Creato da: eric65v il 12/09/2008
LA SOCIETA'

A TE AMICO MIO...

22/7/2008

IERI... UN ANNO FA

Stavamo lavorando insieme. Decidemmo di smettere alle 11.30. Era sabato. Io dovevo andare ad un laghetto di acqua sorgiva con degli amici. Tu...tu eri invitato a pranzo da amici.

Ci lasciammo erano le 11.35.

Alle 11.57 una telefonata.....Enzo vieni....-Carmine ha fatto un incidente-

Arrivai sul posto. La moto era nel campo. La... mia moto... era nel campo... Tu...tu eri in terra coperto da un lenzuolo.

Il poliziotto non voleva farmi avvicinare. Mi arrabbiai molto e lo feci da parte.

Mi avvicinai e tolsi il lenzuolo. Sul tuo volto era abbozzato un mezzo sorriso. Non un segno, non una escoriazione. Un mezzo sorriso.

Mi voltai verso il poliziotto e dissi -è svenuto, ma non si è fatto niente- il poliziotto....rimise il lenzuolo sul tuo corpo e mi spostò da parte.....dicendomi... - mi dispiace....-

Non capivo....non potevo capire.

20 minuti prima stavamo ridendo e scherzando insieme...

Addio amico mio. Hai lasciato questo mondo con un sorriso

Addio amico mio....mi hai lasciato....mi hai lasciato ed io avevo bisogno di te.

Addio amico mio...hai sempre chiamato me per risolvere le tue questioni, ora...ora io avrei bisogno di te e....tu non ci sei più.

Ieri....un anno fa.

A te.... AMICO MIO


 

 

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HEHEHEHE VI TENGO D'OCCHIO

 
 

IN QUANTI SIETE?

 
 

L'AMORE...

Gli amori più duraturi sono quelli
non corrisposti: ti restano nel
cuore, conficcati come una
scheggia, per sempre. E ad
ogni respiro ti mozzano il fiato.
E ad ogni battito ti straziano
il cuore. E se anche poi col
tempo possono fare meno
male, ogni volta che vedrai la
pioggia battere sui vetri, quella
scheggia che dà lì non se ne
mai andata ti ricorderà con
una fitta che il tuo cuore
non ha mai smesso di sanguinare
 per quel dolce sogno svanito.
 

 

 

ARISTOTELE

Post n°898 pubblicato il 06 Agosto 2015 da eric65v

ARISTOTELE
Si parte spesso dal presupposto che la Grecia sia la culla della democrazia e della cultura. Spesse volte, illustri letterati, si rifanno a delle massime di filosofi dell'antica Grecia per dar valore alle loro tesi o asserzioni.
Per esempio Aristotele, viene spesso citato perchè molto ebbe a dire circa la virtù che dovrebbe contraddistinguere un Signore da un popolano o uomo di strada.
Aristotele fa riferimento a due tipi di virtù.
1) Dianoetica, cioè quella che spinge a far uso della ragione o capacità intellettive, come saggezza e intelligenza. La riferisce all'arte o capacità di esprimersi con l'opera delle proprie mani o altre forme di arte.
2) Etica, o quella capacità di dominare i propri istinti. Quindi nelle scelte essere capaci di usare ratio e non lasciarsi sopraffare impulsi bestiali o istintivi.
Per quanto riguarda la Dianoetica, per esempio, secondo Aristotele, un Signore non si sarebbe mai ridotto a non usare saggezza e intelligenza, abbassandosi ad accumulare ricchezze. Questo lo avrebbe privato di quelle virtù proprie di un Signore e lo avrebbe accomunato alla gentaglia dei sobborghi.
Tutto questo ragionamento per concludere che quelli che voi andate a votare rendendoli dei leader, non sono altro che un'accozzaglia di gentaglia della peggior specie.
Riflettete: definireste un uomo con animo di un Signore, se questi barattasse i suoi interessi economici con il malessere dei suoi simili, dei suoi connazionali?
Quanti politici conoscete disposti a mettere a disposizione le loro ricchezze per il benessere del popolo?
Non vi illudete: Quelli a cui andate a dare il voto, di virtuoso, hanno ben poco. Potremmo definirli dei mafiosi mercenari...
MEDITATE... MEDITATE...

