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ALLEGRI A SKY: "Partita importante con nostra vittoria.

Post n°8073 pubblicato il 29 Ottobre 2016 da nadir63l
 

 Molto intensi oggi. Higuain? Era molto contento"

Parla il tecnico bianconero.
© foto di www.imagephotoagency.it
ALLEGRI A SKY: "Partita importante con nostra vittoria. Molto intensi oggi. Higuain? Era molto contento"

Intervistato nel dopo partita di Sky, l'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha analizzato la gara interna appena sostenuta dai bianconeri contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com.

Ieri avevi detto che non era decisiva. Da come hai vissuto il finale non si direbbe...

"Il risultato spostava se vincevamo noi, sennò poco o niente perchè il Napoli poteva avvicinarsi e la Roma sorpassarci. Mancano tante partite, ma -7 non è poco. E' importante ma non decisivo questo scontro".

Questa partita è stata decisa dagli episodi?

"E' stata una partita di grande intesità fisica, equilibrata. Abbiamo avuto due palle gol nel primo tempo, nella ripresa ci siamo presi qualche rischio. Ghoulam ha sbagliato sul primo gol, ma non ci son paragoni con le nostre trasferte di Milano: li c'è stata pochissima intensità. Senza nulla togliere alle milanesi, ovvio... Oggi il Napoli non ha creato granchè, e il gol era da evitare visto che avevamo provato il taglio alle spalle di Callejon...".

Avete quasi incoraggiato inizialmente il pressing del Napoli per aggirarli sull'esterno scavalcando il centrocampo.

"In partenza si. Poi siamo passati a quattro. Alex Sandro doveva dar respiro ma stava molto alto. Una volta tagliata la pressione, però, tornavamo indietro e loro pressavano. Poi nella ripresa sono calati e noi abbiamo alzato i ritmi. Bella partita, complimenti a un Napoli che gioca bene e ha giocato diversamente da febbraio".

Ti aspetti di più da Pjanic in pressione?

"Sul piano della fase difensiva ha corso moltissimo, era stanco. Infatti ha sbagliato molto, era poco lucido in impostazione. Viene da una fase no stop, senza Dybala e Pjaca lui deve dare qualità. Nel primo tempo ha dato una gran palla ad Higuain. Sono contento di lui, non è una mezzala classica ma crescerà, deve solo trovare lucidità fisica".

Higuain è famelico sulla linea del fuorigioco, tra le linee sembra esaltarsi...

"E' un discorso interessante. Di solito fa Dybala questo gioco, ma anche lui è bravo ad uscire in questi movimenti da 4-3-3. Gonzalo ha qualità e caratteristiche straordinarie, bisogna esaltarlo".

Oggi ha fatto come Fantozzi dopo una martellata sul dito, ha trattenuto l'urlo sul gol...

"Era molto contento per lo scontro diretto...".

L'hai visto diverso?

"No, certamente era una gara particolare. Ma lui non deve sentirsi un traditore per la scelta fatta...".

Sul gol subito di chi è la colpa?

"30 Lichtsteiner, 70 Alex Sandro. Doveva seguire Callejon...".

 
 
 

UNA PIPITA AMARA PER IL NAPOLI E D'ORO PER LA JUVE

Post n°8072 pubblicato il 29 Ottobre 2016 da nadir63l
 

© foto di www.imagephotoagency.it
UNA PIPITA AMARA PER IL NAPOLI E D'ORO PER LA JUVE

La sfida con il Napoli non è una gara normale per la Juventus e Allegri schiera la formazione migliore escluso Marchisio causa ritorno in campo troppo ravvicinato. In campo quindi la BBC, con Bonucci, Barzagli e Chiellini, esterni offensivo come Alex Sandro e più difensivo come Lichtsteiner, interni Khedira e Pjanic, regista Hernanes, punte obbligare con Higuain e Mandzukic.
Nel Napoli la novità è rappresentata da Chiriches al posto di Maksimovic con Diawara a centrocampo al posto di Jorginho e con il trio offensivo Mertens, Insigne, Callejon. 
Partita molto equilibrata in avvio, pressing partenopeo molto alto, Juventus un po' imprecisa nei passaggi. Bella azione Juventus al minuto undici sull'asse Higuain-Mandzukic, palla leggermente lunga ed esce Reina. Bella occasione per Lichtsteiner al minuto vento, Reina non controlla un cross di Alex Sandro e lo svizzero spara altissimo. Ammonito Chiellini per fallo su Allan al ventesimo ed un minuto dopo pure Alex Sandro.
Grande occasione Juve per Higuain al minuto 23, Reina compie un prodigio. Conclusione anche del Napoli con Allan, para Buffon. Giallo anche per Insigne. 
Partita sempre molto equilibrata. Si fa male Chiellini ed entra Cuadrado. 
La partita si scalda con Reina protagonista di un battibecco con Mandzukic. 
Gara nervosa nel finale di primo tempo. 
Il primo tempo finisce in parità, un paio di occasioni per la Juventus ma nulla di eccezionale. 
Nessun cambio ad inizio ripresa, Napoli sempre aggressivo. Occasione per Mertens che però si perde davanti a Buffon. La Juventus alza il ritmo. 


JUVE AVANTI - bianconeri avanti, corner e batti ribatti con svirgolata della difesa partenopea con Ghoulam che serve Bonucci che insacca al volo, Juventus avanti. 
 Reagisce il Napoli,m he ci prova prima con Mertens e poi con Koulibaly.
PAREGGIO NAPOLI - La Juventus si fa infilare, lancio che buca la difesa e Callejon sul filo del fuorigioco batte Buffon, tutto da rifare. La partita e' molto aperta ora
Partita molto equilibrata nuovamente. Entra Giàccherini ed esce Insigne accolto da applausi. Ammonito anche Hernanes. 
Entra Marchisio ed esce Pjanic. Ci prova Hernanes, palla alta. 


PIPITAAAAAAA - Juventus di nuovo in vantaggio a venti dalla fine, palla vagante in area del Napoli, si avventa come un falco Higuain e Reina può solo raccogliere il pallone in fondo al sacco.
Reazione Napoli, Giaccherini mette a lato di poco. Esce Hernanes ed entra Sturaro mentre il Napoli toglie Allan e mette Zielinski. 
Ci prova ancora Higuain, ma di testa l'argentino sbaglia e mette a lato. 
Entra El Kaddouri ed esce Hamsik. Napoli in avanti quasi autorete di Mandzukic e poi grande rischio in area. Ci prova anche Zielinski, sfera alta. Napoli vicinissimo al pareggio con Mertens, palla alta. Allegri arrabbiatissimo a bordo campo. 
La gara finisce con la vittoria della Juventus, decide il Pipita Higuain che regala ai bianconeri la testa della classifica con un margine importante sui partenopei aspettando la Roma.

 
 
 

NON MALE L'IDEA DI TRIDENTE

Post n°8071 pubblicato il 27 Ottobre 2016 da nadir63l
 


© foto di www.imagephotoagency.it
NON MALE L'IDEA DI TRIDENTE

Difficile non commentare con positività la prova della Juventus con la Sampdoria. I bianconeri hanno fatto una bella gara, reagendo dopo la sconfitta con il Milan e soprattutto trovando nei giocatori che nelle ultime partite non erano stati schierati una risposta importante. In particolare la prestazione degna di nota è stata quella di Claudio Marchisio e di Giorgio Chiellini, entrambi al rientro dopo l'infortunio, ma non solo loro. Allegri ha schierato anche un interessante tridente in cui Cuadrado su muoveva largo in fascia ed Higuain e Mandzukic si alternavano come punte centrali. Un lavoro oscuro, elogiato anche dal difensore livornese oltre che dal mister perchè non serve essere importanti solo se si fa gol, ma anche se ci si mette a disposizione della squadra. Importante l'approccio alla gara di Mandzukic, finalmente sorridente, così come Higuain che ha rincorso in lungo ed in largo gli avversari ed è stato il primo ad abbracciare il compagno in difficoltà, ancora a zero nel tabellino dei marcatori. Il gruppo è unito e questa è la base per costruire delle vittorie. Un'idea interessante quella di Allegri questo tridente si può schierare e tatticamente non è assolutamente male come idea.

 
 
 

REAZIONE DA KING KONG

Post n°8070 pubblicato il 26 Ottobre 2016 da nadir63l
 

© foto di www.imagephotoagency.it
REAZIONE DA KING KONG

La Juventus cerca i tre punti contro la Sampdoria, Massimiliano Allegri cambia diversi uomini rispetto alla gara di Milano. Dentro Neto e difesa rivoluzionata con Bonucci, Chiellini, Evra, Dani Alves e Cuadrado, Marchisio al debutto, Pjanic e Khedira con punte obbligate con Mandzukic e Higuain, una specie di 4-3-3.
Avvio Juve con subito due reti, Mandzukic punisce di testa la Sampdoria, ancora Juventus all'ottavo che stacca dopo un bel cross di Pjanic. 
Ci prova spesso e volentieri la Juventus con Higuain prima e Mandzukic poi, ma il risultato resta sul 2-0.
La Sampdoria nella ripresa si sveglia e mette in difficoltà i bianconeri con Schick che accorcia il risultato ed i doriani che che sfiorano il pareggio.
La Juventus però non si scompone, prima Pjanic segna la terza rete, poi Chiellini segna il quarto gol.
Una Juventus convincente anche nel turnover, una squadra carica con una prestazione autoritaria che mantiene a distanza Roma e Napoli e si prepara al meglio alla partita con il Napoli di sabato.

 
 
 

Assemblea azionisti. Agnelli: "Crescere per vincere tutto".

Post n°8069 pubblicato il 25 Ottobre 2016 da nadir63l
 

Marotta: "Pogba voleva partire a tutti i costi: 27 milioni a Raiola, 72 di plusvalenza"

© foto di Federico De Luca
LIVE TJ - Assemblea azionisti. Agnelli: "Crescere per vincere tutto". Marotta: "Pogba voleva partire a tutti i costi: 27 milioni a Raiola, 72 di plusvalenza"

12.40 - Marotta su Pogba: "E' arrivato dallo United e dopo 4 anni con noi ha deciso di tornare in Inghilterra, è voluto andare via ad ogni costo. La richiesta economica è stata di 105 milioni più 5 di bonus, nel che caso il giocatore rinnovi con il Manchester o parta per un valore non inferiore a 50 milioni. Siamo arrivati a una plusvalenza di bilancio di 95 milioni. A Mino Raiola, il suo esecutore fisico, e alla sua società, saranno versati 27 milioni. Al netto delle commissioni, la plusvalenza per Pogba è di 72 milioni".

12.35 - Marotta: "Puntiamo sempre al massimo, affrontando la campagna trasferimenti con l'obiettivo di ottenere il massimo. In campionato siamo gli indiscussi campioni da 5 anni, diversa è la Champions League. Non sempre chi vince la Champions è davvero la squadra più forte. Riteniamo che la rosa che abbiamo a disposizione sia competitiva, nononstante il mancato arrivo di Witsel e Matuidi. 

