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CHAMPIONS LEAGUE 2007

"A novembre potevamo sfasciarci, ora siamo campioni d'Europa. Il calcio è questo. Questo successo è stato costruito sul momento di difficoltà che abbiamo vissuto all’inizio della stagione. Me lo godo più di quanto non abbia fatto nel 2003, perché ad agosto avevamo iniziato con tante incertezze e le certezze le abbiamo trovate giorno dopo giorno. La mia è una gioia da condividere con tutte le persone che mi vogliono bene, con i tifosi e la famiglia. Perché alla fine si lavora e si cerca di vincere proprio per vedere la felicità di chi ti sostiene". Carlo Ancelotti, allenatore del Milan

"Il Milan ha probabilmente meritato di vincere, hanno alcuni giocatori fantastici. Ora abbiamo bisogno di andare avanti e rafforzare la nostra squadra, ma questo club può fare ancora un'altra di queste finali, ne sono sicuro". Gerrard, giocatore del Liverpool

 

COPPA ITALIA 2007

"Non avevo ancora vinto niente. Sono diversi anni che faccio l'allenatore ora una 'coppettina' la potrò mettere in bacheca anch'io: avevo detto a Mancini che se non avessi vinto mi sarei fatto prestare una delle sue. Il merito è dei ragazzi. La squadra ha passo avanti notevoli in questa stagione, ma anche nella scorsa. Dedico questa vittoria anche al presidente Franco Sensi» Luciano Spalletti, allenatore della Roma

"La Roma è stata bravissima all'andata, noi oggi siamo stati straordinari, abbiamo fatto la gara che volevamo, ma siamo stati sfortunati a non andare in gol nel primo tempo. Per me c'era il rigore su Stankovic. Nel secondo tempo siamo stati eccezionali, poi l'espulsione ci ha tolto un giocatore importante (Cordoba)". Roberto Mancini, allenatore Inter

 

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Creato da: freccia_argentea il 21/05/2006
Vincere, a volte perdere, arrendersi mai!

 

 

46 - 1 - 3 - 90+90... 16

Post n°105 pubblicato il 19 Maggio 2008 da freccia_argentea

Tranquilli, non vogliamo dare i numeri questa sera, naturalmente se volete giocarli al gioco del lotto fatelo pure, però poi in caso di vittoria dividiamo. I numeri del titolo sono i numeri che più rappresentano alcuni eventi sporivi della domenica appena trascorsa, quindi volendo potremmo aggiungerci anche il 18 e il 5 che sta per il mese di maggio, ma lasciamo perdere tutti questi numeri e andiamo a vedere il loro significato.

Il pilota della motogp con la Yamaha numero 46 ha vinto, anzi stravinto il gran premio di Francia sul circuito di Le Mans. Valentino Rossi è il suo nome, uno "sconosciuto" del gradino più alto del podio da un pò di tempo ma che dopo la vittoria in Cina bissa il successo guadagnando anche la 1° posizione nella classifica generale dei piloti, anche se il distacco dai diretti inseguitori, Pedrosa e Lorenzo, si limita per il momento a soli 3 punticini. Numero 3 che ricorre frequentemente nella gara della motogp di ieri, infatti ben 3 Yamaha anno occupato tutti i gradini d podio a diposizione: nell'ordine Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, il quale ha disputato una gara superlativa se si pensa alle varie cadute degli ultimi tempi e al fatto che abbia due piedi fuori uso, con le moto ufficiali e il texano, ex-compagno di box di Vale per qualche stagione, Edwards. Il pesarese vincendo ieri ha conquistato la sua novantesima vittoria nel circus del motomondiale raggiungendo Angel Nieto al secondo posto nella classifica di tutti i tempi, meglio di loro due ha fatto solo il grande Giacomo Agostini. Naturalmente non poteva mancare un siparietto di Rossi per festeggiare l'evento che per l'occasione si è fatto aiutare proprio dall'iridato Nieto al quale ha concesso di guidare la sua M1 mentre Rossi, stranamente in sella alla sua moto come passeggero, sventolava una bandiera a fondo bianco sulla quale c'era riportato proprio "90+90". Che dire: complimenti dottor Rossi!

Il pilota Yamaha ha avuto un altro motivo per festeggiare: qualche ora dopo il suo successo, la sua Inter ha conquistato lo scudetto numero 16 della sua storia, tra l'altro nell'anno del centenario. La Roma è stata campione d'Italia per un'ora fino a quando lo zingaro venuto dalla Svezia, come chiamano simpaticamente gli interisti Zlatan Ibrahimovic, segna una doppietta al suo rientro in una gara di campionato dopo un infortunio. Scudetto meritato o no? Chi arriva primo in classifica ha il merito di aver fatto meglio di tutti gli altri.

 
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L'ATTESA E' QUASI TERMINATA...

Post n°104 pubblicato il 17 Maggio 2008 da freccia_argentea

Mancano meno di 24 ore al termine del campionato italiano di calcio 2007/08. Fin dall'inizio c'era l'impressione che si trattasse di un'altro campionato cavalcato dall'Inter e domenica dopo domenica non avevamo che conferme fino a quando qualcosa è cambiato, stanchezza, infortuni, malumori in casa nerazzurra, fatto sta che la Roma, inseguitrice per il secondo anno della multinzionale milanese, si è ritrovata ad una giornata dalla fine a -1, quando ormai la squadra guidata da mister Spalletti giocava per divertirsi, per confermare quel secondo posto che gli garantisce la Champion's Legue senza preliminari. La roma quella spugna l'aveva buttata forse già prima dell'uscita dall'Europa che conta contro il Manchester United e soprattutto con l'infortunio del capitano, ma non andatelo a dire ai giocatori romanisti perchè loro hanno sempe affermato che in questo scudetto ci credevano e ci credono ancor di più ora, con o senza Totti, anche se alla fine lo vincerà l'Inter...