 
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SCIENZA E RELIGIONE

Post n°897 pubblicato il 30 Luglio 2015 da eric65v

"La diffusione della concezione scientifica, opposta a quella teologica, ha contribuito indiscutibilmente alla felicità."
B. Russell
Pensate che fino a prima che si scoprisse il Nuovo Mondo, si partiva dal presupposto che tutta l'umanità esistente abitasse in Europa, Asia e Africa. Secondo l'idea comunemente accettata di allora, quella trasmessa da eruditi biblici, filosofi e teologi (quelli più intelligenti), da una zona del medio oriente, una zona della Turchia, tutta l'umanità si estese in quei continenti. Questo perché, secondo questi religiosi, il racconto biblico della creazione come proposto nella genesi indicava queste conclusioni. La leggenda narra che dai monti dell'Ararat in Turchia, su cui si era arenata l'arca di Noè, le famiglie della terra si divisero. Quando si scoprì che esseri umani uguali agli europei vivevano già da centinaia d'anni sul continente americano, che era completamente circondato da oceani, ci fu un imbarazzante domanda cui tutti i grandi "esperti" teologi, filosofi e studiosi vari non seppero rispondere: "Se tutti gli uomini discendono da Noè e i suoi tre figli, Sem Cam e Iafet, da chi discendono questi che vivono da quest'altra parte della terra da secoli?"
Non stupisce, quindi, il notevole proliferare di teorie più o meno bizzarre e che accomunava le "grandi menti" di allora. Dovettero cominciare a rivedere il concetto, ormai ultracentenario, del racconto della creazione e del diluvio universale, così come narrato nella genesi. Questo però avvenne con grande vergogna di quelle che adesso definiremmo "mostri sacri della conoscenza e della libertà di pensiero". La fama della Sorbona di Parigi è riconosciuta a livello universale, ma chi si aspetterebbe che, per esempio, nel XVII secolo fecero ritrattare un grande naturalista e matematico come Georges-Louis Leclerc de Buffon, circa le sue argomentazioni riportate nella sua famosa opera, fatta di diversi volumi, riguardo alla formazione delle catene montuose e/o colline, mari e oceani. Buffon nella sua opera asseriva che l'esistenza delle montagne e vallate della terra, sono il prodotto dei vari sconvolgimenti tellurici nei millenni. Con questa tesi, Buffon, escludeva l'intervento divino. Questa sua osservazione venne condannata dalla facoltà di teologia della Sorbona di Parigi come "condannabili e contrarie alla fede della chiesa". Lo obbligarono a dichiarare pubblicamente: "Dichiaro che non avevo intenzione di contraddire il testo della Sacra Scrittura; che credo fermamente a tutto ciò che in essa viene riferito circa la creazione, tanto per quel che riguarda l'ordine cronologico, quanto per quel che riguarda i fatti descritti; abbandono tutto quello che ho detto nel mio libro relativamente alla formazione della terra e generalmente quel che può essere in contrasto con la narrazione fatta da Mosè".
All'epoca, (come in molti casi ancora adesso) non era permesso esporre delle idee, scoperte scientifiche, osservazioni astronomiche, di anatomia o altro, che andassero contro l'aberrante e castrante mentalità del clero religioso: cattolici, protestanti e tutti i fanatici esaltati, da queste emanate.
Ma quello che diede un colpo letale alle istituzioni vecchie di secoli come le religioni, cominciò durante il XIX secolo. La teoria dell'evoluzione proposta da C. Darwin, era divenuto un argomento di discussioni nei circoli intellettuali. Questo, insieme all'avvento dell'indagine scientifica, filosofica e psico-analitica, spinse personaggi autorevoli dello spessore di Nietzsche e Freud, a contestare il complesso di religioni che obbligavano a coercitive adesioni. Molti cominciarono a rendersi conto di quanto fosse inadeguato cercar di trovare risposte sul significato della vita nella religione esistente e alcuni studiosi si rivolsero altrove per comprendere le origini dell'umanità e avere degli indizi su come ebbero inizio le religione e perché. La bibbia, cominciava ad assumere più un aspetto leggendario, anziché fonte di verità divine inattaccabili e indiscutibili. Le vestigia di antiche civiltà nelle remote regioni del mondo in cui gli uomini vivevano ancora in società primitive, venivano ora prese in considerazione con occhi diversi e gli studiosi cercarono di applicare a queste società le metodologie di discipline quali psicologia, sociologia, antropologia e altre scienze, sperando di scoprire qualcosa che ormai le religioni tradizionali non potevano più svelare né inibire.

 
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INTELLIGENTE???

Post n°896 pubblicato il 26 Luglio 2015 da eric65v

"L'erudizione non insegna ad avere intelligenza."

attribuita a Eraclito

Mi sorprendo spesso di quanta considerazione viene dimostrata a chi possiede diverse lauree o che, comunque, occupa qualche cattedra in un ateneo piuttosto che un altro. Si parte dal presupposto, dal mio punto di vista, errato che molta conoscenza o elevata erudizione sia sinonimo di intelligenza. Come se le due cose fossero l'una la logica conseguenza dell'altra.

Eppure molte realtà quotidiane ci insegnano che non sempre le cose stanno in questi termini: La botte più grande non contiene per forza il vino migliore. L'albero più grosso non fa automaticamente frutti migliori. L'uomo più alto non è per questo più potente, E potrei continuare a lungo, ma credo basti a trasmettere quanto voglio dire.

Io ho avuto a che fare con il mio ex professore e quando gli ho fatto sapere che avevo scritto un saggio, pur complimentandosi, mi ha quasi snobbato. Poi leggendone degli stralci, ha cambiato radicalmente parere. Diverse cose, a detta sua, non le conosceva e non ci aveva mai pensato e si è complimentato. Gli ho fatto notare che anche se non ho più proseguito gli studi, ho comunque continuato a studiare e mi ritengo più uno studioso che studente.

Siamo subissati da esperti su tutte le cose e semplicemente perchè qualcuno possegga una laurea in qualche materia, e sia in grado di parlare scorrevolmente, lo si ritiene intelligente.

