pezzi sani a multinazionali che ora chiudono gli stabilimenti italiani????

Non si rendono conto, i veneti, che ritornerebbero i "meridionali" delle genti tedesche?

 
 
 

Roby Folk

Post n°830 pubblicato il 05 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Roby Folk

Un po' incredulo, apro Facebook (che frequento raramente) e cerco la pagina della nostra Dejavu Ensemble.

Non trovo più nulla. Ci sta, c'eravamo sciolti, Roby l'avrà cancellata.

Allora cerco lui, Roby Folk, avrà una sua pagina, dico.

Niente. Nessuna traccia.

Ha eliminato tutto, non ha voluto lasciarci alcunché.

Si è tolto la vita, ormai la scorsa settimana, in un modo tristissimo, poco plateale, estremamente solitario.

Avevamo litigato, per ragioni non futili. Ritengo ancora oggi di avere avuto ragione.

Mi era rimasto un brutto ricordo di lui, quello di una persona presuntuosa, un po' falsa e furbetta, manipolatrice.

Mi aveva trattato come un traditore dei suoi ideali e mandato via dal gruppo. Gli altri ne sono usciti il mese dopo...

Non mi ero reso conto però del malessere nascosto dietro tanta aggressività improvvisa ed insensata.

Forse ho contribuito a mandare in frantumi i suoi sogni. Ma sogni erano, purtroppo, nulla più.

Il musicista difficilmente campa con l'arte, non è più tempo. Una volta chi si diplomava poteva viverci bene, magari anche troppo.

Soldi per la cultura ormai non ce ne sono più.

Ad maiora, mi aveva risposto Roby, con un po' di ironia.

Questa grandezza purtroppo non l'ha trovata.

Resta il rimpianto di non aver intuito il malessere che covava dentro di lui.

 

 
 
 

Ora... basta!

Post n°829 pubblicato il 01 Aprile 2014 da alialiasmf
 
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Mi riferisco a ... quella legale!

Ne scrivo tutti gli anni, sono monotono, lo ammetto, ma ogni volta che ci penso, m'incupisco!

Pare che i primi giorni dopo il ritorno all'ora legale ci sia un incremento di infarti, mentre c'è un calo statistico dopo il ritorno di quella solare.

Non sarà scientificamente provato che i fenomeni siano collegati, ma è evidente che dopo il 4° we di marzo la produttività lavorativa diminuisca ed aumentino le assenze sul lavoro.

Si dirà che il tutto viene ripagato dal risparmio energetico risultante. Ma ... di quale risparmio stiamo parlando? Dell'illuminazione pubblica, quando l'accensione/spegnimento delle luci è ormai regolato dappertutto con sensori? Dell'illuminazione sul posto di lavoro, dove semmai si devono accendere le luci un'ora in più al mattino perché è ancora troppo buio?

Molti comunque adorano l'ora legale, perché alla sera, quando escono dal lavoro, è ancora chiaro... peccato che lo è anche con quella solare! Mentre al mattino è buio e bisogna vestirsi di più: freddo all'uscita di casa, sudore all'uscita dal lavoro, bell'accoppiata!

Ma che bello stare svegli a bighellonare fino a tarda ora, perché le giornate sono più lunghe, peccato che al mattino la sveglia suoni un'ora prima e forse, in questo periodo, conviene essere attenti ed attivi sul lavoro, no?

Per non creare scompensi, qualcuno suggerisce poi di lasciare sempre ... l'ora legale, che delle 2 è quella che piace più.
Ma razionalmente che senso ha fingere che siano le 21 se invece sono le 20? Cambiamo allora piuttosto tutti gli orari, scuola, lavoro, negozi ecc... anticipando tutto di un'ora. E lasciamo in pace l'ora solare, quella vera!

 
 
 

Dalla Provincia nella brace?

Post n°828 pubblicato il 28 Marzo 2014 da alialiasmf
 
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Il primo passo per l'abolizione delle Province è stato mosso.

Astraiamoci dalla demagogia ed analizziamone con razionalità le possibili conseguenze.

Per farlo citerei l'esempio della Provincia di Torino.

La legge Bassanini del 1997 promosse il federalismo amministrativo ed il passaggio di un bel po' di competenze dalle Regioni alle Province.

Le cose però non andarono come avrebbero dovuto: insieme alle competenze sarebbe dovuto passare anche un bel po' di personale, ma quasi nessuno volle spostarsi da un ente maggiore ad uno minore.

Gli amministratori non vollero certo mettersi contro i sindacati ed il proprio personale, quindi le province dovettero prendersi personale ex novo oppure promettere posti di responsabilità (e soldi) ai pochi e motivati transfughi regionali.

