Creato da: eric65v il 12/09/2008
LA SOCIETA'

A TE AMICO MIO...

22/7/2008

IERI... UN ANNO FA

Stavamo lavorando insieme. Decidemmo di smettere alle 11.30. Era sabato. Io dovevo andare ad un laghetto di acqua sorgiva con degli amici. Tu...tu eri invitato a pranzo da amici.

Ci lasciammo erano le 11.35.

Alle 11.57 una telefonata.....Enzo vieni....-Carmine ha fatto un incidente-

Arrivai sul posto. La moto era nel campo. La... mia moto... era nel campo... Tu...tu eri in terra coperto da un lenzuolo.

Il poliziotto non voleva farmi avvicinare. Mi arrabbiai molto e lo feci da parte.

Mi avvicinai e tolsi il lenzuolo. Sul tuo volto era abbozzato un mezzo sorriso. Non un segno, non una escoriazione. Un mezzo sorriso.

Mi voltai verso il poliziotto e dissi -è svenuto, ma non si è fatto niente- il poliziotto....rimise il lenzuolo sul tuo corpo e mi spostò da parte.....dicendomi... - mi dispiace....-

Non capivo....non potevo capire.

20 minuti prima stavamo ridendo e scherzando insieme...

Addio amico mio. Hai lasciato questo mondo con un sorriso

Addio amico mio....mi hai lasciato....mi hai lasciato ed io avevo bisogno di te.

Addio amico mio...hai sempre chiamato me per risolvere le tue questioni, ora...ora io avrei bisogno di te e....tu non ci sei più.

Ieri....un anno fa.

A te.... AMICO MIO


 

 

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HEHEHEHE VI TENGO D'OCCHIO

 
 

IN QUANTI SIETE?

 
 

L'AMORE...

Gli amori più duraturi sono quelli
non corrisposti: ti restano nel
cuore, conficcati come una
scheggia, per sempre. E ad
ogni respiro ti mozzano il fiato.
E ad ogni battito ti straziano
il cuore. E se anche poi col
tempo possono fare meno
male, ogni volta che vedrai la
pioggia battere sui vetri, quella
scheggia che dà lì non se ne
mai andata ti ricorderà con
una fitta che il tuo cuore
non ha mai smesso di sanguinare
 per quel dolce sogno svanito.
 

 

 

L'uomo?!

Post n°921 pubblicato il 10 Giugno 2017 da eric65v

Che strano l'essere umano...
E' un animale, ne più ne meno che altri animali. L'evoluzione lo ha omaggiato di caratteristiche, tipo il raziocinio, che dovrebbe aiutarlo a ragionare a un livello superiore del puro istinto. Dovrebbe dimostrarsi superiore al sentimentalismo: quella specie di stupida follia, che in altri contesti viene definito integralismo o fondamentalismo. Quello che accomuna molti animali: i religiosi, i politici fanatici e quelli legati visceralmente all'accumulo di denaro o fama.
Che stupido l'animale uomo: è l'unico essere vivente che progetta con compulsiva testardaggine la distruzione del proprio habitat, come se non dovesse subirne le conseguenze.
Che idiota la bestia uomo: se un animale sbrana o uccide un uomo, viene abbattuto. Lui, la bestia uomo, distrugge fino a farli estinguere, intere specie animali, vegetali fino a compromettere la sua stessa sopravvivenza, eppure non si auto-abbatte.
Che stolto questo animale uomo: alcuni osannano altri animali, definendoli eroi, Dio, super e grandi. Pensate che alcuni vengono titolati come sua santità, santo, onorevole, re, principe, reverendo, sua eccellenza, magnifico, ecc. Oppure, come molti giornalisti omuncoli-deficienti, spingono con i loro articoli di giornali, a innalzare diversi di questi come se fossero più di altri animali o dello sterco che diverranno alla loro morte. Oppure, come in molti paesi, si fanno delle leggi per ritenere certuni degni di superiori attenzioni o riveriti rispetto ad altri animali.
Che bestia idiota l'uomo...

 
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Il Bacio

Post n°920 pubblicato il 04 Giugno 2017 da eric65v

Il bacio, o meglio: certi baci: sono e denotano la più intima delle emozioni. Con essi si trasmettono emozione, sentimento, desiderio, passione, voglia di dare/avere.

Con quel bacio ci si rivela per quello che si è dentro: nel cuore, nelle giunture delle ossa e nei ripostigli della mente.

Ci si denuda partendo dall'intimo di se stessi e ci si rivela senza schermi, privi di protezioni: nudi, fino al midollo.


Certi baci, come quel Bacio, mettono alla prova tutto noi stessi...

