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Creato da: eric65v il 12/09/2008
LA SOCIETA'

A TE AMICO MIO...

22/7/2008

IERI... UN ANNO FA

Stavamo lavorando insieme. Decidemmo di smettere alle 11.30. Era sabato. Io dovevo andare ad un laghetto di acqua sorgiva con degli amici. Tu...tu eri invitato a pranzo da amici.

Ci lasciammo erano le 11.35.

Alle 11.57 una telefonata.....Enzo vieni....-Carmine ha fatto un incidente-

Arrivai sul posto. La moto era nel campo. La... mia moto... era nel campo... Tu...tu eri in terra coperto da un lenzuolo.

Il poliziotto non voleva farmi avvicinare. Mi arrabbiai molto e lo feci da parte.

Mi avvicinai e tolsi il lenzuolo. Sul tuo volto era abbozzato un mezzo sorriso. Non un segno, non una escoriazione. Un mezzo sorriso.

Mi voltai verso il poliziotto e dissi -è svenuto, ma non si è fatto niente- il poliziotto....rimise il lenzuolo sul tuo corpo e mi spostò da parte.....dicendomi... - mi dispiace....-

Non capivo....non potevo capire.

20 minuti prima stavamo ridendo e scherzando insieme...

Addio amico mio. Hai lasciato questo mondo con un sorriso

Addio amico mio....mi hai lasciato....mi hai lasciato ed io avevo bisogno di te.

Addio amico mio...hai sempre chiamato me per risolvere le tue questioni, ora...ora io avrei bisogno di te e....tu non ci sei più.

Ieri....un anno fa.

A te.... AMICO MIO


 

 

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HEHEHEHE VI TENGO D'OCCHIO

 
 

IN QUANTI SIETE?

 
 

L'AMORE...

Gli amori più duraturi sono quelli
non corrisposti: ti restano nel
cuore, conficcati come una
scheggia, per sempre. E ad
ogni respiro ti mozzano il fiato.
E ad ogni battito ti straziano
il cuore. E se anche poi col
tempo possono fare meno
male, ogni volta che vedrai la
pioggia battere sui vetri, quella
scheggia che dà lì non se ne
mai andata ti ricorderà con
una fitta che il tuo cuore
non ha mai smesso di sanguinare
 per quel dolce sogno svanito.
 

 

 

IL CALICE E LA SPADA

Post n°868 pubblicato il 22 Luglio 2014 da eric65v

...e così finalmente mi è arrivato il libro che per tanto tempo ho aspettato. Si tratta dello studio approfondito di una, studiosa appunto, che propone le sue considerazioni sullo sviluppo culturale dell'umanità.

Il libro: Il Calice e la Spada La civiltà della Grande Dea dal Neolitico ad oggi, mette molto bene in evidenza quanto ho sempre portato avanti io nelle mie osservazioni (non per questo, cioè che siano avallate da questa ricercatrice, devono essere prese in considerazione con più convinzione).

Questa scrittrice e attivista sociale, Riane Eisler, pone l'accento sulla misera condizione dell'umanità, a causa della condizione di sottomissione in cui, nei secoli e millenni, è stata tenuta la donna.

In effetti, come spiega la Eisler, nel mondo ci sono tanti maschi, quante femmine. In alcuni periodi o luoghi può capitare che vi siano più degli uni o più delle altre, ma in linea di massima si equiparano, allora perchè deve esistere una sfacciata forma di "androcrazia" come definisce la scrittrice la misoginia dell'uomo nei secoli?

Eisler, fa rilevare, con tanto di prove storico-archeologiche e/o solo archeologiche, che in un periodo di tempo anteriore a quello che noi conosciamo come civiltà, vi era un sistema egualitario tra uomo e donna. Non vi era e non esisteva il concetto di sottomissione della donna nei confronti dell'uomo come è stata amplificata dalle religioni prettamente androcratiche, dove l'uomo riceve da Dio il comando di sottomettere la donna.

Di gran lunga veniva riconosciuta nella donna, la Dea.

La Dea Madre.

E per quanto venisse adorata e aveva le più alte responsabilità all'interno della società, già molto sviluppata, di allora, non riteneva gli uomini inferiori. Anche se questi le tributavano venerazione, vita e capacità notevoli.

Nei secoli si è notato un letale e oppressivo dominio dell'uomo sulla donna, in concomitanza della violenza che il maschio dimostrava nelle guerre.

Nei periodi, anche recenti dei circa sei mila anni di storia, in cui le donne assumevano ruoli importanti, si notava un progressivo periodo di pace e non belligeranza, di elevata cultura, di anni dove la benignità umana emergeva per i meno abbienti e per l'arte in generale.

In tutte le società del passato e del presente, dove la donna viene sottomessa, si è assistito a periodi di guerre, di prevaricazione nei confronti di popoli più deboli e di un imbarbarimento circa la cultura e l'arte.

Vedete per esempio le odierne società androcratiche islamiche o quelle europee della cristianità del medioevo nel periodo dell'oscurantismpo.

Se vogliamo un MONDO pacifico, eleviamo la donna alla posizione che le spetta: l'altra metà dell'universo con uguali diritti, privilegi, forza decisionale e capacità culturali.

 
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PERCHE' LE GUERRE??

Post n°867 pubblicato il 06 Luglio 2014 da eric65v

In molti stanno alimentando l'idea secondo cui si dovrebbero evitare le guerre e nel corso dei secoli, specialmente nel secolo scorso, sono stati fatti notevoli sforzi per raggiungere un clima di pacifica convivenza trra le nazioni.

Ricordiamo per esempio gli sforzi fatti per dar vita all'organismo internazionale denominato Lega delle Nazioni, divenuto poi ONU, Organizzazione delle Nazioni Unite.

Anche quest'ultimo espdiente umano ha trovato un vasto consenso al suo esordio e ancora alcuni credono che questa organizzazione mondiale possa riuscire a imporre nel tempo la pace così tanto agognata. Io sono convinto che le cose andranno sempre in direzione opposta. Almeno finché si vivrà secondo una mentalità retrograda e prettamente guerrafondaia.

In quasi tutte le nazioni del mondo non si fa altro che inneggiare al sistema bellico del proprio paese. Inconsciamente si celebrano ricorrenze di guerre combattute. Si inneggia al propiro esercito o agli armamenti del proprio paese.

Qui in Italia si commemorano occasioni di guerra e si festeggiano avvenimenti in cui sono presenti delle falange dell'esercito. Come per esempio i bersaglieri, gli alpinisti o le freccie tricolore. In altre nazioni ci sono delle parate militari con tanto di folla inneggiante. Le stesse nazioni che fanno parte dell'ONU. Capite la grande assurdità?

Secondo molti uomini potenti, e non solo facenti parte di un esercito, come generali o colonnelli, di molte nazioni, specialmente quella americana, le guerre sono lo sprone necessario per incentivare ogni progresso tecnologico e di conseguenza culturale. Negli S.U. una grande fetta di tutta l'economia, è basata sulle fabbriche produttrici di armi. Per loro fare una guerra, signica incentivare e incrementare l'economia del loro paese.

Ora io mi chiedo: a chi assomigliano gli uomini che fanno valere le loro ragioni con la guerra, con la forza bruta, con la sottomissione violenta del più debole? Non assomigliano all'uomo delle caverne che si faceva rispettare con l'uso della violenza?

