Un blog creato da spes74 il 15/08/2006

ORTICA

Ortica è la pianta che anche il cieco riconosce (da "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno"). ATTENZIONE: IL BLOG E' URTICANTE!!!

 
 
 
 
 
 

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ciao scusate ho saputo dela morte di giuseppina che ho...
Inviato da: mary1973dgl1
il 12/04/2015 alle 13:45
 
Ciao deacon, grazie!! :)
Inviato da: spes74
il 03/04/2009 alle 23:01
 
buon compleanno
Inviato da: deacon70
il 01/04/2009 alle 18:50
 
Ciao deacon, auguri anche a te!
Inviato da: spes74
il 26/12/2008 alle 21:50
 
Auguriii Spes
Inviato da: deacon70
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POST DI SERVIZIO

Post n°83 pubblicato il 31 Marzo 2007 da spes74

Comunicazione per tutti

Ho deciso di trasferire ORTICA qui.
Questo perchè Libero è un po' statico e non mi permette di fare molte cose, mentre sull'altro ho molta più scelta e libertà d'intervento.
Quindi occhio ai collegamenti (per chi li ha sul suo)!
Questa ORTICA resterà comunque online perchè qui ho tutto quello che ho scritto, ho cominciato qui e ci sono affezionata.

Naturalmente lo spirito urticante e anticonformista resta lo stesso!

SONO QUI

E MI TROVATE ANCHE QUI     immagine


Un ringraziamento particolare al mio amico mstatus per l'aiuto.

 
 
 

Miracolo, fede o suggestione?

