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MARLA'S PHILOSOPHY

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PAROLE SANTE

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CITAZIONE DELLA SETTIMANA

"Se un uomo sposato privo di fascino non riesce ad attrarre un'altra donna, questo fa di lui un uomo fedele? Se una donna ha paura di tradire suo marito, perchè sa che lui la ucciderebbe se la scoprisse, questo fa di lei una donna fedele? No. Sei fedele solo quando hai più da perdere che da guadagnare. Pensi di tradire, ma sai che non lo farai. E' innaturale stare con una persona per tutta la vita"

 

ULTIMI COMMENTI

eggià. La cosa peggiore è che mia cugina ne è consapevole e...
Inviato da: singer_marla
il 31/12/2009 alle 11:26
 
Bè direi che hai tutte le ragioni del mondo a non esser...
Inviato da: buio_a
il 30/12/2009 alle 14:56
 
Assente da fin troppo tempo, sono passata per un salutino....
Inviato da: Kastania
il 07/12/2009 alle 16:54
 
Grazie, altrettanto.
Inviato da: singer_marla
il 16/11/2009 alle 00:19
 
Un abbraccio!
Inviato da: bottekkia
il 14/11/2009 alle 09:16
 
 
 

 

INIZIO 2010 CON LISTA, MA SENZA BILL

Post n°263 pubblicato il 02 Gennaio 2010 da singer_marla

Un anno nuovo di zecca è appena cominciato e io, nella migliore delle tradizioni, ho già accumulato una lista di magagne lunga come non mai. Nell'ordine, la sottoscritta ha:
-mangiato troppo
-litigato con sua madre
-mandato in malora la piega dei capelli
-sacramentato contro il telegiornale
-obbligato il cane ad uscire sotto la pioggia
-"scordato" di fare gli auguri a un po' di gente
-elencato una serie di buoni propositi che non realizzerà mai.
Non è male, per essere solo il 2 di gennaio. Oltretutto piove, anzi nevischia. Quindi non posso nemmeno sperare in una passeggiata tonificante e scacciapensieri nel primo pomeriggio. Niente. Sono bloccata qui... e da qualche parte c'è gente che fa shopping con i saldi! Azz....
Infine. Ultima chicca. Ogni volta che vengo qui sui monti, sapendo della possibilità di non prendere bene i canali tv, mi porto appresso una montagna di dvd. Stavolta ne ho ben 16. Così da avere una bella scelta, qualora mi andasse di vedermi un film.

Ebbene, ieri mi è venuta la fissa di un film (la locandina la vedete qui a destra)... continuo a pensare che sia l'unico film che mi va di guardare... ma OVVIAMENTE non è tra i 16 che mi sono portata!!! Quindi mi sono "accontentata" di un f.lli Coen di sostanza, ma continuo a pensare al buon Quentin. Che rabbia! Qualcuno ce l'ha a portata di mano e può prestarmelo? Sto andando fuori di testa... e sento Elle che mi fischietta nelle orecchie...

 
 
 

GOSSIP POST-NATALIZIO

Post n°262 pubblicato il 27 Dicembre 2009 da singer_marla

Mia cugina si sposa.
Ho saputo ieri la "dolce" novità. E in teoria dovrei essere felice per lei. E potrei anche esserlo, volendo. Il problema è che il suo fidanzato non mi piace. Certo, non deve piacere a me... l'importante è che piaccia a lei. Si capisce.
Non so come spiegarlo. Avete presente quando una persona vi risulta irritante a pelle? Avete presente quando qualcuno vi provoca fastidio fisico pur non conoscendolo bene? Ecco, lui mi fa questo effetto.
Non lo conosco bene. Ci siamo parlati poche volte. Ma non riesco a farmelo piacere.
Forse perchè lo considero volgare e grossolano. Forse perchè lo trovo mentalmente limitato e intellettualmente fermo all'adolescenza. Forse perchè si veste come un bulletto di periferia. Forse perchè non riesce a dire una frase senza piazzarci in mezzo almeno due parolacce. Forse perchè l'ho beccato un paio di volte a fare l'imbecille con altre ragazze. Forse perchè anni fa è successa una cosa... lui ci ha provato con la mia migliore amica... ed era già fidanzato con mia cugina. La mia amica lo consceva, ma lui non consceva lei. Erano in un locale e lui ha cominciato a provarci pesantemente. Lei lo ha lasciato fare per un po' e poi gli ha detto: "Guarda che sono amica di Marla. So che stai con sua cugina!". A quel punto lui ha farfugliato qualcosa e da allora non ha mai più rivolto la parola alla mia amica... e per qualche tempo faticava a salutare anche me (perchè immaginava che io sapessi...).
Ecco spiegato il perchè. Lui non mi piace. E sapere che si sposerà mia cugina mi dà fastidio. Mi urta proprio. Le persone non cambiano. E lui non fa eccezione. Il suo è un modello di comportamento. Un modus operandi. E non è una bella prospettiva.

