Creato da kyokushindave il 25/02/2007
 

MUDOKWAN

Blog ufficiale del Mudokwan Tae Kwon Do-Korean Karate. Tradizione, filosofia e tecniche del Tae Kwon Do e del Karate Coreano

 

 

Iscrizione Atleti Trofeo Citta’ di Roma – Fighting Karate Tournament

Post n°186 pubblicato il 14 Novembre 2011 da kyokushindave
 

Dal sito http://www.fighting-karate.com : http://www.fighting-karate.com/?p=1660

E’ disponibile da oggi l’iscrizione online dedicata al Trofeo Citta’ di Roma – Fighting Karate Tournament indetta dalla FISCAM e Shinseikai Karate Italia del 27 Novembre presso la struttura Laghi Del Salice Via Boccea KM 15 (sul Navigatore inserire Via Boccea 1460) dalle ore 09:00 alle 18:00 (presto verranno dati dettagli piu’ precisi riguardo l’orario).
Spedendo il form si certifica l’autenticita’ dei dati inseriti, inoltre si conferma l’avvenuta lettura e comprensione del regolamento (aggiornato e corretto del 12/11/2011) adottato dalla presente competizione scaricabile dal sito shinseikai.it , la maggiori modifiche comprendo l’obbligo del caschetto anche per gli atleti della prima serie e l’introduzione della categora +90 Kg nella prima e seconda serie.

Si certifica inoltre il possesso di un certificato medico che attesti la possibilita’ dell’atleta di partecipare ad eventi con o senza KO (Prima Serie Certificato per sport da combattimento con KO ammesso, seconda e terza serie certificato agonistico per discipline Light).
Si da’ il consenso al trattamento dei dati personali solo a scopi di iscrizione alla competizione.
Sara’ possibile iscriversi alla competizione fino e non oltre il 24/11/2011.

Per qualsiasi informazione o malfunzionamento scrivere a info@fighting-karate.com

 
 
 

Torneo Citta’ di Roma – Karate Knockdown Tournament

Post n°185 pubblicato il 11 Novembre 2011 da kyokushindave
 

dal sito http://www.fighting-karate.com/?p=1647

Si comunica che Domenica 27 Novembre si terra’ durante il Torneo Citta’ di Roma organizzato dalla FISCAM e sara’ presente anche la specialita’ dedicata al Fighting Karate.
Il Torneo e’ OPEN per qualsiasi Arte Marziale e Sport da Combattimento, il luogo (ovviamente a Roma) dell’evento sara’ comunicato a breve.
Si comunica inoltre che verra’ modificato e corretto il regolamento dedicato al Full Contact Karate e messo online al termine della revisione.
Le iscrizioni online saranno disponibile dalla prossima settimana.
A presto per ulteriori dettagli, intanto iniziate a prepararvi, OSU!

Noi del Mudokwan ci saremo!

 
 
 

Mudokwan, post allenamento...

Post n°184 pubblicato il 02 Novembre 2011 da kyokushindave
 

Mudokwan, post allenamento : alcune concatenazioni di base

 
 
 

Avvertenza...

Post n°183 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da kyokushindave

Il logo Mudokwan e le relative scritte (hangul, hanja/kanji) sono proprietà intellettuale esclusiva dell'Associazione Mudokwan Tae Kwon Do - Korean Karate Italia, il cui utilizzo è riservato alla identificazione della sola disciplina Mudokwan.

 
 
 

Mudokwan fighting rules (regolamento provvisorio)

Post n°182 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da kyokushindave

Mudokwan fighting rules :

 

1-Uniforme ed equipaggiamento

I combattenti devono indossare l’uniforme del Mudokwan (dobok tradizionale per full contact karate, si consiglia quello della “Kwon”, con scritta ufficiale Mudokwan sul petto).

Casco con protezione trasparente, corazza, se ne è previsto l’utilizzo per quella determinata competizione, guantini, conchiglia, paratibia e parapiede.

 

2-Contatto

Vige la regola del contatto pieno su tutte le aree permesse.

 

3-Aree di attacco

Il viso, zona frontale e laterale, il tronco, zona frontale e laterale, le gambe, escluse le articolazioni.

 

4-Tecniche permesse

Tutte le tecniche della boxe, pugni in rotazione, tutte le tecniche di calcio, spazzate, sbilanciamenti, clinch attivo per non più di 5 secondi (ma ripetibile per tutta la durata del combattimento, durante il quale, quindi, sono permessi sbilanciamenti e attacchi), afferrare il dobok o l’arto dell’avversario solo per sbilanciarlo o per portare un attacco (da effettuare entro tre secondi dall’avvenuta presa), ginocchiate al corpo e al viso.

