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Creato da: eric65v il 12/09/2008
LA SOCIETA'

A TE AMICO MIO...

22/7/2008

IERI... UN ANNO FA

Stavamo lavorando insieme. Decidemmo di smettere alle 11.30. Era sabato. Io dovevo andare ad un laghetto di acqua sorgiva con degli amici. Tu...tu eri invitato a pranzo da amici.

Ci lasciammo erano le 11.35.

Alle 11.57 una telefonata.....Enzo vieni....-Carmine ha fatto un incidente-

Arrivai sul posto. La moto era nel campo. La... mia moto... era nel campo... Tu...tu eri in terra coperto da un lenzuolo.

Il poliziotto non voleva farmi avvicinare. Mi arrabbiai molto e lo feci da parte.

Mi avvicinai e tolsi il lenzuolo. Sul tuo volto era abbozzato un mezzo sorriso. Non un segno, non una escoriazione. Un mezzo sorriso.

Mi voltai verso il poliziotto e dissi -è svenuto, ma non si è fatto niente- il poliziotto....rimise il lenzuolo sul tuo corpo e mi spostò da parte.....dicendomi... - mi dispiace....-

Non capivo....non potevo capire.

20 minuti prima stavamo ridendo e scherzando insieme...

Addio amico mio. Hai lasciato questo mondo con un sorriso

Addio amico mio....mi hai lasciato....mi hai lasciato ed io avevo bisogno di te.

Addio amico mio...hai sempre chiamato me per risolvere le tue questioni, ora...ora io avrei bisogno di te e....tu non ci sei più.

Ieri....un anno fa.

A te.... AMICO MIO


 

 

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HEHEHEHE VI TENGO D'OCCHIO

 
 

IN QUANTI SIETE?

 
 

L'AMORE...

Gli amori più duraturi sono quelli
non corrisposti: ti restano nel
cuore, conficcati come una
scheggia, per sempre. E ad
ogni respiro ti mozzano il fiato.
E ad ogni battito ti straziano
il cuore. E se anche poi col
tempo possono fare meno
male, ogni volta che vedrai la
pioggia battere sui vetri, quella
scheggia che dà lì non se ne
mai andata ti ricorderà con
una fitta che il tuo cuore
non ha mai smesso di sanguinare
 per quel dolce sogno svanito.
 

 

 

NON CHIUDIAMO LA MENTE

Post n°799 pubblicato il 15 Maggio 2013 da eric65v

 

“Dato che l’uomo, in tutti i suoi pensieri e ragionamenti, non ha altro oggetto immediato se non le sue stesse idee, che esso solo contempla e può contemplare, è evidente che la nostra conoscenza può riferirsi solo ad esse.”

Locke

Questo è il vero problema dei cosi detti saggi. Mi riferisco agli asceti o quelli che tendono ad isolarsi, pensando che ragionando con se stessi divengano saggi.

Chi fa delle sue idee il solo oggetto di confronto, con altre sue idee, non farà troppo progresso, in quanto a conoscenza, saggezza, perspicacia e sapienza. Rimarrà povero e incapace di andare oltre il proprio naso.

Nel corso dei millenni, si è spesso pensato che i saggi fossero quelli che riuscivano ad isolarsi dal restio del mondo. Monasteri, eremi, conventi e caverne che sono servite nei secoli da protezione a delle persone, li hanno tenuti in stretta compagnia dei loro soli ed unici pensieri, impedendo ai propri pensieri e idee di avere un aperto confronto con altre idee provenienti da altre esperienze vissute.

In oriente, in alcune regioni, c’è pieno di questi “saggi” che si sono isolati per mesi, anni o addirittura decenni e molte persone correvano e corrono ancora da questi santoni, pensando di ricevere delle perle di saggezza. Quelle civiltà, infatti, sono molto indietro per quanto riguarda pulizia, ricerca scientifica ed emancipazione in generale.

Ma non c’è bisogno di andare così lontano per trovare intere nazioni che usano solo ed unicamente quei quattro pensieri che hanno acquisito per trarre delle conclusioni.

Qui in Italia, per esempio, moltissimi che amano il calcio o altri sport spettacolarizzati, non amano leggere e quindi non avranno mai un confronto aperto con altre idee che potrebbero ricavare dalla lettura di un libro.

Oppure quelle che amano il gossip: friggeranno le loro capacità di pensare su pettegolezzi che le faranno diventare amebe, cerebralmente parlando.

Non illudiamoci: una buona crescita e sviluppo mentale, può derivare solo da un aperto e franco confronto con altre idee e pensieri che potremmo ricavare, per esempio, dalla lettura di buoni libri e, parlandone poi, con altri…

 

 
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CARPE DIEM

Post n°798 pubblicato il 14 Maggio 2013 da eric65v

 

CARPE DIEM 

Si tratta non solo di una delle più celebri orazioni della latinità; ma anche di una delle filosofie di vita più influenti della storia, nonché di una delle più fraintese,

“Cogli il giorno” "Vivi il presente" 

Spesso male interpretata e identificata con un gretto opportunismo o con il più gaudente edonismo, la «filosofia» oraziana, di Orazio, del carpe diem si fonda sulla razionale considerazione che all’uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo. Solo sul presente l’uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, deve concentrarsi il suo agire, che, in ogni sua manifestazione, deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie che si presentano oggi, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro.

Dal web

Ci sono moltissime persone e organizzazioni che si battono, perché noi ipotechiamo la nostra vita facendo affidamento ad un ipotetico futuro che loro ci mettono davanti facendocelo vedere roseo, luminoso e gaudente.

Gli assicuratori e le religioni sono i più assatanati sotto questo aspetto.

Vorrebbero che noi proiettassimo la nostra vita in un futuro che loro ipotizzano. Siccome vivono fuori dalla realtà o sono dei veri e propri imbroglioni, vorrebbero che noi aderendo alle loro idee, vivessimo per il futuro e mai per il presente, come se la vita fosse domani ed oggi fosse una non vita. Milioni o miliardi di persone hanno vissuto con la speranza del domani ed hanno archiviato costantemente l’oggi, il presente. In pratica non hanno mai vissuto.

Non hanno goduto la vita d’ogni giorno.

E’ come se un contadino continuasse a seminare e non raccogliesse mai il frutto del suo duro lavoro, perché di fatto, costoro sono morti e gli anni che hanno vissuto, sono stati insignificanti, inutili e privi di gioia, felicità o momenti di sana follia…

Tuttavia, ci sono moltissime persone che vivono all’ombra del loro passato.

Continuano a macinare quei pensieri o ricordi, come se volessero che prendessero forma davanti a loro, permettendogli di goderne ancora. Si prostrano nel dolore e fanno scaturire acqua dai loro occhi, rimpiangendo le giornate o i mesi e gli anni passati…

Inutile dire che io stesso ho vissuto come avvolto di un passato che puntualmente lacerava le mie membra, infieriva su quelle cicatrici che non rimarginavano mai e mi conduceva come uno schiavo alla gogna.

