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CACERES: "La mia doppietta a San Siro"

Post n°5734 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da nadir63l
 

© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Intervistato dal sito ufficiale della Juventus, juventus.com, il neo acquisto bianconero, Martin Caceres (24), grande protagonista della sfida d'andata di Tim Cup contro il Milan, vinta dalla Juventus grazie ad una doppietta proprio dell'ex Siviglia, è tornato a ripercorrere il momento dei due gol, descrivendo l'emozione di segnare una doppietta a San Siro. Ecco le parole di Caceres trascritte da Tuttojuve.com: "E' stata una bella azione, no? Sul primo gol c'è poco da dire, ha calciato Borriello, il portiere ha respinto e sulla palla sono arrivato io. Sono contento per il gol ma molto più contento per la squadra perchè lo merita veramente. Io arrivo sulla respinta, sono stato fortunato perchè arrivavo nella zona della palla e ho potuto fare gol. Il secondo sì che è un bel gol! L'ho visto stanotte appena arrivato in albergo ed è stato veramente splendido. Ho visto il portiere che andava verso il primo palo e ho pensato la calcio verso il secondo palo più angolato possibile. Un bel gol e una bellissima azione... la verità è che tutta la squadra sta giocando bene e speriamo di fare ancora meglio. Per primo mi ha chiamato il mio procuratore, ho parlato con Daniel, mi ha fatto i complimenti per i due gol, sono contento per me e per la squadra, c'è poco altro da dire. Un grande saluto a tutti i tifosi della Juventus da parte mia e speriamo bene per il futuro".

 
 
 

2 Ceres grazie...

Post n°5733 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Le pagelle di Morrison

Immagine IPB


Milan-Juve 1-2, semifinale di Coppa Italia, San Siro...Ci verrebbe da dire se qualcuno ha per caso ancora voglia di parlare, anzi...di straparlare, chi ci da in dirittura di scoppio, chi ci vuol dare lezioni di "stile" (a Noi...) chi dice che non dobbiamo lamentarci degli arbitri (1 rigore in 24 partite ufficiali scusate il disturbo). Poi naturalmente chi critica la campagna acquisti, i ragazzi, Marotta, Conte, il Presidente, la Regina Elisabetta, Gandhi...abbiate pazienza se poi i ragazzi vanno in campo e servono 2 birre a quelli più forti di tutti!
Conte vara la Juve di Coppa, ci sono Esti, Giac, Alex e Borriello più i 2 nuovi, Caceres e Padoin. Bella partita poco da dire, primo tempo dove l'inerzia è più nostra che loro; il 3-5-2 di Conte tiene schiacciati gli esterni anche se la scarsa profondità del Capitano e di un Borriello lontano da una condizione accettabile richiede più manovra e poco verticalità. Di contro il Milan è qualche fiammata di quello interista fin da bambino e invero nulla più. Si va al riposo e nella ripresa il Milan occupa maggiormente gli spazi, Allegri tiene 3 punte alte togliendo molta possibilità di corsa ai nostri esterni, rendendosi però vulnerabile nelle ripartenze perchè ora gli spazi ci sono, e su una di queste Giac (enorme) recupera un buon pallone da questi a Padoin che serve Borriello, tiro telefonato, respinta di Amelia, tap del Pelado: 0-1. Il milan non ci sta e oggettivamente per 10 minuti scarsi ci rintana lì, e prima una punizione di Ibra viene sventata da Storari, poi su un possesso gestito male dai nostri Antonini effettua un bel cross, ottimo assist di Ambrosini e il Faraone impatta. A questo punto la differenza tra un allenatore che vive il momento e uno che crede in quello che fa la certifica Conte; Del Piero e Borriello non ne hanno più, ci si copre? Macchè, dentro Quagliarella e Vucinic oltre a Marrone per un positivo Padoin, il Milan attacca ma molto sterilmente, là dietro i 3 sono invalicabili e lascia spazio per ripartenze velenose, fino all 83' dove l'ennesima fuga di Giac costa una respinta corta ad Ambrosini e Martin Caceres, lui sì può urlare...SCUSATE IL RITARDO!

PAGELLE

STORARI 6,5 Il più affidabile dei 12 d'Italia, un solo intervento su punizione di Ibra. Perfetto.

BARZAGLI 7 A dirla tutta 2-3 leggere imperfezioni. Ma sarebbe come dire che Belen è brutta perchè ha "le doppie punte"...immenso!

BONUCCI 7 OOOH, notato che nella difesa a 3 fornisce le migliori prestazioni? Stasera lucido, puntuale, mai in affanno.

CHIELLINI 7,5 Si immola anche un paio di volte con tutto il corpo. Non ce n'è, quando è così ti conviene girare largo.

CACERES 8 Allora...gli indossatori prendono Guarin, rotto per ancora 1 mese e fuori squadra da Novembre...pagandolo più di quanto dovevamo pagarlo noi...che "ripieghiamo" su Caceres. Marotta dimettiti! Costante, lucido, inesauribile...qualitativamente altissimo! Il secondo gol l'avesse fatto Ibra avrebbero interrotto le sedute parlamentari...CA-Ceres C'E'!

GIACCHERINI 7 Sempre più certezza, non si limita mai al compitino, dialoga, fraseggia, dribbla, riparte. Alla fine è esausto. Ah già...per prendere un tappo simile conveniva riprendersi Giovinco (scusate eh...LOL).

PIRLO 8 Letteralmente scherza i suoi ex compagni, gioca di prima 9 volte su 10, 3-4 volte va via ai raddoppi, trova sempre la soluzione più logica, su quella veronica in cui salta Seedorf ed Ambrosini mi sono commosso.

PADOIN 6 Buona la prima, tignoso, motivato, buon filtro e discreta presenza. Tornerà utile. Ah già...Marotta dimettiti!

ESTIGARRIBIA 6,5 Se ogni tanto mantenesse un pizzico di lucidità sarebbe da 8. "Andavo a 100 all'ora" pecca proprio in razionalità nei momenti caldi...se l'acquista, diventa un fenomeno. Xome dite? Ah già...Marotta dimettiti!

DEL PIERO 6 Forse l'ultima alla scala per il Capitano, che tutto sommato non dispiace. 2-3 giocate da stropicciarsi, un tiro fuori di niente e 2-3 occasioni che se avesse ancora la progressione di 3-4 anni fa staremmo a parlare di un risultato tennistico.

BORRIELLO 5,5 Primo tempo osceno, ma oggettivamente è al 40% della condizione. Sale nella ripresa con un buon lavoro di sponde e difesa della palla. Se recupera gamba tornerà utile.

QUAGLIARELLA 6 Ostinato, cocciuto, va su tutti i palloni. Se c'è da dare una mano lo trovi sempre.

VUCINIC 6 Qualche leziosismo ma sembra più in palla rispetto all'osceno Mirko di Domenica. Riprenditi in fretta Barishnikov.

MARRONE 6 Manciata di minuti con calma olimpica. Il ragazzo cresce.

CONTE 8 E non mi si venga a dire che è solo questione di fame, corsa e determinazione. La sua squadra non perde mai la calma, non butta un pallone che sia uno, cerca sempre il colpo risolutore e gioca fuori come in casa.

CONCLUSIONE: Chissà se Allegri ora vorrà darci qualche altra lezione di stile.

COSA VA: La Juve, tutto il resto conta meno che zero.

COSA NON VA: La seconda piallata su due a quelli più bravi di tutti...proprio non "gli va giù".

