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TRI

un blog come tanti

 

IL SALE DELLA VITA

Post n°239 pubblicato il 17 Aprile 2013 da pf2008
 

Sono in cerca di un nuovo hobby.
A inizio mese ho interrotto le lezioni di batteria, un po' per pigrizia, un po' per gli impegni di lavoro, un po' per economizzare.

Ora però sento che mi manca qualcosa.
Temporaneamente mi sto dedicando al giardino.
Taglio, taglio molto e di tutto.
Forse è anche l'imperativo che va per la maggiore di questi tempi a portarmi in una direzione piuttosto che in un'altra.

Avrei un milioni di cose da fare...per necessità ma quelle si sà non danno soddisfazione, non ti appassionano, non ti danno emozioni.

Certo ci sono gli affetti famigliari...e credo che da qualche parte ci siano anche delle amicizie ma non mi ricordo più dove le ho messe e davvero loro spontaneamente non saltano fuori...ma una cosa, quella cosa in cui sei tu e basta deve esserci nella vita di ognuno. Fosse anche solo modellare un rametto con le unghie o fissare un tramonto assorbendone tutta l'intensità istante per istante.

Forse confondo un po' tra l'utile, il necessario, il bello, l'economico, il vantaggioso, il socialmente utile, ecc e quello che veramente interessa a me.

Dovrei tagliare anche tra i miei pensieri, sforbiciare per semplificare e trovare la radice di me stesso quello che all'origine ha doto il via al mio personalissimo big bang che mi ha scagliato in infinite direzioni. Arrivare lì dove sta il nocciolo un istante prima, capire di che cosa sono fatto e direzionare tutta l'energia verso un'unica direzione...o al limite tre o quattro direzioni :-)

Sogno, come sempre. Parole e parole. Niente di concretizzabile.
Accetto consigli, grazie ;-) 

Vabbè intanto riordiniamo il giardino... 

 
 
 

c'Ŕ crisi! c'Ŕ crisi!!

Post n°238 pubblicato il 31 Marzo 2013 da pf2008

Buona Pasqua
e speriamo che la passione sia finita anche per noi !!!

 
 
 

come dovrebbe essere un lifecoach

Post n°237 pubblicato il 21 Marzo 2013 da pf2008

collegamento al video su youtube

 

 
 
 

chi sogna il primo dell'anno...

Post n°236 pubblicato il 01 Gennaio 2013 da pf2008
 
Tag: sogni

Il sogno del primo dell'anno è sempre rivelatooooooreeeeeee!!!
Ma poi lo dimentico in qualche piega del mio cervello o comunque non riesco ad interpretarlo:-)