Io ho subito la disfatta, quando il futuro non lo vedevo e il presente non lo vivevo. Quando il passato dettava legge e mi percuoteva con sferzante insolenza…

Questo m’impediva di vivere il presente: M’IMPEDIVA DI VIVERE.

Questo ho imparato:

ORA E’ IL MOMENTO DI GIOIRE. ORA E’ IL MOMENTO DI VIVERE.

MAI, MAI IPOTECARE IL PRESENTE PER UN ILLUSORIO FUTURO E,

MAI, MAI E POI MAI FOSSILIZZARE LA NOSTRA MENTE SUL PASSATO…

LA VITA, LA VERA VITA, E’ ADESSO

ORA!!!

 

 
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Elogio alla Follia – Erasmo da Rotterdam

Post n°797 pubblicato il 08 Maggio 2013 da eric65v

COSA E' IN DEFINITIVA L'ELOGIO ALLA FOLLIA DI ERASMO?

Nel tempo mi sono persuaso sempre più decisamente che solo gli stolti non amano i momenti di pura follia. Ci sono addirittura alcuni che in tutti i modi cercano di rifuggire qualsiasi idea di ciò che potrebbe anche solo apparire, come un momento di follia.

Nella Bibbia ci sono due brani contrapposti che fanno riferimento alla follia.

Uno dichiara che non si deve divenire troppo giusti per non causarsi difficoltà. L’altro per contro, dichiara che un pizzico di follia potrebbe rovinare un uomo, come una mosca morta potrebbe avariare un unguento profumato.

Il mondo e la storia sono pieni di persone che sceglievano l’ascetismo piuttosto che essere coinvolti in una qualche forma di sana follia. Santi austeri e saggi estremamente severi con se stessi, che osteggiavano il divertimento, l’allegria e, quindi, la follia.

Erasmo scrisse un’opera interamente a favore della follia: divenne una vera opera d’arte.

Ma cosa è, o cosa significa essere folli?

Sapete quando si legge- carpe diem-? Vuol dire semplicemente che si devono godere alcuni momenti unici di sana follia.

Forse cogliere un’occasione al volo, ma che va contro ogni regola prefissata.

Sapete quando si desidera fortemente assaporare il senso di libertà? Vuol dire che desideriamo vivere un qualche momento di sana follia.

Forse fare qualche cosa che rompa gli schemi, andando contro i benpensanti.

Sapete perché a volte ci sentiamo oppressi dalla vita che viviamo? Perché diviene pesante sottostare in continuazione a leggi e regole che tolgono la voglia di vivere e, un momento di sana follia, saprebbe ridare slancio alla nostra vita.

Forse mandare affanculo uno che ci sta sui coglioni, equivale a liberarsi e sentirsi rinascere.

Sapete perché molti cadono in depressione? Perché non riescono ad avere momenti di sana follia.

Forse se imparassero a godersi di più la vita, non andrebbero in depressione.

Sapete perché molte mogli sono tristi? Perché hanno smesso di godere la vita, dandovi un tocco di sana follia.

Forse hanno aderito letteralmente e con serietà ai “valori” e alla “morale”.

Sapete perché tutti vogliono andare in paradiso, ma amano l’inferno? Perché vivere con dei momenti di sana follia, significa VIVERE…

Forse hanno capito che in paradiso ti verranno due palle che anche una sola sarebbe enorme.

Un pizzico di sana follia, rende la vita colorata e di sicuro verrà ricordata…

 
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VUOI LA LIBERTA' O SEI UN TIRANNO???

Post n°796 pubblicato il 05 Maggio 2013 da eric65v

 

Quante battaglie si fanno in nome della libertà. Ci sono delle persone e istituzioni o gruppi che si riempiono la bocca di questa parola: LIBERTA'.

Molti pensano che, solo perché la invocano a gran voce, sia sinonimo che la desiderino per se e per altri.

Io sono convinto del contrario.

Moltissimi, se non la stragrande maggioranza, di quelli che vi inneggiano come segno del loro stato di emancipazione culturale, sono per lo più dei tiranni e mi espongo dicendo anche che sono dei tiranni ottusi e contrari ad ogni forma di libertà ed emancipazione.

Forse senza rendervene conto, anche voi appartenete a questa categoria di tiranni ottusi.

Mi spiego:

Faccio riferimento a quello cui assistiamo ormai da decenni circa la lotta per il riconoscimento dei gay e dei loro diritti di sposarsi, di allevare una famiglia ecc.

Faccio riferimento a quelle coppie che, non potendo avere figli, decidono di ricorrere all’utero in affitto, all’inseminazione in vitro o ad altre tecniche cui la scienza può arrivare.

Faccio riferimento all’eutanasia o all’accanimento terapeutico e ad altre tecniche per perpetuare  o porre fine alla vita di un essere umano.

Faccio riferimento al divorzio o all’aborto e ce ne sarebbe ancora.

Nei casi summenzionati, moltissimi gridano alla “LIBERTA’ di scelta e indicono o si impegnano in manifestazioni o raccolte di firme, pro o a favore di una scelta o l’altra: contrari o a favore.

MA…

Ma quello che infastidisce e tradisce la mentalità da tirannide ed ottusa di tutti questi è il loro voler imporre ad altri il loro punto di vista.

TUTTI LORO VOGLIONO IMPORRE IL LORO PUNTO DI VISTA AGLI ALTRI.

Questo denota il loro scarso amore per la libertà perché, quando tu vuoi imporre a me il tuo parere e/o farmelo accettare in modo forzato ed obbligatorio, vuol dire che stai attentando alla mia libertà e quindi per me sei un feroce dittatore, ottuso e che nega la libertà altrui.

PERCHE’ ASSERISCO QUESTO?

PERCHE’ TUTTI COSTORO, VOGLIONO CHE IL GOVERNO FACCIA DELLE LEGGI IN FAVORE DELLE LORO PRESUNTE LIBERTA’.

Quindi ci troviamo quelli che, pur dicendo di amare la libertà, vogliono che lo stato faccia leggi severe contro l’eutanasia e il riconoscimento della personale libertà di decidere in questi casi della propria vita.

Per contro moltissimi altri con le loro varie associazioni, vogliono che lo stato faccia leggi partendo dal presupposto che la vita umana sia inviolabile. E così anche per la fecondazione assistita o altre cose del genere, dove dovrebbe entrare in gioco la libera espressione di ciò che si pensa essere giusto per se stessi.

QUANDO SI VUOL FAR INTERVENIRE LO STATO CON DELLE LEGGI CHE COINVOLGANO IN MODO INDISCRIMINATO TUTTA LA NAZIONE SU QUESTIONI CHE ATTENGONO SOLO ED UNICAMENTE ALLA SFERA PERSONALE, SI STANNO VIOLANDO I PIU’ SEMPLICI PRINCIPI DI LIBERTA’, EMANCIPAZIONE CULTURALE ED INTELLIGENZA UMANA ED UNO STATO CHE SI ABBASSA A QUESTE COSE PUO' SOLO ESSERE COMPOSTO DA PERFETTI IMBECILLI E CULTURALMENTE OTTUSI.