 
 
 

UNA FAVOLA MOLTO (POCO) NATALIZIA

Post n°261 pubblicato il 24 Dicembre 2009 da singer_marla

Vi racconto di lunedì scorso. Così, per allietare il vostro Natale con una buffa storiella da raccontare agli amici...
Come ogni lunedì, esco di casa alle 12.40 per andare al lavoro (io inizio alle 14). Salgo sul pullman delle 12.53. Tutto regolare. Arrivo a Milano in largo anticipo, faccio quattro passi in centro per lustrarmi gli occhi...
Entro in ufficio alle 14 spaccate. E attacco a lavorare. Solita tiritera.
Dopo circa un'ora inizia a nevischiare. Niente di grave, qualche fiocco non ha mai ammazzato nessuno. Verso le 15.30 la neve ha ricoperto ormai le strade, i marciapiedi e le macchine. Io e fatina comunichiamo a colleghi e capo che usciamo dall'ufficio in anticipo, consapevoli dello squallore dei nostri mezzi pubblici... è come un presentimento...
Alle 16 siamo alla fermata dell'autobus. La neve ha ormai raggiunto i 5-6 cm. Si fa fatica a camminare restando in piedi. Ovviamente l'autobus non arriva. Noi dobbiamo assolutamente prendere il pullman delle 16.30. Così decidiamo che ci conviene fare le 3 fermate di autobus a piedi. E facciamo bene, dato che quando raggiungiamo la stazione della metro, ancora non si è visto passare nessun autobus.
Saliamo in metropolitana. 4 fermate e scendiamo a Famagosta, dove ci sono i nostri pullman. Arriviamo sulla banchina alle 16.20 circa. Giusto in tempo per quello delle 16.30. La neve ha ormai superato ampiamente i 7 cm.
Un'ora e un quarto più tardi, ovvero alle 17.30, ancora non si è visto NESSUN pullman, che vada in QUALUNQUE direzione. Niente di niente. In compenso si è formata una folla oceanica di persone inferocite. Io e fatina abbiamo un principio di congelamento. E continua a nevicare.
Fortunatamente un'amica di fatina ha la macchina a Famagosta e può darci un passaggio. Mentre la aspettiamo, ci concediamo un caffè caldo. Io ho ormai perso l'uso delle gambe e delle mani.
Saliamo in macchina alle 17.45. La neve è attorno ai 10 cm. Le strade sono uno schifo. L'autostrada è una lenta processione di veicoli. Ci mettiamo in marcia. All'inizio si procede discretamente. Passiamo il casello autostradale. Dopodichè: blocco totale. E continua a nevicare. Le macchine sono ferme una dietro l'altra. Non ci si muove. Siamo immobili. Nell'abitacolo siamo tutte impietrite. Impieghiamo tre ore per fare dieci chilometri. Io sono quella che abita più vicino... riesco ad entrare in casa alle 20.45. Stremata. Le altre arrivano mezz'ora più tardi.

Giusto per farvi capire. Io di solito esco dall'ufficio alle 18 e arrivo a casa, salvo intoppi, alle 18.45. Lunedì sono uscita alle 16 e sono arivata alle 20.45..... 4 ore e 45 minuti........ ad un certo punto, durante il tragitto, ho quasi desiderato scendere dalla macchina, sotto la tormenta, e proseguire a piedi. Probabilmente sarei arrivata prima...

PS: meno male che ora sono sui monti. Dove, per assurdo, la neve non c'è.

 
 
 

HO UN DUBBIO...

Post n°260 pubblicato il 18 Dicembre 2009 da singer_marla

...che si possa morire di noia?
Intendo: letteralmente. Annoiarsi a tal punto da schiattare... pur di non soffrire più.
In questi ultimi giorni è così che mi sento: annoiata. E pensare che avrei un mucchio di cose da fare... invece sono inchiodata alla scrivania, al lavoro. E mi rompo. Dio, se mi rompo! La voglia di fare si è infrattata da qualche parte e io spero solo che le ferie arrivino presto. Se non altro, per smettere di venire in ufficio.
Ah, per la cronaca. La settimana scorsa il mio capo mi ha annunciato che sarò riconfermata per un altro anno. Però non l'ha detto subito. No, no. Prima mi sono sorbita un lungo polpettone sulla crisi economica, sulla precarietà del mondo del lavoro, sul bilancio del 2010, sulla situazione della "nostra" società... sul fatto che, in pratica, mi stava facendo un favore. E che per tal motivo dovrei sentirmi fortunata.
Già. Che fortuna!

