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Creato da maxsof1 il 02/06/2005

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Qui centrano poco i massoni...
Inviato da: maxsof1
il 17/01/2014 alle 12:04
 
mondo di merda, governato dai massoni e ci fanno fare...
Inviato da: dendog
il 17/01/2014 alle 10:00
 
La ricerca non menziona le donne "yesman" :)
Inviato da: maxsof1
il 23/12/2013 alle 12:44
 
Altrettanto dicasi per le donne... capito uomini? ;-))
Inviato da: Strada_in_salita
il 22/12/2013 alle 13:24
 
La difesa va in crisi anche per il modulo di Benitez.
Inviato da: maxsof1
il 08/12/2013 alle 11:00
 
 

 

Infamous Second Son

Post n°2689 pubblicato il 22 Aprile 2014 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Trama:

Quando Delsin Rowe scopre i suoi poteri, è costretto a scappare alla ricerca di altri super-umani per poter salvare le persone a cui vuole bene dall'oppressivo D.U.P. che gli sta alle calcagna. Le sue decisioni cambieranno il futuro di chi lo circonda.

Commento: "Infamous Second Son" è il secondo gioco sviluppato esclusivamente per Playstation 4 dopo "Killzone Shadow Fall", ma può essere considerato il primo. Il motivo? Tra i due giochi c'è una differenza abissale. "Infamous Second Son" ha una trama da cinema e una grafica(strabiliante) che sfrutta appieno la "potenza" della PS4. Ambientato sette anni dopo gli eventi di "Infamous 2", "Infamous Second Son" rappresenta il debutto per la serie di Sucker Punch su PlayStation 4. Gli avvenimenti del gioco si svolgono a Seattle e c'è un personaggio nuovo di zecca: abbandonato il buon Cole al suo destino ora c'è Delsin, un ragazzo ribelle si troverà suo malgrado invischiato in avvenimenti molto più grandi di lui. Troviamo un mondo ancora soggiogato dalle forze speciali DUP e che vede i Conduit, persone dotate di poteri speciali, cacciati e rinchiusi come bestie. La missione principale è stupenda, mentre quelle secondarie lasciano un po' a desiderare. Il motivo? "Infamous Second Son" mostra una ripetitività piuttosto pesante delle meccaniche di gioco, riproponendole pedissequamente per tutta la sua durata. In questo capitolo ci sono quattro poteri: fumo, neon, video e cemento. Ho terminato il gioco con il finale da eroe. Fare il cattivo non mi si addice.

Voto: 7

Prezzo: Nuovo costa 69 euro

 
 
 

Il Napoli regala un punto all'Udinese

Post n°2688 pubblicato il 19 Aprile 2014 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Nella 34esima giornata di campionato il Napoli pareggia contro l'Udinese per 1-1 allo stadio Friuli. Gli azzurri non ha offerto una grande prestazione ma era una gara da vincere per come si era messa. In ogni gara ci sono sempre i soliti errori individuali che regalano il gol agli avversari. C'è da dire che il gol dei bianconeri era irregolare per un fuorigioco millimetrico. Il Napoli è incostante non solo nel campionato, ma anche in una singola partita. Questa è la cosa che salta all'occhio della squadra di Benitez. Sabato prossimo si va a Milano per affrontare l'Inter dell'odiato Mazzarri. Cerchiamo di non fare brutta figura.

Nei primi minuti la gara è da sbadigli, per vedere un tiro bisogna attendere 12 minuti. E' Insigne ad impegnare Scuffett con una punizione dal limite. Al 14esimo, Bruno Fernandes tira dalla distanza senza pretese; Reina blocca senza problemi. Al 22esimo, Badu va via sulla destra; salva Ghoulam. Al 28esimo, Hamsik serve Insigne in area ma il napoletano non trova la palla. Al 30esimo, Gabriel Silva crossa dalla sinistra sul primo palo per Badu che manda fuori con un colpo di testa. Al 39esimo, il Napoli passa in vantaggio con Callejon. Ottimo l'assist di Zapata. Al 44esimo, Insigne "dialoga" con Zapata e arriva al tiro; la palla termina sul fondo. Non succede più nulla.