RICORDIAMO CHE LA TUA LIBERTA’ INIZIA DOVE FINISCE LA MIA,

MA… LA MIA INIZIA DOVE FINISCE LA TUA…

 

 
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DOMINARE O ESSERE DOMINATI...

Post n°795 pubblicato il 30 Aprile 2013 da eric65v

 

"C'è motivo di pensare che se gli uomini fossero meglio istruiti tenterebbero assai meno di imporsi su altri."

Saggio sull'intelletto umano”. Locke

Un concetto che mi trova pienamente d’accordo. Notate che non si fa riferimento all’istruzione fine a se stessa o intesa come cultura puramente accademica, ma a: “MEGLIO istruiti”

Penso proprio che molto dipenda dal tipo di istruzione che si riceve o dai metodi utilizzati, come concetti base su cui, quelli da istruire, vengono istruiti.

Viviamo in un mondo definito “di arrivismo”. Il far carriera, sgomitando e infangando altri, è una cosa normale nell’ambito della professione che si svolge. Si viene mentalmente manipolati perché è importante far carriera rispetto ad altri, in modo da imporsi su quelli che, invece, sono ritenuti inferiori e, devono per questo essere dominati.

Per i maschietti, si cominci fin da bambini, immettendo nella loro mente, il voler essere più forti, più veloci, più bravi nel calcio. I “campioni” dello sport, vengono osannati e le immagini dei loro poster, vengono affisse nelle camere dei bambini e delle ragazze, come forma idolatrica della personalità. Si diviene per forza di cose fanatici o fans di qualcuno e desiderando emularlo il più da vicino possibile e, quindi, arrivare ad essere un campione come lui o un manager come lui o leader ecc…

Per contro, riceviamo anche un altro tipo di sub-cultura.

Ci viene infuso sin dalla più tenera età, che siamo bisognosi di Dio, di Gesù Cristo o della madonna e di qualche santo. Altri pensano che Allah o qualche profeta musulmano siano i loro salvatori e/o redentori.

Questo nel tempo si trasforma nel bisogno d’essere governati da altri uomini. Assoggettati e bisognosi di guida.

Il risultato è che si è spinti fino al paradosso per dominare su altri o si finisce per essere totalmente succubi del bisogno d'essere dominati.

Sono persuaso che la vera istruzione non insegna a dipendere da qualcuno o dover primeggiare rispetto ad alcuni.

Noi siamo esseri umani e la nostra intelligenza e libertà dipende da quanto riconosciamo in noi stessi d’essere ciò che necessita alla nostra capacità di vivere e governare la nostra vita…

 

 
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RAGIONAMENTO MATEMATICO

Post n°794 pubblicato il 27 Aprile 2013 da eric65v

 

Pensate per un attimo, se potessimo fare dei ragionamenti usando la stessa metodica che usiamo con la geometria e la matematica.

Conosciamo tutti l'adagio: La matematica non è un'opinione.

Ora provate a riflettere se lo stesso procedimento lo potessimo utilizzare per tutto quello che udiamo circa quanto ci viene detto dai politici, dai venditori, dagli assicuratori e dai religiosi.

Cioè, tutte le cose che vorrebbero propinarci, facendoci credere che siano vere, utili e per il nostro beneficio, verrebbero filtrate da una mente capace di analizzarle nella stessa maniera in cui si analizza un'operazione del tipo 2+2.

Le conclusioni non sarebbero mai differenti, le mie, dalle vostre e le nostre da quelle di tutto il genere umano, per quanto riguarda le illogicità che vorrebbero farci trangugiare.

Pensate per un attimo a tutto quello che ci fanno ingurgitare, mentalmente parlando, le varie pubblicità.

Potremmo utilizzare la parte emozionale, solo quando veramente serve e, cioè, quando siamo davanti alla natura, ad un fiore, ad un arcobaleno che dipinge il cielo dopo tanta pioggia. Davanti alle fusa di un gattino o allo scodinzolare di un cagnolino. Sicuramente saremmo pronti davanti all'innamoramento. Quando il cuore batte all'impazzata per il suo sms o... perché avvertiamo il profumo dei suoi capelli, della sua pelle... il calore del suo corpo…le sue labbra che toccano le nostre…

Ma desidero mettere in evidenza anche quanto di tutto quello che ci raccontano i politici verrebbe scartato come "soluzione non corretta". La nostra mente analitica di tipo matematico, vedrebbe nelle idiozie dei farneticanti, ladri, assassini e criminali dei politici, un ragionamento non logico, perché la conclusione cui vorrebbero farci pervenire non dà la soluzione.

Provate per un attimo a riflettere su tutte le religioni che, nel corso di decenni, secoli e, in alcuni casi, millenni, si sono scannate facendoci credere che fosse volontà di Dio, a tutt le assurde superstizioni che ci hanno paventato, facendoci credere che alcune persone morte migliaia di anni fa, sono ancora vivi in qualche posto e ci vogliono bene e desiderano delle cose da noi, come (dare i soldi ai loro preti) inchinarci davanti a delle statue di gesso, metallo o legno. A quelle che sarebbero in un purgatorio e abbisognose di messe di suffragio, ecc,

Se avessimo una mente matematicamente analitica, cioè, che non si fa guidare dall'emotività, dalle emozioni e, quindi sfasata e plagiabile, riusciremmo ad evitare di cadere vittime di moltissime castroneria che dirigono la nostra vita e ci impediscono di vivere come persone libere...

LIBERE...

 

 
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LA SOCIETA'

Post n°793 pubblicato il 23 Aprile 2013 da eric65v

Sentivo nelle trasmissioni dei telegiornali che al processo di Sara Scazzi, quando il giudice, ha emesso il verdetto, condannando le due imputate, madre e figlia, all'ergastolo e il padre a otto anni di reclusione, che nell'aula del tribunale moltissimi hanno applaudito dicendo: "giustizia è fatta" e "adesso Sara riposerà in pace".

Non so se avessi applaudito se fossi stato presente.

Anche se per molti versi sarei addirittura propenso per la pena di morte nei confronti di certi elementi, come i pedofili o i serial killer, non so se in casi dove sembra evidente che la giustizia faccia il suo corso ed esprima la dovuta pena per il colpevole, sentirei il desiderio di applaudire.

E' vero che si respira un'aria di giustizia quando dei cattivi vengono condannati. Sembra capire che la giustizia funzioni finalmente, che riesca a rinchiudere i colpevoli e meritevoli di giusta condanna, ma... l'applauso, credo sia fuori luogo.

In fin dei conti, nel caso di Sabrina, veniva condannata all'ergastolo una giovanissima ragazza, una ragazza cresciuta nella nostra società.