LA PAROLA PASSA AL DIRETTORE GENERALE DELLA JUVENTUS, BEPPE MAROTTA.

12.30 -  Agnelli invita Beppe Marotta a rispondere ad alcune domande. Prima 30 secondi di silenzio per la scomparsa di Raffaello Bucci, ex capo ultras "assunto" dalla società come consulente esterno, suicidatosi dopo l'interrogatorio riguardo all'inchiesta tesa a far luce della 'ndrangheta negli mondo del tifo bianconero. Agnelli: "La Juventus non ha mai offerto biglietti omaggio a gruppo di tifo organizzato, ha sempre collaborato e collaborerà con le forze dell'ordine per salvaguardade la sicurezza".

12.21 - Le domande continuano, articolate e numerose (e originali): dai recentissimi risultati sportivi alla proposta di ampliamento dello Stadium. C'è chi suggerisce alla Juventus di acquistare una squarda all'estero per fare crescere i giovani, altri propongono una più differente e capillare distribuzione dei biglietti, anche online. Si parla pure dei problemi inerenti al tifo organizzato e al bagarinaggio. C'è anche un'idea di premio: quella di istituire il "Pallone d'Oro della Juventus".

11.33 - Gli azionisti prendono la parola: 5 minuti a testa per esporre quesiti alla platea e ai vertici bianconeri. I temi più battuti dagli azionisti sono il mercato - perché attendere l'ultima parte della finestra estiva per alcuni trasferimenti - l'utilità delle nuove strutture come il JVillage nella Continassa, l'andamento futuro dei ricavi. Altre domande sul merchandising, sul bilancio e sugli obiettivi sportivi del futuro.

11.11 - La parola torna ad Agnelli. IL PRESIDENTE DICHIARA APERTA ALLA DISCUSSIONE DEGLI AZIONISTI.

11.08 - Mazzia sul JVillage: "Su un'area di 146mila metri quadrati svilupperemo 5 asset. Il primo sarà la sede Juve nell'ex cascina Continassa. Avremo un nuovo centro allenamento e nuovo centro media. Poi un hotel, anche per la Prima Squadra. Sarà costruito un centro di formazione di livello, metodo UK, con inglese come lingua madre. E infine un'area dedicata all'intrattenimento". 

11.06 - Mazzia mostra al pubblico degli azionisti Juventus un filmato relativo al nuovo JMedical, prima di illustrare gli sviluppo dei progetti sull'area della Continassa, cosiddetta "JVillage".

11.02 - Mazzia: "Il JMedical è nato con l'idea di essere aperto a tutti. Un nuovo modo di fare business. Il progetto propone un livello sanitario d'avanguardia, in grado di coprire le esigenze dei pazienti. E' attivo su un'area di 3mila e 500 metri quadrati. Nel nostro centro nei prossimi 8 anni verranno inseriti tutti i componenti d'avanguardia di General Electric".

11.00 - Mazzia: "Stiamo lavorano su nuovi indicatori di liquidità. Abbiamo lavorato per un rafforzamento per le linee di creditio a nostra disposizione".

10.46 - Mazzia. Ricavi dallo Stadium, la saturazione media nel quinquennio 2011-2016 è del 95% e in cinque anni siamo passati da 36,3 milioni di ricavi a 51,5. I ricavi generati dall'inaugurazione dello Stadium sono di 232 milioni".

10.47 - Mazzia: "I proventi UEFA sono saliti da 90,6 milioni a 194,9 milioni. Le sponsorizzazioni sono passate da 53,5 milioni a 70 milioni. I ricavi da gare sono passati da 31,8 milioni a 43,7 milioni".

10.46 - ALDO MAZZIA, membro del consiglio di Amministrazione, espone il bilancio sottoposto all'approvazione. Si registra un utile di 4,1 milioni, superiore allo scorso anno quando l'utile fu di 2,3 milioni. "I ricavi sono di 387,9 milioni".

10.43 - ANDREA AGNELLI DICHIARA COSTITUITA L'ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI

10.40 - Agnelli: "Puntiamo al dialogo tra i club, in serie A e in UEFA. ll dialogo tra club deve aumentare per far sì che trainino il calcio".

10.39 - Agnelli: "L'obiettivo è puntare a fare diventare la Champions la maggiore competizione più seguita al mondo, sia pensando all'aspetto dell'audience, sia relativamente all'imprevedibilità del risultato. Altro obiettivo è fare in modo che i bambini di tutto il mondo giochino di più a calcio. Bisogna partire dalla base, serve che i bambini si avvicinino al pallone, cosa che in Italia negli anni è diminuita. Serve una promozione affinché i bambini tornino a giocare a pallone grazie anche a impianti sportivi, seconde squadre, riforma dei campionati".

10.35 - Agnelli: "La Juventus ha avuto una crescita significativa che ci permette di ambire a vincere tutte le competizioni alle quali partecipiamo, avendo una rosa di prim'ordine. Il sistema ha però bisogno di stabilizzarsi. I maggiori investimenti che in Italia si fanno sono spesso rivolti ai calciatori. Questo non permette di investire sui settori giovanili e sulle strutture e di non pensare al lungo periodo".

10.30 - Agnelli: "Chi vince guadagna 150 milioni, per l'accesso alla Premier League più il paracadute di un'eventuale retrocessione in Championship. Chi vince lo spareggio di Serie B salendo ne guadagna 40 milioni, più 15 di paracadute in caso di retrocessione per un totale di 50-55 milioni. Si può dedurre che le gare che portano più soldi sono quelle con la minor audience, e questa è una incongruenza".

10.29 - Agnelli: "Nell'interesse di tutti si è raggiunto un accordo con la Uefa che migliorerà il formato della Champions. Ci saranno orari nuovi, una nuova distribuzione del market pool e le quattro squadre inserite per l'Italia".

10.25 - Agnelli: Oggi i due mercati strategici sono la Cina e l'America. Verso l'Oriente lavoriamo dalla finale di Supercoppa e fino al ritiro della scorsa estate. Abbiamo stipulato accordi commerciali e mandato a giocare le nostre Legends. Sull'America ci lavoreremo dal 2017. L'accordo con Chicco è significativo: associare un brand per bambini a un club calcistico non si era mai visto. I prossimi due anni lasceranno la Juventus in un quadro di competitività nazionale e internazionale".

10.20 - Agnelli: "Dal 1 luglio 2016 i JVillage ospiterà la prima squadra nella stessa area dello Stadium, unendosi al JMedical e al JMuseum".

10.18 - Agnelli: "I nostri benchmark sono i club di Premier League, i club di Liga, i club di Bundesliga".

10.18 - Agnelli: "Siamo entrati in Champions in punta di piedi e abbiamo giocato una finale solo lo scorso anno. La gara il Bayern Monaco, in casa è fuori, è stata quella più vista in Cina insieme alla finale della competizione".

10.14: Agnelli: "Abbiamo avuto negli anni una crescita significativa. Nelle ultime cinque stagioni siamo passati da 172 a 388 milioni, le plusvalenze da -26 milioni a +52 milioni. La mia visione sulla gestione di una squadra professionistica di alto livello è basata da tre pilastri: lo sport, prima di tutto".

10.11 - Agnelli: "Non vanno ignorati i mercati esteri, come la Cina che sta facendo grandi investimenti".

10.10 - Agnelli: "C'è stata una crescita economica del 25% in un settore in continua espansione e che non conosce crisi. Parlando al mercato televisivo: la Premier League ha avuto un incremento del 71%, la Liga del 50% cumulativo, la Bundesliga dell'83%. Se noi consideriamo le sponsorizzazioni a rinnovo i principali club europei hanno avuto per quel che riguarda il jersey sponsor un incremento del 75% e dello sponsor tecnico del 75%. Dati che evidenziano come il calcio continui a crescere".

10.08 - Agnelli: "La Juventus vive per il successo, ma non per quelli ottenuti ma per i prossimi".

10.07 - APRE LA GIORNATA ANDREA AGNELLI: "Siamo orgogliosi per quello che abbiamo fatto in questi cinque anni. Un pensiero particolare ai giocatori che hanno contribuito alla vittoria dei cinque scudetti e mi riferisco a Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Padoin, Caceres, Lichtsteiner: gli otto giocatori che hanno fatto parte della squadra in tutte queste stagioni. Ovviamente grazie all'amministratore delegato Beppe Marotta, al vicepresidente Pavel Nedved, al nostro direttore sportivo Fabio Paratici".

10.05 IL GIORNO DELL'ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI -  Alle 10.30 prende il via l'assemblea degli azionisti della Juventus. Si accendono anche i riflettori dei media sullo Juventus Stadium. Previsto il discorso di Andrea Agnelli, in attesa di capire i temi che verranno toccati. Alla fine dell'assemblea ci sarà la conferenza di Agnelli e Marotta.

 

 
 
 

Juve, Buffon candidato al Pallone d'Oro

Post n°8068 pubblicato il 24 Ottobre 2016 da nadir63l
 

© foto di Marco Conterio
Juve, Buffon candidato al Pallone d'Oro

L'edizione odierna de "La Gazzetta dello Sport" lancia un'indiscrezione piuttosto interessante e lusinghiera per la Juventus: Gigi Buffon, portierone classe 1987 del club bianconero e della nostra nazionale, sarebbe stato inserito da "France Football" nella lista dei 30 giocatori candidati alla conquista del Pallone d'Oro. Il vincitore del prestigioso premio sarà decretato il prossimo 13 dicembre da una giuria di giornalisti, mentre mancheranno, per via di una "riforma" del premio, i voti dei commissari tecnici delle nazionali e dei capitani delle varie selezioni. Un grande riconoscimento, a prescindere dal piazzamento finale, per Buffon, che, alle soglie dei 40 anni, è ancora uno dei portieri più forti al mondo. 

 
 
 

JUVE OSCURATA DAGLI EPISODI A SAN SIRO

Post n°8067 pubblicato il 22 Ottobre 2016 da nadir63l
 

© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
JUVE OSCURATA DAGLI EPISODI A SAN SIRO

Vincere a Milano per fermare una concorrente ma anche per dare l'ennesimo segnale alle rivali, la Juventus si presenta a Milano con pochi cambiamenti rispetto a Lione. 
Difesa con Buffon, Benatia, Bonucci, Barzagli, Alex Sandro e Dani Alves esterni, Hernanes in regia, mezzale Khedira e Pjanic e attacco con Higuain e Dybala.
Nel Milan rispetto al Chievo non c'è Lapadula ma Bacca, squadra offensiva con Suso e Niang.
Parte bene la Juve che crea subito due occasioni con Dybala e Alex Sandro e Benatia, ma il gioco era fermo in due occasioni su tre.
Il Milan gioca duro, la Juventus tira, Pjanic va vicino alla rete su punizione. 
Prima occasione Milan con Suso, para Buffon, sfida molto aperta e spettacolare. 
La Juventus sembra fare la partita nelle fasi iniziali, altra bel l'azione bianconera con Dybala troppo accademico che tira centrale. 
Ammonito Bonucci per braccio largo su Bacca.  Si fa male Dybala ed entra Cuadrado, bianconeri molto sfortunati. 
Decisione molto contestata al minuto 37, gol annullato a Pjanic per sospetta posizione di fuorigioco di Bonucci che sembrava in gioco. 
La Juventus non demorde e continua ad attaccare ma manca sempre la stoccata. Ci prova Hernanes ma la conclusione è a lato.
Termina il primo tempo, pareggio sostanzialmente giusto, meglio la Juve con un gol  valido annullato. 
Nessun cambio ad inizio ripresa, ci prova Higuain, palla a lato, così come Cuadrado poco dopo, così come al 55esimo, bel movimento ma palla alto.
Gioca meglio la formazione di Allegri ma non trova la stoccata decisiva. 
Ancora Juve con Khedira, palla alta. 