Ma le cose, come si diceva sopra, non sono, per forza di cose, conseguenti l'una dell'altra. Possono esserci degli operai che dimostrano di essere molto più intelligenti di professoroni e, scusate se lo tiro in ballo ma mi viene spontaneo come esempio: Il caso di Mario Monti quando è stato insignito del titolo "Senatore a vita" e poco dopo assiso sullo scranno di presidente del consiglio. Vi ricordate le prime manovre del suo governo? Subito l'innalzamento delle tasse. Ma c'era bisogno di chiamare un professorone per pensare a una conclusione del genere? Qualsiasi deficiente, sia laureato che poco acculturato avrebbe fatto le stesse cose. Per risolvere l'incresciosa situazione nazionale c'era bisogno di ben altro. Il fatto che questo Monti sia un rinomato bocconiano, non lo rende più intelligente di un operaio capace nel suo lavoro: una botte grande non contiene, obbligatoriamente, vino migliore.

Così anche gli attuali "esperti" che di volta in volta si susseguono ai posti di comando nel potere politico: sono cisterne piene del nulla. Sono persone che avranno, forse, anche cultura, ma... di certo di intelligenza ne posseggono ben poca. Nel loro caso potremmo definirli dei pezzenti e mercenari sciacalli, perché quando arrivano a ricoprire certe cariche, non possono che essere solo dei bavosi amanti del potere e di volgare pecunia...

 
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IL MIO NUOVO LIBRO

Post n°895 pubblicato il 25 Luglio 2015 da eric65v

ORDINABILE DA AGOSTO 2015

 
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LO SUPIDO DELL'UNIVERSO

Post n°894 pubblicato il 20 Luglio 2015 da eric65v

... eppure. Eppure mi persuado sempre più profondamente che tra tutti gli esseri viventi, l'uomo resta il più stupido in assoluto. Se dovessimo ripercorrere a ritroso il tempo e le ere, apprenderemmo che ai primordi della vita umana l'uomo doveva difendersi dalle bestie selvagge, dal freddo e da malattie varie. Non era poi così differente da altri esseri viventi, più o meno grandi, che popolavano la terra. Ci sono pochi animali, se ce ne sono, che non abbiano un nemico da cui difendersi. Come nell'ambiente acqueo, dove il pesce più grande mangia il più piccolo, così sulla terra ferma, generalmente gli erbivori devono temere i carnivori ecc.
Ma qual è attualmente in nostro nemico, colui dal quale proteggerci e difenderci? Le malattie riusciamo a debellarle. Dal freddo e dal caldo riusciamo a proteggerci. Non abbiamo animali da cui proteggerci come se fossero alla ricerca di un uomo da divorare. 
Si potrebbe concludere che non ne abbiamo: non abbiamo nemici predatori da cui doverci difendere.
Invece proprio in questo si evince la grande stupidità umana.

L'UOMO DEVE DIFENDERSI DAL SUO SIMILE.

Non esiste in natura un essere vivente che si organizza per distruggere il proprio simile.
Invece l'uomo ha inventato le religioni che hanno originato l'odio. Odio verso altri esseri umani.
Ha ideato il nazionalismo che ha dato origine a idiota razzismo. Razzismo verso il proprio simile.
Inventa partiti politici per elevare certuni a super uomini.Uomini che devono comandarne altri e, quando altri non lo riconoscono, vengono uccisi o comunque emarginati.
Crea il denaro e tutti sono alla rincorsa di questo. Per denaro uccidono i loro simili, fanno guerre e affamano singoli, popoli, nazioni e continenti.
Solo gli uomini sono così idioti da doversi difendere dal proprio simile. Nel regno animale e vegetale; quello "inferiore" questo non esiste.
IDIOTI CONCLAMATI...

 
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OZIARE O LAVORARE?

Post n°893 pubblicato il 16 Luglio 2015 da eric65v

E' un luogo comune dire che l'ozio è padre dei vizi.

Viviamo in una società dove chi non lavora, viene visto come una cattiva persona da evitare.

Molti additano alcuni abitanti di villaggi africani, indiani o australiani, dove molte persone passano la maggior parte del tempo a far niente, come oziose e incapaci di evolversi da una cultura che primitiva.

Quindi, per il moderno abitante della moderna ed "emancipata" società, chi lavora strenuamente e si tiene impegnato con duro lavoro, è emancipato. Gli altri no, gli altri sono primitivi e incivili.

Ma veramente il lavoro nobilita l'uomo? Veramente lo rende civile e degno rappresentante di una emancipata società?

Vediamo.

Dall'inizio del secolo scorso, sono stati raggiunti dei traguardi nella tecnologia impressionanti rispetto a solo qualche decennio prima.

Quali erano gli slogan che andavano per la maggiore in quegli anni e anche più di recente?

"Con la nuova tecnologia si lavorerà di meno e si guadagnerà come prima, quindi, si avrà più tempo per se stessi e per la propria famiglia." Così dicevano.

Era uno slogan da incivili?