Nei primi minuti della ripresa sembra che il Napoli abbia la gara in pugno. Al 49esimo, Insigne lancia Zapata che una volta arrivato in area di rigore tenta un dribbling invece di concludere. Al 52esimo, Insigne si divora un gol già fatto. Al 54esimo, Bruno Fernandes porta in parità la gara. Il gol nasce da un regalo pasquale di Reina. Il Napoli sparisce dal campo. Al 63esimo, Pereyra impegna Reina con un tiro dal limite. Pandev prende il posto di Zapata. Poco dopo, entra anche Jorginho per Behrami. Le cose non cambiano. L'Udinese non sfrutta qualche contropiede, ma la vera occasione capita sui piedi di Insigne all'80esimo. La conclusione del napoletano termina di poco alto. Nel finale viene espulso Fernandez per doppia ammonizione. Entra Albiol al posto di Hamsik. Finisce così.

 
 
 

Il Napoli batte la Lazio e blinda il terzo posto

Post n°2687 pubblicato il 13 Aprile 2014 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Nella 33esima giornata di campionato il Napoli batte la Lazio per 4-2 allo stadio San Paolo. Gli azzurri mantengono 9 punti di vantaggio sulla quarta(la Fiorentina) a cinque giornate dal termine. Il terzo posto è quasi blindato. Il Napoli ha ottenuto la vittoria senza convincere. Nella prima frazione si è sofferto troppo una Lazio rimaneggiata(mancava 8 giocatori), mentre nella ripresa gli azzurri hanno fatto di tutto per rimettere in gioco la squadra allenata da Reja. Da segnalare che la Lazio ha giocato in 10 gli ultimi 42 minuti della gara. Benitez ha fatto riposare Hamsik, Inler, Callejon e Fernandez. Al loro posto hanno giocato Pandev, Behrami(ottima la sua gara), Mertens e Britos.

Nei primi minuti la gara stenta a decollare. Al 15esimo,  Mauri prova la conclusione dal centro dell'area di rigore ma la palla termina fuori. Al 18esimo, Felipe Anderson prova la conclusione a giro dal limite dell'area ma il pallone finisce fuori. Al 21esimo, la Lazio passa in vantaggio con Lulic. Albiol non esente da colpe. Al 29esimo, Berisha compie un mezzo miracolo su una conclusione a giro di Higuain. Al 31esimo, Reina salva su una conclusione ravvicinata di Felipe Anderson. Al 35esimo, un tiro di Behrami termina di poco alto. Al 39esimo, Higuain lancia Insigne ma l'attaccante napoletano non trova la porta. Al 42esimo, il Napoli trova il pareggio con un golasso di Mertens. Al 45esimo, l'attaccante belga si fa ammonire in modo stupido. Salterà la prossima gara. Il primo tempo termina senza ulteriori emozioni.

Fernandez prende il posto dello spento Albiol. Al 48esimo, Higuain lancia Mertens in area, il belga viene steso da Cana. E' rigore. Il difensore della Lazio viene espulso per doppia ammonizione. Higuain non sbaglia. Al 65esimo, Callejon prende il posto di Mertens. Al 67esimo, Higuain realizza il 3-1. Ottimo l'assist di Insigne. Un minuto dopo, l'attaccante argentino fallisce il quarto gol. Al 70esimo, Insigne impegna Berisha con un tiro dalla distanza. All'82esimo, Onazi riapre la gara. Non esente da colpe Britos. Mesto prende il posto di Jorginho. Il Napoli va in bambola. La Lazio prende il controllo del centrocampo nonostante l'uomo in meno. Al 93esimo, Ciani impegna Reina con un colpo di testa. Il Napoli trova il quarto gol con Higuain sul ribaltamento di fronte. Non succede più nulla.