MILAN AVANTI, EUROGOL DI LOCATELLI - Il Milan passa al minuto sessantacinque, la Juventus si scopre e lascia concludere Locatelli che segna un altro eurogol, dopo quello al Sassuolo. Nel Milan esce Niang ed entra Poli. Ci prova Hernanes, palla a lato.
La Juventus prova a chiudere i rossoneri nella loro metà campo ma le conclusioni non arrivano. 
Esce Benatia ed entra Mandzukic, Juve a trazione anteriore. Ammonito Dani Alves.
Ammonito Locatelli. Esce Locatelli ed entra Gomez. Entra Sturaro ed esce Hernanes. 
La Juventus non riesce a concludere. 
I bianconeri escono sconfitti per la seconda volta da San Siro, serata con una prestazione meno negativa di quella contro l'Inter decisa da un episodio, il gol regolare annullato e il grande gol di Locatelli. Anche da questa sconfitta c'è da imparare, per vincere il campionato bisognerà far gol non guardare gli altri segnare. 

 
 
 

ALLEGRI: "Domani servirą prestazione importante. L'unico che potrebbe recuperare č Mandzukic.

Post n°8066 pubblicato il 21 Ottobre 2016 da nadir63l
 

Chiellini torna mercoledì. Uomini panchina determinanti"

LIVE TJ - ALLEGRI: "Domani servirà prestazione importante. L'unico che potrebbe recuperare è Mandzukic. Chiellini torna mercoledì. Uomini panchina determinanti"

Massimiliano Allegri sfida il suo passato. Il tecnico bianconero presenta la sfida di domani contro il Milan, sua ex squadra, nella conferenza stampa della vigilia. Tuttojuve.com vi riporta integralmente e in tempo reale le sue parole dal Media Center di Vinovo:

Visti i tanti assenti, c'è qualche recupero per domani? C'è possibilità di turn over?
"L'unico che potremmo recuperare, dovrò vedere oggi l'allenamento, è Mandzukic, per averlo a disposizione. Chiellini no, anche se sta bene e dovrebbe essere a disposizione per mercoledì. Pjaca neanche, Marchisio verrà convocato, ha fatto 60 minuti mercoledì nell'amichevole, è venuto avanti di condizione, quindi dovremmo essere vicino al rientro. Rugani ieri si è allenato, ha fatto parte dell'allenamento con il gruppo, oggi vediamo quanto dolore ha sul ginocchio".

Che insegnamento può aver tratto la squadra dalla partita di martedì? Meglio vincere le partite in un altro modo senza dover aspettare un espulsione per vedere uno spirito di squadra che prima non si era visto...
"La squadra ha fatto bene nei primi 10 minuti, gestendo molto bene la palla, con una buona velocità, contro una squadra come il Lione che era dietro la linea della palla, molto stretti, quindi trovavamo delle difficoltà. In quelle situazioni bisognava continuare a martellarli ai fianchi, per cercare poi di trovare una soluzione offensiva per poi sbloccare la partita. Invece dopo 10 minuti abbiamo cominciato ad avere un po' troppo fretta, a voler fare gol subito. Le partite durano 95 minuti, se non facciamo gol al 10°, possiamo farlo al 20°, al 43°, al 63°, non è obbligatorio farlo al 10°. Ripeto, piacerebbe anche a me al 45° essere sopra 3-0. Ma è quasi impossibile, può capitare una-due volte l'anno. Quindi in quel momento bisognava essere più bravi, avere un pochino più di pazienza nel giocare la partita, perchè altrimenti poi ti esponi a contropiedi, corri all'indietro, corri molto di più, sprechi energie e lavoriamo per migliorare queste situazioni".

Cuadrado è il prototipo del giocatore che piace a lei? Quello che entra subito in partita... 
"Io dico che... anzi, non è che lo dico io, lo dicono i numeri, per quanto riguarda il campionato, il primo anno che abbiamo vinto il campionato, gli uomini dalla panchina, soprattutto nella seconda parte, sono diventati determinanti, sono stati determinanti, l'anno scorso è stata la stessa cosa. Quando si costruisce una squadra.... e qui la società è stata molto brava a costruire la squadra con degli uomini che tra virgolette possono essere delle riserve, ma sono molto più importanti dei titolari, perchè ti spaccano la partitain certi momenti. E quest'anno come caratteristiche ne abbiamo due: uno è Cuadrado, l'altro è Pjaca. Ora Pjaca non c'è e quindi abbiamo solo Cuadrado. E che poverino meriterebbe di giocare titolare ma magari in questo momento ho più bisogno che lui mi parta dalla panchina che mi giochi dall'inizio, perchè poi altrimenti non ho cambi che hanno quelle caratteristiche".

Il Milan viene da nove sconfitte consecutive contro la Juventus. La classifica induce a pensare che questa sarà una gara più equilibrata? Il Milan è al livello di Juve, Napoli e Roma?
"Innanzitutto devo fare i complimenti al Milan perchè sta facendo un ottimo campionato e soprattutto ha dei giocatori giovani, bravi, che saranno sicuramente il futuro della Nazionale italiana, che stanno giocando, hanno da crescere, guidati da un ottimo allenatore. Domani è sempre Milan-Juventus, quindi le partite Milan-Juventus, Inter-Juventus, Roma-Juventus, Napoli-Juventus, sono tutte equilibrate, soprattutto Milan-Juventus. Noi siamo andati a Milano con l'Inter, eravamo nettamente favoriti, e siamo usciti mettendoci parecchio del nostro, con una bella legnata addosso. Domani troveremo una squadra che ha grande entusiasmo, sono giovani, corrono forte e hanno tecnica. Quindi direi che domani per fare risultato bisogna fare una prestazione importante, con testa, ma soprattutto con grande agonismo e con grande tecnica".

Domani è anche l'ultimo Milan-Juve berlusconiano. Che effetto le fa? E' d'accordo che questa è la fine del sistema calcio italiano Milan-Inter in mani straniere?
"Dispiace, perchè Berlusconi ha fatto la storia del Milan per 30 anni, ha vinto tanto e tutto, io sono legato a lui affettivamente, per quattro anni mi sono legato a Galliani, abbiamo passato quattro anni insieme, come sono legato ai dirigenti, Andrea Agnelli, Marotta, Paratici quando andrò via dalla Juventus. La vita è fatta così, quindi dispiace. Però il mondo sta cambiando, c'è una globalizzazione totale, l'unica squadra nel mondo che ha la stessa proprietà da 100 anni è la Juventus".

Il primo anno che sei arrivato qua, il 4 novembre hai messo un sistema di gioco che a te piaceva di più. Adesso i tempi sono maturi o questo gruppo richiede più lavoro? O sei cambiato anche tu e userai più spesso diversi sistemi di gioco?
"Più che i sistemi di gioco, bisogna migliorare la qualità del gioco, bisogna muoversi un po' di più, mettersi più a disposizione nel giocare la palla. Poi devo sfruttare le caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione, inutile che vada a fare un altro sistema di gioco se quel sistema di gioco che io voglio fare o che vorrei fare non mi garantisce una certa quakità offensiva e difensiva. Quindi in questo momento la squadra è solida, la cosa che bisogna fare anche giocando con questo sistema di gioco, è migliorare la qualità del gioco e lo dobbiamo fare perchè ci sono tutte le caratteristiche".

Visto che il Milan gioca con due esterni molto giovani, molto veloci, Niang e Suso, può cambiare qualcosa nella scelta degli uomini in difesa?
"Per la partita di domani, in difesa ho Benatia, Barzagli, Bonucci ed Evra. Di questi quattro, tre possono fare i centrali. Cambierà niente, bisogna stare attenti perchè loro nelle ripartenze sono molto bravi. E' una squadra che a campo aperto ti può fare male. Niang è molto veloce e ha tecnica. Suso è molto veloce e ha tecnica, ha un buon piede. Bacca è uno molto bravo ad attaccare gli spazi e si muove benissimo in area. Bonaventura accompagna molto bene l'azione. Domani bisogna fare una partita di grande equilibrio e con grande testa, perchè bisogna avere grande rispetto  di questo Milan che sta facendo ottime cose".

Come valuta la condizione di Dani Alves alla luce della sfida con il Lione. Lichtsteiner può avere una possibilità?
"Per quanto riguarda Lichtsteiner, ha fatto una buona partita quando ha giocato contro l'Udinese. Dani Alves ha fatto un buon secondo tempo con il Lione, soprattutto quando siamo passati a quattro, spostando Cuadrado davanti che faceva più da punto di riferimento, lui magari aveva più spazi per giocare. Ma ha fatto una buona partita. Dani Alves è un giocatore che non si discute, non è perchè ha fatto un primo tempo mezzo e mezzo si deve mettere in discussione".

La vostra esperienza contro la loro gioventù. Pensi possa avere un peso questo?  E' la loro prima partita al vertice per tanti di loro...
"Sì, ma è anche vero che hanno grande entusiasmo quando sono giovani, sicuramente gli manca l'esperienza però l'entusiasmo, il coraggio e l'incoscienza non mancano. L'incoscienza non deve mancare neanche a noi che siamo un filino più esperti, però hanno qualità, giocano un buon calcio, quindi credo si meritino il secondo posto che hanno. Il campionato è lungo, quindi ci vuole grande equilibrio. E' normale che domani è una partita di cartello, una partita importante e bella da giocare".

Ti fa un po' invidia l'entusiasmo che hanno loro? Qui anche una vittoria risicata viene accolta un po' così dopo tanti anni di vittorie...
"No, è normale che loro abbiano entusiasmo perchè sono partiti non pensando che MIlan-Juventus in questo momento potesse diventare una partita dove loro vincendo ci salterebbero a due punti. Quindi bisogna capire che per noi quella di domani è una partita importante, è uno dei primi due scontri diretti che abbiamo in questo tour de force di partite. Non sono invidioso di questo e sono contento perchè alla fine il calcio italiano dà ancora dei giovani. Ci sono anche alla Juventus, alla Juventus abbiamo dei giovani interessanti, da Kean....il nome dell'altra volta.... voi avete detto che era Kastanos invece era l'altro... (sorride, riferendosi a Caligara, del quale non ricordava il nome, ndr).Anche Kastanos è un buon giocatore. Quindi vuol dire che in Italia ci sono dei buoni giocatori, questo è importante per il calcio italiano e per il futuro della Nazionale. Poi i ragazzi giovani... Locatelli è un bravo giocatore, ma non è che ci volesse tanto a vederlo, bastava tirargli il pallone e vedere che sapeva giocare a calcio. I ragazzi bravi nel calcio poin alla lunga vengono fuori. Locatelli era un bambino, veniva ad allenarsi già con noi in settimana quattro anni fa, quindi si vedeva che aveva tutte le caratteristiche per poter diventare un giocatore, così come ce le ha Kean, Caligara e altri ragazzi della Juventus. I ragazzi giovani, italiani, nel campionato italiano ci sono".