 
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I MORALISTI DEI SOCIAL?

Post n°919 pubblicato il 28 Maggio 2017 da eric65v

La vedete la foto sotto riportata? A cosa servono? Uccidere le fastidiose zanzare? Eliminare la gramigna dal proprio orto o giardino? Servono forse per rinfrescarsi nelle sere afose? O forse servono per debellare qualche nuova malattia endemica?
No, niente di tutto questo. Quelle che vedete sono armi per uccidere persone, esseri umani. Servono a portare morte e disperazione a persone. Sono concepite allo scopo, solo e unico, di assassinare uomini, donne e bambini.
Nessuno/a si scandalizza nel vedere queste foto. Nessuno/a inorridisce alla vista di queste immagini.
Ora, io ho messo queste foto portatrici di morte nella mia pagina Facebook e qui su Libero e, non accadrà niente. La mia pagina continuerà ad essere attiva e non verrà censurata e oscurata per un giorno, una settimana o un mese.
Se invece mettessi qualche foto di ragazza con fuori le tette, subito verrei oscurato e ripreso dai gestori del social.
Qualche "moralista" potrebbe storcere il naso e forse cancellarmi dalle "amicizie".
Questo dimostra di quanta deficienza umana e intellettuale siano impregnati gli esseri umani che, dicono, di amare la bellezza e la pace.
Mi fa semplicemente schifo questa società.

 
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La sfida...

Post n°918 pubblicato il 13 Maggio 2017 da eric65v

Risulta facile o basta poco essere di compagnia a una donna che si sente sola. Chiunque, o comunque molti, possono colmare quel vuoto.
La vera sfida, per me, consiste nel saper essere di compagnia a una donna che sa stare benissimo da sola. Che si sente completa già nella condizione in cui si trova.
Una donna che si sente sola o che desidera compagnia (e chiaramente equivale anche per l'uomo), facilmente si accontenta. Tende a vedere in molti "quello giusto".
Ecco perché è prioritario imparare ad amarsi, a saper stare bene anche da sole, a non pensare sempre che quello che s'incontra sia "quello giusto".
Non ho mai promesso niente, proprio perché si deve entrare nella vita di una persona quando sta bene con se stessa e non avverte nessuna necessità e, in questo caso, se si riesce a far breccia nel suo cuore, la sfida è superata... l'amore è genuino...

 
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Che tu lo voglia o no, devi aver tempo...

Post n°917 pubblicato il 12 Maggio 2017 da eric65v

"Tu sei pieno di occupazioni, la vita va di corsa, la morte, nel frattempo, arriverà; per la quale, che tu lo voglia o no, si deve aver tempo...
Il più grande ostacolo al vivere è l'aspettare, che dipende dal domani e sciupa l'oggi."
L. A. Seneca


Quanti, prima d'investire del denaro, si accertano bene per capire se quell'investimento produrrà guadagni. Eppure il denaro va e viene. Può avere valore a non valere niente, ma il tempo che vi dedichiamo, è molto più importante. Perciò bisognerebbe chiedersi: Se il denaro non fosse un vincolo, cosa faremmo con il tempo a disposizione?


Ci sono innumerevoli persone che passano la maggior parte del tempo libero per conoscere e spettegolare sulla vita altrui; sugli attori, sulle attrici, sui cantanti, i giocatori di calcio o altri sportivi: vivono di riflesso. La loro vita si riduce a una forma parassitaria come le remore, pesci che vivono solo se gli squali mangiano.


Miliardi di altre persone ipotecano la loro vita. Stoltamente si fanno incantare dal "canto delle sirene" e vivono nella speranza del domani. Quindi credono a un futuro intervento di un fantomatico Dio che, da millenni, le "sirene" annunciano che dovrebbe intervenire. O ripongono la loro speranza in una salvezza, che verrà sempre poi. Oppure si comportano e "vivono" in modo non conforme al loro vero desiderio, per una promessa contenuta in qualche libro di leggende. Costoro hanno smesso di vivere. Hanno abdicato alla vita, per un domani che non vedranno mai.


Molti, troppi, sono impegnati nelle suddette occupazioni. La loro vita scorre vorticosamente e si scordano di vivere l'oggi, che è vita. Non si avvedono del fatto che quando interverrà la morte, dovranno darle l'assoluta precedenza. La precedenza su loro Dio, sul loro denaro, sulle loro speranze e sui loro miti.

 
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LA VERITÀ E' QUELLO IN CUI CREDO?

