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Sempre Nomadi

Nomadi & musica anni 60/70

 

 
 

M.G.A. metodo globale autodifesa

Post n°438 pubblicato il 08 Marzo 2017 da nomadi50

VENERDÌ 10 MARZO 2017, dalle 20:30 c/o PALESTRA OLIMPIA di PAVIA

Incontro GRATUITO per sole donne dai 15 anni in sù: tuta, maglietta e scarpe da tennis.

VI ASPETTIAMO

 

 

 
 
 

Anteprima : Un nuovo cantante per i Nomadi

Post n°437 pubblicato il 02 Marzo 2017 da nomadi50

Una nuova pagina sta per essere scritta nel mondo nomade: domani a Domodossola, in occasione della prima data del nuovo tour, debutterà Yuri Cilloni, il nuovo cantante della band.

Una scelta coraggiosa da parte di Beppe Carletti, atta a voler dare una nuova impronta al gruppo più longevo d'Italia, che pochi giorni fa ha celebrato il venticinquesimo Tributo ad Augusto.

Dopo Augusto Daolio, Danilo Sacco e Cristiano Turato, toccherà a Yuri Cilloni salire sul palco di questa storica band. 44 anni, modenese, la nuova voce dei Nomadi sarà nuovamente emiliana, dopo essere stata piemontese con Danilo Sacco e veneta con Cristiano Turato. Il suo non sarà un vero debutto con le canzoni dei Nomadi perchè Cilloni è stato il cantate di una delle cover band ufficiali del gruppo: i Lato B.

da SPETTAKOLO del 2/3/2017

 

 
 
 

FLORA FAUNA CEMENTO

Post n°436 pubblicato il 02 Marzo 2017 da nomadi50

Il gruppo nasce  su iniziativa di Mario Lavezzi, ex chitarrista dei Camaleonti, e di Damiano Dattoli, bassista che aveva lavorato negli anni precedenti con Lucio Battisti, nel 1970; ed è appunto con l'etichetta fondata da Battisti con Mogol, Alessandro Colombini ed altri che debutta nello stesso anno, con una cover di Bridge over Troubled Water di Simon & Garfunkel, tradotta da Alessandro Colombini come Il ponte

anche la canzone sul retro, Superstar, è una cover della canzone principale del musical Jesus Christ Superstar, con il testo di Herbert Pagani.

Il 1972 è l'anno del maggior successo della band con Mondo blu, scritta da Mogol e Battisti

Nel 1974 il complesso partecipa a Un disco per l'estate con Congresso di filosofia, scritto dall'ex bassista Dattoli e inciso nello stesso anno anche dai Data; in questo periodo entra nella formazione Gianna Nannini, che inciderà solo questo 45 giri.

Continuano anche i cambiamenti nella formazione e nel 1975 ed entra nella band Sergio Conte, ex tastierista dei Jumbo. Lavezzi lascia la formazione per entrare nel complesso Il Volo (continua però a fare il produttore per i Flora Fauna e Cemento per qualche anno ancora), sostituito da Alberto Valli (proveniente dagli Spaventapasseri), ed il complesso cambia etichetta; l'album Disamore, del 1975, è pubblicato dalla CBS e contiene molti brani scritti da Ermanno Capelli, Bruno Longhi, Sergio Conte, Alberto Valli.

Nel 1976 la band passa alla Fonit Cetra, che pubblica una versione di Visionario no, scritta da Ermanno Capelli. cantata precedentemente da Sergio Conte e Mara Cubeddu,,

Dopo un altro 45 giri pubblicato l'anno successivo il complesso si scioglie.

 

 

 
 
 

In 20milla a Novellara nel nome di Augusto

Post n°435 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da nomadi50

Pittore. Poeta. Cantante. Artista. Ecco Augusto Daolio. Un mito, immortale ed eterno, in grado di richiamare - ogni anno da 25 anni - decine di migliaia di persone nella sua Novellara. «E ogni volta è un'emozione grande», dice Rosanna Fantuzzi (per tutti Rosy) nel cortile della Rocca dei Gonzaga, all'ombra del roseto che Augusto tanto amava. «Quest'anno sono 25 anni senza Augusto - ricorda la compagna di una vita - ma con Augusto. Li abbiamo vissuti con lui grazie all'Associazione Augusto per la vita e ai suoi fan che ogni anno vengono a Novellara». E non sono quattro o cinque. Ma almeno ventimila.