Che giudizio dai alla stagione di Pjanic? 
"La stagione di Pjanic è buona, al momento, può migliorare, deve migliorare. E' stato decisivo, perchè se guardiamo i numeri di Pjanic, ora mi trovate impreparato nei numeri, ma ha fatto tre gol se non sbaglio e diversi assist, quindi risulta sempre in giocatore decisivo. La posizione, può giocare da mezzala in certe partite, può giocare in un centrocampo a due in altre partite, può giocare da solo davanti alla difesa in altre partite. A Lione  ha fatto uan mezz'ora in dieci davanti alla difesa, ha giocato un buon calcio, ha recuperato di intercetto 3-4 palloni importanti, quindi dimostra di essere un giocatore che non è vero che non può giocare davanti alla difesa con le sue caratteristiche. Lo fa nella Nazionale, ma può giocare anche da solo".

E' un po' di anni che qui gli allenamenti sono a porte chiuse. Si potrà vedere qualche seduta in futuro?
"In futuro si può vedere. Io ogni tanto apro un allenamento al pubblico per vedere, ogni tanto, lo dobbiamo fare una volta ogni tanto perchè è meglio farli a porte chiuse. Ma non è perchè ci sono segreti, assolutamente. Vedremo in futuro di accontentarvi. Se io apro un allenamento poi mi scrivete che uno manda in c.... un altro... (ride, ndr)".

Come valuta l'intesa tra Higuain e Dybala?
"Buona. Domani ho un'unica certezza, i due davanti. L'intesa è buona, ma anche Mandzukic ha fatto delle buone partite, spero che domani sia a disposizione, perchè stato importante l'anno scorso ed è importante quest'anno Mario Mandzukic. Come sarà importante Pjaca quando recupererà. E magari domani può esserci uno spezzone per Kean, nel calcio non si sa mai".

Buffon monumentale a Lione. E Totti fa grande calcio a 40 anni...
"E' normale che con l'esperienza è più facile vincere, soprattutto con i grandi giocatori è più facile vincere le partite. Buffon l'altro giorno a Lione è come se avesse fatto tre gol, come è successo l'anno scorso durante il campionato e come ha fatto per 20 anni, e credo che l'argomento Buffon dovrebbe essere chiuso perchè ha già dimostrato nei 20 anni e nell'ultima partita dopo le critiche che gli sono state fatte. Per quanto riguarda Totti, quando i giocatori sanno giocare a calcio, non è che smette di giocare a calcio, poi magari ci sono momenti in cui gioca un po' peggio, altri in cui gioca un po' meglio, ma alla fine le qualità dei giocatori si vedono. Totti è stato ed è ancora un campione e vederlo giocare fa sempre piacere ed è un bene per il calcio".

 
 
 

LE TRE DIFESE MIGLIORI D'EUROPA, C'E' LA JUVE

Post n°8065 pubblicato il 21 Ottobre 2016 da nadir63l
 

© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
LE TRE DIFESE MIGLIORI D'EUROPA, C'E' LA JUVE

Sono poche le squadre che non hanno ancora subito una rete in questa Champions League, Leicester con cinque reti realizzati e zero subite, Atletico Madrid con tre reti realizzate e zero subite, Siviglia con due reti realizzate e nessuna subita e la Juventus la migliore con gli inglesi anche lei con cinque reti realizzate e nessuna subita.

Il reparto arretrato dei bianconeri si conferma ancora una volta uno dei migliori in assoluto in Europa, come quello dell'Atletico Madrid di Simeone altro maestro di calcio che riesce a fare del calcio basato sulla compattezza della squadra uno dei suoi punti di forza.

A livello di tiri subiti, la Juventus è la quarta che ne ha subiti di meno con 7 di media a gara, mentre quella che ne ha subiti meno in assoluto con 6.3 è il Barcellona, praticamente un tiro in meno complessivo dei bianconeri.

TIRI SUBITI

1 Barcelona 6.3
2 FC Porto 6.3
3 Bayer Leverkusen 6.7
4 Juventus 7

Come tiri effettuati la Juventus in Europa occupa il settimo posto, con 15.7 di media, addirittura meno del Lione, stranamente, quinta, la formazione migliore in Europa è il Borussia Dortmund poco davanti al Real Madrid.

TIRI EFFETTUATI

1 Borussia Dortmund 20.3
2 Real Madrid 20
3 Bayern Munich 19.7
4 Manchester City 18.3
5 Lyon 17
6 Arsenal 16
7 Juventus 15.7

Nel possesso palla, bianconeri quarti in europa, dietro i mostri sacri del Bayern Monaco e del Barcellona, a ridosso del Borussia Dortmund ma davanti al Real Madrid.

POSSESSO PALLA

Bayern 65.2%
Barcelona 59%
Borussia Dortmund 58.9%
Juventus 58.7%

Ogni squadra ha la sua identità, i bianconeri hanno una forte struttura difensiva che si conferma tra le tre migliori, insieme alla formazione di Allegri, l'Atletico di Simeone e il Leicester di Ranieri, sono loro tre con il Siviglia di Sampaoli le uniche a zero. Se la Juventus vuole andare avanti in Champions dovrà mantenere questa solidità e migliorare il rendimento offensivo.

 
 
 

Juve, per il dopo Morata si "tratta" con Raiola

Post n°8064 pubblicato il 23 Maggio 2016 da nadir63l
 


© foto di Insidefoto/Image Sport
Juve, per il dopo Morata si "tratta" con Raiola

La Juventus comincia a pensare al dopo Morata. Per sostituire il bomber classe 1992 della nazionale spagnola, destinato a tornare al Real Madrid, i bianconeri potrebbero fare "affari" con Mino Raiola, puntando 2 giocatori gestiti dall'agente italo-olandese: secondo quanto riportato dal "Quotidiano Nazionale", infatti, Marotta avrebbe chiesto informazioni su Romelu Lukaku, bomber classe 1993 dell'Everton e della nazionale belga, e su Zlatan Ibrahimovic, che, dopo la fine del rapporto con il PSG, è attualmente svincolato, e potrebbe sbarcare a Torino per almeno un paio di stagioni con un ottimo contratto, finanziato in parte dalla cessione di Morata. 

 
 
 

LA JUVE FA UNDICI, NIENTE SCONTI AI ROSSONERI

Post n°8063 pubblicato il 21 Maggio 2016 da nadir63l
 


© foto di www.imagephotoagency.it
LA JUVE FA UNDICI, NIENTE SCONTI AI ROSSONERI

La Juventus vuole la doppietta e si presenta all'Olimpico con la consapevolezza della grande squadra. Allegri sceglie due esterni di esperienza come Lichtsteiner e d Evra, in difesa Barzagli, Chiellini e Rugani con Neto in porta, centrocampo con Lemina a sorpresa con Hernanes e Pogba, l'attacco è affidato a Dybala e Mandzukic.
Il Milan si affida a Carlos Bacca supportato da Honda e Bonaventura e ben sette italiani in campo. 
Parte meglio il Milan, molto aggressivo. La Juventus ci prova con Pogba contrasto in modo dubbio in area, il Milan spara alto con Bonaventura. Ancora Bonaventura al minuto dodici spreca una buona opportunità e mette a lato, Juve sottotono. 
Nella Juventus e' chiaramente Dybala quello che deve accendere la lampadina.
Ancora Milan con De Sciglio, conclusione alta e poi Bonaventura che per poco non inganna Neto. Juventus in evidente difficoltà.  
Ci prova anche la Juve con Evra, palla a lato. 
Nel finale di primo tempo cresce la Juve, ma poche conclusioni. Bianconeri disattenti che concedono una ripartenza quasi letale al Milan che spreca tutto alto con Poli. 
La formazione di Allegri chiaramente in difficoltà contro le furie rossonere. 
Primo tempo non bello per i bianconeri, pubblico rossonero impazzito per la gara dei milanisti. 
Nessun cambio ad inizio ripresa. Ancora Milan con Kucka, palla a lato. 
Prima azione degna di nota della Juventus con Lichtsteiner che crossa al centro e Donnarumma che smanaccia anticipando Mandzukic. Chiellini prende l'iniziativa R si prende un buon fallo, ma la palla deviata finisce alta.
Dopo una breve reazione la Juventus torna a soffrire soprattutto sugli esterni. 
Il Milan sfrutta le ripartenze ma sbaglia in conclusione e finalizzazione.
Nei bianconeri Allegri toglie uno spento Evra ed inserisce Alex Sandro. Malissimo Lemina a centrocampo, ma è una Juventus che sbaglia troppo tecnicamente. 
Grande occasione Juve con Pogba che impegna Donnarumma e poi Mandzukic chiuso a lato. Ci prova anche Lichtsteiner, para Donnarumma. 
Sale in cattedra la Juventus. 
Esce anche Lichtsteiner ed entra Cuadrado, squadra iper offensiva. 
Brocchi vuole vincere ed inserisce Niang per Poli. 
Finale con i rossoneri vicini al gol, salva Cuadrado.
La partita finisce 0-0 e si va ai supplementari. 
Supplementari equilibrati. La Juventus va vicina al gol al dodicesimo, Donnarumma salva tutto, poco dopo due occasioni per i rossoneri con Chiellini che chiude su Bacca e lo stesso colombiano che in rovesciata tira di poco alto.
Entrano Morata ed Josè Mauri ed escono Hernanes e Montolivo.
La Juve passa Morata al settimo Minuto. Grande strappo di Lemina e cross immediato di Cuadrado per Morata che fulmina Donnarumma, bianconeri in vantaggio, Allegri ha indovinato il cambio. 
Il Milan reclama per un rigore ma è Honda a buttarsi. 
Ultimi minuti di sofferenza Jose Mauri fuori di pochissimo.
La Juventus vince la undicesima coppa Italia al termine di una combattutissima finale, decide Morata, onore delle armi ad un Milan che ha giocato forse meglio dei bianconeri. 

