sottilMente

una lente di ingradimento su di me

Creato da La_Cura_dgl il 03/03/2010

Prologo

Io scrivo per me stessa.

Liberare i pensieri mi rende libera.

Pertanto non cerco applausi....

 

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(pre)Senza

Post n°456 pubblicato il 17 Novembre 2017 da La_Cura_dgl

 

Finchè ne sentirai l'odore, ti apparterrà.

Puoi chiudere le narici.

Non voltarti.

Lavare i pensieri.

Asciugare le lacrime.

Cambiare strada.

Guardare oltre.

Spostare il peso, dell'anima.

Dispensare sorrisi.

Leggere parole vuote.

Scrivere lettere a caso.

Ma finchè quelle particelle ti inebrieranno,

potrai solo arrenderti al senso amaro dell'assenza.

 

 
 
 

Phobia

Post n°455 pubblicato il 09 Novembre 2017 da La_Cura_dgl

    

La sua vita era stata costellata di paure.

Paura del buio.

Paura delle giostre.

Paura del vuoto.

Paura di apparire.

Paura di fallire.

Paura della folla.

Paura del volo.

La paura è istinto di conservazione.

E' adrenalina.

E' il campanello del pericolo.

La Signora Paura blocca.

Comprime.

Sussurra.

Ingoia.

Sputa.

E tu sei lì, immobile.

In bilico, tra conservare e cedere.

Arretrare o attaccare.

Piangere o ridere.

Ed è in quel momento che la guardi in faccia.

E non sei più quella di prima.

 

 
 
 

DaTergo

Post n°454 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da La_Cura_dgl

 

Si alzò dalla vasca con pelle tiepida e gocce di fatica.

Prese il suo asciugamo bianco e lo avvolse sul corpo.

Ciocche di capelli bagnati le rigavano la fronte.

Li scostò, ad una ad una.

In quell'istante sentì un dito tirarle indietro l'asciugamano, che subito cadde sul pavimento umido.

Quel dito sicuro le percorse la schiena.

Dalla nuca al coccige. Per poi risalire.

Stava ferma. Immobile. Tra i brividi di quella pressione.

Il dito la spinse, in avanti.

Premendo al centro della schiena.

Flettendosi, sotto la pressione della spinta, perse l'equilibrio.

Le sue gambe si fletterono mentre le mani si aggrapparono al bordo vasca.

Provò a voltarsi, ma una mano decisa le spinse la testa in avanti.

Per poi raccoglierle i capelli nel palmo.

" Stai ferma"- tuonò quella voce calda e profonda.

Trattenne anche il respiro, per stare in equilibrio.

Immaginava il suo corpo, da tergo.

Flesso. Umido. Aperto sotto la pressione di un dito.

La morsa sui capelli la tirò all'indietro.

Per poi piegarle il viso da un lato.

Allora sentì quel corpo asciutto e imponente appoggiarsi, irriverentemente.

Sentì staccare la presa e una mano sorreggerle il mento da un lato.

Una bocca calda ad un millimetro dalla sua.

E una lingua languida leccarle il viso.

" buongiorno luce"- gli scrisse con la lingua sul volto.

Per poi stringerla a sè e farla sparire tra le sua braccia immense.

 

 

 
 
 

Cum Dividere

Post n°453 pubblicato il 20 Settembre 2017 da La_Cura_dgl

 

-" Pronto"

- " Ciao Andrea, sono Rebecca, come te la passi? Non rispondi mai al telefono

e cominciavo a preoccuparmi!"

- " Me la passo. Anzi, passa"- sbottò Andrea.

Di ascoltare non ne aveva proprio voglia. Di parlare tantomeno.

Ascoltò, in silenzio, il vociferare di Rebecca per alcuni minuti pensando a ciò che passa.

Passa il tempo. 

Passano le automobili e le nuvole nel cielo.

Passa la mano fra i capelli mentre tampono i capelli bagnati e tiepidi.

Passano le risposte alle domande importanti.

Passa la bambina con lo zaino e gli auricolari.

Passano i ricordi.

Li' la mente si ferma e arretra. E il cuore misura le punture.

Fa ancora male? Meno, pensò Andrea.

Quando i ricordi assumono contorni definiti, il cuore comincia a battere a ritmo regolare.

Ora i contorni erano più chiari.

No. Lei non aveva il pelo sullo stomaco.

Anche se, astutamente, Simone glielo ricordava appicicandole un'antica etichetta sbiadita.

No. Lei non era stata insensibile.

Piuttosto aveva sentito di non poter essere ciò che lui voleva. 

No. Non esiste la piena condivisione.

Perchè si è in due per poter usare il primo pronome plurale.

E condividere significa " dividere con". Un altro o un'altra da sè.

Cos'è in fondo amare? 

Sentiva che non era più necessario dare la giusta definizione.

Lei non avrebbe più amato? Forse.

A lui lasciava le sue certezze.

E lei si teneva, con tiepida cura, l'ebrezza dei suoi dubbi.




 



 
 
 

Luna

Post n°452 pubblicato il 08 Settembre 2017 da La_Cura_dgl

Mi avresti portato sulla Luna.

Ma io avevo paura di camminare anche sulla terra.

 

 
 
 
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