Una ragazza che aveva amicizie, forse un amore, sicuramente degli obiettivi o sogni da realizzare.

Penso che sia una sconfitta per la società quando avvengono cose del genere.

Con tutto quello che meritavano come condanna, l'ergastolo o peggio, non mi sento di approvare quelli che hanno applaudito.

In fin dei conti si assisteva ancora una volta alla sconfitta della società di cui noi facciamo parte, perchè quando avvengono delitti del genere, più che gongolare per l'arresto e la privazione della libertà a vita di una ragazza e perchè giustizia viene fatta, ci si dovrebbe sentire mortificati perchè la nostra società partorisce questi elementi :(

 
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L'AMORE? QUANDO?

Post n°792 pubblicato il 22 Aprile 2013 da eric65v

 

Secondo alcuni studiosi della psiche umana, ci si innamora quando ci si trova esposti. Quando cioè, nella nostra vita avvengono dei cambiamenti che ci lasciano il tempo per osservare in modo differente da altre occasioni del nostro vivere. Quindi emozionalmente diveniamo più vulnerabili ai richiami che un forte sentimento può significare per noi.

Possiamo perciò innamorarci a qualsiasi età, ma soprattutto nelle svolte della nostra vita. Quando passiamo dalle scuole elementari alle medie, poi alle superiori, all’università, o quando cambiamo lavoro, o a quarant’anni quando inizia la maturità o a sessanta, o a settanta quando inizia la vecchiaia. Oppure quando la vecchia relazione si è consumata, o il mondo è cambiato e noi cerchiamo un nuovo accordo con esso.

Perciò, quando si incontra qualcuno che sembra proprio non volerne sapere di noi, vuol dire che nella sua vita, voi non siete il cambiamento. Oppure, che egli/ella non stia vivendo, nella sua vita, un cambiamento che lo/la metta in condizione di osservarvi con occhi sentimentali. Il suo cuore non è predisposto, al momento, a recepire un tale sentimento nei vostri confronti.

Una cosa però mi sono sempre chiesto: E’ vero che non riesco ad innamorarmi, ma voglio un gran bene alla persona che occupa spazio nei miei pensieri e nelle occasioni che mi vedono abbracciata a lei. Possibile che io non sia significato proprio niente per la persona di cui persi la testa, visto le occasioni intime che ci furono?

 

 
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INNAMORARSI...???

Post n°791 pubblicato il 20 Aprile 2013 da eric65v

 

COME FAI A RENDERTI CONTO DI QUANTO AMI UNA

PERSONA

COME FAI A CAPIRE SE QUELLA PERSONA E’ DAVVERO

IMPORTANTE PER TE?

…PENSO DI AVERLO CAPITO…

….SE QUALCUNO DOVESSE PROVARCI CON LEI…

….SE GLI SUCCEDESSE QUALCOSA…

…SE LA NOTTE TI SENTI SOLO, PENSANDO A LEI CHE NON

C’E' E… STRINGI FORTE IL CUSCINO...

…SE LA MATT

INA TI SVEGLI ED E’ LEI IL TUO PRIMO PENSIERO…

…SE OGNI VOLTA CHE TI MANCA SENTI UNA FITTA

TREMENDA AL CUORE

…SE OGNI VOLTA CHE LA VEDI PENSI SOLO CHE HAI

VOGLIA DI BACIARLA…

…DI PRENDERLA TRA LE SUE BRACCIA…

…DI AVERLA…

..SE QUANDO TI INCAZZI, PERCHÉ TI HA LASCIATA, TI

CHIUDI IN TE STESSO

NON RIVOLGI LA PAROLA A NESSUNO…

…E PIANGI…

…PIANGI TUTTE LE TUE LACRIME…

E TI SENTI SOLO E PERSO…

BEH…FORSE QUESTO E’ AMARE…

Credo che questo processo di emozioni sia capitato a moltissime

persone e sono anche convinto che pure a molti maschietti sia

capitato. Loro, i maschietti, non ne parlano, perchè hanno vergogna.

Come se ci fosse da vergognarsi di essere innamorati. Come se

palesare che il proprio cuore, la propria mente, il proprio sangue e

i propri sensi sono ripeini di lei, del profumo della sua pelle, della

fragranza dei suoi capelli, del suo viso e dei suoi occhi, sia qualcosa

di cui vergognarsi.


No! Io non ho vrergogna di aver camminato sulle nubi. Non ho

vergogna di aver fatto le capriole nell'aria, come un aquilone. Non

mi vergogno d'aver cavalcato una cometa e di avere parlato con

l'aurora.


Ho ancora fisso nei miei occhi l'arcobaleno che rese la mia anima

leggera e miei occhi lucidi e luccicanti.


Ricordo perfettamente quando lei era il mio respiro, il mio

ossigeno. Il sangue che scorreva nelle mie vene era dello

stesso colore de

i suoi capelli e nelle mie pupille, era evidente il colore dei

suoimeravigliosi occhi.

Si, ricordo anche i fiumi che scaturivano dai mie occhi per

quell'amore non corrisposto, ma... chissà cosa darei per

poter rivivere quelle emozioni rare, uniche, divine...


P. S. avete visto la foto su esposta? La ragazza di cui mi

innamorai, è molto più bella...

 
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LA VERA ANTIPOLITICA

Post n°790 pubblicato il 18 Aprile 2013 da eric65v

Io per mia indole sono contro la violenza e amo la pace. Ci tengo a

puntualizzarlo, perché mi sono fatto un anno di galera in un

carcere militare per non indossare la divisa ed essere soggetto a

degli imbecilli che nonostante l'età adulta si mettono ancora a

giocare a soldatini e alla guerra. DETESTO NELLA MANIERA PIÙ

ASSOLUTA IL SISTEMA BELLICO DELL'UMANITÀ! Non credo

esista esempio più emblematico per evidenziare la stupidità

dell'uomo, più palese del suo modo di fare e concepire le guerre

contro altri esseri umani. 


Eppure... eppure mi sento di usare una forma di violenza nei

confronti di certuni che sono peggio degli scarafaggi. Li paragono

ad una epidemia causata da ratti delle chiaviche e che quindi la loro

eliminazione significa la nostra salvezza. MI RIFERISCO A

QUELLI CHE OCCUPANO I POSTI DELLA POLITICA ATTUALE

E DEI 4 DECENNI PASSATI. NON ESISTE! NON E' POSSIBILE

TROVARE UN SOLO UOMO CHE NON SI SIA MACCHIATO DI

QUALCHE CRIMINE, DI QUALCHE TRUFFA AI DANNI DEL

POPOLO ITALIANO O CHE NON ABBIA FATTO QUALCHE

SORTA DI COMPROMESSO PER IL SUO TORNACONTO. PIÙ

AUMENTERÀ LA CRISI E CI SARANNO SUICIDI E LORO PIÙ

SI AUMENTERANNO GLI STIPENDI E LE PENSIONI O

VITALIZI. Non pensate che esageri nel fare queste affermazioni.