 

5-Tecniche vietate

Tutto quanto non riportato nel paragrafo precedente è considerato vietato. Alla prima violazione verrà assegnata una penalità. Due penalità comportano squalifica.

 

6-Tecniche valide

Ogni tecnica (permessa), per essere considerata valida, ai fini del giudizio finale, deve essere portata con pulizia di stile, e con potenza sufficiente da essere accusata visibilmente dall’avversario, il quale ondeggi o barcolli e sia evidente che, nel caso di tecnica al viso, in assenza del casco di protezione la tecnica sarebbe stata realmente efficace.

Ogni tecnica di pugno, calcio o ginocchio, andata correttamente a segno e considerata valida per i motivi sopra riportati, comporta l’assegnazione di un punto.

Il primo combattente ad accumulare tre punti viene considerato vincitore.

Nel caso in cui l’incontro finisca in parità, è previsto un round supplementare : si aggiudicherà la vittoria il primo combattente che porterà a segno una tecnica considerata valida.

 

7-Durata del combattimento

Ogni incontro si svolge nell’arco di un solo round.

 

8-Durata del round

Tre minuti per la categoria “novizi” (compresi bambini e preagonisti fino al compimento del 15° anno di età).

Quattro minuti per la categoria “intermedi”.

Cinque minuti per la categoria “avanzati”.

 

9-Categorie

  1. In base al peso : - 40 kg, +40kg, +50kg, +60kg, + 70kg, +80kg.
  2. In base al grado : novizi (c.bianca/c. gialla), intermedi (c. verdi/c. blu), avanzati (c. rosse/c. nere).

 

10-Procedure da seguire

Prima dell’ingresso sul quadrato di gara i combattenti, con il casco protettivo sotto il braccio destro e tutte le protezioni regolarmente indossate, effettueranno il saluto verso il centro del quadrato stesso.

Giunti al centro del quadrato, effettueranno prima il saluto verso l’arbitro centrale.

Indossato il casco protettivo, al comando “charyot-kyongnè” i combattenti effettueranno il saluto reciproco.

Al comando “chumbi!” i combattenti si metteranno in posizione di combattimento (ovvero in guardia).

Al comando “sijak!” avrà inizio il combattimento.

Al comando “kalyò!” i combattenti dovranno separarsi.

Al comando “kasesok” il combattimento potrà proseguire.

Al comando “keuman” il combattimento dovrà fermarsi.

 
 
 

MUDOKWAN !

Post n°181 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da kyokushindave

Noi non vestiamo divise dai colori sgargianti, ma abbiamo una semplice uniforme bianca.
Noi non alleniamo tecniche e forme improbabili, ma alleniamo le stesse che la Tradizione ci ha trasmesso.
Noi non pratichiamo un combattimento limitato, ma tendiamo al confronto totale, pur consci dei nostri limiti.
Noi non abbiamo dogmi, ma sperimentiamo lavorando su noi stessi, non abbiamo punti fermi, se non la nostra infinita voglia di ricerca.
Noi dipendiamo da nessuno se non da noi stessi e dall'Arte che studiamo.
Noi siamo il Mudokwan, e dimostreremo di essere molto più di un nome.

 
 
 

Primo appuntamento FISCAM in Campania!!! Coppa Campania - specialità Kick Boxing Light

Post n°180 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da kyokushindave
 
Tag: News

I° appuntamento in Campania della Fiscam : il 06/11/2011 in quel di Nocera Superiore si disputeranno gare di Kick Boxing Light per il trofeo della Coppa Campania.
Sono aperte le iscrizioni : per info si veda sulla locandina oppure contattare l'indirizzo di posta elettronica : comitato.campania@fiscam.i
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Tae Kwon!

 
 
 

Le Forme del Mudokwan (hyung)

Post n°179 pubblicato il 22 Ottobre 2011 da kyokushindave
 
Foto di kyokushindave

Le forme rappresentano da sempre il cuore di un’Arte Marziale, quell’aspetto prettamente “marziale” che si contrappone a quello sportivo, del combattimento agonistico.

Ed infatti lo scopo della creazione delle forme era quello di allenarsi al combattimento in un periodo in cui l’Arte Marziale aveva come unico fine quello della difesa personale, laddove l’aspetto meramente agonistico era inesistente. Esse rappresentavano dei “contenitori” in cui si sono raccolte e codificate una infinita serie di tecniche di combattimento, a mani nude o con armi, comprendenti attacchi, difese, schivate, immobilizzazioni, leve articolari, etc.; tutte tecniche che non era possibile allenare e praticare con un compagno o in un combattimento reale senza provocare seri danni. Erano dei mezzi anche per lo studio dei punti vulnerabili del corpo umano, della respirazione, concentrazione e canalizzazione dell’energia interna.