Post n°916 pubblicato il 30 Aprile 2017 da eric65v

Gli antichi aztechi credevano che incidendo il petto degli uomini dei popoli conquistati e strappandone, a mani nude, il cuore ancora palpitante ed esibendolo al sole, ci si potesse ingraziare gli Dei sanguinari.

Gli antichi ebrei della Bibbia, credevano che quando conquistavano un popolo, trucidando uomini, donne e bambini, se facevano un grande barbecue con le bestie che trovavano in loco, ci si potesse ingraziare il loro Dio razzista e guerrafondaio. 

Gli antichi babilonesi, greci, e romani dopo, credevano che, leggendo nelle interiora di un animale, potevano capire se potevano ottenere la vittoria nelle guerre cruenti che combattevano contro un altro popolo e, se vincevano, si ingraziavano la benedizione dei loro Dei.

Nel medioevo, i cristiani credevano che ammazzare un musulmano, significava compiere la volontà del loro Dio criminale e assassino. Lo stesso credevano i musulmani quando ammazzavano un cristiano.

I musulmani credono che Maometto divise la luna in due. Gli ebrei e i cristiani credono che Giosuè fece fermare il sole (perché credevano che la terra fosse il centro dell'universo e che il sole vi ruotasse intorno).

I musulmani credono che se muoiono durante una guerra (per loro farsi saltare in aria in mezzo a degli infedeli [gli infedeli sono coloro che non si identificano come musulmani] equivale al periodo di guerra), vanno direttamente in paradiso, dove ad attenderli ci sono 7 o 14 fanciulle vergini a loro disposizione.

I cristiani credono che pregare, avere un'immagine o statuetta di Maria, la madonna, che ha partorito almeno un figlio preservando la verginità (cioè l'imene della vagina è rimasto intatto non essendo deflorato), è salita al cielo in carne ed ossa sempre vergine, possono ricevere i suoi favori presso Dio e andare in paradiso.

Potrei continuare ancora, ma credo che basti a far notare che ci sono delle bizzare (mi limito a definirle "bizzarre") credenze. Tutti quelli menzionati credono in queste cose e credono sia "La Verità". 

Ma è sufficiente che io vi creda e rendere una scemenza "la Verità"?

Qualsiasi persona con due dita di cervello capirebbe che è ridicolo ridursi, psicologicamente, così.

Eppure, eppure miliardi di persone credono a delle vere e proprie imbecillaggini, e, perché vi credono, pensano sia "La Verità".

 
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Questa è la società attuale

Post n°915 pubblicato il 27 Febbraio 2017 da eric65v

...e rifletto spesso su quella che definiamo "società civile". In effetti tutto si traduce in poche cose, perchè si possa dire d'essere idonei per vivere in una "società". Si inizia fin dalla tenera età: ubbidisci, vai alla messa, vai a scuola, vai a lavorare, ti fai le ferie quando vogliono, dormi quando te lo dicono, ti sposi, fai dei figli, compri una macchina compri una casa, , paghi il mutuo, paghi le tasse, segui la moda, guardi la TV, leggi i giornali, vai a votare, e soprattutto non dimenticarti mai di ripetere: «io sono libero, io vivo in una società emancipata e libera, io sono un essere progredito ed emancipato...».
Qualcuno pensa che queste siano le condizioni in cui gli esseri umani devono vivere, ma il sistema sociale, così come lo viviamo non insegue la libertà o il benessere degli esseri umani. Serve solo per dare profitto a pochi esseri umani che sono mentalmente deturpati nella loro miserevole condizione di amanti del denaro.
In fin dei conti, questa forma societaria, ha bisogno d'individui disposti a schiavizzarsi per 8-12 ore al giorno, di esseri umani che rinunciano a un terzo della loro vita regalandola allo schiavista di turno, per sentirsi contenti di essere finiti in un tritacarne umana. Fa specie l'eco che ancora mi giunge alle orecchie di quelli che gridano che vogliono il lavoro, facendo riferimento alla fabbrica in cui vorrebbero che vengano sepolti i loro cervelli, il loro essere umani il loro spirito critico e quello d'analisi. Il senso di libertà che conoscono, non può essere privato di quelle ferree imposizioni socio-culturali: una "libertà" condizionata da carcerieri.

Noi viviamo in una società che sopravvive solo con cervelli che non sono allenati al pensiero critico, che imparano a memoria i dogmi religiosi, economici e politici necessari all'élite per esercitare il controllo. Di persone che come aquile, hanno le ali tagliate. Il sistema ha bisogno di gattini che pensano di essere tigri, ma restano docili gattini.
Non è ammessa la ribellione: il sistema non la tollera ha bisogno di una massa docile. Al massimo si può andare allo stadio per scaricare quella tensione che si accumula in un sistema che ti toglie l'aria cerebrale. Devi essere ubbidiente e incapace alla ribellione. Servono quelli che vanno a votare chi userà il potere dello stato contro di loro. Ha bisogno di rammolliti che arricchiscono quei miserabili sciacalli che vivono delle disgrazie altrui e che qualcuno chiama democrazia...

