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Creato da cingomma il 06/09/2006

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Lana fuori..Cotone sulla pelle

 

« Messaggio #160MACOSAMIDICIMAI ?!?!?! »

ADDIO AL NUBILATO

Post n°161 pubblicato il 08 Giugno 2008 da cingomma
 

 

Che poi l’argomento non l’ho sollevato io. Il mio pensiero in quel momento era ben altro. Era trovare un cavolo di distributore che senza tante menate mi desse un pacchetto di sigarette. Ero in giro senza. E poi a certe cose io nemmeno ci arrivo. Non fanno parte del mio mondo, per dirla in parole povere. Tutto è partito da S. Ma come fanno sabato? Lei torna a casa sua o e è lui che va da sua madre?  C’ho messo un attimo poi ho capito che si riferiva al fatto che convivendo devono separarsi per incontrarsi poi in chiesa fingendo di vedersi per la prima volta. Ah non so, dice M. seduta dietro, .. secondo me era meglio ….  Non ricordo nemmeno più cosa fosse meglio per M. .. Fatto è che son partita a manetta. Secondo me invece era meglio se tutta questa carnevalata l’avessero evitata. Sinceramente non capisco cosa significhi l’addio al nubilato di questa sera, il matrimonio di sabato, l’abito bianco, le bomboniere, la megacerimonia e tutto il resto. Scusa, eh.. vivono insieme da un anno, c’hanno un figlio di otto mesi e stanno qui a giocare a e tutti vissero felici e contenti… Ma dai! Volevano legalizzare la loro unione? Benissimo! Si sposavano in comune e facevano una festa con gli amici. Punto. E allora M. tira fuori la storia del rispetto verso i genitori, dell’educazione cattolica ricevuta e tutte quelle cazzate paracule che mi fanno salire il formicolìo dalla punta dei piedi a quella della lingua. Ma per piacere M.! Ma di che cazzo stiamo parlando! Non sapete nemmeno cos’è una chiesa, cos’è un sacramento, cos’è la religione … siete andati in giro fino a ieri a spaccarvi di ciucche e oltre, cacciando le più miserevoli palle ai vostri genitori e mi vieni a parlare di rispetto? La voce si era già alterata e mi stava venendo caldo. S. nel frattempo saliva e scendeva dall’auto davanti ad ogni macchinetta cercando di rimediarmi ste benedette sigarette. M. dal canto suo mi conosce benissimo. Sa che certi discorsi ipocriti con me non si possono fare così ha cercato di porre fine ad una vana discussione aggrappandosi all’ancora del “TuHaiRagionePerò ognuno comunque è libero di fare come gli pare”. Certo! Però cazzo M. tu sei partita col dire cos’era meglio per te..io ho solo risposto a cosa invece fosse meglio per me! … Non sopporto l’ipocrisia e basta. Invece di parlare di rispetto verso il cattolicesimo e il parentado credo sia meglio dire che si vuole essere protagonisti per una giornata a suon di tulle campane in festa e patetici brindisi w la sposa bacio bacio ip ip urrà.  La cosa si è chiusa lì anche perché S. tacitamente schierata dalla mia parte, io lo sapevo, non solo aveva trovato una macchinetta clemente ma era anche arrivata in città che a causa della notte bianca era tutta bloccata e transennata. Il problema adesso stava nel raggiungere il ristorante.

Il primo regalo è stata una coroncina d’argento su cu troneggiavano una fila di cazzetti di gomma fucsia incastonati in pelouche rosa confetto. Fra la sua boccolosa chioma bionda e sotto a quel paio d’ occhi azzurro cielo sembrava proprio una porno anime.. Barbie nel regno dei cazzetti incantati. A seguire le son stati donati un paio di pendagli rosso fuoco da applicare ai capezzoli, una giarrettiera, una spugna dalla scontata forma prevedibile ed un paio di immancabili manette che non si è lasciata sfuggire l’occasione di provare subito, facendosi legare le mani sopra un tris di primi fumanti.  A portarle ogni volta i pacchetti a capotavola era la piccola figlia di suo padre e della nuova convivente cubana, diventata zia a nove anni e che ha avuto la fortuna di trovarsi damigella d’onore della serata. Che culo sta bambina!. Lei comunque sembrava divertirsi fra cazzetti e manette in pelouche ma son sicura che era la coroncina quella che le piaceva di piu. Io nel mentre seguivo tutto con alienante distacco, alzando stancamente il bicchiere pieno d’acqua ad ogni doveroso brindisi che seguiva ogni pacchetto scartato dall’antipasto ai secondi. Ho anche contribuito alla spesa. Che non si dica che non son partecipe!

Fortunatamente si era al dolce che, manco a dirlo, era a forma di fallo. Una cazzo di crostata al cioccolato così friabile che appena la toccavi andava in briciole. E’ arrivata al tavolo in tono trionfale portata direttamente dallo chef a luci spente e accompagnata dal triviale coro dei ragazzi seduti alla tavolata dietro di noi che a calici alzati e a cravatta snodata si impegnavano in un nuda nuda di tutto rispetto. Non mancava niente insomma! Caffè e conto hanno finalmente chiuso la serata. Perché è stato chiaro sin dall’inizio che S. ed io non avremmo partecipato al dopocena. … Ci manca anche che mi devo sciroppare uno streap in qualche cazzuto privè.

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In macchina S. mi dice Tu però ti scaldi troppo. Si riferiva alla discussione con M. Io ti do’ ragione e lo sai ma dammi retta, non ne vale la pena. Lo dico per il tuo fegato.. Anch’io ero così… a lavorare coi colleghi mi scannavo sempre per le mie idee ma è fiato sprecato. Ho capito S. però lo sai che non so star zitta, le rispondo. E poi parlavo con M. Se non posso dire come la penso nemmeno agli amici tanto vale che diventi muta.

 

La cosa bella era che finalmente ero a casa. Sfilare le scarpe è stato magnifico

 
 
 
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