FINO ALLA FINE FORZA JUVENTUS.

http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/...lio.asp?id=2118


 
 
 

Martin "non perde la cappa": la Juve espugna San Siro, finale di Coppa Italia più vicina

Post n°5732 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Martin "non perde la cappa": la Juve espugna San Siro, finale di Coppa Italia più vicina

"Per un punto Martin perse la cappa": quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase, risalente al XVI secolo, indicante la perdita, da parte del monaco Martin del titolo di abate per una virgola messa fuori posto in una frase di benvenuto posta in un cartello davanti al monastero di Asello. Ebbene, il Martin che ha in rosa la Juventus, e che di cognome fa Caceres, non sbaglia praticamente nulla, e più che perdere la cappa, aiuta, in maniera determinante, i suoi a vincere la semifinale d'andata di Coppa Italia giocata a San Siro contro il Milan. Partita non bella, soprattutto nella prima frazione di gioco, che vienbe decisa da un gran gol del difensore bianconero, che fa secco Amelia con un superbo pallonetto dal limite. Nel complesso il match è stato equilibrato, anche se la Juve ha dato forse l'impressione di credere di più nel successo finale, successo che avvicina senza dubbio l'undici di Conte alla finale della manifestazione. La Juventus si affida a un 4-4-2, nel quale molti interpreti sono diversi da quelli impiegati solitamente in campionato: esordio per i 2 neo acquisti, Caceres e Padoin, con Storari, Bonucci, Giaccherini, Estigarribia, Del Piero e Borriello in campo dal primo minuto. Nel Milan, invece, da registrare la presenza di Zlatan Ibrahimovic, squalificato in campionato, nell'unici titolare, schierato al fianco di El Shaarawy. Le due squadre partono in maniera molto aggressiva, e danno vita a una prima parte di match molto equilibrata, che vede la prima occasione da gol arrivare al 16': Bonera lancia per El Shaarawy, che si invola verso la porta bianconera, superando Barzagli, ma calciando male da posizione non facile. La Juve risponde, con due occasioni, tra il 32' e il 34', con Estigarribia prima, e con Giaccherini poi, che costringe Amelia a un grande intervento sul tiro deviato da un giocatore del Milan. La prima frazione di gioco non offre altre emozioni, e termina sullo 0-0, a testimonianza del grande equilibrio presente in campo. Nella ripresa, al primo vero affondo, la squadra di Conte passa in vantaggio: un ottimo inserimento di Padoin spiana la strada verso la porta rossonera a Borriello, che tira trovando la respinta di Amelia, respinta che viene ribadita in rete da Caceres, bravo a seguire l'azione e mettere in rete il primo pallone della sua seconda esperienza in bianconero. Al 54' il Milan va vicino al pareggio, grazie a una bomba su punizione di Ibrahimovic, che viene disinnescata alla grande da Storari, bravissimo a respingere la conclusione dello svedese. Al 60' Juve a un passo dal 2-0: del Piero avanza indisturbato nella metà campo del Milan, e lascia partire un bel diagonale da fuori area, che si spegne di pochissimo a lato della porta difesa da Amelia. Gol sbagliato, gol subito, dal momento che il Milan giunge al pareggio al 62': cross di Antonini dalla sinistra, Ambrosini fa da torre di testa per El Shaarawy, che stoppa e fa secco Storari. Al 66' Conte decide di cambiare la coppia d'attacco, sostituendo Del Piero e Borriello con Quagliarella e Vucinic, mentre il Milan, qualche minuto prima, aveva sostituito Emanuelson con Robinho. Al 70', dopo un gol annullato a Ibrahimovic per un presunto controllo di mano da parte dell'attaccante rossonero, entra Marrone al posto di Padoin, autore di una prova sufficiente. Il Milan sembra prendere progressivamente una certa supremazia nei confronti della Juve, ma i bianconeri al 73' vanno pericolosamente al tiro con Vucinic, che trova la respinta di Amelia, respinta ancora una volta difettosa e buona per Quagliarella, che, però, non riesce ad imitare Caceres, facendosi parare il tiro dal portiere milanista. Le due squadre dimostrano di avere voglia di superarsi a vicenda, ma i pericoli concreti per entrambe le porte, forse a causa della stanchezza, cominciano a latitare, anche se la Juve in contropiede, soprattutto grazie alla velocità di Giaccherini, crea non pochi problemi ai rossoneri: proprio da un'iniziativa del folletto bianconero la palla arriva a Caceres, che, all'83', firma il gol del 2-1 con un tocco da fuori area degno dei migliori trequartisti: pallonetto preciso e calibrato, imprendibile pre Amelia, leggermente fuori dai pali. Il Milan prova a rimettere in piedi il match gettando nella mischia Maxi Lopez, che entra in campo al posto di Van Bommel, ma l'inerzia della partita con cambia, con i bianconeri che portano a casa una vittoria preziosissima in ottica finale di Coppa Italia. Il primo dei tre confronti che vedranno Juve e Milan affrontarsi per entrare in finale di Coppa Italia, e, probabilmente, per giocarsi lo scudetto, va dunque agli uomini di Conte, che si sono resi protagonisti di una gara solida e prima di sbavature, in un contesto nel quale anche i nuovi si sono subito adattati: sia Padoin che, soprattutto Caceres, hanno fornito una grande prestazione, segno che lo spirito di gruppo e il gioco d'insieme della squadra bianconera possono fare la differenza in questa stagione. Domenica sera al "Dall'Ara" i bianconeri dovranno vedersela con il Bologna, per cercare di dare seguito a un risultato che, dal punto di vista del morale, può dare all'ambiente Juve ancora maggiore consapevolezza nei propri mezzi.

 
 
 

Milan-Juventus: le probabili formazioni

Post n°5731 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Ennesima tribuna per Milos Krasic.
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Allegri ha fatto la sua scelta: alle spalle di El Shaarawy e Ibrahimovic agirà Seedorf, mentre Inzaghi va in panchina. Nella Juve in campo dal 1' i tre acquisti (Caceres, Padoin, Borriello) di gennaio. Barzagli, Lichtsteiner, Marchisio e Vucinic partiranno dalla panchina.

MILAN: Amelia; Abate, Mexes, Thiago Silva, Mesbah; Emanuelson, Van Bommel, Ambrosini; Seedorf; Ibrahimovic, El Shaarawy   A disp.: Roma, Bonera, Zambrotta, Antonini, Robinho, Inzaghi, Maxi Lopez

JUVENTUS: Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Marrone, Pirlo, Giaccherini, Estigarribia; Del Piero, Borriello    A disp.: Manninger, Barzagli, Lichtsteiner, Elia, Marchisio, Vucinic, Quagliarella

 
 
 

Le reazioni della stampa post motivazioni....

Post n°5730 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da nadir63l
 

glmdj


Immagine IPB

Calciopoli è nata da una teoria, l'inchiesta ha continuato a sfornare teorie e la sentenza di primo grado non poteva che essere giustificata con altre teorie.
E le prove? Non ci sono, non ci sono mai state.
Nonostante un’inchiesta parziale volta solo alla ricerca della condanna di Moggi e della Juventus, sorretta dalle accuse e dalle diffamazioni mediatiche intorno cui hanno costruito una sentenza colpevolista, nessuno è riuscito a provare la reale colpevolezza della Juventus: per la giustizia sportiva un illecito strutturato e per la giustizia penale un reato “al limite della sussistenza del reato di tentativo”.
A tutti noi era chiaro fin dal 2006 il perché di quelle accuse continuamente alimentate attraverso la critica colpevolista in maniera scorretta a mezzo stampa e tv; così come era plateale l’interesse ad alimentare il sentimento popolare portando come prove indagini farlocche i cui “buchi” erano visibili dal primo giorno.
La leggenda metropolitana che portava alla gloria della cronaca le chiacchiere da bar di un ambiente sportivo venduto e decaduto è stata sostenuta per 6 anni. E lo è ancora.