 
 
 

PENTA JUVE E PENTA FESTA

Post n°8062 pubblicato il 14 Maggio 2016 da nadir63l
 

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PENTA JUVE E PENTA FESTA

La Juventus per l'ultima casalinga su presenta con qualche variazione sul tema rispetto alla gara con il Verona. Dentro Neto con Barzagli, Bonucci e Chiellini, esterni Evra e Lichtsteiner, centrocampo con Hernanes, Roberto Pereyra e Pogba, in attacco Mandzukic e Dybala. 
Nella Sampdoria Brignoli in porta, in avanti Quagliarella con Casaano a casa. 
Il clima è chiaramente quello della festa con i giocatori che entrano con figli al seguito all'ingresso in campo. 
Ritmi non altissimi in avvio con Alvarez che impegna subito Neto da fuori area. Lo Stadium nel frattempo festeggia con cori e immagini tricolore. 
Al quinto minuto Juve in vantaggio, segna subito Patrice Evra, il francese sfrutta una palla inattiva bel servita da Dybala con difesa della Sampdoria molto ferma, bianconeri subito avanti. 
La Sampdoria resta in dieci, Mandzukic si invola verso la porta e il difensore della Sampdoria Skriniar lo atterra dopo aver toccato il pallone e si prende il rosso. Dybala dal dischetto raddoppia. 
Juventus con due gol di vantaggio e con un uomo in più domina la passerella. 
Dybala vicino alla terza rete. Bianconeri in controllo, blucerchiati in maglia gialla tutti chiusi per evitare danni. Ancora Dybala, impegna Brignoli, da notare la bella azione di Hernanes in avvio. Chiellini prima di testa e poi di piede ci prova. Calcio spettacolo Juve con Dybala ad inventare e traversa di Lichtsteiner. Bellissima azione di Mandzukic al minuto trentatré, palla a lato. 
 
Dybala show: l'attaccante prima incanta con un sombrero ma tira alto, poi prende palla al limite e fulmina Brignoli con un tiro bellissimo, tre a zero. 
Ancora Pogba tenta l'euro gol, palla sulla traversa. 
Il primo tempo si chiude con la Juventus in vantaggio di tre gol e dominio totale.
Nel secondo tempo dominio bianconeri che continua, Chiellini manca la quarta rete, ma la pressione e' totale. Nei gialli di Genova entra Ranocchia. 
Esce Pereyra ed entra Sturaro. Fuori Dybala e dentro Morata. Ci prova Pogba, palla a lato. La Sampdoria ci prova nella ripresa, ma le occasioni latitano. Entra Zaza ed esce Mandzukic. 
Arriva anche il gol di Chiellini al minuto 76, primo gol in stagione, un sinistro nel sette, con Evra che gli pulisce gli scarpini. Festa piena allo Stadium. Neto si sporca le mani, prima del quinto gol di Bonucci che spunta da corner e segna a cinque dalla fine. 
Cinque gol, penta festa e grande serata da vivere con i sorrisi, da lunedì si pensa all'ultima fatica stagionale, ma con la concentrazione di oggi tutto sarà più semplice.

 
 
 

ALLEGRI: "Bonucci gioca, Rugani riposa.

Post n°8061 pubblicato il 13 Maggio 2016 da nadir63l
 

 Khedira ha pochissime chance di giocare la finale. Infortuni? Ne abbiamo parlato, dobbiamo lavorare e migliorare. Sul video di mia figlia..."

LIVE TJ - ALLEGRI: "Bonucci gioca, Rugani riposa. Khedira ha pochissime chance di giocare la finale. Infortuni? Ne abbiamo parlato, dobbiamo lavorare e migliorare. Sul video di mia figlia..."

Alla vigilia della gara contro la Sampdoria e a 8 giorni dalla finale di Coppa Italia contro il Milan, Massimiliano Allegri analizza il momento della sua squadra in conferenza stampa. Tuttojuve.com riporta integralmente e in tempo reale le sue dichiarazioni:

Se domani è una partita di prove anti-Milan, Bonucci andrà in panchina e vedremo una squadra simile a quella che vedremo in finale?
"Bonucci non va in panchina perchè Rugani ha giocato 11 partite e sarà pronto poi per essere a disposizione per la finale. Domani giocheranno sicuramente Bonucci, Barzagli e Chiellini, anche perchè domani Chiellini almeno un'ora la deve fare. Questi i tre di difesa. Poi Alex Sandro è squalificato e gioca Evra".

Quante volte questa settimana ha ricordato alla squadra di non ripetere la prestazione di Verona?
"L'ho ricordato solamente una volta perchè sono ragazzi intelligenti, che capiscono e che hanno capito che giocando delle partite del genere è quasi impossibile fare risultato. E' vero che dopo 26 partite con 25 vittorie e un pareggio, con lo Scudetto vinto, ci può stare una partita del genere, anche perchè è una cosa fisiologica. E ci fa anche bene, perchè così domani abbiamo l'obiettivo di finire bene il campionato, di festeggiare in casa con i nostri tifosi e soprattutto riprendere mentalmente il cammino verso la finale del 21".

Senza la sconfitta di Verona la festa di domani ci sarebbe stata?
"No, non ci sarebbe stata, perchè domani finiamo la partita alle 7 e poi ci saranno i festeggiamenti come l'anno scorso. L'anno scorso è stata la stessa cosa perchè abbiamo fatto i festeggiamenti allo stadio con i nostri tifosi".

E' vero che ti sei infuriato per quel video abbastanza innocuo con tua figlia protagonista?
"No, non mi sono mica infuriato. Direi che l'idea è stata geniale, l'intepretazione ha lasciato a desiderare. Diciamo che lei ha 21 anni e deve fare la studentessa".

Senza Bonucci, l'ultima volta ha giocato Barzagli centrale. L'ha convinta? Può essere la soluzione? O anche Rugani può essere impiegato lì?
"Al momento il centrale che può sostituire Bonucci è Barzagli, poi potremmo giocare anche a due, però abbiamo già giocato a tre con Barzagli, Rugani o Evra, o Chiellini. Barzagli anzi ha fatto una buona partita perchè è molto veloce nella consegna della palla, nella circolazione della palla, con caratteristiche diverse da Bonucci, perchè ha meno imbucate, però lo fa molto bene. Altrimenti possiamo giocare anche a due, dipende".

Domenica mattina vi allenate?
"Domenica mattina no. Il programma è: domenica riposo, lunedì allenamento, martedì mattina allenamento, mercoledì mattina allenamento, giovedì mattina allenamento, poi partiamo per Roma al pomeriggio. Venerdì mattina c'è la visita... saremo ricevuti dal Papa, poi faremo allenamento all'Olimpico e sabato sera giochiamo. Questo è il programma. Praticamente siamo arrivati a una settimana: sembra ieri che sia iniziata la stagione e siamo già arrivati alla fine anche quest'anno".

Voi fate qualcosa dopo lo stadio domani? Discoteca, ristorante, per festeggiare?
"Ci sarà sicuramente una cena tra di noi, non so dove sarà, se in un ristorante o una discoteca. Presto, non  è che si va a letto alle 5".§

Questa estate il primo acquisto deve essere un trequartista? Sì o no?
"No, stamattina sei determinato: cene, trequartista....sto scherzando. Il trequartista... alla Juventus devono arrivare giocatori di grande qualità, l'importante è che abbiano grandi qualità, poi che siano trequartisti, mezzale e o mediani davanti alla difesa in qualche modo poi li sistemo".

In porta ci sarà spazio ancora per Neto in vista della Finale? A centrocampo farai giocare ancora quelli che ha avuto meno possibilità tipo Pereyra?
"Pereyra domani dovrebbe essere della partita. Per quanto riguarda la porta, gioca Neto perchè giocherà la finale. Ed è giusto dargli un po' di partite. Ha giocato a Verona, domani farà la seconda e quindi gli farà bene per ritrovare un po' di misure, un po' di sicurezza in porta".

Come si immagina questa ipotetica Superlega e l'eventuale ruolo della Juve?
"Immaginanerselo è difficile, perchè poi cambierebbero tutti gli scenari, non so come saranno distribuiti i diritti televisivi, non sono che mi riguardano. Una cosa è che sicuramente sarebbe una grande Superlega con le più grandi, le più forti squadre dì'Europa e quindi bisognerebbe lottare per trovare un posto tra le grandi".

In regia giocherà Lemina o Hernanes?
"Hernanes domani, quindi praticamente vi ho dato tutta la formazione".

L'attacco?
"Domani dovrebbero giocare Dybala e Mandzukic. Morata sta bene. Quindi l'unico infortunato è Khedira, che ha pochissime probabilità di giocare la finale".

Visto che Khedira e Morata hanno avuto una ricaduta, c'è qualche errore da non ripetere nella prossima stagione? Gli infortuni hanno colpito soprattutto 3-4 giocatori. Da luglio vorrai rivedere qualcosa?
"Tra l'altro non più tardi di ieri siamo stati tutto il giorno a valutare l'andamento di questa stagione sugli infortuni. Gli infortuni quest'anno, rispetto all'anno scorso, sono un numero più elevato, ma soprattutto abbiamo avuto  delle problematiche sui polpacci, molto di più. Rispetto all'anno scorso, flessori, quadricipiti, sono stati allo stesso livello. La differenza quest'anno l'hanno fatta gli infortuni sui polpacci. Per quanto riguarda Khedira, è un soggetto che è sempre sottoposto a queste problematiche, quest'anno ha giocato 25 partite, di cui 20 in campionato, 4 in Champions e 1 in Coppa Italia, e ha avuto un buon rendimento perchè è un giocatore di spessore. E' normale che l'anno prossimo dovrà essere gestito meglio e sicuramente dopo due anni di inattività, io sono contento per quello che ha fatto. Morata ha preso un colpo all'ultima partita e quindi ha avuto un grosso ematoma che non gli ha permesso di essere a disposizione col Verona, ma è già due giorni che lavora con la squadra e quindi sarà a disposizione per domani e per la finale. Poi è normale che non tutti gli anni anni sono uguali, l'anno scorso siamo partiti un po' in ritardo, abbiamo avuto la Supercoppa nel mezzo, abbiamo avuto tre partite importanti per preparare la Supercoppa subito dopo una settimana di lavoro e quindi ci siamo presi dei rischi che purtroppo  hanno fatto sì che abbiamo avuto un numero maggiore di infortunati. Però dopo alla finebisogna calcolare i rischi per arrivare a vincere, perchè alla fine della stagione è inutile avere zero infortunati se arrivi terzo, secondo, quarto o quinto. Preferisco avere 20 infortunati e arrivare primo. Bisogna migliorare e lavorare su quello che è stato fatto quest'anno perchè a differenza dell'anno scorso, l'anno scorso  abbiamo fatto una preparazione completamente diversa e ci sono state sei settimane di lavoro".

Quanto c'è di casualità, sfortuna, preparazione che avete fatto?
"Quando vai a valutare gli infortuni ci devi mettere, ogni anno che passa i giocatori invecchiano un anno e c'è più usura; ci sono 50 partite, c'è lo stress mentale, ci sono le problematiche che ha un giocatore, magari un anno gli nasce un figlio, gli nascono due figli, quindi gli cambia la vita, c'è l'aspetto psicologico che è fondamentale. Oltretutto  l'anno scorso il fatto di essere partiti una settimana dopo e di aver affrettato e concentrato il lavoro in poche settimane, ha alzato maggiormente i rischi. Però direi che quest'anno dobbiamo fare diversamente, ma ciò non toglie che la casualità e tutti i fattori che ho elencato prima, fanno sì che ci siano degli infortunati, che ci saranno sempre. Poi tra l'altro, dal numero degli infortuni che abbiamo avuto, rispetto all'anno scorso gli infortunati hanno saltato meno partite. Perchè dopo quello che conta è che l'allenatore abbia a disposizione giocatori  per la partita. Poi se saltano tre giorni di allenamento, se hanno un problema al polpaccio, saltano tre giorni, ma poi giocano la domenica, l'importante è che giochi la domenica. Come numero assoluto, quest'anno, rispetto all'anno scorso, i giocatori sono stati più a disposizione per le partite e qualcuno meno a disposizione per gli allenamenti".