Post n°82 pubblicato il 29 Marzo 2007 da spes74
 

Chi arriva a Gallinaro, paesino della Ciociaria, trova il «Bambinello» all'interno di una cappella frequentata soprattutto nei fine settimana da alcune decine di migliaia di fedeli provenienti da tutto il Centro-Sud Italia. Pare che ci sia un'affluenza di circa mezzo milione di persone all'anno, con una maggiore concentrazione nell'ultima domenica di giugno, giorno in cui si festeggia la prima apparizione di Gesù Bambino ad una tale Giuseppina Norcia avvenuta nel 1947, poco tempo dopo la sua prima comunione. Nel 1974, colpita da una grave malattia che pare continui anche ora, Giuseppina ebbe di nuovo le visioni e nel 1975 volle che si costruisse la cappella.
L'ultimo "
accadimento miracoloso" legato al 'Gesù Bambino di Gallinaro' pare abbia per protagonista un bambino di sei anni, Giovanni Pio Di Fiore, che ha improvvisamente ripreso a camminare, tra lo stupore dei genitori Giovanni e Raffaella e di parenti e amici che lo accompagnavano, arrivati con un pullman da Carpino, in provincia di Foggia. Il piccolo da settembre scorso non camminava più a causa di una grave malattia motoria, accompagnata ad un altrettanto grave deficit visivo. Secondo gli specialisti dell’Istituto Neurologico di Milano che lo hanno avuto in cura, Giovanni Pio è affetto da atassia (mancanza di coordinazione dei movimenti muscolari volontari) sensitiva e atrofia ottica. Il bambino ha raccontato di aver visto «un signore con la barba» vicino a un albero e ha quindi chiesto ai genitori di essere messo per terra; tra lo stupore dei presenti ha iniziato a camminare.
La Chiesa ufficialmente ha sempre mostrato grosse perplessità attorno al luogo e agli eventi. Il vescovo di Sora, nella cui diocesi ricade il paese, nel 2001 firmò una «notificazione» per smentire qualsiasi evento sovrannaturale (paranormale) nella cappellina, negando ogni riconoscimento ai gruppi di preghiera che invece continuano a sorgere numerosi in varie regioni. La Curia ha, inoltre, precisato la sua totale estraneità a qualsiasi raccolta di fondi per la costruzione di una «
Nuova Gerusalemme», un luogo di preghiera che un comitato sta portando avanti.
Pare che
la fede riesca a smuovere le montagne: "una fede intensa fornisce la perseveranza, l’energia e le risorse che permettono di vincere gli ostacoli", ovvero lucidità di pensiero che fa scorgere la meta alla quale si tende e i mezzi per arrivarci. La potenza della fede trova la sua applicazione diretta e speciale nell’azione magnetica; grazie ad essa, l’uomo influisce sui fluido, agente universale, ne modifica le qualità e gli trasmette un impulso che si può dire irresistibile. Questa è la ragione per la quale colui che, ad una grande potenza fluidica che ha normalmente, aggiunge una fede ardente, può, mediante la sola volontà intesa al bene, operare quegli strani fenomeni di guarigioni ed altri dello stesso genere che, una volta, erano considerati prodigi, ma non sono altro che le conseguenze di una legge naturale".
Secondo A. Voldben in "
La Magica Potenza Della Preghiera"  avere fede significa vedere realizzato quello che si vuole ottenere, con certezza senza ombra di dubbio il pensiero forte è concentrato e agisce in maniera creativa. Senza questa base della fede, la preghiera è soltanto desiderio o speranza di scarso valore. Ciò sbalordisce soltanto quelli che ignorano la potenza della nostra mente nel creare la felicità e l'infelicità della nostra vita, la gioia o il dolore. Infatti la  fede è credenza ferma e certa che si fonda su un interiore convincimento o su un'adesione all'autorità di altri, senza bisogno di prove di fatto o di dimostrazioni logiche.
Del potere terapeutico della preghiera parla anche il
Cicap: la fede e la pratica religiosa potrebbero favorire, secondo alcuni, una migliore condizione di salute.
Un aspetto interessante dell'argomento però ci è dato dal dottor Mariano Bizzarri nel suo libro "