Successivamente, con la globalizzazione e la commercializzazione delle Arti Marziali, l’aspetto ludico-sportivo, nonché quello educativo, presero il sopravvento su quello squisitamente pratico e marziale, volto alla sottomissione dell’avversario nel più breve tempo possibile : vennero così codificate delle regole, nacque il combattimento “sportivo” e vennero create delle forme che, più alla difesa personale, erano volte alla educazione del corpo (per quel che riguarda il Tae Kwon Do, le palgwe, i taegeuk poom se, etc.).

Le forme cd. “tradizionali” o “classiche” dunque, non vennero abbandonate, ma persero gradualmente la loro importanza e con essa il corretto modo di allenarle.

Ciò è ancora più vero nel Tae Kwon Do che, nato come vera e propria Arte Marziale (non dimentichiamoci che ancora durante tutta la guerra del Vietnam la quasi totalità dei soldati sud-coreani vennero scelti per essere degli esperti di Arti Marziali (tang soo do e kong soo do, e in questa qualità allenarono anche le truppe del Vietnam del sud) si è sin da subito distinto per la velocissima trasformazione in moderno sport da combattimento.

Ma cosa si intende per hyung tradizionali? Né i Palgwe Poom-sè, praticati prima della creazione dei Taegeuk Poom-se, né i Tul praticati in seno al Taekwon-do I.T.F. (impropriamente definito “Taekwon-do tradizionale”) e codificati verso la metà degli anni sessanta dal defunto Gen. Choi Hong Hi.

Per hyung tradizionali si intendono quelle forme in uso nei primi dojang coreani, degli anni ’40 e ’50 del novecento, quando era praticata quell’Arte Marziale che non era ancora conosciuta con l’attuale nome di Tae Kwon Do, ma con i più arcaici nomi di : Tang soo do e Kong soo do. Discipline, queste, ancora legate ai suoi “genitori” : il Karate okinawense e giapponese.

Quelle discipline, quindi, conservavano ancora tutti quegli aspetti più prettamente “marziali” che il moderno Tae Kwon Do (nelle sue due versioni : W.T.F. e I.T.F.) ha quasi perso del tutto, ovvero lo studio degli Hyung tradizionali, appunto, e al cuore marziale degli stessi : l’Ho Shin Sul, ovvero la difesa personale che nasce dalla pratica applicazione delle tecniche codificate in quelle forme.

Si tratta di forme che si definiscono “tradizionali” o”classiche”, perchè sono il frutto di secoli di stratificazione marziale e di applicazioni pratiche e che trovano origine negli stili nati dalla fusione del kempo cinese con quelli autoctoni delle isole Ryu Kyu (Okinawa in primis). Tali forme (in giapponese “kata”, in coreano “hyung”) sono poi state sviluppate nei tre stili principali sorti ad Okinawa (Shuri-te, Tomari-te e Naha-te) che diedero origine alle scuole di karate note come : Shorin Ryu e Shorei Ryu (distintisi poi in shotokan, goju ryu, uechi ryu, shorin ryu-matsubayashi ryu, etc).

Da queste forme, poi, verranno sviluppate quelle attuali, tuttora in uso in seno alla Internationale Taekwon-do Federation e alla World Taekwondo Federation.

Come già affermato, la forma era anticamente lo strumento che forniva agli adepti dell’arte del combattimento tutte quelle tecniche utili ai fini di uno scontro reale.

Il fondatore del Karate Goju Ryu, Chojun Miyagi, nella sua teoria del kata (Kata no genri), scriveva : “il kata è come un rebus, se non conoscete la chiave di interpretazione non ne ricaverete nulla”.

Si trattava, invero, di un atteggiamento normale nelle diverse scuole tradizionali : i loro adepti erano custodi di tutte quelle tecniche ricavate sperimentandole direttamente sul campo di battaglia, attraverso il reale confronto con la morte.

Il loro problema fu quello di trasmettere tali tecniche ai propri allievi senza il rischio che esse venissero carpite da scuole o clan rivali. Così la progressione dei movimenti venne alterata e qualche dettaglio tecnico omesso o intenzionalmente camuffato a tale scopo; i principi teorici che davano significato a tutto l’insieme degli elementi e che garantivano l’efficacia tattica di quella determinata forma ideata per essere applicata a quella particolare circostanza, erano svelati unicamente ai fedelissimi.

Il Bubishi è un antico manuale di kenpo cinese (chuan fa) : in questo antico testo segreto si trovano le mappe anatomiche indicanti i bersagli dove colpire l’avversario per procurarle la morte, anche con ritardo. In tali disegni vengono accuratamente descritte le ore del giorno più favorevoli per colpire ognuno dei punti vitali interessati.