Quindi ad oggi il personale delle province è spesso più giovane, motivato, competente di quelle delle corrispondenti regioni.

La Provincia di Torino, per esempio, è abbastanza ben gestita, non ha deficit, a differenza della Regione Piemonte e del Comune di Torino. Sicuramente una grande Città è difficile da amministrare bene, ma la Regione non è propriamente povera.

L'Area metropolitana, che prenderà il posto della Provincia, da chi sarà gestita?

 

Insomma, non è che forse si sarebbero dovute abolire le ... Regioni??????

 
 
 

Crime in Crimea

Post n°827 pubblicato il 25 Marzo 2014 da alialiasmf
 
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Crime in Crimea
 
Non si può privare una nazione di una sua regione, usando la forza o la minaccia. E' un atto di guerra. Crea dei precedenti pericolosissimi.
Ma di fatto la situazione in Crimea non è esattamente così: a me sembra più simile all'annessione nazista dell'Austria, nel 1938 (Anschluss). Una mossa violenta preceduta da un decennio di pressioni malevole tedesche.
Però gli austriaci la ratificarono con un referendum: 99% dei voti a favore. Difficile pensare a brogli...
Il problema è che Hitler non si fermò là.
L'Ucraina è da sempre debole e popolata in parte da Russi, che piaccia o meno. Senza il gas di Putin, si ferma. E se lo fa la sua gente migrerà sia da noi che in Russia, a seconda dell'etnia.
 
Putin non è il Fuhrer (così come il Berluska non è certo Mussolini, per fortuna).
Ma può essere pericoloso. E' poco noto, ma da tempo Russi e Cinesi (che stanno sempre zitti pensando ai loro interessi economici) studiano una valuta comune alternativa ad euro e dollaro, asiatica/orientale. La forza economica e le risorse naturali per farlo, ce l'hanno.
 
Che cosa può fare l'Europa? Poco... forse nulla.
Alcune nazioni sono forti economicamente e tecnologicamente: queste sono le vere armi per combattere contro il colosso russo-cinese.
Però sono troppo "piccine".
Gli USA non hanno più grandi interessi, hanno i loro problemi, che pretendiamo che facciano?
Piuttosto l'Europa deve mirare ad altri 5 potenziali alleati, tutti più esili dei russo-cinesi, ma se messi insieme...
 
  • Brasile: culturalmente vicino all'Europa Mediterranea, ricco di risorse, dimensionalmente notevole.
  • India: da sempre rivale della Cina, anglofona, democratica, popolatissima, tecnologicamente avanzata.
  • Nord Africa, Medio Oriente: se non altro per il petrolio.
  • Australia: in costante crescita economica, e culturalmente molto vicina all'Europa centro nordica/anglosassone.
  • Estremo Oriente (Giappone, Indonesia, Malesia, Corea ecc...): paesi da sempre nemici della Cina.
Niente guerre, per carità, ma un po' di strategia bisognerà farla.

 
 
 

uehhh uehhh

Post n°826 pubblicato il 15 Marzo 2014 da alialiasmf
 
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L'Unione Europea esiste veramente?

Difficile rispondere. Verrebbe da negarlo.

D'altra parte le popolazioni europee si sono date alla guerra per millenni, sarebbe miracoloso che si unissero dimenticando tutte le loro diversità.

Lo scacchiere internazionale inoltre non aiuta: gli USA, che non hanno più gli interessi strategico-militari dei tempi della Guerra Fredda, non investono più di tanto in un'Europa unita, anzi, ne temono la concorrenza commerciale.

La Russia, moderna ed economicamente molto più forte dell'ex Unione Sovietica, ha invece interesse a staccare pezzi dalla NATO e crearsi amicizie culturalmente vicine. Del resto gli Zar si alleavano di volta in volta con uno o con l'alto in Europa. Corsi e ricorsi.

Quindi hanno ragione tutti coloro che vorrebbero uscire dall'euro, ritornare un po' autarchici, non rispettare i vincoli economici che un po' ci stritolano?

Non so, io vedo, come spesso succede, tanta furba demagogia e tanta ignoranza.

Che lo dica la Lega o 5 Stelle, è comprensibile, che lo paventasse nel passato il Berluska, pure. Che Renzi faccia il minaccioso, fa un po' sorridere!

Tempo fa in una puntata di Report furono ben illustrate le possibili conseguenze di un distacco dall'euro, tutt'altro che entusiasmanti.

Diciamo, almeno, che sarebbe un'operazione non certo priva di grossi rischi.