Non c'è scampo: finché riterremo gli americani o altre nazioni evolute, benché siano solite usare la forza bruta per farsi rispettare, significa che noi stessi siamo ancora incivili e primitivi. Finché l'uomo farà uso della violenza per il quieto vivere, non sarà differente dagli ominidi che vivevano ancora ricurvi e con la clava in mano...

 
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Post n°866 pubblicato il 22 Giugno 2014 da eric65v

Mi sento nulla senza il tuo respiro,  mi chiedo, a volte,

se lo senti lo squarcio delle tua partenza se l’avverti

quel ferruginoso cigolio che non è più né dolore né tristezza.

 

Mi spoglio delle armi della  pelle e mi spavento mentre

lotto contro una morte lenta e arida del cuore.

Un cuore… che pulsa sangue ma… non batte, un sangue… che

Scorre, ma… non ossigena

E poi, tento di scacciarti dalla mente, con l’illusione

d’avere forza, a sufficienza, per annientare démoni che

spuntano da remoti ricordi, senza tregua.

Scheletri che aprono ante di armadi posti in lontane soffitte.

Mi spiano, mi deridono, stando a distanza puntano

l’indice schernitore.

 

E m’interrogo…, in continuazione m’interrogo,

mi guardo come in uno specchio dove dall’altra

parte un figuro senza forma si staglia come preso

da paralisi, respira… ma non vive, mangia beve…

ma non ha forza.

 

Mi affaccio alla finestra e vedo lo scorrere del tempo…è inesorabile.

Un albero maestoso conficca i suoi rami nel cielo di

un autunno che declina verso un inverno. 

Un inverno che deride la sua superbia e lo umilia abbassando

fino a terra il simbolo della sua potenza.

 

E ancora tu che  hai umiliato la superba vitalità di un re…

lo hai fatto inginocchiare… gli hai tolto dignità,

l’umore della sua essenza è stato risucchiato.

 

Ecco… l’aspetto di un uomo emaciato, denudato…eviscerato.

Non ci sono colpi sul mio corpo, ma il dolore è lancinante.

Non esistono ferite, ma le piaghe sono giunte a suppurazione.

 

E grido… alzo la mia voce che senza suono cerca orecchio

bendisposto… Non c’è… non esiste chi si dimostri

disposto a comprendere il mio strazio, il mio dolore… il mio inciampare

 

E io… Io divengo il mio nemico…

 
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QUANTO POTERE???

Post n°865 pubblicato il 18 Giugno 2014 da eric65v

 

...e così è capitato proprio a lei. Lei, una ragazza, ormai donna, bella come le stelle di notte e l'aurora al mattino. Bella e fresca come l'acqua limpida di sorgente. Bella e affascinante con quei suoi sorrisi a mille denti in fila perfetta come soldati durante una parata militare. Bella e perfetta in tutto il suo corpo: slanciato, sinuoso, desiderabile e conturbante.

E' capitato a lei che è stata una presenza costante nei miei sogni erotici, nei miei reconditi desideri, nelle mie passioni nascoste...
Lei, già sposata e scoperta fedifraga.
Ho spesso pensato che solo alcuni estremamente fortunati potevano ambire e ottenere la sua accondiscendenza invece...
Sono persuaso che le persone hanno tanto potere quanto noi ne attribuiamo loro. Nessuno.

NESSUNO!!!

Nessun essere umano è superiore a un altro, più forte moralmente o spiritualmente. Una persona ha tanto potere quanto noi ve ne attribuiamo.
Non esiste papa, imam, rabbino, guru, padre Pio, madonne o messia e cristo che possano ergersi a persone speciali. HANNO TANTO POTERE QUANTO NOI NE ATTRIBUIAMO LORO.
Un filoso di qualche secolo fa, un certo Filmer, insisteva per affermare quella che lui pensava fosse una realtà, cioè il diritto divino dei re. Lui pensava e insegnava che i re esistenti erano discendenti diretti del leggendario Adamo della bibbia e che quindi, avesse diritto a regnare per grazia divina. Per lui, Filmer, un re era il potere personificato. Lui,Filmer, attribuiva ai re un potere sorprendente: avevano tanto potere quanto lui ne attribuiva loro.
Nei nostri giorni abbiamo dei rincoglioniti giornalisti che esaltano omuncoli sfigati facendoli entrare negli onori delle cronache e mettendoli su dei piedistalli come se fossero superiori e così tutti noi inconsapevolmente, veniamo abituati a tributare a degli ominidi delle capacità o caratteristiche che noi solo vediamo in loro...
Sterco: ogni essere umano, quando muore, diviene semplice sterco.

 
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ESSERE SINCERI???

Post n°864 pubblicato il 17 Maggio 2014 da eric65v

"A volte mi domando se mi convenga essere sincera o se forse è meglio essere come la maggior parte delle persone, che dice solo ciò che più gli fa comodo..."

Quello sopra è una frase presa dal link di una mia amica in Facebook e, fin qui niente di strano si può pensare. Quello che suona strano, invece, sono i commenti che la mia amica ha ricevuto: tutti a concordare con lei sul fatto che molti sono sinceri sempre e comunque a dispetto di chi li circonda. Alcuni commenti mettevano in evidenza che la verità era sempre da desiderare più delle bugie o della falsità e che loro non sarebbero mai andati contro la loro natura di dire sempre la verità e comportarsi di conseguenza.

A voi non sembra strano?

Se tutti quelli che hanno commentato, la mia amica che ha scritto quella frase ed io stesso, siamo sinceri, onesti e amanti della verità, chi sono quelli che invece dicono la falsità o che si comportano in modo ambiguo o doppio, con scaltrezza e infingardia?

Sono persuaso che ognuno di noi, inconsapevolmente abbia agito, in qualche frangente, in modo da far pensare di se che è falso o poco cristallino.

Tutti noi siamo passibili di denuncia sotto questo aspetto e tutti noi a volte deludiamo qualcuno o, forse deludiamo le sue aspettative.

Ecco quale, in molti casi, è il vero problema.

DELUDIAMO LE ASPETTATIVE DI ALTRI.

Alcuni si fanno delle idee su di noi e ci costruiscono sopra: proprio come facciamo noi con altri, su cui, nutriamo delle aspettative.

E' un dato di fatto incontrovertibile che quando ci si aspetta qualcosa da qualcuno, inevitabilmente si viene delusi. Proprio come noi deludiamo altri che si creano delle aspettative da noi anche se, non le abbiamo suscitate.

Perciò sono pervenuto a questa conclusione:

E' vero che ci sono delle persone false e sleali. Persone che si nascondono dietro una parvenza di correttezza ma sono delle vere e prooprie arpie e iene, ma...

Ma la maggioranza delle persone, sono come tutti noi. Solo che forse hanno deluso delle aspettative che noi o altri si erano create perchè, come è riportato in un posto:

"NON C'E' UOMO CHE NON PECCHI"

 
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ESSERE ANARCHICI???