Avevamo ragione noi. Il dubbio degli “squadristi” isolati dal 2006 era corretto. Ci hanno truffato!

Questa mattina aspettavo con ansia di vedere come la stampa avrebbe presentato il post motivazioni. Vediamo insieme.

Una vergogna la Gazzetta dello Sport. Dopo anni di titoloni per ogni sospiro di Auricchio e ogni bisogno di Narducci, senza dimenticare le carezze ai cari Moratti e Facchetti, oggi in prima pagina leggiamo “Schede svizzere decisive per la condanna Moggi”. Due righe sulla colonna di destra del giornale appena sotto la solita lamentela di Moratti e il premio a Zanetti (la potete vedere
qui).
Non perdono la loro anima colpevolista e non si arrendono nemmeno dopo che Casoria ha scritto nero su bianco che il campionato 2004-2005 non è stato alterato. Il titolo principale a pag.8: Perché colpevoli. Arbitri e schede svizzere. La ‘struttura’ Moggi (
qui l’articolo). Nella seconda pagina evidenza visiva con le immagini delle partite oggetto della sentenza (qui l’articolo ). Giusto per continuare ad alimentare il sospetto...
Altro articolo “I campionati erano regolari, l’accusa non si regge in piedi” con sottotitolo dedicato alle parole di Lepore (giusto per capire che l’indirizzo colpevolista deve rimanere): “Prove solide, la sentenza di primo grado non sarà stravolta” (
qui l’articolo ).

Ottimo l’articolo a firma di Oliviero Beha: Il “caso Moggi” e le colpe della stampa: non fa inchieste, (di)pende dai verbali, non sa leggere le sentenze (
qui l’articolo ) che ha diffuso anche un video-commento sulle motivazioni della sentenza calciopoli (qui il video ).

Il fatto quotidiano, con un articolo a firma di Antonio Massari e Malcom Pagani, tende a seguire le orme della gazzetta “Per la condanna a Moggi decisive le sim straniere” (
qui l’articolo ).

Repubblica cartacea ospita un breve articolo a firma di Dario Del Porto dal titolo: Le motivazioni del Presidente Casoria: bacchetta i pm. Moggi, schede agli arbitri decisive per la condanna ma “sorteggi non truccati” (
qui l’articolo ).

La Stampa non riporta nemmeno la notizia in prima pagina dove però trova spazio la squalifica di Ibra, vabbè.
Dossier completo a pagina 42: “Calciopoli una verità parziale e un articolo che prospetta la ventilata possibilità di revisione: “E la Juve pensa alla revisione del procedimento sportivo (
qui l’articolo ).

Il Corriere Della Sera , per due giorni consecutivi mantiene in prima pagina il tema sportivo per eccellenza “La squalifica di Ibra”. A pagina 51, un trafiletto a firma di Fulvio Bufi dal titolo “Moggi a capo dell’organizzazione. Le sim estere ne sono la prova. (
qui l’articolo ).

Anche Tuttosport richiama in prima pagina la notizia e dedica due articoli al suo interno. calciopoli le motivazioni della sentenza. «Campionato non alterato» e Moggi: «Vittoria Ridate i 2 scudetti», evidenziando le contraddizioni. Non un dossier completo come mi aspettavo ma una ricostruzione che per lo meno mette in evidenza le anomalie riscontrate nelle motivazioni. (
qui l’articolo ).

Il Corriere dello Sport riprende il tema in un breve articolo dal titolo: «Sim e intercettazioni inchiodano Moggi, però...». >(
qui l’articolo ).


Calciopoli: un processo basato sul nulla che mette a nudo la povera realtà dell'informazione italiana.

http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/...lio.asp?id=2116

 

 
 
 

CONTE a Juve Channel: "Onoreremo questa semifinale. Caceres e Padoin? Li ho visti bene, sono pronti"

Post n°5729 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da nadir63l
 

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Il tecnico della Juventus, Antonio Conte, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Juventus Channel. Ecco sue dichiarazioni, trascritte integralmente da TuttoJuve.com:

Mister, domani notte una grande notte di calcio. Che gara si aspetta?
"Mi auguro che sia una bellissima gara. Ci stiamo preparando per affrontare questa semifinale di Coppa Italia, un impegno importante. Cercheremo di onorarla nel migliore dei modi".

Un'opportunità importante per Padoin e Caceres. Come li ha visti in queste settimane?
"Bene, anche perchè sia Caceres che Padoin hanno sempre giocato nel Siviglia e nell'Atalanta, quindi sono già arrivati in una condizione di forma ottimale e sono pronti".

Lei a San Siro, da giocatore, ha segnato e vinto molte volte. Ci ricorda la sua vittoria più bella?
"Diciamo che ho anche perso (ride, ndr). Vittorie ce ne sono state e ci sono state anche delle sconfitte. Un episodio bello che mi è piaciuto, sicuramente, il gol al 90', il 2-2: perdevamo 2-0, poi fece gol Trezeguet e quindi io al 90'. Quello è l'episodio che mi ricordo con molto piacere".

 
 
 

Calciopoli. La giustizia calpestata...

Post n°5728 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Immagine IPB

di M. Lancieri

Lo confesso, stavolta mi risparmierò la fatica di leggere le oltre 500 pagine con cui è stata motivata la condanna per associazione a delinquere a Moggi e malcapitati compagni. Questa almeno è la mia intenzione attuale. Se poi in una notte di insonnia mi verrà l’improvviso desiderio di una lettura surreale, vorrà dire che affronterò anch’io questo mattone, come altri hanno fatto e stanno facendo in queste ore. Ma, per quanto mi riguarda, non ne vedo l’utilità.
Le poche righe che mi sono capitate sotto gli occhi raccontano perfettamente il tenore dell’intera opera d’arte: un voluminoso riassunto di tutte le prese in giro che abbiamo subito in questo lustro, in quanto cittadini italiani ancora prima che tifosi. Di fatto, la morale è questa: “Cari imputati, siete stati oggetto di una persecuzione da parte dei rappresentanti dello Stato (di conseguenza vostri dipendenti, ché gli pagate il pane con cui mangiano e le sigarette che fumano anche in aula, quando ne hanno voglia), non avete commesso nessun illecito e in aula non è stato provato nulla contro di voi. Ma vi condanniamo ugualmente, anche se concordiamo con voi che si tratta di una porcata”.

