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Creato da: TradireononTradire il 27/04/2007
Dei tradimenti tutti, verso se stessi, nella famiglia, verso gli amici, verso il partner, nel mondo del lavoro e di quanto altro vi venga in mente

Non restiamo indifferenti, proteggiamoli!

visita anche il blog di http://spazio.libero.it/ofelia770 per altre adesioni e informazioni sul tema della pedofilia e sulle attività di "La caramella buona"

 

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Quanto amore sprecato!

Post n°75 pubblicato il 23 Novembre 2011 da TradireononTradire
 

Questo stasera mi ha detto una persona (leggi titolo del post) parlando di amori non ricambiati sia nelle relazioni intime, che amicali, che parentali. E nel dirlo ho percepito tutto il dolore di chi ama, sa cosa vuol dire amare e donarsi, sa anche accogliere l'amore che le viene donato ma non lo sente abbastanza in proporzione a ciò che lei da.

Molti autori parlano di serbatoi d'amore vuoti e pieni, di come è facile nel tran tran quotidinao vederli e sentirli vuoi mentre per riempirli in alcune fasi della vita basta poco mentre in altre è una fatica immensa!

Forse vi ho già citato Gary Chapman, nel suo famoso libro "I 5 linguaggi dell'amore" spiega appunto come riempirli ed io credo davvero che se ciascuno si occupasse di riempire il serbatoio di chi ama, per la magia della reciprocità, avremmo tutto il serbatoio pieno e non desidereremmo altro se non la gioia di condividere questo amaore con le persona che abbiamo a fianco.

La novità alletta eppure il cambiamento personale spaventa. Mi sembra di risentire Don Calogero ne "Il Gattopardo" che dice "perche tutto resti com'è bisogna che tutto cambi". Facciamo cambiare le persone, le situazioni ma non siamo disposti a lasciarci cambiare noi prendendoci cura di una relazione che richiede impegno e per questo una dose maggiore di amore. Sappiamo prenderci cura delle persona ma non delle relazioni. Troppo faticoso! E poco stimolante! Meglio cambiare partner, meglio averne più di una per soddisfare piaceri diversi, perchè esse/essi possano completare i vari aspetti di noi... e ci dimentichiamo che noi, per quanto multisfaccettati, siamo pur sempre una persona sola composta di mente, corpo, istinti e spirito e cha ciò che tocca una sola parte di noi inevitabilmente sta toccando anche il resto anche se a noi piace raccontarci che non è così.

 
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Per sempre

Post n°74 pubblicato il 13 Novembre 2011 da TradireononTradire
 

Questa sera ero alla conferenza di Marco Scarmagnani (giornalista, mediatore e consulente familiare) per la presentazione del suo nuovo libro "Per sempre" e del suo format "Io Tarzan tu Jane" attraverso cui espone in maniera divertente le differenze tra uomini e donne così come si esprimono nel quotidiano della vita di coppia.

Straordinario pensare come all'approfondimento di molte tematiche si giunge da un cammino di tipo personale e che questo approfondimento ad un certo punto vuole essere condiviso con gli altri soprattuto perchè si vedono dei successi.

Ebbene, lui sostiene che la teoria del per sempre funziona, non è un utopia. Spulciando in rete ho trovato uno scritto che invitava i lettori a pensare al desiderio di amore eterno che alberga in ciascuno di noi... finchè l'evidenza non dimostra il contrario direte voi. Invece vi aggiungo che il per sempre ha funzionato per millenni e continua a funzionare in gran parte delle società, attinge ad un bisogno della coppia di garantirsi sicurezza e offrirne ai figli. Se pensiamo al mandato evoluzionistico in base al quale per esistere abbiamo bisongo di riprodurci e il bambino è tra i mammiferi il cucciolo che ha maggiore necessità di cure per sviluppare la sua indipendenza ecco spiegato il vero senso della famiglia.

Io concordo ampiamente con lui nel dire che il per sempre è possibile, altrimenti non si spiegherebbero tutti i tradimenti non detti. Cosa spinge a non dire? Il timore di ferire l'altro? Solo questo?

Concordo anche con altri autori che le differenze tra maschile e femminile sono tante e più sono note ed accettate piuttosto che combattute e più è facile rapportarsi gli uni agli altri. E questo è oggi indispensabile perchè i nostri bisogni si sono evoluti, la comunicazione si è evoluta, la cultura è cambiata e non è tanto importante lo stabilire se è meglio o peggio, è importante trovare il modo di non far fallire le relazioni, trovare il modo di non isolarsi o chiudersi nell'egocentrismo.

