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mia1962
   
 
Creato da mia1962 il 11/05/2011

VOGLIA DI LIBERTA'

VOGLIA DI SOGNARE

 

TI AMO

Post n°190 pubblicato il 15 Aprile 2014 da mia1962

 

 

 

Un giorno l'amore incontrò l'amore, la guardò negli occhi e senza aprir bocca gli disse: Ti amo di un amore semplice, unico, incondizionato, dolce. Di un amore certo, sicuro, maturo. Ti amo di un amore il cui suono è una dolce e soave melodia, Ti amo di un amore le cui le parole sono come le rime di un avvolgente poesia. Ti amo di un amore fatto di stelle luminose, di pianeti, di galassie. Ti amo di un amore che è COLORATO come il rosso ed infuocato  tramonto DI UNA SERA D’ESTATE. Ti amo in ogni cosa che faccio, in ogni mia azione, in ogni mio pensiero, dal mattino alla sera. Ti amo quando mi addormento ed il mio ultimo pensiero sei tu. Ti amo quando mi sveglio ed il mio primo pensiero sei tu. Ti amo quando c'è il sole, quando piove, quando nevica, quando il vento scuote le foreste. Ti amo di un amore che non s'aspetta di essere ricambiato, ti amo fino alla fine dei miei giorni!!!!!

 

 

 

 

 
 
 

Per te

Post n°189 pubblicato il 03 Aprile 2014 da mia1962

Tieniti strette quelle uniche persone 
che riescono a renderti le giornate migliori. 
Quelle che ti strappano un sorriso...
non appena ti è scesa una lacrima. 
Quelle persone che riescono sempre a dimostrarti
che per loro tu sei indispensabile.

 
 
 

Amare significa anche dover dire "mi dispiace"

Post n°188 pubblicato il 11 Marzo 2014 da mia1962

Ci hanno propinato talmente tanto e in tutte le salse la frase “amare significa non dover mai dire mi dispiace” che abbiamo finito per crederla una verità inconfutabile.

Perché uno non dovrebbe mai dover dire “mi dispiace”, sentiamo? Potrebbe accadere se i due fossero santi, forse. O mummie. O persone che non si incontrano mai. Come può accadere, altrimenti, che due persone che dividono la vita non abbiano proprio niente niente da rimprovarsi? O che, avendolo, siano capaci in ogni circostanza di tacere e di evitare di lanciare scarpe o improperi tali da costringere poi ad un “mi dispiace” riparatore?

Ci sono tante coppie che basano la convivenza sulla buona educazione e che, fra un “grazie”, un “prego, cara”, un “saresti così gentile”, “ma certo, con piacere!” passano la vita ignorandosi nella sostanza, quando non cornificandosi educatamente.

Ce ne sono tante altre che si insultano (e non si dicono neanche “mi dispiace” quando è tutto finito), ma che nella sostanza si amano e non potrebbero fare a meno l’uno dell’altra.

Amare non significa “non dover mai dire mi dispiace”.

Amare è desiderare di stare con una persona per sempre, per tutta la via. E anche oltre.

Amare significa sentire l’altro come parte di te. Voler condividere con quella persona tutti i momenti importanti della tua vita. E della sua.

Quando ami senti di non essere solo a vivere la vita. Dividi con l’altro le fatiche e le gioie. Ti rifugi fra le sue braccia, gli offri le tue. Dividi l’intimità e il corpo nelle notti d’amore. Condividi i pensieri, le speranze, i sogni e le paure.

Quando ami, i tuoi occhi sanno leggere al di là dei suoi, fino al profondo dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti. I tuoi occhi sanno comunicare senza parole, e i suoi sanno comprendere il messaggio. Le tue mani accarezzano le sue in un modo tutto speciale.

L’amore è una coperta per scaldarti, una vela per solcare tutti i mari, un porto dove rifugiarti. Quando ami sai capire, perdonare, dimenticare.

Amare non significa non dover mai dire mi dispiace. Due persone che si amano possono anche sbagliare. È umano, sbagliare. Se sei stanco, arrabbiato, malato, triste, può capitare di mandare l’altro a quel paese, e pronunciare frasi sgradevoli. Con la persona che ami devi essere te stesso. E se il “te stesso” ha voglia di urlare un po’ per sfogarsi, ogni tanto credo che sia lecito. Purché la possibilità sia reciproca, naturalmente.

Se sbagli, e involontariamente ferisci o deludi la persona che ami, devi proprio dire “mi dispiace”.

A volte “mi dispiace” equivale a “ti amo”.

“Amare” significa anche dire “mi dispiace”.

 
 
 

8 marzo festa della donna

Post n°187 pubblicato il 07 Marzo 2014 da mia1962

Una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un'occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l'8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.

Ma da dove nasce questa ricorrenza? Una leggenda molto celebre narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà, appunto, si tratta solo di una leggenda nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

La Giornata Internazionale della Donna nacque infatti ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909. A istituirla fu il Partito Socialista americano, che in quella data organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Il tema era già stato a lungo discusso negli anni precedenti sia negli Usa (celebri sono gli articoli della socialista Corinne Brown) sia dai delegati del VII Congresso dell'Internazionale socialista (tenutosi a Stoccarda nel 1907).

Le manifestazioni per il suffragio universale si unirono presto ad altre rivendicazioni dei diritti femminili. Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel 1910 l'VIII Congresso dell'Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne.

Il 25 marzo del 1911 cadde la goccia che fece traboccare il vaso: nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Questo è probabilmente l'episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. Da quel momento in avanti, le manifestazioni delle donne si moltiplicarono. In molti Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Svizzera, nacquero delle giornate dedicate alle donne.

La data dell'8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando in quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l'8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell'Operaia.

In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale. L'iniziativa prese forza nel 1945, quando l'Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d'Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell'Italia già liberate dal fascismo.

L'8 marzo del 1946, per la prima volta, tutta l'Italia ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza. Negli anni successivi la Giornata è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili (dal divorzio alla contraccezione fino alla legalizzazione dell'aborto) e di difesa delle conquiste delle donne

 
 
 

L'amore ti sceglie

Post n°186 pubblicato il 28 Febbraio 2014 da mia1962

 

Non si può scegliere di chi innamorarsi. 
L'amore ti sceglie.
Arriva. E basta. 
E non importa se è il momento giusto oppure no. 
Se ha un carattere opposto al tuo, se ha il doppio della tua età o la metà. 
Se è l'uomo di un'altra o vive nell'altra metà del mondo. 
Se è quello giusto oppure il più sbagliato che ti potesse capitare. Non importa.
L'amore giunge così. Non ti chiede permesso. 
Non ti chiede nulla. Ti sceglie. Punto.
(Cit.)

 
 
 
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