 
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Giornalisti o betoneghe?

Post n°914 pubblicato il 26 Febbraio 2017 da eric65v


Mi sono sempre chiesto come funzionasse l'apparato giornalistico nazionale e, ogni tanto, ho cercato di informarmi per capire la deontologia cui è tenuto il Giornalista. Qualche domanda me la sono posta per capire se si potesse parlare, nel caso italiano, di Giornalismo oppure fazioso e fuorviante campanilismo.
Per esempio, se io fossi un buon giornalista con un'ottima esperienza e fossi riconosciuto come aderente agli ideali del berlusconismo, mi assumerebbero nel giornale La Repubblica? O, viceversa, se fossi, sempre bravo e di esperienza comprovata, ma sfegatato comunista, mi assumerebbero nei giornali di Mediaset?
La risposta credo la conosciate anche voi e questo la dice lunga sul tipo di giornalismo di cui siamo circondati e inondati.
Da questo punto di vista siamo informati da una manica di dementi ottusi e privi di qualsiasi forma di vero Giornalismo.
Che La Repubblica sia manovrata da De Benedetti e da Scalfaro, entrambi sinistroidi e che le testate di Mediaset siano di provenienza destroide berlusconiana, ci fa capire che razza di notizie possiamo ricevere. Sono tutti faziosi e per niente obiettivi.
Notate cosa dice uno dei codici dell'ordine deontologico dei giornalisti:
"e. non aderisce ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l'articolo 18 della Costituzione né accetta privilegi, favori, incarichi, premi sotto qualsiasi forma (pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, regali, vacanze e viaggi gratuiti) che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità;"
Come pensate che possano esserci delle notizie "secondo la verità sostanziale dei fatti;" se sono mentalmente compromessi ideologicamente?
Dal mio punto di vista, un Giornalista, dovrebbe essere un grande punto interrogativo, nel senso che dovrebbe riuscire a porsi delle domande e proporle ai vari politici e riportare poi le loro risposte. Invece i giornalai di cui siamo circondati, preparano insieme ai politici le domande da fare e quelle da evitare: si mettono d'accordo. Capite che razza di giornalisti abbiamo. Oppure, quando un giornalista appartenente alla schiera di sinistra, fa domande scomode agli avversari politici e comode a quelli che appoggiano le sue idee. Questi sono coglioni, non giornalisti. Siamo inondati da opinionisti che si definiscono giornalisti. Ma io non voglio l'opinione da un giornalista. Il suo lavoro è quello di trasmettermi le notizie, di informarmi su quello che avviene e non darmi la sua opinione per guidare le mie scelte. Ma vi sembra logico che un giornalaio dell'Unità mi parli del M5S o di FI? Oppure che un Feltri o un Mimun mi parli del M5S?
Sono dei deficienti morali se lo fanno.
Dovrebbero parlare solo all'interno delle loro schiere politiche e fare articoli di bollettino interno al loro partito.
Avete mai visto le foto di Berlusconi che mettono sul TG5? Sono quelle di 30'anni fa. Ma questo Mimun è deficiente?! Chi vuole convincere?
I giornalisti italiani sono solo delle mezze calzette: buoni per i battibecchi di comari da cortile.

 
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La libertà dalla schiavitù

Post n°913 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da eric65v

"Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda."
B. Russell
Ho sempre pensato che è molto difficile ritenersi veramente liberi. Va da se che la libertà assoluta non esiste, nel senso che il solo fatto che siamo gravati, per esempio, di leggi naturali, come la legge della gravità o quella di ossigenare il nostro sangue e cervello, non possiamo ritenerci assolutamente liberi e continuare a vivere, ma...
Ma potremmo essere liberati o ritenerci liberi da forme di schiavitù che la società, la moda o il clima propagandistico ci vogliono inoculare con perfidia?
Una mente libera, sarà schiava del tabagismo? Dall'alcool, da sostanze stupefacenti o dal gioco d'azzardo? Lo stesso discorso vale per chi abusa di cibo, per chi si lascia incastrare, mentalmente, dallo sport, dalla mefistofelica politica o dalla nefasta religione.
Una mente libera, un libero pensatore, non si farà indottrinare da pensieri altrui. Potrà tutt'al più condividerne alcuni aspetti, ma mai e poi mai prenderà per buono tutto in blocco a prescindere. Così come non lascerà che la sua mente sia resa schiava dal tabacco, da droghe più o meno leggere e dal gioco d'azzardo.
Si è molto dibattuto, in verità si dibatte tutt'ora, sulla possibilità che vengano legalizzate le così dette droghe leggere. Ma una mente libera, ha bisogno che un'insieme di cretini definiti governanti dica loro cosa sia legale oppure no?
Una mente emancipata andrà molto oltre queste tribali idee. Questi ancestrali battibecchi da comari di cortilie, vanno bene, giust'appunto, per dei ridicoli e limitati esseri non-pensanti
Una mente emancipata e realmente libera, non sarà schiava di droghe, di tabacco, di alcool o altri feti partoriti da una società primitiva e riluttante al semplice raziocinio, ma...
sono solo delle mie riflessioni...

