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Un blog creato da TomFollett il 21/01/2007

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"... se non c'è più Lei,  per me...

tutta questa messinscena

del mondo che gira,

possono pure smontare tutto,

portare via...

possono schiodare tutto,

arrotolare tutto il cielo

e legarlo su un camion con rimorchio,

possono spengiere

questa luce bellissima del sole

che mi piace tanto tanto...

e lo sai perchè mi piace tanto?

Perchè mi piace Lei

illuminata dalla luce del sole...

e se Lei non c'è più,

possono portare via tutto,

questi tappeti, queste corone,

questi palazzi,

la sabbia, il vento, le rane...

i cocomeri maturi...

la grandine, le sette del pomeriggio,

maggio, giugno, luglio...

il basilico...

le api, il mare, le zucchine..."

               (Roberto Benigni)

 

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L'ARCA DI NOE'

Post n°47 pubblicato il 01 Marzo 2008 da TomFollett

Erano ormai giorni e giorni che pioveva.

Noé stava terminando il suo appello quando si accorse, imbarazzato, che rimaneva libera una sola cella ed ancora due specie da chiamare a bordo.

“Avanti le giraffe!!!” – la sua voce tuonò.

Bisognava affrettarsi, ma giù dal ponte si presentò solo una timida e smarrita giraffa… Il suo nome era Mue.

“Presto! Presto!” – sollecitò Noé, spulciando la sua lista per completare l’imbarco.

“Perdindirindina, ma dove sono gli ippopotami???”

Tutti gli animali affacciati alla chiglia sbirciavano incuriositi tra le pozze d’acqua circostanti. Così, da un gorgoglio nel pantano, venne fuori un ippopotamo… Tom…

Il suo passo era lento, il suo cuore molto pesante.

Noé reputò che oramai non c’era più tempo. L’acqua cresceva, l’Arca era piena e le specie quasi tutte in coppia al sicuro. Così, senza più indugi, levò le grosse ancore ed abbandonò lo scafo alle incertezze del diluvio.

Sull’imbarcazione ogni animale poteva condividere questa strana e sconvolgente avventura con un suo simile. Solo alla giraffa ed all’ippopotamo toccò la sorte di viaggiare verso l’ignoto nella stessa cella.

Tom si presentò come un poeta silenzioso. Affermò che la sua vita un po’ sopra un po’ sotto l’acqua era il frutto della paura della superficie. Ogni tanto spalancava le enormi fauci, ma il suono che ne usciva era un canto incomprensibile di tutto quello che nella vita aveva penetrato la sua pelle coriacea. Tanto. Troppo.

Mue aveva sempre un fantastico sorriso ed una volontà senza limiti. Spiegò a Tom che, pur avendo la testa tanto lontana dal cuore, questo era assai più prepotente… così i sogni nascevano sempre dalla testa per finire inevitabilmente al cuore, che sapeva gonfiarli e colorarli come palloncini con la fantasia e la trasparenza di un bambino.

I giorni passavano ed il rumore della pioggia accompagnava bellissime conversazioni. I due seppero parlarsi anche se le loro lingue erano diverse ed il miracolo più grande si compieva ogni volta che riuscivano ad incontrare gli sguardi. Non poteva succedere spesso… la giraffa era troppo in alto e l’ippopotamo giù giù. Ma quando le loro vite potevano incrociarsi a mezza via un’energia straordinaria e profumata arricchiva la cella.

Mue e Tom erano proprio differenti. Differenti e complementari. Mue col suo collo lungo avrebbe guardato oltre l’oblò esplorando orizzonti che all’ippopotamo non erano consentiti: e glieli avrebbe descritti e spiegati.

Tom raccoglieva col suo morbido naso gli odori e con la pesante massa e l’improvvisa bizzarria avrebbe difeso i loro spazi.

Era così bella quella sintonia che, parlando e sognando, il diluvio sembrò non finire più ma perse la sua grinta cattiva ed il destino avverso, per diventare una fantastica occasione d’incontro.

Nessuno lo sa ma quella volta, mentre fuori pioveva e l’Arca viveva il collasso delle onde, nacque la più bella storia d’amore di tutti i tempi tra un ippopotamo e la sua giraffa…  

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Commenti al Post:
muede
muede il 01/03/08 alle 23:48 via WEB
Restare in silenzio ed assaporare, oppure gridare al mondo intero quanta bellezza e delicatezza affiora da queste righe bianche....Assorbo e irrimediabilmente scivolo via.... come ora le mie gocce fanno dai miei occhi che attraversan fin giù giù giù il mio lungo collo per ad arrivare al mio cuore..e restare lì...custodite e custodi..della storia più bella..
 
 
amomare
amomare il 02/03/08 alle 19:35 via WEB
ciao tommmmm... come stai? ti mandu un bacio... buona domenika.
 
SogniSullaLuna
SogniSullaLuna il 06/03/08 alle 13:32 via WEB
perchè le storie d'amore nascono nei momenti più impensati ed un diluvio può diventare più bello di un tramonto...
mi perdo sempre tra i tuoi scritti e repiro poesia...
 
 
TomFollett
TomFollett il 06/03/08 alle 21:46 via WEB
Grazie Sogni... è davvero come dici. L'amore trova posti incredibili dove prender forma. Il cuore si diverte a concentrare le sue emozioni in situazioni spesso impossibili. E poi, è proprio quel ritmo nuovo a cambiare il segno alla vita che ci gira intorno...
 
   
SogniSullaLuna
SogniSullaLuna il 19/03/08 alle 18:01 via WEB
già, l'amore è una piantina strana che attecchisce nei posti piu impensati :)
 
Paris.at.night
Paris.at.night il 17/03/08 alle 09:01 via WEB
Un bella favola per iniziare la settimana...grazie!
Ho sempre avuto un debole per gli ippopotami... :)
 
brubus1
brubus1 il 22/03/08 alle 18:32 via WEB
Carissimo amico Tom, i miei migliori auguri di una serena Santa Pasqua
 
simolaperchia
simolaperchia il 12/05/08 alle 18:10 via WEB
Meno male che c'è anche chi apprezza le forme, che altrimenti: poveri ippopotami!!! Ps. ma tu sei il giraffone? In fede, Simo lp.
 
vi_di
vi_di il 18/05/08 alle 23:51 via WEB
Che bella favola!
 
tuttiscrittori
tuttiscrittori il 02/10/09 alle 19:31 via WEB
Tuttiscrittori propone un LABORATORIO/CONCORSO DI SCRITTURA ONLINE. Il titolo prende spunto dalla famosissima canzone degli Skunk Anansie You'll follow me down. I concorrenti dovranno costruire un racconto in cinque capitoli, seguendo le indicazioni che perverranno dalla Redazione. clicca qui
 
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perlarosadifiume il 16/02/12 alle 10:35 via WEB
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