Altri autori si sono soffermati su questi aspetti e sul bisogno di rinsaldare le relazioni per recuperare il benessere biopsicosociale.

.....continua

 
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Un tempo le coppie si fondavano sulla stabilità, oggi la stabilità fa paura

Post n°73 pubblicato il 05 Novembre 2011 da TradireononTradire
 

Quanti sono daccordo col titolo di questo post? Quanti sono convinti di desiderare di essere una coppia stabile?

Ecco come funziona la gran parte delle persone. Ognuno porta dentro di se un grande bisogno di amore, anche chi lo nega. Per qualcuno è più forte, per altri è più maschrato ma il bisogno e la matrice sono indentiche: nasciamo da qualcuno e andiamo verso qualcuno. Non siamo "slegati da", siamo da sempre immersi nelle relazioni e che ci piaccia o no sono vitali. Da che esiste il mondo uomo e donna insieme hanno realizzato la vita e questo sembrerebbe essere il fine ultimo dell'uomo e soprattutto della famiglia. Lo dicono gli antropologi, gli evoluzionisti e non solo i teologi. La sopravvivenza dell'essere umano si basa sul concetto di progenie della specie, la capacità di procreare e la famiglia è l'organo principale deputato e selezionato nei millenni per adempiere a questo compito. Daccordo che la natura e l'evoluzione permette che ciascuno possa occuparsi di crescere, accudire, amare, educare, ecc. ecc. un bambino ma questo è dato da una volontarietà o da un bisogno piuttosto che essere insito nel modo come l'umanità si è da sempre selezionata per essere più efficace.

Torniamo alla nostra stabilità. Non siamo slegati dagli altri ma sempre di più vogliamo essere liberi, senza vincoli, senza catene. Più siamo liberi e più le nostre relazioni corrono il rischio di essere tante e rarefatte. Ciascuno può pensare alle proprie relazioni ed osservare come ci sono differenti modi di essere in relazione: ci sono vincoli parentali, ci sono amici del cuore, ci sono amici che sentiamo ogni tanto, ci sono conoscenti. Questa gradazione definisce la fitta rete sociale in cui siamo inseriti. Sempre più spesso oggi gli amici sono in rete. Presupposti della relazione sono lo spazio ed il tempo. Oggi sempre più spazio e tempo sono quelli virtuali e questo favorisce la possibilità di essere in contatto con molte più persone, anche contemporaneamente, ma diminuisce la possibilità di strutturare spazi e luoghi intimi che oltre alla comunicazione fatta di parole hanno necessità di sguardi, gesti, spazi emotivi e relazionali che la comunicazione virtuale filtra.

Abbiamo dunque bisogno degli altri ma non vogliamo legarci agli altri. Dichiariamo di volere relazioni stabili ma quando qualcosa in una storia, che sia nella fase dell'innamoramento/fidanzamento (Uh! Che parola grossa, arcaica e desueta!) o matrimonio poco importa, va storto con sempre più facilità (e sempre più sofferenza) ci si separa. Perchè non si riesce (o non si vuole) più investire in una storia? Siamo davvero tutti così sfiduciati? Nessuno più crede all'amore? E' proprio così? Eppure tutti lo cerchiamo!

O siamo invece sempre più così concentrati su noi stessi che quando qualcosa comincia ad andare storto non vogliamo perdere tempo ed energie per qualcosa che non ci attrae più, sempre pronti ad inseguire le novità, ad additare all'altro ciò che non va e  facendo a volte timidi tentativi (permettetemi) troppo spesso poco decisivi per rivedere ciò che in noi è di ostacolo alla storia? E l'altro, obietterete? Certo che se lo facessimo tutti non ci sarebbe da dire "e l'altro?", sarebbe un gioco di squadra al motto della reciprocità. E invece per farlo si attende prima la mossa dell'altro, il segnale che l'altro ci tiene a noi "per davvero" oppure il pensiero non sfiora nemmeno la nostra mente, l'attrattiva di altro è così forte che ci chiediamo perchè dovremmo restare in una storia che non ci corrisponde più?

Il discorso è articolato: siamo esseri in movimento, e nella coppia questo movimento è a tre. C'è un IO, c'è un TU e c'è un NOI, ed il noi dovrebbe dettare le regole base per la coppia a cui attingono anche le due soggettività. Se l'IO o il TU evolvono separatamente il NOI si frantuma.

La domanda da porre oggi è: Come è possibile che L'IO ed il TU evolvano insieme  al NOI? Ed è ancora possibile? Come l'individualità si incrocia con la relazionalità stabile di una coppia? Qui stabile può avere le gradazioni tanto del "per sempre" (parola che oggi fa tanta paura) quanto dell'equilibrio emotivo che c'è nella coppia.