 
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Lo giuro

Post n°912 pubblicato il 14 Febbraio 2017 da eric65v

Giuro che me ne innamorai dal primo istante che la guardai negli occhi.
Mi persi completamente in quelle due galassie così intense, profonde e dense. Ebbi un attimo di smarrimento e, per qualche frazione di secondo, persi coscienza. Me ne innamorai, lo giuro.
Fu come un lampo e io mi persi. Lo giuro, lo giuro con la mano sul cuore, me ne innamorai.
Mi sciolsi in quei suoi occhi, nel suo sguardo.
Un sussulto e un fremito mi scossero e, senza che me ne accorgessi, me ne innamorai, lo giuro, me ne innamorai. Fu solo quella volta. Non ci fu un prima e non è mai esistito un dopo. Lo giuro, me ne innamorai.
Solo dopo qualche tempo realizzai che ormai ero perso, sua preda. Mi sentivo un ostaggio, ma che piacevolezza. Lo giuro, mi ero innamorato. Non è più accaduto e nemmeno ricordo che fosse accaduto prima.
Si si, lo giuro, in quei pochi istanti mi innamorai perdutamente...
lo giuro.

 
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Un bacio

Post n°911 pubblicato il 12 Febbraio 2017 da eric65v

Ecco sì, un bacio. E' quello che desidero: avvicinarmi così tanto da sentire il calore del tuo corpo, il profumo della tua pelle, avvertire l'adrenalina che mi causa quando con gli occhi ti entro dentro, quasi a violare le tue segrete stanze.
Il sublime piacere che mi pervade quando ti sfioro.
Appoggiare le mie labbra sulle tue. Far combaciare quella parte del corpo così personale, così unica, quasi mistica.
Entrare nella tua intimità e sentirmi sciogliere dalla dolcezza e inondato da quell'inconfondibile sapore che ti contraddistingue.
Sì, ecco, quello che vorrei è un bacio...
solo un bacio...

 
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La stoltezza umana

Post n°910 pubblicato il 11 Settembre 2016 da eric65v

Va da se che se si parla di morti, specialmente innocenti, non viene voglia di fare polemiche o sarcasmo. Ma, davanti a certe cose proprio non mi riesce di stare zitto.
L'11 settembre è senz'altro un momento che riecheggerà nella nostra mente e nel corso dei decenni, come un giorno funesto, un giorno terribile. Buio e denso di tenebre che si sono alzate da quel giorno e ancora oscurano uomini e donne; città e nazioni. Ma perché lo ricordiamo? Per le centinaia o migliaia di morti? Per l'inaspettato e assurdo atto in se? Lo ricordiamo per quali di questi motivi?
Perché non si ricordano le centinaia e migliaia di civili, uomini, donne e bambini che sono stati orrendamente uccisi dagli americani e da nazioni europee tra iracheni, afgani, siriani, libici.
Di tutte le vittime dell'11 settembre, il loro nome compare nel luogo dell'assurda ferocia e inaudita disumanità dimostrata, come a ricordare e commemorare l'evento. Il nome del singolo individuo, strappato prematuramente alla vita, viene immortalato su una lapide in luogo pubblico.
Quanti nomi di quelli uccisi in modo assurdo dalla ferocia di assassini con la divisa, viene scritto, ricordato.
E dei nativi d'America? Quante lapidi con tutti i nomi di quei poveri uomini, donne e bambini vengono ricordate. A migliaia e centinaia di migliaia venivano massacrati dai nuovi occupanti. Qualcuno ricorda di commemorare questi? Qualche nome compare in luogo pubblico, come a ricordare che è stato strappato alla vita dalla deficienza umana? Eppure si trattava sempre di esseri umani.
Non vi ingannate e non fatevi ingannare: voi vi ricordate dell'11 settembre, perché dei criminali e assassini, vogliono imbrigliare le vostri menti, facendovi credere che i buoni sono loro mentre i cattivi quegli altri.
Ma, se solo ragionate col vostro cervello, vi renderete conto che chiunque uccide un uomo, per potere, razza, denaro, religione o motivi ideologici, anche se indossa una divisa, è e resta un volgare assassino. Gli americani che piangono i loro morti, non sono diversi da madri e padri che hanno perso i propri figli che gli americani o europei hanno assassinato: solo che nel caso degli americani e europei, viene messo un megafono per i lor morti...
SVEGLIAAAAA