Scaramanzia o meno, ormai è giunta l'ora. Parma-Inter e Catania-Roma, due sfide che dcideranno le sorti di quattro squadre ma soprattutto la squadra campione d'Italia e chi invece scenderà nelle pene della serie B. Una settimana strana è stata questa che si porta al termine, soprattutto lunedì quando ovunque si parlava di calcio e dei risultati della domenica precedente, nei corridoi, negli uffici, per strada su mezzi pubblici, ragazzi e ragazze, bambini, adulti, calciofili e anche chi il calco non lo segue come primo sport, un unico comune denominatore, la sfida Inter- Roma che ormai va avanti da due anni. Una cosa è certa, qualunque risultato ci fornirà il campo non accontenterà tutti... al di là dei rimpianti di una squadra, della festa scudetto o di quella salvezza di un'altra, potremmo dire di aver assitito ad un campionato entusiasmante, deciso all'ultima giornata come pochi altri, ad esempio come il 5 maggio 2002... ma molto probabilmente questa volta il finale sarà più scontato. Staremo a vedere.

 
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ALLA RICERCA DEI CAMPIONI D'EUROPA

Post n°103 pubblicato il 02 Maggio 2008 da freccia_argentea

Nell'ultmo post avevamo sperato, e forse un pò ci credevamo, in una finale di Coppa Uefa un pò tricolore, un sfida tra la Fiorentina di Prandelli e il Bayern Monaco del goleador italiano Luca Toni ma i pronostici sono stati completamente ribaltati perchè non solo la Fiorentina ha perso ai rigori (l'andata e il ritrno sono  terminate allo scadere dei 90 minuti 0-0) l'accesso alla finalissima raggiunta invece dai Rangers Glasgow e per la prima volta dallo Zenit si San Pietroburgo. La squadra russa, sorpresa inaspettata di questo torneo europeo, ha sconfitto in casa 4-0 il Monaco dopo che l'andata era terminata 1-1 in terra tedesca.

I risultati dell'andata dell due semifinali di coppa uefa sono stati gli stessi delle semifinali del torneo europeo più importante, infatti in Champion's League Manchester-Bacellona terminò 0-0 mentre Liverpool-Chelsea terminò con un goal a testa, anzi  glio dire che fece tutto il Liverpool, gol del vantaggio e autogoal nei minuti di recupero del match, fotocopia il giorno dopo in Uefa all'Allianz Arena di Monaco dove il Bayern segna entrambi i gol della partita. Risultati identici all'andata ma non al ritorno. In Champion's League non c'erano pronostici certi, quando in semifinale ci sono squadre come Manchester, Chelsea, Liverpool e Barcellona ogni finale è permessa, nessun risultato sarebbe tanto sorprendente. Hanno conquistato la finale il Manchester, forse l'unica quadra dall'inizio favorita, e il Chelsea, che per la prima volta raggiunge la fase finale di  questo torneo. La prima ha sconfitto all'Old Trafford, dove si giocherà la finale di coppa Uefa, per 1-0 la squadra blaugrana, l'altra invece ha sconfitto i connazionali in casa ai supplementari per 3-2. Un altro derby caratteriaza questa finale, l'ultimo risale al 2003, derby italiano per la precisione, Milan-Juventus con i primi che si aggiudicarono il titolo di campioni d'Europa, quest'anno tocca agli inglesi contendersi la coppa.

Oggi iniziano a Madrid le Final Four di basket, scenderanno in campo Montepaschi Siena-Maccabi Tel Aviv e Cska Mosca del coach italiano Ettore Messina, alla sesta final four consecutiva (ha vinto l'Eurolega ben 3 volte) contro il Tau Vitoria. Siamo scaramantici, questa volta non riveliamo quale sarebbe la finale gradita, sarà il campo ad emettere il verdetto. In bocca al lupo!

 
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CHI SARA' LA FUTURA PRINCIPESSA D'EUROPA...

Post n°102 pubblicato il 23 Aprile 2008 da freccia_argentea

Nel post precedente abbiamo ilustrato le due semifinali di Champion's League, due sfide ricche di patos e spettacolo tra quattro grandi del calcio europeo. Ma un'altra squadra europea è stata sempre definita una grande anchese ultimamente è stata poco fortunata nel camponato europeo per eccellenza, e ora si presenta alle semifinali di coppa Uefa con un pò d'Italia, l'attacante ex-viola Luca Toni, che però salterà la partita di andata per squalifica. Naturalmente stiamo parlando del Bayern Monaco, fresco vincitore della Coppa nazionale grazie anche al talento italiano, che domani sera sfiderà il Zenit San Pietroburgo con l'unico obiettivo di conquistare la finale. Stesso obiettivo per la nostra Fiorentina che invece, sempre domani sera, sarà alle prese con i Rangers Glasgow nella partita di andata delle semifinali. A differenza della squadra tedesca che porta in campo solo un pò di colori azzurri, la squadra di Prandelli ospita gli scozzesi con lo scopo di portare avanti, fino alla finale, il tricolore. Tra l'altro la Fiorentina, dopo l'uscita della Roma dalla Champion's, è l'unica squadra italiana ancora in gioco in una competizione europea.

Quindi l'appuntamento è per domani sera con Fiorentina- Rangers Glasgow e Bayern Monaco- Zenit San Pietroburgo, le gare di ritorno sono previste il primo maggio. Che vinca il migliore ma gli italiani già sognano una semifinale speciale, un pò viola, un pò azzurra... per scaramanzia non diciamo nulla.

 
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PARTE LA CACCIA ALLA REGINA D'EUROPA

Post n°101 pubblicato il 22 Aprile 2008 da freccia_argentea

Settimana di semifinali in casa Europa, scendono in campo prima le pretendenti al trono di regina d'Europa, cioè Chelsea, Liverpool, Manchester e Barcellona, e in un secondo momento le pretendenti al titolo d principessa d'Europa, cosa che forse interessa maggiormente agli sportivi italiai visto che in entrambe le semifinali sono rappresentati inun modo o nll'altro i colori azzurri. Andiamo con ordine.

