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Digital Broker operatore telefonico e consulente tariffario nel settore della telefonia fissa e mobile

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Digital Broker: La Storia

Post n°1 pubblicato il 30 Marzo 2011 da digital.broker
 
Foto di digital.broker


Il pomeriggio del 5 dicembre 2005, nello studio del notaio Enrico Prever in Torino, è formalmente nata la società per azioni Digital Broker.

 

13 soci hanno apposto la loro firma in calce all’atto costitutivo ed ognuno di loro ha iniziato, con proprio concreto contributo, a produrre fatti operativi in grado di mettere l’azienda neonata nelle condizioni di iniziare prontamente l’attività produttiva.

 

Il 15 dicembre, ovvero solo dieci giorni dopo, presso la galleria di Arte Moderna (GAM) di Torino, Digital Broker SpA ha presentato il proprio piano operativo ai soci e ad un pubblico di 200 inviatati tra cui spiccavano le figure di validi professionisti della vendita retail di servizi, alcuni dei quali sono divenuti i primi collaboratori attivi della nuova azienda.

 

Benché, quelli indicati, fossero stati i primi fondamentali atti di avvio formale e materiale della Azienda, essi sono giunti a coronare un iter di preparazione che prendeva le prime mosse diversi mesi prima. Già a marzo del 2005 si avviarono i primi contatti per ragionare sulla creazione della nuova azienda Digital Broker.

 

Gran parte del nucleo dei soci fondatori aveva avuto esperienze di vendita e di organizzazione del servizio nel settore della telefonia. Tra coloro che sarebbero poi divenuti soci vi erano professionalità di eccellente livello nella programmazione informatica, nella vendita dei servizi, nella amministrazione e nella formazione. L’evoluzione naturale delle esperienze acquisite poteva lasciare intravedere la possibilità di costituire una azienda nuova, ad hoc, per mettere a frutto le conoscenze maturate e soprattutto le idee innovative che avevano iniziato a prendere forma.

 

Una azienda nuova avrebbe avuto un motivo per nascere solo se fosse stata in grado di forgiare un nuovo prodotto, peraltro in un settore estremamente maturo come quello della telefonia fissa. E così fu.

 

La base dell’impostazione della ipotetica nuova azienda (Digital Broker)  era il concetto del Brokeraggio Telefonico Dinamico accompagnato da un innovativo sistema di distribuzione definito RDC (Retail  Dynamic Commerce, ovvero commercio al dettaglio dinamico). Il concetto di “dinamico” caratterizza sia il prodotto che la distribuzione, ma non è solo una aggettivazione accattivante quanto è una concezione fondamentale e fondante: il prodotto e la sua distribuzione dovevano essere costantemente aggiornati per fornire al pubblico un servizio effettivo di brokeraggio tariffario alle migliori condizioni in tempo reale rispetto ai profili tariffari più convenienti del momento sul mercato.

 

In questo elemento “dinamico” era (ed è) depositata l’idea forte della nuova azienda Digital Broker, che differisce dalle altre perché non si propone di applicare una tariffa bassa e concorrenziale, bensì di consentire al cliente di fare ogni sua telefonata con la tariffa più bassa presente sul mercato. Se un operatore riduce la propria tariffa per un determinato tipo di connessione telefonica, proprio quella tariffa sarà applicata a tutte le telefonate dei clienti Digital Broker con la stessa caratteristica di connessione in maniera dinamica, cioè rapida e sollecita. E così, anche la Rete di Vendita (RDC) deve essere “dinamica” perché elastica ed autoportante, ovvero costantemente aperta a nuovi ingressi di collaboratori e basata sulla imprenditorialità individuale. La RDC è la somma di tanti imprenditori che operano in autonomia entro il quadro della impostazione organizzativa, retributiva ed etica di Digital Broker. La RDC è orientata a sviluppare le vendite, a conoscere ed aggiornare le tecniche di comunicazione e di gestione dei rapporti con i clienti, a migliorare le performances produttive e le capacità di leadership dei collaboratori, piuttosto che operare sulle casistiche tariffarie perché quelle automaticamente vengono implementate nel programma gestionale dell’azienda, attribuendola cliente l’operatore più conveniente per ogni singola chiamata.

 

Il punto di riflessione iniziale è stato: come può funzionare il sistema che sorregge l’idea, quanto mercato è acquisibile, quanto costa per farlo, con quali valori deontologici si deve agire?

Ne è conseguita l’elaborazione del Business Plan preliminare che ha visto coinvolti alcuni validi esperti del settore TLC e Start Up di aziende innovative.

Il lavoro preparatorio si è protratto per alcuni mesi e, attraverso riunioni di “avanzamento” ha prodotto i risultati definitivi nel settembre 2005.

Il Business Plan ha messo a fuoco i principi, la strategia commerciale, il piano tecnico, il piano di produzione ed il piano finanziario. E’ stato inizialmente definito “la carta di Ferragosto” perché la sua stesura è stata completata dal nucleo ristretto dei consulenti e di alcuni futuri soci il 17 agosto, per essere poi perfezionata nel mese successivo.