 
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Qualche riflessione

Post n°909 pubblicato il 28 Agosto 2016 da eric65v

 

Premessa: ciò che dirò non esclude il dolore avvertito per le popolazioni colpite, ma quanto scrivo, serve solo come input a riflettere in modo diverso da come ci hanno abituato o, nel mio caso, vogliono abituarmi.

Avete mai fatto caso alla macchina "solidale" che si mette in moto in occasioni di sciagure o tragedie come alluvioni o terremoti? Tutti i media pronti a fare propaganda per un'associazione "umanitaria" piuttosto che un'altra. Veniamo letteralmente tempestati da numeri di telefoni cui far confluire 1, 2 o più €.
A livello nazionale e istituzionale si mobilita la Protezione Civile, anch'essa con a disposizione un numero di emergenza, affinché si possa inviare del denaro che verrà, dicono, utilizzato per la zona disastrata o per i residenti dell'area colpita.
Sapete dove sono finiti gli euro inviati telefonicamente, col classico sms da 1 o 2 euro, nel caso dell terremoto dell'Aquila? Sono nelle banche, in mano ai banchieri. L'obiettivo, secondo il numero 1 della Protezione Civile dell'epoca, Bertolaso, dando quei milioni di euro raccolti, alle banche, queste avrebbero concesso tassi agevolati ai richiedenti aquilani per la ricostruzione delle loro case. Non è stata fatta nessuna agevolazione. Ma non voglio parlare di questo. La riflessione è un'altra.

Come mai, a livello statale, quando ci sono disastri che colpiscono centinaia o migliaia di persone, non si trovano mai i soldi e si deve essere solidali inviando denaro? Avete mai sentito dire che si dovesse essere solidali, inviando 2 € per comprare gli F35?
Perché per pagare gli stipendi ai vari onorevoli, deputati, senatori, assessori regionali e presidenti delle regioni con i loro lacche, gli euro, ci sono sempre e non si trovano in questi casi dove veramente ce n'è bisogno? 
Perché per i partiti politici avanza sempre un miliardo circa di euro, anche se un referendum aveva stabilito che non fosse più versato un centesimo ai partiti, e per i poveri disgraziati che soffrono a causa di disgrazie non ci sono mai?

Scusate il francesismo, ma mi sono rotto i coglioni di leggere che si deve mettere "Mi piace" o condividere dei link che dicono di abbassare gli stipendi ai politici. Non serve a un cazzo che io metta mi piace o che condivida sulla mia pagina.

Si deve obbligare il governo a devolvere i soldi delle tasse ai poveri disgraziati di queste tragedie e non per comprare gli F35. Per farlo, non si deve mettere "Mi piace". Si deve smettere di pagare le tasse, mandando un chiaro segnale secondo cui il modo che hanno di gestire il denaro, a noi non sta bene.

Ma... è solo perché sono un po' incazzato...

 

 

 
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Non so...

Post n°908 pubblicato il 20 Luglio 2016 da eric65v

... non so dove tu sia. Non so dove sono io.
E non so. Non so cosa sia di te. So solo di me: che non so.
Solo io, ancora, so di te e, so che non so di te... non più.
Io, di me, non so: non so più niente. So solo che sono solo.
Vorrei tanto sapere di te e capire di me, di cosa sono e apprendere cosa sei tu e se sai di me... che vorrei sapere di te...
Enzo

