Creato da pezzi.divetro il 01/02/2009

Pezzi di vetro

Pezzi di vetro - sulla sabbia bagnata - come emozioni frantumate che ormai non tagliano più…

 

IL problema di Roma

Post n°184 pubblicato il 12 Dicembre 2012 da pezzi.divetro
 

Gianni Alemanno

Gianni Alemanno

E' lui il problema di Roma.

La città più bella del mondo (sono di parte, lo so) è stata massacrata da una gestione incompetente di un primo cittadino che non la conosce affatto (o che ha fatto di tutto per portare avanti soltanto i propri interessi a danno della comunità).

L'IMU sulla prima casa è stata reintrodotta dal Governo, ok. Ma ai sindaci spettava la scelta di far oscillare l'aliquota (ridurla fino al 2 per mille o alzarla oltre il 4 per mille). Alemanno ha scelto di alzarla al 5 per mille.

Nella città dove le rendite delle case sono tra le più alte d'Italia, un'aliquota al 5 per mille significa che un romano, per una casa di 90 mq in periferia, dovrà sborsare circa 600 euro all'anno.

Pensate ad una coppia di giovani che ha fatto di tutto per comprarsi casa – con i prezzi che ci sono oggi a Roma, allucinanti - accollandosi un mutuo, facendo rinunce...Ecco che arriva un bel regalo di Natale.

Ovviamente, per aumentare l'ingiustizia, le case del centro storico che valgono milioni di euro, hanno rendite catastali che non vengono aggiornate da decenni: quindi pagheranno di IMU molto meno di una casa di periferia...

Praticamente, Alemanno, con questi aumenti di aliquote incasserà qualcosa come 800 milioni di euro.

Peccato che le strade di Roma siano praticamente distrutte, quando piove si allaga tutto e il traffico paralizza la città.

Bastano pochi centimetri di neve e la capitale d'Italia rimane bloccata per giorni.

Bastano poche gocce di pioggia e si rischia di rimanere imbottigliati nel traffico per ore.

Hanno sbandierato l'apertura della nuova metropolitana: peccato che il nuovo ramo B1 escluda dal percorso la stazione Tiburtina, che a breve diventerà la stazione principale di Roma.

Non è finita.

Per rendere la città sempre più invivibile, il sindaco Alemanno è stato in grado di dotare Roma di una serie di caratteristiche in più che prima ci mancavano.

La sicurezza praticamente assente in città (e di cui Alemanno aveva fatto il proprio cavallo di battaglia): ricordate i numerosi stupri avvenuti a danno di ragazze, studentesse straniere e turiste?

I conflitti a fuoco in pieno giorno tra criminali (sembra di essere tornati agli anni di piombo): ricordate il ragazzo cinese ucciso a colpi di pistola mentre teneva in braccio il proprio figlio?

Vigili urbani corrotti che prendono mazzette per sorvolare sulle irregolarità di alcuni commercianti.

Un proliferare di bande di picchiatori fascisti che si divertono a fare spedizioni punitive: ricordate i tifosi inglesi picchiati nel pub di Campo de' Fiori perché la propria squadra è supportata dalla comunità ebraica?

L'imposta di soggiorno: ci massacri con l'IMU e vuoi anche uccidere definitivamente il turismo facendo pagare dai 2 ai 3 euro al giorno ad ogni straniero che viene a soggiornare in città???

Grazie ai picchiatori fascisti e alla tassa di soggiorno, dovremo sicuramente rinunciare ai migliaia di turisti inglesi che venivano a spendere soldi in città. Introiti in meno per ristoratori, alberghi, bar, musei, trasporti...

Non è questo l'amministratore che Roma si merita.

Credo che un buon sindaco debba innanzitutto conoscere BENE la città.

Un buon sindaco, poi, una volta eletto debba dare anima e corpo per mettere in atto il proprio programma elettorale, a costo di perdere consensi: ormai è in carica per 5 anni. Deve usarli per portare avanti il proprio progetto comunitario, non per cercare di acquisire consensi e riottenere il voto per altri 5 anni.

Un buon sindaco ama la propria città e fa di tutto per renderla vivibile per i cittadini, accogliente per i turisti e piena di servizi per chi vi lavora.

Detto questo, non vedo l'ora che Alemanno si eclissi e con lui questa gestione folle che sta portando allo sbando la città più bella del mondo.

Vorrei un sindaco come Pisapia.

PS: un sentito vaffanculo a Giovanni dal mio amico Fab.