Supponiamo che una fabbrica degli anni cinquanta del secolo scorso costruisse automobili. All'epoca c'era bisogno di molto manodopera nelle fabbriche. Poi la ditta si riorganizza facendo in modo che la tecnologia sollevi gli operai di molte ore di lavoro. Ora quello che prima veniva fatto da migliaia di dipendenti, a causa delle nuove tecnologie, può essere fatto dalla metà della manovalanza, periti, disegnatori ecc.

Cosa dovrebbe fare la ditta? Semplice:DIMEZZARE LE ORE DI LAVORO PER I DIPENDENTI, CON LO STESSO STIPENDIO DI PRIMA.

Sarebbe la cosa più logica da fare.

INVECE NO.

La ditta dimezza i dipendenti, lasciando centinaia o migliaia di persone senza reddito.

VI SEMBRA LOGICO?

Con questo modo di pensare, pensiero perverso secondo cui il profitto ingordo detta le regole, si entra in un circolo vizioso autolesionistico.

Perchè meno persone avranno reddito, meno persone potranno permettersi di acquistare l'automobile. Quindi?

Quindi il sistema è completamente errato.

Come mai questa Europa così "emancipata" impone delle regole di austerity alle nazione, imponendo di allungare l'età pensionabile, diminuire lo stipendio e altre primitive forme di sussistenza?

Semplice:

VOGLIONO RIDURRE LA GRAN MASSA DEL POPOLO ALLA FAME O ADDIRITTURA RIDURRE LA POPOLAZIONE DEI LAVORATORI.

CHIUNQUE PENSI AL LAVORO, ALLE DIPENDENZE, COME A QUALCOSA DI NOBILE O CHE DIA DIGNITA' ALL'UOMO, DIMOSTRA SOLO CHE IL LAVORO FATTO DA QUELLI CHE STANNO AI VERTICI DEL POTERE E' BEN FATTO...


 

 
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Post n°892 pubblicato il 09 Luglio 2015 da eric65v

ECCO LA COPERTINA CHE HO SCELTO PER IL MIO

ECCE OMINIDE:

IL MURO DEL PIANTO

E' il muro del pianto di Gerusalemme.

Molti saranno a conoscenza di questo muro, dove gli ebrei, quelli ortodossi specialmente, accorrono per piangere la loro triste sorte nella vita.

Piangono la loro diaspora e la mancanza stessa del loro tempio.

Il motivo per cui l'ho scelta come foto di copertina del mio libro non ha nulla a che fare con la diaspora degli ebrei, nè con le loro preghiere che una volta scritte su dei pezzetti di carta, inseriscono negli interstizi del muro tra una pietra e l'altra.

L'ho scelta, perché simboleggia 1)come il genere umano si è costruito un muro impenetrabile fatto di luoghi comuni, 2) "I muri sono nella mente". Finché il genere umano non si emancipa da quei falsi moralismi fatti passare per verità intramontabili, non riuscirà mai a penetrare oltre quel muro che ottenbra la sua emancipazione da ominide del paleolitico e, 3) tutta l'umanità dovrebbe piangere per essersi resa schiava per millenni di nazionalismi, religioni e idee castranti, che lo hanno reso più simile a un ominide anziché homo sapiens.

 
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ECCE OMINIDE

Post n°891 pubblicato il 25 Aprile 2015 da eric65v

Il mio ultimo libro ancora inedito.

Questa la sinossi:

Un governatore, indicando un uomo legato torturato e reso inoffensivo posto al suo fianco, lo additò alla folla antistante, dicendo: Ecce Homo. Da quella occasione sono trascorsi più di duemila anni, ma si può dire del genere umano che siano uomini, in quanto "homo sapiens" perché progrediti, emancipati e psicologicamente sviluppati rispetto ai suoi antenati che abitavano le caverne e non conoscevano ancora le più elementari nozioni delle leggi della natura e di ciò che li circondava?
Una disamina attraverso gli occhi di uno studioso che si sforza di fare una obiettiva sintesi della famiglia umana, circa la presunta asserzione dei molti, secondo cui siamo esseri evoluti o emancipati. Un'occhiata al tema sviluppato dai vari capitoli rende l'idea di quello che l'autore vuole dimostrare: dal modo in cui si viene educati nella prima infanzia e poi dalla società intessuta di falsi moralismi e regole. L'insano e frustrante dittatura psicologica di una società che impone di relegare ad altri la crescita del proprio modello di pensiero, della soluzione dei personali problemi e di rifarsi costantemente all'esperto di turno. Dalle religioni penetrate nel DNA dei popoli con i dogmi, le coercitive dottrine e superstiziose credenze che creano sensi di colpa e inibiscono quel desiderio innato di vivere liberi da paure e imposizioni socio-religiose divenuti pressanti modelli educativi e castranti luoghi comuni. L'incapacità umana di emanciparsi da quel preistorico limite che lo induce a vivere secondo la legge del più forte. L'ottusa indolenza a frenare l'inquinamento, il depauperamento e il folle e stolto sfruttamento della nostra terra a causa di egoistici interessi come finalità, per arrivare a governi e stati nazionali che opprimono intere popolazioni con guerre cruenti o di mercato, rifacendosi a una presunta supremazia razziale, economica o di ceto sociale, che si traduce in sopraffazione del più debole.
L'analisi critica in questo lavoro di E. Riccio, fa luce sulla debole capacità umana di liberarsi di vecchi tabù e arcaiche credenze che pur avendo dichiaratamente il sapore di folcloristiche usanze e costumi, nei secoli, sono divenuti potenti luoghi comuni che inibiscono lo sviluppo mentale di tutta l'umanità. Con semplici e palesi evidenze, denuncia la fragile precarietà della mente umana di riscattarsi dai suoi totem, onde poter vivere in modo emancipato e scevro da paludamenti pseudo-culturali.