Perché dovrei sforzarmi nel tentativo di comprendere un aborto del genere? Anche volendo assecondare il pensiero dei giudici, in che strano tipo di realtà virtuale dovrei proiettarmi? Che Moggi e Giraudo avessero costruito una squadra incredibilmente forte è sotto gli occhi di tutti: in porta c’era Buffon, a parere di molti critici internazionali il migliore portiere di sempre, in difesa Cannavaro, che di lì a poco avrebbe vinto il Pallone d’Oro, poi Thruam, Zambrotta, a centrocampo Nedved, che il Pallone d’Oro l’aveva vinto poco tempo prima, Emerson, Camoranesi… senza contare l’attacco, con Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet e Mutu. Sfido chiunque a trovare ancora adesso una squadra del genere in tutto il mondo. Ma Moggi decise di creare un’associazione a delinquere, non si sa bene a che pro. Fatto sta che questa associazione a delinquere, stando alle recenti motivazioni della condanna, non alterò l’andamento del campionato, che fu regolarmente vinto dalla Juve. Ma una domanda me la faccio dal primo giorno e nessuno ha ancora risposto. Perché? Perché Moggi, potendo contare su una squadra del genere, avrebbe dovuto mettere in piedi un’associazione a delinquere? E a questo punto sorge un altro dubbio: dal momento che questa associazione a delinquere l’aveva realizzata, perché non l’ha messa in funzione? Ci hanno sempre descritto Moggi come un grande furbo. Ora ci dicono che era il più stupido di tutti gli stupidi della terra. A chi dovrei credere?
Ma in fondo sono domande inutili: è insensato cercare una logica anche minima in un documento che gli stessi autori non si sono preoccupati di rendere minimamente credibile.
Queste motivazioni faranno comodo solo agli onanisti anti-juventini, che potranno cercare qua e là qualche chicca da sfoderare al bar, contando sulla microscopica probabilità di imbattersi in qualcuno con quel minimo di preparazione per rispondergli a tono.

Personalmente, da molti anni la mia battaglia giulemanista si è spostata dal lato sportivo a quello etico: certo, pretendo la restituzione di quei due scudetti depredati, ma c’è qualcosa che mi preoccupa molto più di un 29 trasformato da Abete e Guido Rossi in 27, anche perché io quegli scudetti li ho festeggiati e, spiace per loro, quella gioia non potranno mai togliermela, così come la consapevolezza di averli vinti perché eravamo i più forti, senza bisogno di eliminare le concorrenti per appiccicarmi qualcosa al petto. Ciò che da molto tempo mi preoccupa è l’assenza totale di capacità critica nella stragrande maggioranza degli italiani. Teniamoci stretto Olivero Beha, che, pur essendo tutt’altro che juventino, denuncia da anni l’oscenità di questa vicenda. Per il resto, dobbiamo fare i conti con personaggi accecati dal tifo e dall’odio, che augurano la morte a tutti gli juventini e che ancora oggi gioiscono per quanto accadde all’Heysel. Cosa dobbiamo aspettarci da questi individui? Poi, c’è chi legge solo un giornale rosa e sarebbe pronto a scommettere che gli asini volano, se lo trovasse scritto lì sopra. Infine c’è qualcuno che ha qualche piccolo dubbio sulla correttezza di quanto sta avvenendo dal 2006 in poi. Ma quel “qualcuno” generalmente zittisce la propria coscienza: “Sono passati tanti anni, mettiamoci una pietra sopra… Poi Moggi e Giraudo erano antipatici e se li hanno puniti qualcosa avranno pure fatto”.

Ecco ciò che mi preoccupa, bene al di là del fatto sportivo: mi preoccupa che in Italia si riesca a commettere un’ingiustizia enorme, nell’indifferenza quasi totale. Mi preoccupa che nessuno si stupisca del silenzio mediatico riservato a questa sentenza scandalosa. E bene ha fatto Ravezzani a chiedersi cosa potrebbe accadere se un giorno un magistrato decidesse di concentrarsi sulla Tv per cui lavora. La risposta è amaramente semplice: subirebbe anche lui la stessa “giustizia” riservata a tanti altri, tra il menefreghismo generale.

Egoismo e menefreghismo hanno raggiunto dimensioni enormi e consentono al dilagante sentimento forcaiolo di prendere il sopravvento. Nessuno si pone domande quali “perché succede questo?”, “è giusto quello che sta succedendo?”, “siamo sicuri che?” . Se qualcuno che ci sta antipatico viene abbattuto, esultiamo. Se ad essere distrutto è qualcuno che definivamo nostro amico, dimostriamo costernazione per un paio di giorni. Poi è già storia vecchia.

Il guaio ora non è più il 27 anziché il 29 e non è neppure il risarcimento milionario invocato in ambienti juventini. Anche se un giorno ci imbattessimo in una corte che assecondasse le nostre richieste, rimarrebbe un dato di fatto: la vita di tante persone è stata distrutta senza nessuna sollevazione popolare. Quando un popolo accetta di calpestare la verità e la giustizia senza battere ciglio, il sopruso diventa regola. E come vada a finire una società regolata dal sopruso l’abbiamo visto anche in Italia meno di un secolo fa. Auguri!

http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/...lio.asp?id=2115

 
 
 

ESCLUSIVA TJ - Luciano Moggi: "La sentenza di oggi è una vittoria. Voglio spiegazioni dalla Figc.

Post n°5727 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da nadir63l
 

 Ora io e la Juventus dobbiamo riprenderci quello che ci hanno sottratto.

© foto di TuttoMercatoWeb

Carico come non mai: è Luciano Moggi infatti nella giornata di oggi sono state esplicitate e rese pubbliche le motivazioni che hanno portato alla sentenza del Tribunale di Napoli su Calciopoli. Una sentenza nettamente discordante da quanto affermato in questi anni ovvero che l'ex direttore generale bianconero fosse il gran burattinaio del calcio italiano e che avesse falsato i campionati 2004/05 e 2005/06. Due scudetti sottratti in maniera sbrigativa da un rapidissimo processo sportivo alla Vecchia Signora e che ora alla luce delle motivazioni di tale sentenza emanata dai giudici di Napoli stride con la realtà. TuttoJuve.com ha intervistato in esclusiva Luciano Moggi per fare il punto della situazione.

Direttore, partiamo dalle motivazioni della sentenza rese pubbliche in queste ore...

"Quella odierna è una vittoria. Finalmente è stata fatta chiarezza. A farla però sono stati i giudici e il tribunale, non certamente un carabiniere...".

Scusi chi sarebbe il carabiniere?

"Ops volevo dire il colonnello Auricchio (sorride ndr):..".

Le motivazioni della sentenza la scagionano dall'aver alterato i campionati...

"Come ho sempre detto non abbiamo alterato nessun campionato sportivo. Le dico di più: dalle motivazioni emerge chiaramente che oltre ad una mancata alterazione dei risultati sportivi non c'è stata nessuna falsificazione di alcuni campionato e tantomeno una distribuzione di cartellini effettuata scientemente come detto da qualcuno in questi anni...".

Adesso che tutto sembra essere più chiaro cosa intende fare?

"Continuerò nelle varie sedi e nei vari appelli la mia battaglia, ma ormai la verità è venuta a galla".

Gli scudetti devono essere restituiti alla Juve dunque?

"Certamente. Io e la Juventus dobbiamo riprenderci quello che ci hanno ingiustamente tolto in questi anni. La Juve deve riavere i due scudetti che ha vinto regolarmente sul campo. Comunque è un'altra la cosa che in questo momento mi incuriosisce particolarmente...".

Dica...

"Dopo un processo sportivo effettuato in fretta e furia nell'estate 2006, ora vorrei vedere come reagirà la Federazione in merito alle motivazioni di questa sentenza dove si afferma chiaramente che non c'è stata nessuna manipolazione dei risultati sportivi di quei campionati. La Juve così come farò io deve lottare per riavere quello che le spetta".