Considerato che Marchisio non c'è e Khedira ci ha fatto capire che non ci sarà, Pogba sta bene e va preservato? Va messo in una teca?
"Si deve allenare. Pogba gioca, altrimenti perdiamo il ritmo della partita. Poi io sono molto fatalista, se deve succedere, succede domani, dopodomani. Quelli che devono giocare devono giocare perchè poi abbiamo la partita del 21 già dopo un mese che praticamente abbiamo vinto il campionato... abbiamo fatto la prima col Carpi e già era l'anticamera di Verona, perchè il Carpi è stata l'anticamera di Verona, perchè dopo vinci e va bene, ma il Carpi ha tirato dieci volte in porta, quindici volte in porta, cosa che a noi non è mai capitata. A Verona siamo entrati in camera, ora cerchiamo di uscire dalla camera, cerchiamo di giocare una buona partita e finire nel migliore dei modi domani, che è una questione mentale. Più stacchi e peggio è, soprattutto in questo momento".(redazione Tuttojuve.com).

 
 
 

Gli avi dei cartonati. 3. Genoa 1924

Post n°8060 pubblicato il 12 Maggio 2016 da nadir63l
 

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di S. Bianchi

 

La Prima Divisione 1923/24 è il ventiquattresimo campionato italiano di calcio, ma anche la stagione di debutto dello “scudetto”, dell’arrivo alla presidenza bianconera di Edoardo Agnelli e di quello in squadra di Giampiero Combi, del primo allenatore bianconero e del cosiddetto “Affare Rosetta”. Il nuovo presidente bianconero inizia una campagna di rafforzamento che avrebbe dato immediatamente i propri frutti, se non ci fosse stato il dissidio, alimentato strumentalmente, sul tesseramento del fortissimo terzino destro.

Rosetta, a Vercelli, non se la passa benissimo: gioca in uno squadrone, è vero, ha vinto anche due scudetti, ma la situazione economica familiare non è delle più floride. I Rosetta sono gente con i piedi per terra e se c’è modo di guadagnare di più, perché non approfittarne? La Juventus gli fa la corte da qualche tempo, ed anche altri suoi compagni smaniano per rendere economicamente proficua quell’attività che sanno fare così bene: il malumore serpeggia tra i dilettanti della Pro Vercelli. Allo scopo di tacitare i malcontenti, il direttore sportivo Bertinetti invia ai propri calciatori una lettera ultimativa di questo tono: chi vuol giocare nella Pro è ben accetto, chi non è contento può andarsene. Gay e Rosetta inviano subito una lettera di dimissioni, accettate formalmente il 4 settembre. Nello stesso mese, prima dell’inizio del campionato, i Bianchi vanno a Torino per un’amichevole, ovviamente senza Rosetta. I dirigenti bianconeri ne chiedono notizie, e Bertinetti risponde che Rosetta, come altri, è libero di andarsene, visto lo scambio di lettere tra società e calciatore. Il dirigente bianconero Peccei, in tempi in cui il professionismo è vietato ma già comunemente aggirato, va a trovare Rosetta, legge le famose lettere e gli offre un impiego presso la ditta di Aymone Marsan, uno stipendio di settecento lire, vitto e alloggio. Rosetta fa due conti: va a prendere l’equivalente di mille lire il mese, come nella canzone in voga in quel periodo. Tanto da far stare bene la famiglia.

Il campionato ha inizio e il Genoa campione in carica parte forte, ma presto la Juventus guidata da Jeno Kàroli si riprende, e il 2 dicembre, vincendo a Torino col Genoa, si porta a un solo punto dai rossoblù capolista. L’allenatore ungherese ha a disposizione buona squadra e buoni rincalzi, ma frequentemente gli undici in campo sono Combi, Bruna e Gianfardoni; Monticone, Bigatto e Barale II; Grabbi, Munerati, Pastore, Ferrero e Audisio.

Rosetta, nel frattempo, forte della lettera liberatoria, il 7 novembre chiede alla Lega Nord di poter essere trasferito alla Juventus, ma il presidente della Lega Nord rimanda la decisione al Consiglio del 1° dicembre. Rosetta fa reclamo alla FIGC, che lo accoglie il 24 novembre, stabilendo che “tutti i giocatori le cui dimissioni erano state accettate dalla società di appartenenza erano inseriti automaticamente nelle liste di trasferimento” e concedendo quindi il tesseramento di Rosetta per la Juventus.

La Juventus, forte della deliberazione dell’ente superiore, schiera Rosetta per la prima volta il 25 novembre col Modena, poi con Genova e Padova, vincendo tutte e tre le gare e portandosi in testa alla classifica. Istigate dal Genoa, anche Modena e Padova sporgono reclamo alla Lega Nord per la posizione di Rosetta, a loro dire irregolare, avendo le tre gare vinte a tavolino. Nuovo reclamo bianconero alla FIGC e omologazione dei risultati ottenuti sul campo, con invito alla Lega Nord a rispettare le decisioni della Federazione. La Juventus schiera Rosetta anche nelle successive quattro gare (Virtus Bologna, Livorno, Casale e Alessandria) con tre vittorie e un pareggio. La Lega Nord però si rivolge al CONI che le dà ragione e commissaria la FIGC. Questa, il 17 febbraio, stabilisce che Rosetta, essendogli stata revocata la tessera di giocatore, non avrebbe più potuto giocare per il resto della stagione, conferma le tre partire perse a tavolino, ma omologa le gare con Virtus, Livorno, Casale e Alessandria, tenendo conto della buonafede bianconera. Le ultime gare del girone di una Juventus demotivata, vedono il Genoa che, senza strafare si aggiudica il raggruppamento, con la Juventus a sette punti. In seguito i rossoblù, superano il Bologna (primo nel Girone B della Lega Nord) e il Savoia (vincitore dei due gironi della Lega Sud). Così, a fine stagione, la Juventus paga cinquantamila lire alla Pro Vercelli per il trasferimento del giocatore, Rosetta riceve il suo “rimborso spese” e il Genoa conquista il suo nono scudetto (di cartone).

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AGNELLI: "Con Andrea e Gigi fino al 2018. Dimensione Juve č quella internazionale".

Post n°8059 pubblicato il 11 Maggio 2016 da nadir63l
 

BARZAGLI: "Fiero ed emozionato, era quello che volevo". BUFFON: "Orgoglioso del rinnovo"

LIVE TJ - AGNELLI: "Con Andrea e Gigi fino al 2018. Dimensione Juve è quella internazionale". BARZAGLI: "Fiero ed emozionato, era quello che volevo". BUFFON: "Orgoglioso del rinnovo"

Prosegue il matrimonio tra la Vecchia Signora e i due senatori, Gianluigi Buffon e Andrea Barzagli. Il portiere e il difensore della Juventus hanno rinnovato il loro contratto fino al 2018. L'annuncio sarà dato a partire dalle 14:00, in una conferenza stampa congiunta che vedrà come protagonisti i due Campioni bianconeri e il presidente Andrea Agnelli. Tuttojuve.com riporta integralmente e in tempo reale tutte le dichiarazioni: 