E' bene ricordare, per chiudere, che l'Italia è uno degli ultimi paesi ad aggiudicarsi fondi europei per tecnologia, sviluppo, investimento ecc... Per 3 ragioni fondamentali.

 

  • Non è ben rappresentata nel Parlamento Europeo (ci vanno i trombati alle elezioni nazionali).
  • Non presenta progetti di investimento seri (l'Europa dà, anche molto, ma un po' del nostro dobbiamo mettercelo)
  • Spesso non spende bene, o non del tutto i soldi che gli arrivano!

 

Horizon 2020, per esempio, mette a disposizione 80 miliardi di euro (e sono soldi anche nostri) per progetti innovativi: quanti se ne beccherà il nostro paese?

Oltre a lamentarci, spesso giustamente, di un'Europa che non funziona bene, diamoci però anche da fare!

 
 
 

-10

Post n°825 pubblicato il 04 Marzo 2014 da alialiasmf
 
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Non sono severissimo con Putin: ritengo che l'Europa dovrebbe aver capito che l'America è lontana e che, terminata la guerra fredda, noi non siamo più al centro dei suoi interessi.

La Russia è invece molto più vicina, ha risorse naturali per noi indispensabili, un mercato in espansione ecc...

Berlusconi, gli va dato atto, l'aveva capito molto prima di altri.

Gli USA non ci invieranno più aiuti economici, noi siamo la concorrenza. Si concentrerannno invece sulle potenze emergenti (Cina, India, Brasile...).

Detto questo appunto, constato però che Putin non ha ancora capito come muoversi efficacemente in questa situazione. 

Ha ragione a voler proteggere i russi ucraini dall'estremismo nazifascista che vorrebbe addirittura impedirgli di parlare la propria lingua, ma l'invasione della Crimea è stata una mossa idiota: -10 è il primo risultato, -10% alla Borsa di Mosca.

E' quest'ultima, infatti, che rappresenta la vera potenza neosovietica. Putin, in questo modo, sta spuntando la sua vera arma. Quelle convenzionali gli possono servire a bloccare l'uscita sul mare (che poi è un lago) dell'Ucraina, nulla più.

Ci vorrebbe un nuovo Gorbaciov.

 
 
 

...tica/...tiche

Post n°824 pubblicato il 14 Febbraio 2014 da alialiasmf
 
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Già scrissi su "assolutamente" assurdamente (questo sì) abusato nei discorsi dei miei connazionali
 
Detesto poi "anche no" e "sai che c'è", che fanno parte dello slang/snob dei poveri
 
Ma l'italiano (la lingua) parlato è pieno di abusi e strafalcioni che riempiono la bocca di chi li usa, ma che invero non hanno un gran senso.
 
Tematiche, problematiche e tutti gli altri ...tiche.
Perché il plurale? Una problematica è contenitore di problemi (più o meno complessi). Solo un call center può gestire contemporaneamente più problematiche.
Idem per tematica/tiche.
 
Eppure, soprattutto nei documenti delle aziende, i 2 termini sono usati quasi sempre solo al plurale...
 

 
 
 

37

Post n°823 pubblicato il 06 Febbraio 2014 da alialiasmf
 
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Sarebbe la % di voti che la coalizione dovrebbe raggiungere per ottenere il premio di maggioranza, secondo il modello Italicum concordato tra Renzi e Berlusconi.
Personalmente, in un mondo ideale, sarei per il Proporzionale puro senza sbarramenti e senza premi. Ma il mondo è tutt'altro che ideale, per cui mi turo il naso e attendo di vedere.
Però 2 conti li voglio fare.
Supponiamo un 30% di non votanti e 5% di schede bianche o nulle: la % dei votanti scenderebbe al 65%. Il 37% del 65% farebbe il 24% degli Italiani con diritto di voto (escludendo gli under 18). Quindi una coalizione con il 24% effettivo governerebbe il 100% degli Italiani.
E' un po' preoccupante nella patria del Fascismo, vien da dar ragione ai grillini.
Sennonché Renzi un cenno di ricerca d'intesa con 5 Stelle l'ha fatto, un cenno, ma sempre meglio del nulla totale di Grillo.
Renzi rappresenta il puro pragmatismo, Grillo il mondo ideale di cui parlavo sopra. Impossibili entrambi.
Con il rischio che alla fine ci si ritrovi con il terzo che speravamo di avere finalmente eliminato (il Berluska).

 
 
 

La cortina di gas

Post n°822 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da alialiasmf
 
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La cortina di ferro era una barriera immateriale che separava simbolicamente l'EST Europa, sotto l'influenza dei Sovietici, dall'OVEST,  sotto quella degli Americani.