Se ci troviamo nelle attuali condizioni, dove dei galantuomini sono

spinti a suicidarsi, è colpa dei politici e della loro politica nefasta e

contraria agli interessi della nazione. In Italia tutto è marcio,

perché i politici hanno messo ad occupare posti di prestigio nelle

regioni, province, istituzioni statali e parastatali o grandi industrie,

degli incapaci, ma che erano lacchè del politico di riferimento. 

Pensate solo per un attimo cosa hanno fatto nei confronti

dell'istruzione, dei figli o famiglie con figli, della ricerca, se si

sono mai interessati veramente della fuga dei cervelli. Se hanno

mai pensato di fare qualcosa nei confronti dei loro stipendi da

favola. Se abbiamo queste condizioni, è perché nei decenni scorsi,

questi politici che si sono succeduti, hanno fatto solo i loro interessi

e gli interessi dei loro amici e parenti.

MI SENTO DI DIRE CHE QUESTE PERSONE SONO

L'ESPRESSIONE DELL'ANTIPOLITICA. SONO MAFIOSI E

PER L'ITALIA EQUIVALGONO AD UN TUMORE MALIGNO.

PER CUI DEVONO ESSERE ABBATTUTI, PERCHÉ IN QUESTO

CASO VALE LA REGOLA "MORTE TUA: VITA MIA". SE

INCROCIASSI UNO QUALSIASI DEI POLITICI PER STRADA,

VI GIURO SULLA MIA STESSA VITA CHE GLI ANDREI

ADDOSSO E TORNEREI INDIETRO PIÙ VOLTE,

CALPESTANDOLO CON LA MACCHINA, PER ASSICURARMI

D'AVERLO DISTRUTTO.

CI STANNO PORTANDO AL SUICIDIO COLLETTIVO IN MODO SISTEMATICO...

PENSATECI...


MORTE AI CRIMINALI!!!

 
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LA COSCIENZA...

Post n°789 pubblicato il 17 Aprile 2013 da eric65v

 

Un ragazzo trova per terra un borsello, lo apre e vi scorge dentro un elevato numero di banconote da 100 e 50 €. Guarda subito i documenti e notando che il proprietario non abita distante da dove ha trovato il borsello, decide di portare tutto quanto ha trovato al legittimo proprietario.

Un uomo grida ad una donna di separarsi dai suoi figli piccoli. La donna con più fermezza e tenacia li stringe a se. L’uomo della Gestapo spara, uccidendo, la giovane madre ed i sui due figlioletti.

Cosa accomuna questi due episodi realmente avvenuti?

LA COSCIENZA

Entrambi si sono fatti guidare dalla personale coscienza. Il ragazzo del borsello, ha seguito i dettami di quanto immesso nella sua mente, sin da quando era piccolo bambino, dai suoi genitori, dai nonni o dalla nutrice.

L’ufficiale della Gestapo, ha seguito la sua coscienza, instillata da una coscienza sociale e di cui lui si è mentalmente nutrito.

Non credo che esista una coscienza universale e divina che contraddistingua il genere umano dal resto degli esseri viventi. Sono convinto che la così detta coscienza, sia frutto di vaghe reminiscenze di precetti appresi nell’adolescenza o di cui ci si lascia coinvolgere emozionalmente, nell’arco della propria esistenza.

Questo spiega l’evoluzione della coscienza nel corso dei millenni, dei secoli e dei decenni. Quello che prima molti pensavano fosse dettato da una coscienza innata e presente in ogni essere umano, nel tempo ha subito dei radicali cambiamenti o, addirittura,  diametralmente opposti.

ESEMPIO:

Qualche tempo fa si insegnava, che le donne non avessero coscienza e tanto meno gli animali. Ora che il genere umano si è emancipato, si è arrivati alla conclusione che anche le donne hanno una coscienza e un’anima e molti insegnano che addirittura, anche alcuni animali, abbiano una coscienza ed un’anima.

Sono sempre più che persuaso che la coscienza, altro non sia che forme di insegnamento che riceviamo nella giovanissima età e che influiscono su di noi in modo emozionale, fino al punto di spingerci ad agire in un modo o in altro, a secondo di come reagiamo a questi impulsi emozionali.

La coscienza è una individuale etica morale e come tale, dipende da una buona educazione, dal tipo di amici che si frequenta, dall’amore che ci viene mostrato, dalla buona salute, e da un lavoro soddisfacente:

A QUESTI IMPULSI SI REAGISCE A LIVELLO EMOZIONALE E SI FORMA LA COSì DETTA COSCIENZA

Ma sono solo delle mie riflessioni…

 

 
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IL SESSO DEMONIZZATO...

Post n°788 pubblicato il 15 Aprile 2013 da eric65v

Mi sorprendo sempre di più quando leggo o sento di affermazioni di alcuni prelati del cristianesimo circa il dare consigli o pareri sulla sessualità. Poche persone che si ritengono cristiani, o cattolici che si voglia, sono a conoscenza di alcune dottrine che hanno accomunato la chiesa nei primi anni dalla nascita del cristianesimo. Eppure a quei tempi "Dio" e il suo operato era più evidente nell'ambito della chiesa e dei così detti "padri della chiesa".

Ancora non si capisce questa forma di repressione che autoimpongono gli appartenenti a questa religione anti umanità e totalitaria

"Santa Teresa d'Avila confessava che di continuo ogni vizio era in lei risvegliato, e Santa Caterina da Siena si dichiarava perseguitata da intere schiere di demoni, che lussuriavano nella sua cella e persino in chiesa."

"San Girolamo, autore della Vulgata (la Bibbia tradotta in latino), dottore e Padre della Chiesa, confessava che, pur vivendo tra bestie e scorpioni, era continuamente tormentato da visioni di belle fanciulle danzanti che lo tentavano. «Il mio volto era pallido per il digiuno, ma nel corpo freddo lo spirito ardeva di caldissime brame, e nella fantasia di un uomo, la cui carne era da lungo tempo pressoché morta, ribolliva ancora il fuoco di maligne libidini»."

"Durante i millenni, molta gente ha preso a cuore tali esortazioni (alla castrazione), credendo che la loro mutilazione avrebbe fatto guadagnare loro poteri speciali e favori in cielo. In Russia è esistito per centinaia di anni un culto chiamato Skoptsi, che in rituali resi frenetici tagliavano brutalmente i loro genitali, inclusi i testicoli, pene e seni. Questa mutilazione è stata trovata all'interno del Cristianesimo per secoli, giustificata da scritture, e questi Skoptsi non sono una aberrazione, poiché la castrazione era comune tra i primi Cristiani, incluso alcuni dei padri Cristiani.