 
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FOLLIA

Post n°890 pubblicato il 25 Aprile 2015 da eric65v

...e ho ascoltato tutti i miei silenzi. Quelle paturnie intrufolatesi

all'interno dei meandri delle mie assenze. Con dovizia di particolari

ho centellinato le mie ombre essendomi piegato nel raccogliere

quelle che denunciavano le mie inefficienze e i miei fallimenti.

Ho acquietato il mio cuore, anestetizzandolo con i piaceri della

carne.

Ho assaporato l'oblio e il devastante dissociarmi da me stesso,

riponendo nelle mani fatue di un'avvenente giovane il mio futuro,

avvedendomi della mediocrità delle sue parole: tenute insieme da

occhi ammaliatori, un corpo sinuoso e odoroso di bacche di ginepro

e fragrante cinnamomo. 

Ho disseminato il mesto andirivieni delle mie inquietudini con

briciole di follia per trattenere con legami ferrei la mia

ragionevolezza, onde non prendesse il sopravvento impedendomi di

vivere.

Sono sceso a compromesso con il mio buon senso: lui tiene a bada la

mia follia e questa gli impedisce di divenire un dittatore...

 
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FELICITA' INDIVIDUALE

Post n°889 pubblicato il 04 Aprile 2015 da eric65v

 

 "Poiché, sebbene

pochi uomini possano essere felici in solitudine,

ancor minore è il numero di coloro che possono

essere felici in una comunità che non consenta

libertà di azione individuale." B. Russell

 

L'errore più grande che

molti non riescono a vedere,  è pensare di creare

"sistemi" "democrazie"

"società" che possano andare bene per una vasta

collettività di persone: questa è vera utopia. Tutte le

forme di governo sperimentate fin'ora, sono

miseramente fallite e hanno portato solo infelicità,

discriminazioni, oppressioni, guerre, morte e

desolazione, oltre alla rovina del pianeta che ci ospita.

E'impensabile e impossibile realizzare qualsiasi

forma di grande società "organizzata" che possa

significare felicità per tutti e questo proprio a causa

del senso di libertà di cui ogni essere umano è

provvisto.

L'individualità di ogni essere umano viene sempre

soffocata, quando deve sottoporsi a "un sistema"

realizzato da terzi.

Quello che va bene per me, potrebbe non andare

bene per te e se anche andasse bene per entrambi

non significa che possa andare bene per la 

generazione futura.

L'essere umano vive bene in comunità con altre

persone, ma solo fin quando non viene compromessa

la sua individualità, il suo estro, la sua potenzialità

Tutti quelli che sono indotti a conformarsi ad uno

stile di vita, a un'ideologia, a una confessione

religiosa o che riducono la loro vita incarcerandosi in

una fabbrica che dice loro quando dormire, quando

mangiare, quando riposarsi e quando avere degli

hobby, sono persone che hanno smesso di vivere:

sono aquile con ali tagliate, aquile che

inconsapevolmente vivono in un pollaio.

La felicità di una persona normale, dipende dalla

possibilità di elaborare le proprie idee e sfruttarle

sulla scorta delle proprie esperienze e deve essere

messo in condizione, sempre, di subire

personalmente le conseguenze delle proprie scelte o

decisioni.

Perché questo avvenga, si deve cominciare a pensare

al concetto di società in termini differenti.

A mio avviso si deve cominciare a prendere in

considerazione la realizzazione di piccole realtà

societarie, dove l'individualità di ogni persona non

venga soffocata e dove ognuno impari a far uso delle

proprie capacità psico-fisiche per vivere

degnamente...

Quando alcuni invocano l'interveno dello stato su

decisioni personale, come potrebbero essere i gusti

sessuali e altri particolari che attengono alla sfera

intima e personale, non stanno facendo altro che

costruirsi le gabbie della propria prigione.

Lo stato, dovrebbe servire solo per proteggere la

cosa privata e pubblica:

NIENT'ALTRO

 
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SENSO DI APPARTENENZA

Post n°888 pubblicato il 14 Marzo 2015 da eric65v

«Per essere l'immacolato componente di un gregge, bisogna

essere prima di tutto una pecora». 

(Albert Einstein)

...eppure, quanti si sentono sicuri, essendo parte di un gregge.

Sembra che si debba per forza essere parte di un insieme, anche

se quell'insieme e composto da idioti, da scellerati. da disonesti,

da imbroglioni, ladri, mafiosi o altro.

Si cresce, o meglio, si viene educati dall'infanzia che è

fondamentale appartenere a qualche gruppo, a una élite o

un'associazione.