 
 
 

CALCIOPOLI, ECCO LE MOTIVAZIONI: "CAMPIONATO 2005 NON ALTERATO"

Post n°5726 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Tuttosport sta rilasciando in anteprima il contenuto delle pagine delle motivazioni di Calciopoli
© foto di Federico De Luca

Le 558 pagine delle motivazioni di Calciopoli ribadiscono, ancora una volta, che la vicenda processuale che ha distrutto la Juventus nell'estate 2006 è stata parziale e monca: è ciò che sta emergendo dalle motivazioni della giudice Teresa Casoria, depositate venerdì sera dalla giudice presso la Cancelleria della nona sezione del Tribunale di Napoli. Tuttosport in anteprima sta leggendo le pagine della sentenza, pubblicando sul suo sito i passaggi più significativi. A pagina 84 e 85 la giudice spiega che non esistono prove che giustifichino la correttezza del teorema sportivo che ha annientato la Juve di Luciano Moggi. L'ex direttore generale bianconero e gli altri sono colpevoli del reato di pericolo di frode: telefonarsi, cenare, svolgere tutte le attività emerse e definite dalla lCasoria come "esistenza di un quadro sociale (nel mondo del calcio italiano dell'epoca, ndr) delle condotte indicativo di una generalizzata tendenza a conquistare il rapporto amichevole, in funzione del suggerimento, con designatori e arbitri, che pero' non e' di per se idoneo, ad avviso del collegio, a precludere il giudizio sui reati". Insomma Moggi per la sua "indiscussa competenza" nella materia del calcio ha posto in essere una "invasione di campo della discrezionalità tecnica di designatori e arbitri", nonostante i risultato delle partite in oggetto potesse avere risultati positivo per la Juve, la corte poi riconosce che "la posizione rispetto alla contestazione esce fortemente ridimensionata dal dibattimento" anche se resta penalmente valutabile per il pericolo alla competizione messo in atto dal telefonare dei protagonisti.

Importante il passaggio di pagina 85: "La difesa e' stata in fatto molto ostacolata nel suo compito dalla mole delle telefonate, lire 171 mila, e dal metodo adoperato per il loro uso, indissolubilmente legato a un modo di avvio e sviluppo delle indagini per congettura, emerso dal dibattimento" e questo dimostrano le ulteriori trascrizioni. Un "quadro sociale" che riguardava tutti: proprio ciò che è emerso dalla relazione di Palazzi dello scorso luglio!

Inoltre, la Casoria conferma un ulteriore "misunderstanding" di "Calciopoli". I sorteggi arbitrali non furono taroccati. Tutto quanto ruota attorno alle schede svizzere "non e' inutilizzabile pur avendo il meno malizioso dichiarato al dibattimento" il viaggio oltre confine in Svizzera. Smontato il teorema relativo al sorteggio: "Che il sorteggio no sia stato truccato, così come hanno sostenuto le difese, e' emerso in maniera sufficientemente chiara al dibattimento. Incomprensibilmente il pubblico ministero si e' ostinato a domandare ai testi di sfere che si aprivano, di sfer scolorite e di altri particolari, se il meccanismo del sorteggio per la partecipazione ad esso di giornalista e notaio era tale da porre i due designatori, Bergamo e Pairetto nell'impossibilita di realizzare la frode".

Pagine importanti, passaggi fondamentali per fare chiarezza sulla vicenda che scombussolò il calcio italiano e distrusse la squadra oggettivamente più forte d'Italia.

 
 
 

Diritti tv, la Rai in crisi potrebbe cancellare Novantesimo minuto

Post n°5725 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 


Diritti tv, la Rai in crisi potrebbe cancellare Novantesimo minuto La Rai potrebbe rinunciare al calcio, o quasi. Proprio così, potrebbe decidere di farsi da parte e non acquistare dalla Lega di serie A i diritti per la trasmissione in chiaro degli eventi sportivi che hanno a che fare con il pallone. Tira aria di crisi, il denaro a disposizione è sempre meno e allora meglio puntare su altri servizi e chiudere la serranda di alcuni programmi che hanno fatto la storia del calcio made in Italy. Il primo ad accorgersi del rischio è stato Fulvio Bianchi su Repubblica.it: la Rai senza soldi gioca al ribasso e potrebbe abbandonare al suo destino alcuni contenitori che sono considerati meno importanti di altri. Per capirci, la Rai potrebbe decidere di “tenere” la Domenica sportiva e “lasciare” Novantesimo minuto.

Sono aperte le trattative, meglio, le schermaglie. La Rai tira da una parte, la Lega farà il suo e tirerà dall’altra. In ballo, la copertura dei diritti 2012-15. Non c’è solo la tv, ma anche la radio. Che al momento rimane scoperta e rischia almeno quanto i diritti tv di cambiare casa e di trasferirsi altrove. Si parte da un prezzo minimo, che la Lega di serie A ha definito sulla base di “un’attenta analisi di mercato”. Sopra si può e si deve andare se esistono due o più competitor. Sotto no, perché altrimenti salta il sistema e si manda tutto a carte quarantotto. I numeri parlano chiaro. Per il pacchetto numero 6, quello relativo ai diritti tv in chiaro, si comincia a discutere a partire dai 25 milioni di euro per la prossima stagione e si aumenta di un milione fino alla stagione 2014-15.

La Rai potrebbe rinunciare al calcio, o quasi. Proprio così, potrebbe decidere di farsi da parte e non acquistare dalla Lega di serie A i diritti per la trasmissione in chiaro degli eventi sportivi che hanno a che fare con il pallone. Tira aria di crisi, il denaro a disposizione è sempre meno e allora meglio puntare su altri servizi e chiudere la serranda di alcuni programmi che hanno fatto la storia del calcio made in Italy. Il primo ad accorgersi del rischio è stato Fulvio Bianchi su Repubblica.it: la Rai senza soldi gioca al ribasso e potrebbe abbandonare al suo destino alcuni contenitori che sono considerati meno importanti di altri. Per capirci, la Rai potrebbe decidere di “tenere” la Domenica sportiva e “lasciare” Novantesimo minuto.

Sono aperte le trattative, meglio, le schermaglie. La Rai tira da una parte, la Lega farà il suo e tirerà dall’altra. In ballo, la copertura dei diritti 2012-15. Non c’è solo la tv, ma anche la radio. Che al momento rimane scoperta e rischia almeno quanto i diritti tv di cambiare casa e di trasferirsi altrove. Si parte da un prezzo minimo, che la Lega di serie A ha definito sulla base di “un’attenta analisi di mercato”. Sopra si può e si deve andare se esistono due o più competitor. Sotto no, perché altrimenti salta il sistema e si manda tutto a carte quarantotto. I numeri parlano chiaro. Per il pacchetto numero 6, quello relativo ai diritti tv in chiaro, si comincia a discutere a partire dai 25 milioni di euro per la prossima stagione e si aumenta di un milione fino alla stagione 2014-15.

Per i diritti radiofonici (pacchetto numero 7), invece, basta molto meno. Si parte da 3 milioni e 200 mila euro e si arriva ai 3 milioni e 400 mila del campionato 2014-15. Se per la tv è probabile che la sfida sia a due, Rai e Lega, che pare che non esistano altre antenne interessate a investire sul prodotto calcio in chiaro (Mediaset ci aveva provato anni fa, poi ha lasciato perdere), il discorso si fa più complicato per i diritti radiofonici. Perché potrebbero essere almeno un paio i network (Rtl?) interessati a strappare alla Rai un prodotto storico come “Tutto il calcio minuto per minuto”, un vero totem per gli appassionati del pallone, che ad oggi rischia seriamente di cambiare casa per via di un’offerta non in linea con le attese della Lega.

