Creato da TheNightWriter il 25/02/2014

ODIO I CAZZI TUOI.

Poesie e racconti. No diario. No cuoricini. No foto baldracche, fatine & co.

 

 

:: necessarie riletture di un bacio ::

Post n°42 pubblicato il 08 Novembre 2017 da TheNightWriter
 

La testa era reclinata verso sinistra. 
No. 
La testa era reclinata verso destra. 
No. 
Ci siamo baciati dritto per dritto. 
Non…
Non ci siamo baciati dritto per dritto. 
Non ricordo come non ci siamo baciati, ma dio se lo ricordo bene quel momento. Da annotare che non è che siano stati molti i baci approcciati e schivati. Ne ricordo altri due. Il primo, che ancora non ero maggiorenne e lei bellissimi capelli mogano, labbra carnose e occhi scuri, un paio di anni in meno, sorella di amici che il momento più bello dell’estate era organizzare con loro la sbronza colossale di ferragosto a casa mia in montagna e ritrovarmela lì, addormentata da qualche parte, guardarla e immaginare, dio che bello sentirti cantare la mattina mentre bevo il caffè, ci inzuppo i Pan di Stelle e mi asciugo le lacrime di felicità che comunque sarei un uomo tutto d’un pezzo – lei sì che aveva una voce splendida; ecco, lei mi schivò perché non le ero mai piaciuto, troppo insicuro e troppo poco coglione, tanto che mi preferì un sicuro coglione coi boccoli biondi e la bocca da papero. L’altra invece schivò il bacio, che due metri più in là e trenta secondi prima avevo invece rifilato alla sua amica e le pareva brutto, e ripensandoci aveva anche ragione. 

Non ci siamo baciati con la testa reclinata a sinistra, io, dritta, immobile, con occhi spalancati e sopracciglio sorpreso, lei. Non ci siamo baciati eppure quello, dopo la frustrazione della sconfitta, l’umiliazione del perdente, la rabbia del raggirato, è stato uno dei momenti che mi avrebbe regalato più soddisfazione, ripensandoci. Più di molti baci invece atterrati bene. Viene da pensare che i baci atterrati siano stati tremendi, ma non è così.

Non so spiegare bene perché, è vero che avevo osato, che ero stato placcato quattro centimetri prima della meta, tipo che potevo sentirle l’aria uscire dalle narici, e se le avessimo allargate contemporaneamente, le narici, forse ce le saremmo toccate, però alla fine era comunque una roba non andata a buon fine, il celebre rifiuto di una donna, che voglio dire, insomma, c’è gente che ammazza per una roba del genere. 

Non sono il tipo da ammazzare per cazzate sentimentali, e forse questo non ha sempre giocato a mio favore. Però dopo un bacio schivato, uno di quei baci a cui avevi dato un peso eccessivo, tanto che mentre lo mettevi in scena, forse, lo avevi anche scritto in fronte una cosa tipo “baciami o evitami, non importa, ma questo gesto lo stavo tenendo in canna da troppo e mi stava uccidendo, e i gesti trattenuti troppo a lungo uccidono”, bene, dopo un bacio schivato del genere alla fine uno si sente davvero sollevato, insomma, quella missione organizzata da tempo nei minimi dettagli si era trasformata in un’incursione lampo, ma non importa, va bene così. Bravi tutti, ci vediamo domani per il debiref. Ah, l’importanza di un gesto oltre alla sua efficacia è una di quelle cose che ogni buon perdente con stile dovrebbe annotarsi e imparare a godersi!

Questa apparente gioia per la sconfitta non l’avevo mai vissuta e credo valga solo per quelle robe intangibili su cui è facile ricamare sopra senza che nessuno abbia prove schiaccianti per smentirti. 

L’ultima parola la lascio però alla mia coscienza più profonda, che credo in proposito abbia qualcosa da dire: “cazzate, questa è solo una tua smielata rielaborazione che ti permette DI digerire uno dei momenti più amari, distruttivi e fallimentari della tua esistenza. E tu non saresti un coglione? Ma da quando? Coglione. Coglione. Coglione.”

Dice così, ma non lo pensa davvero. La mia coscienza profonda è decisamente impulsiva. 

 
 
 

Ormai tutto piove.

Post n°41 pubblicato il 24 Novembre 2016 da TheNightWriter
 

Ti ho cercata per cento vite e per altre cento ti ho inseguita.
Troverò pace in questo perpetuo rinascere solo quando ti amerò.
Lo ammetto, sono stanco. Sei l’unico senso che mi faccia stare a galla.
Avrei ceduto tempo fa a qualunque sostanza, alla marea che avanza
al passo sempre più pesante di un uomo antico
sotto l’incantesimo di questa eterna lontananza.