La Mente e il Cancro": parla del caso del Signor Wright, affetto da linfoma, una neoplasia maligna che interessa i linfociti T, cellule specializzate del sistema immunitario e che tende a localizzarsi a livello delle stazioni linfonodali dando luogo a sviluppo di masse spesso imponenti. Dopo avere sperimentato con risultati scarsi o nulli le terapie convenzionali, i medici si erano resi conto che al paziente restava ben poco da vivere. Le masse a livello dei linfonodi superficiali avevano raggiunto le dimensioni di una arancia, le metastasi avevano attaccato numerosi organi vitali, in particolare il polmone. Le cure dei sanitari si limitavano ormai al minimo, in attesa della inevitabile fine. Il signor Wright aveva letto di un nuovo farmaco sperimentale e voleva provarlo ma i medici sapevano che era privo di qualsiasi efficacia; nel frattempo si era diffusa la voce che potesse assicurare guarigioni miracolose e riuscì a convincere il medico di reparto a includere il suo nome nella lista degli ammalati sottoposti a sperimentazione con il nuovo preparato. Il sanitario gli iniettò il farmaco un venerdì sera e se ne andò a casa; il lunedì mattina si aspettava di trovare il paziente già morto e invece le masse superficiali si erano ridotte del cinquanta per cento e la respirazione non era più affannosa. Dopo 10 giorni dalla prima somministrazione del preparato “miracoloso” il paziente non presentava più alcun segno visibile di malattia e potè essere dimesso con la diagnosi di “remissione completa”; il placebo aveva funzionato. Purtroppo di lì a poco cominciarono a comparire sulla stampa i servizi sull’inefficacia del farmaco e il signor Wright ebbe una paurosa ricaduta; il medico pensò di sfruttare ancora l’effetto placebo e disse al paziente che sarebbe stato sottoposto a una nuova sperimentazione con un nuovo derivato rinforzato e più potente. Entro pochi giorni dall’iniezione le masse linfonodali cominciarono a regredire e il versamento pleurico a scomparire. Wright era stato restituito di nuovo alla vita. Lasciò l’ospedale e per i mesi successivi godette di ottima salute. Questa nuova tregua si interruppe drammaticamente quando fu dato un annuncio ufficiale: il farmaco era del tutto privo di efficacia nel trattamento del cancro. A distanza di pochissimi giorni dalla lettura di quel comunicato il signor Wright ricomparve in ospedale con il corpo disseminato di tumefazioni. Come ebbe a dire il medico curante “la sua fede era perduta, l’ultima speranza svanita “. Il paziente morì due giorni dopo. Di fatto la fede e la speranza, due parole chiave nella biologia delle guarigioni straordinarie e inspiegabili, crollarono di colpo all'annuncio ufficiale; il signor Wright non aveva più trovato nulla, né fuori, né dentro di sé cui aggrapparsi. L’esempio riportato dal libro è indicativo di come una credenza, una fede, un forte convincimento, un fatto mentale, induca trasformazioni tali nella mente e nel corpo da attivare potenti ed efficaci difese contro una malattia considerata inguaribile, del tutto naturali e non sovrannaturali
Quest'ultima tesi, anche dalle sperimentazioni fatte, è la più credibile: non conosciamo ancora appieno il potere della nostra mente e su cosa riesce realmente ad influire, ma sembra più che plausibile quanto descritto nella storia del Signor Wright, ovvero il potere della suggestione.
Accompagnai, qualche anno fa, alcune vecchie mie vicine di casa al "Gesù Bambino di Gallinaro". Si era sparsa la voce di un fatto insolito (paranormale): sulla parete frontale era apparso il volto di Gesù. C'era una lunga fila e tutti (potere della suggestione) appena arrivati davanti alla cappellina vedevano questo volto, in modo particolare le vecchie che, già avanti con gli anni avevano, forse, l'incoscia speranza di continuare ad incassare la pensione ancora per un po'. Il tutto accompagnato da un altro fenomeno strano (pare): il sole pulsante colorato di verde! Ero l'unica a non vedere né il volto né il sole pulsante, anche perchè non mi andava di fissare il sole col rischio di perdere anche la vista (oltre alla beffa anche il danno)! Le vecchie, dall'alto della loro presunta saggezza data dai molti anni, mi dissero: "Tu non vedi nulla perchè non sei degna!". Non sei degna, frase ricorrente! Tu non credi e non sei degna... Ma degna di che cosa? Di fissare il sole e una parete e di vederci solo il sole ed una parete? Mi ricorda una storia: il re è nudo!
L'unica cosa che ho visto realmente con i miei occhi sono stati i ristoranti, bar e pizzerie spuntati come funghi lungo la strada che porta alla cappellina.
Altro ottimo motivo per restare atea.
Fede, superstizione, miracolo o suggestione: anche se atea, sono contenta che il piccolo Giovanni Pio stia meglio....