Il calcio funziona sempre meno e la colpa pare essere di chi gioca o degli appassionati che decidono di spegnere la tv per portare la famiglia al mare oppure in montagna. Il servizio pubblico guarda i numeri e decide di tagliare. Un esempio su tutti. “Quelli che il calcio” era partito con Fazio con una ricetta chiara, precisa, e soprattutto vincente: tanto pallone e un po’ di spettacolo. E oggi con la Cabello ha invertito completamente l’approccio. Lo spazio per il calcio è sempre meno, a vantaggio di tutto il resto, che magari piace, ci mancherebbe, ma risponde con più difficoltà alla richiesta di calcio di chi non ha sottoscritto un abbonamento a Sky o Mediaset e vorrebbe sapere come va la sua squadra del cuore senza accendere la radio.

Del resto, ha già cambiato aria la Champions League, che dal prossimo anno sarà in chiaro soltanto su Mediaset e a pagamento su Sky. Rischia la Coppa Italia, si sono salvati però gli Europei 2012 (esclusiva Rai) e parte dei Mondiali del 2014, che la tv di stato coprirà con la diretta di 25 partite. Ma per il resto è notte fonda.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28...-minuto/173739/


 
 
 

Holiday on Ice...le pagelle di Morrison...glmdjsport,calcio,juventus

Post n°5724 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 


Immagine IPB

Grossa chance buttata al vento per i Conte Boys. Un Siena veramente ben messo in campo da Sannino impone un altro pareggio casalingo che in virtù del pareggio di quelli "più forti di noi" rimanda i piani di fuga. Peccato, verrebbe da dire, ma diciamolo, i senesi non rubano nulla e oggi la Juve era al peggio stagionale. Se a questa squadra che fa della velocità d'esecuzione e della precisione togli queste caratteristiche in concomitanza anche con la prestazione inguardabile dei vari Vucinic e Marchisio, cioè quelli oltre Pirlo dotati di maggior tasso tecnico, è inevitabile che la manovra ristagni, involvendosi su stessa dalla 3/4° in su, quando servirebbe il guizzo, la giocata. Nella ripresa vuoi per questione di nervi e vuoi per un Siena che si schiaccia troppo la prestazione lievita ma complessivamente hai la sensazione che senza il colpo di genio non segneremo mai. Per carità, ci sarebbe anche un rigore perchè, mia opinione personale, Vergassola va col braccio verso il cross di Chiellini e circa 5 metri non sono distanza da "tocco involontario", ma come si dice? Siamo Juventini...Nel complesso quindi tra Cagliari e Siena perdiamo 4 punti, non compensati dal colpo di Bergamo. Questo è il tallone d'achille al momento.

PAGELLE

BUFFON 5,5 Difettosa presa sulla lenta girata di Reginaldo, poteva costarci carissimo.

LICHSTEINER 6,5 Macina il solito impressionante numero di Km, anche alcuni cross pericolosi e una girata al volo di sinistro, lui esente da colpe.

BARZAGLI 6,5 Ammonizione totalmente gratuita, lui è in "estirada" ma il Gonzales va di carpiato. Comunque per il resto è un divieto di accesso per chiunque.

CHIELLINI 6 Qualche svirgolo inguardabile, Calaiò nel 1° non la becca mai, avrei cercato più raddoppi sull out di De Ceglie. Dettagli.

DE CEGLIE 6,5 Paolo cresce! Ormai possiamo certificarne l'affidabilità, ed è una buona notizia.

PEPE 5 37 minuti di nulla, esce forse contrariato. Parliamoci chiaro, se sta tirando il fiato ne ha il pieno diritto.

MARCHISIO 5,5 Anche lui 2 gradini indietro rispetto a quello di 1 mese fa, cresce nella ripresa ma la sua qualità nello stretto e i suoi inserimenti sono vitali per questa squadra.

PIRLO 6 Solito metronomo, lasciato anche discretamente solo, oggi forse ha rallentato il gioco in più di un occasione, colpa di automatismi non perfettissimi con gli inserimenti di Marchisio o delle ferie di Vucinic.

VIDAL 6 Recupera tonnellate di palloni e li gestisce tutto sommato bene, vorrei in queste situazioni un pizzico di personalità in più, qualche giocata spaccapartita deve tirarla fuori.

GIACCHERINI 6,5 Personalmente il migliore. Ficcante, sgusciante, personalità ormai acquisita, senza paura nel farsi dare la palla, nel tenerla. Unico che cerca spesso l'1 vs 1 e per poco all ultimo respiro non fa esplodere lo Juventus Stadium.

VUCINIC 4,5 Abulico, svogliato, indisponente. La peggiore da quando è a Torino. Non sta bene e si vede...Mirko è l'ago della bilancia delle trame offensive...il pareggio di oggi passa molto per la sua prestazione.

MATRI 5,5 Si sbatte ma è poco assistito, deve flottare spesso fuori posizione per ritagliarsi spazio. Una sola conclusione, per un gol in girata che sarebbe stato da pazzi.

QUAGLIARELLA S.V.

BORRIELLO 5 Lamenti e poco altro...ah si, lo scarico per il quasi eurogol di Giac.

CONTE 5,5 Personalmente non credo serva a granchè portare 3 punte su 7 panchinari, non avrei rinunciato ad Esti per un cambio modulo che poteva essere la chiave di volta. Troppe volte ci siamo imbottigliati per vie centrali; oltretutto sembrerà "specioso" ma le qualità tecniche di Del Piero negli ultimi 15 minuti o addirittura una chance per Elia in queste situazioni andrebbero valutate bene...ma naturalmente è senno di poi. Auguriamoci che il Mister abbia il polso della squadra che oggi m'è sembrata spenta in troppi uomini cardine.

CONCLUSIONE Campionato a rilento per tutti...e se essere primi a +1 con 1 match da recuperare fa piacere bisogna riconoscere che i punti interni persi con le piccole cominciano a esser tanti.

COSA VA Mah...oggi non saprei...forse il fatto che la media punti di questo campionato è talmente bassa che unita al fatto che dietro di noi nessuno sembra scoppiare di salute, ci permette di assorbire questi stop al minimo danno sindacale.

COSA NON VA Poco reattivi, poco ispirati, Marchisio e Vucinic ombre di loro stessi. Serve più personalità la davanti. Cerchiamo poco la giocata spezza equilibrio.

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CONTE A MP: "Partita difficile, ma dovevamo vincere. Sul mercato abbiamo fatto il possibile"

Post n°5723 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 

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Voleva vincere, Antonio Conte, come sempre, del resto. Oggi la sua Juve non c'è riuscita, ma l'allenatore non rimprovera nulla ai suoi ragazzi, che sotto il punto di vista dell'impegno sono stati "perfetti". Seguono le parole dell'allenatore salentino, trascritte integralmente da TuttoJuve.com.

Conte, andiamo un po’ oltre questa partita, c’è rammarico per quello che è successo anche su un altro campo, per quella che poteva essere una grande occasione?
“No, guardiamo in casa nostra. Noi dobbiamo pensare a quello che facciamo noi, quotidianamente, di partita in partita, senza guardare gli altri, anche perché quello che conta è quello che facciamo noi, e non quello che fanno gli altri”.