Ti ho cercata per infinite vie, stanando ombre ed impostori
recitando poesie, canzoni e svenevoli suppliche d’amore
in latino, in volgare, in dialetto e in provenzale, implorando il cielo
gli dei, la natura, i demiurghi, gli oracoli e le fattucchiere
di indicarmi a quale vento affidare la mia voce
a quale mare le mie lettere in bottiglia
a quale veleno l’esausto cuore.

Ma ora sono così rotto che non mi muovo più da qui
anche se piove.

Sono così infranto che non tremo anche se qui ormai
tutto piove.

 
 
 

:: metafisici tassi di cambio ::

Post n°40 pubblicato il 29 Settembre 2016 da TheNightWriter
 

e a quel punto lo immagini
come se lo vedessi appunto
distinto nel display
di un duemila e diciassette
trasfigurato in presente
una dissolvenza incrociata
lì in attesa da sempre

e a quel punto ti scusi
dell’irragionevole attesa
consumata in silenzio
e degli slanci inauditi
senza adeguate rincorse
delle parole in eccesso
manco fossero sesso

e a quel punto lo vedi
nelle mani di un tizio
che ti rende il tuo resto
negli occhi di un uomo
incrociato per caso
nell’incedere di un cretino
che ti fissa e sorride

e a quel punto ti fermi
sotto al maxi-schermo
al centro commerciale
con le buste strette in mano
e negli occhi uno stivale
che non era niente male
…sarà il caso di tornare

e a quel punto
recuperato l’aplomb
riprendi a camminare e ti dici
che dieci desideri
varranno bene un sogno
che più in là di così
non si possa tanto andare
e allora
tanto vale.

 
 
 

:: non me lo chiedo ::

Post n°39 pubblicato il 20 Luglio 2016 da TheNightWriter
 

non me lo chiedo

chi è che sia

l’uomo che ti scopa adesso

né se lo faccia

con più o meno amore

con più o meno furore

con più o meno cazzo

 

non me lo chiedo

chi è che sia

che occhi abbia, che gusto amaro

o dolce, o aspro ti lasci sulla lingua

e neanche in quanti modi abbia

imparato a chiuderti la bocca

 

non me lo chiedo

come ti abbia conquistata

perché tu ti sia arresa

perché fuori è buio pesto

e con la solitudine è una relazione complicata

o se invece te ne sia innamorata

scorgendovi vicini in un riflesso

nello specchio straniero

quella mattina presto,

poco dopo il vostro primo amplesso.

 

non me lo chiedo

quanto aspettarci abbia

più o meno un senso

non me lo chiedo e basta,

perché finché siamo vivi

c’è ancora tempo. 

 
 
 

carnali amori al tempo di Tinder

Post n°38 pubblicato il 08 Giugno 2016 da TheNightWriter
 

-    Alla fine sei arrivata.
-    Dove volevi che andassi?
-    Non saprei. Ad esempio la macellaia è sparita con un tizio conosciuto con Happn.
-    Molto romantico, parlapà.
-    Dipende da che parte la guardi.
-    Fammela guardare dal lato in cui la guardi tu.
-    Pare che questo tizio non fosse uno qualunque, ma che fosse  innamoratoscemo di lei fin dalla prima volta che entrò nella macelleria per comprare quel che la madre gli scriveva sul bigliettino…
-    E che gli aveva scritto?
-    Era di mercoledì, e tutti i mercoledì ci davano sotto col polpettone. Posso continuare?
-    Mmmm, sì.
-     All’epoca aveva sì e no una dozzina di anni e la macellaia pure, e durante le vacanze da scuola, aiutava i suoi stando alla cassa.  Quindici anni dopo, durante i quali lui va via di casa, trova un lavoro, diventa vegetariano, che la troppa carne non gli aveva fatto bene...
-    Che cosa aveva avuto?
-    La gotta. Gli era presa una brutta gotta.
-    E certo. Con tutta quella carne. Mi pare anche il minimo.
-    Bene. Posso continuare o dobbiamo rintracciare il suo medico curante?
-    No. Va bene. Procedi.
-    Certo... c’è da dire che era anche comprensibile gli pigliasse qualcosa, ché in quindici anni non è passata una sola settimana senza che almeno una volta entrasse, salutasse arrossendo, e comprasse carne trita, filetti, costate, bistecche, salsicce, petti di pollo, polpettoni e fegatini, e tutto questo solo per vederla. Mentre quella cresceva, cambiava i lineamenti, le acconciature, i fidanzati e dalla cassa era passata dietro il bancone…
-    Spiegami una cosa: che se ne faceva della carne se nel frattempo era diventato vegetariano?
-    Aveva preso un cane, Balengo, e la dava a lui. Roba di prima scelta. E poi faceva anche la spesa per i suoi e per la zia, che comunque abitavano tutti ancora in zona. Ma questa è una storia d’amore, mica uno studio alimentare, che te frega come faceva fuori la carne!
-    Quando imparerai l’importanza dei dettagli saremo vecchi.
-    Siamo già vecchi.
-    Parla per te, che io mi difendo ancora benissimo. E poi mi spieghi com’è che sai tutto così bene di questa macellaia? Ti ricordi mica anche il colore degli occhi e quello della sua biancheria preferita?
-    E certo. Dovevi vedere con che grazia e decisione infilava quella lama tra una costina e l’altra. Roba da restarci ipnotizzati.
-    L’ho sempre saputo che la tua mente ha delle derive passive.
-    Derive passive lo dici a quell’eunuco del tuo ex.
-    Proprio eunuco non era, anzi, se proprio vuoi saperlo…