...intanto sto qui a morire di noia. Lentamente.
Fortuna che è venerdì.

 
 
 

BABBO NATALE NON ESISTE

Post n°259 pubblicato il 08 Dicembre 2009 da singer_marla

...spero di non aver rovinato la sorpresa a nessuno con questa "rivelazione".
Il fatto è che io ho un brutto rapporto con Babbo Natale. Diciamo che non mi è molto simpatico, a causa di un brutto ricordo d'infanzia. Ma questo ve lo racconto dopo.
Quello che volevo dire è che mai come quest'anno mi è evidente l'affermazione del titolo: Babbo Natale non esiste. Esiste invece questo rituale forzato e pagano, per cui ogni anno bisogna calarsi nei panni dell'omone rosso-vestito e distribuire regali a destra e a manca. Per giorni e giorni occorre vagare tra i negozi alla ricerca del giusto dono, poi impacchettare, poi scrivere i biglietti, poi distribuire... insomma, una tortura.
E poi io non sono brava con i regali. Intendiamoci: mi piace comprare per amici e parenti, ma mi infastidisce l'idea dell'obbligatorietà natalizia. Il doverlo fare per forza. Ma perchè???
Quest'anno in particolare lo trovo odioso. Chissà poi perchè. Non sento nessuno spirito natalizio. Non mi va di fare spese. Vorrei che nessuno mi regalasse niente. Ho addobbato l'albero con fatica e senza entusiasmi. Vedo luci colorate in tutti i giardini e spesso mi ritrovo a chiedermi perchè le abbiano accese. Faccio proprio fatica a ricordare che siamo a soli sedici giorni dal Natale.
...e non ho comprato ancora nessun regalo. Nè ho idee. E sapere che Babbo Natale non esiste, certo non mi aiuta. Perchè se esistesse, nel 1985 mi avrebbe portato il DolceForno. Se esistesse, quest'anno troverei sotto l'albero un paio di Louboutin... ma sono quasi certa che non ci saranno.

Babbo Natale mi fa paura, a dirvela tutta. Quando ero piccola, i miei mi hanno portata fuori da un grande magazzino di Pordenone... lì c'era la casetta in legno di Babbo Natale e lui in persona distribuiva caramelle ai bambini. Ricordo una grande calca.  Moltissima gente. Ad un certo punto, una bambina vicino a noi è scoppiata in lacrime... si era persa. Cioè, aveva perso i suoi genitori nella ressa e strillava come un'aquila. Moltissime persone le si sono avvicinate per chiederle come si chiamava, per rassicurarla che avrebbero ritrovato la sua mamma. Ma lei non parlava. Strillava. Piageva come una fontana e nessuno riusciva a calmarla. Il chiasso tutto intorno era così forte, la musica natalizia era talmente alta, che due file più avanti nessuno si era accorto di nulla e il fottuto Babbo Natale continuava a distribuire caramelle. Io lo vedevo perchè ero sulle spalle di papà. Ero scioccata. Terrorizzata. Non sono mai più voluta andare alla casetta di Babbo Natale. Mai più. I miei non hanno mai capito perchè (credo di averglielo "confessato" un paio di anni fa).
Da allora ho il terrore di Babbo Natale. Lo associo all'idea di essere abbandonata. Non è una bella immagine.

 
 
 