A presto con il seguito....

 
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Desiderio e tradimento

Post n°72 pubblicato il 01 Novembre 2011 da TradireononTradire
 

E' vero che donne ed uomini tradiscono in modi differenti?

E' vero che l'investimento affettivo tra due amanti è condizionato dalla posta in gioco, da chi altro è coinvolto, e da come siamo fatti?

Quanto è opportuno in certe situazioni pensare solo a se?

E il tradimento, che non è affatto un usanza recente, come mai diviene sempre più diffuso ed è sempre più accettato ad ogni livello socioculturale?

"Tradisco perchè mi piace ributtarmi nelle tue braccia che sono sempre lì ad accogliermi, perchè posso staccare la mente da tutto e da tutto, con te posso dimenticarmi ogni cosa fuori dalla stanza, posso di nuovo risentirmi me setssa, posso prendermi ancora cura di me... ma quando esco trovo ancora tutto lì e quello che ho condiviso con te lo porto nel cuore in attesa costante del prossimo incontro. Dicono che le done amano col cuore e gli uomini col corpo... non posso crederlo, non voglio crederlo... voglio pensare che ciò che sento è quello che davvero è e che anche tu sei coinvolto tanto quanto me, voglio sentirtelo dire, voglio non dovermi separare da te..." Potrebbe essere la voce interiore di una donna che si allontana dall'amante dopo l'atteso incontro.. sembra quasi una pena questa distanza mentre invece non c'è sempre un uguale sofferenza per ciò che si sta compromettendo, per ciò che si rishcia di perdere.

Il discorso è complesso, spesso la relazione precedente è finita nei cuori di chi continua a stare insieme per proforma, altre volte forse non c'è mai stata.. ma come si arrivati a questo? Anche prima si sentivano uguali sentimenti verso il primo partner? E come è successo che c'è stato un così groso abbaglio da far convolare a nozze e dopo pochi anni finire per desiderare altro? Cosa ci fa pensare che questo non accadrebbe ancora? E come poterci proteggere da questo rischio imbellente capace di creare circoli viziosi che non si interrompono facilmente e per cui si finisce per ripetere sempre identici, nella sostanza anche se non nella forma, gli stessi errori?

Il desiderio è vitale, senza non viviamo. Il desiderio se si trasfroma in progetto ed può passare dal limbo dell'ideale al mondo reale e diviene realtà concreta. Quando un desiderio diviene realtà ne siamo strafelici, siamo entusiasti, è la passione che si trasforma in azione e tutto prende forma. L'energia che ci inonda è straripante. Poi noi cambiamo, cambiano i nostri desideri, i nostri progetti diventano altri e se non siamo capaci di comunicare efficacemente con chi ci è al fianco, di condividerli e concordarli anche con il partner, finiamo per cambiare da soli ed avere sempre più facilmente al fianco un perfetto estraneo/a che non sa di noi e che non partecipe del nostro nuovo modo di essere.

Fare coppia non significa rinunciare a se stessi, fare coppia significa costruire una mente comune che dalle singole individualità dell'IO e del TU può pensarci come NOI. E perchè ci si possa pensare come NOI occorre cedere un pezzetto di spazio al rapporto, c'è una parte di noi che non sempre siamo disposti a cedere che deve inevitabilmente incrociarsi e confrontarsi con l'Altro. Ma oggi lo vogliamo ancora?

Un tempo le coppie si fondavano sulla stabilità, oggi la stabilità fa paura. Ve ne parlerò nel prossimo post....

 
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Dei tradimenti e dontorni

Post n°71 pubblicato il 01 Novembre 2011 da TradireononTradire
 

Carissimi, torno dopo un pò di silenzio a riflettere con voi sul tradimento, sul bisogno di tradire, su quel senso di completezza che cerchiamo costantemente e che non ci fa sentire completi. In questo tempo ho maturato una mia personale idea che vorrò condividere con voi, con chi avrà piacere di passare e lasciare un commento, una domanda, una sua riflessione, un vissuto, un racconto o quanto altro altrove è più difficile dire.

Argomenti principali:

  1. Il gusto del tradire: è più un bisogno o è più un desiderio o è solo un diversivo?
  2. Chi tradisce, crede nell'amore? Sta cercando altrove di non perdere questa certezza? Oppure ha smesso di crederci è vuole gustarsi momenti?
  3. Il tradimento si diffonde e si legittima da se stesso in modo sempre più forte. Che cosa si cela dietro a questo trend esponenziale?

In definitiva, tradimento sì, tradimento no, tradimento alla luce del sole, tradimento da non svelare....???

 

 

 
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