Questa volta ho sognato una cosa a dir poco complessa ma con un capo e una coda.
Un giorno mentre spolveravo le mie chitarre su un tavolaccio di una chiesa un mio ex collega di cui non ho gran stima si mette a fare dei lavori sullo stesso tavolo spingendo via le mie chitarre.
La mia reazione è cauta e diplomatica come sempre.
Lo avverto che lo filmo e lo metto sul Tubo. Lui mi scherza e mi sfida.
Faccio di più lo denuncio per la violazione delle norme di sicurezza di cantiere e gli faccio interrompere i lavori. Di qui tutta una serie di atti intimidatori per farmi ritirare la denuncia. Vivendo momento dopo momento l'apprensione di subire danni o violenze però la situazione è destinata a peggiorare.
Una sera mentre pioveva a dirotto il parroco mi chiede di chiudere tutte le finestre mi trovo in una sala caldaia con una copertura di fortuna e qualche finestra da chiudere mi richiama un po' la stanza della doccia di mio zio contadino...chissà.
Fatto ciò esco e l'azione si focalizza sul parroco e un suo "compare" che stanno verniciando qualcosa, ad un certo punto il parroco dice che ne ha abbastanza ed è stanco e si allontana. Fatta una rampa di scale comincia a barcollare e a tenersi per non cadere in preda a un senso di soffocamento raggiunge la porta di ingresso e se la chiude alle spalle è salvo. Ma niente da fare per il suo compare che è morto soffocato.
Il parroco viene raggiunto da una donna lui si compiace con lei del gesto e dice che ora sono liberi di prendersi tutte le proprietà ma la donna dallo sguardo astuto gli fa notare che è tutto posto sotto sequestro per la faccenda del cantiere.
Di qui la nuova idea quella di riversare tutte le colpe su di me per screditarmi e ridare il via al loro progetto di arrichimento.
Mi ritrovo a dovermi difendere da un'accusa di assassinio,in quanto secondo loro il compare l'avrei ucciso io liberando un gas tossico per dar forza alla mia denuncia di pericolosità del  cantire e dalle continue rimostranze violente sia dei gruppi degli operai del mio collega che della gente aizzate contro di me dal parroco.
Con me una donna, mia moglie e un amico.
Il mio amico mi consiglia volta per volta di mantenre la calma e di non lasciarmi andare alle provocazioni, la donna opera dei veri e propri miracoli per preservare me e la mia famiglia dalle violenze, mia moglie mi è vicina e mi indica le piccole invisibili vittorie che man mano otteniamo.
Distruggono la video camera con il filmato incriminante, la curia mi versa del denaro sul conto corrente per dimostrare che li stavo ricattando per tenere fermi i lavori, le voci di persona in persona finiscono per dipingermi come un violento figlio del male.
A questo punto il parroco, il mio collega e i loro più fidi sostenitori vengono trasformati in qualcosa di simile ai soldatini di plastica, piccoli piccoli, ma con le loro fattezze.
Il consiglio del mio amico è di annegarli nella piscina che c'è li a fianco ma non ci riesco e quindi me li infilo in tasca mentre un polizziotto vuole fermarmi incitato da un gruppetto di gente.
I miei nemici ora sono scomparsi e i violenti rimasti vengono dispersi da una specie di figura geometrica volante fatta a rombo:
Ora accompagnato da gente che mi vuole bene ci avviamo verso un orrizonte nuvoloso e grigio dove però noi vediamo il nostro nuovo futuro e mia moglie dice:
Credevamo fosse la fine per quelli come noi invece è solo l'inizio!"

Bello? piaciuto? vediamo ora se tra 365 giorni circa ne capirò qualcosa di più :-)
Strano però è il secondo sogno completo che faccio ed è pure la seconda volta che c'è una caldaia nei miei sogni...mah! 

 
 
 

Sophie Kinsella avventurosa?

Post n°235 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da pf2008
 

Questa notte ho vissuto una grande avventura con Sophie Kinsella.
Premetto non ho mai letto un suo libro e non l'ho mai vista neanche in foto!
Certo è stato uno dei miei complicatissimi e affollati sogni, frutto non so di quale momento cosmico.

Ho conosciuto Sophie a casa di vicini. C'è stata una serie di incomprensioni fra me e lei e cercando di riparare sono arrivato a promettergli di accompagnarla per una sua conferenza in Vetnam.
Quattro ore sarebbero bastate andata e ritorno e mia moglie mi ha dato il consenso visto che lei aveva assistito inorridita alle mie uscite riproveboli con una delle sue scrittrici preferite.
La conferenza si teneva di fronte ad un pubblico europeo piuttosto agguerrito.
Il tema si sposta quasi immediatamente sulle ingenuità riguardo il sesso contenute nei libri di Sophie.
Sophie si rivela un'incapace comunicatrice a livello verbale, probabilmente, pensavo mentre seguivo più a disagio di lei il dibattito, se uno decide di comunicare scrivendo libri ci sarà un perchè:-)
Finito l'incontro usciamo e ci troviamo di fronte ad un'escaletion di violenza, è guerra!
E noi siamo un obbiettivo dei terroristi in quanto stranieri perchè abbiamo un valore in riscatto.
Il tema del terrorismo torna spesso nei miei sogni.
Cominciamo una fuga in automobile in un paese con una lingua ostica, senza risorse senza amici senza grandi conoscenze della geografia.
Ed è subito una corsa senza limiti in mezzo alla gente in fuga sempre con la paura di uscire di strada sempre con l'apprensione di essere presi ma alla fine della giornata la stanchezza prevale e ci ritroviamo in una stanza buia con i muri grezzi e una porta di ferro. Siamo in 4 in un letto matrimoniale e cerchiamo di riposare ma le voci e i rumori tengono all'erta il nostro sistema nervoso e non ci riesce nè di dormire nè di parlare.
Sento un rumore forte di passi e mi nascondo dietro la porta che si spalanca e mi sbatte contro. Chi l'ha aperta, curioso, la richiude per vedere che cosa l'ha bloccata. E'un uomo armato, gli conficco le mie bacchette da batteria nell'addome e lo spingo fuori richiudendo a chiave la porta. Mi metto sotto al letto e controllo le ombre che si intravvedono nello spiraglio di luce sotto la porta.
Le ombre si amassano numerose è ora di ripartire e fuggendo da chissà dove, siamo di nuovo fuori corriamo per le vie di una città povera e buia.