Non ci si rende conto che in questo modo si diviene come tanti

pecoroni decerebrati perché, ricordiamo il detto: quando tutti

pensano allo stesso modo, nessuno pensa veramente.

Invece sembra che tutti amano essere etichettati, catalogati,

schedati e, quindi, ingabbiati.

Già nei primi anni della scuola ti plasmano facendoti credere che ci

sia bisogno di un capoclasse e poi ti inducono a prendere parte a

delle votazioni: indirizzare il tuo voto di approvazione verso un

candidato piuttosto che un altro. Così nell'età adulta sembra

impossibile e impensabile vivere senza andare a votare. Ma chi

votare? Chi votate?

Sapete che se fossimo in una nazione onesta e si presentasse un

partito politico, come uno qualsiasi di quelli che ci sono attualmente

o anche nel recente passato, in Italia e qualcuno li votasse, si verrebbe perseguiti per associazione a delinquere? 

TUTTI quelli che siedono su quelle poltrone da molti anni, sono dei

mafiosi incancreniti dal desiderio di far soldi col sangue vostro e dei

vostri cari. Sono dei miserabile mercenari. Scellerati malavitosi e voi

quando andate a votare: STATE APPOGGIANDO LA MAFIA, LA

NDRANGHETA O LA CAMORRA...

Ma forse vi piace essere dei pecoroni, parte integrante di un gregge

di decerebrati...Emoticon frown

 
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Post n°887 pubblicato il 08 Marzo 2015 da eric65v

 

…e se potessi intingere il mio stilo in quel

calamaio ricolmo perché dichiari le mie

sensazioni; se con il pennino riuscissi a

dichiarare il mio cuore; se con la mano riuscissi a

mettere insieme quelle parole che, clandestine,

drappeggiano le mie inquietudini e con

arroganza si fanno pressanti…


…ogni lettera sarebbe intrisa di passione, ogni

sillaba che imprimo in quello spazio sarebbe un

bacio, che come rosso petalo si adagia sulla nuda

pagina; dalle parole nascerebbe una carezza che

sfiora il foglio; le frasi darebbero vita ai miei

pensieri che, ormai vagabonde, sublimano...


…quelle virgole e punti e virgole creerebbero

delle pause che come gemiti inespressi

darebbero forma a delle attese dense di

emozioni: quei puntini di sospensione farebbero

da testimoni a nostalgici argomenti di cui

nessuno più s’interessa…


…i periodi, quelli che scandiscono il tempo, dove

al suo interno vengono racchiuse le memorie:

film ben impressi e mai visti, concepiti, ma

abortiti, che hanno vita, ma che mai vengono al

mondo, disconosciuti ancor prima d’essere

conosciuti, intere pagine di vita vissuta che

nessuno sfoglia, segni tatuati sull’immacolato

candore della carta che pregni di ricordi, di

emozioni e impressioni che a nessuno

interessano più…

…l’ostinato imbrattare la carta mi diviene ostico: anche se le “illuminanti” affermazioni lacerano le mie interiora, con capo mesto appongo il punto finale e… l’abulia si fa spazio dentro di me lasciando immacolato il foglio seguente…

 

 
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SOLITUDINE

Post n°886 pubblicato il 22 Febbraio 2015 da eric65v
 
Tag: io...

... e ora cerco la mia solitudine. Mi metto in un cantuccio e

aspiro a quel senso di abbandono che appena mi attraversa

le viscere crea quello stato di apatia che da solo mi rende

refrattario al tutto...

Cerco la mia solitudine. La cerco, perché essa sola è capace

d'inseguire i miei stati di follia, li controlla e li abbatte... mi

rende abulico, inerte, inerme e comprime la mia sete di

vitalità...

Cerco la mia solitudine, così che possa rinfacciarmi tutti i

fallimenti e mi pesi sulla bilancia per trovarmi mancante e imporre sfacciatamente ai miei occhi tutte le mie insufficienze, i miei errori...

i miei sbagli...

La cerco, la imploro e la cullo, la mia solitudine, perché con essa mi sento in presenza di un'amica assente, di un appoggio falso, di un bastone incrinato, mi sento solo... in compagnia...

La mia solitudine: essa...

 
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UN PICCOLO STRALCIO DEL MIO: ECCE OMINIDE

Post n°885 pubblicato il 15 Febbraio 2015 da eric65v

Anche se a livello mondiale ci sono centinaia di

organizzazioni che hanno come obiettivo la salvaguardia del

sistema ecologico, piuttosto che le lotte contro il

disboscamento e lo sfruttamento di aree o oasi naturali, non

si riesce a capire che non dobbiamo proteggere niente e

nessuno. Siamo noi quelli da curare e proteggere. Finché

continuiamo a pensare d’essere superiori a ciò che ci

circonda, vivremo sempre come se fossimo fuori

dall'ecosistema che ci tiene in vita.