Fonti: ilGiornale, Cicap, wikipedia, senosalvo, ediz.medit., universoespirita 

 
 
 

Zona di guerra

Post n°81 pubblicato il 25 Marzo 2007 da spes74
 
Foto di spes74

Durante un conflitto armato sappiamo tutti cosa sia una zona di guerra; le immagini, almeno quelle che vogliono farci vedere, ci arrivano un po' da tutti i canali mediatici. 
Conclusa però la guerra, e quindi finite le immagini, ci dimentichiamo che anche a distanza di anni dalla fine ufficiale di un conflitto ci sono ancora zone che possiamo considerare di guerra.
Ho avuto modo di rifletterci guardando un servizio del
tgr Europa della Rai su un gruppo di donne albanesi; queste donne, sul confine con il Kosovo, svolgono un lavoro estremamente pericoloso: cercano e disinnescano le mine antiuomo di cui la guerra civile nell'ex Jugoslavia ha riempito i boschi e i campi della provincia tuttora controllata dalle Nazioni Unite, in attesa dalla comunità internazionale di un nuovo status per il futuro. E lo fanno per quattrocento euro al mese.
Il servizio apre con i loro preparativi: si svegliano all'alba, indossano una pesante protezione (servirà a qualcosa in caso di esplosione? Ho qualche dubbio) ed imbracciano il metal detector, come veri militari consumati.
Dall'intervista di una di loro, scopriamo che il marito in fabbrica guadagna solo cento euro al mese e non bastano per portare avanti una famiglia composta da quattro persone; i suoi quattrocento euro sono indispensabili ma, dichiara sempre la donna, se trovasse un altro impiego qualsiasi anche a duecentocinquanta euro lo accetterebbe subito lasciando questo.
Si, perchè per quattrocento euro al mese lei rischia la vita tutti i giorni.
La figlia, a ragione, dice di essere ogni giorno più preoccupata: se per un motivo qualsiasi la sera c'è un ritardo nel rientro e la mamma non riesce ad avvisare, lei vive quei momenti angosciata.
Vittime di guerra anche a distanza di anni, fisicamente e psicologicamente.
Queste persone rischiano tutti i giorni di saltare sopra una mina: le donne lavorando per cercarle e disinnescarle, i loro figli semplicemente giocando; se va bene si perde solo una gamba ma non c'è problema, una bella protesi (magari gentilmente offerta gratuitamente da qualcuno che ha bisogno di un po' di pubblicità) e torni come nuovo: puoi anche camminare, quasi come prima!
Cosa si potrebbe desiderare di più?
Tanto per cominciare riuscire a tornare a quella normalità che dovrebbe essere naturale per ogni individuo.
Finalmente pare si stia muovendo qualcosa contro le "cluster bomb" (o bombe a grappolo):
un gruppo di 49 Stati, agenzie delle Nazioni Unite, il comitato internazionale della Croce rossa, la Coalizione contro le armi a grappolo ed altre organizzazioni umanitarie di rilevanza mondiale riunitesi a Oslo il 22 e 23 febbraio ha raggiunto un accordo sulla Convenzione contro le Cluster Bomb promossa dal governo norvegese.
Secondo
l'Osservatorio sulla legalità è stato raggiunto un accordo per la messa al bando di queste bombe che hanno varie cariche esplosive che prima di cadere al suolo esplodono con effetti nell'arco di vari chilometri e contengono centinaia di bombe piu' piccole che a volte si depositano al suolo, diventando un pericolo per chi le calpesti inavvertitamente. Circa il 20% degli ordigni resta inesploso, ma rispetto alle mine essi sono piu' pericolosi, in quanto hanno un raggio d'azione di 150 metri, quindi uccidono chi le calpesta e uccidono o feriscono anche chi si trovi nel loro raggio d'azione.
Temo però che finchè ci sarà una cultura della guerra così diffusa, la rinata voglia di conquista da parte dei soliti noti e fabbriche di guerra che devono produrre armi per non chiudere i battenti, la corsa verso la diplomazia come unica "arma" di persuasione avrà sempre il freno a mano tirato.