Stasera si disputa l'andata della prima semifinale di Champion's League, in campo ad Anfield scendono Chelsea e Liverpool. La favorita tra le due? Non è dato sapersi. Si sa soltanto che si tratta diun derby e quindi qualsiasi pronostico potrebbe essere ribaltato. Un derby inglese famoso in Europa questo che si svolgerà stasera tra Chelsea e Liverpool perchè si tratta terza volta nelle ultime quattro stagioni che questa sfida sia una delle due semifinali di Champions League. I Reds e il Chelsea, protagonisti di una sfida infinita che finora ha sempre visto prevalere la squadra di Benitez però quest'anno la prima gara si giocherà ad Anfield.

Equilibrio e combattimento sono previsti per la sfida di stasera, spettacolo spettacolo e ancora spettacolo sono previsti per la seconda semifinale: Barcellona - Manchester. Tutti gli occhi del mondo puntati sul Camp Nou per l'affascinante sfida tra Barcellona e Manchester United, primo atto della semifinale di Champions League. Una sfida che si preannuncia apertissima a ogni tipo di risultato ma, viste le caratteristiche delle due formazioni, tutto lascia pensare a una fiera del gol. United leggermente favorito, visto che la squadra allenata da Sir Ferguson sta dominando la Premier League ed è sicuramente più in forma rispetto a un Barcellona che proprio nella Champions ha l'ultimo obiettivo di una stagione fin qui poco esaltante. Le parole chiavi del match: Cristiano Ronaldo, Rooney e Tevez da una parte, Messi, Eto'o e Deco dall'altra.

 
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LA INDYCAR PARLA ROSA

Post n°100 pubblicato il 21 Aprile 2008 da freccia_argentea

E' finalmente arrivato il grande giorno per Danica Patrick. La 26enne statunitense del team Andretti Green Racing ha vinto la Indy Japan 300 sul circuito giapponese di Motegi ed è la prima donna a vincere in un Gran Premio della Indycar e in generale una corsa in pista ai massimi livelli, oltretutto in quella che era la 50a gara della sua carriera. La Patrick è passata in testa al 198° dei 200 giri in programma e ha vinto grazie alla strategia di corsa perfetta che le ha permesso di effettuare il suo ultimo rifornimento prima degli altri. Sul traguardo ha preceduto di 5"859 il brasiliano Helio Castroneves del Team Penske, partito dalla pole position. Terzo posto per Scott Dixon del team Chip Ganassi. In classifica Castroneves, pur senza vincere nemmeno una delle tre gare finora disputate, è in testa con 112 punti contro i 100 di Dixon e i 98 della bella Patrick.

Per il 100° post di questo blog, pubblicato tra l'altro da un'appartenente al gentil sesso, celebriamo una vittoria color rosa nel mondo delle corse, una vittoria strameritata per un pilota come la Patrick che ha fatto capire di che pasta fosse fatta dal primo giorno in cui è scesa in pista. Prima donna a condurre una 500 Miglia di Indianapolis, seconda a conquistar una pole position, dopo Sarah Fisher, eletta Rookie of Year el 2005, settima nel campionato 2007 e ora prima donna a vincere un gp in Indycar. Complimenti!

 
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ALLA CONQUISTA DELL'ANELLO

Post n°99 pubblicato il 20 Aprile 2008 da freccia_argentea

E' iniziata la corsa all'anello più famoso dello sport mondiale : 16 pretendenti, 8 per ogni Conference ma una sola la spunterà su tutte. Boston e Detroit nettamente favorite nella Eastern Conference, San Antonio e Lakers in pole position nella Western. La NBA non disdegnerebbe una finale "amarcord" fra Boston e Los Angeles Lakers. Le grandi favorite sono le due franchigie piu` conosciute e blasonate della palla a spicchi americana. Boston ha infatti chiuso al primo posto la Eastern Conference (66-16), agguantando anche il miglior record assoluto della lega e garantendosi con cio` il vantaggio del fattore campo anche nell`eventuale finale per il titolo, oltre che per tutte le serie sino ad allora. Los Angeles ha vinto sul filo di lana la corsa al primo posto ad Ovest (57-25), tornando sul tetto della Western dopo i fasti di inizio secolo quando spadroneggiavano in gialloviola Kobe Bryant e Shaquille O`Neill.

L'equilibrio regna a Ovest

Los Angeles Lakers (1)-Denver (8)
Los Angeles:
L’arrivo di Pau Gasol, un giocatore che sembra fatto apposta per l’attacco a triangolo di Phil Jackson, ha trasformato i Lakers. Adesso LA ha davvero pochi punti deboli e non è più solamente Kobe-dipendente. Andrew Bynum è ancora fuori ma contro i Nuggets non ci dovrebbero essere problemi per una squadra che punta decisa alla finale di conference.

La frase: “Non possiamo assolutamente sottovalutare Denver, Carmelo e Allen sono in grado di segnare 70 punti in due senza problemi” (Lamar Odom).
Punti: Bryant 28.3. Rimbalzi: Odom 16.6. Assist: Bryant 5.4. Stoppate: Gasol 1.5. Recuperi: Bryant 1.8

Denver:Denver è riuscita a superare al fotofinish Golden State assicurandosi l’ultimo biglietto per i playoff ma adesso arriva il difficile. Anthony e Iverson possono fare male alla difesa di LA e Camby sotto canestro può limitare Gasol, ma i Nuggets dietro concedono davvero troppo e contro i Lakers la montagna da scalare appare maestosa.
La frase: “I Lakers sono una grande squadra, ma io sono convinto che anche noi siamo una grande squadra” (JR Smith).
Punti: Iverson 26.4. Rimbalzi: Camby 13.1. Assist: Iverson 7.1. Stoppate: Camby 3.6. Recuperi: Iverson 1.9.
Così in regular season: 29 novembre Los Angeles-Denver 127-99, 5 dicembre Denver-Los Angeles 107-111, 21 gennaio Los Angeles-Denver 116-99.