Post n°863 pubblicato il 29 Aprile 2014 da eric65v

Purtroppo per molti l'anarchia non significa solo assenza di governi politici, ma è sinonimo di assenza totale di buon senso, in quanto traducendo l'anarchia come libertà illimitata, molti ominidi poco differenti dagli scimpanzé, distruggono tutto e rifiutano qualsiasi forma di approccio razionale. Costoro sono peggiori di quelli che loro stessi accusano di detenere il potere sulle masse in modo dittatoriale. Una persona che si dichiara anarchica, è un essere umano che non accetta nessuna forma di governo organizzato, ma questo non lo rende libero di infrangere la libertà o proprietà altrui, altrimenti sarebbe un dittatore, che vuole imporre con la violenza, le sue idee agli altri. Quindi, sarebbe uguale ai comunisti del periodo di Stalin, dei fascisti del periodo di Mussolini o degli attuali governanti che dicono di essere democratici ma che di fatto impongono le loro leggi, create ad hoc per i loro personali interessi. Sotto questo aspetto, ultimamente abbiamo imparato a conoscere gli anarco-insurrezionalisti, che quando si muovono spaccano tutto e fanno danni come esseri bestiali.
Anche se per certi versi propenderei per l'anarchia, cioè assenza di uomini che si ergono a capo su altri esseri umani, ci sono molte cose che attualmente fanno concludere che sia solo utopistico pensare a un mondo anarchico, proprio a causa della incapacità dell'uomo di liberarsi di quel biberon culturale o pseudo-culturale, religioso e, quindi, superstizioso, che lo fanno vivere come i suoi antenati, ominidi, dove vigeva la legge del più forte e a tutti gli eventi naturali cui non riuscivano a capire o a dare una spiegazione e vi attribuivano proprietà trascendenti o immanenti. Molti diranno subito che un paese senza nessuna forma di governo è destinato al caos e si farà l'esempio classico del traffico automobilistico, che necessita di norme specifiche e controllori che queste norme le facciano rispettare, ma qui riprendiamo le parole dello psicanalista E. Fromm, secondo cui le cose cambieranno veramente "solo se l'intero sistema esistito negli scorsi 6.000 anni di storia si può sostituire con un sistema fondamentalmente diverso" Il traffico con le città e le megalopoli affollate sono frutto proprio di come è stata concepita la civiltà dal suo esordio ed è del tutto errata. La concezione che l'uomo abbia bisogno perennemente di leggi e norme stabilite da altri, è solo frutto di riflessioni e speculazioni filosofiche, studi sociologici e antropologici.
Molti pensano che l'anarchia sia un'altra forma di pensiero o corrente filosofica, come quella comunista, quella monarchica, quella socialista o quella fascista. Invece l'anarchia è l'evidente e risoluta azione di chi, vivendo sotto le ideologie politiche, le monarchie, le pseudo-democrazie o dittature, fa appello alla sua ragione desiderando sganciarsi da tutte quelle forze sociali di dominio che vorrebbero imbrigliarlo e condurlo come prigioniero. Del resto quello che avviene nel caso di molti giovani, o anche meno giovani, che cercano evasioni con l'uso della droga, dell'alcool e contemporaneamente sprofondando nell'ascolto di musica ad altissimo volume, non è nient'altro che un evidente rifiuto alla soppressione che avvertono nei loro confronti dovendo sottostare a una miriade di leggi, divieti e obblighi che inibiscono una loro personale capacità di relazionarsi senza l'apporto di legislatori e/o tutori dell'ordine. Si sentono come aquile rinchiusi in un pollaio. Quindi appena ne hanno la possibilità, cercano evasioni in occasioni in cui possano fare tutto quello che in quel momento passa loro per la testa. I rave-party ne sono un esempio. Questo si traduce in quella forma di rigetto dell'autorità che chiamiamo anarchia.
Quindi, sotto questo aspetto, il vero anarchico è colui che ha già delle sue idee e un suo codice di leggi, ma desidera sganciarsi dalla società che ne vuole imporre altre di altri. Vuole liberarsi dalla servitù intellettuale impostata su dogmi e paraventi istituzionali. Questi potrebbero essere la religione o Dio, potrebbero essere le istituzioni, le ideologie politiche, le etichette di cui si fregiano molti, pensando che contraddistinguano un uomo da un altro e tutte quelle forme di costrizioni che obbligano a sottostare in modo ferreo a delle leggi. Una forma di rigetto psicologico alle norme e alle forme di governo.

Ma... sono solo delle mie riflessioni...

 
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SEI EUROPEISTA??? BELLA ROBA!!!

Post n°862 pubblicato il 04 Aprile 2014 da eric65v

Così questa Europa unita, che dovrebbe significare pace e prosperità per tutti i popolo, rivela d'essere un tumore maligno che succhia energia in forma economica ai singoli paesi col significativo impoverimento delle famiglie e dei singoli che non vedono futuro per i loro figli. Secondo il giornalista Mario Giordano, come riportato nel suo libro: Non vale una lira, la macchina burocratica europea, costa milioni di euro. I vari parlamentari spendono più di due milioni e mezzo di euro in rinfreschi, mentre i concittadini di questi parlamentari si suicidano perché non arrivano a pagare le bollette di luce e gas o per comprare lo stretto necessario ai loro figli. Per il rinnovo del centro fitness interno al parlamento di Bruxelles si sperperano quattro milioni di euro annui, mentre le singole nazioni tagliano i fondi alla sanità, impedendo ai cittadini di avere le necessarie cure mediche tramite ospedali o centri sanitari che necessitano di essere ristrutturati. Hanno costruito una sede a Strasburgo con l'utilizzo di milioni di euro pubblici, che non viene utilizzata, perché poco pratica per i parlamentari.
Non esiste espediente umano atto a creare un qualche tipo di grande e unica società, che non comprenda sprechi e sciacallaggio da parte dei molti che le danno vita e questa UE è solo una delle ultime arrivate. Così come si diceva dell'arrivo di Obama a Bruxelles, è stata rincarata la dose per permettere a certi baroni dell'economia di arricchirsi ulteriormente affamando le singole famiglie perché insistono su una politica di austerità. Paventando ai parlamentari europei la paura di un conflitto con la Russia di Putin, il presidente degli USA ha fatto capire che la pace ha un costo e che tutti devono pagare per sostenere le basi NATO sparse in tutta Europa. Pensate che secondo il SIPRI, Stockholm International Peace Research Institute con sede a Stoccolma, la spesa militare della sola Italia, ammonterebbe a settanta milioni di Euro al giorno. In Italia, dove la spesa per l'istruzione e per la ricerca viene messa all'ultimo posto negli interessi dei politici. Pensate che un uomo che non si impegna per favorire la cultura, sia una persona intelligente o culturalmente elevata? Questo è quanto avvenuto nel periodo degli ultimi governi della nostra nazione, sia di destra che di sinistra e quanto avviene in tutta Europa, la culla della cultura...
Si pensa spesso che creando una unione di diversi stati, si crei la possibilità di garantire pace e serenità per molti più popoli, essendo la forza dimostrata da un organismo come quello europeo notevole. Ma credete che siano i singoli governi a decidere la politica da gestire a livello comunitario? Nel 2008, sotto pressione di diversi enti è nato il primo registro dei lobbisti attivi a Bruxelles. "Si sono iscritti 15-20 mila lobbisti individuali e 6.000 società." spiega Federica Patalano, ricercatrice nel settore delle lobby e nel gruppo che gestisce il registro delle società che si iscrivono.
Pensate che l'arte di influire sul processo decisionale, nella capitale comunitaria, è un affare da oltre un miliardo di euro l'anno, specchio fedele di un potere, quello europeo, in costante crescita. Le industrie e i vari monopoli industriali delle varie nazioni comunitarie, investono tutto quel denaro, solo per formare e pagare uomini e donne in grado di influire sulle decisioni che le nazioni sono chiamate a prendere. Alcuni vengono pagati migliaia di euro all'ora per aver successo sulle decisioni che si prenderanno. Hanno successo questi esperti inviati dai grandi magnati dell'economia europea? L'impronta decisionale di questi lobbisti incide sull'80 per cento delle politiche nazionali e su un mercato di 500 milioni di consumatori. L'impatto di quello che si decide nel triangolo formato da Commissione, Parlamento e Consiglio Ue supera però di molto le frontiere dei 28 Stati membri. Sempre secondo la Federica Patalano, "Nella Ue ogni combattimento è molto più duro, competitivo, in gioco ci sono più interessi, se in Italia hai 15-20 gruppi di potere che lavorano su un dossier, a Bruxelles ce ne sono 180-200." Quanto pensate che stia a cuore il benessere delle singole famiglie a questi lobbisti? I risultati dei passati quindici anni, parlano da soli. Questa è la società moderna. Vi sembra che siamo distanti dal medioevo o qualche millennio prima, quando esistevano persone che vivevano di una opulenza sfacciata a dispetto di chi a pochi metri moriva di fame, con quello che vediamo avvenire adesso?

