sottilMente

una lente di ingradimento su di me

Creato da La_Cura_dgl il 03/03/2010

Prologo

Io scrivo per me stessa.

Liberare i pensieri mi rende libera.

Pertanto non cerco applausi....

 

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Il maglione

Post n°458 pubblicato il 02 Gennaio 2018 da La_Cura_dgl

 

Era un freddo inverno.

L'aria tagliava le vie aeree, come schegge di vetro.

Uscì dalla doccia e si avvolse nell'accappatoio.

Asciugò ogni gocciolina, partendo dai piedi fino al collo.

Detestava il residuo di umidità sulla pelle.

Poi, vestita con il solo slip di cotone, sfilò il maglione dall'armadio.

Allungò le braccia verso l'alto e lo infilò.

Il contatto con la pelle asciutta ed ancora calda le parve una carezza.

Come quelle, con le mani grandi, che riceveva completamente sottomessa.

Era il maglione più morbido che avesse mai avuto.

Passarono i mesi. Gli anni. Gli inverni.

Quel giorno, tirò fuori dalla pila " quel " maglione.

Aveva le maniche lise. Tanto lo aveva portato. Lavato. Riposto.

Non era più morbido come allora.

Non era più nuovo come allora.

Ma rimaneva il più bel maglione del suo armadio.

 

 

 

 
 
 

Mondo afono

Post n°457 pubblicato il 21 Novembre 2017 da La_Cura_dgl

 

Hai mai immaginato un mondo senza parole?

La moltitudine di cose senza un nome.

I sentimenti e le emozioni senza un nome.

Le persone senza un nome.

I pensieri ed i retro pensieri senza un nome.

Un mondo silenzioso. Ma non muto.

Immagina la persone comunicare con un abbraccio.

Spiegarsi con uno sguardo.

Parlare con il tatto.

Toccarsi con l'olfatto.

Sorridere con il gusto.

Camminare su strade anonime.

Scegliere con gli occhi.

Ed innamorarsi, senza tanto rumore.

Accarezzati solo da una lingua morbida, tra battiti di cuore insolenti. 

 

 
 
 

(pre)Senza

Post n°456 pubblicato il 17 Novembre 2017 da La_Cura_dgl

 

Finchè ne sentirai l'odore, ti apparterrà.

Puoi chiudere le narici.

Non voltarti.

Lavare i pensieri.

Asciugare le lacrime.

Cambiare strada.

Guardare oltre.

Spostare il peso, dell'anima.

Dispensare sorrisi.

Leggere parole vuote.

Scrivere lettere a caso.

Ma finchè quelle particelle ti inebrieranno,

potrai solo arrenderti al senso amaro dell'assenza.

 

 
 
 

Phobia

Post n°455 pubblicato il 09 Novembre 2017 da La_Cura_dgl

    

La sua vita era stata costellata di paure.

Paura del buio.

Paura delle giostre.

Paura del vuoto.

Paura di apparire.

Paura di fallire.

Paura della folla.

Paura del volo.

La paura è istinto di conservazione.

E' adrenalina.

E' il campanello del pericolo.

La Signora Paura blocca.

Comprime.

Sussurra.

Ingoia.

Sputa.

E tu sei lì, immobile.

In bilico, tra conservare e cedere.

Arretrare o attaccare.

Piangere o ridere.

Ed è in quel momento che la guardi in faccia.

E non sei più quella di prima.

 

 
 
 

DaTergo

Post n°454 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da La_Cura_dgl

 

Si alzò dalla vasca con pelle tiepida e gocce di fatica.

Prese il suo asciugamo bianco e lo avvolse sul corpo.

Ciocche di capelli bagnati le rigavano la fronte.

Li scostò, ad una ad una.

In quell'istante sentì un dito tirarle indietro l'asciugamano, che subito cadde sul pavimento umido.

Quel dito sicuro le percorse la schiena.

Dalla nuca al coccige. Per poi risalire.

Stava ferma. Immobile. Tra i brividi di quella pressione.

Il dito la spinse, in avanti.

Premendo al centro della schiena.

Flettendosi, sotto la pressione della spinta, perse l'equilibrio.

Le sue gambe si fletterono mentre le mani si aggrapparono al bordo vasca.

Provò a voltarsi, ma una mano decisa le spinse la testa in avanti.

Per poi raccoglierle i capelli nel palmo.

" Stai ferma"- tuonò quella voce calda e profonda.

Trattenne anche il respiro, per stare in equilibrio.

Immaginava il suo corpo, da tergo.

Flesso. Umido. Aperto sotto la pressione di un dito.

La morsa sui capelli la tirò all'indietro.

Per poi piegarle il viso da un lato.

Allora sentì quel corpo asciutto e imponente appoggiarsi, irriverentemente.

Sentì staccare la presa e una mano sorreggerle il mento da un lato.

Una bocca calda ad un millimetro dalla sua.

E una lingua languida leccarle il viso.

" buongiorno luce"- gli scrisse con la lingua sul volto.

Per poi stringerla a sè e farla sparire tra le sua braccia immense.

 

 

 
 
 
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