I rinoceronti, gli elefanti, le tigri, le balene, le foreste, le

barriere coralline, non hanno bisogno della nostra

protezione. Lasciate a se stesse si riequilibrano in modo

naturale e opportuno. Siamo noi ad aver bisogno di cura

quando pensiamo d’essere al di fuori del pianeta che ci

ospita, potendo disporre d’esso in modo selvaggio e

inconsulto come se ne fossimo i padroni assoluti. All'interno

del meccanismo biologico che ci circonda, non siamo

superiori, come esseri viventi, alla foglia di un albero o a un

fiore, un’alga, un pesce, un ippopotamo o un insetto .

Finché non capovolgiamo in modo totale e completo questa

nostra malsana ed eccentrica mentalità, faremo solo danni

alla natura e a noi stessi.

 
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CREDIAMO SIA VERO MA NON LO E'

Post n°884 pubblicato il 02 Febbraio 2015 da eric65v

«Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è». 
Mark Twain

Se vi dicessi che 2 + 2 fa 5, cosa direste? 
Se vi dicessi che il sole gira intorno alla terra e che questa è il centro dell’universo, come reagireste?
Se dovessi insistere nell'affermare che la terra poggia sul guscio di un’enorme tartaruga la quale a sua volta poggia sul guscio di un’altra e così via all'infinito, cosa pensereste di me?
O ancora: se dovessi indicarvi l’orizzonte e dirvi che in quel punto finisce la terra perché questa è piatta, cosa concludereste?
Forse pensereste che io sia fuori di testa e che abbia bisogno di un bravo medico.

La scienza, la matematica e le varie scoperte astronomiche, hanno dato prove certe di come stanno effettivamente le cose, per quanto riguarda gli esempi sopra riportati. Non si può credere in un modo o in un altro: le cose sono scientificamente provate e non sono in discussione, non si può avere delle idee personali in merito.

Ma ipotizziamo che io vi dica che non esiste il vostro Dio, ma invece, esiste Krishna. No. Anzi, esiste Giove, oppure Moloch o Amon-Ra.
Immaginiamo che io vi dica che la Madonna ha disconosciuto suo figlio. Oppure che la Trinità sia formata di cinque Dei ma sono uno in tre e tre in cinque, o anche che quando moriamo, una parte invisibile che è dentro di noi, si trasformi in insetti molesti oppure nelle gocce di pioggia che finiranno in mare. Cosa potreste dirmi? Qualcuno potrebbe contraddirmi? No!

Nessuno, per quanto riguarda questi ultimi esempi, potrebbe dire di me che sono fuori di testa o da ricoverare, perché non esistono prove matematiche, scientifiche o altro che possano dire che le cose stiano in un modo piuttosto che in un altro. Io potrei credere in Iside, Horus o Crono e Zeus e nessuno potrebbe dirmi niente. Sarei uguale a chi invece crede in Dio, Gesù, Allah o Jahvè. Potrei credere in una Madonna come la immagino io, con una proboscide al posto del naso o a una Trinità come piace a me e nessuno può dimostrarmi che sbaglio. Non esiste un metro di misura, non c’è una evidenza scientifica che possa dire che io sbagli e l’altro abbia ragione o vice versa, ma… 
Sono solo delle mie elucubrazioni…

 
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TI VOGLIO BENE

Post n°883 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da eric65v

... e così, quella forma di vergogna o inspiegabile ritrosia, si trasforma, a volte, in qualcosa che non vorremmo avvenisse.

Solo dopo qualche anno ci si rende conto di quanto si può essere stupidi nel non aver dato forza a quel semplice sentimento che in alcuni momenti ci sembrava spontaneo e quasi desiderabile: DIRE TI VOGLIO BENE.

Poche parole, semplici e dirette.

Poche parole che solo dopo tempo ci rendiamo conto che avrebbero fatto la differenza e ci farebbero stare bene, almeno in parte.

Le persone che più di tutte le altre dovrebbero sentire dalle nostre labbra queste parole?

L'amica? L'amico?

Il compagno di viaggio? L'amante o chi ci aiuta in qualche occasione?

NO!

Le persone che più ogni altro merita di udire da noi quelle parole, sono le stesse che si sono prese cura di noi quando non ce ne rendevamo nemmeno conto.

Ci hanno puliti, coccolati, imboccati, curati. Anno vegliato su di noi quando non lo sapevamo ed erano in apprensione se la febbre non si abbassava.

Hanno passato notti insonni e forse anche quando più cresciutelli facevamo tardi per il rientro a casa, non riuscivano a dormire per paura che ci fosse successo qualcosa.

Sono quelle persone, le prime e forse le uniche, che hanno gridato di gioia quando noi, che nemmeno ce ne ricordiamo, riuscivamo a stare in piedi e cominciavamo a fare i primi passi restando in equilibrio.

Sono quelle che con pazienza ci hanno insegnato a dire 'grazie', 'per favore', 'buon giorno' e mille e mille altre cose ancora.

Quale sarebbe il più bel regalo?

No... niente cose costose.

Non cose difficili e nemmeno complicate.

SOLO: TI VOGLIO BENE...

ricordiamocene finché ce li abbiamo...