 
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QUANTO SIAMO PROGREDITI???

Post n°861 pubblicato il 18 Marzo 2014 da eric65v

   La condizione dell’uomo da quel 17° secolo non è migliorata adesso che siamo nel terzo millennio, anzi, si può ben dire che è peggiorata. Prima esistevano poche realtà ad alta concentrazione industriale dove la maggioranza degli uomini erano semplici birilli nelle mani di pochi. L’odierna tecnologia, ha portato questo tipo di sviluppo persino nelle zone rurali. L’uomo viene usato dappertutto come un mezzo affinché alcuni, pochissimi, possano arricchire. L’essere umano non viene più visto in quanto tale e, quindi, con una sua individualità. Esso stesso si considera un mezzo per raggiungere un fine che magari nemmeno conosce. Un fine voluto e creato da altri, che magari non vedrà mai. Si lavora per delle fabbriche senza nemmeno sapere cosa si costruisce o per quale scopo verrà utilizzata quella vite che deve avvitare su quello strano oggetto. Molti che parlano di etica, non sanno nemmeno di cosa vanno cianciando. L’etica, a differenza dei valori morali, è qualcosa che ha a che fare con la psicologia dell’uomo. I valori morali, come si diceva, sono preda del tempo e dei costumi di un popolo piuttosto che di un altro. Quando si fa riferimento a un’etica umana, si va a toccare quello che è la psiche di ogni uomo e che ogni essere umano dovrebbe sviluppare per dire di se che si sta emancipando.

   Prendete per esempio i militari, i soldati di un esercito. Questi sono l’espressione vera di quanto l’uomo sia primitivo e ominide. Le persone che fanno parte di un esercito militare, vengono spogliate di tutto quello che può appartenere ad un essere vivente che dice di essere cosciente. Vengono private dell’esercizio della proprio essere pensante. Un buon soldato, che sia ufficiale, sottufficiale o soldato semplice, non deve pensare: deve ubbidire senza discutere. Non gli è permesso di elaborare idee proprie su quanto gli viene proposto. Gli ufficiali e i soldati del terzo reich, erano ottimi soldati, perché ubbidivano alla follia di uno schizofrenico uomo e del suo entourage. Chi sganciò le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, erano ottimi soldati, perché si attennero a quanto fu loro ordinato di fare: non contava l’etica personale. A nessuno dei soldati o ufficiali, nei due esempi, veniva chiesto di pensare agli effetti delle loro azioni: dovevano ubbidire e basta.

   Nelle odierne fabbriche, sei bravo se fai bene quanto ti viene detto di fare e senza discutere. Quanti operai che lavorano nelle fabbriche di tabacchi si pongono dei problemi circa le morti che causa il tabacco? Quanti dipendenti delle fabbriche chimiche che creano pesticidi dannosi per il suolo, per la fauna, per la flora e per l’uomo, si chiedono se quello che stanno contribuendo a immettere sul mercato sia dannoso per l’umanità? Chi alza la voce, in tali ambienti, non è idoneo per quella fabbrica, anche, se è fabbrica di morte. Devi seguire e sottostare a quello che è il tuo compito: ubbidire e zitto. I soldati che dichiarano che quello che fanno, lo fanno per la patria, non si rendono conto che sono stati talmente disossati e smidollati del loro amor proprio, fino al punto di non capire che la patria di cui parlano, non è altri che qualche esaltato che gioca ancora a soldatini e mai cresciuto. La patria non può parlare e non comanda nessuno. Quelli che comandano i soldati sono degli idioti e ominidi sottosviluppati psicologicamente, che amano mettersi in mostra come farebbe qualsiasi represso desideroso di attenzioni. Quando a un soldato, un operaio o impiegato e ufficiale, viene chiesto di ubbidire attenendosi scrupolosamente a un mansionario, gli si sta chiedendo di uccidere la propria etica e il suo essere uomo in grado di decidere. Come quelli che ubbidivano durante il secondo conflitto mondiale, quando mettevano gente innocente nelle camere a gas e poi nei forni crematori o chi gettò le bombe atomiche sulle città giapponesi.

 
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SEI DOGMATICO???

Post n°860 pubblicato il 13 Marzo 2014 da eric65v

 

È il radicamento nelle nostre convinzioni che ci àncora alla nostra ignoranza. Si impara quando si è pronti a riconoscere i nostri errori. A dubitare delle verità che ci sembrano più solide. A non restare bloccati nelle nostre credenze. Ogni passo avanti nel sapere è prima di tutto l’uscita da un pregiudizio.

dal web

Sembra quasi che io mi ripeta e, in effetti mi ripeto ma, credo, mai abbastanza.

Ci sono dei radicamenti nella mente di tutti noi (notate che mi includo anche io), che fanno veramente paura e saranno quelli che ci impediranno di progredire speditamente.

Faccio riferimento al progresso umano, all'evoluzione come esseri umani.

Noi non siamo progrediti di molto rispetto ai nostri antenati e, questo, è dovuto proprio al nostro essere legati a dei punti che riteniamo fissi, punti cardini. I pilastri della società, i veri valori o le fondamentali verità.

Eppure la storia dovrebbe insegnarci molto al riguardo. Tutte le così dette verità assolute, sono state smantellate da una graduale conoscenza delle cose.

Nel campo della scienza, nel campo astronomico, nel campo sociologico e in moltissimi altri ambienti dello scibile umano, sono avvenuti dei cambiamenti di opinione che hanno dovuto far ricredere anche i più ostinati sostenitori di quelle verità che ritenevano assolute.

Ultimamente ci sono stati dei commenti di sorpresa nei confronti di un eminente scienziato, Stephen Hawking, perchè avrebbe modificato la sua famosa teoria sui buchi neri.Qualche sprovveduto, avrebbe addirittura asserito che degli scienziati non ci si deve fidare, proprio perchè ogni tanto cambiano idea.

Li definisco sprovveduti questi ultimi, perchè non arrivano a capire che proprio quando qualcuno è disposto a cambiare idea su delle sue asserzioni e ammettere, umilmente, la sua rivalutazione del soggetto in questione, dimostra di non essere stupido, dogmatico e incapace di progredire ulteriormente.

L'intelligenza di Hawking è manifesta nel fatto che non si è trincerato dietro quello che qualche tempo fa riteneva una sua scoperta importante.

NON E' DOGMATICO!

Ma quante cose, voi, noi tutti, pensiamo siano verità assolute e non siamo disposti a metterle in discussione?

Forse molte più di quante immaginiamo...

 
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QUALE SAPERE...