 
 
 

Sei volte di meno

Post n°183 pubblicato il 26 Ottobre 2012 da pezzi.divetro
 

Mediaset in borsa

Quello nell'immagine è il titolo "Mediaset", azienda di proprietà della famiglia Berlusconi.
E' facile notare come il titolo sia molto alto negli anni di governo e scenda vertiginosamente nell'ultimo anno, dopo le dimissioni di Silvio da Presidente del Consiglio.

Oggi, Silvio Berlusconi, è stato condannato a 4 anni di carcere per frode fiscale su irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi.

E pensare che c'è ancora chi crede che Silvio sia andato a far politica per fare il bene del paese e non per le sue aziende (notare il picco del valore delle azioni negli anni del suo governo, fino a 6 volte superiore).
E c'è ancora chi crede che i giudici siano di parte (eppure, alcuni giudici, sono stati corrotti proprio per elargire vantaggi alle aziende di Berlusconi).
E c'è ancora chi dice che Silvio faceva bene a portarsele tutte a letto quelle ragazze (a letto portasse chi vuole, ma le pagasse con i soldi SUOI, non con i soldi di tutti gli italiani o con impieghi pubblici che potrebbero essere occupati da ragazze molto più acculturate ed esperte).

E pensare che c'è ancora chi lo difende: un vecchio megalomane, arrapato che ha distrutto il paese per i suoi sporchi interessi privati, bloccando l'economia di una nazione per favorire unicamente i propri guadagni.

Guarda caso, proprio ieri, Silvio Berlusconi ha annunciato a gran voce il suo ritiro dalla vita politica.
Guarda caso, proprio il giorno prima di essere condannato (lo sapeva?Chissà...).
Guarda caso, oggi, può andare nelle sue televisioni, nei suoi telegiornali, a dire che la condanna è una condanna politica, che lui è stato preso di mira, che blablabla....

Guarda caso, Mediaset, negli anni del suo governo valeva 6 volte di più.
Guarda caso, quando Craxi è stato preso a monetine davanti all'hotel Raphael ed è poi diventato latitante, Mediaset stava fallendo.
Guarda caso, poco tempo dopo, Berlusconi è entrato in politica e negli anni del suo Governo, Mediaset, ha incassato una somma spropositata di soldi.
Guarda caso nel 2010, la Mondadori (sempre di proprietà di Silvio) ha utilizzato un provvedimento del Governo Berlusconi per chiudere un contenzioso col fisco pendente dal 1991 pagando 8 milioni e 653 000 euro al posto dei 173 milioni pretesi dall'erario.

Stiamo parlando di un essere che, da Presidente del Consiglio, se ne stava in villa ad accogliere prostitute, mentre il paese affondava, e lui ci prendeva pure per il culo.

E magari, nelle case degli italiani, c'era gente in cassa integrazione che non riusciva ad arrivare a fine mese. Persone che si sono tolte la vita dopo aver perso il lavoro. Imprenditori che si sono uccisi perché non riuscivano a portare avanti l'azienda, a pagare gli stipendi dei propri dipendenti.

Essere Presidente del Consiglio significa avere a cuore il paese: significa pensare anche a queste situazioni, lavorare per il bene comune affinché queste situazioni non si verifichino.

Adesso non è che l'Italia sia cambiata vertiginosamente (ricordo che il Parlamento è ancora pieno di servi di Berlusconi, quindi è difficile che si cambi di tanto).
Ma sapere che prima o poi i malvagi pagano, almeno, è una piccola soddisfazione.

 
 
 