New Orleans (2)-Dallas (7)
New Orleans:
Nonostante l’eccellente campionato i critici non sembrano credere davvero agli Hornets. Chris Paul, che ha disputato una stagione da Mvp, dovrà vedersela con un certo Jason Kidd ma il giocatore quest’anno ha sempre fatto benissimo contro i migliori playmaker della Nba. Sarà fondamentale la fisicità di West e Chandler sotto canestro e la produzione dalla lunga distanza di Stojakovic.
La frase: “Continuiamo a far ricredere i nostri critici, ma a me sinceramente non interessa quello che dice la gente di noi. Io so quanto valiamo” (Morris Peterson).
Punti: Paul 21.1. Rimbalzi: Chandler 11.7.
Assist: Paul 11.6. Stoppate: West 1.3. Recuperi: Paul 2.7. 

Dallas: I Mavericks devono fare un monumento a Dirk Nowitzki il quale ha stretto i denti dopo la brutta distorsione alla caviglia, trascinando Dallas alla postseason. Contro New Orleans però ci sarà bisogno dei punti dei vari Stackhouse, Terry e Howard. Jason Kidd, poi, dovrà riuscire a vincere il duello con Paul altrimenti per Dallas saranno dolori.
La frase: “Se Howard non gioca ai suoi livelli non penso che possiamo battere New Orleans” (Avery Johnson).
Punti: Nowitzki 23.6. Rimbalzi: Nowitzki 8.6. Assist: Kidd 9.5. Stoppate: Dampier 1.4. Recuperi: Kidd 2.1.
Così in regular season: 1 dicembre New Orleans-Dallas 112-108, 14 dicembre Dallas-New Orleans 89-80, 20 febbraio New Orleans-Dallas 104-93, 16 aprile Dallas-New Orleans 111-98.

San Antonio (3)-Phoenix (6)
San Antonio:
I campioni in carica hanno il vantaggio del fattore campo contro i Suns nella sfida più interessante del primo turno di postseason ma potrebbe non bastare. Duncan sembra avere problemi contro i Suns targati Shaq mentre Bowen, Finley e Barry sembrano avere una marcia in meno rispetto alla scorsa stagione. Ginobili e Parker sono comunque una garanzia.
La frase: “Ripartiamo da zero. Iniziano i playoff e mi aspetto un’intensità diversa dai miei giocatori”. Gregg Popovich.
Punti: Ginobili 19.5.
Rimbalzi: Duncan 11.3. Assist: Parker 6.0. Stoppate: Duncan 1.9. Recuperi: Ginobili 1.4. 

Phoenix: I Suns, ai quali non è ancor andata giù la controversa eliminazione nei playoff dello scorso campionato, avrebbero volentieri fatto a meno di questo incrocio al primo turno ma pensano di poter fare lo sgambetto agli Spurs grazie a uno Shaq che contro San Antonio quest’anno ha fatto molto bene. Stoudemire sta giocando una pallacanestro stellare, Mike D’Antoni però per battere i campioni in carica avrà bisogno del miglior Barbosa.
La frase: “Qualcuno dice che Ginobili non sarà al massimo. Impossibile, io lo conosco troppo bene, sarà al 100% e ci renderà la vita molto difficile” (Mike D’Antoni).
Punti: Stoudemire 25.2. Rimbalzi: O’Neal 10.6. Assist: Nash 11.1. Stoppate: Stoudemire 2.0. Recuperi: Hill 0.9.
Così in regular season: 17 dicembre San Antonio-Phoenix 95-100, 31 gennaio Phoenix-San Antonio 81-84, 9 marzo Phoenix-San Antonio 94-87, 9 aprile San Antonio-Phoenix 79-96.

Utah (4)-Houston (5)
Utah:
Lo scorso anno i Jazz eliminarono proprio i Rockets al primo turno al termine di una serie molto incerta, ora senza Yao Ming Boozer e Okur possono dominare la zona pitturata. A Kirilenko il compito di francobollare Tracy McGrady mentre Deron Williams dovrà dare i tempi giusti in regia. Korver dalla panchina può diventare il fattore X della serie.
La frase: “Hanno perso un giocatore fondamentale come Yao Ming eppure sono riusciti a giocare una buonissima pallacanestro. Vuol dire che sono una squadra davvero solida” (Carlos Boozer). 
Punti: Boozer 21.1. Rimbalzi: Boozer 10.4. Assist: Williams 10.5. Stoppate: Kirilenko 1.5. Recuperi: Brewer 1.7.

Houston: Senza Yao Ming Houston perde naturalmente tantissimo sotto canestro, ma i Rockets hanno dimostrato, grazie alla produzione di Alston, Battier e Scola, di poter sopperire all’assenza del centro cinese anche senza dover chiedere gli straordinari a McGrady. Per approdare finalmente al secondo turno della postseason, e avere la meglio quindi su Utah, T-Mac però dovrà rimboccarsi le maniche.
La frase: “Noi giocheremo senza nessuna pressione addosso. Sarà sicuramente un vantaggio” (Shane Battier).
Punti: McGrady 21.6. Rimbalzi: Scola 6.4.
Assist: McGrady 5.9. Stoppate: Mutombo 1.2. Recuperi: Alston 1.3.

Così in regular season: 1 novembre Utah-Houston 95-106, 27 gennaio Houston-Utah 89-97, 14 aprile Utah-Houston 105-96.
 