 
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Non dimentico

Post n°907 pubblicato il 17 Luglio 2016 da eric65v

Difficilmente dimentico una persona. Alcune possono essere state anche solo una piccola parentesi della mia vita ma, se ha modificato il mio umore in quella occasione, difficilmente la dimentico. Le persone non credo che si possano dimenticare. Credo che a ognuno capiti, in momenti riflessivi, in occasioni di pacata solitudine o momenti meditabondi, di riportare alla mente occasioni in cui si è condiviso uno spaccato della propria vita. Non si puoi dimenticare chi ti ha fatto sorridere o chi ti ha fatto riflettere. Credo che in ogni occasione, quando, appunto, si condivide con una persona una esperienza di vita e lo si fa volentieri, subentri una piccola forma di amicizia sincera. L'amicizia è un sentimento potente e, come tale, lascia una sua traccia nel nostro cuore.
Inoltre non si potrà mai dimenticare chi ti ha fatto battere il cuore. Se qualcuno/a ci ha fatto versare qualche lacrima, non credo che si possa dimenticare.
Sì...Le persone non si dimenticano... Io non dimentico.
Nel tempo cambia il modo in cui noi le vediamo. Gli assilli della vita o, forse nuove esperienze, ci obbligano a modificare il ricordo pressante che hanno occupato dentro di noi per qualche tempo, ma non si dimenticano. Forse si affievolisce quella pressante dimensione che occupava tutti i nostri pensieri. Alcune persone hanno letteralmente stravolto la nostra vita e se siamo quello che siamo, forse è dovuto, direttamente o indirettamente, proprio a ciò che siamo diventati dopo aver conosciuto "quella persona". All'esperienza che ci ha coinvolto con lei/lui. Il nostro modo di pensare, il nostro approccio con altri o con altre situazioni, ha assunto nuove o differenti caratteristiche, grazie a "quella persona".
Non credo che io possa dimenticare chi ha lasciato per anni un solco nel mio cuore e ha eclissato tutto quello che mi circondava, ma non posso nemmeno dimenticare alcune persone che hanno solo lambito la mia vita, regalandomi un piacevole senso di serena pace o un'intensa e piacevole occasione. Penso che le condizioni di vita contingenti ci hanno portati su lidi diversi e distanti, ma... No, non dimentico...

 
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IL MIO ECCE OMINIDE

Post n°906 pubblicato il 20 Aprile 2016 da eric65v

Andare a mangiare la pizza nella pizzeria conosciuta e sentirsi chiedere dalla titolare se mi fermo perché deve avvisare un signore, potrebbe suonare strano e, forse, anche un po' inquietante. Ma se poco dopo si vede arrivare un signore con in mano il mio libro per cercarmi una dedica con autografo, può sembrare relativamente gratificante. Ma se quest'uomo si sente esaltato nel potermi stringere la mano e, ad alta voce, dire che non ha mai letto un libro più illuminante del mio Ecce ominide, bé, credo che possa voler dire veramente qualcosa... 

 
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Post n°905 pubblicato il 27 Gennaio 2016 da eric65v

Alcuni viaggi intrapresi, non hanno orizzonti. Quando li intraprendi, non sai dove ti porteranno. Sono terre sconosciute, sommerse e desolate. Oppure terre lussureggianti. Non lo sai. Tu non lo sai.
Forse con quel viaggio intrapreso verserai lacrime, forse ci saranno gioie. Non lo sai. Tu non lo sai.
Una cosa sai.
Quando torni, sei diverso. Hai altri occhi. Vedi cose differenti. Sono le stesse cose di prima, ma le vedi diverse.
Sei cambiato quando torni. Non lo sai. Tu non lo sai. Ma quando torni sei cambiato.
Sempre in meglio... 

 
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LA PREMIAZIONE DEL MIO 'ECCE OMINIDE'

Post n°904 pubblicato il 04 Gennaio 2016 da eric65v

 

Enzo Riccio - Ecce ominide
Premiato alla 4° edizione del concorso internazionale La finestra eterea nella sezione libri prosa in ex aequo con coppa 2° posto

Ecce ominide

Un'estrapolazione, certosina e professionale , dal sapere;
presentata in modo armonico e godibile .
Utile per i pensieri liberi sui dubbi e le domande
di ciò che siamo, cosa eravamo e dove andiamo,
senza ombra di interferenza alcuna
da parte dell'autore.

 

 
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COSE' L'AMORE?