Pur non essendo comunista, non sono neppure molto filoamericano: riconosco sì che senza gli Yankee non saremmo stati in grado di liberarci dal giogo nazista, ma so anche che l'Europa è sempre stata strategica per gli interessi oltreoceano.

 

Dalla fine della guerra fredda c'è stato un riavvicinamento tra Europa dell'Ovest e nuova Russia, se non altro per ragioni commerciali.

La Mosca di Putin non mi piace per le sue limitazioni ai diritti dell'opposizione politica e culturale ed ho sempre criticato il Berluska quando ha provato a sdoganare il novello Zar. Ripensandoci però non mi sento più di dargli tutti i torti.

La Russia assomiglia molto al Brasile: offre un mercato in grande espansione, ha grandissime risorse naturali (per questo titolo il post "cortina di gas"), è vicina, molto più dell'America, senza oceani di mezzo, da sempre ambisce ad avere sbocchi sul mare ad ovest ed ha una storia per molti aspetti simile a quella del resto dell'Europa.

Dal lato culturale basti pensare agli scrittori, drammaturghi, ai compositori russi (c'è mai stato un Tchaicovsky in America?); e da quello sportivo dove da sempre gli ex sovietici sono fra i primi nel mondo, pur essendo molto meno ricchi di altri.

Pragmaticamente (turandosi il naso): siamo sicuri che ci convenga stare ancora attaccati alle "tette" degli USA, paese ricco, ma che non è in grado di offrirci commercialmente un gran ché, visto che le esigenze di difesa dalla Russia diminuiscono giorno dopo giorno (per fortuna)?

L'Europa da sola ha pochi anni di vita a meno che non trovi un alleato forte ed in espansione. Il Brasile, che culturalmente ci potrebbe piacere molto più del regno di Putin, è oggettivamente troppo lontano. Gli USA hanno i loro problemi, pochi soldi per pensare ai nostri e soprattutto saremo sempre meno strategici per loro.

Pensiamoci.

 

 
 
 

La grande bruttezza

Post n°821 pubblicato il 24 Gennaio 2014 da alialiasmf
 
Foto di alialiasmf

Non uso mettere nei post lunghe recensioni dei film che vedo, se non un breve commento nella mia apposita rubrica.

Però, di fronte all'offensiva mediatica esaltante "La Grande Bellezza", non resisto e faccio un'eccezione alla regola.

Come ho sentito dire, il film è effettivamente un piccolo trattato di sociologia.

Gli attori sono bravi, entrati bene nella parte; scenografia, regia tutto ok.

Però ... è sì una fotografia accurata di una certa società decadente, ma non la mia, e neppure quella della maggior parte della gente che oggi fa un po' fatica ad andare avanti ed a sbarcare il lunario.
Come spesso succede, si fa presa sulla massa esibendo un ceto intellettualmente e soprattutto finanziariamente "superiore"; nei suoi pregi, ma soprattutto nei suoi difetti.

La massa ambisce a raggiungere certe vette decadenti, "la grande bruttezza", appunto. E' come voler vedere il panorama dalla vetta. Magari scoprendo che non è poi un granché.

Infine 2 parole sull'istrionismo del protagonista. Grande attore, ma recita tutto con lo stesso stile, sia che faccia il politico/viveur/intellettuale 45enne che lo scrittore 65enne. Non è che ne stiano facendo un mito?

 
 
 
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Un blog di: alialiasmf
Data di creazione: 03/05/2007
 

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Poco

Pensate

Portano

Pena

Perciò

Prima

Pensate

Poi

Parlate

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 3

Smetto quando voglio - No

(verosimile, purtroppo, farsa/tragedia, moto divertente ma realizzata per multisala)

The Lunchbox - Sì 

(una zia che non si vede mai, un giovane dalle belle speranze e la tristezza dei protagonisti in un'India regno del caos ma certificata IMQ)

Nebraska - Sì

(l'altra america, dei veri americani, in tutta la sua bellezza e bruttezza)

 

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 2

 

Moliere in bicicletta - Sì

(per gli amanti della recitazione; francese, mai sopra le righe, delicato, intelligente, ironico, non troppo scontato)

 

Still life - Sì

(credere in qualcosa contro il cinismo dilagante, una triste fiaba)

 

Philomena - No

(simpatico, storia serissima, ma trattato come film natalizio)

 

La grande bellezza - No

(perfetto quadretto di una certa società decadente, ma una società marginale fuori tempo rispetto ai nostri problemi, quadretto perfetto, ma pieno di morboso istrionismo protagonistico)

 

La mafia uccide solo d'estate - Sì  

(grandissima la narrazione dell'infanzia, poi scade un po' nel troisiano)

 