Fonte: Gazzetta.it

Grande sfida a Est

Boston (1)-Atlanta (8)
Boston: il pronostico non la lascia scampo agli Hawks. Boston, infatti, ha conquistano
ben 41 successi in più rispetto alla scorsa stagione (nuovo record Nba) e si presenta alla postseason in gran forma. La straordinaria difesa dei Celtics (solamente 90.2 punti concessi di media) alla fine farà la differenza; in attacco poi Garnett, Pierce, Allen e un sorprendente Rondo sono una garanzia.
La frase: “Nella regular season abbiamo sempre vinto contro di loro, ma non vuole dire nulla. Atlanta è una testa di serie numero otto molto pericolosa” (Kevin Garnett).
Punti: Pierce 19.6. Rimbalzi: Garnett 9.2. Assist: Rondo 5.1. Stoppate: Perkins 1.4. Recuperi: Rondo 1.6
Atlanta: Dopo otto stagioni gli Hawks finalmente rivedono la postseason grazie alla discreta pallacanestro mostrata negli ultimi due mesi. Atlanta ha del talento, a partire dalla coppia di guardie Johnson-Bibby fino al rookie Al Horford ma la differenza con Boston sulla carta è davvero abissale. Evitare il cappotto sarebbe già un buon risultato per gli Hawks. La frase: “Saremmo degli stupidi a pensare che non possiamo fare lo sgambetto ai Celtics” (Josh Smith).
Punti: Johnson 21.7. Rimbalzi: Horford 9.7.
Assist: Bibby 6.5. Stoppate: Smith 2.8. Recuperi: Smith 1.5
Così in Regular Season: 9 Novembre Boston-Atlanta 106-83, 2 Marzo Boston-Atlanta 98-88, 12 Aprile Atlanta-Boston 89-99

Detroit (2)-Philadelphia (7)
Detroit: il quintetto collaudato dei Pistons ha talento ed esperienza da vendere. Negli ultimi mesi anche la panchina, in particolare Jason Maxiell e Rodeny Stuckey, ha dato ottime indicazioni al tecnico Flip Saunders. Detroit punta decisa alla finale con i Celtics e la prima tappa di avvicinamento (i 76ers appunto) non dovrebbe creare grossi problemi a Billups e compagni.
La frase: “Dall’All Star Game i 76ers stanno giocando un’ottima pallacanestro. Credo che Philadelphia sia una delle squadre più sottovalutate della Nba” (Chauncey Billups).
Punti: Hamilton 17.3. Rimbalzi: McDyess 8.5.
Assist: Billups 6.8. Stoppate: Wallace 1.6. Recuperi: Billups 1.2

Philadelphia: Philadelphia arriva ai playoff con la consapevolezza di essere una delle squadre più in forma (a anche più sorprendenti) della Eastern Conference. Non basterà, nonostante l’esperienza di Andre Miller e la versatilità di Andre Iguodala, però per fare lo sgambetto ai Pistons.
La frase: “Detroit è una squadra solida che non commette mai errori. Per batterli dovremo riuscire a giocare ala perfezione” (Andre Iguodala).
Punti: Iguodala 19.9. Rimbalzi: Dalembert 10.4.
Assist: Miller 6.9. Stoppate: Dalembert 2.3. Recuperi: Iguodala 2.09

Così in Regular Season: 23 Novembre Detroit-Philadelphia 83-78, 23 Gennaio Philadelphia-Detroit 78-86, 12 Marzo Detroit-Philadelphia 82-83, 9 Aprile Philadelphia-Detroit 101-94.

Orlando (3)-Toronto (6)
Orlando: con Stan Van Gundy in panchina i Magic hanno concluso una stagione regolare davvero positiva, ora arriva la sfida dei playoff. Sotto canestro la fisicità di Howard creerà grossi problemi ai lunghi di Toronto (Bargnani incluso) e un Hedo Turkoglu reduce dalla sua miglior annata nella Nba può essere devastante contro la difesa canadese. Le guardie di Orlando, Nelson e Arroyo in particolare, però tendono a perdere troppi palloni, un autolesionismo che i Magic potrebbero pagare caro contro i Raptors.
La frase: “Adesso inizia il divertimento” (Stan Van Gundy).
Punti: Howard 20.7. Rimbalzi: Howard 14.2. Assist: Nelson 5.6. Stoppate: Howard 2.1. Recuperi: Lewis 1.2

Toronto: Toronto arriva alla postseason in un momento di forma precaria, 17 sconfitte nelle ultime 26 gare non sono sicuramente un buon biglietto da visita. In più Sam Mitchell non è riuscito a risolvere alcune contraddizioni, prima fra tutte il minutaggio troppo scarso di Andrea Bargnani e, soprattutto, dello spagnolo Josè Calderon, molto più solido in regia dell’incostante TJ Ford. Una sconfitta al primo turno, soprattutto se netta, potrebbe portare al licenziamento dello stesso Mitchell.
La frase: “Dwight è un buon amico, ma appena si va in campo non c’è amicizia che tenga. Io voglio solo vincere” (Chris Bosh).
Punti: Bosh 22.3. Rimbalzi: Bosh 8.7.
Assist: Calderon 8.3. Stoppate: Moon 1.3. Recuperi: Calderon 1.06.

Così in Regular Season: 7 Novembre Toronto-Orlando 96-105, 20 Febbraio Toronto-Orlando 127-110, 4 Marzo Orlando-Toronto 102-87

Cleveland (4)-Washington (5)
Cleveland: non c’è il solo LeBron James a far paura ai Wizards. "King" James è naturalmente in grado di vincere da solo ma in questa postseason potrà contare su una batteria di lunghi (Ilgauskas, Varejao, Wallace e Smith) destinata a mettere in grossa difficoltà la difesa di Washington. I problemi fisici di Pavlovic costringeranno coach Brown a regalare minuti e opportunità in attacco a Wally Szczerbiak.
La frase: “Siamo pronti. Sappiamo benissimo quello che dobbiamo fare, non vediamo l’ora di cominciare” (Daniel Gibson).
Punti: James 30.0. Rimbalzi: Ilgauskas 9.3.
Assist: James 7.2. Stoppate: Wallace 1.6. Recuperi: James 1.8.