AGNELLI: "E' un piacere presentare dei rinnovi della Juve. Con me ci sono due giovani promettenti per il futuro e per le famose seconde squadre. Credo sia un'ottima notizia che il gruppo tecnico della Lega di Serie A si sia espresso a grande maggioranza in favore delle seconde squadre e assecondando la disponibilità del presidente Gravina di accogliere alcune delle seconde squadre nel campionato di Lega Pro. Questo sicuramente, se il Consiglio Federazione lo facesse proprio dalla prossima stagione sarebbe un grande passo avanti in ottica dello sviluppo dei giovani talenti del calcio italiano. Giovani talenti che loro non sono, ma converranno con me della bontà di questa iniziativa, perchè giocatori che oggi sono lontani avrebbero la possibilità di essere ed allenarsi accanto a loro quotdianamente e apprendere maggiormente quelle che sono le loro capacità e competenze, non solo tecniche, ma anche di personalità. Prima di lasciare la parola a loro, vorrei fare un paio di considerazioni. La prima è quella di rimarcare personalmente, ma di tutta la Juventus, l'enorme orgoglio e soddisfazione per la vittoria del quinto Scudetto consecutivo, e quindi aver fatto sì che loro due, ma anche i loro compagni, insieme a tutti i loro compagni che hanno partecipato in questi cinque anni, che si entrasse nella storia del calcio italiano. Una storia che sicuramente ci ha lasciato un minimo di amaro in bocca quest'anno per l'eliminazione in Champions League, ma è stata un'amarezza agrodolce, perchè che la partita con il Bayern Monaco ha confermato la portata internazionale di questa squadra, quindi ha confermato che l'annata precedente non è stata un fuorigiri, ma sta iniziando a posizionare la Juventus veramente come una delle grandi realtà europee, perchè giocare sostanzialmente alla pari con il Barcellona prima e con il Bayern poi, in quelle che sono state secondo noi le partite più belle della Champions League di quest'anno, al pari della semifinale di Europa League tra Borussia e Liverpool - quello è stato il grande calcio europeo di quest'anno -, ci deve dare la consapevolezza definitiva che la nostra dimensione è quella internazionale. Un quinto Scudetto che è motivo di orgoglio ed io prima ancora di ringraziare i ragazzi devo ringraziare l'amministratore delegato Marotta, che è qui con noi, il vicepresidente Nedved e il direttore sportivo Paratici. Solo noi sappiamo quanto sono stati difficili un paio di mesi prima di arrivare a questo risultato. Se ci ricordiamo la presa di posizione di Gigi da un lato e di Patrice dall'altro, dopo la partita con il Sassuolo, abbiamo la consapevolezza che per trasformare l'inizio che abbiamo avuto in un ciclo di 25 vittorie su 26, è stato un grandissimo lavoro di squadra. Ed io non posso ringraziare le persone che ho citato, ma tutti i collaboratori dello staff tecnico, perchè se poi alla fine siamo riusciti a prevalere rispetto ai nostri avversari, è stato grazie al contributo di tutti. Vi parlo di orgoglio per il quinto Scudetto, ne parlavamo tra di noi, ma credo che noi non capiremo fino in fondo fino a quando non saranno passati 10-15-20 anni la portata del risultato che abbiamo ottenuto. Solo quando sarà passato del tempo ci renderemo conto di cosa significa aver scritto una pagina di storia. Ma in questo momento noi non vogliamo renderci conto appieno di quello che abbiamo fatto perchè siamo assolutamente concentrati su quelli che sono i prossimi obiettivi. Chi viene alla Juventus sà che il traguardo più importante non è quello conseguito, ma il prossimo. E da questo punto di vista  le nostre attenzioni sono al 21 maggio, alla finale di Coppa Italia, perchè sarebbe la prima volta che si realizzerebbe una doppietta italiana e da questo punto di vista siamo concentrati e solo da allora potremo tirare le conclusioni di quest'anno. Obiettivi che si ripeteranno l'anno prossimo con la dimensione internazionale già citata del mister avremo la possibilità di andare oltre la storia, di andare nella leggenda, con un sesto Scudetto oppure cercare veramente di raggiungere l'obiettivo internazionale che non tanto io come tifoso, ma tutti i ragazzi che sono oggi alla Juventus sanno e hanno la consapevolezza che in ogni campo d'Europa in cui andiamo ce la possiamo giocare e sappiamo che quello deve essere un sogno, un sogno che sappiamo oggi è realizzabile. In tema di festeggiamenti mi preme dire: nella cronaca di questi giorni abbiamo letto e sentito dire che la Juventus non festeggia, siamo la Juve e non ci sono le feste. Da questo punto di vista mi devo assumere la responsabilità di quello che è successo, in quanto alcuni miei collaboratori, in tempi non sospetti, si parla di 3-4 settimane fa, sono venuti in ufficio da me presentandomi la possibilità di un festeggiamento inconico, che avrebbe coinvolto una delle principali piazze di Torino, con un corollario alla partita di sabato, dando alla possibilità a tutti i tifosi di abbracciare la squadra. Io in quel momento ero più concentrato su quelli che sarebbero stati i risultati che si sarebbero dovuti raggiungere, in quanto nella mia esperienza ho visto Scudetti che sono stati vinti all'ultima giornata e Scudetti che sono stati persi all'ultima giornata. E da un lato se vogliamo la scaramanzia, o dall'altro il pragmatismo sabaudo, ha fatto sì' che io non prendessi neanche in considerazione l'ipotesi dei festeggiamenti. Poi essendo passato troppo tempo non è stato possibile realizzarli, quindi se non c'è festa quest'anno in parte è colpa mia. Chiedo scusa ai tifosi, ma sicuramente troveremo il modo per far sì che un abbraccio ci sia, non con le modalità però cui siamo stati abituati negli ultimi anni. I due ragazzi che ho accanto a me mi lasciano un po' di emozione, perchè ho accanto due campioni del mondo, due pentacampioni d'Italia consecutivi, a cui Gigi aggiunge altri quattro titoli, coppe e trofeo nazionali. Parlare di Gigi e Andrea è sicuramente difficile. Già la scorsa volta che mi sono trovato qui a parlare di Gigi, la partite che mi preme sottolineare, prima ancora del campione o i dati che avete tutti sotto gli occhi, sono le sue qualità umane e da parte mia credo che il vero privilegio che ho avuto io in questi anni è di aver avuto Gigi come Capitano della Juventus, perchè il Capitano della Juventus è il Capitano dell'Italia, ma non è il Capitano perchè porta una fascia, ma è Capitano perchè si assume le responsabilità. Un uomo, una persona, che fa la differenza, in campo e fuori dal campo. L'altra volta che mi sono trovato qui, avevo auspicato che a una persona come lui, venisse riconosciuto il massimo riconoscimento individuale, il Pallone d'Oro. Non ha portato bene, quindi spero Gigi che non te lo diano mai e vediamo cosa succede. Dall'altra parte Andrea, mi è capitato più volte e più volte lui ha scherzato con me, di definirlo il miglior acquisto che abbiamo fatto e questo non posso che ribadirlo. Andrea è un altro ragazzo serio, schivo e riservato, il quale meriterebbe non 10, ma 100 volte di più alla luce dei riflettori, che invece un po' per ruolo, un po' per carattere non trova. Non credo che gli manchino le luci dei riflettori conoscendolo, però sicuramente meriterebbe di più le luci dei riflettori. Io dal mio modesto livello tecnico, sapete che sono un difensore, non posso che guardare Andrea con grandissima ammirazione e non sarebbe soprannonimato altrimenti The wall, il muro. E' uno dei più grandi difensori della sua epoca, quando penso a Thiago Silva, Piquè e John Terry, Andrea sta sicuramente in questo elenco di giocatori. Il fatto di averlo con noi, averlo avuto con noi negli scorsi cinque anni e averlo con noi nei prossimi due, è motivo di estremo orgoglio. Abbiamo altri due anni davanti a noi con Andrea e Gigi, cammineremo assieme fino al 2018. Gli obiettivi dalla settimana prossima e per i prossimi due anni sono chiari, la nostra dimensione oltre che nazionale, dove l'obiettivo primario deve rimanere la conquista del campionato italiano, sappiamo che abbiamo la dimensione internazionale per poter sognare concretamente. Io vi ringrazio. Lascio la parola ad Andrea e Gigi per un breve saluto introduttivo per poi lasciare spazio a voi per le domande". (applauso, ndr).

BARZAGLI: "Buongiorno a tutti. Sono veramente fiero di me stesso oggi ed emozionato perchè era quello che desideravo: prima di tutto dimostrare di poter giocare in un club prestigioso come la Juve, quindi quando sono arrivato cinque anni e mezzo fa ero veramente con la massima concentrazione, ma anche con quel timore di dover affrontare veramente uno stadio e dei tifosi così importanti, quindi adesso che sono passati 5 anni, dove abbiamo fatto tantissime vittorie e ancora vogliamo proseguire, sono contentissimo di questo rinnovo di due anni e non vedo l'ora di iniziare già da domenica, non vedo l'ora di fare la finale di Coppa Italia e riniziare il prossimo anno. Quindi ringrazio il presidente per le bellissime parole che ha speso su di me, ringrazio la società, il direttore e tutti i suoi collaboratori, gli stessi compagni con i quali abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e si vede sul campo".

BUFFON: "Sarò breve e conciso. Anch'io come Andrea sono orgogliosi di questo ulteriore atto di fiducia della società e del mondo Juve nei miei confronti. E ci tengo a sottolineare il fatto che la strada che abbiamo intrapreso è una strada fatta di un insieme di forze, le convogliamo tutti per cercare di migliorarci ed arrivare a quel sogno e a quell'obiettivo al quale tutti noi ambiamo e che penso di poter raggiungere assieme ai miei compagni e a questa grande società che ci fa sentire sicuri. Perchè alla fine la vera verità sta nel fatto che un giocatore riesce ad esprimersi a grandissimi livelli e magari anche per più tempo quando si lavora di gruppo, si lavora bene e quando alle spalle ci sono delle persone che sanno il fatto loro e qui non parlo di campo. La mia storia con la Juve penso che tutti la sappiate, mi auguro che possa concludersi nella maniera migliore e con ulteriori gratificazioni. Visto che l'altra volta ero qui a celebrare questo rinnovo con il presidente e con Chiellini, oggi sono sempre col presidente e con Barzagli, sono molto orgoglioso di questo, di condividere con un mio compagno un qualcosa di così importante, perchè alla fine credo che il legame che ci lega in campo e anche fuori, ma quello che mi interessa è sempre stato il campo, è un qualcosa di veramente profondo, di veramente speciale, che nasce dal rispetto. E credo che in tutte le situazioni che si vivono nello sport e nella vita, non sia facile riscontrare tutto questo e questa stima che c'è tra noi giocatori e penso con i dirigenti. E di questo ne sono veramente gratificato".

Gigi l'anno prossimo ti fa qualche effetto giocarti il decimo Scudetto personale? Hai pensato a una maglietta personalizzata con una stella? A Barzagli chiedo che effetto ti fa sapere che compagni e avversari pensino ancora che sei il migliori difensore in circolazione.
BUFFON
: "Sinceramente ora vediamo e viviamo questi due anni, cominciamo con molta umiltà il prossimo. Se poi dovesse accadere che io e tutto il mondo Juve auspichiamo, sarebbe una grande soddisfazione, sarebbero davvero dei numeri incredibili, sarebbe la sedicesima stagione con la Juve e in sedici stagioni sarebbero dieci Scudetti e una vittoria di Serie B. Sono numeri veramente importanti che danno un senso e un segnale di continuità incredibile, per me come singolo giocatore, ma proprio di squadra".
BARZAGLI: "Fa piacere essere considerato così, ma io caratterialmente, per come sono fatto, non mi sento e non mi sentirò mai il difensore più forte, anzi, è un motivo in più per poterlo diventare e per poter migliorare. Io mi sento anche a questa età di avere spazio per migliorarmi e quindi cerco sempre di stare al top fisicamente per stare a livelli alti. Imparo anche dai miei compagni, dai miei avversari quando li guardo in televisione. Mi fa piacere, secondo me è una crescita continua anche a questa età e cerco di dimostrarlo sul campo". 

La differenza tra voi e le altre big, è data dal fatto che la Juve ha uno zoccolo duro di italiani? In che modo questo influenza i nuovi arrivati? Al presidente: ci sono società che si stanno muovendo per cercare investitori stranieri, anche qui una differenza rispetto alle altre può essere data dal fatto di avere una tradizione italiana anche in questo senso?
BUFFON:
 "Penso che possa incidere e sia importante avere questo gruppo di ragazzi che inevitabilmente conoscono alla perfezione cosa vuol dire Juventus, cosa vuol dire stare nella Juve, indossare questa maglia e rappresentare questa società fuori dal campo. Ma credo che la forza a questi ragazzi, di poter essere d'aiuto e di conforto, te la dà solo il campo, perchè è vero che il carattere, il carisma ci vogliono, ma la forza con la quale in alcuni momenti dici le cose, le dici perchè è anche il campo che ti fa sentire importante e ti fa sentire ancora un giocatore e uno che vuole arrivare tramite le prestazioni e tramite i comportamenti. Sono cose che vanno di pari passo. La nostra forza nello spogliatoio ci sarà e c'è fino a quando anche il campo dirà che noi siamo gente importante, poi si vedrà. Sull'essere italiani ti ho risposto all'inizio, avere uno zoccolo duro, un nucleo di persone che incarnano l'idea di Juve, cosa vuol dire Juve, è chiaro che aiuta".
BARZAGLI: "Ho poco da aggiungere, ha detto tutto Gigi, ha detto bene. Penso sia fondamentale dire una cosa: c'è sicuramente uno zoccolo duro, ma anche tutti i giocatori che sono arrivati si sono messi al pari nostro e quersto fa la differenza. Noi italiano possiamo far capire cosa vuole dire indossare questa maglia, quello che vuol dire vincere con questa maglia, cos'è il campionato italiano e poi sta al singolo giocatore venire qui e adeguarsi a tutto. A noi ci spinge una società che è la vera base e la vera importanza per noi giocatori".
AGNELLI: "Il nostro orgoglio è una proprietà di 93 anni, mancano solo 7 anni a festeggiare un secolo e poi ci porremo il problema su come gestire il secolo successivo. Ma la tradizione sicuramente aiuta da questo punto di vista. Ringrazio l'invito di sera da parte di mio cugino Yaki a Villar Perosa, dove abbiamo passato una serata sicuramente piacevole. Questo poi fa parte dei discorsi che faccio ogni tanto ai ragazzi prima della partita di Villar Perosa: pensare che su quello stesso prato sono passati da Sivori a Charles, a Zidane, a Platini, a Gentile, a Del Piero, Baggio, citate chi volete, il peso di una tradizione, di una proprietà, centenaria, in un luogo come Villar Perosa, credo sia uno stimolo in più per noi, per fare bene, perchè conosciamo quelle che sono le nostre responsabilità, ma anche per i ragazzi perchè capiscono il significato di tradizione semplicemente calcando un prato verde che non è quello solito rettangolare, ma immaginano vari momenti, varie epoche, dove gente prima di loro ha calciato quello stesso campo".