«Quest'anno Augusto avrebbe compiuto 70 anni - ricorda l'amico di sempre, Beppe Carletti -. E nonostante manchi da 25 anni è ancora vivo in me e in tutte le persone che lo hanno conosciuto. E questo è bellissimo. Vedere che migliaia di persone continuano a venirlo a salutare ci fa venire voglia di fare ancora tanti tributi, in modo che Augusto viva ancora».

E quest'anno - oltre ai fiori, i biglietti, gli oggetti sulla tomba - ad Augusto è stato fatto un altro regalo. Il sindaco Elena Carletti, con fascia tricolore al collo, ha riconosciuto ufficialmente il suo valore di artista. «Ho un ricordo molto nitido di Augusto - racconta il primo cittadino, nonché figlia di Beppe Carletti - quando negli anni Ottanta cercava, faticosamente, di conquistarsi uno spazio espositivo nella Rocca dei Gonzaga, che non era ancora così bella e restaurata. È come se lo vedessi ora, con il martello e i chiodi in mano, mentre trasportava da solo i suoi quadri e cercava di ottenere quella visibilità di pittore che non gli era riconosciuta. Non per cattiveria - aggiunge -. A volte siamo in presenza di artisti e non riusciamo a capirlo, a riconoscerli. Ho voluto inaugurare la sua mostra "Augusto Arboreus" da sindaco, e non da amica. Per riconoscere appieno, anche a nome delle amministrazioni precedenti, il valore di Augusto Daolio: pittore, poeta, cantante, artista».

gazzetta di reggio 

locadina 2017

 

 

 

 

 
 
 

LUIGI TENCO : la triste storia di Ciao amore ciao

Post n°433 pubblicato il 22 Gennaio 2017 da nomadi50

Nel 1967, Luigi Tenco si presentò (qualcuno sostenne a suo malincuore) al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata, come si usava a quel tempo, da due artisti separatamente (in questo caso si trattava dello stesso Tenco e di Dalida).


La prima  versione originale del testo  era LI VIDI PASSARE

Li vidi passare
vicino al mio campo
ero un ragazzino
stavo lì a giocare

Erano trecento
erano giovani e forti
andavano al fronte
col sole negli occhi

E cantavano cantavano
tutti in coro
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Avrei dato la vita
per essere con loro
dicevano domani
domani torneranno

Aspettai domani
per giorni e per giorni
col sole nei campi
e poi con la neve

Chiedevo alla gente
quando torneranno
la gente piangeva
senza dirmi niente

E da solo io cantavo
in mezzo ai prati
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Ma una sera ad un tratto
chiusi gli occhi e capii
e quella notte in sogno
io li vidi tornare

Ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao
ciao amore ciao amore
ciao amore ciao

Secondo alcune testimonianze pare che inizialmente Tenco non apprezzasse Ciao amore ciao probabilmente per essere stato costretto a stravolgerne il testo originale antimilitarista, ma Dalida riuscì a convincere il cantautore a portare quella canzone al Festival.

Questo particolare lascia un velo di ironia della sorte tra il cinico e il macabro per tutto quanto avvenne dopo. La canzone non fu ammessa alla serata finale del Festival, classificandosi al dodicesimo posto nel voto popolare. Fallito anche il ripescaggio, dove fu favorita la canzone La rivoluzione di Gianni Pettenati, pare che Tenco fu preso dallo sconforto. L'emozione scaturita dalla tragica morte di Tenco portò all'esaurimento già alle ore 12.00 di lunedì 30 gennaio delle 80.000 copie del disco distribuite dalla RCA. Nella stessa giornata, alla casa discografica, che prima del Festival aveva previsto una vendita intorno alle 40.000 copie arrivarono degli ordinativi che ammontavano ad altre 70.000 copie.

Un mese dopo il Festival, il disco di Tenco aveva raggiunto la cifra di 300.000 copie vendute.

 

 

 

 
 
 

CURIOSITA' : LA VENDETTA DI MARX , il Time lo rivaluta , č stato un profeta , le sue previsioni si sono avverate

Post n°432 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da nomadi50

Il settimanale statunitense dedica una lunga analisi alla rivalutazione delle teorie di Marx, da sempre osteggiate dagli Usa. "Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta".