La crisi non cambia i maiali

Post n°182 pubblicato il 20 Settembre 2012 da pezzi.divetro
 

Vignetta di Altan - L'Espresso

Ragionavo su quanto succede qui da noi, in Regione Lazio.
Non si tratta delle feste con gli invitati vestiti da maiali (potete vederlo cliccando qui): il ragionamento è sempre valido, ognuno può fare quel che vuole in casa propria (comunque molti degli invitati avrebbero anche potuto non mettere la maschera e l’effetto sarebbe stato lo stesso).
Si tratta del solito problema: l’orrenda abitudine di usare i soldi di tutti (nostri, della comunità) per fare i porci comodi propri.
Si tratta dell’umiliazione di avere una classe politica che ha l’arroganza di abbuffarsi di lusso senza vergogna, usando i soldi dei cittadini.
Si tratta di una classe politica fatta di marziani, che non conosce nulla della situazione del paese.
Ci sono molti dei comuni del Lazio che attendono rimborsi dalla Regione per decine, centinaia di migliaia di euro; tutti soldi da distribuire per i servizi sociali, mense scolastiche, scuolabus, assistenza agli anziani.
E quei soldi non arrivano.
Però, quegli stessi soldi, quando si tratta di abbuffare i maiali, si trovano subito.
Ci sono commercianti che anticipano soldi per la Regione in attesa dei rimborsi (chi ritira le ricette sanitarie dei clienti, ad esempio, e in cambio distribuisce merce). Quegli stessi commercianti devono anticipare i soldi per i fornitori; poi, però, i crediti vantati nei confronti della Regione attendono mesi o anche anni prima di essere estinti.
La crisi non è fatta solo di negozianti che non riescono a vendere. La crisi è fatta anche di aziende che lavorano, producono,  sulla carta sono in attivo ma non riescono ad andare avanti perché vantano crediti ENORMI nei confronti degli enti pubblici (Regione e Comuni) e quegli stessi enti pagano dopo anni… Le aziende devono pagare subito gli stipendi ai dipendenti: non si può dire al dipendente “guarda, la Regione mi deve 100.000 euro: appena mi paga ti do i tuoi soldi”. Se quei soldi non ci sono che si fa? Il paziente imprenditore chiede un prestito alla banca; peccato che, la banca, il prestito te lo faccia pagare con interessi spropositati…

E così si finisce per lavorare per le banche.

Ecco, se la Polverini conoscesse le problematiche del suo paese, prenderebbe a schiaffi e caccerebbe via all’istante tutti quelli che hanno partecipato alle folli spese di rappresentanza fatte con i soldi dei contribuenti (sé compresa).
Ma la Polverini, purtroppo, è un personaggio che ha vinto le elezioni qui nel Lazio solo perché Emma Bonino, la sua rivale, non piaceva alla Chiesa Cattolica (i preti hanno un’ingerenza pazzesca nella vita politica dello Stato Italiano: troppi sporchi interessi da difendere).
La Polverini era la stessa che, con toni da vajassa sguaiata, difendeva la sua Giunta a spada tratta (guardatevi il video qui sotto)



E’ noioso combattere contro questo schifo tutte le volte. Già devo sopportarmi un sindaco incompetente e mercenario che sta massacrando la città più bella del mondo.
Avere poi, in Regione, un Presidente che permette l’impiego dei soldi dei contribuenti per le fighetterie dei suoi uomini, è veramente ridicolo.
Però dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza anche tutti quei cittadini che, qualche hanno fa, hanno avuto il coraggio di votare questa vajassa come presidente della Regione Lazio.

Siamo sempre lì: ci si lamenta, ci si lamenta, ma i primi artefici di questo schifo sono gli stessi cittadini superficiali o collusi o ignoranti che con le loro azioni o non azioni, permettono, assecondano o agevolano questo schifo.

Fattura di spesa del Gruppo PDL

Questa è una fattura pagata dal Gruppo PDL per una cena o un pranzo in un ristorante (pasto a prezzo convenuto). Il prezzo convenuto sono 52,5 euro a testa (per 80 persone).
Il massimo che io ho chiesto in rimborso spese alla mia azienda per una cena sono stati 14,5 euro.
Senso di responsabilità? Mancanza di scaltrezza? Non so: so soltanto che i soldi che vanno alla Regione Lazio sono anche quelli delle mie tasse; ma io non sono stato invitato a quella cena.

 
 
 

Je t'aime

Post n°181 pubblicato il 25 Giugno 2012 da pezzi.divetro
 

Ragazzi che si baciano - Foto tratta dall'album di nitida_mente

T'amo per tutte le donne che non ho conosciuto
T'amo per tutte le stagioni che non ho vissuto
Per l'odore d'altomare e l'odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l'uomo non spaventa
T'amo per amare
T'amo per tutte le donne che non amo
Sei tu stessa a riflettermi io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate senza far rumore
Non ho potuto rompere il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica
T'amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
T'amo contro tutto quello che ci illude
Per questo cuore immortale che io non posseggo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che mi inebria
Quando sono sicuro di me.