Contemporanea di Origene c'era una setta che era tanto entusiasticamente dedita alla pratica che, in aggiunta alla richiesta di castrazione di tutti i propri membri, essi castravano anche ogni ospite che fosse sufficientemente imprudente da restare sotto il loro tetto. La setta, nota come Salesiani, praticavano le loro castrazioni con un pezzo di metallo rovente, riferendosi all'atto in modo appropriato come un "battesimo del fuoco"..... La tonsura dei primi sacerdoti del Cristianesimo è un simbolo riconosciuto di castrazione e la tonaca a forma di gonna indossata dai sacerdoti è, almeno in parte, una imitazione delle molte religioni che competevano con il Cristianesimo primitivo che richiedevano che i loro sacerdoti indossassero abbigliamento femminile solo dopo essere stati castrati.

Origene abbracciò tali concetti tanto entusiasticamente che egli castrò se stesso, con grande ammirazione di molti proponenti Cristiani:
Origene fu molto elogiato per essersi castrato. L'Apologia di Giustino diceva con orgoglio che i medici Romani erano supplicati da fedeli Cristiani uomini che richiedevano l'operazione. Tertulliano dichiarò, "Il regno dei cieli è spalancato per gli eunuchi". Giustino consigliava che i ragazzi Cristiani fossero de-mascolinizzati prima della pubertà, in modo che la loro virtù fosse permanentemente protetta."

dal web

 

QUESTA E' GENTE MALATA E DOVREBBERO ESSERE RINCHIUSI IN MANICOMIO...

 
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lilith

Post n°787 pubblicato il 11 Aprile 2013 da eric65v

Non occorre essere profondi conoscitori del cristianesimo, né essere religiosi, per sapere di cosa si sta parlando quando si fa menzione di Adamo ed Eva, il primo uomo e la prima donna creati da Dio per popolare il Paradiso Terrestre.
Non è altrettanto noto, però, che Eva fosse in realtà la seconda, se non addirittura "l'altra", donna, in quanto preceduta da Lilith, madre di demoni.


Lilith donna

La storia di Lilith è reperibile soprattutto nel folklore ebraico, se ne trovano tracce tra l'altro nella qabbalah e nel Sèfer ha-Zòhar (il Libro dello Splendore), anche se varie sono le versioni che vengono date del suo rapporto con Adamo.
Di certo, per così dire, vi è che Lilith sarebbe stata la vera prima donna, creata dalla terra e compagna del primo uomo, fino al momento in cui questi l'avrebbe rifiutata per congiungersi a Eva.

Lilith appare fin da subito come una figura tutt'altro che remissiva, che ben presto si rifiuta di soggiacere ad Adamo, affermando di essere stata creata uguale a lui, e per questo viene da lui respinta.
L'Alfabeto di Ben-Sira riporta il diverbio nato tra i due in questi termini: «Ella disse "Non starò sotto di te", ed egli disse "E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra".» Visto frustrato il suo femminismo ante-litteram, Lilith, infuriata, pronunciò il nome di Dio e abbandonò in volo il giardino dell'Eden, risparmiandosi in tal modo di essere cacciata e restando, contrariamente al suo abbandonato compagno, una creatura immortale, intatta nell'orgoglio ma sessualmente insoddisfatta.

Quest'ultimo problema lo avrebbe risolto una volta giunta sulle sponde del Mar Rosso, dove trovò vari demoni più che disponibili ad aiutarla in tal senso. Con essi diede vita a innumerevoli jinni, vivendo tutto sommato tranquilla fino al momento in cui Adamo chiese a Dio di riportarla indietro.

Allo scopo, tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof, vennero dunque inviati a riprenderla. I tre la trovarono e la minacciarono di morte se non fosse tornata da Adamo, ma Lilith fece loro notare di essere immortale e non temere le loro minacce, e soprattutto di preferire la compagnia dei demoni a quella del primo maschilista della storia.
Gli angeli, vista la scarsezza delle loro argomentazioni, si risolsero a dirle che avrebbero ucciso i suoi figli al suo posto.

Pur di salvarli, in un totale non sequitur, la donna promise che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva se essi avessero invocato la protezione dei tre angeli stessi.
Da qui sarebbe nata la tradizione di mettere al collo dei neonati un ciondolo con incisi i nomi dei tre, perché li proteggano fino al momento della circoncisione. Non è noto perché la protezione non sia più necessaria - o richiesta - in seguito.

dal web

 
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SILLOGISMO

Post n°786 pubblicato il 10 Aprile 2013 da eric65v

Non sono un filosofo e nemmeno ne avrei le capacità culturali,

ma ogni tanto amo filosofare e gioco a concepire, dal mio punto di vista, principi filosofici più o meno recenti.

Quello cui faccio riferimento, il sillogismo, risale ad Aristotele, al IV secolo a.C.

Infatti il sillogismo lo si fa risalire alla sua filosofia.

Questo metodo di ragionare e pervenire a delle conclusioni che parrebbero logiche, ha avuto notevole seguito per diversi secoli. Un esempio di sillogismo è questo:

Tutti gli uomini sono mortali.

Tutti i greci sono uomini.

Tutti i greci sono mortali.

Mi è piaciuto giocare con i suoi sillogismi applicandoli alla società in cui noi ci troviamo a vivere e notate cosa ne è venuto fuori, secondo il mio ragionamento.

Un partito politico che non porta benessere al popolo, è incapace.

Nessun partito politico ha portato benessere al popolo.

Tutti i partiti politici sono incapaci.

Ancora:

Chi fa gli interessi delle lobby non fa gli interessi del popolo.

Tutti i partiti politici fanno gli interessi delle lobby.

Nessun partito politico fa gli interessi del popolo.

Anche:

Chi non va d’accordo con i propri simili, odia l’umanità.

Le religioni non vanno d’accordo tra di loro.

Le religioni odiano l’umanità.

Ancora:

Gli uomini antichi che si inginocchiavano davanti a dèi di pietra e metallo erano ritenuti primitivi, stupidi e ignoranti.

Anche oggi gli uomini si inginocchiano davanti a statue di marmo e metallo.

Anche oggi gli uomini sono stupidi, primitivi e ignoranti.

Ma sono solo miei sillogismi…

 
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PERSONE IMPOSSIBILI...

Post n°785 pubblicato il 09 Aprile 2013 da eric65v

"adoro farmi leggere tra le righe, perché solo chi è come me può capire ciò che dico"

Questa è la frase trovata in un profilo femminile e ve ne sono diversi altri dello stesso tono.

Per esempio profili dove compare solo una foto rappresentante una manoo con dito medio dritto. Profili dove si legge: "Se non ti vado bene, sono cazzi tuoi".

Profili in Facebook dove compaiono come con cadenza regolare link che denotano una rabbia nei confronti di tutti e di tutto.

Vi sono dei profili femminili dove apertamente le titolari fanno riferimento a se stesse come a stronze, come se ci fosse da  vantarsene.

In qualche profilo si legge: "dio perdona, io no" e cose analoghe.