Karl Marx doveva essere morto e sepolto. Il crollo dell'Unione Sovietica e lo sviluppo capitalistico dell'economia cinese sembravano aver messo in soffitta le idee del grande filoso ed economista tedesco, autore de Il Capitale, vera e propria "bibbia" dei comunisti di tutto il mondo. Eppure, nel pieno della più feroce crisi economica della storia, le idee del grande pensatore stanno tornando in auge. La lettura delle sue opere ha visto un forte balzo, e sempre più spesso economisti anticapitalisti riescono a sviluppare interessanti ragionamenti anche sui media generalisti: cosa che fino a qualche anno fa, quando l'ideologia del libero mercato era al suo apice, sarebbe stato quasi impensabile

Un esempio? Ieri lo "storico" settimanale statunitense Time ha pubblicato un lungo articolo a firma del corrispondente da Pechino Michael Shuman. Di fatto, il settimanale riconosce a Marx un ruolo profetico: "Marx ha teorizzato che il sistema capitalista impoverisce le masse e concentra la ricchezza nelle mani di pochi, causando come conseguenza crisi economiche e conflitti sociali tra le classi sociali. Aveva ragione. E' fin troppo facile trovare statistiche che dimostrano che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri". A sostegno delle tesi di Marx in effetti c'è uno studio dell'Economic Policy Institute di Washington che rivalea come nel 2011 il reddito medio di lavoratore maschio statunitense a tempo pieno era più basso rispetto al 1973. Tra il 183 e il 2010 il 74% dei guadagni in termini di ricchezza è andatato in mano al 5% della popolazione.

Secondo il Time, tuttavia, "questo non vuol dire che le teorie di Marx erano del tutto corrette. La sua ‘dittatura del proletariato' non ha funzionato come previsto. Ma le conseguenze delle disegualianze sono esattamente quelle che aveva predetto:  il ritorno della lotta di classe. La rabbia dei lavoratori di tutto il mondo è in crescita: dagli Stati Uniti alla Grecia, passando anche per la Cina". E ancora: "Marx aveva previsto un tale esito. I comunisti affermano apertamente che i loro fini possono essere perseguiti solo con l'abbattimento violento dell'ordine sociale esistente. ‘L'unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene'. Ci sono segnali che i lavoratori di tutto il mondo sono sempre più impazienti. A decine di migliaia sono scesi nelle strade a Madrid e Atene, protestando contro la disoccupazione e le misure di austerità che stanno ulteriormente peggiorando le cose".

Tuttavia, la Rivoluzione auspicata da Marx sembra essere lungi dal vedere la luce: le organizzazioni dei lavoratori sono deboli, e i movimenti sorti negli ultuimi anni (ad esempio Occupy Wall Street) si sono parzialmente sciolti. Colpa, secondo Jacques Rancière, esperto di marxismo presso l'Università di Parigi, delle reali intenzioni dei militanti, che non intenderebbero rovesciare il capitalismo, ma soltanto riformarlo. Tuttavia il Time mette in guardia: "Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta".

Davide Falcioni

 

 

 

 

 
 
 

BANG BANG

Post n°431 pubblicato il 07 Gennaio 2017 da nomadi50

BANG BANG .
In Italia il brano ebbe due versioni: la prima, tradotta da Alessandro Colombini e Miki Del Prete per il Clan Celentano, venne incisa da Milena Cantù e dall'Equipe 84; la seconda, opera di Mario Coppola, venne incisa dai Corvi e da Dalida[1].

Dalida la presentò in concorso al varietà televisivo RAI Scala Reale nell'autunno 1966.

Mina la ripropose dal vivo, nella puntata del 6 maggio 1967 di Sabato sera; questa versione venne pubblicata solo ventisei anni dopo dalla Raro!Records[1].

Altre incisioni vennero effettuate da Ornella Vanoni, Ivan Cattaneo (1983, album "Bandiera gialla"), che rilanciò il brano con notevole successo portandolo nelle discoteche di tutta Italia, e Ivana Spagna (2001, album La nostra canzone). Dalida cantò anche il brano in francese

 

La più conosciuta 

versione dei CORVI 

versione al femminile con la bella voce di Dalidà

Il singolo ebbe un notevole successo in tutto il mondo. Negli Stati Uniti si rivelò uno dei migliori successi di Cher arrivando fino alla seconda posizione dei singoli più venduti, e vendendo in totale più di tre milioni di copie. Nel 1987 il singolo venne nuovamente pubblicato, come singolo dell'album Cher, anche se in quella occasione il singolo non entrò neppure in classifica.