Post n°859 pubblicato il 10 Marzo 2014 da eric65v

Le cattedrali della conoscenza, le grandi case editrici le testate giornalistiche, dove lo sviluppo mentale e l’emancipazione psicologica dovrebbe essere scontata, si, proprio loro, vomitano solo rotocalchi pregni di pettegolezzi che soddisfano quella curiosità primitiva, infantile e dove non vengono richiesti ragionamenti o riflessioni, dove non si dà libero sfogo alla mente di spaziare su nuovi mondi e conoscere la profondità dell’essere umano. Tutto viene appagato da quella forma bassa di conoscenza che riempie la bocca degli sciocchi, lasciando privo l’animo di quella sensibilità che deve caratterizzare l’essere umano. Parlano di singoli personaggi, per lo più dello sport o dello spettacolo e farciscono le informazioni di pettegolezzi sulla vita privata di questi che stuzzicano la parte elementare della capacità mentale di elaborare informazioni sulla scorta di quanto la vita ci pone davanti. Sono proprio i depositari del sapere che inibiscono la mente dei molti, fornendo loro cibo privo di contenuti, capace di dare quella fittizia sensazione di sazietà ma non fornendo le energie necessarie al funzionamento di una mente sana e reattiva. Si gloriano di etichette che oramai sono arrugginite a causa del loro insano e avido desiderio di guadagni di ricchezze, di introiti monetari che li fanno abdicare dal ruolo che originariamente li poneva sul palco della cultura e della conoscenza.

 
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CATENA DI S. ANTONIO

Post n°858 pubblicato il 06 Marzo 2014 da eric65v


Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio
Giacomo Casanova
eppure negli anni è diminuito l'interesse delle persone a privarsi del semplice piacere, o meglio dire: essendo Dio meno presente nella vita delle persone, questi non influisce più nelle loro faccende personali, quindi, poche volte si chiedono se a Dio interessi o meno.
Ma forse dovremmo partire da un altro punto cardine:
Le persone non sono più terrorizzate, come un tempo, dalle funeste sventure che potevano capitare a chi trasgrediva le leggi o i precetti della chiesa.
Pensate solo ai vostri nonni e alla paura che avevano dell'inferno: erano letteralmente terrorizzati e questo influiva su tutta la loro vita: Dio non c'entrava niente.
Quello che incuteva timore e rispetto per il sacro o il rigetto del gaudio e della spensieratezza, altro non era che il terrorre delle sanzioni. Grosso modo quello che capita a molti che rispettano le leggi, solo per paura delle multe o della prigione.
Potremmo paragonare il tutto a quella stupida e aberrante stoltezza cui molti si genuflettono come primitivi e cattivi superstiziosi.
LE CATENE DI S. ANTONIO!!!
Ne avete mai ricevuto? Ne siete mai stati gli artefici o succubi?
Pensate: una persona che si dichiara vostro amico e poi vi invia una lettera sulla quale viene detto che se non vi adeguate ad una certa cosa vi capiteranno una serie infinita di cose sgradevoli o vere e proprie disgrazie. Se appena mi fosse possibile, uno/a che si dichiara mio/a amico/a e mi manda una cosa del genere gli sputerei in faccia e gli proibirei di rivolgermi il saluto. IDIOTI!!!
Lo stesso avviene nei confronti delle leggi di Dio. Molti non le osservano più solamente perchè hanno capito che i vari anatemi dei preti e delle chiese, sono solo delle fesserie di poveri idioti che non hanno più spessore nella vita delle persone...

da PensieriParole

 
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PENSATE DI ESSERE LIBERI...?

Post n°857 pubblicato il 17 Febbraio 2014 da eric65v

Quello che ruba la nostra libertà è il fatto di essere prigionieri dei nostri stessi meccanismi automatici. La libertà vera, piena e totale non esiste ed è ragionevole che sia così, ma di certo cercare di ingabbiarsi in una serie di meccanismi che nel tempo diventano automatismi che inconsciamente assorbono il nostro spazio vitale e la nostra sete di libertà, è da sciocchi.

Inconsapevolmente sin da bambini ci mettono un cerchio alla testa che ci farà vivere per il resto della nostra vita come se viaggiassimo in una macchina che ha il freno a mano tirato. L’uomo forgia con le sue mani le catene che lo stringono e che gli rubano il tempo della propria vita.

Quando assorbiamo mentalmente un'ideologia religiosa e/o politica e ne facciamo un punto di riferimento della nostra vita, stiamo creando dei meccanismi che nel tempo diventeranno automatici e, senza rendercene conto, boicotteranno la nostra libertà. Molti hanno letto o conoscono la storiella di A. De Mello circa quell'aquila che si credeva un pollo, perchè quando pulcino appena sgusciato dall'uovo si trovò in un pollaio. E' quello che capita anche a molti di noi quando ci vengono imposte dei precetti di tipo religioso o di una pseudo morale. In quel momento è come se ci tagliassero le ali. La nostra mente viene assoggettata a dei meccanismi che nel tempo ci faranno vivere in una gabbia di limiti, credenze, proibizioni e castrazioni mentali che ci faranno credere d'essere liberi e di avere la verità in tasca, quando in effetti, benché aquile, viviamo come polli. Queste catene che ci impongono o che noi stessi ricerchiamo, ci sottraggono tempo e limitano la libertà della nostra vera essenza, obbligandoci a fare cose che altrimenti non faremmo; come un aquila che non starebbe mai in un pollaio. Ci dedicheremo a qualcosa, impiegando tempo, risorse ed energia che altrimenti non faremmo. Molti, per esempio, vivono la loro vita come se fossero prigionieri di un fantomatico domani, un futuro dove verranno premiati. Questo li tiene prigionieri in un meccanismo mentale che impedirà loro di vivere l'oggi, di essere aquile ora. Resteranno sempre polli sebbene abbiano ali di aquila.

L’uomo che potrebbe dipendere solo dagli elementi naturali, incomincia ad occupare la sua esistenza ad ingabbiarsi in un meccanismo sociale dalla quale non può uscire perchè ha un morboso timore di infrangere certe convenzioni giudicate indispensabili alla reputazione della casta cui sceglie di appartenere.

Poi si fa schiavo di una carriera che lo sballotta qua e là, alla mercè del capriccio altrui. Dovrà sottostare ai mestrui di un capo ufficio, perchè solo così potrà fare carriera.

Poi, non contento ancora, si dà un partito politico o si impegna in una ideologia che farà sua e che gli sottrarrà altro tempo alla possibilità che invece avrebbe di librarsi nell'aria e godere di rinvigorente libertà. L’uomo moderno, da qualunque parte si volti, è circondato da una rete di ferro spinato che non si può varcare senza pericolo di morte. Non ha libertà né di disdirsi né di contraddirsi, ma deve sempre portare una maschera che lo obbligherà a sottomettersi all'autorità che avrà riconosciuto.

L’uomo sociale è ipnotizzato e schiavo delle convenzioni: ogni individuo è succube delle abitudini. L’abitudine impaccia la libertà e la felicità non solo perchè è disarmonica, ma perchè ci vieta di sviluppare tutta la nostra potenza e inghiotte letteralmente la nostra realtà.

Rompere l’abitudine è il primo passo per conquistare la libertà di noi stessi, per veder chiaro e lontano nella vita. Vi sono degli uomini i quali non vivono che di abitudini: esaminateli un momento e vedrete che si tratta di esseri inferiori, di gente il cui mondo si riduce a un angolo di un angolo minuscolo, fiori di serra che appena messo il capo fuori della vetrata cadrebbero uccisi dalla forte ventata della libertà.