Highlights

 
 
 

Il Napoli fa risorgere il Parma

Post n°2686 pubblicato il 06 Aprile 2014 da maxsof1
 
Foto di maxsof1

Nel posticipo della 32esima giornata il Napoli perde contro il Parma per 1-0 allo stadio Tardini. La squadra di Donadoni veniva da tre sconfitte consecutive. Il Parma ha preso 6 punti su 6 alla squadra di Benitez in questa stagione. Per l'ennesima volta il Napoli ha giocato male contro una squadra di medio-bassa classifica. Il 4-2-3-1 di Benitez va in crisi quando affrontiamo avversari che chiudono tutti gli spazi e che hanno superiorità di uomini a centrocampo. Nella gara di questa sera hanno giocato male Albiol, Hamsik e Higuian. Il primo ha sbagliato una serie infinita di passaggi, mentre gli altri due sono stati dei spettatori in campo. Il Napoli si è reso pericoloso solo quando sono entrati Mertens e Zapata. Per il Napoli è la sesta sconfitta in campionato e il record di punti diventa solo un'illusione.

Al sesto minuto, ci prova Biabiany dal limite, palla a lato. Al decimo minuto viene annullato una rete di Fernandez per fuorigioco. Al 15esimo, verticalizzazione fulminea di Inler per Callejon, lo spagnolo crossa al centro ma non trova nessun azzurro. Al 18esimo, Insigne in verticale per Callejon, ma lo spagnolo spreca tutto con un'inutile iniziativa personale. Al 39esimo, Palladino arriva sull'out sinistro e suggerisce al centro per Cassani che sul secondo palo scodella a sua volta al centro ma non trova nessuno. Al 45esimo, un colpo di testa di Paletta termina alto. Il primo tempo termina senza ulteriori emozioni. Al 54esimo, Mirante para facilmente un tiro di Insigne dalla distanza. Al 55esimo, il Parma passa in vantaggio con un gran gol di Parolo. Al 63esimo, Schelotto non sfrutta una buona occasione. Al 67esimo, Higuain tira dalla linea di fondo; la palla termina sull'esterno della rete. Entrano Mertens e Zapata per Callejon e Higuain. Al 74esimo, un tiro dalla distanza di Albiol termina a lato. Al 76esimo, l'arbitro non concede un rigore netto su Zapata. Il colombiano viene ammonito per una simulazione che non c'è. All'81esimo, Pandev prende il posto dello spento Hamsik. Un minuto dopo, Mertens pesca Insigne sul palo opposto ma l'esterno azzurro calcia fuori da posizione defilata. All'84esimo, un colpo di testa di Zapata termina di poco alta. Al 90esimo, ci prova ancora il colombiano di testa; la palla sfiora la traversa. Non succede più nulla.

 
 
 

Un libro da leggere: Come Dio comanda

Post n°2685 pubblicato il 01 Aprile 2014 da maxsof1
 
Tag: Libri

Autore: Niccolò Ammaniti

Descrizione:

In una landa ai margini di tutto vivono un padre e un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore viscerale che si nutre di sopraffazione e violenza. Tirano avanti un'esistenza orgogliosa insieme a un paio di balordi. Un giorno decidono che è arrivato il momento di dare una svolta alle loro vite. Il piano è semplice: scassinare un bancomat. I protagonisti di questa fiaba apocalittica si ritrovano così in una notte di tempesta, affollata di fantasmi e rimorsi, in cui i fiumi straripano e il fango sembra seppellire ogni speranza. Ma dalle tenebre emerge una ragazzina bionda che sprigiona una forza oscura e finisce per cambiare per sempre i loro destini.

Commento: Ho preso questo romanzo sull'onda dell'entusiasmo dato dalla lettura di "Ti prendo e ti porto via". Il mio commento sullo stile di Niccolò Ammaniti rimane uguale a quello espresso per il primo libro che ho letto. Il linguaggio è crudo e qualche volgarità suona di troppo quando a parlare è l'io narrante che dovrebbe essere una parte terza ed oggettiva. Dall'autore escono sempre personaggi stupidi e rozzi che non sono certo un modello di riferimento da imitare. A qualcuno questo non piacerà, ma a me si. In "Come Dio comanda" domina il cinismo e il bene è trattato come una macchietta. Non vi è un minimo rispetto per nulla. Ahimè, mi costa molto dirlo, ma i personaggi di Ammaniti sono quelli che troviamo nella vita di tutti i giorni. Il finale mi ha molto deluso. Il motivo? Mi aspettavo una svolta che riscattasse la storia, senza contare che rimangono alcuni "misteri" irrisolti. Uno è quello di Beppe Trecca: cosa dirà al marito della donna che ama?

Voto: 6½

 
 
 
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