Washington: il rientro di Gilbert Arenas, che ha disputato solamente 13 partite quest’anno, permette ai Wizards di coltivare ambizioni anche contro i Cavs. Jamison ha tirato la carretta tutto l’anno ma dovrà continuare a produrre; Butler, invece, dovrà riuscire nell’impresa di limitare il pericolo pubblico numero uno: LeBron James.
La frase: “Sono molto fiducioso. I playoff iniziano proprio nel momento migliore dei miei otto-nove giocatori più importanti” (Eddie Jordan).
Punti: Jamison 21.4. Rimbalzi: Jamison 10.2. Assist: Butler 4.9. Stoppate: Haywood 1.6. Recuperi: Butler 2.2

Così in Regular Season: 5 Dicembre Washington-Cleveland 105-86, 23 Gennaio Cleveland-Washington 121-85, 22 Febbraio Cleveland-Washington 90-89, 13 Marzo Washington-Cleveland 101-99.

Fonte: Gazzetta.it

Soffermiamoci su un sfida in particolare di questi quarti di finale di playoffs per far entrare in gioco il patriottismo: Orlando Magic - Toronto Raptors. Con i Raptors infatti scendera` in campo nei playoff, per la seconda volta consecutiva, il nostro Andrea Bargnani. Lo scorso anno il `mago` fu limitato da un infortunio, quest`anno invece il problema e` il suo coach Sam Mithell, che sembra aver perso un po` di fiducia nell`ex prima scelta del Draft 2006. Dare minuti a Bargnani e` fondamentale per Toronto, specie in una serie in cui l`opposto, ovvero `superman` Howard, potrebbe subirne l`atipicita`. Di contro, i Magic sfrutteranno la fisicita` del loro numero 1 e continueranno a cavalcare la splendida stagione di Hedo Turkoglu, uno dei tiratori piu` precisi dell`intera lega. La serie e` aperta, anche se l`ultima versione di Toronto (che si appoggera` come al solito sulla coppia Bosh-Ford) sembra non poter molto contro la squadra di Stan Van Gundy.

"Niente scuse, potevo fare meglio." Andrea Bargnani fa autcritica al termine della sua seconda regular season NBA. L'ex giocatore della Benetton Treviso pensa alla pagella personale. "Beh, visto che i numeri sono rimasti quelli di un anno fa... Contano i minuti giocati, non importa se parto dalla panchina o se sono nel quintetto titolare. Ho giocato meno dell'anno scorso e il rendimento è più o meno quello della mia prima annata" A guardare le cifre, tra la versione rookie e quella sophomore non è cambiato molto. Dai 25.1 minuti del 2006-2007 è sceso ai 23.9 del 2007-2008. Giù anche i punti: da 11.6 a 10.2 di media. Il suo pensiero sulla sfidea contro Orlando e il suo personale pronostico sulla finale: "Abbiamo avuto problemi recentemente con Miami, molto più scarsa di Orlando. Niente è impossibile in questo sport Orlando l'abbiamo già battuta quest'anno, ma non stiamo giocando una buona pallacanestro ultimamente. Dobbiamo fare molto meglio di così se vogliamo andare avanti. Nel tabellone della Eastern Conference è semplice indicare i favoriti: secondo me andrà fino in fondo Detroit. Nella Western Conference, invece, è un casino. Tutte le 8 squadre qualificate possono puntare alla finale. A Ovest può andare avanti San Antonio, ma in realtà possono fare strada tutti. Se pensiamo che l'ottava qualificata è Denver...". Il romano vede quindi una finale Detroit - San Antonio. E' anche un mago di pronostici il nostro Andrea? Staremo a vedere, ora la parola passa ai migliori parquet americani.

 
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ARBITRI, CHE DECISIONI!

Post n°98 pubblicato il 18 Aprile 2008 da freccia_argentea

Dieci giorni fa si commetava la partita di basket disputata tra la Legea Scafati e Benetton Treviso nellà città salernitana valida per il campionato di serie A elogiando Teo Soragna, capitano della Benetton, ke negli ultimi minuti pese la squadra per mano e la portò alla vittoria. Sicuramente un campione senza tempo ma del  fattaccio" non possiamo non parlare: a 27 secondi dalla fine dopo un primo fallo che portava Scafati in bonus, Wilson recuperava palla su Chalmers che tratteneva la presa. Sarebbe stata palla a due, con la freccia che premiava Scafati, palla in mano e tiro della vittoria, invece, inspiegabilmente , la terna arbitrale assegnava fallo a Chalmers, la freddezza del play biancoverde chiudeva le ostilità, sancendo, di fatto, la retrocessione della Legea in legadue, anche se è arrivata la matematica certezza solo domenica scorsa con la sconfitta di Scafati nel derby contro la Eldo Napoli e la vittoria de La Fortezza Bologna contro la già retrocessa Varese. 