QUALCOSA DI BUFFO

Post n°258 pubblicato il 16 Novembre 2009 da singer_marla

Ho dato una veloce sfogliata (virtuale) ai miei ultimi post.
Oltre al fatto che sono parecchio radi, mi sono resa conto che sono anche parecchio tristi. Insomma, a leggerli tutti insieme sembra che la mia vita sia una schifezza!
Non so perchè su questo blog scrivo solo cose tristi. Forse perchè quelle divertenti le scrivo altrove. Forse perchè mi serve come sfogo. Chi lo sa.
Onestamente, stasera avrei voluto scrivere qualcosa di positivo. Qualcosa di rassicurante. Il problema è che temo di aver consumato tutta la riserva di positività giornaliera, scrivendo due articoli per il giornalino montano con cui collaboro.
Oltretutto, novembre non è proprio il mio mese prediletto. Anzi. A novembre il mio corpo si ribella. Sento male dappertutto. Ma sono dolori farlocchi che il mio corpo si inventa per mettermi paura. Che volete farci... il mio corpo è un burlone, si diverte così!
Quindi. Da un paio di settimane a questa parte, ecco il crepitio all'orecchio (passato), poi il mal di testa (passato), poi il mal di stomaco (ancora in atto saltuariamente), e infine il mal di schiena (in grande spolvero negli ultimi tre giorni). No, non sforzatevi di trovare collegamenti o connessioni. E' solo il mio corpo che cerca di comunicare con me. Vuole dirmi che è triste. Che gli mancano le persone che non ci sono più.
Trascorso novembre, passeranno anche i dolori. Ormai ci sono abituata.
Dunque non saprei proprio cosa raccontarvi di buffo. Facciamo così: mi porto avanti con i tempi. Avrei bisogno di un rapimento su commissione... qualcuno potrebbe gentilmente rapirmi durante le vacanze natalizie e riportarmi a casa (possibilmente ancora tutta intera) in tempo per la befana? Mi farebbe davvero comodo... perchè nell'aria si ventila di una riunione di famiglia che mi vorrei risparmiare. Leggi: NON VOGLIO ANDARCI PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO. Le feste dovrebbero servire a riposare, no? A stare in pace. Non a discutere con i parenti. Parenti che oltretutto non sopporti... non vi pare?

H.E.L.P.

 
 
 

STAFF MEETING

Post n°257 pubblicato il 25 Ottobre 2009 da singer_marla

Sono solo due parole. STAFF MEETING.
Ma sono le due parole più odiose che conosco, ultimamente.
Definiscono in modo inequivocabile la più colossale perdita di tempo che si possa immaginare. Non riesco a pensare, anche sforzandomi, ad un modo peggiore di sprecare una mattinata. Probabilmente se passassi la giornata a dare testate contro un muro, mi divertirei di più.
Il problema è che il mio cosiddetto capo ADORA quelle due parole. E di conseguenza indice un inutile staff meeting ogni due settimane. Ore buttate nel cesso. Lunghissime ore in cui devo sforzarmi di non cadere in stato catatonico. Permanente.
Ebbene, domani mattina mi tocca uno di questi adorabili staff meeting. Quindi: tempo sprecato. Bla bla bla. Sonno sonno sonno. Schifo schifo schifo. E speriamo solo che il capo non abbia le palle girate, perchè se così fosse... allora ci toccherà una delle sue scenette in cui si incazza, batte i pugni sul tavolo, tira un paio di madonne e se la prende con tutti quanti a turno. Risultato: nessuno. Perchè è proprio questo il bello dello staff meeting: non si risolve mai niente. Non si migliora. Non si semplifica.
Ma non è tutto. Non solo la situazione lavorativa resta invariata. Anzi, tende al peggioramento. Si complica. Si contorce.
Ecco perchè odio quelle due parole.

 
 
 

ODIO IL MIO LAVORO, ODIO IL MIO LAVORO, ODIO IL MIO LAVORO, ODIO IL...

Post n°256 pubblicato il 09 Settembre 2009 da singer_marla

Odio il mio lavoro, se non si fosse capito.
Da ragazzina dichiaravo con orgoglio che non avrei mai fatto un lavoro d'ufficio. Che non mi sarei mai potuta sedere ad una scrivania e restarci per tutto il giorno. Che mi sarebbe servito dinamismo, creatività.
Bè, eccomi qui. Faccio un noioso lavoro d'ufficio. Dalle 14 alle 18. Davanti a un computer. Seduta a una scrivania. Noia mortale. Atrofizzazione del cervello. Dolore ai neuroni. Degenerazione delle articolazioni. Lenta mutazione da umanoide a vegetale. Ripetitività macchinosa. Morte cerebrale. Morte.
Non so come farei se non avessi i miei blog per sfogare le migliaia di parole, frasi, metafore che mi esplodono nel cervello, ma restano bloccate. Ferme. Incastrate. Da qualche settimana ho persino ricominciato a tenere un diario. Per vomitarci sopra le parole che altrimenti sedimenterebbero a mo' di stalattiti e stalagmiti, dentro la mia scatola cranica.
Mi viene sempre in mente una scena de "Il diavolo veste Prada". Quando Emily, per autoconvincersi del fatto che i suoi sacrifici sarebbero andati a buon fine, nonostante tutto. Si ripeteva come un mantra: "Amo il mio lavoro, amo il mio lavoro, amo il mio lavoro...".
Io non riesco a fare neppure quello. Ormai sono passata alla fase di odio. Odio puro. Quintessenza di odio puro.
Distillato di odio.
Squisito.