Fonti: wikipedia, tgreuropa, osservatorio sulla legalità.

moniok




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Tariffari sanitari non convenzionali

Post n°80 pubblicato il 21 Marzo 2007 da spes74
 
Foto di spes74

Si parla spesso, forse troppo a volte, di malasanità.
Ci chiediamo, però, esattamente cosa vuol dire?
Comunemente vengono definiti casi di malasanità quelli che coinvolgono dottori e pazienti nei quali questi ultimi ricevono danni o peggio muoiono per colpa dei primi:
trasfusioni sbagliate, trapianti di organi infetti, garze dimenticate dopo interventi, semplici interventi che si rivelano fatali....
Personalmente aggiungerei un altro caso, solo all'apparenza di buona sanità perchè sto per parlarvi di un
medico che i pazienti li ha guariti operandoli e non ammazzati: il dottor Edoardo Austoni, noto primario di urologia del San Giuseppe di Milano.
Perchè lo annovero tra i casi di malasanità se ha guarito i suoi pazienti?
Semplice, perchè il dottore chiedeva fino a 4mila euro per accelerare le pratiche e avere così una corsia preferenziale nella sua agenda. Il tariffario personale del dottore, secondo l'accusa, variava in base all'intervento e al cliente e non scendeva mai sotto la soglia dei 400 euro. Sempre secondo l'accusa "Austoni, come direttore dell'unità operativa di Urologia all'ospedale San Giuseppe e professore universitario, quindi in qualità di pubblico ufficiale, avrebbe in tempi diversi e con più azioni consecutive abusato dei poteri che la sua posizione gli conferiva all'interno della struttura ospedaliera. Un ruolo che gli avrebbe consentito di procedere personalmente all'esecuzione degli interventi e di modificare il calendario delle operazioni chirurgiche. Al paziente sarebbe stata offerta così la possibilità di scegliere tra cure mediche fornite dal primario in tempi rapidi pagando una somma indebita e un intervento fornito in ritardo e prestato dai suoi assistenti. Sono una quindicina i pazienti, su una sessantina ascoltati dalla polizia nell'ambito delle indagini successive al suo ferimento, che avrebbero pagato per anticipare le operazioni rispetto ai normali tempi di attesa. Dal gennaio 2005 all'ottobre scorso sarebbero almeno 25.500 gli euro versati come compenso per le prestazioni chirurgiche di Austoni. Interventi rientranti tra quelli a carico del Servizio sanitario nazionale che ne avrebbe sopportato integralmente il costo."
Il dottor Austoni ora è agli arresti domiciliari con l'accusa di concussione.
Ma si era parlato di lui anche nel mese di novembre scorso, quando fu
ferito alle gambe da due persone che lo aspettavano fuori dalla Casa di cura privata del Policlinico a Milano.
Alla luce dei fatti rilevati durante le indagini probabilmente l'aggressione di qualche mese fa, a carattere solo intimidatorio direi, è collegata all'attività illecita del dottore.
Facendo un po' di considerazioni personali, forse è stata la reazione di qualche paziente che non ha avuto giovamento da un intervento pagato ma che non avrebbe dovuto pagare; oppure è stata la reazione di qualcuno che non voleva scendere a compromessi o che non poteva permettersi di pagare.
Ricordo che il tariffario variava in base all'intervento e al cliente e non scendeva mai sotto la soglia dei 400 euro, arrivando fino a 4000 euro; cifre tutto sommato accessibili e neanche troppo elevate da destare sospetti. Ma quante persone rifiuterebbero di pagare qualsiasi cifra pur di accelerare i tempi per un intervento per se o per un caro malato? In certe situazioni si farebbe di tutto e si accetterebbe qualsiasi condizione, quindi anche quella di pagare una cosa non dovuta pur di avere un trattamento agevolato sembrerebbe la strada più giusta da seguire.
Ma giusta per chi? Per il dottore certamente: oltre a vedersi corrisposto il pagamento dell'intervento da parte del Servizio Sanitario Nazionale (quindi da parte di noi tutti) prende anche il pagamento extra, secondo il "proprio tariffario".
E per il paziente? Sicuramente anche per lui: val bene scendere un po' a compromessi e pagare qualcosa in cambio di tempi più rapidi.
E chi non può pagare? E chi ha ancora un po' di dignità e ritiene ingiusto pagare per scavalcare letteralmente altre persone in lista d'attesa, malate e bisognose quanto lui? E' fottuto! Ecco si, l'ho detto. Scusate il francesismo ma rende bene l'idea.
Anche questa è malasanità, nonostante guarisca invece di ammazzare.


Fonti:
ansa, adnkronos, scienzaeperienza, rainews24, corriere, yahoo, repubblica.

moniok




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Zerorelativo - Diamo valore agli oggetti

Post n°79 pubblicato il 15 Marzo 2007 da spes74
 
Tag: Media, Relax

E' un sito che permette il contatto tra gli utenti che vogliono riciclare o scambiare i loro oggetti.
Appena lo apriamo troviamo
questa introduzione: ci viene spiegato che il sito non guadagna nulla da queste transazioni, l'utilizzo del servizio è completamente gratuito e non fa guadagnare nulla agli utenti se non l'oggetto di scambio.
L'idea è partita dalla storia di un ventiseienne canadese, un certo
Kyle MacDonald, che
in circa dieci mesi un è riuscito a barattare, oggetto dopo oggetto, una graffetta rossa con una casa in affitto per un anno.
C'è anche la definizione di baratto: in economia, il baratto è un'operazione di scambio bilaterale o multilaterale di beni o servizi fra due o più soggetti economici (individui, imprese, enti, governi, ecc.) senza uso di moneta. Nel diritto civile, il baratto viene classificato sotto la denominazione di permuta. Lo scopo di ogni scambio è soddisfare i bisogni delle parti che, di conseguenza, decidono di instaurare tra loro un accordo di compravendita.
Per chi avesse delle domande sul funzionamento ci sono le domande frequenti: Cosa è ZeroRelativo? Come funziona? Che oggetti posso inserire? Quali sono le condizioni di scambio? Ecc. ecc.
Infine abbiamo la vera e propria pagina degli annunci.

Che sia la nuova frontiera del "commercio" online?
Qui parliamo solo di baratto, scambio di beni e non di denaro ma chissà che non possa essere davvero una valida alternativa tornare a questa forma un po' primitiva di commercio?
Sperando che l'italica arte di arrangiarsi non venga fuori anche qui trasformando questa iniziativa, che a me sembra buona, nella solita fregatura.


Fonti: zerorelativo, wikipedia


 
 
 
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