Occhiata “shining” di lui.
Breve silenzio e riprende.

-    Così succede che lui, in anni ciondolanti tra storielle di poco conto e masturbazioni sempre uguali, dotasse il suo telefono di Happn e altre applicazioni simili.
-    Che è una cosa tipo Tinder, no?
-    Sì, ma a differenza di Tinder rintraccia solo i profili di quelli che ti sono passati vicino. 
-    Tu ce l’hai?
-    L’ho avuto. Ma per poco. Più per curiosità che altro…
-    Ah. E hai incontrato nessuno?
-    Guarda. L’ho tenuto per così poco che… aspetta sì, forse una persona, ma andò malissimo. E poi lo levai.
-    Capisco. Sicuro, sicuro? Tutto qui?
-    Tutto qui [se le dicessi che per due anni sono andato avanti così non so come la prenderebbe. Sono uno dei sostenitori del “meno certe cose si sanno e meglio è”]. Non vuoi sapere com’è andata a finire tra la macellaia e il cliente?
-    Anche io lo avevo scaricato Tinder...

Occhiata “shining” malcelata dietro un sorriso tesoteso.

-    Ah, be’… sì… hai fatto bene.
-    Un modo come un altro per ….
-    Senti, che ne dici se finisco di raccontarti com’è andata tra la macellaia e il cliente?
-    Va bene.
-    Ecco, allora … [non l’ha mai detto, non l’ha mai detto, non l’hai mai detto], in pratica… [l’ha detto! l’ha detto! cazzo! ma lei certe cose non le fa!] … lui manco ci pensava che lei potesse attivare un’applicazione del genere. Lei insomma, non era il tipo… che poi uno quando usa quelle robe, non vuol dire per forza... mica...  che … vogli dire…
-    Cosa vuoi dire?
-    Che mica … mica uno lo fa solo per… per unirsi per forza.
-    Scopare. Si dice, scopare.
-    [un mancamento, sto per svenire, lo sento…] Ecco sì, mica per forza sono causa e effetto…
-    Come no? Certo che lo sono.
-    Ah..
-    Una c’ha voglia di scopare, scarica Tinder e scopa.
-    [epistassi! epistassi! la sento! epistassi in arrivo!]
-    No?
-    E certo. Facciamo che non tutti tutti, la pensano così.
-    Be’, certo, non tutti immagino.
-    [come immagino?! tu dovresti saperlo! tu sei una di quelle che mica l’ha usato per….]
-    Io ad esempio… no, scusa, finisci la storia.
-    Lui non se l’aspettava, lei scarica l’applicazione, e i due, dopo quindici anni passati a salutarsi e scambiare carne per soldi e augurarsi buona giornata, cliccano vicendevolmente sui cuoricini dei loro profili, si scrivono e decidono di fuggire insieme per una destinazione misteriosa per i più. Ecco, finito. Ora: non tutti pensano Tinder sia l'equivalente di voglia di scopare, ovvero... lo uso e così scopo. Eravamo arrivati qui.
-    Giusto. Io per esempio…
-    Tu per esempio?
-    Io per esempio l’ho scaricato, ma non ho mai capito come funzionava e allora ho lasciato perdere. Sai bene che con la tecnologia non vado mica tanto d’accordo…
-    [Dio santo che stai nei cieli, io ti amo! Ti prometto che me la faccio la maglietta “I love Jesus”, te lo prometto! Che davvero, io ci tengo a tuo figlio e mi è spiaciuto un sacco quando gli han fatto quel che gli han fatto... che io non c'ero però ti volevo dirtelo che mi dispiace...]  Eh sì, infatti. Guarda, te lo dico davvero, ma sinceramente… non ti sei proprio persa niente.
-    [la modalità "bionda dentro" non delude mai!]

 
 
 
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