 

In termini di principi sono stati focalizzati i seguenti punti

- l’organizzazione del lavoro rispetta le persone che sono il maggior patrimonio dell’azienda

- l’azienda deve far crescere le conoscenze delle persone con cui collabora

- l’azienda collabora solo con persone che credono nei suoi principi

- l’azienda chiede ai propri collaboratori di dare il loro massimo

- tutti i collaboratori devono essere a conoscenza degli obiettivi generali dell’azienda

- l’attività in azienda deve essere coinvolgente e divertente

- il sistema di carriera e unicamente oggettivo e meritocratico

- l’azienda esprime una forte responsabilità sociale.

La strategia commerciale ha definito le modalità di funzionamento della RDC (Retail  Dynamic Commerce) basato su di un programma di professionalizzazione e di incentivazione economica per realizzare gli obiettivi individuali di reddito, di carriera, contando sulla totale libertà organizzativa. Un sistema innovativo che consente di applicare le migliori tecniche di vendita, di management e di leadership in un ambiente sereno e motivante. Un sistema privo di limiti territoriali per l’azione individuale ed in grado di offrire la prospettiva di guadagni senza rigidi tetti, generati da un portafoglio clienti totalmente dipendente dalle prestazioni espresse. RDC equivale ad un sistema nel quale la carriera si svolge in funzione del merito acquisito con i risultati raggiunti ed in cui le responsabilità di funzionamento si distribuiscono e si esercitano in ragione delle posizioni di carriera raggiunte attraverso il merito.

Il piano tecnico, il piano di produzione ed il piano finanziario hanno messo in evidenza i passi per la realizzazione del piano industriale. Il concetto di base che ha ordinato le azioni è stato quello di far riferimento alle professionalità esistenti sul mercato del lavoro e dei servizi per gestire le attività aziendali il più possibile in outsourcing. In particolare le elaborazioni  dei software atti a gestire le connessioni telefoniche dei clienti, le contabilizzazioni del traffico telefonico, le fatturazioni ed i pagamenti ai fornitori ed ai collaboratori dovevano essere realizzate, sotto lo stretto controllo interno, da operatori e professionisti esterni. Invece, gli obiettivi e le strategie per l’acquisizione dei clienti secondo le modalità ed i tempi compatibili con la strutturazione informatica e la formazione del personale sono state di stretta pertinenza aziendale, così come le modalità di finanziamento dell’azienda nella fase di start up e nella fase successiva di consolidamento e sviluppo dell’attività produttiva.

Nel marzo 2006 è iniziata l’attività di prevendita del servizio e di testing delle procedure di elaborazione tariffaria, di contabilizzazione dei rapporti commerciali e professionali. E’stata una fase fondamentale per dare garanzia di funzionamento e di correttezza amministrativa, ed è stata una fase particolarmente complessa che ha impegnato tutti i soci fondatori, i consulenti ed i primi collaboratori della Digital Broker.

Nel luglio 2006 il servizio è partito ed i primi clienti Digital Broker hanno iniziato ad usufruire del nostro brokeraggio telefonico. Le prime aree interessate dal nostro prodotto sono state nel Piemonte con le province di Torino e Asti e l’Emilia nelle province di Modena e Reggio Emilia.

Nuovi collaboratori commerciali sono stati aggregati a quelli che hanno iniziato prima ed il loro insieme è andato a costituire il gruppo della RDC  che ha operato secondo i criteri dettati dalla impostazione aziendale. Attraverso le serate di presentazione dell’azienda, definite Start Point, che nell’arco del quinquennio di attività sono state quasi 1000 con circa 20.000 partecipanti, vengono illustrate le caratteristiche del servizio e indicate le forme di possibile collaborazione alla distribuzione del medesimo. Ciò produce l’effetto di favorire la vendita e, in percentuale minore, di avviare una collaborazione professionale con nuovi soggetti fra quelli maggiormente propensi ad impegnarsi in una nuova attività di lavoro.

Dopo il primo esercizio chiuso il 31 dicembre 2006 che ha rappresentato l’anno di avvio e rodaggio  dell’attività, la Società è cresciuta ogni anno in termini di contratti acquisiti, di fatturato e di collaboratori attivi. Ogni anno, e fino ad oggi, l’incremento di fatturato sull’anno precedente è stato attorno al 50%,  in linea con l’incremento del numero dei clienti. Il numero dei collaboratori operanti al 31 dicembre del 2010 è di oltre 400.

In termini di crescita tendenziale, non solo annuale ma anche quinquennale, Digital Broker SpA è fra le prime in assoluto del settore della telefonia.

Il radicamento territoriale si è consolidato in molte aree del nord Italia, in particolare la diffusione ha riguardato, oltre ai territori iniziali, le altre province piemontesi, la Romagna, parte della Lombardia, del Veneto, della Toscana, delle Marche e della Liguria.

Si è registrata una interessante attività in Sicilia e nel Lazio.

Tutto questo, mentre importanti aziende del settore attraversavano od attraversano un periodo di difficoltà che in qualche caso ha significato chiusura aziendale o ridimensionamento dell’attività.

 

 
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