Ma, sono solo delle mie riflessioni...

 
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QUAL E' LA SINISTRA, QUAL E' LA DESTRA...

Post n°856 pubblicato il 13 Febbraio 2014 da eric65v

Ora quello che io scriverò sembrerà per molti anacronistico

perché, pensano, nell'era moderna va da se che ci si debba

interessare di politica e di quello che fanno i politici. Invece

io penso che sia l'errore più grave e pericoloso che uno

appartenente al popolo, che dovrebbe essere sovrano, può

fare.

Mi spiego: Quando noi diciamo: "io appartengo alla destra"

o "io alla sinistra" oppure: "no io sono con i moderati di

destra" e l'altro: "io con i moderati di sinistra", ecc. Non

stiamo facendo altro che rovinare l'Italia dandola in pasto a

dei parassiti mercenari. Noi del popolo, che dovrebbe

essere sovrano, dovremmo interessarci dei risultati.

Dovremmo essere estremamente pragmatici e mai legati

sentimentalmente a una ideologia. Se dovesse esserci al

potere un nuovo Mussolini che fa solo il bene del popolo,

dando dignità di vita al popolo e possibilità di vedere un

futuro per i propri figli, cosa mi interesserebbe sapere che è

di destra o di sinistra? Se ci fosse uno Stalin che prendesse

in mano le redini del governo italiano e farebbe stare bene

tutti, eliminando la povertà ed emancipando la popolazione,

rendendola più istruita e desiderosa d'imparare, cosa

m'importerebbe se è un comunista? I FATTI. Sono i fatti che

dovremmo guardare e non l'ideologia cui si ispira Tizio O

Caio. Quello che dovremmo sempre e solo vedere e capire,

è la sincerità, l'onestà di chi viene posto al governo. CHE

CAZZO ME NE FREGA SE E' DI SINISTRA E POI MI FA

MORIRE DI FAME PERCHÉ' E' UN MISERABILE, SCELLERATO

MERCENARIO???? CHE COSA ME NE FOTTE SE E' DI

DESTRA O CENTRO E POI NON FA NIENTE PER CHI LAVORA

ONESTAMENTE PER PROCURARSI DA VIVERE?

A me, che sia di destra o sinistra, di centro o di fianco non

interessa. M'INTERESSA SOLO CHE MI PERMETTA DI

VIVERE DIGNITOSAMENTE E CHE DIA AI MIEI FIGLI LA

POSSIBILITÀ DI FARSI UNA VITA DECENTE.

TUTTI QUEI POVERACCI CHE SI SBATTONO PER LA

SINISTRA O PER LA DESTRA, SONO SOLO DEI POVERI

ILLUSI E SARANNO SEMPRE SODOMIZZATI...

LA DESTRA E LA SINISTRA NON ESISTE DA DECENNI.

SVEGLIATEVI, RINCOGLIONITI!!!

 
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Post n°855 pubblicato il 12 Febbraio 2014 da eric65v

ed come quando si rincorre se stessi. Ci si rincorre senza

mai avere la possibilità di afferrarsi. Non si riesce a capire

in che direzioni si è girati. Una sorta di perdita di identità ci

assale e pur guardandoci allo specchio non ci riconosciamo

o, forse, non vogliamo riconoscerci. Quella insofferenza che

ravvisiamo dentro noi stessi e che ci fa sentire vuoti,

instabili, insufficienti ad una misura che non conosciamo.

Non ci sentiamo adatti a un qualcosa che ci sfugge. Un

qualcosa che non comprendiamo e non vediamo. Sembra di vivere

una vita a metà, come se fossimo sotto la pioggia e ciò che ci ripara

è un ombrello a metà. Come quando si corre in una direzione che

non distinguiamo, un indirizzo cancellato o, forse, che non esiste.

Sentiamo dentro di noi come quando un vulcano ribolle e sembra

che da un momento all'altro debba esplodere. Una pentola a

pressione. Una molla tenuta pressata e che da un momento all'altro

sembra voler schizzare via impazzita. Si cerca quel tipo di solitudine

dove ci si vorrebbe leccare le ferite. Ferite che altri non vedono, non

comprendono. Ferite che ogni tanto riemergono e ci fanno piegare e,

forse, versare qualche lacrima silenziosa. Il desiderio di gridare, di

correre come pazzi e, forse, sbattere con la testa contro un muro.

Altri che vedono sempre il tuo sorriso, mentre dentro avverti come

dei convulsi dolori di parto: un travaglio che sembra non aver mai

fine.

Forse, forse dobbiamo solo fare pace con noi stessi...

 
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CHIACCHIERONI

Post n°854 pubblicato il 11 Febbraio 2014 da eric65v

"Cioè, la realtà non esiste, conta solo la sua rappresentazione."

Fondamentalmente è un lavoro o semplicemente un voler passare il tempo a dibattere e controbattere.

Si narra che gli antichi greci passassero del tempo per ascoltare chi avesse qualcosa di nuovo da dire e lo portassero al centro dell'areopago, una specie di tribunale posto sull'acropoli.

La loro occupazione consisteva nell'ascoltare e polemizzare su qualsiasi notizia o informazione di cui venissero a conoscenza e, se valeva la pena, la discutevano e poi decidevano se o non prenderla in considerazione.

Avendo delle loro idee precise su diverse questioni politiche, sociali e religiose, pensavano che ormai esistessero poche cose su cui si potesse dibattere, però lo stesso prendevano in considerazione chiunque sembrava potesse portare qualcosa di nuovo.

Un po' quello che avviene nei nostri giorni quando assistiamo a dibattiti politici o su notizie di fatti avvenuti. Ci sono rubriche televisive, talk show, che fanno a gara per accaparrarsi l'esclusiva di un programma su una notizia dove magari si sta ancora indagando. Eppure avremmo dovuto imparare a riflettere sulla frase riportata in alto a questo post.

Fondamentalmente, le cose sono tali solo perchè ce le rappresentiamo in quella maniera. Se qualcuno riesce a cogliere dei particolari e rappresentarceli in modo diverso, assumeranno per noi un significato differente.

E lo stesso discorso vale per la politica e per la religione.

Spermologos. In greco significa raccattasemi.

Quando assistiamo a quelle trasmissini televisive, stiamo ascoltando dei spermologos.

Così definivano gli inutili chiaccheroni gli antichi greci, cioè quelli che non avevano niente di reale importanza da dire: semplici chiacchieroni perditempo...