10 giorni e l'errore arbitrale si moltiplica, non si quante volte, ma alcune deciosioni non prese sono molto dubbie. L'ambientazione è sempre la stessa, un Palamangano semi-deserto, presenti solo i fedelissimi e gli appassionati di basket visto che sul parquet scafatese c'erano ben due giocatori della nazionale italiana, 3 se si conta anche Datome, Fabio Di Bella e il nuovo talento italianopronto a rubare scena ai già americanizzati Bargnani e Belinelli, Danilo Gallinari, futura stella in NBA a detta di tutti  ed infatti è il top scorer della serata con 20 punti nelle fila dell'Olimpia Milano, immarcabile, chiedere a Gigi Datome. L'Armani Jeans occupa le posizioni che contano in classifica, ha raggiunto ormai i play-off ma vincere è importante per salire di qualche posizione in classifica, la Legea è ormai retrocessa ma gioca la sua penultima partita in casa e non ci tiene a regalare niente a nessuno perchè l'esito di questo campionato pesa e non è stato ancora digerito. Alle 20:30 la terna arbitrale fischia, inizia il match, molto equilibrato, Milano va in vantaggio ma Scafati è lì e non molla tanto da superare anche l'avversario. A tripla risponde tripla, a parla persa risponde parla persa e così via. Al rientro dal lungo intervallo Scafati incassa punti pesanti da parte degli avversari, fatto al quale la compagine scafatese ha ormai abituato, ma stavolta rientra in partita fino al suono della sirena finale che sancisce la vittoria di Milano, dalla sua sicuramente un Danilo Gallinari in più ma anche le sviste arbitrali a suo favore.

Due partite che hanno ricordato un pò quello ke successe alla quinta giornata di andata sempre in quel di Scafati tra la Legea e la Lottomatica Roma, anche lì decisioni arbitrali discutibili, sospensione della partita a pochi secondi dalla fine e partita persa a tavolino 0-20 da Scafati più multa e diffide varie. Errare è umano, gli arbitri hanno una pressione non indifferente sia nel basket che negli altri sport, vedere il calcio e l'ultima questione riguardante il caso Totti-Rizzoli, però questa sera in alcune occasioni è sembrato quasi ci fosse una mancanza di rispetto nei confronti di una squadra retrocessa e per di più di provincia che tra l'altro giocava nel suo palazzetto. Peccato. A volte una partita di basket può essere decisa da un episodio, un episodio in grado di sancire la retrocessione di una squadra ed è questo che alla fine fa più male.

 
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ALONSO VOLA, SCHUMI INSEGUE

Post n°97 pubblicato il 16 Aprile 2008 da freccia_argentea

Non è una notizia che risale a qualche anno fa quando il tedesco della rossa doveva vederserla in pista con l'intraprendente e giovane spagnolo a bordo dell'allora vincente Renault a è quello che è successo oggi nei test di Barcellona.

Il mercoledi` dei test Formula Uno in corso a Barcellona e` stata una giornata da `amarcord`. In pista c`erano sul tracciato catalano i due avversari che fino al 2006 hanno infiammato il Mondiale, Fernando Alonso e Michael Schumacher. Mentre lo spagnolo volava con una Renault R28 in netto miglioramento, il tedesco (ritiratosi da due anni) tornava al volante della Ferrari.

Ma entrambi sono impegnati anche su altri fronti. Il bi-campione del mondo prosegue nel suo scontro verbale con la scuderia di Woking: in una intervista rilasciata al quotidiano spagnolo "Marca", il campione asturiano ha sputato nuovo veleno sulla scuderia che è stata la sua casa nella scorsa stagione, anche se con un co-inquilino molto scomodo, lewis Hamilton. "La McLaren sembra una grande squadra, un team vincente, ma invece non lo è", spiega Alonso. "Ci sono tante scuderie in grado di costruire buone macchine. Sembrano vincenti, ma in realtà non lo sono, come nel caso della McLaren".  Parole dure ma, in realtà, fondate. La McLaren non vince dal 1999 (quando Mika Hakkinen fu campione del mondo), mentre l'ultimo titolo costruttori risale alla stagione precedente (1998, con Hakkinen ancora iridato).

Ben diversi i pensieri del tedesco, per il momento non sputa sentenze ma macina km su km in moto: Michael Schumacher è sempre un fenomeno. Dopo aver stupito tutti lo scorso novembre a bordo della Ducati di Stoner, il sette volte campione del mondo di Formula 1 ha sbalordito tutti in una prova di Superbike, disputatasi ieri in Ungheria, al Pannonia Ring. Schumi, partito in ultima posizione, ha guidato la sua Honda Fireblade al terzo posto. Ricordiamo anche il bel quarto posto per Michael Schumacher alla guida di una Ktm Super Duke nel trofeo Ktm corso a Misano a fine marzo. L'ex ferrarista, partito con il terzo tempo, ha pagato il pessimo avvio di gara che lo ha visto addirittura scivolare fino all'undicesimo posto nel primo dei dieci giri in programma.  Inoltre il tedesco negli ultimi giorni è sceso anche sul circuito del Lausitzring, vicino Dresda. Un impianto modernissimo, ma con tristi ricordi: vi perse la vita Michele Alboreto e sulla stessa pista Alex Zanardi ebbe il drammatico incidente che lo privò di entrambe le gambe. Schumi è salito in sella ad una Honda Fireblade CBR 1000 per un test del campionato tedesco Superbike (IDM). E stavolta non gli è andata proprio benissimo, ad una curva la moto è scivolata su una traccia d'olio e Schumi è stato sbalzato di sella. Nessuna conseguenza, anche perché in quella curva la velocità era di circa 80 km orari.  Non è stata la prima caduta di Michael da quando ha deciso di cimentarsi intensamente con le moto: il sette volte iridato di F.1 è caduto altre due volte all'inizio di aprile in una corsa sul circuito francese di Bresse. Naturalmente per il pilota tedesco non si tratta che di un hobby: "Nessuna seconda carriera in motocicletta. Questo è solo un hobby, ma anche quando faccio una corsa una volta ogni tanto non vuol dire che la faccia per scherzo, mi impegno sempre al massimo. Io non ho comunque ambizioni particolari di andare a correre in qualche serie". E' questa la sua dichiarazione più frequente quando gli si chiede se sta pensando ad un futuro in moto.