Io mi chiedo se queste persone si rendano conto di come sono effettivamente messe psicologicamente.

Premetto che sono delle mie riflessioni e, quindi, del tutto soggettive.

Dicevo se ci si rende conto di come sono messe psicologicamente.

Ora chiaramente ci sarebbe da fare una distinzione, nel senso che tutti possono avere una giornata nain e va da se che questo può divenire evidente da qualche cosa che ci viene di scrivere o mettere com link in fb o altro network che sia.

Ma se certi link compaiono in modo ossessivo nello stesso profilo, oppure si fissa nel proprio profilo una dichiarazione o dicitura che caratterizza il personale stato d'animo come se fosse perennemente raffigurato da qul link o da quella frase, mi porrei delle domande.

Chi dice d'essere sempre arrabbiata col mondo, o crede che essere stronza e non capace di perdonare, sta dicendo che è odiosa. Significa semplicemente che sta male con se stessa, Non si apprezza e rende evidente questo stato emotivo proiettando su altri il suo malumore.

Sono persone che staranno sempre male finchè ragioneranno in questi termini e continueranno a fare terra bruciata intorno a se.

Se, poi, sono alla ricerca di una persona che vorrebbero amare ed essere contraccambiate, ebbene, questo è proprio il metodo peggiore:

potranno ritrovarsi a condividere la propria vita solo con due categorie di persone.

O un rammollito che sarà uno zerbino. Un uomo privo di spina dorsale. Oppure uno che le prenderà a calci in culo e le lascerà sole...

 
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SVESTITI...

Post n°784 pubblicato il 05 Aprile 2013 da eric65v

...e i vestiti li abbiamo buttati. Insieme ci siamo tolti quelle ingombranti scaglie che creano solo una sgradevole e impropria barriera al tocco della nostra pelle...

La pelle di tutti e due che entrando in contatto si scaldava e, dando colore si infiammava sotto i baci, le carezze...i morsi...

Mi dici di non mangiarti, ma ami sentire i miei morsichini che ripercorrono tutte le parti del tuo corpo assaporandone la profumata fragranza che emani.

Erano tutti sparsi sul pavimento.  I nostri rivestimenti erano sparsi, perchè non vedevamo l'ora che il calore della pelle profumasse l'ambiente che avrebbe accolto i nostri gemiti. Non eravami interessati di sapere se fossero stirati e potessero sgualcirsi... m'interessava assaporare, gustare quel tepore profumato che ignudo appare nelle sue rotondità... le tue rotondità...

quel seno gustoso, saporito al tocco avido della lingua...

le tue due rotondità svettano maestose quando cade quell'involucro bizzarro che sembrano due berretti cuciti insieme. Appena caduto si è notato subito l'eplosione del tuo seno che acquistava forma e si librava, finalmente, in tutta la sua sfacciata capacità di contrastare la legge di gravità...

eravamo adamitici e avevamo tutto quel che serviva, c'era tutto: quello gettato per terra era inutile.

Svestiti, ma... ricoperti di noi...

 
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L'AL DI LA'

Post n°783 pubblicato il 03 Aprile 2013 da eric65v

 

 

Nel tempo la psicanalisi sta facendo luce su molte cose che nei secoli e millenni sono state prese per scontate ed erano quelle che venivano accettate come a scatola chiusa.

Come per diverse idiozie portate avanti nei secoli da molte religioni si sono fatti sentire i liberi pensatori scardinando dei dogmi che avevano radici profondissime, così la psicanalisi porta alla luce il motivo per cui molte cose vengono non solo accettate, ma addirittura difficilissime a sottrarsene. Mentalmente, sono impresse dentro di noi e sembra che facciano parte del nostro bagaglio genetico e che quindi ci differenzia dal regno animale e vegetale.

I liberi pensatori per esempio hanno abbattuto l'idea che possa esistere un inferno infuocato. Hanno fatto notare ai mefistofelici bigotti e ignoranti dei preti, che è impensabile poter conciliare l'idea di un Dio buono e misericordioso con la dottrina del fuoco dell'inferno. Quindi nei decenni hanno cambiato e insegnato che l'inferno equivale a qualche forma di allontanamento da Dio e dalla sua bontà. Ma su questo soggetto farò un post tutto suo.

Fermiamoci alla radicata idea che esista per il genere umano una vita dopo la morte.

Un'idea cavalcata dalle religioni per tenere buone le masse e indurle a far lievitare le loro ricchezze.

Per secoli i preti si sono arricchiti con le indulgenze e con le preghiere per i morti. Giocando sul fatto che con offerte in denaro potevano favorire, facendo fare delle preghiere ai preti o parroci, vescovi, cardinali e papa addirittura, comandando a Dio di spostare l'anima del caro defunto da un posto brutto ad una condizione di beatitudine: anche Dio si fa corrompere dalle tangenti? CHE IDIOZIA PARADOSSALE!!!

Eppure quanti accorrono dando soldi a questi assatanati di denaro pensando di fare del bene ai loro cari.

Ma veniamo alla psicanalisi.

Sin da bambini viene immesso nella nostra mente il concetto dell'al di là: ci parlano degli angeli e quando muore una persona cara, il momento di massimo dolore e in cui la mente è molto esposta e fragile, ci viene insegnato, cioè segnare dentro, che il defunto è andato a miglior vita in un altro luogo. Ed è chiaro che chi sente il cuore spezzato per la perdita di un proprio caro, preferisca credere che il suo "caro" sia stato accolto nella beatitudine del Signore. E' una forma collaudata di anestetizzante psicologico che aiuta a venir fuori dal profondo sconforto in cui ci si viene a trovare.

Va da se, quindi, che in quel momento molto vulnerabile della mente, un discorso del genere, trova terreno fertile e si annida in profondità facendoci credere nel tempo che sia una cosa naturale. La si accetta a scatola chiusa, senza razionalizzare il tutto.

La realtà è molto differente.

NULLA! Mai niente e nessuno ha dimostrato con chiare prove che esista un al di là.

Sono solamente atti di fede, creduloneria. E' quello che la mente vuole accettare in quei momenti tristi per anestetizzare il dolore...

 

 
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VERITA' E MORALE

Post n°782 pubblicato il 01 Aprile 2013 da eric65v

 

"La ricerca della verità, quando è sincera, deve ignorare le considerazioni morali; non possiamo sapere in anticipo se la verità si rivelerà identica a ciò che è considerato edificante in una data società".

B. Russell

Nel corso della storia solo tre categorie di persone hanno rallentato e, in molti casi, bloccato il progresso. Progresso in campo scientifico, medico, astronomico, fisico, culturale, sociale ecc.

La cosa che potrebbe sembrare più paradossale è che in moltissimi casi, proprio quelli che si gloriavano d’essere riconosciuti scienziati di fama mondiale ed indiscussa onestà, in molti casi si sono dimostrati i primi detrattori del progresso che altrimenti ci sarebbe stato.