In quel testo vengono spiegati, dunque, il dove e il quando colpire, senza menzionare però il fattore, forse più importante : il come colpire. Proprio per quel motivo di segretezza di cui sopra, viene attentamente taciuto con quale tecnica particolare portare l’attacco, se questa deve essere eseguita con il braccio o con la gamba, se con la punta delle dita o con il palmo della mano, se il colpo deve essere frustato o rotatorio, etc.

Erano conoscenze riservate dai Maestri a quegli allievi in possesso di particolari requisisti fisici e mentali che lo rendevano pronto a dedicare la sua intera vita al culto dello stile, inclusi i lunghi anni di servizio e apprendimento presso il suo Maestro.

Le forme tradizionali o “classiche”, pertanto, rappresentano, il vero mezzo di trasmissione dell’Arte Marziale.

Molti hyung praticati nel Mudokwan sono frutto della ricerca nell’area del Korean Karate (Kong soo do e Tang soo do) e del Karate Shotokan e Shorin ryu; altre provengono, particolare, dal Kyokushin Karate (Sanchin, Tensho, Seipai).

Caratteristica che più differenzia le forme hyung dai kata giapponesi omologhi è l'uso, in prevalenza delle tecniche di calcio in linea alta.

Vediamole più in dettaglio.

Taeguk (chodan, eedan, samdan)

Taegeuk” (dal giapponese “Taikyoku”, da non confondere con i Poom se Taeguk in uso nel taekwondo W.T.F.).

I fini pedagogici dei Taeguk sono di insegnare ai principianti a spiazzare e girare secondo un percorso prestabilito utilizzando parate di base (bassa e media) e le posizioni fondamentali (frontale e arretrata), in modo progressivo.

Molti osservano che il primo movimento di queste forme inizia sempre a sinistra (come anche nei successivi Pyung ahn) : questo è in relazione ad una convinzione esoterica orientale secondo la quale il lato sinistro del corpo umano apparterebbe alla parte interiore dell’uomo, alla sua natura inconscia.

L’esecuzione di queste forme segue uno schema che ricorda la lettera H rovesciata. Si tratta di forme perfettamente simmetriche.

L’origine di questi tre hyong si fa risalire alla scuole tradizionali di Okinawa. Altri ritengono siano una creazione di Yoshitaka Funakoshi, figlio di Gichin Funakoshi, padre del Karate Shotokan.

Nel karate hanno il nome di Taikyoku o Kihon Kata. Il termine “Taikyoku” (Taegeuk) viene tradotto letteralmente "grande ultimo" (in cinese il kanji con cui si scrive è pronunziato Tai Chi). La parola Taikyoku può anche avere il significato di guardare alle cose cogliendone l'unità, piuttosto che focalizzarsi sulle parti individuali e mantenere una mente aperta o una "mente da iniziando". La "mente dell'iniziando" è il fine che si cerca di raggiungere durante l'allenamento e nella vita. La mente dell'iniziando non può avere pregiudizi e non può rimanere aggrappata a una visione limitata. Essa è aperta a possibilità infinite.

Pyong ahn (chodan, eedan, samdan, sadan, ohdan)

Il significato di questa serie di forme è "Pace dello spirito".

Alcuni studiosi hanno avanzato da tempo la teoria che queste forme derivino dalla fusione di due forme cinesi più antiche, denominate “Channan”.

Si ipotizza che Bushi Matsumura maestro di Anko Itosu, colui che ha portato il Karate nell’era contemporanea, introducendolo nelle scuole di Okinawa, abbia tradotto i Channan nei primi tre Pyung ahn e tramandati allo stesso Itosu.

Successivamente il maestro Anko (Yasutsune) ltosu ha trasformato poi gli altri due arrivando agli attuali cinque Pyong ahn.

Presupposto ideale di questa serie è quello di sviluppare una mente calma, pacifica ed una armonia tra mente e corpo.

Sanchin

Mututato dalla corrente cd. “shorei”, il kata Sanchin è tutt’ora in uso nel Goju ryu, nell’Uechi ryu e nel Kyokushinkai ed è uno dei kata più antichi. Alcune leggende attribuiscono la creazione del Sanchin a Bodhidarma nel VI secolo.

Letteralmente significa "tre battaglie" o "tre conflitti.

Il Samchin cerca di sviluppare tre elementi nello stesso tempo:

1. la mente, il corpo, le tecniche;

2. gli organi interni, la circolazione ed il sistema nervoso;

3. i tre Ki, localizzati: nell'apice della testa (tento), nel diaframma (hara/dan jun) e nel basso addome (tanden).