Ma ora siamo in tre io rimango indietro non so se per scelta o per cos'altro mentre gli altri due veloci si allontanano e a questo punto divento il nuovo lui accanto a Sophie un uomo un po' più vecchio di me barbuto e in sovrappeso ma più ferrato sulla geografia del luogo.
Con Sophie conveniamo che l'unica speranza è raggiungere l'aeroporto ma sicuramente quello internazionale sarà preso d'assalto quindi decidiamo di andare ad uno secondario per trovare un aereo e cercare di arrivare in un punto abbastanza lontano da non essere più minacciati dai guerrieri.
Mentre guido con fermezza ed estrema velocità scorgiamo al di sopra delle piante della giungla una serie di antenne paraboliche e radar. Sicuramente è l'aeroporto che cercavamo.
Arrivati abbiamo un'amara sorpresa è solo una base Nato, niente aereo solo fanteria di controllo del territorio. 
Il commandante della base ci accoglie con garbo e ci riserva una stanza dove riposare un po' e ci assicura che saremmo stati al sicuro.
Ma purtroppo la situazione nel paese deve essere precipitata ulteriormente perchè ora dalla finestre della nostra stanza assistiamo inorriditi all'attacco di un esercito regolare alla base nato. Una schiera di piccole unità affrontano e trucidano i nostri soldati.In una della scene 7 o 8 soldati di una parte si affrontano con altrettanti dell'altra fazione poi avviene un'esplosione e tutti sono a terra uno dei nostri si alza e con voce stentata canta: A noi della fanteria gli esplosivi ci fanno un baffo; e crolla a terra mentre all'unisono i soldati nemici saltano in piedi e caricano verso un altro obbiettivo.
Concitatamente decidiamo di fuggire dalla finestra, via sui tetti e poi giù su una jeep.
La prima che troviamo, partiamo senza tanti ma e se. Direzione giungla.
Dopo pochi minuti è ancora traffico umano, gente che scappa in tutti i modi con tutti i mezzi. Per noi solo ostacoli da evitare non persone solo ostacoli che ci impediscono una rapida fuga.
Dopo mezzora siamo a piedi, è finita la benzina. C'è un ponte e la strada è trafficata da auto veloci, decidiamo di fare l'autostop.
Sophie si mette un po' indietro, lontana, sicura di non dover necessariamente essere notata, ma la mia idea è che magari la sua presenza potrebbe aiutarci. La faccio avanzare argomentando la decisione mentre la mia attenzione è presa da due bauli in legno legati insieme posti appena sotto il ponte.
Li estraggo e dopo un po' cominciano a vibrare. Decido d'istinto di prenderli e scaraventarli giù nel fiume sotto il ponte la decisione è giusta per salvare noi ma l'eplosione che segue distrugge parzialmente il ponte.
Il traffico è bloccato ma a piedi è possibile passare il ponte e mentre passo io crolla con mia grande sorpresa e disagio finisco in acqua mi riarrampico e poco dopo siamo stanchi disperati e io fradicio in un campo a rifare il punto della situazione.
Lì vicino c'è un'auto una vecchia A112 con a bordo un egiziano sua moglie e le sue tre figlie. Sophie decide di infilarsi dal finestrino in modo abbastanza scomposto mentre io spiego all'egiziano chi siamo per farci dare un passaggio.