Cosa correggeresti, aldilà del risultato, nella partita di oggi?
“E’ stata una partita difficile, molto dura per noi, perché abbiamo affrontato una squadra come il Siena che ha difeso con tutti gli effettivi, riuscendo a stare molto stretta, chiudendo tutti i reparti. Noi abbiamo cercato di allargare il gioco, di portare la palla da una parte all’altra anche se nel primo tempo siamo stati un po’ lenti, e in queste partite a volte serve anche l’invenzione del singolo, perché ti permette poi di avere la strada in discesa, riuscendo a trovare più spazi. Oggi gli spazi erano molto, molto pochi, e il Siena è stato molto bravo a fare quello che doveva fare. Io, sinceramente, mi rammarico solo del risultato perché dovevamo vincere”.

Quali giocatori del Milan, che secondo te è la favorita, tu potresti portare alla Juventus, senza che questo tuo meccanismo perfetto venisse penalizzato?
“Ribadisco intanto il discorso sul Milan, che secondo me resta la favorita. Non dimentichiamo che il Milan l’anno scorso ha vinto, porta lo scudetto sulla maglia, e già questo ti porta ad essere tra i favoriti. Detto questo, vado a valutare quello che il Milan ha fatto anche quest’anno, e dico che nonostante le difficoltà che il Milan ha incontrato, perdendo tre partite in più rispetto a noi, ha solo un punto di distanza da noi, ha fatto un’ottima Champions, è con noi in semifinale di Coppa Italia, nonostante ci sono stati dei periodi, soprattutto a inizio campionato dove il Milan è mancato, ma poi ha recuperato tantissimi punti. Io dico che tante volte la differenza tra noi e loro la fanno queste partite, perché loro riescono a vincerle in maniera molto più semplice, mentre noi ogni partita ce la dobbiamo sudare, ce la dobbiamo guadagnare sul campo, e tante volte, come oggi, non basta. Oggi non posso rimproverare nulla ai miei ragazzi dal punto di vista dell’impegno, però, così come col Cagliari, col Bologna in casa, col Genoa, è andata male. Noi ogni partita dobbiamo andare, come si dice, a manetta, magari altri vincono in maniera più facile, poi, ripeto, a me non piace parlare dei giocatori delle altre squadre, per loro ho un grandissimo rispetto però parlo sempre dei miei calciatori. Io ho una squadra a disposizione, ognuno di noi deve cercare di inseguire la propria strada per cercare di ottenere il massimo. Noi, quindi, lavoriamo molto su un concetto di squadra, di collettivo, sul tutto, perché loro sono i giocatori adatti a questo tipo di gioco. Magari in futuro mi capiteranno dei giocatori che sono dei fuoriclasse stratosferici, e imparerò a convivere anche con loro, a gestirli, e a cercare di farli entrare dentro un contesto di gioco“.

La Juventus, per vincere deve faticare, proprio perché ha meno individualità di altri. Ma se c’è un progetto giusto, e un’idea di gioco giusta, si può compiere il miracolo. Anche se, come nel tuo caso, ci sono dei talenti in mezzo, che non sono però dei solisti, perché questi ti danno dei vantaggi ma ti impongono anche dei limiti, di avere una squadra meno organica, meno intonata di quanto può essere la tua Juventus.
“Hai perfettamente ragione, anche perché hai parlato di miracolo, ed io parlo proprio di questo. Perché noi non ci dobbiamo mai dimenticare da dove veniamo, da due settimi posti, e da una situazione dove nessuno ci metteva tra i favoriti, anzi. Mi ricordo, c’era anche chi scherzava dicendo arriva sesta, arriva settima, addirittura peggiora perché è stato fatto un mercato di basso profilo, non è arrivato il top player, l’allenatore è un pazzo scatenato a livello tattico, è addirittura un talebano (ride, ndr). Io queste cose me le ricordo, però, vedere che in sei mesi le opinioni su di noi son cambiate totalmente, mi fa capire che tramite il lavoro straordinario che stanno facendo i miei ragazzi, stiamo facendo parlare di noi, però non dimentico quello che dicevano di noi. Nel giro di sei mesi siamo stati in grado di ribaltare tutti i pronostici e i dubbi che sorgevano da parte di tutti”.

Tre o quattro giocatori buoni, ma manca un talento. Non un solista, ma un talento. Non era meglio prendere un talento, che è l’unica cosa che manca alla tua squadra per alzare ancora di più il livello?
“Noi ci siamo preoccupati, in questo mercato di gennaio, di puntellare la rosa, cosa di cui avevamo estremamente bisogno avendo solo cinque difensori in rosa, e quindi abbiamo preso Caceres, che può fare tutti i ruoli della difesa, poi un altro centrocampista come Padoin, poi abbiamo cercato di migliorare il livello offensivo con l’arrivo di Borriello. Ripeto, si è fatto quello che si poteva fare, in un momento molto difficile, soprattutto a livello economico”.

 
 
 

Gelo allo "Juventus Stadium": il Siena toglie due punti alla Juve, è 0-0

Post n°5722 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 

© foto di www.imagephotoagency.it

Gelo sullo "Juventus Stadium": non ci riferiamo tanto alle temperature polari che imperversano in questi giorni in tutta Italia, ma alla mancata vittoria della Juventus nel match casalingo di campionato contro il Siena. Uno 0-0 che impedisce di fatto agli uomini di Conte di allungare in maniera decisa sul Milan (0-0 contro il Napoli) e l'Udinese (2-3 a Firenze contro la Fiorentina), nonostante il primo posto in classifica sia ancora ad appannaggio dei bianconeri, che devono recuperare il match di Parma. La Juve, apparsa oggi lenta nel corso del primo tempo, ritrova grinta e aggressività nella ripresa, mettendo sotto torchio l'undici di Sannino, che, grazie soprattutto a Pegolo, riesce a tenere il risultato di parità. Tra i bianconeri, senza dubbio da sottolineare la prova di Giaccherini, mentre Vucinic è incappato in una delle sue "giornate no", dando uno scarso contributo alla causa juventina. La Juventus torna al 4-3-3, con i rientri di Vucinic e Pepe a supporto di Matri, e l'inserimento di De Ceglie in difesa sulla corsia di sinistra, con Chiellini spostato al centro della retroguardia al fianco di Barzagli. Nel Siena di Sannino, invece, tutte le attenzioni sono riservate a Mattia Destro, attaccante che allo "Juventus Stadium" sarà osservato speciale dei dirigenti del club torinese che lo seguono con attenzione in chiave mercato. Il match non ha grandi sussulti nei primi minuti di gioco, e la prima occasione da gol arriva al 16' con Vidal, che lascia partire un gran tiro da fuori, sul quale Pegolo, portiere del Siena, va alla respinta con i pugni, non fidandosi della presa. La Juve mantiene una certa supremazia territoriale nei confronti dei toscani, ma riesce a rendersi nuovamente pericolosa al 33' con Lichtsteiner, che, su lancio di Pirlo, va al tiro al volo da dentro l'area, trovando la deviazione di Pegolo in calcio d'angolo. Al 35' Conte sostituisce un Pepe non al meglio con Giaccherini, ma i bianconeri non riescono a costruire altre occasioni di rilievo nel corso della prima frazione di gioco, che si conclude sullo 0-0. Nella ripresa la Juventus alza decisamente il ritmo del proprio gioco, e le occasioni da gol aumentano sensibilmente: al 54', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Chiellini va di testa a botta sicura, trovando la grande risposta di Pegolo, che salva lo 0-0, cosa che il portiere del Siena fa anche al 60', quando toglie dall'incrocio dei pali un pallone calciato magistralmente da Pirlo su punizione. Passa un minuto, ed è Matri a impegnare ancora una volta Pegolo: colpo di testa dell'attaccante juventino sugli sviluppi di un corner, e altra parata decisiva del portiere dei toscani, che tiene la propria squadra in partita. A questo punto Conte decide di dare più peso all'attacco, e getta nella mischia Borriello, che entra in campo al posto di un evanescente Vucinic. I bianconeri passano quindi al 4-4-2, con Marchisio e Giaccherini esterni, e Matri-Borriello coppia d'attacco. La Juve domina il match, e al 68' ha un'altra occasione da gol con Vidal, che trova il tiro dal limite dell'area, tiro che viene bloccato in due tempi dall'ottimo Pegolo. Il Siena cerca di correre ai ripari, e mister Sannino, dopo aver sostituito Calaiò con Gonzales, mette in campo Reginaldo al posto di Giorgi, e, al 72', Parravicini al posto di Destro. Al 75' entra in campo Fabio Quagliarella, che prende il posto di uno stanco Matri, nel tentativo di dare freschezza e maggiore incisività alla manovra juventina, che sembra infrangersi sul muro eretto dal Siena, tenuto in piedi dal proprio portiere. Con il passare del tempo il match diventa sempre più spigoloso per gli uomini di Conte, che attaccano senza sosta, ma anche senza profitto: ad andare a un passo dal clamoroso 0-1, anzi, è il Siena, con Gazzi che si fionda su un pallone calciato verso la porta di Buffon, respinto non benissimo dal portiere della nazionale: il giocatore senese, però, mette fuori da pochi passi. La Juve ha un'ultima occasione da rete con Giaccherini, che, con una perfetta conclusione a giro, mette alto di pochissimo, mettendo praticamente la parola fine al match, che dopo 4 minuti di recupero si conclude sullo 0-0. Due punti potenzialmente persi per gli uomini di Conte, che, comunque possono essere soddisfatti in considerazione dei risultati provenienti dagli altri campi, che lasciano i bianconeri primi in classifica con una partita in meno. La Juventus continua ad essere imbattuta, anche se, a voler cercare il pelo nell'uovo, quello di oggi è il quarto pareggio casalingo, dal momento che anche Bologna, Genoa e Cagliari sono riusciti a rubare un punto a Torino: non squadre di prmissima fascia quindi, dato sul quale Conte e i suoi giocatori dovranno lavorare per puntare alla conquista del titolo.