Il Sanchin è una forma isometrica in cui ogni movimento è eseguito in uno stato di completa tensione, accompagnata da potenza, respirazione profonda (in giapponese “Ibuki”) che ha origine nel basso addome (tanden).

La pratica del Samchin non porta soltanto al rafforzamento del corpo, ma anche allo sviluppo della potenza interiore (ki) e alla coordinazione tra la mente e il corpo.

Tensho

Anche questo kata fa parte degli stili di area shorei.

Si traduce con "rotolare" o "mano fluida", letteralmente come "palmo rotante".

E’ una forma morbida e circolare (yin), e viene controbilanciata dal duro e lineare (Yang) Sanchin.

Da questa forma è possibile comprendere il legame che unisce il kenpo cinese agli stili coreani, okinawesi e giapponesi da esso derivati.

Palsek (Dae e So)/Bassai

Il nome di questa forma vuol significare "penetrare una fortezza" o "togliere un sasso dalla base".

Di dubbia origine la storia del kata, ma si tramanda che il Passai con altri kata fosse originario della Cina ed esportato alle Ryukyu nei primi anni del 1800.

Tutt’oggi esistono 12 versioni del kata tradotte da altrettanti maestri. E' uno dei kata più diffusi tra i vari stili.

Negli stili di karate coreano tradizionale è conosciuto anche con il nome di “Palchie”.

Il Palsek So pare sia stato codificato dal M° Anko Itosu.

Chulki (Chodan, Eedan, Samdan)

La traduzione originale okinawense è "combattere tenendo la postazione" mentre in lingua giapponese è "cavaliere di ferro" (Tekki).

Corrisponde al Tekki dello Shotokan (Nahihanchi).

La prima e seconda forma sono da attribuire a Bushi Matsumura, mentre il terzo al maestro Itosu.

La tradizione vuole che queste forme siano state composte dalle tecniche per combattere sulla diga di un campo di riso o con un muro alle spalle e con gli aggressori ai lati.

Kong Sang Kun (Dae e So) (Kanku/Kosokun)

Viene considerato la forma più completa in assoluto e per una perfetta esecuzione servono molti anni di apprendimento.

Il suo nome significa "osservare nel cielo...probabilmente il sole che sorge...".

La leggenda narra di un diplomatico cinese chiamato Kung Siang Chung che pare abbia portato questo kata dalla mitica città di Kushanku fino ad Okinawa.

Nel Karate è chiamato Kanku o Kosokun.

Jaon e Tjin

Jaon :Il suo significato è "il suono del Tempio", che la tradizione vuole gli sia stata dato in onore di un monaco cinese in visita a Okinawa.

Questo hyung, insieme al Tjin (versione del kata Jiin), è stato divulgato dal maestro Itosu al quale si attribuisce la forma attuale realizzata verso il 1870. Nel karate è chiamato Jion.

Wanshu

Il termine Wanshu deriva dal nome di un inviato militare cinese che, in visita a Okinawa, lo insegnò nel villaggio di Tomari intorno al 1683. Corrisponde al kata Enpi.

Questa forma fu praticata esclusivamente a Tomari sino al 1871. Poi iniziò ad essere praticato anche a Shuri e a Naha.

Il maestro Chotoku Kiyan apprese il kata da Maeda Pechin, specialista nell'eseguire questa forma.

Shipsoo

Il suo significato letterale è "dieci mani" e corrisponde al kata Jitte.

La sua storia è simile a quella del "Jaon", compresa la codifica del maestro Itosu avvenuta attorno al 1870.

Seishan

Trattasi di un antichissimo hyong di origine cinese ed il nome originale (Seishan) si traduce con "13".

La motivazione di questo nome deriva dal fatto che la forma per metà è conforme ai principi del karate di Naha e per metà a quello di Shuri.

Inoltre il modo di avanzare nella posizione classica richiama la forma della mezza luna : hangetsu; ed è così che è conosciuto nel karate shotokan; in molti stili coreani è conosciuto con il nome di Banwol.

Esistono stili molto diversi di questo kata, infatti la forma della scuola di Naha-te è di stile cinese, mentre la versione Shuri-te si è evoluta in un proprio stile.

La versione Shuri è attribuita a Matsumura. Si dice che Seishan sia il più antico kata della corrente Shuri-te.

Chinto

Il nom e di questo kata deriva dal nome di un marinaio cinese naufragato circa 200 anni fa e rimasto ad insegnare nelle isole Ryukyu.

Questo si può tradurre come "combattere all'est" oppure "combattere in città”;, trasformato poi nel giapponese Gankaku, “la gru sulla roccia” da Funakoshi.

E' una forma avanzata della scuola Shuri-te insieme al Kushanku e al Niseishi.