Now you see me - No

(tanto casino, si capisce (qualcosa) solo alla fine, ma proprio inverosimile)

 

La gabbia dorata -

(la selezione naturale nel nostro tempo)

 

Zoran, mio nipote è scemo - Sì

(cinismo & depressione, ma che ridere)

 

La prima neve - Sì

(tristezza tra paesaggi di pace)

 

Gloria - No

(una storia possibile ed umana, ma alle volte sembra sponsorizzata da chi fa il Viagra)

 

Vado a scuola - Sì

(non saranno tutti così, ma questi sono meravigliosi)

 

Per altri occhi -

(vedere per capire chi non vede)

 

Via Castellara Bandiera - No

(verismo Verghiano, ma la storia è inverosimile)

 

Sacro GRA - Sì

(non è un film, ma è realisticamente triste e simpatico)

 

La religiosa - No

(suore cattive e preti bravi, luoghi comuni?)

 

La migliore offerta - Sì

(vicenda letteralmente incredibile, ma fortemente simbolica)

 

Holy motors - No

(originalissimo, surreale, ironico, visionario ma ... che voleva dire?)

 

Una lady a Parigi - No

(idea discreta, qualche spunto originale, ma film lento, un po' scontato, inconcludente: solo uno spottone a Parigi)

 

Miele -

(tema di forte impatto emotivo, trattato con cura e umanità, senza banalizzazioni cinematografiche)

 

Viaggio a Lisbona - No

(bell'ambiente, bella storia però un po' troppo idealista, romanzesca, più o meno verosimile)

 

Come un tuono - Sì

(apparentemente un'americanata, invero nasconde una storia cruda, dura, tragica ma realistica; prima metà impeccabile, la seconda scade un po' nello scontato)

 

Come pietra paziente -

(crudo, realistico, ben recitato, originale. L'unico dubbio è: può un uomo raccontare una storia di donne?)

 

I Croods - No

(inizio scoppiettante, originale, spassoso, poi gradualmente cade nello scontato e patetico)

 

Il distacco - Sì

(intenso, sentito, ben interpretato, forse solo un po' troppo enfatico all'americana, ma solo in alcuni passaggi)

 

Anna Karenina - No

(originale sceneggiatura, scenografia, idee geniali che però dopo un po' si perdono nella storia che soffre un po' per essere raccontata molto all'americana e poco alla russa)

 

Viva la libertà - No

(né carne, né pesce, un mix di fantasia, episodi improbabili, cliché: se vuole essere serio, è assurdo, se vuole fare ridere, fa a mala pena sorridere)

 

L'ULTIMO FILM - LO RIVEDREI? 1

La parte degli angeli - No
(divertente ma un po' buonista in maniera scontata)
Amour -
(profondo, realistico senza freddezza
La sposa promessa - Sì
(minimalista, umile, decoroso, interiore)
Un'estate da giganti - Sì
(molto originale, divertente, un po' pazzo e triste)
E' stato il figlio -
(attori eccezionali, in una Sicilia dura ed ironica)
Monsieur Lazhar -
(una storia verosimile, trattata con estrema delicatezza, senza sconti e senza esagerazioni)
Il dittatore - No
(fa sicuramente ridere, anche tanto, demenziale ma non certo un capolavoro)

Marygold Hotel - No
(patetico, per vecchi nostalgici, in certi punti ridicolo)

E ora parliamo di Kevin -
(molto verosimile, ben inquadrati i personaggi, una storia terribile)

Cena tra amici - Sì
(eccezion fatta per alcuni colpi di scena eccessivi, un film ben godibile)

E ora dove andiamo? -
(comico grottesco molto divertente)
 
Midnight in Paris - no
(noiosissimo, non perché è Woody può sperare che tutto quel che tocchi si trasformi in oro)
 
Shame - no
(freddo, descrive una realtà, ma calca troppo la mano)
 
Miracolo a Le Havre - sì
(miracolo! ma ben narrato)
 
Melon Route - sì
(molto crudo)
 
Ruggine - sì
(tristezza e speranza)
 
Carnage - sì
(purtroppo anche l'intelligenza genera mostri)
 
The tree of life - no
(boh)

La donna che canta - Sì
(crudissimo, forse al limite del verosimile)

Hai paura del buio - Sì
(un parallelo efficace)







 

MUSICA DIVINA

F. Mendelsshon: Ottetto per archi op. 20

P. I. Chaikovsky: Sestetto per archi op. 70 (Souvenir de Florence)

F. Liszt: Sonata per piano s 178

R. Schumann: Quintetto per archi con piano op. 44

F. Chopin: Ballata per piano Op. 23 n. 1