Chi sospetterebbe, che ancora oggi giorno, scienziati scrupolosi, alterino i dati per sostenere le loro opinioni? O che scelgano i dati favorevoli alle loro teorie e scartino gli altri? Oppure che portino documentazioni a sostegno di esperimenti che non hanno mai fatto e falsifichino i dati per convalidare conclusioni che non possono dimostrare? O che scrivano in merito a studi mai effettuati e firmino articoli su cui non hanno mai lavorato o che non hanno mai neppure visto? Chi sospetterebbe che alcuni scienziati, che sono a capo di istituti scientifici di ricerca,  non mandano avanti determinate ricerche per non oscurare le loro personali scoperte di qualche tempo precedente? Eppure imbrogli del genere nei templi della scienza avvengono con una certa frequenza. Questi potrebbero essere i primi oppositori del progresso.

C’è una seconda categoria di persone che non amano, in molti casi, che si conoscano verità che per loro e le loro ricchezze sarebbero dannose e questi sono quelle più squallide.

I magnati delle lobby farmaceutiche, industriali, petrolifere, ecc.

Sapete quante porcherie ci fanno trangugiare a livello sanitario per arricchire le lobby farmaceutiche. Medicinali che non servono a niente e che continuamente ci vengono somministrati o peggio: medicinali riconosciuti dannosi che non vengono ritirati dal mercato e dalle farmacie. Scoperte mediche che ampiamente dimostrano la nocività di determinati farmaci e che non vengono resi noti. Tutto per ingrassare quelli già ricchi e schifosamente opulenti nelle loro avide ricchezze.

Un terzo elemento che nei secoli e millenni ha rallentato o bloccato il progresso scientifico, è l’ottusità delle religioni.

Noi in Italia abbiamo un primato in tal senso che riecheggia come esempio emblematico in tutto il mondo: L’episodio di Galileo Galilei e l’ottusa pseudo scienza biblica decantata dai dotti religiosi dell’epoca.

Ancora adesso la chiesa vuole ficcare il naso nelle scoperte scientifiche circa l’uso delle cellule staminali o le fecondazioni assistite.

 Si potrebbero fare diversi esempi per dimostrare come nei secoli la religione ha impedito il progresso a causa di una morale che faceva provenire dalla sua interpretazione della bibbia o dai vangeli.

Ricordiamo che la “morale” di cui tanto parlano i moralisti, è legata al tempo ed alla società. Per cui non esistono valori morali assoluti ed in qualsiasi caso, non c’è nulla che dovrebbe scoraggiare a fare una onesta ricerca della verità in tutto quello che viene chiamato “lo scibile umano”

 

 
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LA GRANDEZZA DI UN UOMO...

Post n°781 pubblicato il 27 Marzo 2013 da eric65v

Si narra che in un'occasione L'imperatore Napoleone, non riuscisse a prendere un libro dallo scaffale di una libreria: era troppo alto il ripiano per lui.

Quindi un suo maggiordomo gli disse: "Mi permetta o mio signore che sia io a prenderlo, essendo più grande di voi."

Al che Napoleone rispose: "No! Tu non sei più grande. Tu sei più alto"

Chiaramente Napoleone si sentiva, come uomo, più grande del suo maggiordomo.

Ma come si determina la grandezza di un uomo?

Cosa rende un uomo più grande dei suoi simili che lo circondano?

Si può fare riferimento alla ricchezza? Sono le ingenti capacità d'accumulare denaro o fortuna che designa la grandezza di un uomo?

Forse, come nel caso di Napoleone, a determinare la grandezza di un uomo è la fama e il potere che si è conquistato con la guerra e facendo conquiste?

Riterreste un uomo grande per le sue capacità intellettive nel campo della scienza, della filosofia, della politica, della religione o delle conquiste sessuali?

Molti personaggi storici hanno dimostrato d'avere un grande ascendente sulle folle, riuscendo a crearsi moltitudini di seguaci. Sarebbero questi, quelli ritenuti grandi?

Io ho una visione molto personale della grandezza che può appartenere ad un essere umano.

Secondo me nessun uomo si merita di stare su di un piedistallo rispetto ad altri esseri umani.

Un uomo che sente il bisogno di farsi un seguito, secondo me, è il più miserevole degli uomini, perchè ha bisogno di sentirsi lodato da altri. Deve sentirsi al centro delle attenzioni degli altri, altrimenti si avvilisce.

Un uomo che fa delle sue ricchezze, un punto d'approdo per definire la sua grandezza, è e rimarrà sempre povero. Questo perchè difficilmente l'accumulo di ricchezze sono esenti da imbrogli, disonestà e oppressione dei più deboli.

La fama e la gloria ottenuta con la politica o con le conquiste derivanti da guerre, sono il prodotto di compromessi e ipocrite manifestazioni di sincerità. Addirittura, per le conquiste in campo bellico, si devono annoverare anche carneficine di innocenti.

Quindi questi li riterrei la parte più infima del genere umano.

Quindi?

Come si fa a divenire grande?

Penso che in ultima analisi una persona grande non ha bisogno, perchè non sente questa necessità del plauso degli uomini.

Credo che quando si trovi una propria dimensione nell'essere in grado di vivere in pace con se stessi e con chi ti sta di fronte, sia, già di per se, una grande conquista.

Molti che hanno conquistato imperi, nazioni, folle o capacità intellettive, si sono rivelati poi, nei rapporti con i vicini, la famiglia o peggio con se stessi, dei miseri falliti.

E... quando non vai d'accordo con te stesso, sei il più miserevole degli uomini...

Ma sono solo delle mie riflessioni...

 
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PER SESSO O PER AMORE??

Post n°780 pubblicato il 26 Marzo 2013 da eric65v

  Qual è lo sport preferito dagli italiani insieme al

calcio? IL SESSO.  Pensate che significhi che gli

italiani amano fare sesso con la propria consorte?

Sembra  che fare sesso con un/a partener che non

sia il proprio coniuge, sia un'attività dilettevole da

parte di una bella fetta del popolo italiano. Il tema ci

consente di porre alcune domande interessanti, tra

tutte una:

qual è il tradimento meno doloroso, quello per sesso

o per amore? E all’opposto, meglio essere traditi dal

proprio partner per sesso o per amore?

 

Sembrerebbe banale come argomento, ma se ci

pensate sopra e fate una piccola ricerca, vi

accorgereste che non è poi così banale.

Il sesso all'interno del matrimonio, per molte coppie diviene quasi una routine, priva di passione che, invece, potrebbe scoppiare tra due amanti o occasioni di sesso clandestino.

Cosa ne pensate? Ritenete utile in qualche forma vivacizzare la vostra sessualità con qualche variante?

 E se veniste a conoscenza che il vostro partner vi tradisce?

Sareste meno contenti nel sapere che lo fa per amore dell'altro/a o che invece sono dei desideri di una espressione sessuale che desidera appagare in modo che trascenda dalla solita ruotine?


 
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