Post n°903 pubblicato il 03 Gennaio 2016 da eric65v

Mi chiese cos'è l'amore. La guardai diritto negli occhi. Non risposi subito. Desideravo notare qualche sua inflessione che poteva trasparire dal suo sguardo. Lei mi squadrava, ma senza far trasparire una sola smorfia o cedimento solo percettibile.
Quindi cercai, facendo mente locale, di dirle che l'amore equivale al sapersi donare senza condizionamenti, senza tentennamenti. In modo spontaneo, totale e privo di qualsiasi secondo fine.
A questa spiegazione reagì, quasi seccata, dicendo che ero stato troppo tecnico.
In verità anche io non mi sentivo soddisfatto dalla spiegazione sommaria e priva di coinvolgimento con la quale l'avevo, ormai, abituata da tempo.
L'amore.
L'amore è una follia. L'amore è uno stato di incontenibile e indefinibile estasi. E' una condizione entro la quale nessuna fibra del tuo corpo si sente esclusa e anche a livello mentale ti senti piena, completa, non bisognosa o mancante di niente. Sei soddisfatta soltanto perché l'oggetto del tuo amore ti è di fronte, ti guarda e ti sorride.
L'amore è follia perché non ha confini razionali. Vivi come in una specie di limbo: non sei ne qui e nemmeno là. Il tempo non scorre per chi è innamorato: non esiste quando sei insieme a lei e non passa quando di lì a poco la incontrerai.
L'amore è folle perché tutto il resto del mondo sembra essere stato chiuso fuori: non esiste. Sei solo con lei e vuoi stare solo con lei, perché gli altri non esistono.
L'amore è anche poesia, perché qualsiasi cosa ti avvicina a lei e quando c'è lei c'è il sole e anche se dovesse piovere ti viene spontaneo danzare sotto la pioggia. Il musetto di un gattino, ti riporta alla mente lei, il suo sorriso. Un cielo stellato ti fa ricordare i suoi occhi scintillanti e anche se ci fosse buio ti fa sentire illuminato dentro, perché lei è con me.
L'amore è fantastico, perché solo con lei ti senti un leone, un guerriero, un eroe, ma anche un gattino, un fiorellino, un peluche.Ti senti grande ma anche piccolo, potente ma anche debole. Con una infinita voglia di dare, ma anche con il desiderio di ricevere.

 
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FESTEGGIARE? COSA?

Post n°902 pubblicato il 02 Gennaio 2016 da eric65v

Ho interrogato il cane di mia sorella. L'ho guardato negli occhi. Ho notato il suo stupore e il suo terrore.
Anche il suo gatto non è sfuggito ai miei inquietanti pensieri. Occhi sbarrati di chi si sente fuori luogo. Di chi d'improvviso pensa che qualcosa di nefasto stia per accadere. Voleva dileguarsi e sparire.
La mia domanda pressante era il loro stesso interrogativo. Mi vedevo nei loro occhi presi da terrore: Cosa succede? Perché gli umani fanno così?
Mi sono spesso chiesto cosa passasse per la testa degli animali che teniamo come fedeli compagni, davanti alle incoerenze dei loro amici umani. Cosa spinge l'uomo a ritenere un giorno differente da un altro, se nulla è cambiato nelle sua vita, nella vita di chi abita lo stesso paese, la stessa città, la stessa nazione... lo stesso pianeta. Come possiamo permetterci di festeggiare un giorno come preludio di cose nuove e/o migliori, se non c'è nessun preludio, nemmeno un piccolo presupposto. Niente che faccia presagire che veramente qualcosa cambierà nel prossimo futuro. Quale follia ci spinge a fare festa quando intorno a noi, noi come nazione Italia, ci sono disperati senza speranza di veder cambiata la propria situazione. Come possiamo essere così dementi da non capire che milioni di persone muoiono letteralmente di fame, di stenti. Muoiono bambini per la deficienza morale di alcuni che vendono armi che serviranno a renderli orfani. Migliaia di piccoli indifesi moriranno di stenti a causa dell'inquinamento di terreni, acqua, aria, flora o fauna, ma serviranno a portare a noi quella fittizia sensazione di sazietà e maledetta opulenza criminale.
Dove si trova la nostra umanità in questi frangenti?
Vorrei festeggiare solamente quando verrò a conoscenza che non ci sono persone che arricchiscono vergognosamente a discapito di altri esseri umani simili a loro.
Per me tutti i giorni sarebbe festa se venissi a sapere che i soldi per gli armamenti si utilizzano per gli ospedali. Che invece degli F35 si investono soldi nell'istruzione messa a disposizione di tutti indistintamente. Sarà festa quando verrò a conoscenza che ogni padre di famiglia potrà provvedere decentemente alla propria famiglia e far crescere i propri figli in un ambiente sereno, senza quell'odiosa macchina infernale che oggi chiamiamo stato.
Sarà un giorno da ritenersi festivo quando chi pretende d'essere definito buon governante ha gli stessi diritti e doveri di un semplice operaio. Sarò felice quando la democrazia sarà vera e completa in tutto e per tutto, dove non ci sono alcuni che vivono nel lusso e altri nell'indigenza.
Solo allora mi piacerà festeggiare e, forse, anche il cane e il gatto di mia sorella lo capiranno...

 
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