Si pensa che sia stato tramandato dal Bushi Matsumura che prese come base le tecniche cinesi integrandole con quelle dello stile della gru.

Rohai (Chodan, Eedan, Samdan)

Rohai significa "segno di un airone" caratteristica dalla posizione su di una sola gamba.

Si pensa che la sua apparizione sia da attribuire ad un visitatore di Okinawa di ritorno dalla Cina rimanendo comunque certa la sua nascita in Cina.

Attualmente vi sono diverse versioni di questa forma ma sono state tutte derivate da quella originale di Tomari-te dove venne insegnato fino al 1871.

In seguito questo kata insieme al Wanshu e al Wankan furono introdotti a Shuri e a Naha. Meikyo significa "specchio luminoso" oppure "guardare lo specchio".

Eeshipsabo

E’ la versione coreana del kata Niseishi, conosciuto anche con il nome Nijushiho.

Il termine originale corrisponde al numero “24”, nell’evoluzione giapponese significa “24 passi”.

Si danno origini cinesi a questo kata utilizzato dalla scuola del Naha-te e si ritiene che abbia avuto il suo sviluppo nello shorin ryu e la sua massima espressione oggi nel wado-ryu. Si pensa che il maestro Kamadeunchu Arakaki abbia importato il kata dalla Cina al termine di un suo viaggio in compagnia di Sochin e Unsu, ai primi del '900.

Sojin

E’ una forma classificata come appartenente alla scuola Naha-te. Come il kata Unsu, Sojin è utilizzato anche nello Shuri-te (dove è conosciuto come sochin) per i suoi contenuti tecnici.

Il duplice significato del kata è tradotto in "muovere in battaglia" oppure "conservare la pace" che anche se appaiono contraddittorie sono finalizzate allo stesso fine, ovvero muovere verso la battaglia per interromperla e ripristinare la pace. Altro significato, nella traduzione giapponese, che viene attribuito a questo ideogramma è "pesante-stabile".

Ohshipsabo (Dae-So)

Versione coreana del kata Useishi (Gojushiho).

Si tratta dell'ultimo kata dello Shuri-te ed il significato originale è “54” che è stato mantenuto in giapponese e coreano aggiungendo la parola "passi" (ho/bo).

Il kata evidenzia le tecniche a mano aperta nei diversi movimenti e in particolare a "becco di gru" detta shi-tsuki. Una caratteristica unica di questa forma è il barcollamento laterale che assomiglia ai movimenti di un ubriaco, tanto è vero che spesso si fa riferimento a questo kata come all'omonima forma cinese detta "dell'ubriaco" anche se questo movimento si trova ormai soltanto nella versione di Tomari e indica una tecnica di atterramento.

Si dice che il kata sia stato importato da Matsumura dalla Cina, inserendo elementi anche degli stili della Gru e della Tigre. Le prime notizie del kata si hanno intorno al 1600 nei testi Bubishi dove si fa riferimento a questi movimenti come a "i 54 passi della tigre nera e il pugno della gru bianca". Si ritiene che il Gojushiho sia il più antico tra i kata esistenti di Okinawa

M. Davide Sorrentino

 
 
 

Abbiamo iniziato!

Post n°178 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da kyokushindave
 
Tag: News

Ebbene si!

Il Mudokwan sta iniziando i primi passi : nella meravigliosa cornice della palestra dello Swimming Club Quattoventi, sono partiti i corsi della Scuola d'Arti Marziali Mudokwan!

Sappiamo bene che l'inizio è sempre difficile, per ogni iniziativa, soprattutto nel mondo delle Arti Marziali, dove per andare avanti sono necessarie passione, dedizione e sacrificio!

Ci sono tutte le carte in regole perchè il Mudokwan sia riconosciuto come una realtà nel panorama marziale : sia logistico-strutturali (ci alleniamo in una palestra dalle potenzialità infinite), sia organizzative (facciamo parte di una grande Federazione di Sport da Combattimento e di Arti Marziali, feconda di eventi (stage, gare, etc. etc.); e poi sappiamo di poter contare su amici marziali che non farebbero mai mancare il loro supporto ;)

Vediamo dove ci porterà questa nuova avventura!

Dave.

 
 
 

Volantino inizio corsi Mudokwan

Post n°177 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da kyokushindave

 
 
 

News!!!!!!

Post n°176 pubblicato il 10 Ottobre 2011 da kyokushindave
 

Da oggi l'ASD Mudokwan è ufficialmente affiliata alla F.I.S.C.A.M. - Federazione Italiana Sport da combattimento e Arti Marziali! Ciò renderà possibile agli iscritti Mudokwan di affiliarsi alla Federazione e prendere parte ad ogni iniziativa : gare e stage di Kick boxing, K1 rules, full contact karate, muay thai, mma.
Inoltre, attraverso la FISCAM, è possibile entrare a far parte del prestigioso circuito WTKA!
Per cui.. STAY TUNED!!!
Tae Kwon!