 
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Post n°853 pubblicato il 07 Febbraio 2014 da eric65v

Penso che poche, pochissime, persone sarebbero disposte a dire che non sono se stesse o che non siano manovrate. Anzi, un'affermazione che va per la maggiore in molti profili recita: io non sono nessuno, ma nessuno è come me.
Quindi in riferimento alla frase della vignetta, si può benissimo applicare a qualcun altro, ma sicuramente non a me.
Se invece vi dimostrassi che siete un semplice stampino come ce ne sono a miliardi?
Molti pensano, erratamente, che non piegandosi ai voleri altrui, che non condividono, significhi di per se che non si piegano, che non si fanno usare, ma è veramente così?
Forse siete stati già marchiati profondamente e non lo sapete.
Il marchio che riceviamo viene impresso dentro di noi nella primissima infanzia, quando le nostre facoltà cognitive sono molto basse.
Riflettete per un momento: Perché siete o vi dichiarate cristiano? E' una vostra scelta?
Perché quelli che nascono nei paesi islamici sono musulmani? E' stata una loro scelta?
Perché molti credono in un al di la dopo morti? Hanno qualche prova personale che possono portare per avvalorare questa loro tesi? E ancora: perchè pensate che  essere civili equivalga a vivere in una città sottoponendosi a leggi altrui? Oppure, perché pensate che necessitiamo di governi politici e istituzioni governative?
Vedete: tutte queste idee, vengono impresse nella mente di tutti i bambini, nella loro tenera età: crescono già deformati, come stampini, soldatini di piombo. Marchiati a fuoco come bestiame di proprietà altrui.
Perché il cristianesimo dovrebbe essere superiore all'islamismo? Parlatene con un musulmano e vedete se vi riuscirà di convincerlo. Entrambi porterete avanti le vostre ragioni, perché entrambi siete solo degli stampini: forgiati nella tenera età.
Perché credete in una vita dopo la morte? Semplicemente perché questa idea vi è stata inoculata nell'età dell'incoscienza e siete deformati, manomessi, plagiati.
Perché pensate che per il quieto vivere necessitiamo di città e governi e leggi su leggi che ci dicono persino a che ora dobbiamo andare in bagno? Perché l'aria che respirate, mentalmente, sin dalla tenera età, vi ha forzati a subire questo lavaggio del cervello. Quindi andrete a votare, perché dovete esprimere il vostro parere come in una società civile. Vi interesserete di politica per capire come e chi votare, ecc. Tutto come fanno tutti: STAMPINI, MARIONETTE CON FILI MANOVRATI DA ALTRI, BESTIAME MARCHIATI SECONDO L'APPARTENENZA.
Vedete, l'essere unici o, non uguali alla stragrande maggioranza, sottintende una elevata capacità d'analisi su quello che si è e su come si è stati già manovrati, quindi, fare delle scelte che potrebbero anche essere dolorose.

ma sono solo delle mie personalissime idee...

 

 
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ANDIAMO OLTRE

Post n°852 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da eric65v

ANTROPOCENTRISMO

Chissà se abbiamo mai sentito o riflettuto su questo

termine.

Inconsapevolmente, si è indotti a pensare che tutto

l'universo giri intorno a noi e viva e per noi. Continuiamo a

crearci dei problemi e ci facciamo delle grandi seghe

mentali (qualcuno, come ho detto in un link precedente, si

fa delle vere o proprie orge mentali), pensando a tizio o a

caio. Pensare a perchè ha fatto così e non cosà. Oppure a

quel paese dove le persone sono e fanno in un certo modo

piuttosto che in un altro e così via. Sembra che la nostra

vita ruoti intorno a quello che accade nelle nostre

immediate vicinanze e senza rendercene conto, ci sentiamo

spinti a giudicare quello che avviene, come se quelle cose o

persone non potessero vivere senza il nostro giudizio.

Ma... essere di mente aperta, come molti pensano

d'essere, presuppone che si vada molto oltre gli schemi

sociali di cui ci facciamo scudo e che divengono il nostro

guscio, la nostra perenne incubatrice. Pensiamo solo che,

forse, a soli pochi metri da noi, qualcuno non sa nemmeno

della nostra esistenza e sia lui che noi viviamo lo stesso.

Sicuramente, miliardi di esseri umani non hanno mai

nemmeno sentito parlare di noi e non sospettano che possa

esistere un noi che formula certi pensieri.

Il paese o quartiere dove abitiamo è insignificante rispetto

alla nazione cui apparteniamo e la nazione da cui

proveniamo, in molti casi, resta insignificante per la

stragrande maggioranza delle persone del pianeta terra.

La nostra terra è un pianeta piccolo e ininfluente nel nostro

sistema solare e il nostro sistema solo è una parte

marginale della galassia cui apparteniamo.

Pensate che la Via Lattea è solo una dei miliardi di galassie

di cui è composto l'universo...

Impariamo ad andare oltre. Non pensiamo in quello stretto

circuito mentale che ci fa vedere solo fino alla punta del

naso: noi, sia individualmente che presi nell'insieme, come

genere umano, non siamo nemmeno paragonabili a un

granello di sabbia rispetto all'universo...

 
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ELECTROLUX

Post n°851 pubblicato il 30 Gennaio 2014 da eric65v

Ed ora vorrei chiedere una cosa molto semplice e sarebbe

interessante ricevere delle risposte.

Se voi doveste fare la spesa, non so, diciamo che dovreste

comprare delle patate o della pasta e vi accorgete che nel

negozio in cui vi recate, vi fanno pagare letteralmente il

doppio di qualsiasi altro negozio, offrendovi lo stesso

prodotto della stessa marca, buona e garantita uguale.

Cosa fareste? Continuereste a comprare nello stesso

negozio dove spendete il doppio? Scusate la banalità della

domanda. La risposta sembra ovvia.

Ora spiegatemi per quale motivo un'azienda estera

dovrebbe avere qui in Italia le proprie fabbriche dovendo

sottostare al massacrante e proibitivo costo del lavoro che

la nostra nazione gli impone, quando in qualsiasi altra

nazione, gli costerebbe la metà, se non meno ancora? Per

quale motivazione dovrebbe mantenere le proprie aziende

in un paese che strozza e dissangua qualsiasi impresa o

azienda con tasse che hanno a dir poco del paradossale? Voi

cosa fareste se foste proprietari o amministratori delegati di

quelle aziende? 

La prima cosa che l'azienda fa è quello di cercare di

dimezzare la paga degli operai, perchè non può esimersi dal

pagare le tasse. 

Altrimenti, LE CONVIENE, CON OGNI RAGIONEVOLE PRESA

DI COSCIENZA, DELOCALIZZARE I SUOI IMPIANTI

PRODUTTIVI, ANDANDO IN PAESI DOVE IL CUNEO FISCALE

E' PIU' RAGIONEVOLE.

Quegli imbecilli dei sindacalisti che invocano piattaforme di

discussione con l'azienda in questione, dimostrano di essere

dei poveri rincretiniti e veri coglioni. Se veramente hanno a

cuore il benessere dei lavoratori, andrebbero dai governanti

che massacrano le aziende e li prenderebbero a calci in

culo. Aizzerebbero il popolo a prendere i forconi, ma per

infilzare quei scellerati che dicono di governare per il bene

del paese e li infilzerebbero nella terga se non

cambierebbero subito le leggi fiscali. Altro che discutere con

i proprietari della ditta.

Io spero che tutte le aziende estere se ne vadano dall'Italia,

altrimenti nessuno capirà mai che siamo ridotti alla fame a

causa di quei sciacalli e mercenari e, andando avanti così,

l'esito sarà infausto...

 
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SHOAH, OLOCAUSTO O COSA?

Post n°850 pubblicato il 27 Gennaio 2014 da eric65v

"I piloti delle opinioni stanno censurando in rete le foto dei bambini uccisi a Gaza, perché il mondo non deve sapere, non deve giudicare e non deve poter esprimere il proprio sdegno per la crudeltà che non guarda in faccia alle vittime.
Ariel Sharon, quando era al vertice del potere sionista ebbe a dire che: "I bambini crescono e diventano palestinesi", giustificando la loro uccisione, come se si trattasse solo della anticipazione di un destino già scritto."

shoah:
Termine ebraico col quale si suole indicare lo sterminio del popolo ebraico durante il Secondo conflitto mondiale; è vocabolo preferito a olocausto in quanto non richiama, come quest’ultimo, l’idea di un sacrificio inevitabile.
Olocausto:
Secondo alcuni dizionari, fu il genocidio degli ebrei europei perpetrato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Ciò potrebbe facilmente dare l’impressione che gli ebrei siano stati gli unici a soffrire e morire per mano dei nazisti. 
Tuttavia, è giusto e vero dire che il termine “Olocausto” o Shoah si applica solo alle vittime ebree dell’era nazista?