(Paul Eluard)

 

 

Je t'aime - Testo in lingua originale

Je t'aime
pour toutes les femmes que je n'ai pas connues
Je t'aime pour tous les temps où je n'ai pas vécu
Pour l'odeur du grand large et l'odeur du pain chaud
Pour la neige qui fond pour les premières fleurs
Pour les animaux purs que l'homme n'effraie pas
Je t'aime pour aimer
Je t'aime pour toutes les femmes que je n'aime pas

Qui me reflète sinon toi-même je me vois si peu
Sans toi je ne vois rien qu'une étendue déserte
Entre autrefois et aujourd'hui
Il y a eu toutes ces morts que j'ai franchies sur de la paille
Je n'ai pas pu percer le mur de mon miroir
Il m'a fallu apprendre mot par mot la vie
Comme on oublie

Je t'aime pour ta sagesse qui n'est pas la mienne
Pour la santé
Je t'aime contre tout ce qui n'est qu'illusion
Pour ce coeur immortel que je ne détiens pas
Tu crois être le doute et tu n'es que raison
Tu es le grand soleil qui me monte à la tête
Quand je suis sûr de moi.

 
 
 

L'amore è un cane che viene dall'inferno

Post n°180 pubblicato il 19 Maggio 2012 da pezzi.divetro
 

Minou, la cagnetta dell'Umbria

 

Lavoro
Quella fu la prima volta che venni a sapere che non bastava fare un lavoro, bisognava anche trovarlo interessante, appassionante.

Solitudine
Ero il tipo che vive di solitudine; senza solitudine ero come un altro uomo senza cibo o senz'acqua. Ogni giorno passato senza solitudine mi indeboliva. Non ero orgoglioso della mia solitudine; ma dovevo poterci contare. L'oscurità della stanza era come la luce del sole per me. Buttai giù una sorsata di vino.

Donne
Gertrude oscillò davanti a me; oscillò sui tacchi alti. Si sporse in avanti. Mi sfiorò un po' dappertutto. Non riuscivo a reagire, semplicemente. Fra me e lei c'era uno spazio. La distanza era troppo grande. Mi sembrava che stesse parlando a un'altra persona, una persona che non c'era più, svanita, morta. Mi sembrava che i suoi occhi mi guardassero senza vedermi. Non riuscivo a stabilire un contatto. Non me ne vergognavo, ero solo un po' imbarazzato e non potevo farci niente.

Artisti
Purtroppo morir di fame non faceva diventare veri artisti. Anzi. L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di Whiskey.

Bere
Non sopportavo l'idea di sedermi davanti a un uomo dietro una scrivania e dirgli che volevo un lavoro, che avevo i requisiti necessari. La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che si doveva fare solo per mangiare, dormire, e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi, il mondo è sempre là fuori che ti aspetta, ma per un po' almeno non ti prende alla gola.

Sesso
Aveva una passera stretta stretta e lo prendeva come un pugnale, come se la trapassasse. Mi faceva venire in mente una maialina grassa e burrosa. Emanava tanta ostilità e grettezza che ogni colpo che le menavo mi sembrava la giusta punizione per il suo caratteraccio.

Descrizione di donna
Ma su una cosa potevo sempre contare: la mattinaaveva voglia di scopare, una voglia matta.
"Sei contenta?", dicevo, "Arriverò con un quarto d'ora di ritardo". Lei trottava in bagno felice come una pasqua, si lavava, si contemplava allo specchio, si preoccupava più dell'età che della morte, poi trottava di nuovo fino al letto.
Intanto fuori sulla Terza Strada il traffico rotolava rumorosamente verso est.

Opinioni sulle donne
«Sei sposato, Manny?».
«Non sono mica scemo».
«Donne?».
«Ogni tanto, Ma non dura».
«Perché?».
«Le donne sono un lavoro a tempo pieno. Bisogna scegliere».
«Sì, lo sforzo emotivo...ti sfinisce».
«E anche quello fisico: vogliono scopare giorno e notte».
«Prenditene una con cui ti piace scopare».
«Sì. Ma poi se bevi o giochi loro pensano che non le ami abbastanza».
«Prenditene una a cui piaccia bere, giocare e scopare».
«E chi la vuole una donna così?».

I grandi amatori
I grandi amatori erano sempre gente che se la prendeva comoda. Scopavo molto meglio da barbone che da timbracartellino.

Ama il prossimo tuo
«La gente non ha bisogno di affetto. Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell'altra. Magari successo in amore, ma non necessariamente».
«La Bibbia dice, "Ama il prossimo tuo"».
«Potrebbe anche voler dire lascialo in pace».

 

Tutte le frasi sono tratte da "Factotum" di Charales Bukowski - Ed. TEA

 
 
 
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