 
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OMBRE

Post n°882 pubblicato il 11 Gennaio 2015 da eric65v

...e ho raccolto le ombre delle tue assenze, tutte

insieme sono poste.


il mero riflesso di un miraggio che da lontano mi saluta

e mi schernisce.


nell'angolo del cuore ho custodito la speme... essa

tradisce spesso i miei occhi.


nei sogni accarezzo ancora il paradiso, ma... sempre

più indistinti paiono le forme e i colori, ormai stinti,

non illuminano il mio viso.


gli anni secernono il loro freddo e cinico sapere che

hanno sapore di niente, di inconsistenza... 


di assenze mai colmate...

 
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.

Post n°881 pubblicato il 06 Gennaio 2015 da eric65v

... e vorrei concludere un patto con i miei occhi e non vederti più. Non permettere al mio sguardo di scorrere le tue foto, i tuoi istanti: quelli che immortalano la tua bellezza e confondono i miei pensieri.

Vorrei tanto tenere a bada il battere del mio cuore: tenerlo quieto, ma il pensiero di te lo fa rimbalzare.

La mia lingua vorrei zittire e renderla muta, ma la favella non si arresta d'innanzi alla tua immagine.

Prigioniero vengo condotto e arso nel mio desiderio di te vengo consumato...

 
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CHE TRISTEZZA...

Post n°880 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da eric65v

... non ti ho più scritto niente, non mi hai più scritto niente.

Che strana la vita: ci regala delle occasioni uniche dove l'essere abbracciati ci appare come il disegno del creatore per due persone e... poi:puff, tutto svanisce...

Mi sento come quando perdi le chiavi di casa e non hai nessuno che possa aprire la tua porta. Come quando sei in una città sconosciuta e vieni accerchiato da persone cattive e che non conosci.

Mi chiedo perchè. Perchè tutte quelle belle parole: Non ti dimenticherò mai."

"Sarai sempre nei miei pensieri." Poi, ti invio un messaggio per salutarti e mi rispondi dopo 3 giorni perchè non hai avuto tempo...

Che tristezza la vita...

Che brutto quando tu ci credi a quelle parole e poi... puff: è solo un modo di dire...

Che tristezza la vita...

CHE TRISTEZZA ALCUNE PERSONE...

 
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ANESTETIZZATI DA LUOGHI COMUNI

Post n°879 pubblicato il 14 Novembre 2014 da eric65v

Quando si dice luogo comune si pensa sempre a quello che altri subiscono come tali. Eppure, eppure più passa il tempo e più mi rendo conto che siamo talmente compromessi mentalmente che non ci rendiamo conto di quanto siamo imbevuti da un sistema becero, malsano e destinato alla rovina. 
Molti non sanno, per esempio, che negli anni trenta del secolo scorso, negli USA, la più alta percentuale di linciaggi da parte della folla, è avvenuta nei confronti degli italiani. La legge non ottemperava alla disonestà di molti italiani che ridotti in povertà e senza lavoro, si riducevano a rubare cose stupide, pur di sopravvivere e la folla insorgeva, linciando pubblicamente molti nostri connazionali. La legge era deficiente, nel senso che era deficitaria nel tenere sotto controllo questa micro criminalità. 
In Francia, quando il potere politico-monarchico in concomitanza con quello religioso depredava il popolo facendolo vivere in miseria, mentre loro sguazzavano nel lusso più opulento, il popolo insorse con la rivoluzione francese e ghigliottinò gli oppressori.
Noi siamo anestetizzati da troppi luoghi, che ci rendono dei rammolliti.
Quando dei politici si alzano la pensione, percependo in un mese soltanto quello che un pensionato che ha lavorato per 40 anni prenderebbe in due anni, non c'è da restare sorpresi, disgustati, scandalizzati, basiti o altro. C'è bisogno di andare di persona da questi farabutti a prenderli a calci in culo fino a non farli più sedere per il resto della vita.
Sapete che un emendamento del parlamento secondo cui le pensioni dei parlamentari, magistrati, senatori e altra cariche delle istituzioni pubbliche, dovrebbero restare entro un tetto massimo, è stato cancellato? In questo modo questi sciacalli, possono andare in pensione anche dopo due giorni di lavoro parlamentare con pensioni d'oro. Tutto questo, quando continuano ad innalzare l'età pensionabile di chi si spacca la schiena per portare a casa la pagnotta giorno dopo giorno. 
In questi casi, non dobbiamo pensare per luoghi comuni, secondo cui la legge farà giustizia oppure che il fatidico Dio ricompenserà giustamente: CI SI DEVE ARMARE DI FORCONI E BADILI E PERCUOTERE FINO ALLA SFINIMENTO QUESTI MAFIOSI BASTARDI.
Quando un governo sponsorizza attività che portano in rovina singoli o intere famiglie con le slot machine e il tabacco, vuol dire che a quei governi, non sta a cuore la salute del popolo, ma lo vuole spolpare, facendo solo lauti guadagni da queste attività: praticamente come fa la mafia, la ndrangheta o la camorra con i loro traffici. In questi casi, non si deve restare inermi o passivi: CI SI DEVE ARMARE DI PICCONI E BASTONI E ABBATTERE QUESTA MAFIA CHE SI SPACCIA PER GOVERNO, PERCHE' ROVINERANNO IL POPOLO.

MEDITATE... MEDITATE...

 
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