Per gli storici, l’Olocausto riguardò unicamente gli ebrei, per cui hanno poco se non nulla da dire dei nove milioni di non ebrei, inclusi tre milioni di polacchi (non ebrei), che pure perirono nella più grande tragedia che il mondo abbia mai conosciuto.

Quando gli eserciti di Hitler invasero la Polonia nel settembre del 1939, avevano ordine di attuare la politica di Hitler per procurare il Lebensraum, lo spazio vitale, per il popolo tedesco. Infatti per i nazisti, i polacchi erano Untermenschen (subumani) che occupavano un suolo facente parte del Lebensraum (spazio vitale) desiderato ardentemente dalla razza tedesca superiore. Hitler, pertanto, autorizzò le sue truppe a uccidere senza pietà o compassione ogni uomo, donna e bambino di discendenza o lingua polacca. “Solo in questo modo -sentenziò- possiamo ottenere lo spazio vitale di cui abbiamo bisogno”.

Il settembre del 1939 vide l’inizio di una inesorabile campagna di orrori per il popolo polacco. Hitler aveva detto: “La guerra sarà una guerra di annientamento”. Heinrich Himmler, uno degli scagnozzi di Hitler, aveva dichiarato: “I polacchi spariranno completamente dalla faccia della terra. È essenziale che il grande popolo tedesco consideri la distruzione di tutti i polacchi come uno dei compiti più importanti”. Pertanto l’Olocausto non aveva per obiettivo solo gli ebrei polacchi; aveva per obiettivo “tutti i polacchi”.

“Anche dopo la resa della Polonia [28 settembre 1939], l’esercito tedesco continuò a prendere seriamente l’esortazione rivolta da Hitler, quando aveva autorizzato a uccidere ‘senza pietà o compassione ogni uomo, donna e bambino di discendenza o lingua polacca’”. 
Infatti in L’Olocausto dimenticato, si legge: “La teoria nazista dell’impero coloniale in Polonia si basava sul negare la dignità umana ai polacchi che, dopo gli ebrei, erano quelli che Hitler odiava di più”.

Ma perchè ha avuto così tanta eco la strage degli ebrei come se l'olocausto fosse sinonimo solo della loro distruzione?

Semplice: perchè hanno più amplificazioni politico-economiche e sanno gestire meglio le relazioni diplomatiche, ma.... non dimentichiamo che l'olocausto ha avuto a che fare con molte, moltissime realtà non ebree.

Ricordiamo che quello che avvenne nella seconda guerra mondiale nei confronti di ebrei, polacchi e molte altre minoranze, come gli omosessuali, zingari, apolitici e altri, è molto simile a quello che gli Israeliani stanno facendo da decine di anni al popolo palestinese, ma nessuno o pochissimi ne parlano, perchè gli americani e gli inglesi coprono tutte le loro malefatte. Io non mi ritengo un antisemita, ma sicuramente sono un anti-sionista, perchè quegli israeliani sono bestie come lo erano i tedeschi di Hitler. 

La stampa poi sa solo fare delle inutili chiacchiere e segue la litania che gli americani e gli inglesi fanno dire loro. Poi ci sono anche idioti come quelli che nei giorni scorsi fanno arrivare teste di maiali alle sinagoghe. Questo li fa sembrare vittime, ma ora sono carnefici come lo furono i loro aguzzini. 
Quello che avvenne durante il secondo conflitto mondiale e quello che sta avvenendo da decine di anni ai confini con la Palestina non si chiama olocausto o altro, ma crimini portati avanti da bestie umane che bisognerebbe internare a vita.
Nel mio 3° libro, ancora inedito, queste cose sono quelle che hanno ispirato il titolo. Non è Ecce homo come disse un tizio duemila anni fa, ma ECCE HOMINIDE.
L'uomo è rimasto un cavernicolo di cui avere paura ed è talmente imbecille che opera strategicamente per la sua stessa distruzione.

 
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Post n°849 pubblicato il 26 Gennaio 2014 da eric65v

E' bello leggere del desiderio di amore e di felicità. Penso

che ogni essere umano aneli a conquistare queste due cose:

amore e felicità. So cosa significa quando sembra che per

noi la partita sia chiusa, finita e i giocatori si stanno

ritirando. A volte sembra che si continui a precipitarsi alla

stazione della vita e attendere il nostro treno, ma... non lo

vediamo: il nostro non c'è. Questa situazione ci fa star male

e a volte sembra che la vita si accanisca contro di noi.

Forse siamo noi a dover guardarci meglio attorno. Forse

sono i nostri occhi ad essere impiastricciati e ci impediscono

di vedere bene la vita che ci scorre intorno. Quando ci

sentiamo feriti per qualche delusione, capita che su di noi

cali un sole spento. Sembra che i suoi raggi non arrivino

mai a scaldarci. Sembra che tutto cooperi per la nostra

infelicità. Forze che con sinergia fomentano la nostra

disfatta.

NON E' VERO NIENTE!! 

Siamo noi ad avere occhi annebbiati. Siamo noi che non ci

accorgiamo di quanto si possa essere felici nelle piccole

cose, quelle vere, spontanee, quelle genuine e che ci

capitano tutti i giorni. Siamo troppo intenti a guardare il

particolare dell'albero che ci troviamo di fronte che, non ci

accorgiamo della grande foresta che ci circonda. Siamo cosi

scottati dalla vita che senza accorgercene ci tiriamo dietro

una nuvola perenne che oscura il nostro orizzonte. Non ci

accorgiamo che quei sentimenti feriti equivalgono ad una

palla enorme che ci trasciniamo come se ne fossimo

affezionati, come se fosse la nostra coperta di Linus. Il

nostro cuore è talmente oppresso che non gioisce più per le

cose di cui veramente si può essere felici. Se non ci

liberiamo di quella zavorra vedremo sempre tutto a tinte

fosche e la felicità ci sembrerà come qualcosa di astratto e

inesistente.

Non ci accorgiamo che stiamo manomettendo la nostra vita

consegnandola e dei sentimenti che ormai non esistono e

che appartengono al passato. Forse...

Forse il treno che cercavamo, ce lo troviamo di fronte e con

la porta aperta, ma... noi stiamo guardando in direzione

opposta. 

Siamo noi. 

Noi che catalizziamo la nostra vita su poche cose e

diveniamo refrattari a quello che ci circonda e che è bello,

dolce, spumeggiante e ci fa star bene...

Siamo noi che abbiamo messo in gabbia il nostro cuore

impedendogli di vivere e assaporare una nuova felicità che

appartiene a un altro modo di pensare. Siamo noi che ci

trasciniamo dietro una presunta felicità che appartiene a

un'altra vita e che ormai è svanita. Siamo noi che vogliamo

riesumare un noi che non esiste più.

Si cambia e così cambiamo anche noi: SMETTIAMOLA DI

VIVERE GUARDANDOCI ALLE SPALLE, AL PASSATO

REMOTO. IMPARIAMO A VIVERE L'OGGI, POSIZIONIAMO IL

CUORE AL PRESENTE E... GODIAMOCELO.

 
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