Nel 1966 anche Nancy Sinatra pubblicò la propria versione di "Bang Bang" nell'album How Does That Grab You?, con l'introduzione del celebre tremolo di chitarra (di Billy Strange).
Altri artisti hanno inciso la propria versione di "Bang Bang", fra questi vanno ricordati Stevie Wonder, Petula Clark, Vanilla Fudge, Terry Reid, Bon Jovi, Frank Sinatra, Cliff Richard, Paul Weller, Isobel Campbell, The Raconteurs, Lady Gaga, Gabor Szabo.

SONNY AND CHER BANG BANG

versione di Nancy Sinatra

Ma gironzolando tra le mille versione di questo successo , quello più originale trovo che sia quella dei Vanilla Fudge (1968)

 

 

 

 

 

 
 
 

Herbert Pagani

Post n°428 pubblicato il 27 Novembre 2016 da nomadi50

Herbert Avraham Haggiag Pagani (Tripoli, 25 aprile 1944 - Palm Springs, 16 agosto 1988) è stato un cantautore, disc-jockey, poeta, scrittore, scultore, pittore, e attore italiano, popolare negli anni sessanta-settanta-ottanta.

 

Herbert Pagani una delle voci dell'emittente radiofonica Radio Monte Carlo - insieme a Gigi

Salvadori, Ettore Andenna, Luisella Berrino e Roberto Arnaldi - come cantante ha inciso brani di facile presa e popolarità come Cin cin con gli occhiali, Canta (che ti passa la paura), L'amicizia e Ahi ... le Hawaii, cantata anche nel film Amore mio aiutami, diretto nel 1969 da Alberto Sordi.

Degne di menzione sono anche Non ti amo più (1962) (Alberto Testa, Herbert Pagani, Christophe), Lombardia (1965), versione italiana de Le plat pays di Jacques Brel e La bonne franquette del 1974, ripresa successivamente da Fiorello insieme al fratello Beppe ed a lungo jingle musicale dei «Club Mediterranee».

La sua migliore produzione in italiano è considerata tuttavia Albergo a ore (del 1970), brano che ebbe problemi con la censura e che era l'adattamento dalla versione in lingua francese Les amants d'un jour (portata in Francia al successo da Edith Piaf); la versione italiana è stata proposta anche da Gino Paoli, da Ornella Vanoni, nel 1972 da Milva, nell'album La filanda e altre storie e da Marcella Bella

versione francese cantata dalla mitica Edith Piaf

Tra le collaborazioni musicali è da segnalare quella pluriennale con Dalida, per la quale Pagani scrisse molti brani (soprattutto elaborazioni in lingua italiana di canzoni francesi preesistenti). Tra questi si ricordano: Mamy Blue (1970) scritta con Hubert Giraud, C'è gente che incontri per strada (dall'originale di Fabien-Bréjean-Goraguer, del 1973), Non è casa mia (del 1965).

Per Françoise Hardy scrive nel 1967 Gli altri, testo italiano di Voilà.

Nel 1972 ha collaborato all'album ...e cogliere l'attimo fuggente del cantautore italo/belga Salvatore Adamo, nonché del testo della canzone Teorema di Marco Ferradini.

Proprio con il cantante comasco,Pagani scriverà altri testi come Schiavo senza catene,Weekend,Una Catastrofe Bionda (che parteciperà al Festival di Sanremo 1983)

Ecologista e pacifista convinto, a partire dal 1970 aveva abbandonato solo in parte il mondo della canzone per fondare uno dei primi "progetti multimediali" (il "Megalopolis"), incidendo alcuni album di taglio "progressive" e dedicandosi anche all'attività politica

 

 

 

 
 
 

c'era una volta ..........il film mitologico

Post n°427 pubblicato il 21 Novembre 2016 da nomadi50

IL FILM MITOLOGICO CON LE SUE LOCANDINE 

INDIMENTICABILE MACISTE

IL GRANDE ERCOLE CON LE SUE LEGGENDARIE FATICHE

MA NON DIMENTICHIAMO URSUS E SANSONE 

 

 

 
 
 
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