 
 
 

JUVENTUS-SIENA: LE ULTIME SULLE FORMAZIONI

Post n°5721 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 

© foto di Federico De Luca

12:58 - Troverebbero conferma le indiscrezioni circolate stamane sulla formazione scelta da Antonio Conte per la sfida casalinga contro il Siena. In difesa dovrebbe trovare spazio Paolo De Ceglie, con conseguente spostamento al centro di Chiellini. In avanti Matri avrebbe vinto il ballottaggio con Borriello.

10:50 - A poche ore dal fischio d'inizio di Juventus-Siena restano ancora da sciogliere alcuni dubbi nella formazione della squadra di Conte. Permangono ancora due ballottaggi: Bonucci-De Ceglie in difesa e Matri-Borriello in attacco. Secondo Sky Sport, nel 4-3-3 approntato dal tecnico salentino troveranno spazio dall'inizio il terzino valdostano e l'attaccante lombardo. Quindi si dovrebbe partire con Buffon in porta; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini e De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchio; Pepe, Matri, Vucinic.

Il Siena si presenta a Torino con la pericolosa coppia d'attacco Destro-Calaiò. A centrocampo Vergassola e Angelo sono favoriti su D'Agostino e Reginaldo.


Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pepe, Matri, Vucinic
A disp.: Storari, Caceres, Bonucci, Giaccherini, Padoin, Del Piero, Borriello. All.: Conte
Squalificati: nessuno
Indisponibili: nessuno

Siena (4-4-2): Pegolo; Vitiello, Rossettini, Terzi, Del Grosso; Angelo, Vergassola, Gazzi, Brienza; Destro, Calaiò
A disp.: Farelli, Pesoli, Contini, Giorgi, D'Agostino, Reginaldo, Gonzalez. All.: Sannino
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Brkic, Bolzoni, Bogdani

 
 
 

Moggi su Libero: "Ringrazio Andrea Agnelli"

Post n°5720 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da nadir63l
 

Fonte: Libero
© foto di TuttoMercatoWeb
Sull'edizione odierna di Libero, il consueto editoriale di Luciano Moggi, che si sofferma sulle parole di Andrea Agnelli rilasciate a Mediaset: " In un mondo che dimentica troppo facilmente c'è chi mantiene chiari concetti e convinzioni. Ringrazio Andrea Agnelli per il ricordo che ha di me, l'apprezzamento immutato che esprime per il lavoro fatto alla Juventus. Non ho tempo per commuovermi, ma stavolta ho dovuto frenare le mie emozioni. Grazie Andrea, non è da tutti. Quando si ha coraggio e si supera senza esitazione il muro dei silenzi di facciata significa che buon sangue non mente. La Juve è in buone mani. I paradossi degli eventi. Il gelo e la neve restituiscono quasi interamente un campionato di uguale partenza, out solo Cesena-Catania, alle 12,30 GenoaLazio, tutte le altre alle 15. Stavolta si è arresa anche Sky, e alla buonora la Lega ha fatto la sua parte. La giornata è importante al vertice della classifica, grande occasione per la Juve e gara spartiacque per il Milan. Se Allegri dovesse cedere al Napoli, che già vinse all'andata e anche a San Siro con l'Inter, il Milan dovrebbe riprogrammare il futuro. La Juve con il punto di vantaggio che ha, il recupero da fare con il Parma, e il successo che dovesse raggiungere oggi con il Siena, metterebbe praterie tra sé e i rossoneri, ma è tutto da realizzare, per questo Conte vola basso e insiste sul Milan favorito, sullo sfondo l'antica prudenza. È evidente il grado di difficoltà minore della Juve con il Siena rispetto al Milan contro il Napoli. In più la differenza a favore dei bianconeri sembra confermata dalla condizione attuale, alla vigilia anche della prima sfida di semifinale per la Coppa Italia, bianconeri in forma crescente e convinti di sé, rossoneri incerti, caduti malamente all'Olimpico. C'è addirittura chi ricomincia a fare le pulci a Ibra, perché poco determinante con le grandi, questo tipo di dati viene rapportato solo allo svedese invece di andare altrove a individuare le lacune della squadra: in questo momento il Milan soffre di un'involuzione di gioco, che lo rende lento e macchinoso, effetto anche delle assenze di Boateng e Pato. Torti e non torti Il Napoli arriva a San Siro con la lista, un po' pro domo sua, dei torti arbitrali, Braschi ha rimbeccato per vie traverse (e il rigore negato all'Inter che ha aperto a Mazzarri le semifinali di Coppa Italia?), bisogna stare attenti a far di conto, l'unica cosa che ne deriva è quella di sempre, gli errori ci sono sempre stati, la differenza è solo nella valutazione. Napoli comunque in crisi di risultati, tre punti nelle ultime quattro giornate, azzurri con i titolarissimi, e Dzemaili preferito a Inler, Mazzarri vacilla nelle sue certezze, Allegri con molti dubbi (Seedorf o Robinho, Nesta o Mexes, Van Bommel o Ambrosini?). Juve al completo contro il Siena, con Caceres che parte dalla panchina. Il Siena si affida a Destro e Calaiò e pensa al sogno Coppa Italia (semifinale con il Napoli): di qui probabilmente il calo in campionato. La classifica però piange e il Lecce di Bojinov (entrerà a partita in corso) si avvicina.

 
 
 
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