Di nuovo in viaggio alla solita velocità con le solite priorità e poi e poi di nuovo notte buio e un ricovero di fortuna. A dire del nostro nuovo amico di notte i cecchini aumentano la loro precisione. Siamo in un capannone e le donne intavolano una discussiono sulla femminilità. Sophie notevolmente più disinvolta riesce a tenere una specie di lezione alle tre ragazzine illustrando come va allacciata la camicetta se si vuole attirare l'attenzione e come si allaccia e slaccia un reggiseno un po' complicato come quello che stava indossando lei. L'egiziano accanto a me deglutiva rumorosamente evidentemente attratto dalla spettacolo. Mentre la moglie assisteva del tutto indifferente.
Il giorno dopo veniamo abbandonati dai nostri amici in un paesino che potrà darci ospitalità anche se molto povero e violento ma tutta piccola criminalità locale  non troppo pericolosa per gli starnieri a detta dell'egiziano.
Il nostro ricovero sarà una scuola. Sophie ha convinto la maestra a lasciarci stabilire lì vendendogli i suoi capelli. Infatti ora è bionda con i capelli corti mentre prima aveva un lungo capello moro.
Mentre aspettiamo che la situazione evolva Sophie si inventa di insegnare una canzoncina dove con un coro di voci femminili cantano una canzone con una strofa fissa in inglese che dice "la prima cosa che preferisco è ..."e ogni bimba grida nella sua lingua la sua e poi riprende "la seconda cosa che preferisco è..." e di nuovo la cacofonia di cose gridate e incomprensibili per noi...e via così.
Mentre io non trovo altro da fare che tener buoni i maschietti che rumoreggiano con i loro giochi da...uomini.
Nel frattempo il luogo si fa sempre più affollato e l'età media degli uomini e la minacciosità dei loro sguardi aumenta col passare delle ore.
Paralando con alcune persone vengo a sapere che si tratta di alcuni guerrieri del fronte di liberazione che si sta ammassando in quel paese per farci un quartier generale ed organizzarsi. Sono tutti troppo tesi e concentrati sull'emergenza del momento per accorgersi di noi e mentre questo "popolo" occupa ogni singolo spazio dell'edificio Sophie mi ritrova e mi porge un almanacco e mi indica una pagina la 171.
Mi metto in disparte e comincio la mia nuova ricerca 171... la trovo subito si tratta di una serie di annunci che danno la possibilità di trovare ricoveri e sistemazioni di fortuna ma quella pagina rimanda ad un'altra la 501 e qui le cose si complicano perchè le pagine sono numerate due volte e ad un certo punto scopro anche che ci sono più 501 perchè qui è là numerazione ricomincia.
A quel punto decido di andare in bagno. Attraverso la folla e mi ritrovo fuori, di nuovo un ponte, non ci sono bagni ma sono tutti li sotto che espletano i loro bisogni e allora perchè non unirsi a loro?
Mentre mi guardo intorno noto una zona libera sotto una caldaia con un quadro elettrico, rischioso ma sembra non esserci molta alternativa.
A questo punto sento una voce estranea al sogno è la voce di mia moglie che mi dice:" Ma non è che finirà male e i due vengono amazzati?"
...e io tranquillo rispondo "no riescono a fuggire in India, li Sophie mette in piedi un'attività di pittura tessuti per guadagnare quel tanto per rientrare in Europa"
A questo punto Sophie a mezzo di un ragazzino mi manda a chiamare e sono di nuovo nel sogno principale.
Mi chiede se ho trovato qualcosa sull'almanacco ma le mie risposte non la convincono e vuole provare lei a controllare.
Dei sogni spessissimo non vedo la fine perchè qualcosa mi sveglia ma stavolta il mio subconscio mi ha svelato il finale in anticipo quindi quando mi sono svegliato davvero ero pronto a fissare ogni singolo passaggio di questo articolatissimo sogno dell'8 dicembre!! 

 
 
 
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