 

http://www.fiscam.it/index.html

 
 
 

Inizio corsi!

Post n°175 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da kyokushindave
 

Si avvisano tutti gli interessati che i corsi della Scuola Mudokwan inizieranno lunedi 10 ottobre alle 20.30, presso il Complesso Sporting SwimmingClub Quattroventi ad Ercolano (Na).

 

 
 
 
 
 

Bogu Kumite style ...Mudokwan inspiration!

Post n°173 pubblicato il 13 Maggio 2011 da kyokushindave

 
 
 

Manuale della Scuola Mudokwan Tae Kwon Do - Korean Karate

Post n°172 pubblicato il 20 Agosto 2009 da kyokushindave
 

E' finalmente pronto il Manuale della Scuola Mudokwan Tae Kwon Do - Korean Karate.

Al suo interno è possibile trovare tutte le informazioni relative alla nostra Scuola : allenamenti, Forme, Combattimento ed altro ancora.

Sarà disponibile, sottoforma di file PDF, a partire dal mese di Settembre, per gli iscritti alla Associazione Mudokwan Tae Kwon Do - Korean Karate Italia.

Saluti!

 
 
 

GRANDE!!! Turista coreano esperto di Taekwondo sventa rapina a Roma!!!

Post n°171 pubblicato il 04 Agosto 2009 da kyokushindave
 

Roma: coreani sventano rapina
TEATRO MARCELLO
Roma, turista coreano mette ko
un rapinatore con un colpo di taekwondo
L'uomo è stato arrestato dai carabinieri e li ha ringraziati: «Mi
stavano massacrando di botte»

«Vi devo ringraziare, quelli lì mi stavano massacrando di botte». Così
un rapinatore ha accolto l'arrivo dei carabinieri. Poco prima,
infatti, l'uomo armato di un coltello aveva cercato di derubare un
gruppo di coreani in visita al Teatro Marcello a Roma. Ma i turisti,
invece di arrendersi, avevano messo in pratica qualche mossa di
taekwondo (letteralmente «combattimento con le gambe»), l'antica arte
marziale coreana che sfrutta pugni e, soprattutto, calci volanti.

L'ARRESTO - I carabinieri in motocicletta del Nucleo Radiomobile di
Roma hanno arrestato un 48 enne di origini ligure con l'accusa di
rapina aggravata. L'uomo aveva adocchiato un gruppo di turisti coreani
in visita nei pressi del Teatro Marcello, nel cuore della capitale, si
era avvicinato e dopo aver minacciato uno di questi con un coltello,
ha cercato di allontanarsi con la una borsa. Ma da «carnefice» è
diventato praticamente «vittima»: i coreani non si sono persi d'animo
e uno di loro, accortosi di quanto era accaduto, ha affrontato il
rapinatore a colpi di taekwondo, disarmandolo e colpendolo così
duramente da metterlo k.o. All'arrivo dei Carabinieri il pregiudicato
è parso sollevato, quasi fosse contento di essere arrestato. La
refurtiva è stata interamente recuperata e restituita al proprietario
mentre l'uomo è stato condotto nel carcere di Regina Coeli.


03 agosto 2009

 
 
 

GRANDE SENSEI SCHIRINZI!!!

Post n°170 pubblicato il 11 Luglio 2009 da kyokushindave
 
Tag: News

OSU SENSEI!!!

AL MIO GRANDISSIMO SENSEI TOMMASO SCHIRINZI, DELL'A.I.K.K. PUGLIA, INVIO I MIEI PIU' CALOROSI AUGURI PER ESSERE IL PRIMO IV DAN DELLA STORIA DEL KYOKUSHIN ITALIANO!!!

UN IV DAN OTTENUTO ALL'ESITO DI UN MASSACRANTE ESAME, DOPO UNO STAGE DI 5 GIORNI, ANCORA PIU' MASSACRANTE, IN OLANDA.

OSU SENSEI!!!

 
 
 

A settembre...si inizia!

Post n°169 pubblicato il 08 Luglio 2009 da kyokushindave
 

Con tutta probabilità a settembre la Scuola Mudokwan, ufficialmente, inizierà i suoi corsi presso la palestra della Scuola Media "Beato Vincenzo Romano", Torre del Greco; stiamo ultimando gli ultimi preparativi "burocratrici" presso gli uffici competenti...

Invito, davvero, tutti coloro che sono interessati alla pratica di un Tae Kwon Do serio e marziale, e alla conoscenza delle sue vere origini (Korean Karate), a contattare il sottoscritto.