Chissà, è un campione, ha lasciato la Formula 1 da vincente dopo un campionato 2006 non vinto ma in cui è stato in lotta per il titolo fino all'ultima gara contro un giovanotto di nome Fernando Alonso. Fino a che punto uno come lui che si ritrova una bacheca di trofei di tutto rispetto ha intenzione di mettere in gioco tutto quello ke ha conquistato finora, è anche vero che si tratterebbe di un mezzo diverso che comunque non permetterebbe confronti con il suo passato ma se si va a vedere in fondo la situazione ci sono più contro che pro riguardo il suo ingresso in una categoria quale la motogp oppure la superbike. E' un passaggio complesso, forse più difficile di quello che stava per coinvolgere Valentino Rossi, che tra l'altro è più giovane, e avrebbe avuto più tempo a disposizione per imparare, per migliorarsi e perchè no per giungere alla vittoria. Vuole solo divertirsi, coltivare un hobby, seguire la passione per le moto che ha sempre avuto, lo stesso divertimento non potrebbe averlo correndo in auto perchè è quello ke ha fatto finora, è stato il suo lavoro e lo è ancora se si pensa ke ha ripreso l'attività di tester in Ferrari e poi è sempre un pilota pluriridato con le quattro ruote, scenderebbe in pista con una pressione maggiore. E' abituato a vincere, con qualsiasi mezzo scende in pista il suo obiettivo è quello di essere ancora una volta il migliore, credete che Lorenzo, Pedrosa e lo stesso Rossi gli lascerebbero strada libera?

 
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L'ULEB CUP VA IN SPAGNA

Post n°96 pubblicato il 14 Aprile 2008 da freccia_argentea

E` tempo di grande basket a Torino, dove è andata in scena la Final Eight della Uleb Cup. Ad oltre un decennio dall`uscita di scena della gloriosa Auxilium Torino, il Palavela ha ospitato da giovedì 10 fino a ieri le finali del secondo torneo continentale per squadre di club dopo l`Eurolega. Sono mancate all`appello le squadre italiane (eliminate sia la Fortitudo che Treviso).

I nomi piu`prestigiosi che si sono susseguiti sul parquet torinese sono stati sicuramente quelli di Rudy Fernandez, guardia ventitreenne della Joventut Badalona, del suo compagno Ricky Rubio (entrambi prossimi a giocare nella NBA) e di Henry Domercant, guardia ventottenne della Dynamo Mosca, che e` anche la grande favorita per la conquista del trofeo. Molti anche i giocatori gia` visti in Italia: Lubos Barton, Ruben Douglas e Milos Vujanic (Fortitudo Bo), Preston Schumpert (Milano e Treviso), Marko Tusek (Roma), Rick Apodaca (Scafati) e l`ex varesino Jerry McCullough. Senza dimenticare alcune curiosita`. Nel Girona, per esempio, gioca Marc Gasol, fratello del piu` famoso (e bravo) Pau, stella dei Los Angeles Lakers. A propostito di fratelli: nel Kazan milita Darjus Lavrinovic, stesso sangue di Ksistof, stella della Montepaschi Siena.

E' stato un infuocato derby di Istanbul ad aprire il ricco panorama delle Final Eight di Uleb Cup in programma al PalaVela Torino. La sorella minore dell'Eurolega quest'anno ha proposto un novero di pretendenti di tutto rispetto con due favorite d'obbligo: la Joventut Badalona di Rubio e Fernandez e la Dinamo Mosca di Domercant e Hansen.

Nella prima partita in terra piemontese il Besiktas è partita con i favori del pronostico contro il Galatasaray: la squadra di Ataman è prima nel campionato turco (contro il terzo posto degli avversari). Erano da tenere d'occhio i due purissimi talenti offensivi Shumpert e Apodaca che fino all'anno scorso dilettavano le platee italiane. Nelle file del Gatasaray fiches puntate su Dee Brown e sul talentino Akyol, dotato di grandissima qualità ma ancora non esploso definitivamente. Pronostico non rispettato, la formazione di Istanbul ha superato i concittadini del Besiktas con il punteggio di 61-60, grazie ad una tripla a 9 secondi dalla sirena finale di Cunuyt Erden, unico suo canestro della gara.

Il calendario ha proposto un derby anche nella seconda partita, questa volta a tinte iberiche. Badalona, 2a in classifica nell'ACB, ha affrontato il Valencia quinto. La squadra di García Reneses ha il miglior record di vittorie dell'intera Uleb Cup (13-1) e vanta l'eliminazione negli ottavi della corazzata Khimki, battuta sia all'andata che al ritorno. L'attenzione maggiore era rivolta a Ruben Douglas nelle file del Valencia, uno degli americani più forti del vecchio continente. Decisamente meno equilibrato questo quarto di finale, dove la squadra catalana ha superato per 77-67 il Pamesa Valencia, dominando per tutto il confronto.

La Final Eight di Torino si chiude nel segno del derby spagnolo tra Joventut Badalona e Akasvayu Girona: al Palavela di Torino si gioca per la vittoria in Uleb Cup e per un posto nella prossima Eurolega. Alla fine è proprio Badalona a vincere la Uleb Cup 2007-08, il secondo successo stagionale per la formazione allenata da Aïto Garcia Reneses dopo la Copa del Rey, che non solo riempie il palmarès della formazione catalana, facile vincitrice 79-54 sui connazionali del Girona, ma le consente già di essere qualificata alla prossima Eurolega. Un successo che mette ancora di più in evidenza il gioiello Rudy Fernandez, eletto Mvp della Final Eight disputata a Torino e con l’Nba nel suo futuro (Portland ne detiene i diritti ed è pronta a un grande sforzo per averlo).

La Joventut Badalona vince la Uleb Cup 2008 e arricchisce la bacheca catalana con il trofeo internazionale numero 5. Dopo i successi in Eurolega (1994), Coppa Korac (81 e 90) e Eurocup FIBA (2006) arriva anche quello di Torino.

 
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