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Arte...e dintorni

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Meglio o peggio?

Post n°567 pubblicato il 03 Luglio 2012 da calipso81

Meglio o peggio vivere ora con tutti i problemi che ci sono?

Meglio o peggio dei nostri genitori con la crisi del lavoro?

Meglio o peggio dei nostri nonni?

Una mia amica mi ha rigirato una lettera scritta da una ragazza che parla del “solito” problema del lavoro, di come il babbo la spinga ad emigrare. Di come i suoi genitori siano vissuti in un tempo in cui il problema lavoro non c’era e si potevano far progetti.

Io ci ho riflettuto un po’ su.

Vivere ai tempi dei nostri nonni o genitori non credo sia da considerarsi più facile.

Era ugualmente difficile, è solo che noi lo vediamo con occhi di oggi.

Mia nonna, del 1923, si era dovuta, e sottolineo dovuta, fermare alla licenza elementare perché doveva aiutare sua mamma a crescere i fratelli. E questo nonostante le varie insistenze delle maestre perché era brava a scuola. Erano una famiglia di quelle fortunate perché il bisnonno era capostazione e quindi non mancava nulla. Chi faceva i mestieri, quello che oggi fa figo chiamare libero professionista, ossia il falegname, idraulico, imbianchino, calzolaio…doveva razionare i pasti e il pane, e non c’era la possibilità di avere primi, secondi, contorni e frutta.

Poi la guerra e la borsa nera.

Non c’era internet, pc, vacanze a Sharm, televisione, il cinema come l’auto era un lusso, la casa magari non era tua ma in affitto, i vestiti erano cuciti dalla sarta e si passavano da una sorella all’altra. C’erano gli abiti e i pranzi delle feste.

All’epoca dei miei genitori ugualmente non c’era internet, pc, cellulari. Magari potevi farti una vacanza, c’era l’auto, il cinema potevi goderlo e magari c’era anche la casa di proprietà. I vestiti cominciavano ad essere quelli confezionati.

Ma lo studio se lo sono guadagnati. In tanti si sono laureati lavorando. Era più “facile” lavorare perché banalmente c’erano più posti. I posti in più c’erano perché era tutto manuale. Tutto o buona parte è stato creato negli anni 70, pensiamo solo ad alcuni Ministeri. Inevitabilmente chi ha scelto certe carriere, dal medico all’insegnante, ha dovuto fare la sua gavetta decennale o pluridecennale. Certo magari avevi la “certezza” di un lavoro ogni anno seppur nella precarietà.

Oggi: non puoi vivere senza internet, cellulare o pc. Non puoi non andare in vacanza anche se non hai il becco di un quattrino e alcuni si fanno i debiti pur di prendere una casa pazzesca in affitto o comprarla. Tanto ci stanno mammà e papà.

Oggi si laureano tutti, o quasi.

Credo fondamentalmente che il problema sia questo: anni fa la selezione era a monte; oggi è impensabile che il figlio di un pezzo grosso, che lo è diventato anche con sacrificio, non abbia un titolo di studio adeguato e un ruolo nella società.

Oggi se ti laurei, specializzi, “masterizzi”, e chi più ne ha più ne metta, e non sei figlio di un pezzo grosso, ma di uno normale…beh, magari sei un po’ fuori da certi giri e allora ti tocca faticare. Come hanno fatto i tuoi.

Magari non arrivi da nessuna parte, magari sì.

Non hai la certezza di un lavoro ogni anno seppur nella precarietà, ma è bene tentare. Alla fine credo che le qualità siano premiate o per lo meno notate.

I nostri nonni e genitori sono stati “fortunati” a vivere quegli anni?

Non credo sia necessario rincorrere un age d’or.

Sarei stata fantastica negli anni 30 o 50 o 70 con la cultura che ho oggi e il potere economico. Vivendo in quegli anni sarei stata una qualunque che si impegna in quel che fa.

E' una questione di stile. Uno stile di vita totalmente diverso.

 

 
 
 
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