Grazie!

Dave.  

 
 
 

Modifiche grafiche...

Post n°168 pubblicato il 06 Luglio 2009 da kyokushindave
 
Tag: News

Ho modificato un pò la grafica del blog... spero sia di vostro gradimento!

Ogni tanto qualche cambiamento fa bene...!

Dave

 
 
 

Mudokwan : alcune considerazioni...

Post n°167 pubblicato il 04 Luglio 2009 da kyokushindave
 

Come tutti sanno, ormai, Mudokwan è il nome della mia Associazione con cui mi sto dedicando alla ricerca delle radici marziali del Tae Kwon Do e, quindi, del Korean Karate...
Quello che voglio fare, invece, in questo post è chiarire alcune cose per evitare inconvenienti e incomprensioni future, soprattutto per chi non è avvezzo alla materia delle AM coreane, ma non solo.
Questa esigenza l'ho avvertita dopo il week end che ho trascorso con Sensei Sung e gli altri amici, tra cui Simone Dilettuso, del Tangsudo della Federazione del M. Jino Kim (Continental TSD Federation), che ho avuto il piacere di consocere!
Per non fare un torto agli amici che praticano altre scuole coreane, ritengo doverose alcune precisazioni, anche per rispetto nei lo ro confronti.
Il primo chiarimento : il nome della mia scuola è MU DO KWAN (hangul : 무도관, hanja : 武道舘) e non va confusa con la scuola MU DUK KWAN (hangul : 무덕관, hanja : 武德館), una delle scuole originarie di korean karate fondata dal Maestro Hwang Kee e che è la base di tutte le scuole odierne di Tang Su Do (ivi compresa quella di cui fa parte l'amico Simone) e del Subakdo (altro nome del tangsudo...).
Mudokwan significa "scuola, istituto d'arti marziali", mentre Mudukkwan significa "scuola, istituto della virtù marziale".
Il secondo : la divisa (dobok).
Nel Mudokwan abbiamo adottato (e dopo ritornerò su questo) il dobok aperto con i bordi neri (proprio per omaggio alle originarie scuole di korean karate), mentre nel Mudukkwan il dobok ha i bordi blu notte (nel mudukkwan, invero, non esiste la cintura nera, ma la cintura blu notte)
E poi : la mia scuola NON è Tangsudo, nè intende riferirsi a quella corrente, questo vorrei fosse chiaro a tutti gli amici!
Nel nome della scuola utilizziamo gli hanja corrispondenti a karate-do "mano vuota", anzichè karate-do "mano cinese" (come accade nel tangsudo), quindi il nostro semmai è kongsudo.
Ma attenzione : noi siamo una scuola di Tae Kwon Do, che ha riscoperto le radici del karate (kongsudo).
Cosa ancora più importante : il lavoro di ricerca sugli hyung (kata) è molto differente, come lo è il modo di esecuzione degli stessi, e alcune posizioni, paradossalmente molto più vicino alle scuole giapponesi che non a quelle coreane.
Il motivo è semplice ed intuitivo : spesso mi dicono "ma il tuo modo di praticare le forme non è del taekwondo, ma è del karate" ... e io rispondo : "non si tratta di due modi diversi di praticare le forme, ma di un modo sbagliato e di un modo corretto".
Il mio lavoro di ricerca intende appianare anche questo dibattito.
In tutte le scuole coreane, al 99%, si è perso il lavoro sul kime (kim cho chung) : nella maggior parte dei casi è solo lavoro muscolare, e questa non è ricerca del kime.
Se le scuole giapponesi hanno mantenuto l'attenzione su tale lavoro, allora si il mio modo di praticare le forme è giapponese!
Ma al di là di questo, volevo fosse chiaro che la Scuola Mudokwan non ha alcuna intenzione di copiare altre scuole coreane, bensì attingere nuovamente alla immensa ricchezza del predecessore del Tae Kwon Do, il Karate.

Detto questo, sto prendendo in seria considerazione l'idea di cambiare la divisa ufficiale del Mudokwan : avevo scelto quella attuale, dobok aperto con i bordi neri, come già detto, in omaggio alle scuole di korean karate; mi rendo conto che, volenti o nolenti, la somiglianza con la divisa del Mudukkwan (tangsudo - subakdo) è notevole.
Per cui sto valutando se sia il caso di adottare un semplice dobok aperto bianco, con l'unico segno distintivo degli hanja "mudokwan" ricamati sul petto (e la patch che sto facendo preparare... anche se non amo le pacchianate dei dobok strapieni di toppe...!).

Solo per rendervi partecipi di questo tormento...

Dave. sunny

 
 
 
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