 
 
 

UN QUESITO FACEBOOKIANO

Post n°255 pubblicato il 01 Settembre 2009 da singer_marla

Ho un quesito da sottoporre.
Un quesito idiota. Un quesito da bar, da serata tra amici. Un quesito per chi, come la sottoscritta, se le inventa tutte pur di non lavorare...
Un quesito, dicevo. Moderno, al passo con i tempi. Un quesito "facebookiano", se mi concedete il neologismo.
Ogni tanto (diciamo pure spesso e volentieri) mi capita di fare una piccola ricerca nei meandri del social network, a caccia di nomi noti. Compagni di scuola, ex amici, ex fidanzati, parenti, conoscenti e via dicendo. Così, tanto per curiosare. Tanto per fare qualcosa.
Ebbene. L'altro giorno mi imbatto "casualmente" in un nome noto. Molto noto. Il fratello minore del mio ex fidanzato storico. Un giovinastro che io ho sempre adulato e coccolato (per ingraziarmi il fratello maggiore, ovvio). Ad ogni modo, siamo sempre stati buoni amici... diciamo così. Nel momento in cui l'ho scovato, ho anche scoperto che il suddetto giovanotto è "amico-di-facebook" di mia cugina e di una mia vicina di casa dei monti... entrambe mie amiche facebookiane.
Ora mi domando: come mai noi due non siamo amici?! Voglio dire, se lui ha trovato mia cugina (che porta il mio stesso cognome), allora per quale motivo non "trova" anche me? E vale anche il viceversa, ovvero se fosse stata mia cugina a trovare lui...
Insomma, quando si stipula una nuova amicizia "social", la prima cosa che si fa è andare a vedere le info e la lista di amici del nuovo contatto. Giusto? Almeno, io faccio in questo modo.
Quindi mi resta il dubbio feroce. Sospeso come una spada di Damocle. Chissà. Forse anche lui ha deciso di troncare ogni rapporto con me.

PS: a scanso di equivoci... so benissimo che potrei inviare io la richiesta di amicizia al giovanotto, ma... la mia policy facebookiana prevede che io non chieda amicizia a nessuno. L'ho deciso tempo fa e non me ne sono mai pentita. Evito un sacco di ansie da prestazione e una marea di notti insonni...

 
 
 

UNA PROTESTA ASSORDANTE

Post n°254 pubblicato il 25 Agosto 2009 da singer_marla

Ormai mi conosco.
Conosco ogni maledetta cellula di me stessa e so come interpretare ogni singolo segnale che ognuna di loro decide di inviarmi.
Quindi, ecco i fatti.
Sono tornata a casa da soli due giorni, dopo aver trascorso tre settimane di vacanze meravigliose. La prima settimana a New York (bella da togliere il fiato), poi altre due settimane sui monti. Sono stata bene in ogni momento di ognuno di quei 20 giorni.
Ebbene. Domenica pomeriggio ho preso il treno per tornare a Milano. Lunedì sono andata in ufficio e... come per magia... mi è scoppiata un'emicrania perforante da panico! Sono due giorni che vado avanti a Moment. E nonostante tutto ho la testa che mi scoppia, gli occhi che mi lacrimano e un dolore infernale alla tempia destra. Dormo male, mi viene da vomitare e mi dà fastidio ogni forma di luce.
E' fin troppo chiaro: il mio corpo sta protestando sonoramente. Protesta perchè non vuole stare chiuso in ufficio. Protesta perchè non vuole fare un lavoro noioso e inutile. Protesta perchè non ne può più di questa città. Protesta mandandomi segnali assordanti e invalidanti.
Resta solo da capire cosa fare. Ascoltarlo oppure abbatterlo a furia di ibuprofene.

 
 
 
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Un blog di: singer_marla
Data di creazione: 20/08/2006
 

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LA FILOSOFIA DI MARLA

Fu così che conobbi MARLA SINGER. La sua filosofia di vita era che poteva morire da un momento all'altro. La tragedia, diceva, era che non succedeva
 

THIS IS MY LIFE...

 

DIALOGO DELLA SETTIMANA

-"Sapete chi vorrei sposare io?"
-"Chi?
"
-"Rockefeller"
-"Quale?"
-"Uno a caso"

 

FILM DELLA SETTIMANA

 

 

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