Il verdetto  del Pallone d'Oro è l'unico che ti brucia? E' unica ingiustizia che ritieni di aver subito? Per Andrea: in Italia sono scomparsi i difensori del vostro livello. Cosa è successo?
BUFFON:
 "In tutta onestà non sento e non provo nessun senso di ingiustizia per il Pallone d'Oro, so che ho avuto una carriera brillante, so che ci sono andato vicino alcune volte, penso meritatamente, però penso anche che se non l'ho vinto non ho fatto abbastanza. La verità è solo quella, non è che si può cercare la malafede o altro, la colpa è solo mia perchè dovevo fare meglio in determinate situazioni".
BARZAGLI: "Secondo me è questione soprattutto di generazioni. Abbiamo sicuramente una grande storia di difensori in Italia, però non è detto che per forza deve nascere un Maldini, un Baresi o un Costacurta, magari fosse così. Secondo me dobbiamo aspettare questi ragazzi che crescano, dobbiamo cercare di dare anche nel settore giovanile una filosofia e un allenamento migliori per questi difensori e diciamo che i tempi stanno cambiando. Anche noi siamo un po' più in difficoltà rispetto a prima perchè il gioco è totalmente cambiato, è molto difficile marcare a uomo anche in area, i palloni sono molto veloci, nonè facile e capisco che i ragazzi più giovani si abituano anche a marcature diverse. C'è da aspettarli. E' normale che se non gli diamo la possibilità di crescere velocemente con giocatori anche più esperti, facciamo fatica. E noi su questo siamo rimasti indietro. Io ho passato due anni in Germania dove ci sono le seconde squadre e vedevo che quando alcuni ragazzi della seconda squadra venivano ad allenarsi con noi non notavi questa grande differenza, erano già abituati. Sono abituati a delle pressioni prima di tutto, perchè una partita di una seconda squadra in Germania vanno a vederla 4-5000 persone, di conseguenza giochi con ragazzi di 20-30 anni che hanno esperienza e che magari hanno giocato in Serie A. I nostri si continuano a confrontare con pari età e quando arrivi a 21 anni ti trovi anche un po' svantaggiato".

Al presidente: quando ha capito che questo Scudetto si poteva realizzare? Lei baratterebbe questi cinque Scudetti con la certezza di vincere la Champions il prossimo anno?
AGNELLI: "Da parte mia la certezza, senza scomodare le Juventus del passato e magari guardando solo a quelle degli ultimi sei anni, che questa rosa fosse una rosa importante, la più completa e la più forte, era chiaro a tutti, dal primo luglio. Queste sono le stesse parole che ho usato in occasione dell'assemblea degli azionisti. Visti i grandi cambiamenti che sono stati fatti, che ci fosse bisogno di un periodo di assestamento e di rodaggio, l'avevamo messo ampiamente in conto. Magari non ci aspettavamo che il rodaggio fosse così complicato e che la cavalcata che ci ha portato al titolo fosse così entusiasmante. Ma se vogliamo bilanciare, portiamo 5-6 punti da una parte all'altra, credo che avremmo una media analoga, senza bisogno di parlare di catastrofe da una parte e di impresa straordinaria dall'altra. Ma che questa squadra fosse molto forte lo sapevamo sin dal primo luglio. Per quanto riguarda i trofei vinti, io non baratto ciò che abbiamo fatto, sono estremamente orgoglioso di quello che abbiamo fatto, ma anzi è compito mio, della società, crescere, anno su anno, perchè tutti quanti dobbiamo acquisire quella consapevolezza di poterci confrontare a livello internazionale. E' un sogno che condividiamo e il massimo sarebbe raggiungerlo e aggiungerlo a quanto abbiamo già fatto. Ma non sicuramente barattarlo".

Come ci si sente ad essere presidente di una squadra che ha vinto e vuole vincere ancora tanto? Ai giocatori chiedo se al di là della scossa del dopo Sassuolo, c'è stata qualche altra cosa che non sappiamo a dare la scossa?
AGNELLI
: " Da parte mia è un po' il discorso introduttivo. Credo che tutti quanti noi che abbiamo lavorato alla Juventus in questi anni, comprenderemo appieno tra 10-15 anni quello che è stato fatto. Il mio compito in primis è quello di guardare avanti. Da parte mia tutta l'attenzione deve essere rivolta alla finale di Coppa Italia che è il prossimo obiettivo, e alla stagione successiva. Un giorno, un domani, il più in là possibile, ci guarderemo indietro sicuramente con orgoglio per quello che è stato fatto, ma oggi dobbiamo necessariamente guardare al domani e non al ieri".
BARZAGLI: "Sinceramente dopo quella chiacchierata che ci siamo fatti, l'unica cosa importante che è successa, è la continuità dei risultati, quella ha dato la spunta a tutti. Ha dato forza, carica e siamo cresciuti. Siamo cresciuti tutti, quindi la vera spinta è stata sicuramente da quel confronto, poi i risultati che sono arrivati le domeniche dopo ci hanno fatto fare il salto di qualità per poi inanellare una striscia vincente incredibile che ci ha portato alla conquista di questo quinto Scudetto".

A Buffon: hai messo nel mirino le presenze di Del Piero dopo tutti questi record? A Barzagli se si aspettava di riuscire a tornare al top dopo gli infortuni dell'anno scorso. Al presidente, è ancora convinto che nessuno sia incedibile come ha detto l'anno scorso su Pogba?
BUFFON: "Facendo due calcoli della serva, giocando fino al 2018, neanche disputando 50-55 partite a campionato potrei arrivare a un obiettivo simile. Poi devo essere sincero, gli obiettivi che mi sono dato in questi anni sono obiettivi di squadra, di raggiungimento di traguardi di squadra e l'obiettivo di avere la voglia e l'obiettivo di migliorare ancora. Questi sono gli obiettivi che mi sono messo da 3-4 anni a questa parte. Spesso e volentieri rifugo anche quando molti tuoi colleghi mi tirano in ballo in merito a ballottaggi, sei più forte tu, Courtois o Neuer, che hanno 22-25-30 anni. Io ne ho 38 ed è giusto che mi faccia da parte, che pensi  a me stesso, alla mia strada e a quello che a cui voglio ambire, non è più il momento di fare i paragoni, anche perchè magari in precedenza, alcune volte, mi sentivo anche per presunzione offeso da certi paragoni. Ho preferito a questa età accantonare i paragoni".
BARZAGLI: "Per me l'anno scorso è stato un anno molto difficile, mi sono preso questi sei mesi di vacanza e al di là di questo sono sempre stato convinto di tornare non dico ad alti livelli, ma di tornare fisicamente al 100%. La cosa più importante per il mio ruolo è essere fisicamente al 100% e credo che quest'anno lo abbia dimostrato, sentendomi bene, giocando molte partite, ero molto convinto di tornare e starci a questi livelli".
AGNELLI: "Ti ringrazio per la domanda perchè parlo poco e ho poche occasioni per rettificare. Quello che dissi in passato è che fino al 1° settembre, fino a quando il mercato è aperto, c'è spazio per illazioni, ipotesi di calciomercato, e anche quando usciamo dalle finestre ufficiali devo dire che, come c'era una celebre trasmisione su un noto canale satellitare, è sempre calciomercato. Il primo settembre le rose si concludono. Da parte mia, quello di cui ho una consapevolezza, è che abbiamo una pianificazione ben impostato, abbiamo un lavoro di professionisti come il direttore Marotta, Paratici e Nedved, abbiamo una condivisione totale con l'allenatore Allegri e quindi ho la consapevolezza che la squadra abbia una dimensione internazionale e sappiamo quali sono gli obiettivi per l'anno prossimo. Dopodichè ogni parola detta ha un peso per domani e dopodomani è dimenticata. E per qualsiasi tema legato al calciomercato, il vostro interlocutore non sono io ma il direttore Marotta". 

Quanto è difficile rimanere ad alti livelli davanti a tutti questi cambiamenti? Proprio alla luce di questo il vostro rinnovo assume più valore?
BARZAGLI:
 "Ci adattiamo lavorando come al solito, di conseguenza che finchè stiamo bene e anche se le cose cambiano, è uguale. Noi ci adattiamo ai tempi, ai compagni che giocano, ci adattiamo al pallone diverso, magari più Gigi che lo deve parare, io al massimo lo scaravento via. Quindi sicuramente è una cosa che cambia non così drasticamente, noi con il lavoro per il momento lo stiamo gestendo bene".

Cosa manca alla Juve per vincere la Champions se manca qualcosa?
BUFFON:
 "Sicuramente la Juve deve migliorare ancora un pochino non so se sotto l'aspetto della tenuta nervosa, del carattere, dell'attenzione in determinati momenti della gara, perchè questo è ciò che ha detto Monaco di Baviera. Per quel che mi riguarda, questo è un obiettivo che devo cercare di migliorare: è che facendo una riflessione sana di quella sconfitta, mi sono accorto che secondo me ho commesso un errore madornale da non ripetere mai più in futuro, è stato quello dopo il 2-2 di aver patito e subito quella rete, dal punto di vista di energie nervose e di carica agonistica, cioè, mi sono fatto  sopraffare da una delusione, perchè in quel momento è stata una decisione atroce. E questa è una cosa che mi porterò dietro per i prossimi due anni".

In questa trattativa per il rinnovo, si è fatto cenno ad un futuro fuori dal campo?
AGNELLI:
 "Abbiamo due anni in campo. Credo che Gigi abbia appena spiegato molto bene, che bisogna rimanere tutti concentrati e non fars sopraffare da emozioni che sono diverse dalla carica agonistica necessaria per raggiungere i nostri obiettivi. Al termine di determinati percorsi, credo  che tutte le riflessioni potranno essere aperte. Ma un giocatore che va in campo deve andare in campo pensando che il campo è l'unica cosa che esista. Un domani discuteremo con tutti, Gigi con Andrea, quelli che sono i migliori percorsi. Bisogna conoscere anche le volontà dei ragazzi, non è che entrare in società è automatico, perchè magari qualcuno vuole andare ad allenare i bambini del proprio paese o perseguire interessi diversi. Per quanto ci riguarda, la disponibilità per dialogare con i ragazzi è piena, ma ad oggi non esistono ipotesi perchè l'unica ipotesi che deve esistere nella testa di Gigi e Andrea e dei loro compagni, è di performare sul campo. Grazie"(trascrizione Tuttojuve.com).

 
 
 
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